Corso di Religione

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Ateismo.
Gli ateismi.

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Gli ateismi Il primo ateo che la storia della filosofia ricordi è Diagora di Melo, diventato ateo perché Dio non strafulminò uno spergiuro (uno che aveva pubblicamente giurato il falso invocando Dio).

Anselmo d'Aosta -1033-1109 d.C.
Dimostra l'esistenza di Dio


Diagora, anche se non ne negava l'esistenza, sosteneva tuttavia che Dio non si interessava degli uomini. Ma tanto bastava, secondo il filosofo, perché l'uomo non se ne facesse più un problema. E qui spunta già la sorgente più seria dell'ateismo: l'esistenza del male e dell'ingiustizia, tanto più se è generalizzata, nota e diffusa. Di conseguenza promuove l'ateismo anche la comunicazione unilateralmente amplificata di elementi negativi.

Il pensatore e politico Crizia, il più implacabile e "scientifico" dei trenta tiranni di Atene sostiene che gli dei sono una pura invenzione a scopo politico. A qualcuno, infatti, torna comodo sfruttare la religione per il suo interesse. Sono costoro, i falsari della religione, gli agenti più produttivi dell'ateismo. Tanti sono spinti all'ateismo proprio dall'incoerenza religiosa e dall'uso deviato della religione.

Protagora era un sofista, un mago e funambolo della parola e dei ragionamenti. Conosceva perfettamente l'arte di aver sempre ragione e di spuntarla su tutti, qualunque fosse la tesi che volesse sostenere. Evidentemente egli non poteva che fare professione di ateismo, altrimenti l'uomo di successo non avrebbe potuto essere la "misura di tutte le cose": noi diremmo adesso, altrimenti non avrebbe potuto essere lui il padreterno. Il suo fu un ateismo assai circospetto e intellettualmente fine.

Di Dio non possiamo dire che esiste né che non esiste. L'argomento è difficile, ci vorrebbe un'indagine certo più lunga della nostra vita e quindi è un tema, in pratica, tabù. Puntiamo più saggiamente allora su altro: qualunque altra cosa è più utile.

Protagora apre la stagione dell'agnosticismo: una posizione così instabile ed equivoca che da una parte sembra lasciare aperta la possibilità della ricerca di Dio e dall'altra ne vanifica il senso e offre la scusa intellettuale all'ateismo pratico, tutto proteso a offrire all'uomo voglioso lo spazio riservato a Dio.

Evernero vuole trovare una ragione dell'origine degli dei e crede di trovarla in qualcosa di simile alla genesi degli eroi. Gli dei sono uomini benefattori sociali "divinizzati" per riconoscenza.

Un pretesto per l'ateismo è quel sovradimensionamento della nostra ragione (detto appunto "razionalismo") che non permette che esistano realtà se non siamo d'accordo che esistano.

Noi, con la nostra ragione così come ora funziona ed è sviluppata, senza tener conto dei grossi margini di errore a cui, anche involontariamente, è sottoposta. Anche oggi, quante persone troviamo che non accettano Dio perché non è e non agisce come esse si aspettano!

L'Epicureismo è impressionato dalla paura degli dèi e cerca di neutralizzarli inserendoli in una zona franca che garantisca la loro indifferenza per gli uomini: gli intermundia. E' vero: una fondazione di Dio basata solo sulla paura porta a sbarazzarsi presto di Dio. A questo rischio sono più soggette le religioni che puntano tutto sull'infinita grandezza di Dio che non le religioni positive che puntano sulla sua bontà e condiscendenza, come il cristianesimo.

Gli Stoici notano che di Dio si parla come se fosse una forma umana, con un doppio esito: quello ateistico che porta ad affermare la non esistenza di Dio, o quello di una certa apertura più agevolata alla divinità. Qui si individua la difficoltà di un parlare troppo umano che banalizza la divina realtà e la rende spesso inverosimile: in fondo, che Dio è? E' come me! Nel periodo cristiano, il fenomeno dell'ateismo non è appariscente.

L'ateismo nei tempi moderni e postmoderni L’atesimo radicale ( Nietsche  : niente ha senso, neppure negare Dio.
L’ateismo agnostico (è impossibile perciò inutile ricercare la verità )
L’ateismo psicologico ( l'Io è assoluto : non devi rendere conto a nessuno delle tue fedi o delle tue scelte, )
L ’ateismo militante ( l'ateismo è l'unica verità : è bene applicarla ovunque soprattutto nelle politica )
L'ateismo a simbologia satanista (vedi: satanismo ). etc.

L' Ateismo neo-positivistico

E' con la rinascita dell'uomo unidimensionale e terrenista dell'età moderna e dell' illuminismo che l'ateismo tipico di club isolati e snob diviene un ateismo psicologico e una moda. Gli argomenti sono ripescati nel pensiero antico, ma gestiti da un'esplosiva nuova realtà: la scienza moderna.

Già alla sua nascita la scienza moderna era consapevole di essere una semplificazione della realtà ai fini operativi ed esprimeva l'esigenza di doversi inquadrare in un vero sapere integrale degno di questo nome.

Ma progressivamente si è infatuata di se stessa, si è autodefinita l'unica e piena verità e, come tale, ha preteso di dirigere tutta la vita.
Si è in un certo senso deificata, ha invaso tutto e si è posta in rotta di collisione con Dio. Ma non ha realizzato i suoi sogni più grandi, anzi, ha creato anche qualche complicazione in più: prova a pensare, ad esempio, alle guerre "scientifiche", al problema ecologico...

Ma non è riuscita a vincere il male e il dolore, soprattutto il dolore di non essere se stessi e di non assicurarsi un adeguato senso per la vita... Se la vorrebbe cavare però invitandoci ad aspettare ancora. Il mito della scienza non si è ancora del tutto esaurito.

Si parla così di un ateismo neo-positivistico: Dio non c'è, perché non è verificabile né con l'esperienza né con una proposizione logico-matematica. «Sono stato in cielo e Dio non l'ho visto», avrebbe affermato un astronauta russo. Alcuni lo chiamano ateismo banale.

Per discutere un po' questa posizione si deve notare che, di per sé, non è verificabile neppure il principio assunto dal neo-positivismo è cioè che : è vero solo ciò che è riconducibile all'esperienza logico-fattuale. (vedi Scientismo)

Ateismo pragmatista

Un'altra forma di ateismo tiene banco nella nostra cultura: l'ateismo pragmatista. Se ti serve a risolvere i tuoi problemi, allora una realtà è vera. Se non ti serve, è falsa. Ogni realtà in se stessa è niente: diventa qualcosa e diventa vera solo se ti risolve qualche problema, non importa in che modo.

Questo vale anche per la religione e Dio. Ben venga Dio, se ti risolve qualcosa o anche se ti dà l'impressione di risolverlo: è sempre un aiuto a vivere. Ma fermati qui: a Dio non dare un volto, una fisionomia, una storia, un'importanza, perché ti annullerebbe il favore che, senza saperlo, ti ha fatto!

Riconoscerai, in questo modo di ragionare, l'americanismo: tutto si misura dall'efficacia e dall'efficienza, la verità non conta niente!

Ateismo esistenzialista.

Il nome e l'etichetta sono fuori moda; la sostanza spunta però in ogni ricetta.
L'ateismo si constata, ma non basta: è anche una necessità per l'uomo.
E' solo togliendo di mezzo Dio che ogni individuo potrà affermare pienamente la sua libertà e i valori della vita.

Anche chi vive la religione, tutte le volte che lascia a Dio solo quegli spazi che il singolo uomo (o l'istituzione) non riesce a riempire, già per conto proprio è un ateo in via di sviluppo. Questo ateismo aerosolizzato spunta ancora nello spontaneismo, nell'educazione non direttiva (ti educo, lasciandoti fare ciò che vuoi), nell'abolizione di ogni regola e ogni controllo.

Predica anche la sostituzione della volontà con la spontaneità, la strumentalizzazione della persona, l'assenso alla violenza, l'arrampicata sociale, l'imperativo di sfondare a tutti i costi, l'abolizione della legge morale, la trasgressione come legge di vita e costruzione sociale, il pensiero debole o l'assurdismo equiparato alla verità (ossia più è assurdo più è vero!).

Relativismo filosofico

Alcuni filosofi ritengono che il linguaggio religioso non abbia significato alcuno : dire ad esempio che " in principio Dio creò il cielo e la terra " è del tutto arbitrario e privo di fondamento , di conseguenza non ha senso porsi la domanda sulla esistenza di Dio. Se la parola "Dio" non ha un senso , tutto ciò che si può dire è relativamente vero , di conseguenza tutto ciò che si può fare è relativamente buono o cattivo.

Positivismo logico o verificazionismo Il Positivismo logico ritiene che ogni affermazione che non è nè vera nè falasa, è senza senso. Una affermazione può essere vera o falsa solo se può essere verificata o flasificata da un esperimento o se è vera per definizione ( come l'affermazione " triangolo" ad esemio ) . Giacchè l'esistenza di Dio non può essere verificata da un esperimento e Dio non è una affermazione vera per definizione  porsi la domada sulla sua esistenza è un nonsenso.

Per le stesse ragioni andrebbe ritenuta senza senso la metafisica stessa.

L' Ateismo militante
Alcuni credono che le esperienze religiose siano illusorie. Essi pensano che esista un solo dio, l'uomo. Essi affermano un dogma: l'uomo è solo nella battaglia contro il male e la morte. Il male si può vincere con le sole forze umane e cercare aiuto negli dèi significa sottrarre energie preziose per questa battaglia.

Questi uomini combattono la loro battaglia per la felicità insieme agli altri, con buona volontà affidandosi sulle sole forze umane : sono gli atei militanti.

Si è diffuso un ateismo militante di origine marxista, impegnato a rendere tutti atei. I marxisti, quelli ortodossi (perché, anche qui, ve ne sono un'infinità) ragionano così: bisogna vivere con i piedi per terra, ossia far fronte ai bisogni della vita.

Per i marxisti valgono "solo" i bisogni materiali, da cui derivano tutti gli altri: soddisfatti questi, scompaiono tutti gli altri bisogni. Vedi allora che la religione, facendoti pensare a Dio, ti sottrae energie per il lavoro (unica realtà che trasforma la bestia in un uomo) e per eliminare le ingiustizie dalla società.

In questo caso, è come se chi crede in Dio desse una mano agli ingiusti perché le ingiustizie continuino. Dio diventa nel marxismo un concorrente dell'uomo. Quello che si prende, lo sottrae alla felicità terrena, che è poi l'unico spaccio di droga tra la gente ("oppio dei popoli") scandalo che ognuno deve impegnarsi a far finire in fretta, perché tutti ne van di mezzo: ecco perché è ateismo militante.

Anche i signori borghesi capitalisti non sono religiosi: hanno solo la religione dei soldi, che è un dio tutto per loro e a loro completa disposizione. Parlano di religione solo per tenere sottomessi gli altri con la paura di Dio. Sono ancora le premesse materialistiche (contano solo i bisogni materiali!) a pilotare l'ateismo marxista.

Dio ne esce malconcio, ma anche l'uomo è ridotto a macchina da lavoro e la vita, alla fin fine, non ha alcun valore. Se vuoi, ha valore per il lavoro che fai o per la rivoluzione che attui: ma a che pro', se poi è tutto materia che va a finire in niente? Ragionare così è una crudeltà mentale.

Secular Humanism e Ateismo organizzato fonte : CESNUR-www.cesnur.org

Molte enciclopedie delle religioni - non ultima la Encyclopedia of American Religions - dedicano un capitolo al secular humanism [=umanesimo secolare] e all'ateismo organizzato.
In effetti, ateismo e libero pensiero sono posizioni di minoranza.

Nella loro forma non organizzata, che coinvolge comunque minoranze rilevanti, non appartengono alla materia di questo progetto enciclopedico, costituendone semmai l'"ombra" o il contrappunto.

Un cenno è però dedicato all'ateismo e al libero pensiero organizzati, movimenti che non rappresentano se non una piccola percentuale di quel dieci-undici per cento della popolazione italiana che comprende atei e agnostici, cui offrono un modo ritualizzato di vivere la scelta non religiosa che permette di parlare di realtà "religiosamente irreligiose".

A quest'area appartengono l'organizzazione più antica e rappresentativa del libero pensiero italiano,
- l'Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno"
e - nate negli anni 1980 - altre due realtà nazionali :
- l'Associazione per lo Sbattezzo
- e l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.

Negli Stati Uniti gli specialisti discutono se a questa famiglia di pensiero "religiosamente irreligiosa" sia da ascrivere anche lo scetticismo organizzato, quando non esercita la sue critica solo nei confronti di religioni "nuove" o della magia, ma anche delle religioni tradizionali e maggioritarie. Analisti del movimento scettico come la folklorista Stephanie A. Hall hanno proposto di distinguere fra scettici "duri", che escludono l'esistenza di forze e poteri soprannaturali in genere (e polemizzano anche contro le religioni tradizionali) e scettici soft, che rimangono agnostici su argomenti come l'esistenza di Dio e l'efficacia della preghiera e preferiscono concentrare i loro strali sulle pseudoscienze o sulla magia.

Di fatto, la divisione fra due "anime" del movimento scettico si è manifestata nella storia dello CSICOP (il Comitato per l'Investigazione Scientifica delle Pretese del Paranormale), che è stato fondato nel 1976 e cui corrisponde in Italia il CICAP (Comitato Italiano di Controllo delle Affermazioni sul Paranormale).

La prevalenza nello CSICOP degli scettici "duri" - guidati dal filosofo Paul Kurtz, che è anche un dirigente importante del movimento secular humanist americano, e dall'illusionista James Randi - ha creato una serie di scismi degli scettici soft, fra cui alcuni co-fondatori dello CSICOP, che hanno dato vita a organizzazioni e riviste concorrenti. Mentre lo CSICOP organizza volentieri eventi in collaborazione con il movimento secular humanist e con l'ateismo organizzato, i gruppi scettici indipendenti e scismatici collaborano più spesso con movimenti cristiani che si oppongono alle "sette" e alla magia.

Per quanto questo dibattito sia interessante, e vi siano buone ragioni per ritenere che (tanto più nell'attuale contesto postmoderno), un'esclusione per principio (o una richiesta di impossibili "prove" accettabili da una scienza positivista) del soprannaturale e del trascendente sia una posizione che si sottrae alla verifica empirica e quindi a suo modo "religiosa", non riteniamo che lo CSICOP o il CICAP debbano essere presi in considerazione come esponenti tipici del mondo "religiosamente irreligioso". Quest'ultimo ha una sua storia, in cui hanno un ruolo non trascurabile i rituali dell'irreligione.

Per tralasciare esempi stranieri, un evento significativo per la nascita di un movimento di liberi pensatori e anticlericali organizzati in Italia è l'Anticoncilio di Napoli promosso nel 1869, in contrapposizione al Concilio Ecumenico Vaticano I, dal deputato Giuseppe Ricciardi (1808-1882) con la collaborazione di Giuseppe Garibaldi (1807-1882) Vi partecipano sessanta deputati e senatori italiani, venticinque movimenti laicisti, sessantatré associazioni locali di liberi pensatori.

Nel 1889 una raccolta di fondi per l'erezione del movimento a Giordano Bruno in Campo de' Fiori, a Roma, mobilita ulteriormente i liberi pensatori italiani. Questi eventi fanno da premessa alla nascita dell'Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno", prototipo del libero pensiero organizzato e di quel mondo "religiosamente irreligioso" che si è dato oggi anche forme diverse, e che lotta per non rimanere confinato nel cliché dell' anticlericalismo di maniera.





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