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Le strutture di peccato

E' già chiaro per il cristiano, ma anche per il non credente, ritenere la continuità e lo sviluppo della vita della famiglia umana come traguardo, fine per cui vivere, spendersi e morire. I punti fondamentali, i luoghi di base in cui oggi la pace è tradita, e che sono presenti su tutta la terra e per tutta la famiglia umana.

C'è oggi una globalizzazione delle strutture  del mondo che generano "peccato", cioè che costringono gli uomini a peccare per vivere dentro di esse, a far procedere la storia contro la pace universale , strutture umane che si oppongono al progetto  di solidarietà a livello planetario. 

Sono le strutture di peccato:

  • STRUTTURE DI POTERE ECONOMICO 
  • STRUTTURE DI POTERE DI COMUNICAZIONE 
  • STRUTTURE DI POTERE POLITICO MILITARE.

Da queste 3 forme di oppressione, di solidarietà travisata nasce poi' una quarta forma terribile, che non è tanto di oppressione per noi, quanto di oppressione per l'umanità che sarà fra 20 anni. Di fatto che anche i cristiani, complessivamente, sperimentano molte difficoltà nel seguire la legge morale naturale che la salvezza ricevuta restituisce loro liberata dalla realtà del peccato. Tali difficoltà derivano soprattutto da queste strutture sociali politiche culturali , ambientali,  di vita.

Ecco perchè i cristiani, pur essendo salvati in modo efficace e perfetto sono costretti ancora a combattere in se stessi ed all'esterno, nelle società in cui vivono tutte quelle strutture politiche, sociali, economiche, culturali , educative, ludiche, etc.etc. che li condizionano pesantemente nell'esercizio della loro  libertà  rinnovata.

 Nel linguaggio corrente della politica e dei media si parla spesso dell'urgenza di anteporre la questione morale a ogni altro problema istituzionale, culturale, tecnico, or ganizzativo.In ogni ambiente e ogni livello della società ci si rende conto che importante non è tanto il come agire, ma il perché agire in un certo modo.

Soprattutto in tempi di crisi e di cambio di stile di vita, c'è bisogno di riscoprire le ragioni dei vivere prima di continuare a pro durre mezzi e organizzare modi di vita.  La questione morale investe l'agire politico come la ricerca scientifica (bioetica), interessa i processi educativi come quelli della comunicazione sociale. ( vedi : etica e globalizzazione )

Il bene comune 

(Dal Catechismo Universale della Chiesa Cattolica) 
1905 In conformità alla natura sociale dell'uomo, il bene di ciascuno è necessariamente in rapporto con il bene comune. Questo non può essere definito che in relazione alla persona umana: Non vivete isolati, ripiegandovi su voi stessi, come se già foste confermati nella giustizia; invece riunitevi insieme, per ricercare ciò che giova al bene di tutti [Lettera di Barnaba, 4, 10].

1906 Per bene comune si deve intendere "l'insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono ai gruppi, come ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente"[Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 26; cf ibid. , 74]. Il bene comune interessa la vita di tutti. Esige la prudenza(virtu' morale-confronta la sezione "morale cristiana) da parte di ciascuno e più ancora da parte di coloro che esercitano l'ufficio dell'autorità.

Esso comporta tre elementi essenziali:  

1912 Il bene comune è sempre orientato verso il progresso delle persone:
"Nell'ordinare le cose ci si deve adeguare all'ordine delle persone e non il contrario" [Cf ibid].

 
1907 In primo luogo, esso suppone il rispetto della persona in quanto tale.In nome del bene comune, i pubblici poteri sono tenuti a rispettare i diritti fondamentali ed inalienabili della persona umana. La società ha il dovere di permettere a ciascuno dei suoi membri di realizzare la propria vocazione. In particolare, il bene comune consiste nelle condizioni d'esercizio delle libertà naturali che sono indispensabili al pieno sviluppo della vocazione umana: tali il diritto "alla possibilità di agire secondo il retto dettato della propria coscienza, alla salvaguardia della vita privata e alla giusta libertà anche in campo religioso" [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 26].

 1908 In secondo luogo, il bene comune richiede il benessere sociale e lo sviluppo del gruppo stesso. 
Lo sviluppo è la sintesi di tutti i doveri sociali.Certo, spetta all'autorità farsi arbitra, in nome del bene comune, fra i diversi interessi particolari. Essa però deve rendere accessibile a ciascuno ciò di cui ha bisogno per condurre una vita veramente umana: vitto, vestito, salute, lavoro, educazione e cultura, informazione conveniente, diritto a fondare una famiglia, ecc [Cf ibid].

 1909 Il bene comune implica infine la pace, cioè la stabilità e la sicurezza di un ordine giusto.
Tale ordine ha come fondamento la verità, si edifica nella giustizia, è vivificato dall'amore.

(1912)Suppone quindi che l'autorità garantisca, con mezzi onesti, la sicurezza della società e quella dei suoi membri. Esso fonda il diritto alla legittima difesa personale e collettiva. 1910 Se ogni comunità umana possiede un bene comune che le consente di riconoscersi come tale, è nella comunità politica che si trova la sua realizzazione più completa. 
E' compito dello Stato difendere e promuovere il bene comune della società civile, dei cittadini e dei corpi intermedi. 

1911 I legami di mutua dipendenza tra gli uomini s'intensificano. A poco a poco si estendono a tutta la terra. 
L'unità della famiglia umana, la quale riunisce esseri che godono di una eguale dignità naturale, implica un bene comune universale. Questo richiede una organizzazione della comunità delle nazioni capace di "provvedere ai diversi bisogni degli uomini, tanto nel campo della vita sociale, cui appartengono l'alimentazione, la salute, l'educazione..., quanto in alcune circostanze particolari che sorgono qua e là, come possono essere... la necessità di soccorrere le angustie dei profughi, o anche di aiutare gli emigrati e le loro famiglie" [Cf ibid].

Responsabilità e partecipazione  

1913 La partecipazione è l'impegno volontario e generoso della persona negli scambi sociali. E' necessario che tutti, ciascuno secondo il posto che occupa e il ruolo che ricopre, partecipino a promuovere il bene comune. Questo dovere è inerente alla dignità della persona umana.  

1914 La partecipazione si realizza innanzitutto con il farsi carico dei settori dei quali l'uomo si assume la responsabilità personale: attraverso la premura con cui si dedica all'educazione della propria famiglia, mediante la coscienza con cui attende al proprio lavoro, egli partecipa al bene altrui e della società [Cf Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 43].  
 1915 I cittadini, per quanto è possibile, devono prendere parte attiva alla vita pubblica. Le modalità di tale partecipazione possono variare da un paese all'altro, da una cultura all'altra. "E' da lodarsi il modo di agire di quelle nazioni nelle quali la maggioranza dei cittadini è fatta partecipe della gestione della cosa pubblica in un clima di vera libertà" [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 31].

1916 La partecipazione di tutti all'attuazione del bene comune implica, come ogni dovere etico, una conversione incessantemente rinnovata dei partner sociali.  La frode e altri sotterfugi mediante i quali alcuni si sottraggono alle imposizioni della legge e alle prescrizioni del dovere sociale, vanno condannati con fermezza, perché incompatibili con le esigenze della giustizia. Ci si deve occupare del progresso delle istituzioni che servono a migliorare le condizioni di vita degli uomini [Cf ibid., 30].  
1917 Spetta a coloro che sono investiti di autorità consolidare i valori che attirano la fiducia dei membri del gruppo e li stimolano a mettersi al servizio dei loro simili.  La partecipazione ha inizio dall'educazione e dalla cultura.
"Legittimamente si può pensare che il futuro dell'umanità sia riposto nelle mani di coloro che sono capaci di trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza"[Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 31]

 Nella lettera enciclica papale  "Sollicitudo Rei Socialis" è stato consacrato questo criterio di valutazione: 

Peccato è il rovescio del progetto di Dio;
rovescio di bene comune è il peccato.

Le strutture politiche, economiche, militari in cui viviamo si fondano su modelli , categorie di pensiero e di prassi che noi "assorbiamo" come modelli assoluti, indiscutibili, nel nostro modo di pensare ed agire, nel nostro ethos.

Questi modelli , se analizzati criticamente, si rivelano in realtà modelli di comportamento che sono assimilabili a peccati. Dunque le strutture in cui viviamo che si fondano su tali modelli sono chiamate "strutture di peccato".

La riflessione critica sul nostro ethos occidentale contemporaneo , l'etica, è un cammino indispensabile per la formazione della nostra persona ..in vista di una vita autenticamente umana, ora , e per l'eternità!

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