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Etica cristiana ?

Nel mondo postmoderno si parla spesso di morale laica e di morale religiosa. Esisterebbe secondo questa ideologia una concezione di legge morale autonoma che ogni coscienza produce in modo autoreferenziato, ed una concezione di legge morale eteronoma imposta da una autorità esterna, Dio, l'autorità religiosa, lo Stato etico, etc. Queste due leggi di coscienza si opporrebbero nel dibattito culturale delle società occidentali. Se questa opposizione ha ragion d'essere in generale, essa non è  vera per il cristianesimo .

Dio... “ vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verità. " (1 Tm 2,4-6)

L'uomo, nella sua coscienza , attraverso la sola ragione , può giungere alla verità come legge morale naturale. Egli tenderebbe a scoprire e seguire spontanemente questa legge se non fosse per natura schiavo della potenza del male , il peccato.

Dei Verbum, cap I, n° 6 - -Il santo Concilio professa che “ Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza con il lume naturale dell'umana ragione a partire dalle cose create” (cfr. Rm 1,20); ma insegna anche che è merito della Rivelazione divina se “ tutto ciò che nelle cose divine non è di per sé inaccessibile alla umana ragione, può, anche nel presente stato del genere umano, essere conosciuto da tutti facilmente, con ferma certezza e senza mescolanza d'errore ”.

Il cristianesimo, liberando l'uomo dalla schiavitù del male, lo rende capace di scoprire e seguire la legge morale naturale.

L' 'elemento decisamente cristiano — Gesù che si dona all'uomo credente- ha operato nell'uomo una trasformazione radicale del suo essere : è una novità ontologica dell'essere dell'uomo e non una novità contenutistica del suo agire categoriale; una novità trascende ma le nella realtà umana, che si riflette sull'agirc dell'uomo, ma che non lo determina materialmente.

L'etica cristiana non è una nuova collezione di precetti ritenuti vincolanti perchè dettati da Dio all'uomo : l'etica cristiana è la conformazione alla persona di Gesù come risposta al dono ricevuto : Gesù stesso, la sua vita eterna, il suo spirito. Nel cristianesimo non ci sono norme morali imposte alla coscienza da Dio, dall'esterno.

Quando Dio rivela- in Gesù- le sue istruzioni morali, egli rivela all'uomo la sua vera natura originaria,
cioè le sue strutture morali originarie. La rivelazione cristiana, cioè Gesù, rende evidente l'esistenza una struttura morale originaria, costitutiva, che si fonda
- sul libero arbitrio
- e sulla comunicazione con Dio attraverso la partecipazione della sua natura , del suo Spirito.

La legge morale cristiana è una esplicitazione della struttura morale interiore del cristiano, un uomo nuovo :
-
liberato dalla schiavitù del male , dalle sue suggestioni e condizionamenti, e perciò libero del libero arbitrio
- e partecipe per dono divino della natura divina, comunicante con Dio, mosso dallo spirito divino.

Il cristiano  non agisce moralmente perchè segue norme esteriori dettate da Dio,  una morale  eteronoma estranea alla sua natura umana: la vita morale dei cristiani  si fonda sulla  salvezza che sperimentano per la quale essi comunicano con la natura divina e si sentono orientati nella coscienza a scoprire la legge morale naturale ed a seguirla.

Ecco perchè non esiste un insieme di leggi morali positive   propriamente cristiane : il cristiano sperimenta di essere capace in se stesso di seguire la legge morale naturale che è insita in ogni uomo e che lui, in quanto liberato e libero e in comunione di vita con Dio, riesce a scoprire in se stesso come ispirazione all'azione ed a seguirla.

Quando 'autorità religiosa cristiana enuncia principi morali positivi, non intende assolutamente imporli a tutti; essa parla ai cristiani per renderli consapevoli, in ogni tempo ed in ogni situazione della loro condizione di uomini nuovi, liberi e comunicanti in Dio.

In qualche modo e inevitabilmente essa parla anche alla coscienza di tutti gli uomini perchè esplicita una morale naturale , che ogni coscienza puo' scoprire ,in modo autonomo, con la sola ragione, come retta .
In questo modo essa stabilisce un dialogo etico con tutti .

Il cristianesimo dunque non si riferisce mai ad una morale rivelata da Dio come qualcosa di esterno all'uomo, ma sempre di una morale compatibile con la legge morale naturale che ogni uomo puo' scoprire con la ragione nella retta conoscenza della natura.

« Nella fedeltà alla coscienza-ricorda il concilio Vaticano II, Gaudium et Spes,16 -anche i cristiani si uniscono agli altri uomini per cercare la verità e per risolvere secondo verità tanti problemi morali, che sorgono tanto nella vita dei singoli quanto in quella sociale »

I cristiani, per rimanere dentro l'alleanza, devono seguire la Legge Divina della Carità, cioè Gesù.
Come tutti gli uomini, poi, devono regolare i loro comportamenti secondo l'Etica , quella che scaturisce dalla Ragione che si applica rettamente alla Natura e che diventa per la coscienza Legge Morale Naturale.

I cristiani partecipano alla ricerca della verità , la ricerca etica secondo Ragione insieme a tutti gli uomini; in questa ricerca sono inevitabilmente ispirati dalla carità che li muove a scoprire la Legge Morale Naturale.  La Legge Divina riguarda i cristiani e la loro alleanza con Dio, prende significato dentro questa alleanza , ma rimane una ispirazione per tutti gli uomini perchè rivela la verità delle loro strutture morali naturali.

I cristiani orientano il loro modo di essere nel mondo, nella storia, verso la verità, il bene ,ricercando la legge morale naturale da persone liberate dalla schiavitù al male e partecipi della natura divina.L' etica religiosa, che è ispirata ad una visione trascendente della persona, riforma o condivide -secondo la Legge Morale Naturale-gli orientamenti maturati dall' Etica razionale, filosofica . 

Con. Vat. II Ad Gentes 9
-l'attività missionaria della Chiesa...Purifica dalle scorie del male ogni elemento di verità e di grazia presente e riscontrabile in mezzo ai pagani per una segreta presenza di Dio e lo restituisce al suo autore, cioè a Cristo, che distrugge il regno del demonio e arresta la multiforme malizia del peccato. Perciò ogni elemento di bene presente e riscontrabile nel cuore e nell'anima umana o negli usi e civiltà particolari dei popoli, non solo non va perduto, ma viene sanato, elevato e perfezionato per la gloria di Dio, la confusione del demonio e la felicità dell'uomo.

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