Corso di Religione

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SEGNI E SIMBOLI RELIGIOSI
I simboli religiosi
         


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I simboli sacri Il simbolo nasce con l'uomo. L'attività simbolica dell'uomo è la prima attività propriamente  umana.

Da piu' di 5000 anni gli uomini hanno fissato su pietra, argilla, papiro, pergamena, legno, nei canti, nelle danze, nei racconti , la coscienza delle loro esperienze , la conoscenza della realtà . Cosi' gli uomini hanno creato i simboli e con essi i linguaggi.

La ricerca antropologica ( anche quella psicoanalitica) mostra che l'uomo da che esiste, esiste come homo religious e come homo simbolicus.

L'uomo porta in se stesso, nel suo inconscio, il vissuto di esperienze religiose remote che sono state codificate in simboli.

Secondo l' antropologia del sacro l 'essere umano nasce con una esperienza di rivelazione, esperienza del Sacro . I primi segni interiori dell'homo, sono le impronte del sacro. Ogni cultura ha espresso queste immagini primordiali  in simboli.

L'homo esprime il proprio vissuto interiore, animico, attraverso simboli che possiede come memoria primordiale dell'esperienza del sacro , i simboli archetipici   (= tipi/modelli esemplari delle "origini" ) .

Sono segni a cui corrispondono immagini della struttura interiore della religiosità umana .

Secondo C.G.Jung questi vissuti primordiali ( del sacro ) vengono trasmessi di generazione in generazione, sono cioè rinvenibili nella natura di ogni essere umano fin dalla nascita. Sono costitutivi della natura umana.

Le esperienze umane più profonde che si ripetono continuamente nella storia della umanità sono addensate nel profondo dell'anima come immagini primordiali universali, come "simboli delle origini del mondo".

I simboli archetipici sono il linguaggio del sogno e dell'inconscio, il linguaggio della coscienza intuitiva e contemplativa della preistoria .

Noi "osserviamo" il mondo scientificamente, gli antichi saggi lo "contemplavano" interiormente . La loro conoscenza era piu' profonda e l'espressione di questa conoscenza erano i simboli sacri.

Glifi sacri
SPIRALI - VISTA ALL'INFRAROSSO

L'attività di simbolizzazione nasce con l'uomo. La concezione simbolica si ritrova solo nella specie umana. E' cio' che nei reperti archeologici lo differenzia dalle altre specie .

I primi simboli creati dagli uomini sono simboli dell'invisibile, dell' inesprimibile, del sacro.

Un milione e mezzo di anni fa l' homo erectus  ha visto ed osservato segni naturali portatori di informazioni; ha riprodotto quei segni sotto forma di glifi  (tracce) sulle pareti delle grotte per trasmetterne il messaggio.

Ma l'uomo  ha creato anche segni che non corrispondevano a nulla di osservabile in natura, segni che erano stati  caricati da lui  di un significato, di un messaggio. E' il linguaggio della sua interiorità, il linguaggio dell'anima.

Il sacro che si manifestava nelle jerofanìe e che attraverso lo sciamano entrava nella dimensione degli uomini operando miracoli e prodigi colpiva l'uomo nella sua interiorità  . L'homo si  costituiva come nuovo essere con l'esperienza del sacro.

Nell' interiorità ne rimaneva una impronta, una rappresentazione : i  simboli primordiali del sacro, gli archetipi sacri.

Tutti gli uomini comunicano questi archetipi quando fissano segni, simboli, linguaggi che si riferiscono al sacro.


Sulle caverne l'uomo ha lasciato molti simboli: alcuni sono tratti dalle cose della natura, altri sono creazione umana.

Questi ultimi stanno ad indicare qualcosa che non è immediatamente percepibile nella natura, qualcosa che viene dalla coscienza profonda e contemplativa.



L'uomo sente la nostalgìa del sacro e tende a prolungarne l'esperienza, ripeterla.


I miti raccontano il sacro come qualcosa di tremendo , che incute timore ma anche di meraviglioso, affascinante, che attrae irresistibilmente .

Contemplando i fenomeni naturali in cui si manifestano forze possenti ( eruzioni vulcaniche, tuoni e fulmini, tempeste, venti impetuosi, uragani, maree, etc ) e misteriose ( il fuoco, la luce, l'arcobaleno, etc. ) l'uomo li ha elevati a simboli del sacro .

I simboli sacri sono cose del mondo che attivano nell'uomo la nostalgia del sacro, della jerofania ( manifestazione del sacro) e della cratofania ( manifestazione di superforze) , prolungandone l'esperienza o addirittura sostituendola.

I simboli più antichi sono glifi  portatori di significati che l'uomo scopre nel suo costituirsi tale nel primo incontro con il sacro: gli jeroglifi [ jero= sacro] o geroglifici .

I simboli sacri rivelano sempre significati transpersonali, transcoscienti.

A loro volta, quando vengono percepiti,  attivano nella natura umana gli archetipi primordiali.


Secondo C. Jung sono le pulsioni inconsce della persona, i dinamismi involontari che cercano i simboli.

La fame ci fa cercare un segno che la soddisfi, un oggetto-risposta che sia adeguato, che faccia parte della cultura dell’alimentazione, che cioè sia stato simbolizzato dall’esperienza di soddisfazione della fame.

Sulla base di questo meccanismo funziona la pubblicità . Anzi , poichè la pulsione sessuale è ordinariamente la più forte, un oggetto-risposta adeguato a questa pulsione funziona anche per catturare la ricerca di soddisfazione di un bisogno qualsiasi.

Come è noto qualsiasi cosa oggi viene pubblicizzata utilizzando simboli legati alla soddisfazione di pulsioni sessuali.

L'uomo incontra i simboli religiosi ed essi attivano in lui gli archetipi ...



... attraverso di essi egli comprende e comunica il senso delle cose.

Il simbolo sacro è un segno che " viene dal profondo della natura umana" e che a sua volta "attiva l'interiorità umana"  , attiva gli archetipi da cui proviene , richiama alla mente altri segni ....scatena emozioni.... attiva comportamenti .

Da più di 5000 anni l’Homo religiosus ha fissato su pietra, argilla, papiro, pergamena, legno, e altro la memoria della sua esperienza religiosa .

Tutti i popoli hanno raccontato le rivelazioni per mezzo di simboli: il fuoco, il sole, la nube luminosa, la luna, gli astri, il fulmine, il tuono, etc I simboli piu' antichi sono sacri e si ritrovano nei luoghi ( generalmente nelle grotte ) dove si svolgevano i riti religiosi.

Graffiti in val Camonica (BS)  
Popolazione Camuni (7000-8000 A.C.-Neolitico)
Uomo orante a sinistra, cerchio con centro, a destra.

ANTICHI SIMBOLI INDUISTI

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I simboli spaziali
Quattro grandi simboli spaziali : il quadrato, il cerchio, il centro, la croce - stanno alla base di tutta l'organizzazione del territorio (per es. nei villaggi indiani) e della concezione architettonica di molti edifici religiosi (per es.la Ka'aba della Mecca, le chiese cistercensí).

La Sfinge è una sintesi dei 4 elementi del cosmo


::: TESTA DA UOMO=TERRA
::: ZAMPE DA LEONE=FUOCO
::: DORSO DA TORO=ACQUA
::: ALI D'AQUILA =ARIA


Quattro elementi del mondo fisico - la terra, l'acqua, l'aria, il Fuoco - oltre che teorizzati dalla filosofia greca come le «radici di tutte le cose» (Empedocle), sono da sempre utilizzati in alchimia, in astrologia e in vari riti esoterici; ma sono scelti soprattutto come simboli religiosi basilari da varie culture.

La stessa tradizione ebraico-cristiana ricorre all'uno o all'altro di questi simboli nei rituali liturgici, nell'amministrazione dei sacramenti, nell' iconografia popolare.

L'acqua, per esempio, è vista nel suo significato di purificazione e rigenerazione, come nei bagni lustrali o nelle abluzioni rituali; l'immersione nell'acqua, come nell' antico battesimo cristiano vuol significare invece la morte dell`uomo vecchio" e la nascita dell`uomo nuovo".

Il simbolo dell'aria - o del cielo, o più spesso ancora, della luce traduce l'idea che l'uomo ha la possibilità di accedere a una conoscenza superiore, capace di trasformarlo e di aprirlo alla scoperta di valori universali.

Ricorrono a questa simbologia della luce varie tradizioni religiose, dallo sciamanesimo esquimese alla cultura iranica (zoroastrismo), dalle concezioni induiste e buddhiste a quella cristiana (la "trasfigurazione" di Gesù - cfr. Lc: 9,28 - ha un alto valore simbolico).

Il simbolo del centro del mondo ( ombelico del mondo ) costituisce in varie culture il punto di intersezione delle tre regioni del macrocosmo - cielo, terra, sottoterra o inferi -, non meno che il punto di convergenza del microcosmo interiore localizzato nella coscienza umana, perno dell'interscambio dell'energia vitale che dall'universo passa all'uomo e che l'uomo ritrasmette all'universo.

TEMPIO IPOGEO ISOLA DI MALTA: SANTO DEI SANTI-SPIRALI IN OCRA ROSSA

Nei miti più antichi sulla creazione del mondo ritroviamo una costante presenza dell'elemento sacro.

Il sacro, il potere degli dèi che si manifesta nelle jerofanìe e nelle cratofanìe (miracoli e prodigi) è visto da sempre, in tutte le culture ,come il potere che crea le cose che ancora non sono.

Nei miti sapienziali sul mondo e le sue origini non vi è traccia del concetto di materia inanimata : tutto è percepito come vivo e cosciente.

Il sacro è la Vita che permea tutte le cose: dal profondo sonno primordiale , spirito e materia, coscienza e mondo nascono insieme , si risvegliano insieme nell'uomo; non vi è cenno di separazione tra materia e spirito nella coscienza del mondo che l'uomo racconta nei miti .

Nella tradizione indiana è addirittura l'elemento di autocoscienza , l' "io sono" che dà il via all'intero processo creativo. Dall'unità immanifesta della Coscienza Vuota nasce un'energia intelligente, dinamica e creativa, che genera lo spazio, il tempo e i mondi : il Brahman.

Ogni aspetto della creazione, dalle particelle subatomiche agli atomi, ai pianeti, alle galassie, nasce da questa energia ed è caratterizzato dal movimento roteante e spiraliforme.

LE SPIRALI- PARTICOLARE

Il segno della spirale è il segno del movimento, che, dal nulla centrale, si estende e si espande nello spazio/tempo e nella complessità e che, successivamente, dalla complessità esterna ritorna al centro vuoto. E' il respiro della creazione , espansione-raccoglimento.

La spirale, che assume differenti forme, come il serpente, la svastica, il fiore o il tao, è uno dei simboli più comuni e ricorrenti dell'umanità, incisa sulle pareti di roccia o dipinta nei luoghi sacri.

Essa rappresenta il senso del movimento creativo centrifugo, dal nulla centrale alla manifestazione fisica verso l'esterno, e del movimento inverso di involuzione centripeta, dalla manifestazione al nulla, un ciclo che l'essere umano primitivo osservava ogni primavera, quando dal ramo nudo apparivano i germogli e da essi le foglie e soprattutto i fiori, con i loro petali disposti a spirale, come nella rosa o nel girasole.

La spirale è anche raffigurazione del sole e di tutti i cicli solari diurni-notturni e stagionali che scandiscono il tempo e la vita stessa.

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