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L'educazione morale

I dinamismi e le strategie educative concrete  operanti nel campo della formazione morale.
L'amore accogliente - Il primo di questi dinamismi, sia in ordine cronologico che in rapporto alla sua decisività, è indubbiamente l'amore.

La sollecitudine amorosa dei genitori, la loro accoglienza incondizionata nei confronti del bambino ha una sua efficacia educativa già fin dai primi momenti di vita, ed è all'origine di quella 'fiducia di base' che è fondamento e sostegno di tutto il successivo impegno morale. Di qui il ruolo insostituibile della famiglia e il primato educativo dei genitori, legati ai figli da una forma di affetto che è unico per la sua spontaneità, intensità e capacità di resistenza a tutte le delusioni.

L'efficacia educativa dell'amore parentale è legata non soltanto alla quantità, ma anche alla qualità di questo amore. L'amore capace di suscitare fiducia è quello che accoglie in maniera incondizionata, che accetta il bambino cosi come è, amandolo perché è, e non a condizioni che sia come i genitori vorrebbero fosse. L'amore accogliente è quello che resiste alla tentazione di imporre all'educando i propri progetti educativi, di amare in lui un astratto ideale di umanità o la proiezione delle proprie frustrazioni, rifiutando più o meno inconsciamente la concreta ma 'diversa' ricchezza di vita dell'educando.

Un amore di questo genere rende possibile quella particolare dipendenza affettiva del bambino dai genitori che D.P. Ausubel chiama col norne di "satellizzazione", e che è il veicolo attraverso il quale passano dai genitori al bambino tutti i successivi influssi educativi. Nella luce dell'esperienza dell'efficacia educativa di questo amore incondizionato, il credente vede nell'amore preveniente e creativo di Dio il modello di ogni paternità. In questa linea si potrebbe concepire l'azione della grazia come l'efficacia di un amore che trasforma restituendo fiducia e fondando quell'ottimismo attivo e quell'amore alla vita che sono il sostegno indispensabile dell'impegno morale.

L'amore non esclude, anzi ispira e rende costruttiva una certa disciplina educativa, amorevole e ragionevole ma anche ferma e sottratta alle mutazioni di umore degli educatori. La pedagogia più recente sembra riscoprire l'insostituibilità di questo dinamismo educativo, anch'esso.operante in maniera privilegiata nei primi anni di vita.

L'assenza di una tempestiva disciplina, capace di imporre anche le necessarie frustrazioni rendendole sopportabili con la forza dell'affetto, pare sia, più che una facilitazione per lo sviluppo dell'autonomia morale, una causa di anomia (senza regole), di disadattamento sociale, ma anche una fonte di insicurezza psicologica e di dipendenza paralizzante.

 Naturalmente la disciplina educativa sarà tanto più efficace quanto più ragionata e, da una certa età in poi, gradualmente condizionata al consenso dell'educando e vissuta da lui come autodisciplina. L'impiego tardivo di durezze disciplinari irragionevoli non facilita il compito educativo e crea disamore e ribellioni controproducenti.

Insegnamento morale

Come non si deve confondere con l'autoritarismo ogni forma di disciplina educativa, cosi non si deve escludere dall'educazione morale ogni forma di insegnamento morale, confondendolo con l'indottrinamento e la manipolazione delle coscienze. 

Soprattutto nella cosiddetta 'età della ragione', l'educatore che rinunciasse a testimoniare umilmente ma coraggiosamente la propria fede nei valori che ispirano la sua vita perderebbe un'occasione preziosa di influsso positivo sullo sviluppo morale dell'educando. 

Indubbiamente il sapere morale, soprattutto in quanto , sapere valutativo', ha bisogno dell'esperienza personale dell'educando, ma un certo insegnamento morale è la condizione stessa che rende possibile e sensata tale esperienza. 

Non si può certo pretendere che ogni nuova generazione ripercorra da sola il lunghissimo e incerto cammino percorso dall'umanità nel corso dello sviluppo millenario delle sue conoscenze morali.Da quanto si è detto si comprende come per ogni specifico dinamismo educativo esiste un momento ideale di massima efficacia, un'occasione in certo senso unica che si presenta una sola volta nell'età evolutiva.

Persa questa occasione, l'eventuale ricupero presenta difficoltà supplementari non facilmente sormontabili.  Cosi l'amore accogliente e la disciplina hanno la loro massima efficacia educativa nell'infanzia, l'insegnamento morale nell'età della ragione.

Identificazione

Durante l'adolescenza ha il suo momento di massima efficacia il dinamismo educativo dell'identificazione. 

Anche se una prima forma inconscia di identificazione con le figure parentali ha già luogo nell'infanzia, favorita dalla satellizzazione e culminante nella formazione del super-io, è durante l'adolescenza che il ragazzo si identifica, in mantera sempre più consapevole, col gruppo dei coetanei (peer group), di cui condivide valori, assimila standard di comportamento, regole del gioco e della convivenza e vere e proprie norme morali.

L'adolescenza è anche il momento di un tipo di identificazione fantastica (attraverso i 'sogni ad occhi aperti') con figure di adulti riusciti, che l'una dopo l'altra impersonano, in una sequenza a volte abbastanza ravvicinata, il suo ideale dell'io.

L'identificazione non è soltanto una forma di imitazione esteriore, ma una vera e propria assimilazione interiore, che porta ad immaginarsi e pensarsi veramente nei panni del proprio eroe. Solo nella seconda adolescenza a questo io ideale immaginario succede un ideale dell'io più concreto e meno dipendente dal plagio esterno. Cosi le diverse forme di identificazione ideale costituiscono quasi una serie di tentativi di approssimazione successiva, che conduce alla fine al traguardo dell'identità reale.

Responsabilizzazione

Un altro dinamismo educativo è costituito dalla responsabilizzazione. 
Responsabilizzare è creare le condizioni per cui, attraverso la sua stessa esperienza, il giovane possa diventare consapevole dell'efficacia positiva o negativa che le sue decisioni e le sue azioni hanno sugli altri e sulla società.  In questo modo l'educazione è chiamata a rendere trasparente la realtà della solidarietà che lega ogni uomo a ogni altro uomo, affidando a ciascuno la possibilità di influire in maniera decisiva sul destino di altre persone, che gli sono cosi in qualche modo affidate.

Il senso di responsabilità è una qualità etica tipica dell'adulto riuscito. Per questo la responsabilizzazione opera con il massimo dell'efficacia alle soglie dell'età adulta, quando agli educatori singoli subentra l'educatore collettivo 'società', che affida al giovane un compito significativo e un ruolo sociale riconosciuto, e cosi lo apre al campo delle responsabilità sociali e familiari. Naturalmente una società che tende a relegare i giovani in 'aree di parcheggio' rinuncia a questi suoi compiti educativi e finisce per diventare una società della non-responsabilità. 

In questi casi, agenzie educative meno globali possono - ma solo parzialmente - rimpiazzare l'educatore società, stimolando, attraverso esperienze di  volontariato caritativo, di servizio educativo e di impegno sociale a livello pre-politico, la formazione di quel senso di responsabilità che la società non riesce a suscitare.

Con l'ingresso nell'età adulta, l'uomo diventa ormai il principale educatore morale di se stesso e vive il proprio impegno morale appunto come continua plasmazione della propria personalità e del proprio carattere morale.

La riflessione sulla sua esperienza personale è ormai il suo principale maestro; l'esercizio delle virtù, lo sforzo del perfezionamento personale, la tensione autorinnovativa di una ~ conversione permanente sono i dinamismi educativi che lo aiutano in un compito di maturazione morale che non sarà mai dei tutto concluso in questa vita

Dal Catechismo Univers. della Chiesa Cattolica (CUCC)

1785 Nella formazione della coscienza la Parola di Dio è la luce sul nostro cammino; la dobbiamo assimilare nella fede e nella preghiera e mettere in pratica. Dobbiamo anche esaminare la nostra coscienza rapportandoci alla Croce del Signore. Siamo sorretti dai doni dello Spirito Santo, aiutati dalla testimonianza o dai consigli altrui, e guidati dall'insegnamento della Chiesa."

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