Corso di Religione

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La religiostà .
Il bisogno religioso.
         


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A cosa crede chi non crede ? (Accademia Universale delle Culture http://www.tolerance.it/ita/)( gli autori del testo si dichiarano atei )

" .. I bambini molto presto iniziano a chiedere ai loro genitori molti"perchè", perchè il sole fa luce, perchè l'acqua bagna, eccetera eccetera.

Quando l'uomo si pone domande intorno al suo rapporto con gli altri uomini e si chiede perchè è legato a loro, l'uomo manifesta in qualche modo un sentimento religioso, anche se non crede in nessuna religione. "


Le domande fondamentali della vita.

" Il sentimento religioso nasce quando
- gli uomini si chiedono
perchè sono al mondo, ovvero perchè esiste e come è nato l'Universo
- si chiedono
se l'Universo è stato fatto da Qualcuno
- si chiedono come debbono vivere e comportarsi coi loro simili,
- se ...angeli, spiriti, o altre forze della natura li aiutano, li proteggono, giudicano, premiano o puniscono. 
-etc

E siccome tutti gli uomini sentono che qualcosa è male (per esempio l'ammalarsi, il morire, il perdere le persone care o le cose a cui tengono di più) essi si chiedono come mai al mondo le cose non vanno come desiderano... Infine si chiedono che cosa accadrà  a loro e agli altri dopo la morte. Finirà  tutto nel nulla o chi ha creato il mondo si prenderà  cura di loro?

Tutte queste domande sono manifestazioni del sentimento religioso. .. "

Il "fattore religioso" (Il Fattore religioso di Don Giussani - Comunione e liberazione. Il Senso Religioso, Rizzoli, 1999 )

"  [...] Il fattore religioso rappresenta la natura del nostro io in quanto si esprime in certe domande: "Qual è il significato ultimo dell'esistenza?", "perchè c'è il dolore, la morte, perchè in fondo vale la pena vivere?". O, da un altro punto di vista: "Di che cosa e per che cosa è fatta la realtà ?".

Il sentimento religioso o senso religioso o bisogno di rivelazione

Ecco, il senso religioso si pone dentro la realtà  del nostro io a livello di queste domande: coincide con quel radicale impegno del nostro io con la vita, che si documenta in queste domande.

Uno dei brani letterari più belli è là  dove il "pastore errante dell'Asia" di Leopardi ripropone alla luna, che sembra dominare l'infinità  del cielo e della terra, le domande dall'orizzonte anch'esso senza fine:

" ... E quando miro in cielo arder le stelle;
Dico fra me pensando:
A che tante facelle?
Che fa l'aria infinita, e quel profondo infinito seren?
che vuol dir questa
Solitudine immensa
?
ed io che sono?"


Fin dai tempi più antichi uno dei paragoni più usati per identificare la fragilità  e l'enigmaticità  ultima della vita umana, è quello delle foglie, foglie aride cadute d'autunno.

Ecco, potremmo dire che il senso religioso è quella caratteristica che qualifica il livello umano della natura e che si identifica con l'intuizione intelligente e l'emozione drammatica con cui l'uomo, guardando la propria vita ed i propri simili, dice: "Siamo come le foglie".

"Spesso quand'io ti miro
Lungi dal proprio ramo,
povera foglia frale,
dove vai tu?"


Ma, comunque, la ripresa leopardiana della poesia di Arnauld ha degli antenati ben noti non solo nella letteratura greca, e compare in tutte le letterature del mondo. Il senso religioso è lì, a livello di queste emozioni, dicevo, intelligenti e drammatiche, inevitabili, anche se il clamore o l'ottusità  della vita sociale sembrano volerle tacitare:

"E tutto cospira a tacere di noi,
un po' come si tace un'onta,
forse, un po' come si tace
una speranza ineffabile"


Queste domande si attaccano al fondo del nostro essere: sono inestirpabili, perchè costituiscono come la stoffa di cui esso è fatto. 

Qualunque moto dell'uomo ha questa sorgente, ha questa radice energetica, è secondario e dipendente da quest'ultima, originale, radicale, enigmatica fonte.


In quelle domande l'aspetto decisivo è offerto dagli aggettivi e dagli avverbi: qual è il senso ultimo della vita, in fondo in fondo di che cosa è fatta la realtà ? Per che cosa vale veramente la pena che io sia, che la realtà  sia?

Sono domande che esauriscono l'energia, tutta l'energia di ricerca della ragione. Sono domande che esigono una risposta totale che copra tutto l'intero orizzonte della ragione, esaurendo tutta la "categoria della possibilità  .

C'è una coerenza della ragione infatti che non si arresta, se non arrivando a una esaurienza totale.

"Sotto l'azzurro fitto del cielo
qualche uccello di mare se ne va;
nè sosta mai:
perchè tutte le immagini portano scritto:
più in là !"


Se solo rispondendo a mille domande fosse esaurito il senso della realtà , e l'uomo trovasse la risposta a novecentonovantanove di esse, sarebbe irrequieto e insoddisfatto come fosse da capo.

.. Il "Sè umano " non è niente altro che esigenza clamorosa, indistruttibile e sostanziale ad affermare il significato di tutto. Ed è appunto così che il senso religioso definisce l'io: il luogo della natura dove viene affermato il significato del tutto.
.. "


Il sentimento religioso , o senso religioso, è un bisogno costitutivo di rivelazione .
Gli uomini di tutti i tempi si mostrano interessati ad alcune domande fondamentali. In modi diversi tutti cercano il massimo benessere, la felicità , ma tutti si chiedono se è possibile essere felici , si chiedono che cosa sia la vita , l'universo, quale sia l'origine , il significato ,il destino , che senso abbia la vita, la storia , che cosa devono realizzare tra nascita e morte, etc.

L'uomo nel suo cammino verso la felicità  trova ostacoli di ogni genere e si scopre limitato ed incapace di superarli. Gli ostacoli definitivi sono il male e la morte e si domanda: perche esistono il male e la morte? Si possono eliminare? Esiste un dio che fa superare i limiti umani ? , etc.

«le domande fondamentali della vita» .
Quando l'uomo si pone consape volmente queste domande si scopre immerso in un grande Mistero .



Si scopre proiettato verso la felicità  e nello stesso tempo limitato e incapace di raggiungerla ; lotta contro il male e la morte ma non riesce a superarle definitivamente .

Tutti gli uomini , quando esprimono il senso del Mistero che essi incontrano sul cammino della ricerca della felicità  (sarò mai veramente felice? c'è qualcuno che puo' liberarmi dal male e dalla morte?) e nelle relazioni con i propri simili ( che cosa è l'uomo? che cosa è bene e che cosa è male ? ) essi esprimono il loro sentimento religioso o senso religioso ovvero la loro religiosità , il loro essere religiosi.

Essere religiosi è una qualità  universale, costitutiva dell'essere umano , che si manifesta come bisogno di rivelazione rispetto alle domande fondamentali che è bisogno di compimento definitivo di sè nella pienezza di vita .

Tutti gli uomini sono religiosi e // sono orientati dalla loro stessa natura -limitata- a ricercare eventi in cui si manifesta il Sacro ( jerofanìe e rivelazioni , la possibilità di superamento del proprio limite naturale, per compiersi in pienezza.

Religiosità, rivelazione, fede e religioneIl punto di vista dello psicologo.  di Giacomo Daquino - psicoanalista in Credere e Amare

1-RELIGIOSITA'

" La religiosità  è un fenomeno intrapsichico, che scaturisce dall'uomo naturaliter religiosus, cioè religioso per natura ... è un vissuto soggettivo, un bisogno psichico che s'inquadra nell' evoluzione psicologica dell'individuo.

Appartiene all' inconscio psichico.... e particolarmente all'Eros o istinto di vita, di armonia, di ordine.
Tale sentimento rende gli uomini attenti ed interessati a tutti quegli eventi in cui si manifestano forze straordinarie che possono far loro superare i limiti umani (come i miracoli ed i prodigi n.d.r.).

Quando il sentimento religioso incontra una jerofanìa o una rivelazione e questa lo soddisfa, l'uomo opera una sintesi e
- aderisce con la fede alla jerofanìa o alla rivelazione
- e/o crea una religione.


Secondo la psicologia il credente è colui che ha trovato l'armonia tra la propria religiosità  e una religione.

La sintesi tra senso religioso e rivelazione si esprime normalmente nella creazione/adesione ad una religione : questa è l'espressione della maturità  psicologica dell'uomo nella dimensione religiosa.
Fede nella rivelazione e pratica della religione .


2-FEDE

La jerofanìa è una manifestazione del sacro. Quando alla jerofanìa si accompagna la parola di un intermediario che ne rivela l'autore ed il significato allora si tratta di rivelazione... Quando le concezioni personali non coincidono con quelle della rivelazione si apre una scelta tra le proprie idee e la rivelazione . ... tale scelta ...comporta non soltanto motivazioni affettive ma anche intellettive, così che alla disponibilità  emotiva a credere ( sentimento religioso) non sempre s'accompagna la volontà  di credere ( adesione consapevole alla rivelazione, fede).

Quando si parla di fede ci si riferisce all'«andare oltre l'uomo» abbracciando il mistero (contenuto nella rivelazione) che il credente deve accettare consapevolmente .

Non basta un atto di volontà  per credere, come non basta per amare.Non ci si può infatti imporre di amare una persona: o la si ama o non c'è niente da fare. Quindi, più che cercare la fede, è utile rendersi disponibili in un atteggiamento di accettazione e di maggior conoscenza di se stessi, sapendo attendere con grande pazienza perchè a volte la religiosità  rimane una domanda senza risposta.

Come non basta la volontà  per credere, così non è sufficiente nemmeno la ragione. Un semplice atto di conoscenza o d'informazione ( sulla rivelazione) non consente di conquistare la fede. L'uomo è immerso in psicodinamiche che lo spingono a vedere, a toccare, a sentire per capire, per verificare, per credere.

Ma la concezione dì Dio non è sperimentabile.


...la... " religiosità  matura" ... è caratterizzata dal fatto che non si ferma entro i propri confini, che va al di là  del sensibile, del percettibile. E' la disponibilità  al soprannaturale, all'assoluto (conditio sine qua non per diventare credente religioso). Essa può essere presente anche nell'adulto ateo, religioso benchè senza fede, a patto che il suo ateismo non abbia motivazioni nevrotiche.

Soltanto chi unisce la disponibilità  religiosa naturale ( il sentimento religioso) alla dimensione soprannaturale della rivelazione può trasformarsi in credente.

La religione tende a prendere dalla rivelazione quegli elementi che permettono di costruire una istituzione che garantisca il Sacro per il soddisfacimento del bisogno religioso , purtroppo anche a costo di manipolare la rivelazione .. La fede matura percepisce la presenza di Dio senza volerlo manipolare o mistificare.

Non deriva dalla paura, dal dovere, dall'illusione, ma dall'amore.


Non è cieca, astratta, imposta da una gerarchia ( sacra) , ma radicata nella vita, in un'alleanza di mente e di cuore.

E ( la fede matura) nemmeno la si può ridurre a dottrina, poichè permette di vivere in un progetto d'eternità  . Quando la fede diventa certezza o un repertorio di certezze ( una dottrina ) , non è piu' tale.


E se pure la fede poggia su probabilità  storiche, razionali e sociali, essa è sempre rischiosa poichè non dà  sicurezze. Per questo...vive nel dubbio.

Una fede matura non va contro la ragione pur andando oltre la ragione, e implica la capacità  di spostare certe domande dalla testa al cuore. E, come l'amore, è un'avventura non facile che comporta il dubbìo, perchè amare una persona o Dio è amare qualcosa di diverso da noi, di ignoto, quindi di imprevisto e irriprevedibile.

Il dubbio è infatti alla radice di ogni fede, che non è abitudine o passività , ma stimolo, azione, conquista. Si ha il diritto, quasi il dovere al dubbio e, poichè ogni vita è un cammino di ricerca, si avvertono anche i rischi di questo itinerario. E in tale percorso non ci sono scorciatoie.

Non basta l'entusiasmo: occorre la maturità  psicoaffettiva. La fede conosce le sue prove, le sue difficoltà , il suo tormento, richiede lo sforzo dell'umiltà . Quando un fedele non ha dubbi è difficile discernere se crede in Dio o soltanto in se stesso. Perchè ... a partire dal momento in cui si incontrano difficoltà , e cioè dal momento in cui le concezioni personali non coincidono con quelle di fede, sì apre una scelta tra le proprie idee e la rivelazione divina, e quindi si presenta un'occasione posìtiva per superare il proprio egoismo e per approfondire la cultura religiosa.

Una fede matura è dunque quella che, attraverso le incertezze e le difficoltà , si autentica e si fortìfica.

Del resto una fede senza affanni non è testimonianza, perchè

la fede non si può spiegare, si può solo offrire agli altri con l'esempio, soprattutto quando diventa carisma o quando puo' cambiare la vita, radicalmente."

3-RELIGIONE

"La religione è una preziosa espansione della religiosità , cioè un tramite, un mezzo per appagarla.

Infatti se per religiosità -religione si intende il significato letterale di essere «re-legati», cioè legati a qualcosa-qualcuno riconosciuto come importante per se stesso, ci si deve aprire a un oggetto fuori del Sè.

La religione è un fenomeno estrinseco della personalità , extrapsichico, che riceve la sua legittimazione da elementi esteriori al Sè. Corrisponde a quell'istituzione sociale formata da una comunità  che ha accolto un assoluto


La religione è l'adesione alle credenze, alle pratiche, ai riti e alle gerarchie alla radice delle quali sta il riconoscimento ( consapevole) da parte dell'uomo di una realtà  assoluta .

Per questo, a differenza della religiosità , la religione coincide con il conscio.

In termini psicologici la religione è l'insieme dei rapporti cognitivi, volitivi ed emotivi che esistono tra il soggetto e quell'oggetto religioso con cui la religiosità si armonizza.

Si parla allora di maturità  religiosa, che è frutto di una faticosa evoluzione spirituale.


Come quella psichica, non si acquisisce in tempi rapidi ma è un processo di crescita continua su cui influiscono l'esperienza, la capacità  di ragionare, l'autostima, la cultura ecc.

La religiosità  può differire da soggetto a soggetto soltanto per il livello di maturità  o d'immaturità  dell'esperienza religiosa o per la diversità  del credo.

La religione diventa così il naturale soddisfacimento del sentimento religioso, la risposta alla religiosità  personale intrinseca dell'Eros. 

E poichè il sentimento religioso è presente in tutti gli esseri umani, questi hanno sentito la necessità -per soddisfare il proprio bisogno spirituale - di organizzarsi intorno alle religioni. "

Ma non solo.

MASSONERIA E RELIGIOSITA'


Fede e/o religione
L'adesione ad una religione nasce principalmente per ragioni geografiche e storiche : l'uomo cerca il soddisfacimento del suo sentimento religioso, del suo bisogno di rivelazione principalmente nella religione che incontra nella propria famiglia, in una determinata cultura.

Così chi nasce e cresce in Giordania sarà probabilmente musulmano, chi in India, indù, chi in Europa, cristiano, e così via. Naturalmente il mondo cambia continuamente ed anche le persone le quali a volte abbandonano una religione per aderire ad un'altra. ( Conversione religiosa)

La religione è tutto ciò che l'uomo fa per un dio ( o un assoluto ) : per soddisfare il proprio sentimento religioso e per meritare /conquistare uno status umano che risponda adeguatamente ad un proprio bisogno di felicità  definitiva.

La fede è accogliere nella esistenza una rivelazione e affidare il proprio essere a ciò che il dio fa per l'uomo -o promette di fare- per compierlo in pienezza.

Fede e religione storicamente coesistono sempre perchè anche nell' adesione di fede ad una rivelazione l'uomo rimane sempre religioso nel suo inconscio e tende sempre ad esprimersi anche religiosamente .


La Chiesa cattolica e le religioni
1. Nel nostro tempo in cui il genere umano si unifica di giorno in giorno più strettamente e cresce l'interdipendenza tra i vari popoli, la Chiesa esamina con maggiore attenzione la natura delle sue relazioni con le religioni non-cristiane.

Nel suo dovere di promuovere l'unità  e la carità  tra gli uomini, ed anzi tra i popoli, essa in primo luogo esamina qui tutto ciò che gli uomini hanno in comune e che li spinge a vivere insieme il loro comune destino.

I vari popoli costituiscono infatti una sola comunità .

(Documento conciliare Vat. II ° "Nostra Aetate")

I vescovi cattolici, riuniti in Concilio universale negli anni 1960 a Roma, dopo aver pregato lo Spirito Santo e aver riflettuto su tutti gli insegnamenti trasmessi loro dagli Apostoli di Gesù attraverso i loro predecessori, osservando la realtà  contemporanea degli uomini rilevavano che , di fronte all'evoluzione attuale del mondo, diventano sempre più numerosi quelli che si pongono o sentono con nuova acutezza gli interrogativi più fondamentali: cos'è l'uomo? Qual è il significato del dolore, del male, della morte, che continuano a sussistere malgrado ogni progresso? Cosa valgono quelle conquiste pagate a così caro prezzo? Che apporta l'uomo alla società , e cosa attendersi da essa? Cosa ci sarà  dopo questa vita? "

1... Gli uomini attendono dalle varie religioni la risposta ai reconditi enigmi della condizione umana, che ieri come oggi turbano profondamente il cuore dell'uomo: la natura dell'uomo, il senso e il fine della nostra vita, il bene e il peccato, l'origine e lo scopo del dolore, la via per raggiungere la vera felicità , la morte, il giudizio e la sanzione dopo la morte, infine l'ultimo e ineffabile mistero che circonda la nostra esistenza, donde noi traiamo la nostra origine e verso cui tendiamo.

2. Dai tempi più antichi fino ad oggi presso i vari popoli si trova una certa sensibilità  a quella forza arcana che è presente al corso delle cose e agli avvenimenti della vita umana, ed anzi talvolta vi riconosce la Divinità  suprema o il Padre. Questa sensibilità  e questa conoscenza compenetrano la vita in un intimo senso religioso.

... La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità  che illumina tutti gli uomini.

Tuttavia essa annuncia, ed è tenuta ad annunciare, il Cristo che è œ via, verità  e vita (Gv 14,6), in cui gli uomini devono trovare la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato con se stesso tutte le cose.

Essa perciò esorta i suoi figli affinchè, con prudenza e carità , per mezzo del dialogo e della collaborazione con i seguaci delle altre religioni, sempre rendendo testimonianza alla fede e alla vita cristiana, riconoscano, conservino e facciano progredire i valori spirituali, morali e socio-culturali che si trovano in essi. "

(Documento conciliare Vat. II ° "Gaudium et Spes") 

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