Piccolo Corso Biblico

QOELET
Eternità e tempo




L'eternità e il tempo " II tempo è una delle dimensioni dell'esistenza. Esso misura lo scorrere dei giorni e degli anni; e, poiché non sono poi tanti e per di più «quasi tutti fatica e dolore», lo scorrere del tempo mette a nudo il carattere fuggevole, limitato e perpetuamente fragile dell'esistenza umana.

L'anima biblica può ben pregare: «Insegnaci, o Signore, a contare i nostri anni (o i nostri giorni), per acquistare la sapienza del cuore» (Sal 90,12; cf. 90,9-12); e la sapienza del cuore (o meglio, un cuore di sapienza) rimanda alla Sapienza di Dio che ci fa accettare il limite della vita come parte di un progetto divino e ci affida a Dio che è più grande dei nostri limiti (cf. Sal 90,13-17).

Ma il tempo, con le sue precise coordinate, assume una rilevanza particolare allorquando definisce l'intervento-chiamata della Parola di Dio sui carismatici, sui profeti e sui servi di JHWH (cf. Is 6,1 ecc.; Ger 1,1-3 ecc.; Ez 1,1-3 ecc.; Dn l,lss; Os 1,1; Am 1,1), compresi Giovanni Battista (Le 1,5; 3,12) e Gesù Cristo (Le 1,26; 2,1; 3,23). Il tempo della venuta di Gesù Cristo costituisce il kairós, il tempo privilegiato e decisivo della salvezza e del giudizio (Me 1,15 e par.), il tempo della visita di Dio nella persona di Gesù il Messia, che Gerusalemme non ha saputo e voluto riconoscere (Le 19,44; 12,56).

(**)

L'uomo ha una percezione del tempo lineare, lo misura per istanti. Ha il senso di un principio e di una fine ma dentro di sè ha il senso dell'eternità : vive nel tempo e concepisce l'eternità .

Ma l 'uomo non conosce il significato del tempo, non riesce a coglierlo come un tutto, capire il senso del tempo dal principio alla fine, istante per istante.

L'uomo non può sapere le cose giuste, opportune, prima del tempo . Non gli è dato. Capisce il tempo nel suo significato solo dopo.

Non potendo conoscere le cose opportune per il tempo che gli sta davanti, procede per tentativi o cerca di dare significato al suo tempo basandosi sulla sua cultura. .


Dal  principio  sussiste la creazione divina .
Questa creazione , nel tempo , è storia .

Dio continua ad agire nella storia secondo il suo progetto creativo.

Come può l'uomo inserirsi in questo progetto senza prima conoscerne lo svolgimento storico ? In che modo l'uomo può esercitare la sua " occupazione storica" aderendo all'opera divina ?


Dio ha rivelato il suo progetto in Gesù: compiere la creazione come Uomo definitivo ma l'uomo rimane sempre incerto sul proprio ruolo in questo progetto .

Invece di pianificare il suo agire storico con atti ben inquadrati nell' etica dedotta dalla rivelazione ( comandamenti, precetti, etc.) l'uomo può inserisi nel progetto divino istante per istante seguendo lo Spirito che ha ricevuto , l' ispirazione.

Gal 5,18 se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge ( morale esterna) .

Il gioco della creazione "La creazione è una palla con la quale il Padre gioca .
Egli la colpisce, ma solo perchè ritorni a Lui con gioia."

Dialogues avec l'Ange-Denoel , Paris


Dio crea e questo è un gioco a cui invita l'uomo.

L'opera divina , la Creazione-Storia, si può comprendere con l'analogia della palla . Ad ogni istante della storia Dio lancia la palla da gioco e attende che l'uomo la colga al volo e gliela rimandi, con gioia.

Se l'uomo coglie la palla al balzo , allora diventa creativo, partecipa alla storia come creazione.

Il Ritmo "Il Padre lancia l'istante
e il
nuovo istante non è l'antico."

Dialogues avec l'Ange-Denoel , Paris

istante1|istante2|istante3|.....

Dio lancia la palla ad ogni istante e attenge che l'uomo entri nel gioco . Ogni istante è nuovo, imprevedibile, inconoscibile, perciò l'uomo è chiamato ad essere attento ad ogni istante ed entrare in partita sincronizzandosi con i lanci di Dio.

Questo è possibile solo se l'uomo ne coglie il ritmo : lancio...lancio...lancio...

Pensiamo al tennis da tavolo : se si perde il ritmo, si manca il colpo alla palla.

Se si perde il ritmo del gioco la palla che Dio lancia non ritorna a Lui insieme con la gioia dell'uomo : l'istante è perso e l'atto umano , qualsiasi esso sia, non è creativo, è vuoto .

" Ogni movimento
può rappresentare la creazione.
"
Dialogues avec l'Ange-Denoel , Paris

Lanciando la palla Dio mette in movimento la creazione-storia ma si aspetta che la palla, il movimento, torni a concludersi in Lui. Questo movimento è il tempo.

"Fà bene attenzione.
Su un punto il movimento principia ...e ritorna.
Tutto, riceve una spinta e ritorna. "

Dialogues avec l'Ange-Denoel , Paris

Dio lancia un istante e questo istante è un kairos , il momento opportuno per  creare, fare nuove le cose. L'uomo è chiamato a prendere la palla al balzo , accoglierla , inserirsi nel movimento della creazione-storia che è storia di salvezza cioè di felicità creata da Dio.

Poi Dio lancia un nuovo istante , diverso da quello precedente, nuovo, un nuovo movimento, una nuova palla che l'uomo deve prender al balzo. E così via.

L'Eternità "Ogni movimento può rappresentare la creazione...
Alla
morte di ogni istante puoi entrare nell' eternità,
[e sei uno-col-Mondo-creatore]
e di là, sei tu che puoi
lanciare l'istante.
[nuovo] "
Dialogues avec l'Ange-Denoel , Paris



Come può l'uomo rispondere ad ogni istante lanciato da Dio ?

Tra la fine di un istante e l'inizio di uno nuovo, l'uomo è fuori del tempo , è nell'eternità. Lì può creare , fare nuova la storia , insieme a Dio.


Comunione di Spirito con Dio , cioè dimorare nella Sua Parola e attenzione al Ritmo degli istanti: questa la richiesta della Fede per creare, fare Nuova ed eterna la storia in cui gli uomini si compiono come Uomini.

L'Uomo creatore crea la storia e crea se stesso.

L'occupazione dell'Uomo Il senso di ogni movimento creativo è nel Principio, in Dio. L'uomo lo può cogliere tra la fine del vecchio istante e il lancio del nuovo , quel punto che è fuori del tempo, che sta nell'eternità.

L 'incontro creativo dell'Uomo con Dio è fuori del tempo , nell'eternità, tra l'istante e il nuovo istante.

istante
Il kairòs , il momento giusto è tra due istanti. Se l'uomo è attento , egli può cogliere il movimento lanciato da Dio, coglier la palla al balzo , l'atto creatore, partecipare alla creazione , eseguire la sua occupazione.

La gioia di Vivere ll tempo opportuno è quello che nasce dall'istante eterno! Il senso di quel movimento però lo si capisce solo dopo aver compiuto l' atto .

Non si può sapere prima il senso di ogni movimento , ciò che conta è entrare nel ritmo del gioco e non perderlo.

Nell'istante dell'istante è la Nuova Creazione. Fare l'atto al tempo opportuno è atto creatore . Se l'uomo risponde al movimento a tempo , cioè non lo anticipa nè lo ritarda, allora in lui nasce la  gioia di vivere.

L'Uomo quando crea , fa la storia secondo il progetto di Dio : crea se stesso. Si forma come Uomo e sperimenta la vera gioia di esserlo.

L'uomo è una creatura , ma, insieme a Dio, diventa anche creatore. Questa è la pace del cuore , la gioia di vivere : vivere l'eterno , nel tempo.

" Così voi (uomini) vivete nell'eternità e // nella Vita,
perchè la Vita eterna unisce entrambe.
"
Dialogues avec l'Ange-Denoel , Paris


Il Kairos è tempo dell' incontro con Dio . L'uomo, nell' incontro con Lui fuori del tempo , è nella storia ed è nella vita eterna, è creatore insieme a Dio ed è , egli stesso, creato dal suo " fare".

Se l'uomo entra nell' istante eterno , si unisce a Dio, il suo tempo diventa vero, autentico, significativo, creativo.

"Alla morte di ogni istante
puoi entrare nell'eternità
e, di là, sei tu che puoi lanciare l'istante.
perchè sei uno-con-Lui
"
Dialogues avec l'Ange-Denoel , Paris


Alla fine dell'istante creativo, alla fine del movimento, l'uomo che è uno con Lui , può fare la creazione-storia, il progetto divino, E la sua gioia di vivere sarà piena.

"Non esiste altra libertà per l'uomo !.
Dialogues avec l'Ange-Denoel , Paris


(**) [ V. Marcucci-Giovanni il vangelo narrante -Bologna 1993 ]





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