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Il pericolo della retorica islamofobica dei partiti politici europei in competizione elettorale .

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Con le prossime elezioni in Austria e in Germania, i partiti di estrema destra hanno tentato di alimentare la divisione usando la retorica islamofobica.
source : info@religionandgeopolitics.org

Il Partito della Libertà dell'Austria (FPÖ) ha affermato che "l'Islam non ha posto in Austria", sottolineando la necessità di "proteggere" la "patria e la cultura dominante".

In Germania, il partito Alternativa per la Germania (AfD) attacca i musulmani con lo slogan lo slogan "Burka: preferiamo il bikini".

L'AfD è diventato il terzo partito politico della Germania nel parlamento del paese dopo le elezioni di domenica.

Simili sentimenti assoluti ( totalmente pro o totalmente contro ) si riscontrano in tutte le popolazioni europee.

Secondo una relazione del Collettivo contro l'islamofobia della Francia, gli attacchi islamofobici in Francia sono aumentati del 500 per cento negli ultimi due anni.

Una relazione della Fondazione Bertelsmann ha affermato che il 57% dei tedeschi considerava i musulmani una minaccia e un recente sondaggio in Austria ha rivelato che quasi un terzo dei cittadini ha dichiarato di non gradire di vivere vicino ai musulmani.

E' possibile e preoccupante che tali pregiudizi possano aiutare il reclutamento di jihadisti.

L'emarginazione dei musulmani europei potrebbe giocare a favore dei gruppi jihadisti internazionali i quali potrebbero usare questa retorica anti-musulmana per la loro propaganda.

La narrazione "noi contro di loro" entra poi specularmente nell'ideologia dei gruppi come ISIS.

Se questa atmosfera permane in occasione di altri attacchi terroristici islamici sul continente europeo , i partiti politici moderati potrebbero strumentalizzarla per competere tra loro ma il reclutamento del jihad potrebbe espandersi.
The danger of Islamophobic rhetoric in European political parties .
With upcoming elections in Austria and Germany, far-right parties have attempted to stoke division using Islamophobic rhetoric.

The Freedom Party of Austria (FPÖ) has claimed “Islam has no place in Austria,” while stressing the need to “protect” the “homeland and dominant culture.”

In Germany, the Alternative for Germany (AfD) has targeted Muslims, using the slogan “Burkas: we’d prefer bikinis.” After previous defeats, the AfD is predicted to become Germany’s third-largest political party in the country’s parliament after the election on Sunday.  

Similar binary sentiments are seemingly held by elements of Europe’s populations.

According to a report by the Collective Against Islamophobia in France, Islamophobic attacks have increased by 500 per cent in France in the last two years.

A report by the Bertelsmann Foundation claimed that 57 per cent of Germans considered Muslims a threat, and a recent survey in Austria revealed that nearly a third of citizens said they would not like to live next to Muslims.  

Worryingly, it is possible that such prejudices could aid jihadi recruitment.

The marginalisation of European Muslims could play into the hands of international jihadi groups, who could use this anti-Muslim rhetoric in their propaganda.

Binary ‘us versus them’ narratives are mirrored in the ideology of groups like ISIS.

If this atmosphere continues alongside further Islamist terror attacks on the continent, moderate political parties could struggle to compete, while jihadi recruitment could expand. 



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