Piccolo Corso Biblico

Apocalisse : I paradigmi della storia della salvezza

I paradigmi della storia della salvezza Riferimento essenziale : APOCALITTICA GIUDAICA

Riferimento essenziale : APOCALITTICA CRISTIANA


Dio si è rivelato con un progetto di felicità universale. Israele viene eletto da Dio ad essere suo popolo perchè diventi modello esemplare di questa pienezza di vita da Lui donata ( shalom, felicità, pace) per tutti i popoli.


La religiosità di Israele ha accolto questo progetto ( il simbolo è la fede di Abramo , nome della tribù mesopotamica che Israele considera come sua origine) e ha cercato di parteciparvi fedelmente esprimendo una fede come quella di Abramo" in una religione ( alleanza, comandamenti, dottrine, culto, etc. ).

Gerusalemme doveva essere il Regno di Dio ( il dominio di Dio) , centro di un mondo felice ordinato dalla fede nelle Sue promesse salvifiche e invece , con il prevalere della religione sulla fede ( la Legge divina , il tempio, i sacerdoti, etc.) , essa era diventata una città come le altre, ora libera, ora oppressa , ora fiorente ora rapinata, devastata.

I profeti hanno continuamente annunciato il disegno di Dio , le promesse divine di felicità , ma Israele ha sempre preferito trovarla a modo suo , con la religione, ed ha finito rompere l'alleanza e diventare un popolo di schiavi ed oppressi.

Così come gli altri popoli che hanno rifiutato la via di Dio, Israele pensa di aver subito giudizi divini con sentenze terribili .

Signore, fino a quando ?

E' il ritornello del popolo che si sente permanentemente oppresso nella storia.

Sal 6,4 Trema tutta l'anima mia. Ma tu, Signore, fino a quando?
Sal 74,9 Non vediamo più le nostre bandiere, non ci sono più profeti e tra noi nessuno sa fino a quando.
Sal 90,13 Ritorna, Signore: fino a quando? Abbi pietà dei tuoi servi!


La storia salvifica di Isarele sembrava essere un ritorno ciclico delle stesse cose : salvezza-peccato-castigo-salvezza...


Il sapiente sa con certezza che la storia finirà con il compiersi del Regno dei Cieli, quindi bisogna interrogare la rivelazione ( nella linea profetica) e chiedere :

Quando e come finirà questo ciclo ? Come si può sperare ancora nelle promesse divine, avere ancora fede?

Il giudaismo crede che la storia sia preordinata da Dio e si chiede: ci sono comportamenti salvifici tipici, costanti e perciò prevedibili , del Cielo?

Quali sono i comportamenti tipici delle forze in gioco , in Cielo ( Dio) , nell' Aria ( potenze angeliche ) e in terra ( le potenze , gli imperi) ? Le potenze dell'aria ( angeli e demòni ) a che gioco giocano? A chi rendono conto? Come ci poniamo nella storia con la nostra libertà? Etc.

I paradigmi della storia visti con l'occhio della rivelazione divina diventano categorie teologiche per una teologia della storia.


L' apocalittica giudaica , collocandosi nella linea profetica ha elaborato dalla rivelazione storica di Dio alcune categorie teologiche di base. Altre ne ha aggiunte l' apocalittica cristiana . Queste categorie ritornano nel Libro dell' Apocalisse.

I nemici dell'Uomo
Mentre l'apocalittica giudaica parte dal presupposto che la storia è preordinata da Dio , Giovanni considera la storia aperta , risultato di un incontro-scontro di libertà : Dio, gli esseri celesti, gli uomini.

Spiriti e uomini che scelgono di contrastare il progetto salvifico di Dio a favore del loro Regno incarnano uno spirito maligno o demoniaco che li muove all'azione come " bestie della storia ".


Secondo l' At, Dio per instaurare il suo Regno di pace ( la felicità definitiva universale ) deve necessariamente eliminare tutto ciò che nel cielo, nell'aria , in terra e nel sottoterra vi si oppone, le potenze nemiche :
- della terra : i poteri umani che agiscono come bestie
- gli spiriti -bestie della terra : ( le ideologie e  religioni dei falsi profeti )
- le potenze nemiche nell'aria (gli spiriti-satani)
- le potenze nemiche del sottoterra ( gli angeli decaduti dal Cielo, i dèmoni )
- le forze decreative -caotizzanti del cosmo ( calamità , epidemie , corruzione )
- forze decreative dell'uomo :
il peccato che corrompe la creazione .
- il principe di questo mondo : la morte.

L' apocalittica giudaica apocrifa fa risalire l'origine del male nel mondo agli angeli ribelli che sono stati giudicati da Dio, puniti ed espulsi dalle dimore celesti e precipitati sulla terra. Qui si sono stabiliti nella porta degli inferi ( regno dei morti) . Da allora essi seminano il male e il terrore della morte nel mondo. Secondo questa mitologia essi costituiscono una personificazione dello spirito maligno o demoniaco che agisce in modo multiforme nel mondo per rovinare il disegno Dio .

Nella storia salvifica di Isarele era riconosciuti vari nemici // "satani" come istituzioni politiche, economiche , sociali, religiose, di fatto alleate contro Dio per esercitare un dominio sugli uomini.

Nei testi biblici più antichi è Dio stesso che punisce i nemici ed i malvagi del suo popolo ; questa funzione divina viene in seguito attribuita a funzionari divini , i satani , che agiscono per conto di Dio stesso . La funzione dei satani viene assunta da angeli ( come l'angelo sterminatore dell'Egitto ) e in seguito estesa dalla teologia alla seduzione degli uomini, al controllo delle loro azioni , etc.

Sono molti i satani citati nella bibbia e con funzioni diverse. Ci sono i satani tentatori :
1Cr 21,1 Un satana insorse contro Israele e incitò Davide a censire Israele.
[ il censimento era considerato un grave peccato ]
altri con funzione di saggiatori/ispettori per conto di Dio come il satana di Giobbe cap. 1 e 2. Questi possono colpire gli uomini , anche quelli di fede con piaghe provocatorie :
Gb 2,7 Il satana si ritirò dalla presenza del Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo.
Ci sono i satani accusatori che accusano gli uomini dei loro peccati davanti a Dio.
Zc 3,1 Poi mi fece vedere il sommo sacerdote Giosuè, ritto davanti all'angelo del Signore, e (un) il satana era alla sua destra per accusarlo.
Nella teologia giudaica la morte è il satana-principe che governa il mondo.

Ci sono poi gli oppositori, i satani della storia che utilizzano la politica, l'economia e la finanza, le forze militari, l'informazione e la comunicazione manipolata, la religione, etc. per sottrarre a Dio il suo popolo e dominarlo secondo prospettive di convenienza personale, di gruppo, di casta, etc.



I satani nell'At sono funzioni cosmico-storiche misteriose assunte da angeli o uomini che agiscono sempre sotto il controllo di Dio. Questo tuttavia non esclude - sul piano teologico - che il demoniaco esista "per sè ".

Satana
Il termine satan senza articolo ( satana ) compare a partire testi del giudaismo postesilico e negli apocrifi giudaici, così come nel NT e nei testi del magistero cristiano, per indicare il satana autore primordiale della tentazione dell'uomo al male , il serpente antico del peccato delle origini , un dèmone da cui provengono tutti i demòni possibili e immaginabili .


L'Apocalisse smaschera l'identità dei satani
L’Osservatore Romano, 26 giugno 1975 (cfr Enchiridion Vaticanum , vol. 5, nn. 1347-1393, pp. 830-879).

" .. L’Apocalisse è soprattutto il grandioso affresco in cui risplende la potenza di Cristo risorto nei testimoni del suo vangelo: essa proclama il trionfo dell’Agnello immolato; ma ci si ingannerebbe completamente sulla natura di questa vittoria se non vi si vedesse il termine di una lunga lotta in cui intervengono, mediante le potenze umane che si oppongono al signore Gesù, satana e i suoi angeli, distinti gli uni dagli altri, come pure i loro agenti storici.

[ Gv 8,44 Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c'è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. ]

È infatti l’Apocalisse che, sottolineando l’enigma dei diversi nomi e simboli di satana nella sacra scrittura, ne smaschera definitivamente l’identità. La sua azione si svolge in tutti i secoli della storia umana sotto gli occhi di Dio.

Non sorprende perciò che, nel vangelo di san Giovanni, Gesù parli del diavolo e che lo qualifichi « principe di questo mondo »[ il principe di questo mondo / il capo di questo ordinamento mondano contrapposto al capo dell'ordinamento celeste cioè Dio , è l'angelo della morte , cioè la morte- secondo i rabbini ; sono i capi dell'ordinamento religioso mondano giudaico , in Gv, secondo Gesù. ]

[Gesù sta per essere ucciso , gettato fuori dall'ordinamento del mondo; la morte sarà gettata fuori dalla creazione, l'ordinamento del Cielo, con la Sua resurrezione. n.d.r.] Certamente, la sua azione sull’uomo è interiore; ma è impossibile vedere nella sua figura soltanto una personificazione del peccato e della tentazione. Gesù riconosce che peccare significa essere « schiavo », ma non identifica per questo con satana né questa schiavitù né il peccato, che in essa si manifesta.

Il diavolo esercita sui peccatori solo una influenza morale, nella misura in cui ciascuno acconsente alla sua ispirazione: liberamente essi ne eseguono i « desideri » e fanno « la sua opera ».

Soltanto in questo senso e in questa misura satana è il loro « padre », perché tra lui e la coscienza della persona umana resta sempre la distanza spirituale che separa la « menzogna » diabolica, dal consenso che ad essa si può dare o negare, allo stesso modo che tra Cristo e noi esiste sempre la distanza tra la « verità » che egli rivela e propone, e la fede con la quale viene accolta. Per questo motivo i Padri della Chiesa, convinti dalla sacra scrittura che satana e i demoni sono gli avversari della redenzione, non hanno mancato di ricordare ai fedeli la loro esistenza e la loro azione.

...Paolo non identifica il peccato con satana; nel peccato, infatti, egli vede prima di tutto ciò che esso è essenzialmente, un atto personale degli uomini, e anche lo stato di colpevolezza e di accecamento nel quale satana effettivamente cerca di gettarli e mantenerli. In tal modo, Paolo distingue bene satana dal peccato.

L’apostolo, il quale davanti alla « legge del peccato che sente nelle sue membra » confessa anzitutto la sua impotenza senza la grazia, è quello stesso che, con estrema decisione, invita a resistere a satana, a non farsi dominare da lui, a non dargli occasione o vantaggio e a schiacciarlo sotto i piedi.

Perché satana è per lui una entità personale, « il dio di questo mondo », un avversario furbo, distinto sia da noi che dal peccato, che egli suggerisce.

Come nel vangelo, l’apostolo lo vede all’opera nella storia del mondo, in quello che egli chiama « il mistero della iniquità »: nella incredulità che si rifiuta di riconoscere il signore Gesù e anche nell’aberrazione della idolatria, nella seduzione che minaccia la fedeltà della Chiesa a Cristo suo sposo, infine nel traviamento escatologico che conduce al culto dell’uomo messo al posto di Dio.

Certamente, satana induce al peccato, ma si distingue dal male che egli fa commettere.


Secondo la tradizione cattolica il demoniaco non coincide con il male morale o il peccato ; piuttosto esso è tutto ciò che si oppone al disegno creativo di Dio , cioè alla felicità della creazione e quindi dell'umanità . .."


Il marchio sulla fronte
Chi vuole dominare l'uomo , sia esso civile o religioso , si oppone a Dio, al suo disegno creativo/salvifico, al suo Regno .

Chi invece appartiene a Dio non può accettare il dominio di nessun imperatore/dominatore di questo mondo (che significherebbe portare la sua immagine/icona /marchio sulla fronte ).


Gesù avvertirà i suoi oppostori ( letteralmente i satani ) civili e religiosi : restituite a Cesare ciò che è suo, ciò che porta la sua immagine/marchio , le monete romane ( che raccolgono alla sua appartenenza coloro che le usano ) e restituite a Dio ciò che è suo, l'uomo ( tipicamente il suo popolo, Israele ) che porta la sua immagine/marchio.

Nella numerologia giudaica 3 è la pienezza e 7 la perfezione. L'imperfezione è 6. Così se 777 è la pienezza della perfezione, 666 è la pienezza dell'imperfezione.

Avere il marchio 666 sulla fronte significa appartenere alla pienezza della imperfezione umana, cioè essere perfettamente falliti come uomini , decreati a bestie peggiori degli animali creati , quindi destinate ad una appatenenza definitiva ad un "cosmo fallito".

La palingenesi cosmica
La Parola ha creato il cosmo e così anche la parola profetica di Dio agisce nella storia come parola creatrice ma si rivolge alla libertà umana , al cuore (= coscienza ) .

Rispetto a questa parola-volontà divina sorgono alleati che collaborano ed oppositori che la contrastano : ad un certo punto interviene il giudizio divino e la sentenza -secondo il giudaismo-è sempre salvezza per i giusti e castigo per i nemici .

Nella esperienza storica cristiana la parola divina ( Gesù) è sempre un giudizio per gli uomini ( che ricapitolano in sè tutta la creazione) e la sentenza è
- creazione/salvezz
a se la parola viene accolta ed eseguita
- caotizzazione/decreazione se la Parola viene respinta.

La Parola si rivolge sempre alla coscienza//libertà umana e la sua accoglienza o rifiuto è un autogiudizio dell'umanità.

Questo autogiudizio coinvolge nella storia anche il cosmo in quanto tutto ricapitolato  nell'uomo.
Corruzione, calamità , guerre etc. non sono punizioni divine ma conseguenze delle scelte umane in relazione all'offerta salvifica divina , Gesù.

Nella teologia AT il giudizio divino cade sempre sull' "oggi" della storia ma la sentenza può essere differita, eseguita in futuro coinvolgendo tutti e tutto :

- se c'è conversione all'alleanza la sentenza può essere rinviata o annullata.
- la sentenza verrà eseguita ma il castigo muoverà alla conversione .Se il castigo-disastro diventa inevitabile allora sarà la sofferenza portata dal castigo a stimolare il popolo alla conversione al disegno divino di salvezza.
- la sentenza viene eseguita ed il castigo è devastante ma non distrugge tutto Israele , un " resto" viene salvato e l'alleanza rimane in piedi . Questo resto di Israele viene interpretato come l'Israele fedele all'alleanza per il quale Dio , in virtù dell'alleanza, deve intervenire ancora in modo salvifico.
- la sentenza viene eseguita e dopo il castigo Dio " consola" il popolo, rinnovando la vita in Israele.

Il criterio di giudizio è lo spirito dell'alleanza tra Jhwh e Israele e la sentenza , l'oracolo di Jhwh per Israele e per le nazioni, può essere evitato con la conversione all'alleanza ; da qui l'indicazione per l'azione storica dei profeti per i re e i popoli.

Secondo questa teologia AT ,tra la " parola divina" ( = giudizio divino , sentenza divina, promessa) ed il suo compimento (= esecuzione , attuazione ) c'è sempre uno " scarto " : l'attuazione storica della parola non corrisponde esattamente alla sentenza annunciata dal profeta così che la storia rimane sempre aperta ad un compimento futuro e dunque ad uno sviluppo aggiuntivo.

Questo ulteriore sviluppo storico deve essere considerato come un periodo dato da Dio per la conversione e la conseguente salvezza-collaborazione con il disegno divino.


2Pt 3,9 Il Signore non ritarda nell'adempiere la sua promessa, come certuni credono;
ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che
tutti abbiano modo di pentirsi.

Le narrazionidi catastrofi cosmiche ( caotizzazione e decreazione ) nella apocalittica cristiana corrispondono alla storia in cui Dio, " approfittando della caotizzazione" interviene con la sua Parola-Gesù per riconfigurare il mondo introducendovi nuove salvezze.

La storia quindi contiene sempre interventi salvifici divini per mezzo dell sua Parola, Gesù ed è sempre da considerarsi storia della salvezza-compimento della creazione nel'lUmanità compiuta e Definitiva. Per opera di Gesù.

La narrazione di eventi storici sconvolgenti - per questo chiamati apocalittici cioè rivelativi di una salvezza -corrisponde alla riconfigurazione del cosmo verso la sua salvezza-compimento definitivo.

I terremoti, il sole che non dà la luce o le stelle che cadono… non sono da prendere come catastrofi reali , ma come paradigmi dei processi storici in cui il cosmo viene liberato per mezzo della Parola ( Gesù che agisce per mezzo dello Spirito ) dai suoi tiranni.

Il sole che si oscura etc. - stereotipo che indica sconvolgimenti nei poteri della creazione-storia, guerre, cadute di imperi etc .

Sono tutti indicatori/simboli che il potere del demoniaco trema di fronte alla resurrezione di Gesù , alla evangelizzazione del mondo, al dono della Vita che supera la morte agli uomini e all'estendersi del Regno di Dio.

Sole e luna
sono anche gli dèi pagani che fanno capolino di fronte al sorgere del Regno di Dio nella comunità messianica della Luce.


Con la sua parole ed opere Gesù ha sconvolto il modo di intendere i rapporti con Dio e con gli altri, il modo di guardare al futuro e di posizionarsi nella storia : chi Lo accoglie si orienta sempre e solo a favore dell'Umano.

Quando l’uomo, accogliendo la proposta di Gesù cresce in Umanità, i tiranni ( politici, militari, culturali, religiosi etc. che si oppongono al bene dell ' uomo e si presentano come astri // dèi pur comportandosi come bestie increate ) vengono sconvolti e abbattuti , i fenomeni cosmici terribili che vengono narrati (terremoti etc.) sono l’immagine di questo sconvolgimento.

La narrativa apocalittica fa sì che gli eventi catastrofici non siano storicizzabili ( quindi reali e prevedibili) ma costituiscano un paradigma che permette di leggere - ed in qualche modo prevedere- lo svolgimento della storia e consentono di posizionarsi in essa in comunione di Spirito con Dio e con Gesù che intervengono sempre a favore dell'uomo e del suo compimento nella perfezione.

" ..Con questo modo originale di scrivere l’autore dell’Apocalisse , ispirandosi ai profeti AT quanto a linguaggio e immagini, ha fatto come quello scriba ricordato in Mt 13,52, del quale Gesù - dopo aver spiegato le parabole ai suoi -dice: “per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”.

Giovanni, seguendo l’insegnamento di Mt 13,52 ha dato la priorità al Nuovo, e alla luce del Nuovo ha saputo interpretare l’antico. L’antico non valore in sé stesso, ma solo alla luce del nuovo. (***)


L'Apocalisse non è una sapienza venuta da Dio a Giovanni perchè annunci gli eventi storici previsti da Dio stesso ( il cristianesimo aveva già imparato che la storia non è un percorso preordinato da Dio ) perciò utilizzarla come disvelamento del futuro è una sciocchezza.

Non si tratta -per l'autore- di prevedere i fatti che accadranno,  bensì di leggere con la sapienza divina la dinamica della storia ; discernere il disegno salvifico di Dio da quello decreativo degli oppositori , trovarne i paradigmi e fare le scelte giuste .

" ... Quando “apocalisse” perde il significato esatto di “rivelazione” e diventa sinonimo di “catastrofe” è facile scambiare il libro per una raccolta di profezie che annunciano dettagliatamente tutti gli avvenimenti della storia fino alla fine dei tempi. Il risultato è una lettura perversa che sfrutta la paura della gente e il timore delle punizioni divine.

In questa fuorviante interpretazione il testo sacro è oggetto di una sottile manipolazione che facilmente porta a una sterile fuga dalla realtà.

(***)


La chiave di lettura della storia Gesù è il Vittorioso perchè è già Uomo Compiuto e Definitivo ed è Colui che salva continuamente la creazione-storia fino a condurla al suo compimento , l'Uomo Definitivo.

Dalla croce Egli dona perennemente alla creazione ( ricapitolata nell'uomo) il suo Spirito che è la Vita dell'eterno.



Questo dono è per ogni uomo ed è mediato dalla sua Parola e dai sacramenti della sua Chiesa. E' dato perchè diventi storia di salvezza.

La chiesa//comunità dello Spirito per le beatitudini è il segno permanente della sua efficacia.     -->     

crux

Lo scaturire del sangue di Cristo è la sorgente della vita della Chiesa.Benedetto XVI- omelia nella cattedrale di Londra , settembre 2010.

"San Giovanni, come sappiamo, vede nell’acqua e nel sangue che sgorgano dal corpo di nostro Signore la sorgente di quella Vita divina che è donata dallo Spirito Santo e ci viene comunicata nei sacramenti (Giovanni 19, 34; cfr. 1 Giovanni 1, 7;5, 6-7).

La lettera agli Ebrei ricava, potremmo dire, le implicazioni liturgiche di questo mistero.

Gesù, attraverso la sua sofferenza e morte, la sua auto-donazione nello Spirito eterno, è divenuto il nostro sommo sacerdote e "il mediatore di un’alleanza nuova" (9, 15).

Queste parole richiamano le stesse parole di nostro Signore nell’ultima cena, quando egli istituì l’eucarestia come sacramento del suo corpo, donato per noi, e del suo sangue, il sangue della nuova ed eterna alleanza sparso per la remissione dei peccati (cfr. Marco 14, 24; Matteo 26, 28; Luca 22, 20).

Fedele al comando di Cristo "fate questo in memoria di me" (Luca 22, 19), la Chiesa in ogni tempo e luogo celebra l’eucarestia, fino a che il Signore ritorni nella gloria, rallegrandosi nella sua presenza sacramentale e attingendo alla forza del suo sacrificio di salvezza per la redenzione del mondo.

La realtà del sacrificio eucaristico è sempre stata al cuore della fede cattolica. Messa in discussione nel XVI secolo, essa venne solennemente riaffermata al Concilio di Trento, nel contesto della nostra giustificazione in Cristo.

Qui in Inghilterra, come sappiamo, molti difesero strenuamente la messa, sovente a caro prezzo, dando vita a quella devozione alla santissima eucaristia che è stata una caratteristica del cattolicesimo in queste terre.

Il sacrificio eucaristico del corpo e sangue di Cristo comprende a sua volta il mistero della passione di nostro Signore che continua nei membri del suo corpo mistico, la Chiesa in ogni epoca.

Il grande crocifisso che qui ci sovrasta, ci ricorda che Cristo, nostro eterno sommo sacerdote, unisce quotidianamente i nostri sacrifici, le nostre sofferenze, i nostri bisogni, speranze e aspirazioni agli infiniti meriti del suo sacrificio.

Per lui, con lui ed in lui noi eleviamo i nostri corpi come un sacrificio santo e gradito a Dio (cfr. Romani 12, 1). In questo senso siamo presi nella sua eterna oblazione, completando, come afferma san Paolo, nella nostra carne ciò che manca alle sofferenze di Cristo a favore del suo corpo, che è la Chiesa (cfr. Colossesi 1, 24).

Nella vita della Chiesa, nelle sue prove e tribolazioni, Cristo continua, secondo l’incisiva espressione di Pascal, ad essere in agonia fino alla fine del mondo.
""
(Pensées, 553, éd. Brunschvicg).



La Pasqua di Gesù è un evento sempre attivo nella storia . Gesù attrae a sè gli uomini con la sua vittoria sul satana/morte, con la sua pasqua .

Il giudizio divino escatologico definitivo , risolutivo, annunciato e intravisto da profeti e apocalittici dell'AT è avvenuto in Gesù : Dio " è passato" ( pasqua ) ed ha eseguito il suo giudizio definitivo sulla creazione-storia "salvando" Gesù crocifisso con la resurrezione e "sterminando" il principe del mondo cioè la morte .

Questo giudizio risolutivo , questa " pasqua " che i cristiani memorializzano continuamente nella cena eucaristica è attivo nella creazione-storia fino alla sua piena trasformazione in Nuovo Mondo.

L'espressione che ritorna nel Libro, " perchè è giunta l'ora" indica che l'"ora" è una pasqua/ giudizio escatologico permanente ; non un evento futuro ma un evento già avvenuto e che continuamente avviene.

vangeter

Il male e l'ingiustizia agiscono ancora nella creazione-storia e ne fanno le spese anche i cristiani. Ma nel processo , negli eventi tribolati agisce sempre anche la salvezza che Dio vi ha seminato , Gesù.

Gesù non si è sottratto all'azione del maligno e dei suoi alleati ( che appartengono anche alla religione! ) : nel momento in cui questa violenza lo uccide , la Vita dell'eterno che è in Lui opera la resurrezione , nella pienezza del suo essere, Uomo definitivo. Questa salvezza o compimento dell'uomo nella perfezione definitiva, Gesù la offre all'umanità

Dio non interviene nella creazione-storia " sterminando" una volta per tutte i nemici
( come fece con l'esercito del faraone nell'esodo dall'Egitto ) ma "potenziando" con il suo Spirito/Vita coloro che accolgono Gesù, nella loro umanità, donando loro la capacità di Uomini mossi dal suo Spirito e di compiersi in pienezza, nella perfezione dell'Uomo Definitivo.

Nella storia che si svolge Dio fa continuamente una nuova creazione/umanità per mezzo di Gesù che continuamente offre/dona la sua pasqua.



Tutta la salvezza, cioè il compimento della creazione nella perfezione, è lì : è la pasqua di Gesù che si fa dono di una pasqua permanente della sua chiesa.

Giovanni interpella le comunità sul proprio ruolo di fronte alla storia, sollecitandola ad accogliere -nella tribolazione permenente- la pasqua di Gesù e collaborare al progetto del Padre di estendere la Nuova Creazione, il Suo Regno.

Ap 4,8 I quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi; giorno e notte non cessano di ripetere: «Santo, santo, santo il Signore Dio, l'Onnipotente, Colui che era, che è e che viene!».

Gesù -nel nuovo eone, negli eventi storici- viene a salvare , sempre, continuamente. Lui è la chiave di tutto. A Lui bisogna guardare in ogni istante della storia

Questa è l'essenza del messaggio del Libro.


La narrazione

Ap 1,1 Rivelazione di Gesù Cristo, al quale Dio la consegnò per mostrare ai suoi servi le cose che dovranno accadere tra breve. Ed egli la manifestò, inviandola per mezzo del suo angelo al suo servo Giovanni,2 il quale attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto.

Giovanni conosce il modo salvifico di agire di Gesù nella creazione-storia , lo ha già narrato nel suo Vangelo.

Il paradigma della salvezza ( l'Uomo compiuto, definitivo) è Gesù e Giovanni è suo testimone .

Per questo può dire che egli ha attestato come parola di Dio e testimonianza di Gesù Cristo tutto ciò che ha visto. Scrive alla fine del suo vangelo:

Gv 21, 24Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte,
e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. 25Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.


Ciò che Giovanni scrive nel Libro è rivelazione di Gesù , cioè fatti salvifici di Gesù e parole - dei profeti , delle scritture, del Cielo ( = di Dio) che ne disvelano il significato .

I fatti di Gesù e le parole di Giovanni che li interpretano , costituiscono la rivelazione ( apocalisse ) di Gesù


Le cose che devono avvenire tra breve Le cose che devono avvenire tra breve , : formula apocalittica presa da Dn 2,28 secondo il quale la storia è pedeterminata e tutto accade perchè Dio lo vuole .

La storia cristiana a partire da Gesù ha rivelato ben presto ch non tutto ciò che accade è riconducibile a Dio perchè nella storia agiscono gli uomini e gli esseri dotati di libertà che comunemente chiamiamo angeli ( buoni e cattivi) .

Solo gli interventi divini accadono perchè Dio lo decide ( devono ) ed essi sono sempre salvifici . Questi interventi sono assimilabili a sentenze che Dio emette dopo un giudizio sulla storia .

I giudizi divini sono sempre imminenti perchè Dio continuamente giudica la storia e interviene di conseguenza per salvare la sua creazione guidando la storia verso il compimento , il Regno di Dio definitivo .

In questo processo agisce il mistero del male : gli esseri dotati di libertà, uomini e angeli, hanno introdotto il male nella creazione-storia tradendo la loro natura, la loro destinazione naturale alla perfezione.


Molti uomini invece di crescere verso la pienezza si fanno corrompere ed esercitando violenza sulla natura corrompono la creazione introducendovi disarmonia e caotizzazione ( devastazione, inquinamento, squilibri, etc.)

Le tribolazioni che tutti subiscono nella creazione-storia sono i frutti della malvagità umana : attribuire il male a Dio è bestemmiarlo.

Ap 16,9 E gli uomini bruciarono per il terribile calore e bestemmiarono il nome di Dio che ha in suo potere tali flagelli, invece di ravvedersi per rendergli omaggio.
Ap 16,11 bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei dolori e delle piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni.
Ap 16,21 E grandine enorme del peso di mezzo quintale scrosciò dal cielo sopra gli uomini, e gli uomini bestemmiarono Dio a causa del flagello della grandine, poiché era davvero un grande flagello.


I nemici dell'Uomo esercitano violenza con l'ingiustizia, il sopruso, l'oppressione, le guerre , comminando morte e distruzione. La creazione-storia è da sempre intrisa di calamità, e la storia di lacrime e sangue.

.."le cose che dovranno accadere tra breve" non è da intendersi in senso cronologico ma sempre teologico : sono gli eventi paradimatici della storia , sia catastrofici che salvifici.

La narrazione di Giovanni non è la cronologia di eventi futuri ma è telogia della storia, tende a svelarne sia il senso complessivo , Gesù, rivelazione dell'Uomo compiuto e definitivo , sia i paradigmi con cui procede , Gesù//Salvatore della creazione//uomo.

Come fu per Gesù , i cristiani nella storia non vengono esonerati dai colpi del demoniaco , ma vengono salvati/trasformati "nei" colpi che subiscono e, di più, in virtù degli spazi che aprono a Dio con la loro perseveranza di fede Dio estende la salvezza a molti.

Le forze del demoniaco cercheranno continuamente di ingannare i cristiani e di farli agire a loro favore
( sono i " falsi profeti" della storia ): la comunità è chiamata ad un discernimento continuo degli spiriti-ideologie della storia per vedere l'azione divina salvatrice di Gesù e accoglierla , cioè, collaborarvi .

E' necessario "acquisire sapienza " e Giovanni serve in questo la comunità di Gesù con il suo Vangelo eterno.

L'angelo-interprete. La visione di Giovanni è mediata dall'angelo interprete inviato da Dio al profeta. L'angelo è stereotipo che sta per Dio stesso.

Il contenuto del libro non è conoscibile per mezzo della scienza umana , può solo rivelarsi ad un profeta di Dio che è ammesso al Cielo dove Dio domina tutto dal suo trono e dove si decidono i giudizi e le sentenze (gli interventi salvifici ) per la creazione-storia .

Giovanni , come Daniele nell'AT , è un apocalittico, un visionario che nel suo libro riferisce ciò che ha visto "in Cielo" cioè dal punto di vista di Dio.


( Dn 2, 27 Daniele, davanti al re, rispose: «Il mistero di cui il re chiede la spiegazione non può essere spiegato né da saggi, né da astrologi, né da maghi, né da indovini; 28 ma c'è un Dio nel cielo che svela i misteri ed egli ha rivelato al re Nabucodònosor quel che avverrà al finire dei giorni. Ecco dunque qual era il tuo sogno e le visioni che sono passate per la tua mente, mentre dormivi nel tuo letto. 29 O re, i pensieri che ti sono venuti mentre eri a letto riguardano il futuro; colui che svela i misteri ha voluto svelarti ciò che dovrà avvenire. 30 Se a me è stato svelato questo mistero, non è perché io possieda una sapienza superiore a tutti i viventi, ma perché ne sia data la spiegazione al re e tu possa conoscere i pensieri del tuo cuore. )

Egli attesta che le parole del libro sono parola di Dio che disvelano il significato dei fatti storici di Gesù, la testimonianza di Gesù , il Salvatore .

Il vangelo eterno di Giovanni annuncia il "giudizio finale" che non è la fine del mondo ma è l' intervento salvifico definitivo di Dio nella storia, quello che risolve la storia, il sogno degli antichi profeti : il compimento della creazione nell'Uomo Definitivo , il Regno di Dio .

Gli eventi storici che nel Libro vengono letti come "castighi divini " sono il frutto delle ribellioni alla Paole divina ( in primis alla legge morale naturale ) che gli uomini hanno seminato nella creazione-storia e che - inevitabilmente - prima o poi si abbattono su di essa, sconvolgendola.

Quando nel Libro si legge che viene il giudizio di Dio che sconvolge il mondo significa che l'equilibrio dei poteri e delle forze in campo nella storia sta per esser sconvolto e questo rimescolamento delle forze/poteri consente a Dio di intervenire : ci sarà una nuova salvezza divina .

I giudizi divini sono sempre giusti e non sono mai vendetta nei confronti dei nemici -peccatori . Ogni giudizio sulla creazione-storia è una pasqua , che è :
- salvezza di coloro che accolgono lo Spirito e vivono in Lui,
ed è
- sconvolgimento di tutte le potenze dell'aria ( potenze angeliche che sovrintendono alle sfere celesti e all'atmosfera ) , del sottoterra ( potenze angeliche espulse dal cielo // Dio e divenute demoniache che cioè comminano inganno , tribolazione e morte agli uomini)
e della terra , cioè i poteri politici, militari, finanziari, economici, etc.

Le beatitudini della storia3 Beato chi legge e beati quelli che ascoltano le parole di questa profezia e fanno tesoro delle cose che vi sono scritte, perché il tempo è vicino! Coloro che vivono la grande tribolazione della storia riceveranno dalla parole di questo libro-rivelazione-di-Gesù una beatitudine , cioè la felicità di vivere la storia tribolata come storia di rivelazione di Gesù cioè come storia di salvezza .

Nel libro di Giovanni sono annunciate 7 beatitudini cioè la completezza della felicità.

Gli attori in campo. In Cielo campeggia il Trono di Jhwh e dell'Agnello signore assoluto della creazione e della storia.

Lì si decide la strategia salvifica. Lì avvengono i giudizi sulla storia , si emettono le sentenze e da lì si eseguono.

Nell' aria si muovono le potenze angeliche , sia quelle alleate di Dio, sia quelle ribelli.

In terra agiscono gli uomini . Ma qui c'è il trono del satana , paradigma dell'opposizione al progetto salvifico divino.


1Gv 5,19- Noi sappiamo che siamo da Dio mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno.

Conseguenza del fatto che Gv 1,11 Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.

Gv 5,18 Noi sappiamo che chiunque è nato da Dio non persiste nel peccare; ma colui che nacque da Dio, lo protegge, e
il maligno non lo tocca.

Infatti Gv 1,12 A quanti .. lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio; e i figli che vivono nel Padre, cioè che vivono lo Spirito che hanno in comune con Lui e gli assomigliano nell'agire, il maligno non può nemmeno toccarli.

Creazione e storia. Non è possibile separare la storia dalla creazione . Alla storia partecipa la creazione e viceversa.

Una storia che si oppone al progetto divino è decreazione ( terremoto, diluvio , caotizzazione cosmica, etc.)


I segni del Cielo . Gli Annunci del Cielo .Cielo è una espressione per : " Dio". Annunci del Cielo e segni in Cielo sono chiavi interpretative che Giovanni fornisce al lettore perchè apprenda come farsi rapire dallo Spirito , ricordarsi dei paradigmi della storia e comprendere ciò che sta per succedere.

Solo il Cielo ( Dio e l'Agnello ) conosce il senso complessivo della storia .

La storia è tutta storia di salvezza ma non è preordinata. Ogni intervento del Cielo si intreccia con le azioni di angeli e uomini , esseri dotati di libertà.

Le sospensioni . L'azione in cui viene introdotto il lettore subisce delle sospensioni .

Il lettore deve fermarsi :
- per ascoltare l' annuncio del Cielo che è la chiave di lettura degli eventi
- partecipare ad una liturgia celeste. Queste liturgie sono richiami all'azione divina nella storia passata che  (ri)suscitano la fede nel progetto salvifico di Dio, in Gesù vittorioso. Sono consolazioni per prepararsi a nuove tribolazioni.
- per ricevere una anticipazione dei futuri sviluppi della storia
- perchè c'è un ritardo storico nell'avvento di un giudizio o di una svolta
- etc.


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L'Anticipazione L'anticipazione è un altro paradigma della storia della salvezza.

Nel peirasmos c'è sempre un segno o evento minore che anticipa la successiva svolta salvifica della storia. Si rivela nell'anticipazione dell'evento salvifico una pedagogia divina .

La vittoria finale di Dio è già stata anticipata dalla vittoria di Gesù risorto.

Il ritardo , lo scarto.I profeti hanno notato che quando Dio compie una promessa non la compie pienamente, c'è sempre uno scarto.

Questo fa sì che la storia sia ancora aperta al compimento : bisogna cogliere il tempo, il ritardo, collaborare per facilitare il compimento .


Il resto Un altro scarto avviene nel giudizio divino : Dio dovrebbe sterminare Israele o i suoi nemici ma lo sterminio non avviene mai pienamente : sopravvive sempre un "resto" .

Da questo resto nasce sempre un nuovo sviluppo storico salvifico.


La Numerologia vedi : numerologia biblica

7

La cifra “sette”, nell’Apocalisse, è quella più importante, in quanto è il numero del divino o dell’agire divino; riguarda Dio, lo Spirito, l’Agnello, riguarda anche la Chiesa, e riguarda, in un certo senso, anche il drago.

E’ il numero che indica la perfezione, numero indivisibile, la sua importanza nelle culture mediterranee è dovuta alla sua relazione con il ciclo lunare (la luna ha 4 fasi, ciascuna di 7 giorni).

10

Se il 7 è la cifra del divino, il 10 è la cifra del drago. Il 10 è il numero limitato per eccellenza. Da piccoli si sa contare fino a 10, così anche per valutare un compito si usa dallo 0 al 10. Quando si dice che il drago ha 10 corna, significa che dal punto di vista della sua organizzazione, il potere è favoloso. Si sa organizzare bene, nel senso dell' efficienza, non è stupido (ha sette teste). Però ha una forza molto limitata che non può incidere veramente su quello che è l’agire di Dio.

E anche se noi facciamo un confronto tra 7 e 10, apparentemente il 10 sembra più grande del 7, ma è proprio il contrario, è soltanto apparenza. La capacità di agire è nel 7, non nel 10.

12
C’è un’altra cifra importante nell’Apocalisse, secondo il simbolismo numerico, che è il 12, cifra del popolo di Dio.

Si sa delle 12 tribù del popolo di Israele e anche dei 12 apostoli. L’autore gioca con questi numeri, e parla di 12 e di 144.000, che è il risultato di 12x12x1000 (il 1000 un’altra cifra che riguarda il tempo della storia in cui Dio porta avanti il suo disegno), si tratta del popolo della nuova alleanza.

altre
Poi si trovano anche le cifre che indicano parzialità come il 10, o il 3,5 (la metà di 7), o il 6 (la metà del 12).

La famosa cifra 666 riguardo il nome della bestia si comprende come parzialità o imperfezione assoluta … il 6 a confronto con il 7 è l’imperfezione. Detto per 3 volte sarebbe come dire dire l’assoluto dell’imperfezione

".. in relazione al drago, è
un modo attraverso le cifre di incoraggiare le comunità a non cedere davanti a un sistema che è contrario al bene dell’uomo. (***)

I settenari Per non cadere nel rischio di prendere il libro dell’Apocalisse come un prontuario di predizioni che si dovranno avverare in un certo momento, l’autore usa una tecnica letteraria particolare che sono i Settenari (un ciclo o percorso di sette elementi).

" .. Nella seconda parte del libro l’autore presenta diversi settenari: i 7 sigilli, le 7 trombe e poi le 7 coppe. Sigilli, trombe e coppe sono immagini simboliche che l’autore costruisce alla luce della Scrittura.

Il simbolo è sempre evocativo, ha una risonanza molto forte, l’autore rielabora quelle immagini dando loro ancora una maggior consistenza e ricchezza di significato. Ma questo serve anche a comprendere che il simbolo non è qualcosa di arbitrario, non è un gioco che fa l’autore.

Lui attinge da una tradizione in cui tali immagini erano già conosciute, per cui non li poteva inventare di sana pianta. Per lui non è lo stesso parlare di sigilli, di trombe, di coppe come di pentole, di scope o di bottoni….

C’è un significato chiaro alla base, per cui gli elementi che compongono i settenari si possono comprendere bene se si tiene presente il retroscena al quale l’autore fa riferimento.

Il fatto di raggruppare gli elementi in gruppi da 7 (il numero che riguarda il divino) evita di dare una lettura determinista degli eventi.

I tre settenari (sigilli, trombe e coppe) praticamente parlano dello stesso argomento per cui non è da intendere i settenari in una progressione successiva, ma contemporaneamente come se fossero impostazioni diverse dello svolgersi della storia.

L’autore si dimostra come un bravo regista che per presentare uno scenario particolare, lo fa prendendo diverse inquadrature, da diverse angolature. Il soggetto da descrivere nei settenari è sempre lo stesso, la storia nel suo divenire, però inquadrata da punti di vista diversi per comprenderla meglio. (***)


Le scatole cinesi Gli avvenimenti descritti nella seconda parte del Libro, i settenari, non si aggiungono gli uni dopo gli altri in senso cronologico ma si tratta di una continua apertura e ricapitolazione degli stessi temi come una spirale chi chiude e si riapre ciclicamente.

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L' obiettivo dell'autore è quello di aiutare a scoprire in ogni epoca e tempo il senso che le vicende storiche possono assumere in rapporto all'instaurazione del Regno di Dio .

E' una vera e propria sapienza interpretativa che la comunità è chiamata ad apprendere .

" ..Con i settenari, l’autore intende dire che, nella storia umana, si presentano delle costanti che bisogna saper distinguere e aderire a quelle che la portano con più forza verso il suo traguardo.

E’ importante che la comunità conosca queste costanti in modo di non sostenere quelle negative. ll Drago, la cui cifra era il 666 (il massimo dell’inconsistenza), non può impedire che il processo che porta la storia verso il suo compimento si realizzi, però può far sì che esso rallenti, questo sì, perché la gente, lasciandosi ingannare dalle apparenze e dalle seduzioni del drago, non presta la sua collaborazione alla causa del Regno.
" (***)

In ogni settenario si apre un quadro storico che va in crescendo e quando sta per arrivare al climax  avviene un rallentamento che crea la sensazione di un ritardo , una pausa , e si apre un altro settenario che ripete i temi di quello precedente con intensità maggiore e così via.

L' andamento a spirale della narrazione a settenari crea nel lettore una dimensione di angoscia per l'attesa del giudizio divino.

Nel percorso l'uditore può mettere a fuoco le proprie ansie e paure, la debolezza che si sperimenta quando si vorrebbe cedere per uscire dalla prova ed apprendere a posizionarsi nella storia a favore del progetto del Padre e del Programma di Gesù.

Prima che il settenario giunga al climax c'è sempre una anticipazione : il castigo che si sta svolgendo, giudizio divino, tribolazione per il mondo e per gli eletti, contiene sempre in sè una anticipazione della salvezza che viene per i giusti.

L' annuncio anticipatorio della vittoria certa di Dio, punto di partenza della teologia della storia, richiama l'uditore ad acquisire sapienza e certezza della vittoria divina e sperare ed agire con serenità e perseveranza.

L'uditore-comunità acquisice la conoscenza delle dinamiche della storia e la sapienza per discernere la salvezza che vi agisce come un lievito e come un seme del compimento finale .

In questo modo la comunità collabora con i paradigmi storici del Regno di Dio ed evita di farsi sedurre dal potere che tende a farla collaborare per i propri obiettivi.

I simboli L’uso dei simboli ha lo scopo letterario e teologico di creare un universo in cui il lettore e gli ascoltatori possono immergersi pienamente, tanto da esserne influenzati e da modificare il loro modo di percepire il mondo.

"..Il simbolismo delle immagini è a «struttura discontinua», cioè l’autore mette insieme sullo stesso piano diversi elementi procedenti dalla tradizione biblica, per creare un’immagine nuova con differenti livelli di interpretazione (cf. Ap 5,6).
 
L’Apocalisse si presenta come testo a carattere «dialogico», e questo grazie al linguaggio simbolico usato dall’autore
 
La successione di immagini e visioni che si trovano nell’Apocalisse non seguono una linea continua e progressiva ma passano senza difficoltà dal futuro al passato e viceversa, fino al punto di dare per scontata una vicenda che ancora non è realmente accaduta. Così succede con l’annuncio della caduta di Babilonia, la grande città (Ap 14,8), quando non si è ancora avverato quel tragico destino (Ap 18,2.21; cf 12,10; 19,20; 20,10).
 
Questo meccanismo permette di leggere gli eventi della storia al di sopra delle apparenze umane e di abbandonare le sue vedute tradizionali, quelle che i poteri terreni propugnano.

A ciò allude l’espressione che si trova in bocca all’autore: “divenni nello Spirito” (Ap 1,10; 4,2). Giovanni entra nell’ambito dello Spirito per contemplare e interpretare la realtà umana dalla prospettiva celeste. (**)


l'eone cristiano All'epoca ( 95-98 d. C.) l'Imperatore romano pretendeva di essere adorato come un dio, la cultura pagana affascinava i fratelli, Gerusalemme era sparita come centro religioso, i dirigenti della istituzione giudaica si opponevano ai cristiani, etc. La situazione era molto simile a quella dei tempi dell'autore del libro di Daniele.

Le comunità cristiane si erano stabilite nella storia ormai da decenni , i discepoli di Gesù erano rimasti in pochi , l'oppressione romana pesava sulle comunità e ci si chiedeva:

I nuovo eone quanto durerà? Sarà sempre una tribolazione ? Quali sono i motivi di fede e speranza per i cristiani che ancora navigano nei flutti del peirasmòs ? Come interpretare gli eventi della storia in senso salvifico e come disporsi in essa ? Quando tornerà Gesù per il Regno definitivo?

Queste domande cominciavano a dover trovare risposte .

Nella creazione-storia agisce Dio Creatore e agiscono forze decreative (che tutte le culture identificano come il male o demoniaco ) .

Le forze decreatrici sono tutti i poteri della creazione e della storia che fanno male all'uomo : tutte le forze cosmiche, atmosferiche , biologiche, psicologiche etc.  e tutte le forze politiche, economiche, finanziarie,  sociali, militari, culturali etc. che lo dominano e che l'uomo non può orientare al proprio bene.

Queste forze vengono descritte nel Libro attraverso immagini perchè così si esprimono i profeti nella cultura di Giovanni .

Attravero le immagini profetiche le forze decreative non diventano concetti e modelli astratti ma paradigmi viventi della creazione-storia.

Dio si è rivelato nella stroia di Israele come Colui che  domina il male / le forze decreatrici , se ne serve in qualche modo : le trasforma a suo favore o le elimina definitivamente ( cf. il libro dell'Esodo e Creazione e liberazione, J.L.Ska, Pontificio Istituto Biblico.).

Dio e le forze decreatrici non sono forze equipotenti  :
le forze decreatrici sono sempre sotto il controllo/dominio di Dio

Il Nuovo Mondo è presente in questo mondo segnato dal peirasmos ma Gesù ha promesso che coloro che vi appartengono non vedranno la morte in eterno.

Gv 16,33 Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

Risorgendo Gesù ha vinto il mondo perchè ha vinto il suo dominatore, la morte. Infatto essendo Figlio di Dio egli ha in sè la Vita dell'eterno, Vita che supera la morte. Perciò

1Gv 5,4
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.



Gesù ha vinto le forze decreatrici/la morte e così sarà per tutti coloro che vivono della sua stessa Vita/spirito.

Questa vittoria non sarà automatica : essa dipende dalla perseveranza nella fede della comunità di Gesù.


Ap 14, 12Qui sta la perseveranza dei santi, che custodiscono i comandamenti di Dio e la fede in Gesù.
13E udii una voce dal cielo che diceva: "Scrivi: d'ora in poi, beati i morti che muoiono nel Signore. Sì - dice lo Spirito -, essi riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono".

Il Libro della Rivelazione di Gesù è scritto per la fede delle chiese : esse devono continuamente rivere lo Spirito e vivere in Lui .

La comunità cristiana deve collocarsi nella storia risintonizzandosi continuamente con lo Spirito che condivide con il Padre e con Gesù per prendere coscienza del progetto di Dio ( il compimento della creazione nell'Uomo definitivo) e del programma di Gesù ( la comunità della carità per le beatitudini ).


Una delle tentazioni più pericolose per la vita delle comunità era quella di rifugiarsi nelle sicurezze attinte dal passato , la tradizione giudaica , quella ellenica ed ellenistica e poi romana.

Giovanni discepolo di Gesù, forse l'ultimo vivente , vuole lasciare alla chiesa la sapienza necessaria per collocarsi nella storia , in ogni epoca e contingenza, perseverando nella fede nella rivelazione divina, cioè Gesù e le sue promesse..

Mt 19,28 E Gesù disse loro: «In verità vi dico: vi assicuro che quando verrà il Nuovo Mondo , quando l'Uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele.

Il Nuovo Mondo che verrà è il compimento della comunità di Gesù .

Non si tratta dunque di un mondo metastorico ma della realtà nuova che è la comunità della carità per le beatitudini guidata dallo Spirito di Gesù.


" .. La novità che l'Apocalisse offre sul modo di concepire il tempo e lo spazio come elementi della nuova creazione annunciata ed iniziata da Gesù viene formulata nell'invito a lasciar passare le "cose di prima perchè tutto è nuovo ...E la morte non sarà più, né gemito né fatica né grido sarà più, poiché le cose di prima passarono..." (Ap 21,4).

Nella linea dei profeti, Giovanni richiama i credenti a vivere liberi da ogni sterile attaccamento alle tradizioni del passato, alle "cose di prima", così come enunciato dall'apostolo Paolo: “...Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova ; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove..." (2 Cor 5,17; Is 43,18).

Tale atteggiamento è già percettibile fin d'ora poiché la comunità dei credenti non è più condizionata dalle esperienze negative del passato ( la religione n.d.r.), ma vive in piena sintonia con il Dio che fa nuove tutte le cose (Ap 21,5).

(***)


E' lo Spirito che -come promesso da Gesù- rivela/insegna ogni cosa, tutta la verità, alla sua chiesa . Lo Spirito chiama Giovanni a profetare e parla per mezzo di lui , nella sua lingua, nella sua cultura.

Il Libro della Apocalisse di Gesù non è terrorismo religioso ( catastrofe finale,  fine del mondo, giudizio universale) ma è la verità del mondo e della storia che orienta la vita di fede  della comunità della carità per le beatitudini nel mondo e nella storia.

( Mt 7, 24Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. 25Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. 26Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande".)

Il tempo e la fine Giovanni invita a non fermarsi sulle “cose ultime” né sulla “fine dei tempi”, ma a dirigere l’attenzione sul tempo di un’era nuova che è già presente la cui caratteristica finale sarà il compimento del cosmo rinnovato dalla eliminazione d’ogni forma di male e di sofferenza.

L'espressione “fine dei tempi”, tipica del linguaggio profetico, traduce l’ebraico baharit hayyamîm , con il quale si indica “il tempo che viene dopo”, l’avvenire.

Questo tempo è quello in cui tutti i popoli si incontreranno a Gerusalemme per adorare l’unico Dio – re d’Israele (Is 45,14; 52,7); e quando sotto i cieli e terra nuovi si manifesterà la Gerusalemme celeste (Is 65,17; 66,22)

Poiché Gesù ha inaugurato i tempi di un’era nuova dove la morte è stata svuotata dal suo potere (Ap 1,18), la comunità dei credenti sperimenta già il suo destino definitivo di salvezza ( l' "avvenire") ed ha coscienza di un tempo che non si dirige verso una fine, ma è capace di superare ogni limite e di raggiungere il suo completamento (Ap 7,15-17).

l kairòs era una divinità minore del panteon greco raffigurata da un ragazzino con le ali ai piedi e con un ciuffo di cappelli sull’occipite; questo personaggio era simbolo delle occasioni propizie che si presentavano improvvisamente agli uomini e che non dovevano farsi sfuggire, per tanto bisognava prendere per i cappelli quel fanciullo, prima che passi oltre. Per esprimere l’idea di tempo l'autore distingue tra un tempo cronologico (gr. chronos), che scade e si esaurisce, e un tempo qualitativo (gr. kairòs) che offre l’occasione propizia per agire.

Kairòs è il tempo opportuno per agire a favore della salvezza, l'Uomo compiuto .

L'Apocalisse ricorda questo tempo adatto per rendere testimonianza a Gesù e al suo vangelo, momento opportuno per agire in sintonia con il Padre, secondo il suo progetto di salvezza e secondo il Programma di Gesù.


Fin dalle prime parole dell’opera, Giovanni si rivolge ai lettori e agli ascoltatori perché vivano questo tempo propizio, impegnandosi al presente a testimoniare i valori del Regno, nella tensione continua verso «i cieli nuovi e la terra nuova» (Ap 21,1).

"..Non si tratta di vivere un tempo in cui si annunciano nuove rivelazioni, ma di cogliere il momento propizio per una profonda riflessione sulla rivelazione di Gesù Cristo e sull’attuazione di quanto essa contiene..." (***)

La fine del mondo "..Nell'Apocalisse non si trova cenno alcuno alla "fine del mondo", come non si parla mai della "fine del tempo". L’autore mostra a conclusione della sua opera un mondo completamente trasformato al cui centro è presente il Signore della vita.

Immagine di questo nuovo mondo è la Gerusalemme celeste, dono di Dio poiché discende dal cielo, ma costruita da quanti hanno messo la propria vita al servizio del Regno (cf. Ap 19,8)..


" .. Non ci sarà una fine del mondo ma un mondo rinnovato dallo Spirito creatore di Dio. Lo spaziotempo non finirà in un buco nero, ma si trasforma nel Regno eterno di Dio . E' una nuova concezione del tempo che non chiama alla fuga dal mondo o allo scoraggiamento ma che infonde entusiasmo e creatività fecondati dallo Spirito diGesù in un orizzonte di pienezza di vita .

L’insegnamento dell'Apocalisse sul destino ultimo dell’uomo e della storia si presenta come profezia dei tempi nuovi, quelli della Gerusalemme nuova, dove cielo e terra entrano in una perfetta comunione. Nella parte finale del libro, cieli e terra sono inquadrati in un unico giorno e in unico spazio dove non c’è più bisogno della luce del sole né della luna, né di santuario alcuno, perché tutto ciò che fa parte della realtà umana è inondato dalla gloria di Dio (cf Ap 21,22-23, Gv 19,30).

Il tempo esiste solo in un continuo presente, poiché non c’è più alternarsi del giorno e della notte (Ap 22,5); lo stesso succede con lo spazio, non più delimitato da alcun confine ma caratterizzato dalla sua totale trasparenza e splendore, come lo stesso autore ci tiene a dimostrare nella minuziosa descrizione che egli offre della nuova Gerusalemme (Ap 21,11-21). .."

(***
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