Piccolo Corso Biblico

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Immacolata Concezione

Maria , Immacolata concezione. Il Beato Pio IX, durante il periodo della sua permanenza a Gaeta (1848), pregando davanti alla immagine dell’Immacolata nella Cappella d’Oro, decise la proclamazione del dogma. Da Gaeta il 2 febbraio 1849 emanò l’enciclica Ubi Primum, con la quale chiedeva a tutti i Vescovi della Chiesa di esprimere il proprio parere in merito. Il risultato fu la solenne proclamazione del dogma.

Quattro anni dopo questa solenne dichiarazione del Papa, quasi a conferma e sigillo, la Vergine Santissima, presso la grotta di Massabielle-Lourdes, in aspetto giovanile e affabile, vestita di candido abito e candido mantello, cinta di una fascia azzurra, alla fanciulla, Bernadette Soubirous, che con insistenza chiedeva il nome di colei che si era degnata di apparirle, elevando gli occhi al cielo e con soave sorriso rispose: "io sono l’Immacolata Concezione".

Fernando Armellini- Il dogma e la bibbia



Assunzione di Maria: 12 cose da sapere e condividere ncregister.com  -di Jimmy Akin 13/08/2016

Che cosa è l'assunzione di Maria, e quale rilevanza ha per la nostra vita?


1) L'Immacolata Madre di Dio, la sempre Vergine Maria, terminato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste [Pio XII, Munificentissimus Deus 44] corpo e anima.

2) Questo insegnamento è stato definito infallibilmente dal Papa Pio XII il 1° novembre 1950 nella bolla Munificentissimus Deus ( "L'abbondanza di Dio"). Come Pio XII ha spiegato, questo è "un dogma divinamente rivelato" (ibid.). Ciò significa che è un dogma in senso proprio. È quindi una questione di fede : l'assunzione nellagloria è stata divinamente rivelata da Dio e che è stata proposta infallibilmente dal Magistero della Chiesa in quanto tale.

3) E' un'istruzione "ex cathedra Petri " perché è un dogma definito dal Papa (anziché da un Concilio ecumenico, per esempio Poiché è infallibilmente definito, esso richiede l'assenso definitivo dei fedeli. Papa G . Paolo II ha spiegato: La definizione del dogma, in conformità con la fede universale del popolo di Dio, definitivamente esclude ogni dubbio e chiede il consenso espresso di tutti i cristiani [Udienza generale, 2 luglio 1997].

4) il dogma richiede che noi crediamo che Maria sia morta? È insegnamento comune che Maria sia morta. Nel suo lavoro, Fondamenti del Dogma Cattolico, Ludwig Ott elenca questo insegnamento come una communior sententia ( "l' opinione più comune"). Pio XII si è deliberatamente astenuto dal definire questa come una verità di fede. G. Paolo II ha osservato : Il 1° novembre 1950, nel definire il dogma dell'assunzione, Pio XII evitò di usare il termine "risurrezione" e non ha preso una posizione sulla questione della morte della Vergine come verità di fede. La bolla Munificentissimus Deus si limita ad affermare l'elevazione del corpo di Maria alla gloria celeste, dichiarando questa verità un "dogma divinamente rivelato".

5) Perché Maria dovrebbe dovuto morire se era esente dal peccato originale ? Essere priva di peccato originale non è la stessa cosa di essere in una condizione di glorificazione . Gesù era privo di peccato originale ma poteva morire. Ludwig Ott scrive: Per Maria, la morte, in conseguenza della sua libertà dal peccato originale e dal peccato personale, non era una conseguenza della punizione del peccato.

6) G. Paolo II ha osservato: La prima traccia della fede nell'assunzione della Vergine può essere trovata nei racconti apocrifi intitolati Transitus Mariae la cui origine risale al secondo e terzo secolo. Questi sono racconti popolari romanticizzanti e fantasiosi che però riprendono da un'intuizione di fede da parte del popolo di Dio.
 
7) G. Paolo II ha osservato: C'è stato un lungo periodo di crescente riflessione sul destino di Maria . Ciò ha condotto gradualmente i fedeli a credere nell'innalzamento glorioso della madre di Gesù, nel corpo e nell'anima e all'istituzione in Oriente delle feste liturgiche della Dormizione e assunzione di Maria.
 

8) G. Paolo II ha osservato: Nel maggio 1946, con l'enciclica Deiparae Virginis Mariae, Pio XII chiamato per un'ampia consultazione, indagando tra i Vescovi e, tramite loro, tra il clero e il popolo di Dio, per quanto riguarda la possibilità e l'opportunità di definire l'assunzione corporea di Maria come un dogma di fede. Il risultato è stato estremamente positivo: solo sei risposte su 1.181 hanno espresso eventuali riserve circa il carattere rivelato questa verità.

9) G. Paolo II ha osservato: Anche se il nuovo testamento non afferma esplicitamente l'assunzione di Maria, offre una base perchè ha fortemente sottolineato la perfetta unione della Vergine con il destino di Gesù. Questa Unione, che si manifesta dal momento del concepimento miracoloso del Salvatore, nella partecipazione della madre nella missione del figlio e soprattutto nella sua associazione con il suo sacrificio redentore, non può che richiedere una continuazione dopo la morte. Coniuga perfettamente la vita e l'opera salvifica di Gesù, Maria condivide il suo destino celeste in anima e corpo. Così, ci sono passaggi nella scrittura che risuonano con questo presupposto, anche se non lo spiegano.
 
10) Papa Pio XII ha sottolineato parecchi passaggi che sono stati legittimamente utilizzati in maniera "piuttosto libera" per spiegare la fede nell'assunzione ( questi passi risuonano con esso in vari modi, ma non forniscono prova esplicita): Spesso ci sono teologi e predicatori che, seguendo le orme dei Santi Padri, sono stati piuttosto liberi nel loro uso di espressioni prese dalla sacra scrittura per spiegare la loro fede nell'assunzione ed eventi. Così, per citare solo alcuni dei testi piuttosto frequentemente citati in questo modo, alcuni hanno impiegato le parole del Salmista: "Derivano, O Signore, nel tuo riposo: tu e l'Arca, che hai santificato" (PS. 131:8); e hanno visto l'Arca dell'Alleanza, costruita in legno incorruttibile e posta nel tempio del Signore, come un tipo del corpo purissimo della Vergine Maria, conservato ed esente dalla corruzione della tomba e sollevato fino alla gloria in cielo. Trattano di questo argomento e descrivono lei come Regina che entra trionfalmente nella dimora regale del cielo e siede alla destra del divino Redentore (PS. 44:10-14ff). Allo stesso modo hanno menzionato la sposa dei Cantici "che sale dal deserto, come una colonna di fumo di spezie aromatici, di mirra e incenso" per essere incoronata (cantico 3:6; cfr anche 4, 8, 6, 9). Questi testi vengono proposti come raffigurazione di quella celeste Regina e Sposa che è stata innalzata alle dimore del cielo con lo Sposo divino [Munificentissimus Deus 26].

11) Pio XII ha continuato: Inoltre, i dottori scolastici hanno riconosciuto l'assunzione della Vergine madre di Dio come qualcosa di implicito non solo in varie figure dell'Antico Testamento, ma anche in quella donna vestita di sole che l'apostolo Giovanni ha contemplato nell'isola di Patmos (Ap 12:1ss). Allo stesso modo hanno dato particolare attenzione a queste parole del nuovo Testamento: "Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne" (Lc 1:28), poiché hanno visto, nel mistero dell'assunzione,la perfetta grazia concessa alla Beata Vergine e la speciale benedizione che ha cancellato la maledizione di Eva [Munificentissimus Deus 27].

12) Secondo papa Benedetto XVI questo insegnamento va applicato alla vita quotidiana: Contemplando Maria nella gloria celeste, capiamo che la terra non è la patria definitiva per noi, e che, se viviamo con lo sguardo fissato su beni eterni ci sarà un giorno in cui condivideremo questa stessa gloria e la terra diventerà più bella. Di conseguenza, non dobbiamo perdere la serenità e la pace pur tra le mille difficoltà quotidiane. Il segno luminoso della Madonna Assunta in cielo risplende ancora più brillantemente quando le ombre tristi della sofferenza e della violenza sembrano incombere all'orizzonte. Possiamo essere sicuri di questo: dall'alto, Maria segue i nostri passi con delicata preoccupazione, dissipa le tenebre nei momenti di oscurità e angoscia, ci rassicura con la sua mano materna. Supportati da questa consapevolezza, proseguiamo con fiducia il nostro percorso di impegno cristiano dovunque la Provvidenza ci può portare. Cerchiamo di andare avanti nella nostra vita sotto la Guida di Maria [Udienza generale, 16 agosto 2006].

".. Come dicono le parole stesse,""Immacolata Concezione“ vuol dire che la Madonna è stata concepita nel seno della sua madre, che la tradizione dice essere Anna, senza la macchia del peccato originale.

Con ciò non si vuol dire che la Madonna sia stata concepita anch‘essa verginalmente da Anna, no, siccome a questo riguardo si fanno molte confusioni, ritengo opportuno dire che secondo la normale tradizione della Chiesa, la Madonna è nata da un regolare rapporto fra i suoi genitori, fra sant‘Anna e san Gioachino, come li chiama la tradizione, ma quella creatura che è stata concepita da questo rapporto fra sant‘Anna e san Gioachino, questa creatura che è stata concepita nel seno di Anna, è stata concepita senza macchia di peccato originale.

E questo fin dal primo istante del Suo concepimento, per cui non c‘è stato nessun istante in cui Maria sia macchiata dal peccato originale.


Questo è il dogma della Immacolata Concezione che dichiara quindi Maria immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo momento dell‘unione della sua anima col suo corpo, quindi fin dal primo momento in cui è stata concepita.

..
San Paolo, che forse è nella Sacra Scrittura l‘autore che più di tutti approfondisce la tematica del peccato originale, dichiara con una concisa espressione nell‘epistola ai Romani che:".. in Adamo tutti hanno peccato.“ Quindi direi che il dogma del peccato originale, espresso già chiaramente in san Paolo, non ammette eccezioni.

Di per sé, non ammette eccezioni perché san Paolo dice:"Tutti hanno peccato, e quindi non c‘era nessun riferimento ad alcuna eccezione, neanche a una sola eccezione che riguarderebbe Maria Santissima, quindi vedete come il dogma dell‘Immacolata Concezione che pure era ben radicato nella coscienza dei fedeli, i quali non ammisero mai nel loro insieme che la Vergine Maria fosse stata anche solo per un istante sotto il dominio di satana, questo dogma è stato difficilmente accettato da una parte della teologia dotta proprio perché non sapeva come armonizzare il dogma della universalità del peccato originale con il dogma dell‘Immacolata Concezione, cioè il fatto che la Madonna ne fosse esente e ci fosse questa straordinaria eccezione.

Questo è il motivo per cui anche i protestanti fin dall‘inizio erano contrari al dogma dell‘Immacolata Concezione proprio per la loro concezione del peccato originale come universale e come una realtà che corrompe alla radice l‘uomo

Il protestantesimo ha molto sviluppato la teologia del peccato originale, anzi, addirittura ha talmente aggravato le conseguenze del peccato originale nell‘uomo da affermare che dopo il peccato originale non c‘è più neanche il libero arbitrio e non è più possibile all‘uomo una santificazione interiore, ma la giustizia, la giustificazione e la santità ci vengono imputate quasi esternamente da Cristo, come se la santità fosse un vestito che mettiamo e non come una realtà che viviamo,.

I protestanti hanno sempre avversato questo dogma perchè secondo loro saremmo in presenza del totale silenzio dei Testi Sacri e della Tradizione più antica. Anche gli ortodossi, che pure hanno spunti notevoli per quanto riguarda l‘affermazione della santità di Maria, non accettano il dogma cattolico così come è formulato da papa Pio IX° mentre sarebbero disposti ad accettare altre formulazioni. .."

"Nella storia dei dogmi, quello dell’Immacolata Concezione reca con sé una peculiarità che lo rende unico: la sua definizione per opera di Pio IX, nel 1854, nasce non tanto dalle attestazioni scritturistiche o dalla tradizione più antica, quanto, e qui sta il tratto di unicità, dall’approfondimento del sensus fidelium e del Magistero. .."

".. Dal silenzio della Sacra Scrittura e della più antica Tradizione si giunge alla definizione dogmatica del 1854 da parte del papa Pio XI° attraverso fasi polemiche e drammatiche. L‘attenzione alla Immacolata Concezione serve a verificare quindi come cresce l‘approfondimento della Verità nella Chiesa e in particolare del ruolo del"sensus fidelium“ e del Magistero. Il"sensus fidelium“ è proprio quel senso della Fede che ha il popolo di Dio nel suo complesso.

..
Direi che il primo indice della formazione di questa Fede nella coscienza del popolo cristiano è dovuta all‘altissima concezione che il popolo cristiano ha sempre avuto della santità di Maria.

Il ruolo del senso della fede

Cioè il popolo cristiano, fin dall‘inizio, non solo si è soffermato sui privilegi di Maria come Colei che era chiamata a diventare Madre di Dio, ma ha sempre ritenuto che proprio perché era Colei che doveva essere la Madre del Salvatore, doveva avere una preparazione spirituale adeguata, doveva avere, Colei che era chiamata con Cristo a schiacciare la testa al serpente, un vertice irraggiungibile di santità.

E direi che fino nei primi testi dei primi secoli, per esempio il protoevangelo di Giacomo, che non è un vangelo canonico ma che però esprime molto bene la fede popolare, esprime in un certo senso questa fede ingenua del popolo nella santità e nella altezza spirituale di Maria. Il protoevangelo di Giacomo ha una affermazione che non è condivisa, non è mai stata condivisa dalla Chiesa, afferma cioè che la Madonna è stata concepita da sant‘Anna verginalmente, mentre san Gioachino si trovava nel deserto. Ebbene questo era un modo per esprimere la singolarità di Maria in quanto a santità, un modo molto popolare, forse mitico direi, che forse è rimasto ancora nel popolo cristiano che confonde la Immacolata Concezione con la verginità di Maria.

Tuttavia questa espressione della fede popolare contenuta nel vangelo di san Giacomo ci dice con chiarezza che il popolo cristiano già pensava a Maria come a qualcosa di diverso, come una eccezione, quindi già pensava che Colei che avrebbe schiacciato la testa al serpente era rivestita di una particolare santità. D‘altra parte noi vediamo che nello scorrere dei decenni gli epiteti che la gente, che il popolo di Dio attribuisce alla Madonna, esprime l‘alta concezione che il popolo cristiano si era fatta di Maria. Quindi chiamandola"Tutta bella“, chiamandola"Tutta santa“, quindi tutti questi epiteti che la fede popolare attribuisce a Maria è indice dell‘alta concezione che c‘è nella Fede della gente semplice della santità altissima di Maria. "

..sant‘Agostino dice che la pietà popolare impone di riconoscere Maria senza peccato. Tuttavia sant‘Agostino non distingue tra i peccati personali di Maria e il peccato originale, noi sappiamo però che sant‘Agostino ha una concezione del peccato originale ben precisa, cioè universale, lui ingloba tutti e come sapete egli pensa che il peccato originale si comunica per generazione umana: è la cosiddetta"Teoria agostiniana del traducianesimo“ secondo la quale il peccato originale viene tradotto dal padre e dalla madre nel rapporto sessuale a colui che è concepito.

Essendo stata Maria concepita normalmente da sant‘Anna e da san Gioachino, sant‘Agostino, in base alla sua fede nella universalità del peccato originale e al suo modo di concepire questa trasmissione mediante il rapporto sessuale dei genitori, ne concludeva che anche Maria Santissima era stata concepita nel peccato originale, anche se non esita a dire che magari nell‘istante successivo al primo istante, non esita a dire che nel secondo istante poteva benissimo Maria essere rigenerata alla Grazia, quindi nata nel peccato nel primo istante del suo concepimento, rigenerata alla Vita nuova nel secondo istante della sua vita.

Sant‘Agostino come vedete aveva in mano il polso della gente che sentiva che Maria era santa, che sentiva che Colei che avrebbe schiacciato la testa al serpente non poteva essere stata sotto la sua schiavitù neanche per un solo istante, tuttavia non riesce ad evitare che almeno per un istante Maria Santissima fosse soggetta al peccato originale.

..In che modo il popolo cristiano ha un ruolo trainante? Innanzitutto il popolo cristiano spontaneamente incomincia, sia pure in forma così ancora non universale, attraverso celebrazioni locali, incomincia a celebrare le feste dell‘Immacolata Concezione e quindi questo dogma dell‘Immacolata Concezione incomincia a vivere oltre che nella fede dei fedeli, nella liturgia della Chiesa.

Poi il popolo cristiano si scandalizza e rumoreggia quando qualche predicatore nelle chiese mette in dubbio il principio che la Madonna sia stata esentata dal peccato originale fino a che, quando ci sono dei predicatori che asseriscono dai pulpiti che la Madonna è stata concepita nel peccato originale, ci sono dei casi in cui il popolo cristiano non solo rumoreggia ma reagisce violentemente. Si era arrivati al punto che quando qualche predicatore sosteneva in chiesa che la Madonna era stata concepita nel peccato originale, rischiava di dover troncare la predicazione e di dover uscire dalla chiesa.

Non c‘è dubbio che c‘è stata un‘opposizione forte, dura per oltre un millennio e mezzo fra la fede popolare e una parte della teologia dotta. Infatti noi vedremo come pian piano, specialmente nel Medio Evo alcune grandissime personalità teologiche incomincino ad elaborare la teologia della Immacolata Concezione. Pensate voi che uno dei massimi teologi di scuola tomistica, Merchior Cano, (che è del milleseicento, uno dei massimi teologi del secondo millennio, grandissimo commentatore di san Tommaso, grande teologo, però di quei teologi che invece di avere il polso dei fedeli elaborano soprattutto nelle aule delle università le loro teorie), Merchior Cano in un tono sprezzante ma però tutto sommato prendendo atto della situazione, dice che:"appena il volgo, (ecco dico sprezzante perché lo chiama volgo), appena il volgo si sente affermare che la Beata Vergine Maria ha contratto il peccato originale, subito esso si sente turbato, percosso o torturato“.

Quindi la gente non ne vuol sapere che i rappresentanti della scienza sacra, i teologi, affermino che la Madonna è stata concepita seppure anche nel primo istante, col peccato originale. E poi noi assistiamo nel diciassettesimo secolo a un fervore popolare nel senso che nascono molte confraternite dedicate all‘Immacolata Concezione, confraternite e istituti religiosi e perfino dei conventi, (tra l‘altro forse per i nostri ascoltatori vale la pena dire che la suor Maria Gesù dé Agreda, con sua mamma, sono state le fondatrici proprio in Spagna di un convento dedicato all‘Immacolata Concezione e suor Maria Gesù dé Agreda, lei stessa presenta nel suo libro sulla vita della Madonna"La mistica città di Dio“ che lei dice di aver avuto come rivelazione privata, presenta l‘Immacolata Concezione così formulata come lo è formulata in Pio IX°, ma proprio perché questo libro presentava l‘Immacolata Concezione come rivelazione privata, creò turbamenti gravissimi nella Chiesa, soprattutto da parte del mondo teologico; questo è il motivo per cui questa opera fu così contrastata nei secoli).

Nel medesimo tempo il popolo dedica cappelle e all‘interno delle cattedrali dedica altari alla Immacolata Concezione. Intanto col nascere degli ordini religiosi legati alle realtà popolari, soprattutto penso ai francescani, ma poi anche successivamente i gesuiti che sono forse tra gli ordini quelli che più di tutti han difeso l‘Immacolata Concezione, pian piano in ogni università, specialmente nelle università teologiche di Spagna e nelle università teologiche italiane, i teologi nel momento in cui assumono la cattedra e fanno il giuramento di essere fedeli alla Chiesa e di insegnare secondo la dottrina della Chiesa, fanno anche un giuramento specifico.

Nelle università spagnole, prima di tutte quella di Granada e poi successivamente anche in quelle italiane, si giura di difendere il dogma della Immacolata Concezione"usque ad effusionem sanguinis“, cioè fino al versamento del sangue, quindi pensate cari amici, con che passione, con che vigore, con che forza questo dogma era difeso dal popolo e da una certa parte della teologia soprattutto spagnola e italiana.

Un grandissimo influsso ebbe nella elaborazione di questo dogma e nell‘approfondimento della pietà popolare soprattutto la predicazione dei padri francescani e poi alcuni catechismi legati soprattutto legati al periodo della Riforma e dopo, i catechismi di san Leonardo da Porto Maurizio, il catechismo di Canisio, (sono tutti santi), di Bellarmino, e poi il catechismo di Bossué. Tutti questi catechismi, che diventano poi catechismi a grande risonanza nella Chiesa, difendono l‘Immacolata Concezione e poi non mancarono le rivelazioni private, vi ho già parlato di suor Maria Gesù dé Agreda, ma contribuirono moltissimo alla diffusione e al sostegno, all‘approfondimento popolare del dogma dell‘Immacolata Concezione, le rivelazioni di santa Brigida e la apparizioni a Caterina Labouré.

In questo modo si è instaurato quello che si chiama il"factum ecclesiae“ e cioè che di fatto la Chiesa nel suo popolo e in tanti suoi ministri, professa la fede nell‘Immacolata Concezione, cioè si afferma la realtà viva della prassi ecclesiale. Ed è a questa realtà viva della prassi ecclesiale, della fede popolare e della fede espressa nella liturgia che il papa Pio IX° farà riferimento nella bolla"Ineffabilis Deus“ dell‘otto dicembre 1854 nella quale definirà l‘Immacolata Concezione.

Bene cari amici, abbiamo visto qual è stato il ruolo del popolo cristiano nell‘elaborazione del dogma dell‘Immacolata Concezione e adesso vediamo qual è stato il ruolo della teologia.

Il ruolo della teologia

Il ruolo della teologia è stato sicuramente un ruolo positivo nonostante la difficoltà che una certa parte della teologia, la parte forse più dotta, la parte legata soprattutto alle grandi università dove si studiava san Tommaso, sant‘Agostino, due teologi"maculatisti“, ebbene anche la teologia ha svolto un ruolo molto importante soprattutto per quanto riguarda la posizione dei termini del problema e anche per quanto riguarda la sua soluzione. Vi ho già detto che fin dall‘inizio il popolo cristiano aveva una concezione altissima della santità di Maria e anche i Padri della Chiesa, che sono direi i primi teologi della Chiesa, ritenevano che essendo Maria madre di Dio doveva aver avuto, per concepire il Verbo di Dio nel suo seno, una preparazione morale e una santità personale altissime.

Tuttavia siamo ancora nel campo qui della esenzione dai peccati personali. Ora sant‘Agostino, nonostante che lui personalmente e poi successivamente san Tommaso, sia stato un teologo maculatista, cioè nonostante che sant‘Agostino abbia ritenuto che la Madonna almeno per un istante fosse stata concepita nel peccato originale, ha avuto un grandissimo merito: ha avuto il merito, tutto sommato, di dire che avendo tutti peccato in Adamo, tutti sono bisognosi di redenzione, e quindi lui stesso ha messo in evidenza intanto i due dogmi che sembravano non andar d‘accordo, e cioè il fatto che tutti hanno peccato in Adamo e il fatto che Maria facesse eccezione.

Il merito di sant‘Agostino è sicuramente importantissimo, ha affermato un dogma che è chiarissimo nella Chiesa: che tutti, anche la Madonna, sono bisognosi di redenzione e quindi diceva:"Ma se è nata senza peccato, come ha fatto a essere redenta? Sant‘Agostino ha avuto il grande merito di porre con grande molta chiarezza il problema, tuttavia la pietà personale e l‘amore personale di sant‘Agostino nei confronti di Maria Santissima è fuori discussione perché, non riuscendo a risolvere il problema dal punto di vista teologico, cosa ha fatto? Ha detto che la Madonna è stata concepita nel peccato ma subito nell‘istante dopo è rinata alla Grazia.

Però questa soluzione, come vedete, tutto sommato non poteva essere accettata dal popolo cristiano perché si affermava che almeno per un istante Maria era stata schiava di satana, e il popolo cristiano non poteva accettare questo di Colei che il protoevangelo, cioè il libro del Genesi, preannunciava come Colei che col suo seme avrebbe schiacciato la testa al serpente. La soluzione di questa"antinomia“ cioè di questa opposizione fra il dogma della Immacolata Concezione e il dogma della universalità della redenzione e della universalità del peccato originale si è incominciato a risolvere nel Medio Evo.

Il primo che ha trovato la via è un teologo del nono secolo, si chiama Pascasio Radberto e dopo di lui sant‘Anselmo di Canterbury, i quali, (guardate come molte volte una illuminazione teologica ti formula quella parola che ti risolve il problema), questi due teologi, (non sono cose difficili, tutti quanti cari amici potete comprenderlo), hanno elaborato il concetto di preredenzione e cioè dicevano:"E‘ bensì vero che il dogma della universalità della redenzione, cioè che tutti devono essere redenti da Cristo, è un dogma che ammette nessuna eccezione, ma per quanto riguarda la Madonna, la redenzione è stata applicata prima ancora che nascesse“.

Quindi la Madonna non è stata esentata dal peccato originale perché non era bisognosa di redenzione, ma essendo anche Lei bisognosa di redenzione, a Lei la redenzione è stata applicata prima che nascesse. Quindi secondo questi due teologi, Pascasio Radberto e sant‘Anselmo di Canterbury, la Madonna sarebbe stata redenta prima di nascere, e quindi il concetto di preredenzione che è il concetto che ha risolto l‘antinomia teologica, l‘incompatibilità fra l‘universalità della redenzione e il fatto che la Madonna sia nata senza peccato originale.

Poi piano piano un altro teologo, Eadmero, (va dato ad ognuno quello che è suo, in genere l‘argomentazione di Dunscoto viene attribuita soltanto a Dunscoto, la verità è che prima è stato Eadmero e poi il francescano Dunscoto), ha elaborare la famosa espressione che tutti quelli che hanno studiato teologia sanno e che adesso vi illustro e cioè:"POTUIT, VOLUIT, FECIT“ e Dunscoto invece dice: “POTUIT, DECUIT, FECIT“. Che cosa vuol dire? E‘ molto semplice.

Dicono questi due grandissimi teologi, grandissimi per quanto riguarda la elaborazione del dogma dell‘Immacolata Concezione, dicono: "Dio, perché la Madre del Figlio Suo fosse veramente la più degna madre possibile, poteva esimerla dal peccato originale (POTUIT); era conveniente che Colei che doveva essere Madre di Dio fosse esente dal peccato originale (DECUIT), quindi se Dio lo poteva (potuit), se era conveniente che Dio lo facesse (decuit), allora Dio lo fece (FECIT)“.

E‘ il famoso argomento di convenienza elaborato nella sua perfezione da Dunscoto per cui, attenzione, ecco qui la chiave di tutto il discorso:"Maria non è una eccezione alla redenzione, Maria non è colei che non ha bisogno di redenzione, ma è il caso della più perfetta e più efficace applicazione della redenzione da parte dell‘unico redentore che è Gesù Cristo, il quale ha applicato a Maria i suoi meriti prima ancora che nascesse“.

Quindi ecco qui il ruolo della teologia, un ruolo importantissimo che non va affatto sottovalutato, perché cari amici, la teologia ti ha dimostrato, soprattutto per opera come vi ho detto dei teologi che abbiamo citato, ha dimostrato come Maria, è nata senza peccato originale, non perché non aveva bisogno di redenzione, ma perché a Lei la redenzione è stata applicata nel modo più perfetto possibile, cioè prima ancora che nascesse. Maria è stata Lei stessa concepita senza peccato originale perché per la sua dignità che doveva avere di Madre di Dio, il Padre ha applicato a Lei la redenzione del Figlio nel modo più perfetto e cioè prima ancora che nascesse.

Vedete quindi come la teologia è riuscita a comporre queste due realtà che sembravano incomponibili e cioè il fatto che Cristo è l‘unico redentore, che tutti sono stati redenti, che anche Maria è stata redenta, tuttavia Maria è stata concepita senza peccato originale perché redenta prima ancora della sua concezione.

E poi direi che la teologia ha pian piano contribuito a trovare anche le fondamenta bibliche di questo dogma, ma questo lo vedremo più avanti, prima cercheremo di mettere a fuoco, dopo il ruolo del popolo di Dio e dopo il ruolo della teologia, di mettere a fuoco quale è stato il ruolo del magistero della Chiesa.

Mai nessun papa, non solo, ma il concilio della Chiesa che più di tutti si è impegnato nel definire il dogma del peccato originale, il Concilio di Trento, ha definito il dogma del peccato originale e dell‘universalità del peccato originale senza includere Maria Santissima nel peccato originale, su questo argomento ha taciuto, e quindi pur affermandone l‘universalità non ha fatto nessun riferimento a Maria Santissima. Un silenzio questo del Concilio di Trento estremamente eloquente, che ha lasciato appunto gli spazi liberi al dibattito teologico.

Vi ho detto che non solo i papi hanno svolto un‘azione di moderazione ma anche di promozione: intanto i papi hanno cominciato ad introdurre ufficialmente la festa dell‘Immacolata Concezione prima di tutto nella loro diocesi a Roma, poi pian piano hanno esteso la festa dell‘Immacolata Concezione a tutta la Chiesa universale. Questo è un fatto perché voi sapete che c‘è un‘affermazione nella teologia che si dice:"Lex orandi, lex credendi“ cioè: ciò che si prega, la legge del pregare è anche poi la legge della fede, cioè ciò che tu preghi poi diventa anche regola di fede.

Ebbene quando una festa viene estesa alla Chiesa universale vuol dire che corrisponde alla Fede della Chiesa. Come ha proceduto Pio IX° che pure si trovava di fronte ad una accanita, anche se minoritaria opposizione teologica, come ha proceduto Pio IX° per elaborare questo dogma che sembrava non avere dei fondamenti biblici? Anche Pio IX° si trovò di fronte ad una notevole difficoltà in questo senso.

Ebbene Pio IX°, su consiglio di Rosmini, di Antonio Rosmini, interrogò tutti i vescovi sulla opportunità di definire il dogma. Rosmini personalmente riteneva che il dogma dell‘Immacolata Concezione fosse moralmente certo, ma riteneva inopportuna la sua definizione perché secondo Rosmini avrebbe causato delle reazioni da parte di una frazione della Chiesa, tuttavia consigliò Pio IX° che era estremamente deciso in questo senso e cioè a proclamare il dogma, a interrogare tutti i vescovi della Chiesa sulla opportunità della definizione del dogma, perché sapete che una verità di fede, pur essendo condivisa dalla Chiesa, non sempre in un determinato contesto storico è opportuno definirne il dogma.

Ebbene al riguardo ci fu una convergenza plebiscitaria da parte dei vescovi che erano favorevoli a definire proprio subito il dogma dell‘Immacolata Concezione: su 603 vescovi che risposero, 546 si espressero sulla opportunità della immediata definizione del dogma. Il testo della definizione fu molto discusso, rimaneggiato e alla fine Pio IX° decise, nella sua bolla"Ineffabilis Deus“, decise per questa formulazione che adesso vi leggiamo, cari amici.

Dice il testo della definizione dogmatica e quindi facente riferimento al più alto grado di magistero pontificio, dice Pio IX°:

"Dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina la quale ritiene che la Beatissima Vergine Maria, nel primo istante della Sua concezione, per singolare Grazia e privilegio di Dio Onnipotente ed in vista dei meriti di Gesù Cristo salvatore del genere umano, sia stata preservata immune da ogni macchia della colpa originale, è rivelata da Dio e perciò da credersi fermamente e costantemente da tutti i fedeli.“

Quindi come vedete Pio IX° prende decisione proprio per quanto riguarda il primo istante, cioè non c‘è stato nessun istante che Maria non sia stata senza peccato originale. Pio IX° fa riferimento ai meriti di Cristo poi dice che questo è stato un singolare privilegio di Maria Santissima. Ora non si dice nella bolla di Pio IX° se sia stato l‘unico privilegio, l‘unica esenzione di una creatura dal peccato originale: ebbene più tardi Pio X° e Pio XII° precisano che questo singolare privilegio è unico e quindi solo Maria ha avuto questo privilegio e poi specificano che questo è dovuto alla perfetta redenzione di Maria da parte di Cristo, anche noi siamo redenti, ma imperfettamente perché nasciamo nel peccato e la redenzione abbisogna di tutta la nostra fatica.

Maria stessa comunque, pur essendo stata redenta prima ancora che nascesse, tuttavia non dimentichiamo che la Sua adesione, la Sua attività di corredentrice è stata altissima, Lei più di tutti ha bevuto al calice amaro di Cristo.

Allora cari amici come possiamo sintetizzare questo iter che abbiamo percorso e cioè come pian piano il dogma si è sviluppato sotto la spinta dei fedeli attraverso la riflessione teologica e la funzione moderatrice e promotrice del magistero? Possiamo dire che questo dogma è frutto del dinamismo della fede che ha interessato la Chiesa in tutte le sue componenti: popolo di Dio, i teologi e il magistero. E quindi la fede della Chiesa, sotto l‘influsso dello Spirito Santo si è man mano nei secoli esplicitata nelle sue potenzialità.

Resta adesso da vedere cari amici se veramente, come dice Pio IX°, questa fede della Chiesa ha veramente delle radici bibliche, se è veramente una dottrina rivelata. Bene, cari amici, adesso passiamo appunto all‘ultima parte della nostra riflessione, della nostra ricostruzione storica. Questa nostra riflessione ha un carattere teologico culturale però non mi pare sia inutile perché ci mostra come tutte le componenti della Chiesa possano contribuire a far maturare la fede della Chiesa stessa e come abbiamo già visto, Pio IX° nella sua bolla"Ineffabilis Deus“, pone come argomentazione la fede viva della Chiesa universale.

Ecco, come"se la cava“ diciamo noi, cari amici, Pio IX° con i passi biblici?

Voi sapete che, vi ho detto all‘inizio, i protestanti ritengono l‘Immacolata Concezione come un‘affermazione grave, rischiata, secondo loro, in presenza del silenzio totale degli Scritti sacri e della Tradizione più antica. Ma è proprio vero questo?

Pio IX° dice che non occorre leggere i passi biblici nella loro letteralità, ma occorre leggere i passi biblici con gli occhi della Chiesa e Pio IX° porta come argomentazione la lettura che la Chiesa ha fatto di alcuni passi biblici cogliendoli in tutta la loro profondità, si tratta di passi biblici letti cogli occhi stessi della Chiesa che è andata al di là molte volte dal loro senso letterale per coglierne il loro senso profondo, spirituale, teologico, morale ed anagogico, come dicono i teologi. In poche parole Pio IX° riafferma il principio che la lettura della Bibbia non la fa il singolo, la lettura della Bibbia non la fa il teologo dotto, la lettura della Bibbia la fa la Chiesa sotto la illuminazione dello Spirito Santo; questo è un principio ermeneutico fondamentale, cioè è inutile che noi usiamo la Bibbia contro la Chiesa, cari amici, la verità è che la Bibbia è stata scritta dalla Chiesa.

Non dimentichiamo che gli autori biblici sono tutti uomini di Chiesa, parlo del Nuovo Testamento naturalmente, la Bibbia è stata scritta del popolo di Dio di Israele e la Bibbia è stata scritta dal popolo di Dio del Nuovo Israele, dalla Chiesa, è stata scritta sotto l‘influenza dello Spirito Santo avendo Dio come autore, ma anche la Chiesa come l‘unica garante, l‘unica interprete perché le Scritture sacre sono nate dal seno della Chiesa e quindi soltanto la Chiesa sotto la illuminazione dello Spirito Santo è in grado di interpretarle in tutta la loro profondità e verità.

Allora quali sono quei testi biblici nei quali la Chiesa, con gli occhi della Fede, sotto la forza, la luce dello Spirito Santo, ha visto il dogma dell‘Immacolata Concezione?

Innanzitutto nel Vecchio Testamento, come sapete, il cosiddetto"protoevangelo“, cioè l‘annuncio della redenzione subito dopo il peccato originale, e si tratta appunto di Genesi 3,15, quando rivolgendosi al serpente Dio dice: “Porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la stirpe di lei“, e qui sono appunto Cristo e Maria associati nella loro ostilità contro il demonio.

Quindi come appare molto chiaro, la fede della Chiesa ha visto una ostilità, una opposizione radicale fra il serpente da una parte e la Madre e Cristo dall‘altra, questa opposizione radicale esigeva che Maria mai, per nessun istante fosse sottoposta all‘influenza del serpente e quindi nella"Ineffabilis Deus“, Pio IX° dice:"In conseguenza di ciò, come Cristo mediatore fra Dio e gli uomini, assunto la natura umana, distrusse il decreto di condanna che c‘era contro di noi, attaccandolo trionfalmente alla Croce, così la Santissima Vergine, unita con Lui con un legame strettissimo e indissolubile, fu insieme con Lui e per mezzo di Lui l‘eterna nemica del velenoso serpente e ne schiacciò la testa con il suo piede verginale.“

E Pio IX° per ben altre tre volte, allude al protoevangelo dicendo, nella sua enciclica:"E certo era del tutto conveniente che una Madre così venerabile risplendesse sempre adorna dei fulgori della santità più perfetta e immune interamente dalla macchia del peccato originale riportasse il più completo trionfo sull‘antico serpente.“

E sempre nella parte conclusiva Pio IX° dice:"Poi riaffermiamo la nostra più fiduciosa speranza nella Beatissima Vergine che tutta bella Immacolata ha schiacciato il capo velenoso del crudelissimo serpente e ha portato la Salvezza al mondo.“

Quindi la lettura della Chiesa del protoevangelo e cioè:"Porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la stirpe di lei“ ha sempre visto in questa opposizione radicale tra Cristo e Maria da una parte e il serpente dall‘altra, l‘affermazione che mai in nessun istante Maria fu sotto il giogo del serpente. Non dimenticate, cari amici, che nascere nel peccato originale significa nascere sotto il dominio di satana, e quindi dire che la Madonna è stata concepita almeno per un istante nel peccato originale significa dire che Maria è stata concepita sotto il giogo di satana, ma questo è incompatibile con il testo biblico Genesi 3,15.

Poi Pio IX° fa anche riferimento ad alcune, a tante figure bibliche lette in chiave mariana, che esprimono appunto questa totale esenzione di Maria dal peccato, non solo personale, ma anche originale. Pio IX° fa riferimento alle immagini bibliche dell‘arca di Noè, che è la salvezza; della scala di Giacobbe che ci porta al Cielo, del roveto ardente, della torre inespugnabile, bellissima questa idea della torre inespugnabile, cioè che satana non ha mai neanche per un istante potuto espugnare questa torre inespugnabile, questa"Turris eburnea“ che è Maria. Pure anche l‘immagine del Canto dei Cantici"Orto chiuso“. Vedete queste bellissime immagini: Arca di Noè, Scala di Giacobbe, Roveto ardente, Torre inespugnabile, Orto chiuso, e tantissime altre, la Chiesa le ha sempre lette come esenzione totale di Maria dai peccati personali e dal peccato originale. Come pure altre immagini che sono commentate diversamente dai Padri, come l‘immagine di"Colomba pura“, di"Gerusalemme santa“, di"Trono eccelso di Dio“, di"Regina assolutamente bella, perfetta, cara a Dio“.

Tutte immagini bibliche che Pio IX° adduce ad argomentazione del fondamento biblico dell‘Immacolata Concezione.

E poi sempre la lettura cogli occhi della Chiesa di alcuni testi del Nuovo Testamento: innanzitutto l‘affermazione:"Piena di Grazia“, questa pienezza è tal da essere incompatibile in nessun momento col peccato originale; come la"Benedetta tra le donne“, l‘espressione con cui Elisabetta salutò Maria e poi con l‘espressione di Maria Santissima:"Grandi cose ha fatto in me l‘onnipotente“. Il mio compito, cari amici, non era adesso quello di analizzare queste immagini bibliche, il mio compito non era quello di fare un‘esegesi di questi testi biblici ma di dire come Pio IX° indica dei testi biblici da leggersi cogli occhi della Chiesa.

Quindi la bolla"Ineffabilis Deus“ insegna che la Sacra Scrittura, se letta cogli occhi della Chiesa, rivela una pienezza di senso che va al di là della sola lettera del testo, quindi questo va detto nei confronti di chi vuole utilizzare la Scrittura contro il dogma della Immacolata Concezione. Dice Stefano De Flores nel suo bellissimo articolo sulla Immacolata Concezione nel dizionario di mariologia:

"In sostanza dunque la"Ineffabilis Deus“ insegna che la Sacra Scrittura se letta cogli occhi della Chiesa, rivela una pienezza di senso che non emerge dalla semplice formulazione del testo, cioè dalla sola lettera. Anche per quanto riguarda la Vergine i Libri Sacri contengono le espressioni che in germe possono insinuare la perfetta santità della Madre di Dio fin dal primo istante della sua concezione nel grembo materno.

La Chiesa, guidata dallo Spirito ha sondato la ricchezza virtuale di quelle parole fino a maturare la propria fede nella Immacolata Concezione di Maria. Questa è la ragione per cui la Bolla conclude che tale dottrina è sempre esistita nella Chiesa medesima come ricevuta per tradizione e rivestita del carattere di dottrina rivelata.

Infatti la Chiesa di Cristo, custode e vindice delle dottrine a lei affidate, non le ha mai alterate né con aggiunte né con diminuzioni, ma tratta con tutti gli accorgimenti e la sapienza quelle che l‘antichità ha delineato e i Padri hanno seminato e cerca di limare e di affinare quelle antiche dottrine della divina Rivelazione in modo che ricevano chiarezza, luce e precisione.

Così, mentre conservano la loro pienezza, la loro integrità e il loro carattere, si sviluppano soltanto secondo la loro propria natura, ossia nello stesso pensiero e nello stesso senso.“


Così dice appunto Stefano De Flores, ma io vorrei dire si tratta appunto, l‘Immacolata Concezione, di una dottrina, di un albero fiorito i cui semi, i cui germi si trovano già tutti presenti nella Sacra Scrittura.
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(*)  (Livio Fanzaga- Radio maria 8 Dic.2010.)
(***) Cettina Militello, Maria immagine del discepolo che accoglie e vive la Parola, Rivista Liturgica 75/1988, pp. 69-81



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