Piccolo Corso Biblico

Apocalittica giudaica.

Categorie teologiche.
   


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Il senso della storia Solo la fine disvela ( apocalisse =rivelazione) il significato della storia ; quel punto certo ( certificato dalla promessa divina, l'avvento del Regno di Dio definitivo) è il punto di vista per comprenderla .
Compito del "profeta" apocalittico è quello -a partire dalla certezza della promessa salvifica divina, la fine della storia e la restaurazione di Israele come Regno di Dio definitivo- di
- cogliere gli eventi-giudizio nella storia,
- prevedere gli eventi-svolta
- riconoscere il giudizio/ svolta finale.

Nel l peirasmos , la tribolazione /prova continua della fede nella promessa divina, i testimoni della fede non devono farsi paralizzare dalla paura ma possono esultare guardando alla fine , il Regno di Dio definitivo. E questa è l'essenza del messaggio apocalittico giudaico .
Alcune categorie teologiche ricorrenti Il dato evidente della storia come tribolazione inevitabilmente interroga l'uomo che per natura tende ad una pienezza di vita.

La creazione è storia / nella storia si compie la creazione.Perchè la storia è talmente dolorosa che a volte appare come un caos incomprensibile ? Qual è la relazione tra questa storia ed il disegno di Dio?

Nella storia sorgono gli imperi, potenze che hanno tendenze universaliste che cercano di dominare il caos del mondo e della storia , di ridurlo ad un ordine che porti benessere per tutti ma che causano tribolazione e dolore. Le potenze imperiali finiscono per farsi la guerra , distruggono , uccidono e Intanto c'è sempre guerra, fame sofferenza, violenza, sopruso, ingiustizia , oppressione.

E' possibile avere una visione globale della storia che sveli il senso di questa " grande tribolazione?

CUCC 280
La creazione è il fondamento di “tutti i progetti salvifici di Dio”, “l'inizio della storia della salvezza”,[Congregazione per il Clero, Direttorio catechistico generale, 51] che culmina in Cristo. Inversamente, il Mistero di Cristo è la luce decisiva sul mistero della creazione: rivela il fine in vista del quale, “in principio, Dio creò il cielo e la terra” ( Gen 1,1 ): dalle origini, Dio pensava alla gloria della nuova creazione in Cristo [Cf Rm 8,18-23 ].

Creazione è storia e nella storia Dio compie la creazione.
Per raccontare l'azione creatrice di Dio ( Genesi 1) l'autore racconta l'azione salvifica di Dio nella storia : il racconto teologico ( e mitico) della creazione è ritmato sui tempi e sulle parole del racconto storico ( e teologico ) passaggio del Mar Rosso. ( cf. anche Is 61-65)

Tutto esiste in modo condizionale cioè esiste solo nella relazione di alleanza con il Dio rivelato ad Israele. Se il cosmo accoglie questa alleanza l'universo-storia va verso un compimento di perfezione e di beatitudine eterna. Se nell'universo gli esseri non accolgono questa azione, la contrastano , l' alleanza si rompe e viene la maledizione, la decreazione, il caos, la morte.

Sal 103, 30 Mandi il tuo spirito, sono creati,
// e rinnovi la faccia della terra.
29 Se nascondi il tuo volto, vengono meno,
// togli loro il respiro, muoiono e ritornano nella loro polvere .


Il peccato, il rifiuto di Dio, l'inimicizia con Dio ha introdotto nella storia - fin dalle origini- caotizzazione e decreazione che genera per gli uomini tribolazione, prova della fede, apostasia ( peirasmos ).

Secondo i profeti Dio avrebbe compiuto la salvezza/storia come una nuova creazione ed il processo necessariamente avrebbe richiesto una palingenesi del cosmico/storica .

La salvezza si compie nella storia attraverso lo sconvolgimento dell'azione del potere-peccato, il potere dei regni umani, empi.
La storia si manifesta come un processo continuo di caotizzazione/decreazione ad opera di questi poteri ( regni) ed insieme di riconfigurazione ( creazione-salvezza) a favore del disegno salvifico di Dio.

La creazione-storia va verso una perfezione, un compimento o salvezza ma a causa del peccato il percorso è segnato da tribolazione ( peirasmòs, prova della fede) , ma giungerà comunque a compimento perchè Dio ne è il Signore.
Il male, maligno o demoniaco Secondo la visione At, Dio per instaurare il suo regno di pace ( felicità definitiva ) deve necessariamente eliminare tutto ciò che nel cielo, in terra e sottoterra si oppone ad esso :
-le potenze nemiche in terra , i regni-bestie che opprimono l'umanità
-le potenze nemiche nell'aria ( troni, dominazioni, principati, potestà, dèmoni e demòni, satani, etc.) .
Ai tempi di Gesù l' apocalittica giudaica di riferimento era quella apocrifa e faceva risalire l'origine del male nel mondo agli angeli ribelli che sono stati giudicati da Dio, puniti ed espulsi dalle dimore celesti e precipitati sulla terra e imprigionatenelle viscere, negli inferi. Da allora essi seminano il male nel mondo.
- le potenze decreatrici e caotizzanti del cosmo, ( calamità , guerra, corruzione, etc. )
- il peccato dell'uomo
- la morte.

Essi costituiscono il maligno o demoniaco che agisce nel mondo per rovinare il disegno di pace di Dio .

satani e satana .
Con il termine il satana ( ha-satan , in ebraico) viene indicato nella letteratura giudaica e biblica una funzione più che una persona : nei testi biblici più antichi Dio stesso punisce i nemici ed i malvagi del suo popolo ; questa funzione divina viene in seguito attribuita a funzionari divini , i satani , che agiscono per conto di Dio stesso e viene estesa alla seduzione degli uomini, al controllo delle loro azioni , etc.

Sono molti i satani citati nella bibbia e con funzioni diverse ma agiscono sempre sotto il controllo di Dio.
Ci sono satani con funzione di tentatori : 1Cr 21,1 Un satana insorse contro Israele e incitò Davide a censire Israele. [ che era considerato un grave peccato ] altri con funzione di tentatori/saggiatori/ispettori per conto di Dio come il satana di Giobbe cap. 1 e 2. Questi possono colpire gli uomini , anche quelli di fede con piaghe provocatorie : Gb 2,7 Il satana si ritirò dalla presenza del Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. Ci sono i satani accusatori che accusano gli uomini dei loro peccati davanti a Dio. Zc 3,1 Poi mi fece vedere il sommo sacerdote Giosuè, ritto davanti all'angelo del Signore, e (un) il satana era alla sua destra per accusarlo.

Nella teologia giudaica la morte è il satana che governa il mondo ( chiamato il principe/comandante di questo mondo).
Gv 14,30 Non parlerò più a lungo con voi, perché
viene il principe del mondo; contro di me non può nulla,

Il termine satana senza articolo compare a partire testi del giudaismo postesilico e negli apocrifi giudaici, così come nel NT e nei testi del magistero cristiano, per indicare quel satan che sarebbe l'autore primordiale della tentazione dell'uomo al male , il serpente antico del peccato delle origini , un dèmone da cui provengono tutti i demòni possibili e immaginabili .

La redenzione. Dio riscatta, è il Go'el.
La redenzione divina è un paradigma della storia della salvezza. Dio riscatta il suo popolo in virtù della sua misericordia : "mi sono ricordato della mia alleanza" ( Es 6,5 ) ; ricordarsi dell'antica alleanza è una sua libera iniziativa. La fiducia nella potenza divina di redenzione come paradigma della salvezza fa così pregare Israele:

Sal 31, 5 Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,perchè sei tu la mia difesa. 6 Mi affido alle tue mani;
tu mi riscatti, Signore, Dio fedele.
- cf. : Salmi 26,11  69,19  119,134  44,27 etc.

Il giudizio divino  sulla storia è permanente La profezia AT è stata storicamente un annuncio dei piani divini per Israele e per le genti ( i non ebrei ) che il profeta conosce attraverso la partecipazione al " consiglio divino" ( cf. Gb 2) e traduce in termini di esistenza storica.

I profeti AT si immergono nella storia della salvezza, nella rivelazione divina ( la scrittura ) e si fanno rapire dallo " Spirito" che orienta l'azione di Dio in questa storia . Essi guardano al presente di Israele anche in rapporto con le altre nazioni- e fanno precipitare sull' "oggi" , secondo questo Spirito , il giudizio divino. Al giudizio segue una sentenza .

V

Ap 19, 1-7 Alleluia Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio; veri e giusti sono i suoi giudizi.

Il paradigma letterario ( cf. Gb 1 e 2) :
- il satan ( funzionario della corte celeste) percorre la terra ispezionado i comportamenti umani.
- il satan accusa gli uomini dei loro peccati davanti a Dio
- il satan provoca un giudizio
- viene emessa da Dio una sentenza
- questa sentenza viene eseguita nella storia a volte da Dio stesso, altre volte da satani ( altri funzionari della corte celeste ) altre volte ancora per mezzo dei potenti della terra , popoli o altri personaggi da loro ispirati.

La parola divina ha creato il cosmo e così anche la parola profetica di Dio agisce nella storia come parola creatrice ma si rivolge alla libertà umana , al cuore (= coscienza ) . Rispetto a questa parola-volontà divina sorgono alleati che collaborano ed oppositori che la contrastano : ad un certo punto interviene il giudizio divino con una sentenza . Ogni sentenza divina è salvezza per i giusti e castigo per i nemici. La sentenza , annunciata con la parola profetica, nella sua applicazione ha sempre un effetto di caotizzazione della storia che coinvolge anche il cosmo .

Il giudizio divino cade sull' "oggi" ma la sentenza può essere differita, eseguita in futuro e coinvolgere tutti i popoli ed anche il cosmo :
- se c'è conversione all'alleanza secondo l'interpretazione del profeta , la sentenza può essere rinviata o annullata.
- la sentenza verrà eseguita ma il castigo muoverà alla conversione .Se il castigo-disastro diventa inevitabile allora sarà la sofferenza portata dal castigo a stimolare il popolo alla conversione al disegno divino di salvezza.
- la sentenza viene eseguita ed il castigo è devastante ma non distrugge il popolo, un " resto" viene salvato e l'alleanza rimane in piedi . Questo resto di Israele viene interpretato come l'Israele fedele all'alleanza per il quale Dio , in virtù dell'alleanza deve intervenire ancora in modo salvifico.
- la sentenza viene eseguita e dopo il castigo Dio " consola" il popolo, rinnovando la vita in Israele.

Il criterio per giudizio divino , secondo l'AT, è lo spirito dell'alleanza tra Jhwh e Israele e la sentenza , oracolo di Jhwh per Israele e per le nazioni, può essere evitato con la conversione all'alleanza ; da qui l'indicazione per l'azione storica dei profeti per i re e i popoli.
Tra la " parola divina" ( il giudizio divino , la sentenza divina, la promessa) ed il suo compimento (l'esecuzione , l'attuazione ) c'è sempre uno " scarto " : l'attuazione non corrisponde esattamente alla sentenza annunciata dal profeta così che la storia rimane sempre aperta ad un compimento futuro e dunque ad uno sviluppo aggiuntivo.

L' ulteriore sviluppo storico del compimento di una salvezza che non è definitiva deve essere considerato come un periodo di conversione , cioè di riorientamento-collaborazione con il disegno divino.
2Pt 3,9 Il Signore non ritarda nell'adempiere la sua promessa, come certuni credono; ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.

Il combattimento escatologico Secondo la profezia escatologica dell'AT, per insaturare il suo Regno Dio deve sconfiggere tutti i nemici ( = il male in tutte le sue forme, storiche e cosmiche) .

Prima della fine ci dovrà essere un combattimento finale di Dio contro le nazioni -potenzialmente già vinte- , il loro sterminio inaugurerà una gloriosa manifestazione cosmica del Regno definitivo. ( Zc -14 )

Dio , il guerriero implacabile con la spada affilata della Parola. Secondo la profezia escatologica dell'AT la speranza era questa :

Is 63,19 Oh se tu squarciassi il Cielo e venissi giù!
Sap 5,17 Egli
prenderà per armatura il suo zelo e armerà il creato per castigare i nemici;18 indosserà la giustizia come corazza e si metterà come elmo un giudizio infallibile; 19 prenderà come scudo una santità inespugnabile; 20 affilerà la sua collera inesorabile come spada
e il mondo combatterà con lui contro gli insensati.
21 Scoccheranno gli infallibili dardi dei fulmini, e come da un arco ben teso, dalle nubi, colpiranno il bersaglio; 22 dalla fionda saranno scagliati chicchi di grandine colmi di sdegno. Infurierà contro di loro l'acqua del mare e i fiumi li sommergeranno senza pietà. 23 Si scatenerà contro di loro un vento impetuoso, li disperderà come un uragano. L'iniquità renderà deserta tutta la terra e la malvagità rovescerà i troni dei potenti.

L'iniquità e la malvagità, dei potenti, scatena l'ira divina che interviene rovesciando i loro troni.

Lc 1,49 Santo è il suo nome; 50di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. 51Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; 52ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; 53ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Il cosmo-storia viene continuamente sconvolto dai poteri che si azzuffano e in questo sconvolgimento interviene Dio che riconfigura il cosmo-storia in modo da portare avanti il suo disegno.

Sap 16 24 La creazione,infatti a te suo creatore obbedendo, si irrigidisce per punire gli ingiusti, ma s'addolcisce a favore di quanti confidano in te.

La salvezza coinvolge sempre cosmo e storia

18,14 Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era a metà del suo corso,
15
la tua parola onnipotente dal cielo, al tuo trono regale, guerriero implacabile,
si lanciò in mezzo a quella terra di sterminio,
portando, come spada affilata,
il tuo ordine inesorabile


Le due città in contrasto permanente (Is 24,10 e 26,1) La città del caos o città del nulla, gaudente, superba, idolatra ( la città pagana, imperiale, la Babilonia) e la città forte, fedele, pacifica, fiduciosa ( la Gerusalemme ).

La svolta , gli ultimi tempi, il tempo della fine, il mondo nuovo La storia di Israele si presentava secondo un paradigma fisso :
- Dio salva il popolo di Israele e lo instaura nella " terra", la Palestina
- il popolo pecca continuamente e rompe l'alleanza, arrivano inemici che lo vincono e deportano ( esilio) .Israele perde la " terra"
-Dio riscatta il popolo con un esodo dalla schiavitù e lo riporta nella "terra".
....

La profezia escatologica. Il giorno di Dio e il giudizio universale ...La storia della salvezza si configurava come un paradigma ripetuto
creazione/salvezza-peccato-decreazione/esilio.. creazione/salvezza....

La teologia storica non forniva speranze di cambiamento nel paradigma della salvezza. La liberta' sembrava impossibile in questo mondo e la parola di Dio non poteva che compiersi in un mondo nuovo.

La corrente della profezia escatologica delineava non un cambiamento di paradigma salvifico ma una soluzione finale e salvifica, una rottura della storia. Questi profeti avevano annunciato " il giorno di Dio", giorno dell'ultimo giudizio o giudizio universale, giorno di svolta della storia : la fine di " questo mondo" e l'inizio del Regno di Dio definitivo come mondo nuovo. Israele attendeva così la fine di questo mondo e l'avvento di un nuovo mondo come nuova creazione simile a questa ma senza il male, i nemici, la morte.

Il "Regno" universale di Dio .L'ebraismo non crede e non annuncia un aldilà come un mondo ultraterreno , ma una ri-creazione del mondo a suo favore e vantaggio. Ciò significva la restaurazione di Israele ed il suo dominio su tutte le nazioni. Perciò tutti si chiedevano: Quando?

At 1,6 Quelli dunque che erano con lui gli domandavano:
«Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?».



Questa svolta definitiva appariva ancora lontana e la profezia non poteva più fondare la speranza sulle contingenze disatrose per Israele; bisognava illuminare il presente con una visione della storia più solida .

Bisognava guardare , dal presente, dalla contingenza, la fine della storia, il compimento, la rivelazione ( apocalisse ) del disegno salvifico e da lì illuminare tutta la storia e dunque anche l'"oggi", il presente.
I visionari del nuovo contesto storico postesilico , disillusi dalla storia, disvelano le loro visioni in una crescente indifferenza ed indipendenza dalle contingenze deludenti. I profeti non traducono più le loro visioni in termini di vita quotidiana , di politica e mezzi umani; essi riflettono sulla storia dall'esterno di essa, si concentrano sul "dopo cesura " della storia, il Regno/Israele definitivo"

Ogni opera svela il suo significato, il suo valore solo quando è compiuta. La fine, il compimento della creazione svelerà il valore, il significato della stessa e del percorso che ha compiuto nella storia fino alla pienezza, alla perfezione definitiva.

Giudizio, in greco krisis , implica un discernimento e una separazione tra giusto e ingiusto con relativa sentenza. I giudei avevano stabilito nella religione la dottrina della retribuzione, sul modello della giustizia umana. Dio avrebbe realizzato il sogno umano di vivere felici per mezzo dello sterminio dalla terra di tutti i nemici interni ed esterni. Applicando la legge umana della retribuzione Dio avrebbe retribuito la loro empietà. ( cf.Dn 12 )

I profeti di Jhwh avevano intravisto " un giorno " in cui Dio avrebbe operato la sua " giustizia" /salvezza in modo definitivo, il " giorno di Jhwh". I giudei aspettavano questo giorno ma si aspettavano anche da Dio una azione salvifica secondo la loro idea di salvezza.

La fine del mondo e il regno messianico. cf. messia   e   messianismo

Il termine ebraico mashiah (da cui deriva la parola italiana Messia- tradotta in greco con Christos ) significa propriamente "unto" in senso sacrale. Il rito dell’unzione è documentato anche presso gli egizi e gli ittiti.

Il termine riicorre nella Torah come attributo della maggior parte dei re di Israele o di Giuda (ha-melekh ha-mashiach, "il re unto"), presso i quali l'unzione equivaleva aII'intronizzazione ( 1Sam 16, 3-12) come consacrazione. Successivamente mashiach viene riferito anche ai sacerdoti, ai patriarchi e ad alcuniprofeti. Il termine “messianismo” non esiste nell’ebraico biblico.

Dopo il fallimento dell'esilio l'ideologia monarchica sedimentata nella profezia sulla discendenza davidica non scompare ma sopravvive nella sua proiezione escatologica: il Messia finale sarà un figlio di Davide . (Is 11; Me 11,9-10; Lv 19,38)

Il Messia davidide finale sarà un re che saprà fondare la società giusta, ordinata secondo le leggi di Dio, in cui si realizzeranno le promesse divine di Pace e Benessere .  Con  Ezechiele (prima metà del VI sec. a.C.) cominciano le riletture delle profezie messianiche; il messianismo resta regale, ma non più davidico e il concetto di messia non è più legato alla figura di un re : anche il sacerdote è unto , consacrato, e può essere il messia glorioso. L'attesa del messia diventa possibilità di attesa di più messia. 

Fra il II e il I sec. a.C. nell’ambiente essenico di Qumràn si sviluppa un tipo nuovo di messianismo in cui si contemplano due funzioni messianiche , quella civile e quella religiosa . ( cf.: Regola della Comunità 9, 11, Testamento di Ruben, 6, 8 eTest. di Giuda, 21, 4 Il messia sacerdotale avrà il compito di dare l'interpretazione definitiva della Torah e di legare il  satana  [Test. di Levi, 18, 12]) . Libererà il mondo da  Beliar ,il satana, cioè dal male.

Prima dell'epoca cristiana si fa strada una concezione sulla fine della storia in cui Dio, dopo il grande Giudizio universale farà costruire un nuovo tempio e si stabilirà un regno di giustizia governato da un uomo speciale, un messia nel senso di "re", ma senza essere legato alla casa di Davide.( cf. il Libro dei Sogni)

Nelle teologie successive come  quelle esprese nei libri II Baruc e IV Ezra  ci sarà una diminuzione dell'importanza del messia: il suo ruolo verrà limitato , avrà tratti più umani, sia pure di un'umanità superiore a quella dei comuni mortali, la sua vita infatti durerà ben quattrocento anni. Alla fine di questi quattrocento anni morirà e con la sua morte finirà il mondo  e la storia.

Secondo Rabbi Hillel, un maestro tannaita , invece, in futuro non ci sarà più alcun Messia per Israele, perché l' epoca messianica si sarebbe già realizzata al tempo di Ezechia re di Giuda ( vedi : Talmud )

La glorificazione del servo di Jhwh disprezzato ovvero della glorificazione dei giusti ( ebrei ). La teologia giudaica riteneva che essere fedeli a Jhwh, essere giusti, avrebbe meritato in premio una vita eterna beata in un mondo liberato dal male e rinnovato da Dio. Mosè lo aveva promesso : ciò sarebbe avvenuto perchè l'osservanza della Torah agirebbe sull'israelita fedele fino a trasformarlo nello spirito in modo da essere costitutivamente giusto.

Sap 2, 16... (il giusto) ...Proclama beata la sorte finale dei giusti e si vanta di avere Dio per padre. 17Vediamo se le sue parole sono vere, consideriamo ciò che gli accadrà alla fine. 18 Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto e lo libererà dalle mani dei suoi avversari. 19Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti, per conoscere la sua mitezza e saggiare il suo spirito di sopportazione. 20Condanniamolo a una morte infamante, perchè, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà».

1Henoch 104,2-6
dirà che questi ragionamenti venivano fatti dagli empi perchè " essi non conoscevano i segreti di Dio"

Dn 12 applica questa teologia al suo tempo , tempo di persecuzione

Dn 12, 1 Ora, in quel tempo, sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Sarà un tempo di angoscia, come non c'era stata mai dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo;

Un tempo cattivo tale da far pensare che Dio avrebbe condotto Israele alla salvezza definitiva solo in un mondo rinnovato , liberato dai nemici, dal male e dal peccato.

Dn 3,38 Ora non abbiamo più nè principe nè profeta nè capo nè olocausto nè sacrificio nè oblazione nè incenso nè luogo per presentarti le primizie e trovare misericordia.


è la persecuzione ellenistica ; ma proprio nella persecuzione..

Dn 12,
1 in quel tempo sarà salvato il tuo popolo,
chiunque si troverà scritto nel libro.2

Ci sarà una battaglia finale in cui Dio sconfiggerà tutto il male nella creazione e nella storia e sulla terra rinnovata splenderà Israele. E i defunti, poveretti ? Daniele sviluppa la teologia della risurrezione dei cadaveri per un giudizio universale in modo che i giusti isareliti vengano premiati e gli empi condannati.

12, 2 Molti di quelli che dormono nella regione della polvere
si risveglieranno:
gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l'infamia eterna.
3 I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento;
// coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre.


I giusti nella storia sembrano inutili e di poco conto per l'avanzare della salvezza :

Sap. 5, 4 «Ecco colui che noi una volta abbiamo deriso e che stolti abbiam preso a bersaglio del nostro scherno; giudicammo la sua vita una pazzia e la sua morte disonorevole.

in realtà il loro essere fedeli//giusti a Jhwh li ha destinati alla gloria del nuovo mondo . Nella apocalittica giudaica apocrifa il testo viene riletto e diventerà il paradigma della "trasformazione dei giusti ". La pratica della giustizia li trasforma interiormente ,

5 Perché ora
è considerato tra i figli di Dio
// e condivide la sorte dei santi ?

Jhwh li purifica nello spirito,

Dn12,10 Molti saranno purificati, resi candidi, integri,
ma gli empi agiranno empiamente: nessuno degli empi intenderà queste cose,
ma i saggi le intenderanno.


Qumran 1QHXI, 21-22
Tu hai purificato lo spirito corrotto dal grande peccato
in maniera tale che egli può prendere il suo posto nella moltitudine dai santi


e li glorifica,

e può
entrare in comunione con i figli del Cielo (= gli angeli) .

per cui alla "fine" ( alla cesura della storia, dove si "collocano" i profeti escatologici e poi gli apocalittici ) si vede tutto il ruolo di gloria dei giusti, il loro peso nella storia della salvezza. Questa glorificazione causa stupore nelle nazioni della terra che perseguitavano i giusti-saggi israeliti che annunciavano loro la Torah divina.

Il popolo che custodisce la testimonianza ( Dn 3,8 e // ) Il popolo eletto è testimone dell'invisibile, protetto da un mondo angelico, fedele a Dio davanti alle pretese del tiranno di turno cioè il satana oppositore del disegno salvifico. Il popolo di Israele custodisce la " testimonianza" cioè l'"alleanza divina" ( l'arca ne era il segno)

La Nuova Gerusalemme Sotto l'impulso di Dio il mondo attuale dovrà cambiare fino a che ci siano le condizioni per una comunità umana universale definitivamente felice in comunione con Dio.

La visione della Nuova Gerusalemme ( cf Ez.) sostiene la fede del presente e chiama alla conversione- collaborazione-perseveranza per la realizzazione del disegno di salvezza.
Il banchetto escatologico La comunione di Dio con gli uomini sarà definitiva , un banchetto di nozze, cioè gioia eterna.

Is 25,6 Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. 7Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni. 8Eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l'ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra, poiché il Signore ha parlato. 9E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza, 10poiché la mano del Signore si poserà su questo monte».

L'apocalittica. Il libro sigillato  e l'interprete sapiente La svolta definitiva della storia appariva ancora lontana , la profezia non poteva più fondare la speranza sulle contingenze, bisognava illuminare il presente con una visione teologica della storia più solida .

Tra il V° ed il IV° sec. a.C. la profezia escatologica nel nuovo ambiente postesilico diventa profezia apocalittica . Solo la fine della storia disvela il significato della storia tutta ( la "apocalisse = rivelazione"). Bisogna guardare la storia dalla sua fine , rivelazione ( apocalisse ) del disegno salvifico divino nella sua perfezione definitiva e da lì illuminare tutta la storia e dunque anche l'"oggi", il presente.

A partire dal Libro di Daniele l'interprete sapiente è un patriarca (Adamo, Enoch, Mosè, Salomone, Daniele,etc.) Per dire che il suo messaggio è fondato, veritiero, dentro la tradizione profetica e dentro quella sapienziale di Israele, l'autore lo mette in bocca ad un personaggio credibile del passato cui Dio avrebbe rivelato la sua sapienza .

Questo personaggio ha scritto un libro ma lo ha sigillato affinchè fosse letto al popolo nei periodi difficili, di persecuzione o di rischio di apostasia generale. La lettura profetica della storia viene attuata in una forma nella quale ha una parte preponderante l'interprete sapiente.

Il personaggio sapiente dei testi apocalittici è qualcuno che ha acquisito sapienza divina per rivelazione ( apocalisse ) ed è in grado di interpretare la storia -che secondo l'AT è tutta preordinata da Dio- e di cui si conosce il compimento, il Regno di Dio definitivo.

La storia è saldamente nelle mani di Dio egli assicura. I fatti "devono accadere": sono collegati tra loro in un progetto di Dio predeterminato, progetto che non è rivelato all'uomo nella sua totalità ma solo in quei punti di riferimento orientativi che gli permettono di cogliere la sua situazione.

Gli eventi non sono narrati in senso cronologico ma teologico, utilizzando un linguaggio volutamente atemporale, simbolico cioè apocalittico. Attraverso questo artificio letterario l'uditore o lettore apprende come giudicare il suo presente non attraverso le categorie della cultura dominante, ma attraverso quelle della sapienza divina.

La venuta del Figlio d'uomo o Figlio dell'uomo

Nel libro Daniele, l'autore, nella sua teologia della storia, prende come dato fondante di rivelazione l'avvento del regno di Jhwh, e prefigura un evento " in cielo" , in cui Dio , dopo aver giudicato e condannato/annientato i re/dominatori della terra ( tutte "bestie" , cioè i regni disumani ) affida il suo regno ad un " Figlio d 'Uomo" .

Dn 7, 12Alle altre bestie fu tolto il potere e la durata della loro vita fu fissata fino a un termine stabilito. 13Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. 14Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto.

Alle prime 3 bestie della visione Dio toglie il potere/regno mentre la quarta bestia viene distrutta. Le prime 3 continuano ad esistere nella storia come popoli/nazioni ma non esercitano più nessun potere dominante

Dn 7 identifica il "figlio d'uomo" con il popolo di Israele che riceve da Jhwh il Regno . Il monoteismo assoluto viene salvato : questo re non è un altro " dio", ma un uomo che "sale" al cielo come rappresentante del popolo dei santi dell'Altissimo (ovvero è il popolo stesso, Israele) per ricevere il Regno definitivo . Il suo "regno" non sarà mai distrutto secondo la promessa :

Es 19,6 Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa».
Queste parole dirai agli Israeliti».


Se i popoli della terra sono rappresentati da re-bestie, il popolo di Israele non può essere rappresentato che da un uomo che ha accesso al Cielo, alla corte celeste.

Il Regno del Figlio d'Uomo non sarà più un regno disumano ( bestiale) ; sarà un Regno "Umano" secondo l'umanità richiesta dalla alleanza (sempre ricordata dai profeti).

Nei testi apocrifi giudaici successivi , quando ormai appariva remota la venuta di un messia finale, sia esso un davidide o il popolo stesso, il figlio dell'uomo assume connotati superumani .

Nel Libro delle Parabole (30 a.C. ca.) il «Figlio dell'Uomo» non sembra indicare tanto un personaggio, quanto una funzione, un po' come la parola «Messia». Però, questa figura non ha nome.

In altri testi viene dichiarato Messia (I Enoc [LP] 52,4) e identificato con Enoc (I Enoc [LP] 71,14). Nel libro poi riceve tre appellativi diversi: prima è detto il «Giusto», poi l'«Eletto», infine è detto il «Figlio dell'Uomo» con caratteristiche proprie che configurano una nuova concezione messianica:

(IEnoc[LP] 48,1-6) In quel luogo vidi la fonte della giustizia, che era inesauribile con intorno molte fonti di sapienza e, tutti, assetati, bevevano da esse, si riempivano di sapienza. Allora la loro sede fu coi giusti, coi santi, con gli eletti. In quell'ora a questo Figlio dell'Uomo fu dato un nome da parte del Signore degli Spiriti. Il suo nome era al cospetto del «Capo dei Giorni», prima che fossero creati il sole e gli astri, prima che fossero fatte le stelle del cielo; il suo nome fu pronunciato dal Signore degli Spiriti. Egli sarà il bastone dei santi e dei giusti, affinché si appoggino ad esso e non cadano; sarà la luce dei popoli e speranza per coloro che soffrono nel loro animo. Tutti quelli che vivono sulla terra si prostreranno e lo adoreranno e canteranno inni di lode al Signore degli Spiriti. Perciò egli fu scelto e nascosto da Lui prima che fosse creato il mondo e starà innanzi a Lui per l'eternità (cioè farà sempre la Sua volontà)

Ogni personaggio dell'apocalittica è simbolo dell'invisibile per chiunque si trovi davanti a scelte radicali. L'autore è cosciente che non tutti si salvano, che molti incontrano la morte fra tormenti (cfr. 2Mac 6,10-11.19) per opera di qualche re perverso e pervertitore .

Il problema dell 'esistere nella storia (ed essere fedele alle promesse-istruzioni divine) appare difficile per il credente giudeo , e resta di soluzione impossibile per chi non si affida a Dio.

La scelta è tra
- l'affidarsi e il fidarsi di Dio
anche quando fa questi rimane silenzioso/assente (Dn 3,16-18)
- o il preferire la convenienza momentanea
fino a fare apostasia dalla fede.
L'apocalittica giudaica mette l'uomo di ogni epoca di fronte alla scelta : o fidarsi delle promesse di Dio o dare complicità al potere che è sempre empio-bestiale cioè fare apostasia. Non ci sono altre scelte possibili. Il messaggio : Chi si dispone a perdere l'effimero ( la vita in questo mondo) guadagna l'eterno ( nel mondo rinnovato).

Il libro di Daniele non propone nessun deus ex machina salvifico , anzi, la prospettiva è quella di privazioni economiche, sociali e politiche, che diventano il luogo dell'esercizio di una fede incrollabile nella potenza divina (Dn 2 e 7).

L'apocalittica AT
- sprona alla fiducia nelle promesse di Dio
le persone deprivate dei diritti civili da governi dittatoriali,
- sostiene nella lotta per la giustizia umana
, sia per la certezza che le sorti della storia sono nelle mani di Dio, sia per la certezza di una vita retribuita con giustizia dopo l'esistenza presente, sia perché l'atteso regno eterno è sia opera di Dio che opera dell 'uomo.

" La prospettiva di un volto dell'uomo riconciliato con Dio spinge « il credente a resistere all 'oppressione in tutte le sue turpi forme personali e comunitarie, secolari e religiose, economiche e sociali, politiche e civili. L'uomo o la donna di oggi che immette nel cuore il messaggio ispirato dal libro di Daniele, ricercando il volere di Dio, non userà mai strutture politiche o religiose o linguaggi per convalidare modelli borghesi e valori opposti all'imminente regno di Dio di giustizia e di pace, di equità e di opportunità per gente di ogni stato e razza ovunque nel mondo »
L.F. Hartman - A.A. Di Leila, The Book of Daniel.

La prospettiva certa del Regno di Dio definitivo in una creazione rinnovata spinge il credente giudeo a resistere nella storia pur dentro l' oppressione , sia essa in forma personale o comunitaria, secolare o religiosa, economica o sociale, politica , civile, etc.

La resurrezione dei morti per il giudizio universale e la retribuzione personale Nell'At la speranza dell'avvento del Regno di Dio era posta tutta nella storia: i morti sono ombre dello Sheol, ora non partecipano della gioia del banchetto Regno , vi partecipano i viventi, sulla terra, in Palestina.

Qoel 3,21 Chi sa se il soffio vitale dell'uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra? 22 Mi sono accorto che nulla c'è di meglio per l'uomo che godere delle sue opere, perché questa è la sua sorte. Chi potrà infatti condurlo a vedere ciò che avverrà dopo di lui?

Sir 40,3 Non temere la sentenza della morte, ricòrdati dei tuoi predecessori e successori.4 Questo è il decreto del Signore per ogni uomo; perché ribellarsi al volere dell'Altissimo? Siano dieci, cento, mille anni;
negli inferi non ci sono recriminazioni sulla vita.

L'apocalittica del Libro di Daniele , vista la persecuzione nella storia che miete vittime tra gli eletti , conclude che la promessa della salvezza divina si attuerà con certezza, ma non in questo mondo ormai perduto nelle mani del demoniaco ( i regni bestiali) e destinato alla sparizione, ma in un mondo rinnovato ( non ultraterreno) come una Nuova Creazione.

E ciò implicava la resurrezione dei morti ma anche un giudizio divino universale per la retribuzione di giusti ed empi. Per cui il maccabeo che muore per cacciare il nemico da Israele può dire :

2 Macc 7,14 14 Ridotto in fin di vita, egli diceva: «È bello morire a causa degli uomini, per attendere da Dio l'adempimento delle speranze di essere da lui di nuovo risuscitati; ma per te [ per il nemico] la risurrezione non sarà per la vita».

Il tentativo di rendere coerente il disegno salvifico di Dio con le aspettative e il senso umano della giustizia ha prodotto la teologia della retribuzione delle opere di ciascuno dopo la renovatio mundi , previa resurrezione dei cadaveri per un processo/giudizio con sentenza definitiva .Questa teologia nonostante sia stata smentita da Gesù è entrata e permane come credenza ed aspettativa popolare anche nelle religioni cristiane.

Il ritardo del Regno di Dio Perchè la " svolta finale" dell storia, il " Gran Giorno di Jhwhw" ritarda?
La risposta delle diverse guide giudaiche del popolo era concorde : Dio ritarda nel compiere la creazione perchè il suo popolo è pieno di impuri, incompatibili con la presenza di Dio.

Gli impuri che più facevano problema non erano tanto i peccatori (che sempre possono convertirsi, tornare alla religione) ma quelli impuri per condizione di vita che rendevano impuro il popolo davanti a Dio e tra questi i peggiori erano tipicamente le prostitute ,i pastori , i collaborazionisti ( pubblicani) .

Questi si guadagnavano da vivere peccando e contaminandosi : le prostitute erano immorali e contaminate e contaminavano i loro clienti; i pastori, poveri , proletari e amorali ( analfabeti, non conoscevano la torah e non potevano seguirla) vivevano per gran tempo isolati in mezzo agli animali, rubavano e non erano in grado neppure di restituire il maltolto e ricevere -secondo la legge mosaica- il perdono: erano diventati il simbolo dell'empio per statuto di vita e perciò irrimediabilmente impuri e dannati ; i pubblicani erano i riscossori delle tasse per conto del nemico oppressore pagano e dunque impuro e perciò impuri per statuto di vita.

Affinchè il popolo fosse puro davanti a Dio questi impuri potevano essere eliminati dal popolo solo tenendoli fuori dal tempio, dalla sinagoga e dalla vita religiosa : impuri impurificabili erano anche imperdonabili perchè in quanto impuri non potevano essere salvati da Dio nelle liturgie espiatorie .

Secondo la teologia giudaica ai tempi di Gesù gli impuri che ritardavano l'avvento del regno di Dio erano condannati ad essere eliminati dall' "angelo di Dio " ( eufemismo per Dio stesso ) o angelo sterminatore o principe di questo mondo ovvero la morte e dal " fuoco divorante di fiamme perenni " annunciato dal profeta Isaia ( 33,14ss).

Secondo questa teologia il giudizio divino che avrebbe portato alla svolta finale della storia e l'inizio del nuovo eone sarebbe stato preceduto da una azione purificatrice : il messia per prima cosa avrebbe sterminato i peccatori impenitenti e il fuoco divino avrebbe incenerito gli impuri impurificabili .

I primi ad essere sterminati sarebbero stati i pastori, le prostitute, i pubblicani .


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