Piccolo Corso Biblico

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Peccato e perdono.
La croce
Il problema della croce Secondo la cultura romana del tempo un uomo condannato alla morte in croce non poteva essere un dio bensì un maledetto da Dio. Lo stesso pensavano gli ebrei.

Dt 21,22 Se un uomo avrà commesso un delitto degno di morte e tu l'avrai messo a morte e appeso a un albero, 23 il suo cadavere non dovrà rimanere tutta la notte sull'albero, ma lo seppellirai lo stesso giorno,
perché
l'appeso è una maledizione di Dio
e tu non contaminerai il paese che il Signore, tuo Dio, ti dà in eredità.


Per noi pensare e credere e fare la confessione della nostra fede per un Dio morto e crocefisso non fa nessun problema. Per un cittadino romano del tempo di Paolo questo era un problema insuperabile , come lo era per ogni ebreo.

Nell' ambiente giudaico e nella cultura dell’impero i cristiani si trovavano in una situazione molto difficile per spiegare alla gente che avevano come Dio un condannato a questo genere di morte.

Gli autori delle scritture cristiane ci narrano gli eventi storici utilizzando forme letterarie che comunicano i significati di quegli eventi. Queste forme -essendo tutti gli autori giudei- seppur nuove , come i vangeli, non potevano esprimersi se non con i linguaggi del giudaismo e dell'At.

I significati dei fatti e degli atti di Gesù vengono espressi con analogie prese dalla cultura giudaica. Riesprimerli con analogie prese dai linguaggi della contamporaneità è impossibile. Pertanto è necessario sempre immergersi nei linguaggi dell'At e della tradizione giudaica.

Il significato della croce secondo Paolo
Rm 3, 9 abbiamo già formulato l'accusa che,
Giudei e Greci, tutti sono sotto il dominio del peccato
,

10come sta scritto:
Non c'è nessun giusto, nemmeno uno,
//11non c'è chi comprenda, non c'è nessuno che cerchi Dio!

12
Tutti hanno smarrito la via, insieme si sono corrotti;
//non c'è chi compia il bene, non ce n'è neppure uno.

13La loro gola è un sepolcro spalancato, tramavano inganni con la loro lingua, veleno di serpenti è sotto le loro labbra, 14la loro bocca è piena di maledizione e di amarezza. 15I loro piedi corrono a versare sangue; 16rovina e sciagura è sul loro cammino 17e la via della pace non l'hanno conosciuta.

//18
Non c'è timore di Dio davanti ai loro occhi.

Secondo Paolo tutti gli uomini sono maledetti da Dio in quanto nessuno di loro ha osservato la Legge divina , nè ebrei nè pagani, quindi nessuno può dirsi giusto, cioè uomo compiuto .

Rm 3,19Ora, noi sappiamo che quanto la Legge ( mosaica) dice,
lo dice per quelli che sono sotto la Legge,
gli ebrei
di modo che ogni bocca sia chiusa
quanto al condannare solo i pagani
e
il mondo intero
ebrei e non-ebrei , cioè tutta l'umanità
sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio.

20Infatti
in base alle opere della Legge
mosaica, che in parte è la legge morale naturale
nessun vivente sarà giustificato davanti a Dio,

perché per mezzo della Legge si ha
solo la
conoscenza del peccato.

ma non la salvezza da esso.

Nessuno ha mai messo in pratica perfettamente la Legge , per questo tutti gli uomini sono sotto la maledizione divina che è stata stabilita nell'alleanza mosaica per gli inosservanti. ( Dt 27-28) . La Legge mosaica, di fatto, ha solo messo in evidenza i peccati degli uomini senza salvarne nessuno dalla maledizione promessa.

Rm 3,11E che nessuno sia giustificato davanti a Dio per la Legge
risulta dal fatto che
( sta scritto come promessa profetica che )
il giusto per fede vivrà.
( Ab 2,4 Ecco, soccombe colui che non ha l'animo retto, mentre
il giusto vivrà per la sua fede». )
non per le sue opere religiose in osservanza alla Legge mosaica.
Nella promessa divina ( la bibbia ebraica) era già chiaro che la Legge non poteva salvare nessuno dalla maledizione poichè il profeta Abacuc dice che il giusto è colui che pratica la fede nelle promesse divine e non l'osservanza di precetti religiosi della Legge mosaica, fatta da uomini.

12Ma la Legge non si basa sulla fede;
al contrario dice: Chi metterà in pratica queste cose, vivrà grazie ad esse.

La legge mosaica ha promesso una cosa impossibile , una salvezza che poteva venire solo dalla fede. La Legge mosaica ( // la legge morale naturale ) ha prodotto una umanità maledetta .

Il problema quindi di tutta l'umanità è sempre stato quello di essere salvata da questa maledizione.


Per fortuna dice Paolo..

13Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della Legge,
come?
diventando lui stesso maledizione per noi
,
poiché sta scritto:
Maledetto chi è appeso al legno,

Dt 21,22 Se un uomo avrà commesso un delitto degno di morte e tu l'avrai messo a morte e appeso a un albero 23 il suo cadavere non dovrà rimanere tutta la notte sull'albero, ma lo seppellirai lo stesso giorno,
perché
l'appeso è una maledizione di Dio e tu non contaminerai il paese che il Signore, tuo Dio, ti dà in eredità.

Secondo Paolo Gesù è diventato la maledizione di Dio , ma a favore di tutta l'umanità, questa sì colpevole e meritevole di morte secondo la Legge mosaica.

... Rm 3, 23 tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio,
24ma
sono giustificati gratuitamente per la sua grazia,
per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù.


In Gesù c'è il riscatto di tutta l'umanità dalla maledizione divina.

Dio è intervenuto per mezzo di Gesù per riscattare tutta l'umanità dalla maledizione che gravava su tutti per non aver avuto fede nelle promesse divine .

25È lui che
Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione,
lett. propiziatorio : il coperchio dell'arca dell'alleanza su cui il sommo sacerdote spruzzava il sangue di un agnello per l'espiazione-cancellazione dei peccati di tutto Israele.
per mezzo della fede, nel suo sangue
,

La fede nel potere propiziatorio-espiatorio del sangue di Gesù opera la cancellazione dei peccati ( perdono o remissione).

a manifestazione della sua giustizia
per la remissione dei peccati passati 26mediante la clemenza di Dio,

Gesù rivela , nella sua mediazione, che la giustizia divina non è per un giudizio universale con sentenza di condanna per tutta l'umanità peccatrice ( non è nessuna maledizione ) ma è per il perdono , la remissione-cancellazione dei peccati passati attraverso il dono di una coscienza nuova, mossa dalla comunione di Spirito con Dio stesso.

al fine di manifestare la sua giustizia nel tempo presente,
così da risultare lui giusto

Dio-Gesù si rivela in questo modo di essere l'unico Giusto , colui che perdona condividendo la Sua Vita con i peccatori per renderli giusti :

e rendere giusto colui che si basa sulla fede in Gesù.

Dio ha fatto di Gesù pubblico strumento di espiazione a favore di tutta l'umanità; la cancellazione di colpe e conseguenze, qui , la cancellazione di quella che si credeva una maledizione universale
Antico e Nuovo Testamento Paolo scrive per i cristiani-ebrei.

La tesi rabbinica di Paolo è che il sacrificio di Gesù, la sua morte (con versamento di sangue, come nei sacrifici al tempio) era necessaria, era parte del Piano Divino di salvezza .

Mosè fu il mediatore dell'alleanza antica , eseguì il primo testamento di Dio che diede una eredità salvifica ad Israele ( La Palestina in possesso con le benedizioni e insieme le regole per viverci degnamente ).

Ora Gesù si è presentato come il mediatore di una alleanza nuova
(Lc 22,20 E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi». 1Cor 11,25 Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me. 2Cor 3,6 il quale anche ci ha resi capaci di essere ministri di una nuova alleanza,)
un nuovo testamento di Dio che dona all'umanità intera, una eredità salvifica nuova.

Eb 9, 15... egli è mediatore di un'alleanza nuova,
un Nuovo Testamento che dona al popolo una Nuova Eredità salvifica .
perché,
essendo intervenuta la sua morte

Morto Gesù, il testatore di un Nuovo Testamento, questo è stato eseguito e l'umanità ha ricevuto una Nuova Eredità salvifica da Dio.

Il ripristino dell' intervento salvifico di Dio con una nuova eredità salvifica mediata//eseguita da Gesù, rivela che i peccati commessi sotto il primo testamento ( peccati che hanno causato la perdita della prima eredità salvifica) sono stati cancellati da Dio.

Gesù, nella sua mediazione, ha di fatto espiato le trasgressioni commesse sotto la prima alleanza e questo è avvenuto con il versamento del Suo sangue, secondo una modalità simile ad un sacrificio rituale cruento.


...essendo morto Gesù
coloro che sono stati chiamati
gli ebrei
ricevano l'eredità eterna che era stata promessa.
l'eredità non si paga, è gratis, è grazia di Dio, non richiede un prezzo da pagare; non è stato pagato nessun prezzo da parte del popolo perchè Dio -per la mediazione di Gesù- ristabilisse il suo intervento salvifico promesso gli ebrei.

16Ora, dove c'è un testamento,
c'è una eredità . Qui si tratta di una salvezza che si eredita da Dio
è necessario che
la morte del testatore sia dichiarata,
deve avvenire la morte del testatore (Dio) perchè il testamento venga eseguito
17perché un testamento
ha valore solo dopo la morte
del testatore
e rimane senza effetto finché il testatore vive.

18Per questo
neanche la prima alleanza fu inaugurata senza sangue.
perchè il testamento di Dio avesse valore, fosse eseguito, ci voleva la morte del testatore. Nella morte , il sangue, che contiene la vita secondo le credenze antiche , la sprigiona.

19Infatti, dopo che tutti i comandamenti furono promulgati a tutto il popolo da Mosè, secondo la Legge,
dopo che fu letto il testamento-alleanza , l'impegno di Dio per il suo popolo,
questi,
preso il sangue dei vitelli e dei capri con acqua, lana scarlatta e issòpo,
asperse il libro stesso e tutto il popolo,
il sangue degli animali macellati ritualmente come nei sacrifici cruenti venne versato sul testamento ( i libri) e sugli eredi ( il popolo) perchè la vita contenuta in quel sangue si sprigionasse su di loro.
20dicendo: Questo è il sangue dell'alleanza che Dio ha stabilito per voi.

Il testatore, Dio, nel suo Primo Testamento ( la prima alleanza) muore simbolicamente nelle sue creature macellate da Mosè ( versamento simbolico del sangue di Dio e sprigionamento della sua Vita sul testamento e sugli eredi, il popolo ebraico) .

Morendo il testatore (Dio) il Primo (l'Antico) Testamento viene eseguito ed il popolo riceve l' eredità ( l'eredità è un dono, è gratuita, è Grazia) cioè le promesse-impegno salvifiche di Dio .

L'aspersione rituale del sangue significava l'aspersione della Vita di Dio : Dio e il popolo condividevano lo stesso sangue//Vita. Simbolicamente si stabiliva una unione parentale con Dio.

Dio diventata il parente prossimo di Israele e -secondo la mentalità antica- doveva intervenire per salvarlo in caso di perdita di beni o di libertà, etc.

Analogamente -secondo Paolo- Gesù ( testatore di un Nuovo Testamento) doveva morire perchè il suo testamento venisse eseguito e l'umanità potesse ricevere la Sua eredità salvifica.

Il Suo sangue doveva essere sparso perchè sprigionasse la Sua Vita//Spirito e questa venisse aspersa sugli eredi, cioè su tutta l'umanità realizzando una reale comunione di Spirito .


Gv 19,30 Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «È compiuto!».
l'Uomo - in Gesù-è Compiuto ed è Definitivo.
E, chinato il capo,
consegnò lo Spirito.
al Padre perchè lo donasse come eredità ( gratis, Grazia) all'umanità intera.

Chiunque accoglie lo Spirito effuso da Gesù ( con la fede,- e qui sta la relazione che ne fa una alleanza, la Nuova Alleanza promessa- ) riceve l'eredità salvifica, la Grazia che contienebv la espiazione-remissione-cancellazione del passato ( i peccati) e la comunione di Spirito con Dio che trasforma l'uomo in Uomo mettendolo su un cammino di Compimento Definitivo .

Eb 9,la prima alleanza aveva norme per il culto e un santuario terreno. 2Fu costruita infatti una tenda, la prima, nella quale vi erano il candelabro, la tavola e i pani dell'offerta; essa veniva chiamata il Santo. 3Dietro il secondo velo, poi, c'era la tenda chiamata Santo dei Santi,... 6Disposte in tal modo le cose, nella prima tenda entrano sempre i sacerdoti per celebrare il culto; 7nella seconda invece entra solamente il sommo sacerdote, una volta all'anno,
e non senza portarvi del sangue,
che egli offre per se stesso e per quanto commesso dal popolo per ignoranza.

è il sangue di un sacrificio cruento che sprigione la vita che contiene e che viene asperso sul trono terreno di Dio ( il propiziatorio) perchè Egli lo accolga come offerta e lo carichi del suo "sacro" ( il suo Spirito) e compia l'espiazione-cancellazione dei peccati del sacerdote e del popolo
8Lo Spirito Santo intendeva così mostrare che
non era stata ancora manifestata la via del santuario,
la liturgia ebraica non poteva portare il sacerdote ed il popolo nella reale comunione di Vita con Dio ( la via del santuario-dimora reale di Dio ), cosa che avrebbe immediatamente compiuto la creazione e sarebbe stata la salvezza-pace-felicità definitiva di Israele
finché restava la prima tenda.
finchè c'era il tempio e lì si cercava la salvezza definitiva per mezzo del culto non si è mai manifestata la vera " via" alla dimora divina. "Via" in ebraico può significare anche "religione", termine che non c'è nel vocabolario di Israele.
9Essa infatti è figura del tempo presente e secondo essa vengono offerti doni e sacrifici che non possono rendere perfetto, nella sua coscienza, colui che offre: 10si tratta soltanto di cibi, di bevande e di varie abluzioni, tutte prescrizioni carnali, valide fino al tempo in cui sarebbero state riformate.
abolite dirà altrove

11Cristo, invece,
è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri,
non più per il possesso della Palestina etc. ma per Beni Nuovi,
attraverso una tenda più grande e più perfetta,
non costruita da mano d'uomo,

non in un tempio materiale costruito dall'uomo ma un tempio perfetto che non appartiene a questa creazione, l' uomo, ma ad una Nuova Creazione : l'Uomo.

Gesù risorto è la Nuova Creazione, l'Uomo Definitivo e saranno come Lui , Uomini Compiuti e Definitivi tutti coloro che accolgono la sua eredità - lo Spirito//Vita.

12Egli entrò una volta per sempre nel santuario,
del suo corpo-tempio-nuovo non costruito da mani d'uomo
non mediante il sangue di capri e di vitelli,
che al massimo sprigionano la vita biologica ( bios )
ma in virtù del proprio sangue,
che sprigiona la Vita di Dio ( zoe ), lo Spirito Creatore
ottenendo così una redenzione eterna.

definitiva, a favore di tutti.

Gesù ha fatto della sua mediazione un sacrificio ( .. questo è il mio corpo offerto in sacrificio a vostro favore..) ed un un sacrificio risolutivo e perciò perfetto : il sangue di Gesù ha sprigionato la Sua Vita, lo Spirito e tutta la creazione - in Lui, nell'Uomo Definitivo - è stata purificata una volta per tutte.

E' stata una redenzione eterna della creazione dal passato-peccato e dalla relativa schiavitù
.

13Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca,
sparsa su quelli che sono contaminati,
li santificano//
purificandoli nella carne,
14
quanto più il sangue di Cristo
- il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio -
purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte,
dalle opere vuote del peccato ( e della religione)
perché serviamo al Dio vivente?
con le opere della fede nel suo Spirito.

23
Era dunque necessario che le cose raffiguranti le realtà celesti
il tempio costruito dagli uomini
fossero purificate con tali mezzi;
con il sangue : cioè con la morte, che dal sangue sprigione la vita
ma le stesse realtà celesti, poi,
Il corpo di Gesù , dimora dello Spirito
dovevano esserlo
purificate ritualmente
con sacrifici superiori a questi.
quelli divini.

24Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mani d'uomo, figura di quello vero,
il santuario del tempio di Gerusalemme solo un simbolo della reale " dimora" divina
ma
nel cielo stesso,
cielo sta per Dio stesso- con la sua risurrezione
per comparire ora al cospetto di Dio
in nostro favore.
al cospetto reale di Dio -non al cospetto dei simboli della sua presenza salvifica nella storia come il propiziatorio nel santuario- a favore della purificazione reale del popolo dalla impurità del peccato che risiede nelle coscienze (e non da una supposta impurità rituale)
25E
non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: 26in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte.

Invece ora,
una volta sola, nella pienezza dei tempi,
egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso.

27E come per gli uomini è stabilito che
muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio,
l' autogiudizio personale
28così Cristo, dopo essersi
offerto una sola volta per togliere il peccato di molti,
morendo-risorgendo
apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato,
già espiato
a coloro che l'aspettano per la loro salvezza.


Paolo applica qui a Gesù le credenze giudaiche sulla fine di questo mondo ( cf Dn, 12 ). Gesù appare una seconda volta, continuamente, mediante la sua chiesa , nell'evangelizzazione, finchè sarà concluso questo eone .

Il sacrificio di Gesù è il vero sacrificio di Dio che versa il Suo sangue//Vita//Spirito sulla sua creazione, l'umanità, purificandola una volta per sempre . ... nel Corpo del Figlio, Uomo Definitivo, e in tutti gli Uomini Definitivi che accolgono la comunione a questo Corpo .

Il perdono dei peccati è la Nuova Coscienza dell'Uomo.Eb 9, 13 se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca
nell' olocausto non c'era più il sangue ma la cenere perchè tutta l'offerta veniva bruciata
sparsa su quelli che sono contaminati,
su coloro che sono impuri per i riti religiosi , si tratta di contaminazione come impurità rituale
li santificano purificandoli nella carne,
si credeva che il sangue dei sacrifici cruenti e le ceneri degli olocausti , contenendo la vita , contenessero il sacro e togliessero dal corpo l'impurità rituale ( =sacralizzazione o santificazione, cf. il libro Levitico 19)

14 quanto più il sangue di Cristo
- il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio -
per un sacrificio divino, perfetto e risolutivo
purificherà la nostra coscienza
non il corpo , contaminato da impurità rituale ma la coscienza dalla impurità spirituale,
dalle opere di morte

dell' uomo antico tendente alla disobbedienza, al peccato. Sono le opere che conducono alla morte//fallimento dell'essere .

I peccati che decreano l'uomo in bestia risiedono come abitudini -impulso nella coscienza dell'uomo e costituiscono la vera impurità che gli impedisce la comunione di Spirito//Vita con Dio ed il compimento come Uomo.

perché
serviamo al Dio vivente

Il perdono dei peccati è effusione del sangue//Vita//Spirito di Gesù ( mediata ritualmente nei sacramenti della chiesa) come purificazione di tutti gli impulsi dell'uomo primordiale peccatore che risiedono nella coscienza perchè possa servire insieme a Dio l'uomo perchè si compia come Uomo Definitivo, nella comunione di Umanità//Spirito con Lui, con le opere che derivano dalla fede in Lui.

Chi ha fede in Gesù è riscattato dalla maledizione cioè è reso giusto davanti a Dio , giustificato , chiamato a vivere da giusto per mezzo dello Spirito di Gesù che riceve nei sacramenti cristiani

La teologia giovannea
L'interpretazione rabbinica di Paolo del sacrificio di Gesù si completa con quella cristiana di Giovanni.

1Gv 2,2 È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati;
non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.


L'interpretazione giudaica di Gesù ( vittima di espiazione per i nostri peccati) si ferma a vedere in Lui la manifestazione ( rivelazione) della giustizia con cui Dio agisce : Dio manda il Figlio a compiere un sacrificio cruento per riscattare dalla condanna a morte -con l'offerta della sua vita in conformità alla legge del contrappasso- l'umanità .

"Nello stesso Spirito" di Dio il discepolo Giovanni vede in Gesù, e primariamente nell' accettazione della sua passione e morte, la rivelazione del Suo Amore, la Carità.


1Gv 4,10 In questo sta l'amore:
lett. la Carità, l'Amore divino donato all'uomo
non siamo stati noi ad amare Dio,
osservando una legge religiosa
ma è lui che ha amato noi
come?
// e ha mandato il suo Figlio
come vittima di espiazione per i nostri peccati.


L'offerta di Gesù per un sacrificio non è un atto di obbedienza alla giustizia del Padre come se al Padre fosse dovuto in base alla alleanza ( interpretazione legalistica giudaica) , ma è espressione dell'Amore divino : Amore divino di Gesù e del Padre per la creazione, l'uomo che la ricapitola in se stesso e che è chiamato a compiersi come Uomo.

Gesù ha fatto della sua passione-morte ingiusta una oblazione , una offerta perchè diventasse un sacrificio .

Questo implicava che Gesù accettasse una passione ed una morte tremenda , ingiusta ed inevitabile - cosa non richiesta dal Padre - morte che Gesù avrebbe potuto facilmente evitare.

Gesù , nella comunione di Spirito con il Padre , ha liberamente accettato la morte cruenta con effusione di sangue comminatagli dalla istituzione religiosa giudaica , per Amore della creazione-uomo.

Mc 14,36 E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te:
allontana da me questo calice!

Il calice del sangue cioè passione e morte cruenta.
Però non ciò che voglio io,
evitare di berlo , trovare un'altra soluzione
ma ciò che vuoi tu».

amare l'umanità cioè effondere lo Spirito sulla creazione-uomo perchè si compia nell'Uomo Definitivo.
// Lc 22,42 «
Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!
Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà».

Gesù vede negli eventi dolorosi e tragici che gli si presentano davanti la possibilità di eseguire il Nuovo Testamento del Padre e per Amore li accetta, come occasione//tempo propizio.

Nella sua Cena-Memoriale offre il Suo sangue//Vita//Spirito che sarebbe sprigionato dalla sua morte , al Padre, perchè diventi un sacrificio umano-divino. Il Padre è pregato di accogliere l'offerta ed effondere lo Spirito che essa contiene ( la Vita divina contenuta nel sangue di Gesù) su tutta l'umanità .

Il sacrificio attuato è espressione dell'Amore divino del Padre per Gesù e per l'uomo : il Padre ha accolto l'offerta di Gesù insieme alle intenzioni che Gesù ha collegato all'offerta : il dono dello Spirito a tutta l'umanità, per sempre .

Mc 14,24 E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza,
che è versato per molti.
Mt 26,28 perché questo è il mio sangue dell'alleanza,
che è versato per molti per il perdono dei peccati.

Gv 6,54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

Gv 6,55
Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
che contengono Vita//Spirito divino
Gv 6,56
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
rimane in me e io in lui
.
un sol Corpo ed un solo Spirito.


Vittime del peccato. Conferenza di Josè M. CASTILLO Centro Studi Biblici “G. Vannucci” Montefano- 27 ottobre 2012[ --trasposizione da audioregistrazione non rivista dall’autore. studibiblici.it ]

" .. Così Paolo dava una spiegazione ai giudei prendendo come teologia che spiegava questo fatto terribile incomprensibile, la teologia del sacrificio dell’antico testamento e la teologia dell’espiazione .

Gesù crocefisso è stato il sacrificio che Dio stesso ha esigito per la salvezza e la redenzione del peccato. Il prezzo è stata la morte crudele di Gesù, secondo la teologia del sacrificio e la teologia della espiazione. "

(il NT:

Mt 26,28 perché questo è il mio sangue dell'alleanza,
che è versato per molti per il perdono dei peccati.

Mc 14,24 E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti.

Il riscatto dalla maledizione avviene -per coloro che hanno fede in Gesù, ebrei e non-ebrei - attraverso la Cena del Signore :

Gv 6,54 C
hi mangia la mia carne e beve il mio sangue
ha la vita eterna
subito
e io lo risusciterò nell'ultimo giorno

se non la perde con il peccato
Gv 6,55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Gv 6,56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.
)

.. Il sacrificio e l’espiazione si trovano nella teologia giudaica, nella teologia israelitica dell’antico testamento, il sacrificio di Isacco e così via… Ma

Tertulliano nel secolo 3° ha introdotto un nuovo argomento che ha complicato ancora di più le cose. Ha introdotto la teoria, (che non si trova nell’antico testamento e non si trova nella bibbia tutta ) la teoria della “soddisfazione” .

Nel diritto romano quando qualcuno faceva una ingiuria, un’offesa a un altro, doveva soddisfare l'offesa e la soddisfazione si misurava secondo la gravità dell’offesa e secondo la dignità della persona che aveva l'aveva ricevuta.

Anselmo di Aosta (morto a Canterbury nel 1109 ca.) ha fatto tutta una sua teoria nell’opera “ Cur Deus homo”, "perché Dio si è fatto uomo" ; e per spiegare l’incarnazione di Dio in un essere umano ha trovato la spiegazione splendida nella teoria della soddisfazione."

Se il peccato ha bisogno di una satisfactio secondo la dignità dell'offeso e la gravità del delitto, quando la persona offesa è Dio stesso e Dio ha una dignità infinita, il peccato ha una malizia e una gravità infinita e quindi deve essere soddisfatto da un essere a cui sia possibile fare un atto infinito e questo soltanto può essere Dio stesso.

Ma d’altra parte siccome l’offensore è l’essere umano, ci doveva essere un atto infinito soddisfatto da un essere umano e per questa ragione colui che doveva compiere la satisfactio doveva essere allo stesso tempo Dio e anche uomo . Quindi ecco che Dio deve inviare Gesù, l'uomodio.

Teologia impeccabile e perfetta, ma quando si pensa più in fondo a questo argomento a tutta questa elaborazione si capisce subito che è la brutalità più enorme che si possa dire .


Perché? Perché questo vuol dire prima di tutto, convertire un atto di amore -come spiega il nuovo testamento Dio ha inviato il suo figlio per amore, – in un atto giuridico e un atto giuridico non è mai un atto d’amore.

Prima di tutto ( questa teoria) converte l’amore in giudizio e soprattutto converte Dio stesso nel tiranno più crudele che si può immaginare: un padre che per perdonare ha bisogno di ammazzare crudelmente suo figlio e ha bisogno del sangue di suo figlio. Può pensarsi, può immaginarsi una crudeltà più brutale?

Paul Ricoeur in un grande studio pubblicato molti anni fa in Spagna, penso sia tradotto in italiano “ Finitezza e colpa”, in questo libro spiega a lungo come gli uomini hanno simbolizzato il male. Abbiamo simbolizzato il male in tre cose: il male come macchia, il male come colpa, il male come offesa.

Il male come macchia… avete letto, avete sentito tante persone che lasciano un mestiere pubblico, un ufficio pubblico, una carica pubblica nella politica e dicono: ho le mani pulite, la coscienza pulita. Quando si parla e si dicono queste cose, normalmente dicono questo perché hanno le mani sporche e la coscienza non troppo pulita. Ma questo vuol dire che gli umani simbolizzano nello sporco il male.

Per questo parliamo dell’Immacolata ( .. concezione di Maria ) , non macchiata, non sporcata, ma limpida. Questo lo spiega molto bene Paul Ricoeur : questo è un sentire magico, non appartiene alla religione, è una esperienza magica.

Una delle psicopatie che hanno delle persone è lavarsi le mani… io ho conosciuto un vecchio gesuita che morì molti anni fa, sempre andava a lavarsi… e nelle religioni questo è molto comune, la purificazione dei piedi, delle mani, l’utilizzazione dell’acqua come evento purificatorio e così via.

Quindi come macchia si trova molto nella bibbia, in tutte le religioni e in molte religioni, il rapporto tra macchia e peccato questo è un sentimento magico che non ha niente a che vedere con il rapporto con Dio, quindi questa è piuttosto una questione da risolvere con lo psichiatra o con lo psicoterapeuta.

Secondo: la simbolizzazione del male come colpa, questo è più comune. Siccome la questione magica per alcune persone (è molto comune questo il rapporto tra magia e religione), ma non è così generalizzato come quello della colpa, perché? Perché la colpa è comune a tutti gli esseri umani.

Ma, fate attenzione, la colpa in sé stessa non è un atto religioso, neppure una esperienza religiosa, ma è una esperienza umana che i psicoanalisti, gli psichiatri, i psicologi spiegano ognuno secondo la sua teoria. Ma pensate, basta pensare a questo : il rapporto fra il bambino e la mamma -prima- e il rapporto del bambino con il papà, con i fratelli, con gli altri - poi,- è condizionato fortemente dalla colpa. Non spiego qui questo perché bisogna avere tempo.

I bambini neonati cominciano già a sentire la paura . Questo sentimento in parte è la paura di perdere la persona della quale si ha bisogno ed è nello stesso tempo autopunizione, perché la colpa è una autopunizione . Per non punire la persona che si ha paura di perdere, ci si autopunisce. E’ un meccanismo difensivo, di difesa che funziona in tutti gli esseri umani e delle volte diventa una psicopatia, una psicopatia che può degenerare in processi depressivi processi ossessivi e così via. Ma tutto questo appartiene piuttosto alla psicologia. E per questa ragione, grazie a Dio, tanta gente ha lasciato i confessionali per consultare lo psicoanalista.

Terzo il peccato come offesa. E qui la domanda deve essere chiara e io direi audace, senza paura. Non abbiate paura ad affrontare questa questione. La questione è la seguente: l’essere umano può offendere Dio? Pensate che almeno per quello che riguarda quello che io ho potuto cercare e trovare, il primo (altri si sono fatti la stessa domanda e hanno affrontato la stessa questione) il primo è stato S. Tommaso d’Aquino.

Tommaso fu geniale, in altre cose ha detto qualche volta delle brutalità, ma in questo punto, uomo libero, coraggioso e geniale e si domanda nella sua “Summa contra gentiles” parte III° questione 122. S. Tommaso si fa la domanda e risponde: “ Non enim deus a nobis offenditur nisi pur contra nostrum bonum agit” vuol dire: Dio non è offeso da noi se non perché noi facciamo qualcosa contro il nostro bene. Quello che offende Iddio è quello che offende un essere umano. Nient’altro!

Prima di tutto secondo il nuovo testamento una forma del perdono dei peccati è la confessione mutua. Si trova nella lettera di Giacomo cap. 5,16 dove raccomanda la confessione mutua per il perdono dei peccati, e questo attenzione, si è praticato durante molti, non dico anni, secoli , nella chiesa.

Io sono stato gesuita più di 50 anni e durante più 50 anni mi hanno ricordato i gesuiti e ben ricordato questo perché molto curioso e molta gente non lo sa: il fondatore dei gesuiti S. Ignazio di Loyola una volta che si è trovato in una situazione molto pericolosa perché c’era la guerra al nord dell’Italia, nel passo tra l’Italia e la Francia, si trovava in una situazione molto difficile. Lui stesso lo racconta nel suo libro, un diario: si è confessato con un militare, con un soldato. Si è confessato, se ha fatto questo, questo si faceva in quel tempo, non ha potuto inventare questo. Quindi questo l'ha preso dalla lettera di Giacomo.

La prima lettera di Giovanni è più radicale, al cap. 1,9 dice omologumen samartias…, omologheo è un verbo greco che può significare riconoscere in privato o riconoscere in pubblico. Se un delinquente riconosce in pubblico il delitto che ha fatto, questo vuol dire che ha confessato il danno o il delitto che ha fatto, ha rubato, ammazzato, etc. Quindi questo verbo omologheo ha un senso ambiguo che dipende dalle condizioni nelle quali si riconosce qualcosa che ha fatto male.

L’autore della prima lettera di Giovanni dice: se riconosciamo i nostri peccati, Dio che è fedele perdona i nostri peccati. Ma non dice se questo si fa in pubblico o in privato… Non esiste nessun diritto a fare una interpretazione secondo la quale si deve fare pubblicamente o davanti a un’altra persona. Quindi la traduzione più ragionevole e più onesta e più umana, d’altra parte, è quella che traduce il verbo omologheium semplicemente come riconoscimento ( del proprio peccato ) . La parola di Dio dice che chi riconosce il suo peccato, Dio è fedele e perdona questo peccato, nient’altro!

Resta il testo del vangelo di Giovanni cap. 20 v.23: “a chi perdonerete i peccati saranno perdonati a chi li riterrete saranno trattenuti…” attenzione: a chi, chi sono le persone alle quali Gesù ha detto questa cosa ?

Il testo non dice gli apostoli, ma i discepoli, i discepoli erano gli apostoli e anche altri che non erano apostoli, anche donne. Quindi Gesù alla comunità dei credenti dice che ci sono delle situazioni dove si può dire a un individuo che se ripete il peccato non viene perdonato perché ha fatto ancora il male e non vuol riconoscere questo male e non vuol ripararlo.

Sarebbe ingiusto perdonarlo e questo è anche ragionevole . Se non ci troviamo in questa situazione allora il perdono c'è , la comunità perdona i peccati. Questo si è praticato comunitariamente nella chiesa fino alla fine del secolo VII. Dopo non abbiamo tempo per spiegare la storia del sacramento della penitenza, sarebbe bene fare un corso sulla storia del sacramento della penitenza, ma questo in un’altra occasione.

E finalmente la punizione del peccato. La punizione del peccato sempre si è detto, è l’inferno! E allora la domanda: ma esiste l’inferno o non esiste l’inferno? Attenzione, c’è il libro Denzinger, Enchiridion symbolorum, definitionum et declarationum de rebus fidei et morum, e tutti gli studenti di teologia tremano e hanno paura davanti a questo grosso libro perché questo è la collana completa di tutti i testi del magistero della chiesa su qualsiasi cosa sulla quale ha parlato.

Prima cosa che devo dire, e questa è molto importante: l’ esistenza dell’inferno non è stata definita mai dalla chiesa, mai, mai, non si trova in tutto il magistero della chiesa. Quindi questi predicatori così eloquenti che sembra che abbiano visto l’inferno, hanno visto le anime cadendo come quando nevica, come quando nell’autunno dagli alberi cadono le foglie… immaginazione!

Ho cercato, … ci sono diversi testi, quello che la chiesa sempre ha detto che chi muore in peccato mortale sarà condannato, ma non è definito se qualche persona è morta in peccato mortale perché questo non si può definire. Anzi nel concilio vaticano II° quando si è fatto la relazione del capitolo finale della costituzione della chiesa, la condizione finale della chiesa, un padre conciliare, un vescovo ha domandato alla commissione che nella relazione si mettesse che ci sono delle persone condannate e gli hanno risposto che questo non si può dire.

Neppure dei vivi si può dire questo, quindi quello che si può dire è che il papa Benedetto XII nel 1336 definì che se qualche persona muore in peccato mortale va all’inferno, e nel concilio di Firenze, la cosa è abbastanza curiosa, si è definito che solo il peccato originale (solo i bambini) sono puniti con una punizione diversa dagli altri. Ma alcuni mesi fa la commissione per l’opera della fede ha detto che il così detto “limbo” non esiste: finalmente.

lo stridore dei denti, il verme… è il linguaggio metaforico per dire che Dio fa giustizia e l’inferno secondo le condizioni (almeno a me hanno spiegato e si spiega nei catechismi.. e così via) è che è un luogo dove vanno quelli che vengono condannati per soffrire eternamente cioè è per definizione una punizione eterna, senza fine.

Attenzione, una punizione soltanto può avere un senso se serve come mezzo, come rimedio per un’altra cosa, per l’educazione, per dare il danno a un terzo innocente, per la rieducazione delle persone, ma una punizione come fine in sé stessa questo non è compatibile con l’amore . La punizione è compatibile con l’amore quando serve come mezzo, come rimedio, come strumento per ottenere un fine ulteriore!

Ma se l’inferno è eterno, non può essere per niente un mezzo , è fine in sé stesso e pensare un Dio che ha creato questa punizione dove vanno tante persone che sono in questa vita che fanno il male allora questa è la mostruosità che non è capace di fare neppure l’individuo più feroce, più brutale, più criminale, più genocida che si può immaginare. Quindi è un errore! ( ? n.d.r.)

Pensate, la confessione quale è stata organizzata e resa legale dal concilio di Trento ha le sue origini nel secolo 8° perché durante i primi sette secoli non esisteva. Esisteva solo la penitenza comunitaria che si poteva amministrare a ognuno una sola volta in tutta la vita. Per questa ragione la gente ritardava il battesimo perché pensava: dopo il battesimo mi resta un’altra possibilità, la seconda. Per questa ragione il sacramento della penitenza, il nome tecnico che aveva era penitenza seconda. C’è un libro famoso, della storia di questo sacramento che ha questo titolo: penitenzia seconda perché era la seconda possibilità, non esistevano più possibilità in vita. Questa situazione era troppa dura e questo ha avuto come conseguenza che la gente ha abbandonato.

E allora i monaci irlandesi nel secolo 8° sono venuti al continente per evangelizzare e hanno introdotto quello che si chiamava la penitenza tariffata. Questo non è stato deciso da nessun papa, da nessun concilio, ma è una pratica introdotta dai monaci. Per facilitare, per fare questo più facile, hanno inventato i libri penitenziali. Erano libri mai approvati dalla chiesa ufficiale, ma in pratica si faceva così che avevano elenchi di peccati e elenchi di penitenza per ognuno dei peccati.

Veniva il povero penitente al sacerdote diceva i peccati. L’altro scriveva annotando, alla fine prendeva il libro penitenziale diceva: la somma totale è ...come quando uno va a pagare; ma in quel tempo non esisteva la carta di credito penitenziale così il poveretto aspettava tremando perché davano delle penitenze terribili; per esempio una penitenza era quella di restare durante un anno intero in continenza perfetta. Non poteva dormire con la moglie, la moglie col marito… o doveva digiunare per 3 mesi…

Allora hanno inventato le sostituzioni e le sostituzioni erano che i ricchi pagavano i poveri che domandavano l’elemosina e questi facevano una penitenza durissima in sostituzione dei ricchi. E' la storia di questo tempo e sto parlando dei secoli 8°- 9°-10° - 11°. Per esempio un mendicante domandava elemosina (erano tantissimi in quel tempo così duro) , arrivava un ricco e diceva : guarda, io devo fare questa penitenza, ma mi hanno detto che si ti do questa quantità di denaro, tu dovrai passare 3 notti nudo in una chiesa… da solo.

Pensate in centro Europa, d'inverno. Sempre se uscivano vivi da quella penitenza guadagnavano un pò di denaro e l’altro seguitava la sua vita… cose così strane. La storia dei libri penitenziali e delle sostituzioni, delle compensazioni… tutto questo è orribile e per questa ragione nel secolo XII° hanno intodotto la pratica della confessione attuale. Questo è stato sancito, ordinato dal Concilio lateranense 4° nel 1215.

La cosa è restata così, ma c’è una forte discussione se questo è un concilio ecumenico o un concilio locale; sembra che i concili lateranensi fossero dei concili locali, non ecumenici e si discute. D’altra parte era così. I riformatori a partire da Lutero, Calvino e così via hanno discusso e hanno messo in discussione tutte queste pratiche e hanno negato la confessione auricolare.

La confessione, abbiamo detto tante volte è uno strumento di potere, pensate che è il potere più forte che hanno gli esseri umani, un essere umano più alto perché tocca le cose più intime e tocca dove nessun altro può toccare, nella coscienza, nell’intimità della coscienza e questo potere è terribile. E rinunziare a questo potere, i sacerdoti, i vescovi, i concili, i cardinali, il papa non volevano e per questa ragione qui avete la sessione XIV° del concilio di Trento che è stata dedicata alla confessione.

Nel capitolo V° si parla della confessione, ma questo capitolo è stato scritto in tal modo che ci sono delle cose che non si possono ripetere. Perché? Prima di tutto si dice che la confessione ha un carattere giudiziario e questo non è vero perché il sacramento non può essere un giudizio, è un atto di misericordia. La sua finalità è il perdono, non una amministrazione di giustizia e quindi è falso quello che dice il tridentino.

Secondo : dice che la confessione storicamente sempre è esistita nella chiesa e questo è falso perché durante tutti i secoli esisteva la penitenza pubblica, soltanto si sottomettevano alla penitenza i peccati pubblici, i peccati che erano conosciuti, per questo erano pubblici. I peccati privati non entravano nella pratica penitenziale. Quindi il concilio o non sapevano questo, non conoscevano la storia che si è studiata molto dopo o conoscevano e hanno detto una falsità.

E dopo questo dice anche una altra cosa che questo è “de iure divino” e si è trovata una lettera di un superiore generale dei francescani mi sembra, un generale di uno dei grandi ordini medioevali che spiegava lo“ius divinum” in quel tempo e “de iure divino” dicendo che erano le cose che stanno nella bibbia.

Consideravano “de iure divino” le cose che non si trovano nella bibbia ma si deducono dalla bibbia ed erano “de iure divino “ le cose che non erano nella bibbia e neppure si deducevano dalla bibbia, ma erano abitudini e costumi antichi della chiesa.

D’altra parte Paolo VI° ha permesso la penitenza pubblica senza confessione privata ed ha lasciato tutto in mano ad una decisione giuridica delle conferenze episcopali, ma le conferenze episcopali esigono una qualche forma di confessione privata.

La rinuncia a peccare

Eb 6,1 passiamo a ciò che è completo,
senza gettare di nuovo le fondamenta:
la rinuncia alle opere morte e la fede in Dio,

Se abbiamo detto che il peccato è soltanto quello che è una offesa che io faccio a un’altra persona, io offendo il mio vicino, mia moglie, il mio sposo e vado a domandare il perdono al sacerdote… e il sacerdote: tu sei pentito? Sì, sono pentito! Prega 3 pater noster, 3 ave Marie e continua ad offendere sua moglie, suo marito, il suo vicino.

Allora a cosa serve la confessione? Per giustificare situazioni di ingiustizia, situazioni gravissime. Mi son confessato, mi sento tranquillo, mi sento in pace. Mi sento in pace…hai pregato il pater noster 3 volte, ma continui a offendere tua moglie! O a punire il tuo non so, schiavo! No! Il giorno che prendiamo la decisione, il peccato si perdona quando tu domandi il perdono alla persona che hai offeso e si faccia la riconciliazione, allora come dice il Signore, leggete il sermone della montagna di Matteo: “ Sarete perdonati come voi perdonate, sarete trattati come voi trattate " e nient’altro, nient’altro!

Se tu non hai l’umiltà, la sincerità, il coraggio di domandare perdono e cambiare il tuo atteggiamento, il tuo rapporto, pagare quello che non hai pagato, dire quello che non hai detto e dovrai dire, fare quello che non hai fatto e dovrai farlo…. se non fai questo lascia il sacerdote, ha molto da fare anche lui! Mi sono spiegato? Questo io capisco che è duro, ma è sincero, è vero e allora funziona il perdono, funziona la riconciliazione, funziona la comunità perché altrimenti io non capisco tante situazioni per le quali la confessione soltanto serve per giustificare delle situazioni ingiustificabili.

Il perdono non è dimenticare le cose (ci sono cose che non si possono dimenticare), non è sopprimere i sentimenti, ci sono sentimenti che non si possono strappare… allora cosa è il perdono? La decisione ferma di non fare male a questa persona, di non desiderare nessun male a questa persona e di non fare nessun male a questa persona. E’ quello che io posso fare.

Dimenticare quello che ha ammazzato mia mamma, mio papà, che mi ha rubato in una quantità.., che mi ha fatto un danno gravissimo, no. Anzi ci sono delle situazioni dove un atteggiamento per uno spirito così forte per fare il bene a quello che mi ha fatto del male se questo ha una ripercussione in terze persone allora non si deve fare.

Il peccato della perdizione

Pensate che secondo Matteo cap. 25 quelli che si perdono non hanno fatto male a nessuno, soltanto : non hanno fatto niente.

Il peccato di omissione è quello della perdizione.

Pensate nella parabola del ricco e il povero Lazzaro, il ricco non ha fatto nessun male al povero, semplicemente lo ha lasciato. Questa è stata la sua perdizione.

La cosa più grave che cerchiamo la pace nella nostra coscienza parlando contro quelli che hanno il potere, ma noi restiamo tranquilli nella nostra passività e questo è molto grave, cari amici, questo è gravissimo amici! "


CUCC 1037 Dio non predestina nessuno ad andare all'inferno;
[ Cf Concilio di Orange II: Denz. -Schönm. , 397; Concilio di Trento: ibid. , 1567]
questo è la conseguenza di una avversione volontaria a Dio ,
in cui si persiste sino alla fine. "



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