Piccolo Corso Biblico

STORIA DELLA SALVEZZA
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I miti biblici
Storie emblematiche


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Il mito Il mito nelle culture antiche è il modello esemplare di ogni realtà ed attività umana, un racconto attraverso cui il saggio comunicaè alla sua generazione i significati , le verità, i valori , i paradigmi che scopre nella storia.

Il processo della mitopoiesi era comune a tutte le culture .




Quando la riflessione coinvolge l'aspetto religioso il sapiente scruta la rivelazione e il mito diventa una narrazione rivestita di sacralità in cui i protagonisti della storia sono gli spiriti o dèi.
 
Egli pone alla rivelazione le domande degli uomini della sua generazione ed i significati che coglie come verità//paradigmi li narra per mezzo del mito.

Attraverso il mito il sapiente trasporta la mente degli uditori fuori dal mondo reale, in un mondo immaginale , « il quel tempo», «in principio » , là dove tutto ha inizio e dove si possono cogliere i veri significati delle cose e della storia.

I Sumeri , antenati di Abramo conservavano miti e leggende della umanità antica:
-come gli dei avevano creato il mondo 
-come avevano punito l'umanità corrotta con un diluvio, 
-come il mitico eroe Uta-Napishtim era sopravvissuto al diluvio ed aveva ricevuto dagli dèi a loro somiglianza  l'immortalità . -etc.


Questi miti e leggende erano i simboli  che permettevano di penetrare i misteri del mondo e della vita.

Si ritrovano tracce di questi miti anche nella Bibbia : i saggi di Israele, i sapienti ebrei colgono le domande fondamentali per le quali i Babilonesi avevano costruito i loro miti e le pongono alla storia della Rivelazione divina scoprendo nuovi significati e costruendo nuovi miti.

In qualche modo essi reinterpretano i miti Babilonesi alla luce della rivelazione divina. I protagonisti delle "vicende delle origini" raccontate nei miti dei popoli vicini , nei miti biblici non non sono più gli dèi mesopotamici e gli uomini-eroi, ma Dio e gli antenati di Abramo.

Il mito biblico I racconti biblici che sono del genere " mito" rispondono sia alle domande fondamentali comuni a tutta l'umanità sia alle domande che nascono dalla storia di Isarele "insieme a Dio"

Il sapiente coglie la sapienza divina nascosta nella rivelazione e la applica alla creazione-storia . Ciò che succede continuamente nella storia ( il paradigma) trova la sua spiegazione nelle origini della storia stessa (" in principio") dove Dio crea e dà inizio alla storia.


Il mito biblico è un racconto che descrive l'origine, il principio e perciò il significato creativo//salvifico della realtà cosmico-storica attuale e globale.

CUCC
 289 Tra tutte le parole della Sacra Scrittura sulla creazione, occupano un posto singolarissimo i primi tre capitoli della Genesi. Dal punto di vista letterario questi testi possono avere diverse fonti.
Gli autori ispirati li hanno collocati all'inizio della Scrittura in modo che esprimano, con il loro linguaggio solenne, le verità della creazione, della sua origine e del suo fine in Dio, del suo ordine e della sua bontà, della vocazione dell'uomo, infine del dramma del peccato e della speranza della salvezza. Lette alla luce di Cristo, nell'unità della Sacra Scrittura e della Tradizione vivente della Chiesa, queste parole restano la fonte principale per la catechesi dei misteri delle “origini”: creazione, caduta, promessa della salvezza.

Il mito della creazione Teologia della Creazione testo del card. Ratzinger .

«La Bibbia è l’ eco della storia di Dio con il suo popolo, non è un romanzo o un manuale , essa presenta sia le difficoltà che Dio incontra nella relazione con il popolo che le difficoltà del popolo a conoscere, comprendere e seguire Dio. Il tema di “Dio creatore” viene perciò incontrato nella Bibbia più di una volta , esso attraversa tutta la storia della relazione con Dio. La conoscenza di Dio si afferma nella Bibbia passo dopo passo. Con l’avvento di Gesù tutti i temi della Bibbia –dunque anche quello della creazione- riceveranno, secondo i cristiani, una luce nuova, nuovi significati.

Ogni testo biblico va interpretato nella scia del cammino che il tema da esso centrato ha fatto nella Bibbia. Il tema [di Dio creatore] non fu mai del tutto assente ma non fu sempre importante per Israele allo stesso modo.

Durante l’esilio babilonese esso divenne centrale: nel momento in cui la storia mostrava un Dio debole e vinto dagli dèi babilonesi Egli si rivela per mezzo dei profeti il Dio che permette la dispersione del suo popolo perché vuole farsi conoscere dagli altri popoli e questo lo fa perché è il Dio della storia che ha nelle sue mani i popoli, il mondo, il suo destino e dunque la sua origine. Dio è il Creatore, colui che ha il potere su tutto.»

Come è nato il mondo?
Come sia nato il mondo è mistero affidato alla scienza.

creaIl racconto biblico non è un "teoria religiosa sull'origine del mondo" come spesso qualche sprovveduto insegna (dal maestro elementare al professore di filosofia o di scienze nei licei , al docente universitario); è invece una riflessione su Dio e la sua azione continua nella storia di Israele.
( cf : Scienza e religione )

I sapienti riflettono sulla rivelazione divina, sulla storia di salvezze e scoprono che : " Dio ha creato il suo popolo e lo salva continuamente nella storia per vivere insieme ad esso. "
Nelle salvezze per il suo popolo Dio rivela anche il suo rapporto con il mondo.

Sal 134,5 Io so che grande è il Signore, il nostro Dio sopra tutti gli dèi.
6 Tutto ciò che vuole il Signore, egli lo compie in cielo e sulla terra, nei mari e in tutti gli abissi.
cioè ovunque. Di fatti, nell'evento dell'esodo :
7 Fa salire le nubi dall'estremità della terra, produce le folgori per la pioggia, dalle sue riserve libera i venti.8 Egli percosse i primogeniti d'Egitto, dagli uomini fino al bestiame.9 Mandò segni e prodigi in mezzo a te, Egitto, contro il faraone e tutti i suoi ministri.
Per salvare il suo popolo e ivere insieme ad esso in Palestina Dio ha dimostrato di essere il padrone, il Signore , del cosmo e della storia.
10 Colpì numerose nazioni e uccise re potenti:11 Seon, re degli Amorrèi, Og, re di Basan, e tutti i regni di Cànaan.


La Bibbia non conosce un problema scientifico dell' origine dell'universo o dell' origine dell'uomo. I sapienti ebrei contemplano la rivelazione divina che avviene nei fatti della storia (la salvezza cha Dio agisce nella storia: il miracolo, la profezia ) e non fanno cronologia o scienza ma teologia.

Il racconto biblico della creazione del mondo non parla della origine del mondo , come è nato il mondo, ma dice del rapporto che Dio ha con il mondo e la storia, del significato del mondo e della storia contenuto nella rivelazione.

Bar 4,10 Ho visto, infatti, la schiavitù in cui Dio ha condotto i miei figli e le mie figlie.
Dan 4,31 «Ma finito quel tempo, io Nabucodònosor alzai gli occhi al cielo e la ragione tornò in me
la storia
e benedissi l'Altissimo; lodai e glorificai
colui che vive in eterno, la cui potenza è potenza eterna e il cui regno è di generazione in generazione.
la teologia
Sal 89,1 Preghiera. Di Mosè, uomo di Dio. Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
la storia
2 Prima che nascessero i monti e la terra e il mondo fossero generati, da sempre e per sempre tu sei, Dio.
la teologia

Nella storia della sua salvezza Israele scopre che solo Dio ha il dominio su tutto ciò che esiste e vive e lo esprime teologicamente : Dio è "Il Vivente", colui che ha in sè la Vita e che la dona , cioè crea/salva.

Dan 6,27 Per mio comando viene promulgato questo decreto: In tutto l'impero a me soggetto si onori e si tema il Dio di Daniele, perché egli è il Dio vivente, che dura in eterno;
il suo regno è tale che non sarà mai distrutto
// e il suo dominio non conosce fine.


Sal 92 92:1 Il Signore regna, si ammanta di splendore; il Signore si riveste, si cinge di forza;
rende saldo il mondo, non sarà mai scosso.
2 Saldo è il tuo trono fin dal principio, da sempre tu sei.
3 Alzano i fiumi, Signore, alzano i fiumi la loro voce, alzano i fiumi il loro fragore.
4 Ma
più potente delle voci di grandi acque, più potente dei flutti del mare,
potente nell'alto è il Signore
.
( e lo ha dimostrato eminentemente nell'evento del mar Rosso )

Sal 103, 24 Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! Tutto hai fatto con saggezza, la terra è piena delle tue creature. 25 Ecco il mare spazioso e vasto: lì guizzano senza numero animali piccoli e grandi. 26 Lo solcano le navi, il Leviatàn che hai plasmato perché in esso si diverta. 27 Tutti da te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno. 28 Tu lo provvedi, essi lo raccolgono, tu apri la mano, si saziano di beni.
29
Se nascondi il tuo volto, vengono meno,
togli loro il respiro, muoiono e ritornano nella loro polvere.
30
Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra.

Dio ha rivelato il suo potere salvifico nella storia compiendo la Parola-promessa data per mezzo dei suoi profeti e in modo eminente nell' 'evento dell' Esodo dall'Egitto.

Nell'esodo Dio salva Israele per portarlo a vivere con sè in Palestina. Questo evento salvifico è il paradigma della rivelazione storica di Dio e contiene, per il sapiente che la contempla, una verità ulteriore: Dio continuamente salva il mondo per salvare Israele e vivere con esso.

Dio salva il mondo perchè ha un progetto sul mondo : salvare il suo popolo dalla sparizione per farlo vivere con Sè .

1-Rivelazione : la storia//le cose sono continuamente salvate da Dio dalla sparizione a favore dell'umanità . L'azione di salvare Israele dalla estinzione è l'azione creativa di Dio: la storia è creazione continua del mondo , la salvezza dalla sua sparizione.

Il potere di Dio ,il Sacro di Dio che salva//crea Israele e il mondo sta nella sua Parola di alleanza. Dio salva continuamente Israele dalla sparizione per mezzo della sua Parola di alleanza, la Torah. La Parola divina è promessa di esistenza e di vita per Israele//per il mondo.

2-Rivelazione : Dio salva continuamente il mondo dalla sparizione, lo crea, per mezzo della sua Parola di alleanza, la Torah. In essa agisce il Sacro di Dio.

La Parola di Dio, la sua "Voce" contiene la sua ruah, il suo soffio, alito, il suo Spirito. Lo Spirito di Dio crea il mondo .

Es 3,8 Sono sceso per liberarlo dal potere dell'Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l'Ittita, l'Amorreo, il Perizzita, l'Eveo, il Gebuseo.

La sapienza ebraica per esprimere il paradigma con cui Dio nella storia dà continuamente salvezza//vita//esistenza alle cose a favore di Israele// umanità , per mezzo della sua Parola//Spirito , costruisce un mito.


La Bibbia non è e non vuole essere un manuale di scienze naturali. testo del card. Ratzinger .

8« La Bibbia non è e non vuole essere un manuale di scienze naturali. È un libro religioso, per cui non possiamo attingere da essa delle nozioni scientifiche, né sapere come il mondo ha avuto scientificamente origine. Essa ci comunica solo delle conoscenze religiose. Tutto il resto sono immagini, che servono a far capire all'uomo la verità autentica e profonda.

Bisogna distinguere tra forma espositiva e contenuto esposto.

La forma fu scelta da elementi che in quel tempo risultavano comprensibili, da immagini in cui gli uomini di allora vivevano, pensavano e parlavano, in cui riuscivano a capire realtà autentiche e superiori.Solo il contenuto autentico, che traspare attraverso le immagini, è l'elemento veramente permanente, quello che la Bibbia intende affermare. Secondo questa concezione la Bibbia non intende raccontarci come sono sorte a poco a poco le specie vegetali, come il sole, la luna e le stelle si sono formati, bensì dirci solamente di Dio .

Il mondo non è un affastellamento di forze tra loro contrastanti, come pensavano molti uomini di allora, non è la sede di potenze demoniache, da cui l'uomo deve difendersi. Il sole e la luna non sono divinità che regnano sopra di lui, e questo cielo disteso sul nostro capo non è popolato di divinità inquietanti e tra loro nemiche; tutto questo proviene piuttosto da un 'unica potenza, dalla ragione eterna di Dio [ il Logos o Verbo o Parola divina n.d.r.], che nella parola divenne forza creatrice.

Tutto questo proviene dalla parola di Dio, da quella medesima parola che noi incontriamo nell'evento di fede. E così non solo venne tolta agli uomini, che appresero che il mondo è dalla parola, l'angoscia di fronte agli dèi e ai demoni; ma il mondo stesso divenne libero per la ragione, che si eleva a Dio, e l'uomo è reso capace di incontrare senza paura Dio. Egli sperimentò in queste parole il vero" illuminismo " , che spazza via gli dèi e le potenze nascoste e gli fa riconoscere che solo una potenza « è al fondo di tutto e noi nelle sue mani »: il Dio vivo. Sperimenta, inoltre, che questa medesima potenza, che ha creato la terra e le stelle, è quella stessa che sorregge tutto l'universo, quella che incontriamo nella parola della Sacra Scrittura.

In tale parola noi tocchiamo la potenza originaria del mondo,la potenza vera che sta al di sopra di tutte le potenze . »


Per l'uomo biblico, che vive con la percezione lineare del tempo, dire come il mondo riceva vita dal Dio Vivente significa concepire un inizio del tempo in cui il Vivente ha dato vita, esistenza a tutte le cose.

Per l'uomo ebraico antico è inconcepibile una azione che sia fuori del tempo, una azione che non abbia un inizio ed una fine. I sapienti si esprimono perciò in termini di "creazione" e di "inizio".
"In Principio" Dio ha "creato" il mondo. I termini " in principio" e "creare" sono teologia espressa forme letterarie analogiche e come tali vanno intese, non sono affermazioni scientifiche.

La cultura semitica non conosceva la filosofia, il pensiero astratto : la sapienza ebraica per dare consistenza all'azione divina del creare utilizza una analogia umana : il verbo barah è il verbo del vasaio che plasma-crea la materia prima (//primordiale), l'argilla informe.

Nella storia di relazione con Dio ogni esodo si rivela come un nuovo inizio, l'inizio di una nuova storia, una nuova creazione : applicandolo a livello cosmico esso rivela Dio come creatore .

Il racconto
Il racconto della creazione si snoda attraverso i simboli dell'esodo.

NELL'EVENTO DI RIVELAZIONE
Es 14

notte
-sono al mare
-Dio sostiene un vento (in ebraico ruah)

-la gloria di Dio splende nel cielo (la nube luminosa)

-e questa nube luninosa separa lo spazio degli ebrei ( giorno) da quello degli egizi ( notte)

-le acque del mar Rosso si separano in due muraglie

-appare l'asciutto , la terra




DIO ESERCITA SUL COSMO UN POTERE CHE SALVA ISRAELE DALLA SPARIZIONE

NEL MITO
Gn1,1 ss

-sono tenebre
-l'abisso delle acque primordiali
-lo spirito (in ebraico ruah) di Dio aleggia sulle acque
-sia la luce, (e poi gli astri, il firmamento, che sono simbolo della gloria di Dio)

-e il giorno viene separato dalla notte


-le acque si raccolgono


-appare l'asciutto ( la terra, in ebraico herez, termine con cui gli ebrei chiamano la Palestina)



=
DIO CREA

Una leggenda egizia narra che un tempo la terra era costituita da un vuoto acqueo e informe. Da queste acque, chiamate Nun, emerse una collinetta di terra e su questa nacque tutto ciò che esiste. Un gruppo di sacerdoti diceva che era nata una pianta su cui si posò la prima forma di vita, il talco Horus; altri raccontavano invece che era cresciuta una pianta di loto, e dai suoi germogli era nato il sole. La manifestazione dell'energia che creò l'umanità in questo cosiddetto Primo Evento venne considerata dagli Egizi come la tangibile manifestazione del potere divino.

L’ azione creatrice di Dio che si manifesta nella storia è all’origine della creazione-storia stessa .

Il potere salvatore che Dio ha rivelato nell'evento dell'Esodo dall'Egitto e che si esercitava sulle grandi forze della natura ( astri, vento, mare, onde, limite alle acque, etc) è il potere salvatore che Dio esercita verso tutto l'esistente .

La terra asciutta (la Palestina, l'ambito di vita dell'uomo inseme a Dio) è " emersa" dalla vittoria di Dio sulle forze caotizzanti, decreatrici , del Mar Rosso.

Le "grandi acque" , si sono aperte per intervento dello spirito divino (spirito-vento, ruah) , nella notte del " passaggio" (Pesak, Pasqua) e la Terra ( ha eretz, la Palestina) // il cosmo , l'ordine, la vita, l'ambito di vita dell'uomo insieme a Dio, è emersa dal caos.

Chi è nell'alleanza con Dio ( accoglie la Sua Parola-Torah) riceve continuamente le sue benedizioni, l'esistenza. (Barak , benedire e barah, creare , sono assonanti).

Catechismo universale della chiesa cattolica
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280
La creazione è il fondamento di “tutti i progetti salvifici di Dio”, “l'inizio della storia della salvezza”, [Congregazione per il Clero, Direttorio catechistico generale, 51] che culmina in Cristo. Inversamente, il Mistero di Cristo è la luce decisiva sul mistero della creazione: rivela il fine in vista del quale, “in principio, Dio creò il cielo e la terra” ( Gen 1,1 ): dalle origini, Dio pensava alla gloria della nuova creazione in Cristo [Cf Rm 8,18-23 ].

Dio vuole vivere insieme con gli uomini e per questo dà vita all’universo , all’umanità . Egli dà una promessa di vita, una " parola" : sia!.

1-Dio salva Israele dalle "acque distruttrici" per portarlo a vivere in alleanza con sé in Palestina. Questa è la creazione divina ,opera di salvezza permanente nella storia.
2- Quando Israele rompe l’alleanza viene sommerso dalle "acque distruttrici", i suoi nemici nella storia: questa è la decreazione.

Rivelazione : tutto esiste in modo condizionato, esiste solo nella relazione di alleanza con il Dio rivelato ad Israele.

alleanza cosmica

Se nell'universo gli esseri non accolgono questa azione, contrastano la Torah divina. , l' alleanza si rompe, e tutto sparisce. In altre parole : viene la maledizione, la decreazione, il caos, la morte.

Sal 103, 30 Mandi il tuo spirito, sono creati,
// e rinnovi la faccia della terra.
29 Se nascondi il tuo volto, vengono meno,
// togli loro il respiro, muoiono e ritornano nella loro polvere

Ogni essere creato ha una sua Legge Morale Naturale ( = che lo realizza in pienezza) e questa è contenuta nella Torah.

CUCC

238 In molte religioni Dio viene invocato come “Padre”. Spesso la divinità è considerata come “padre degli dèi e degli uomini”. Presso Israele, Dio è chiamato Padre in quanto Creatore del mondo [Cf Dt 32,6; Ml 2,10 ].       

198 La nostra professione di fede incomincia con Dio, perché Dio è “il primo e l'ultimo” ( Is 44,6 ), il Principio e la Fine di tutto. Il Credo incomincia con Dio Padre, perché il Padre è la prima Persona divina della Santissima Trinità; il nostro Simbolo incomincia con la creazione del cielo e della terra, perché
la creazione è l'inizio e il fondamento di tutte le opere di Dio.

283 La questione delle origini del mondo e dell'uomo è oggetto di numerose ricerche scientifiche, che hanno straordinariamente arricchito le nostre conoscenze sull'età e le dimensioni del cosmo, sul divenire delle forme viventi, sull'apparizione del l'uomo. Tali scoperte ci invitano ad una sempre maggiore ammirazione per la grandezza del Creatore, e a ringraziarlo per tutte le sue opere e per l'intelligenza e la sapienza di cui fa dono agli studiosi e ai ricercatori. Con Salomone costoro possono dire: “Egli mi ha concesso la conoscenza infallibile delle cose, per comprendere la struttura del mondo e la forza degli elementi. . . perché mi
ha istruito la Sapienza, artefice di tutte le cose” ( Sap 7,17-21 ).

 284 Il grande interesse, di cui sono oggetto queste ricerche, è fortemente stimolato da una questione di altro ordine, che oltrepassa il campo proprio delle scienze naturali. Non si tratta soltanto di sapere quando e come sia sorto materialmente il cosmo, né quando sia apparso l'uomo, quanto piuttosto di
scoprire quale sia il senso di tale origine: se cioè sia governata dal caso, da un destino cieco, da una necessità anonima, oppure da un Essere trascendente, intelligente e buono, chiamato Dio. E se il mondo proviene dalla sapienza e dalla bontà di Dio, perché il male? Da dove viene? Chi ne è responsabile? C'è una liberazione da esso?

 285 Fin dagli inizi, la fede cristiana è stata messa a confronto con risposte diverse dalla sua circa la questione delle origini. Infatti, nelle religioni e nelle culture antiche si trovano numerosi miti riguardanti le origini. Certi filosofi hanno affermato che tutto è Dio, che il mondo è Dio, o che il divenire del mondo è il divenire di Dio (panteismo); altri hanno detto che il mondo è una emanazione necessaria di Dio, che scaturisce da questa sorgente e ad essa ritorna; altri ancora hanno sostenuto l'esistenza di due princìpi eterni, il Bene e il Male, la Luce e le Tenebre, in continuo conflitto (dualismo, manicheismo); secondo alcune di queste concezioni, il mondo (almeno il mondo materiale) sarebbe cattivo, prodotto di un decadimento, e quindi da respingere o oltrepassare (gnosi); altri ammettono che il mondo sia stato fatto da Dio, ma alla maniera di un orologiaio che, una volta fatto, l'avrebbe abbandonato a se stesso( deismo); altri infine non ammettono alcuna origine trascendente del mondo, ma vedono in esso il puro gioco di una materia che sarebbe sempre esistita (materialismo). Tutti questi tentativi di spiegazione stanno a testimoniare la persistenza e
l'universalità del problema delle origini. Questa ricerca è propria dell'uomo.

 286 Indubbiamente, l'intelligenza umana può già trovare una risposta al problema delle origini. Infatti, è possibile conoscere con certezza l'esistenza di Dio Creatore attraverso le sue opere, grazie alla luce della ragione umana, [Cf Concilio Vaticano I: Denz. -Schönm., 3026] anche se questa conoscenza spesso è offuscata e sfigurata dall'errore. Per questo la fede viene a confermare e a far luce alla ragione nella retta intelligenza di queste verità:
“Per fede sappiamo che i mondi furono formati dalla Parola di Dio, sì che da cose non visibili ha preso origine ciò che si vede” ( Eb 11,3 ).

 287 La verità della creazione è tanto importante per l'intera vita umana che Dio, nella sua tenerezza, ha voluto rivelare al suo Popolo tutto ciò che al riguardo è necessario conoscere.
Al di là della conoscenza naturale che ogni uomo può avere del Creatore, [Cf At 17,24-29; Rm 1,19-20 ] Dio ha progressivamente rivelato a Israele il mistero della creazione. Egli, che ha scelto i patriarchi, che ha fatto uscire Israele dall'Egitto, e che, eleggendo Israele, l'ha creato e formato, [Cf Is 43,1 ] si rivela come colui al quale appartengono tutti i popoli della terra e l'intera terra, come colui che, solo, “ha fatto cielo e terra” ( Sal 115,15; Sal 124,8; 287 Sal 134,3 ).

 288
La rivelazione della creazione è così inseparabile dalla rivelazione e dalla realizzazione dell'Alleanza di Dio, l'Unico, con il suo Popolo. La creazione è rivelata come il primo passo verso tale Alleanza, come la prima e universale testimonianza dell'amore onnipotente di Dio [Cf Gen 15,5; 288 Ger 33,19-26 ]. E poi la verità della creazione si esprime con una forza crescente nel messaggio dei profeti, [Cf Is 44,24 ] nella preghiera dei Salmi[Cf Sal 104 ] e della Liturgia, nella riflessione della sapienza [Cf Pr 8,22-31 ] del Popolo eletto.

 337 E' Dio che ha creato il mondo visibile in tutta la sua ricchezza, la sua varietà e il suo ordine. La Scrittura presenta simbolicamente l'opera del Creatore come un susseguirsi di sei giorni di “lavoro” divino, che terminano nel “riposo” del settimo giorno [Cf Gen 1,1-2,4 ].
Il testo sacro, riguardo alla creazione, insegna verità rivelate da Dio per la nostra salvezza, [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 11] che consentono di “riconoscere la natura intima di tutta la creazione, il suo valore e la sua ordinazione alla lode di Dio” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 36].

 338 Non esiste nulla che non debba la propria esistenza a Dio Creatore.
Il mondo ha avuto inizio quando è stato tratto dal nulla dalla Parola di Dio; tutti gli esseri esistenti, tutta la natura, tutta la storia umana si radicano in questo evento primordiale: è la genesi della formazione del mondo e dell'inizio del tempo [Cf Sant'Agostino, De Genesi contra Manichaeos, 1, 2, 4: PL 35, 175].

 339 Ogni creatura ha la sua propria bontà e la sua propria perfezione. Per ognuna delle opere dei “sei giorni” è detto: “E Dio vide che ciò era buono”.
“E' dalla loro stessa condizione di creature che le cose tutte ricevono la loro propria consistenza, verità, bontà, le loro leggi proprie e il loro ordine” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 36]. Le varie creature, volute nel loro proprio essere, riflettono, ognuna a suo modo, un raggio dell'infinita sapienza e bontà di Dio. Per questo l'uomo deve rispettare la bontà propria di ogni creatura, per evitare un uso disordinato delle cose, che disprezza il Creatore e comporta conseguenze nefaste per gli uomini e per il loro ambiente.

 340 L'interdipendenza delle creature è voluta da Dio. Il sole e la luna, il cedro e il piccolo fiore, l'aquila e il passero: le innumerevoli diversità e disuguaglianze stanno a significare che nessuna creatura basta a se stessa, che esse esistono solo in dipendenza le une dalle altre, per completarsi vicendevolmente, al servizio le une delle altre.

 341 La bellezza dell'universo.
L'ordine e l'armonia del mondo creato risultano dalla diversità degli esseri e dalle relazioni esistenti tra loro. L'uomo le scopre progressivamente come leggi della natura. Esse sono oggetto dell'ammirazione degli scienziati. La bellezza della creazione riflette la bellezza infinita del Creatore. Deve ispirare il rispetto e la sottomissione dell'intelligenza e della volontà dell'uomo.

 342 La gerarchia delle creature è espressa dall'ordine dei “sei giorni”, che va dal meno perfetto al più perfetto. Dio ama tutte le sue creature, [Cf Sal 145,9 ] si prende cura di ognuna, perfino dei passeri. Tuttavia, Gesù dice: “Voi valete più di molti passeri” ( Lc 12,6-7 ), o ancora: “Quanto è più prezioso un uomo di una pecora!” ( Mt 12,12 ).

 345 Il Sabato - fine dell'opera dei “sei giorni”.
Il testo sacro dice che “Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto” e così “furono portati a compimento il cielo e la terra”; Dio “cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro”, “benedisse il settimo giorno e lo consacrò” ( Gen 2,1-3 ). Queste parole ispirate sono ricche di insegnamenti salutari:

 347
La creazione è fatta in vista del Sabato e quindi del culto e dell'adorazione di Dio. Il culto è inscritto nell'ordine della creazione [Cf Gen 1,14 ]. “Operi Dei nihil praeponatur” - Nulla si anteponga all'“Opera di Dio”, dice la Regola di san Benedetto, indicando in tal modo il giusto ordine delle preoccupazioni umane.

 348
Il Sabato è al cuore della Legge di Israele. Osservare i comandamenti equivale a corrispondere alla sapienza e alla volontà di Dio espresse nell'opera della creazione.

 349 L'ottavo giorno. Per noi, però, è sorto un giorno nuovo: quello della Risurrezione di Cristo.
Il settimo giorno porta a termine la prima creazione. L'ottavo giorno dà inizio alla nuova creazione. Così, l'opera della creazione culmina nell'opera più grande della Redenzione. La prima creazione trova il suo senso e il suo vertice nella nuova creazione in Cristo, il cui splendore supera quello della prima [Cf Messale Romano, Veglia Pasquale: orazione dopo la prima lettura].

L'attivismo. testo del card. Ratzinger .

« Il numero dominante del racconto della creazione è il 7: 7 giorni. Si tratta del numero di giorni di una fase lunare : l’astro più vicino a noi ci indica il ritmo della vita umana: seguendo il suo ritmo l’uomo può immergersi nel movimento dell’universo; il ritmo degli astri è l’espressione del ritmo del cuore dell’uomo e dell’amore di Dio che lì si manifesta. La creazione è orientata al sabato, segno dell’alleanza. Il sabato è il giorno del culto, della adorazione, del riposo insieme a Dio nel suo Regno.

Il centro autentico , la forza che muove e ordina dall’interno il ritmo delle stelle e della nostra vita è il sabato cioè il culto, l’adorazione di Dio, la comunione con Lui. Il creato ha la sua struttura nell’ordinamento del Sabato. Nella creazione è racchiuso un ordinamento che viene dal Sabato, dal ritmo del 7, dalla vita di comunione di Dio con il suo popolo. Il senso della creazione del mondo è il sabato. Dio manifesta il suo ordinamento nella creazione così come lo manifesta nella Torah.

Attraverso la Torah l’uomo puo’ mantenere ordine nella creazione. E tutta la torah ha il suo centro nel sabato, nella adorazione. Chi trasgredisce il sabato trasgredisce tutta la Torah. Il sabato-torah è il ritmo, la vita dell’universo. Attraverso il culto sabbatico Israele mantiene l’ordinamento dell’universo. Se Israele trasgredisce il sabato, l’universo tende al caos e diventa un nemico dell’uomo. Il sabato è il ritmo con cui Dio, nell’incontro ozioso d’amore con Israele ricrea, riordina il mondo.

Nella comunione di Dio con il suo popolo si realizza la creazione. Celebrare il sabato significa celebrare l’alleanza, tornare all’origine, eliminare tutte le impurità, il disordine che l’opera umana ha introdotto nel mondo. Significa anticipare un mondo nuovo in cui la relazione con Dio sarà perfetta e il mondo sarà perfetto. (simbolo è l’anno sabbatico , un riposo dove tutto ricomincia) . »


L’uomo è creativo solo in comunione con il Creatore. Quando l'uomo perde questa comunione , "va in esilio" ed è la decreazione.

2Cr36, 20 Il re deportò in Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all'avvento del regno persiano, 21 attuandosi così la parola del Signore, predetta per bocca di Geremia: «Finché il paese non abbia scontato i suoi sabati, esso riposerà per tutto il tempo nella desolazione fino al compiersi di settanta anni».

Israele che aveva ricusato il riposo di Dio, l’adorazione, la comunione nell’amore, era caduto nella schiavitù del fare. Aveva trascinato il mondo nella schiavitù del proprio attivismo e si era reso così schiavo delle sue opere. Perciò Dio gli ha imposto il sabato che egli non voleva più : un sabato di 70 anni di esilio a Babilonia.

Attraverso la correzione Dio lo libera dalla schiavitù dell’azione, dall’attaccamento alla sua opera. »


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