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Morale e cristianesimo

Anche il cristiano è chiamato a compiere secondo coscienza il bene ed evitare il male, nella misura della sua consapevolezza e delle sue possibilità ; libertà e responsabilità sono la misura della moralità personale, il criterio da cui riconoscere il suo essere buono o il suo essere cattivo.

Il cristiano vive la propria esperienza morale integrata nell'esperienza di fede .

L'esigenza di precisare lo specifico cristiano della morale  è esigenza di identità: 
dalla fede -salvezza cristiana quale specificità deriva per la  comprensione morale e per vita morale?.
C'è una specifica esperienza morale dentro l'esperienza di fede-salvezza cristiana : ( vedi : cristianesimo )

Rm7,15 Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto 18 Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; 19 infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio.20 Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me.21 Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me.22 Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio,23 ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra.24 Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? 

Questa è la condizione dell'uomo naturale. L'uomo naturale discerne il bene ma sperimenta in sè l'incapacità di compierlo pienamente. Il cristiano è un uomo nuovo:

25 Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!...Poiché la legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù (nel battesimo) ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte, ...

percio' - dice s.Paolo, sei capace di fare il bene che riconosci nella tua coscienza.
Il fatto di vivere in Gesù Cristo interessa la vita della persona cristiana nella sua totalità, ne investe tutta intera la responsabilità ai vari livelli delle sue libere decisioni. Il comportamento morale nella vita cristiana diventa il luogo di verifica della adesione di fede alla salvezza ricevuta , il retto comportamento morale è la conseguenza evidente della salvezza cristiana.

L'ethos cristiano si è formato lungo i secoli sulla base di una esperienza di liberazione e felicità soprannaturale, sull'esperienza di una comunione fraterna nello Spirito divino, la Carità, nella quotidianità della vita e del corso storico. Le riflessioni che l'accompagnano, l'etica cristiana, costituiscono il riferimento normante per la conversione autentica di tutta la persona all'azione santificante dello Spirito divino che si è ricevuto.

Ciò che costituisce l'esperienza di fede cristiana è il vivere consapevolmente la propria relazione con Dio in Cristo.  In ciò è già implicata la dimensione morale: nell'adesione di fede, che è risposta personale alla chiamata personale, il credente impegna la propria libera responsabilità, la propria coscienza morale interpellata dal dono di Dio.  

La persona umana è un dinamismo unitario e in essa si esprimono unitariamente la vita di fede e la vita morale. Cio' che viene dalle relazione di fede con Dio si presenta alla coscienza come appello morale ; cio' che la ragione scopre come valore umano sul piano etico, sul piano della riflessione razionale, si presenta come esigenza di vita nella relazione con Dio.

All'interno della relazione con Dio viene vissuto tutto ciò che appartiene all'esperienza di coscienza: 'davanti a Dio' il credente comprende e vive il proprio essere-soggetto-morale, libero e responsabile del corretto modo realizzare la propria vita. In ciò che è autenticamente umano il cristiano riconosce la volontà di Dio (legge morale naturale), nella ricerca e nella testimonianza del bene umano egli vede già implicata la propria salvezza.

Alla base dell'esperienza morale del cristiano c'è l'esperienza della salvezza ricevuta e  la sua comprensione.

La comprensione di questa salvezza permette al cristiano di interpretare ogni realtà ed ogni relazione con gli altri e col mondo: la stessa capacità di moralità positiva (=di decidersi per il bene ) viene liberata dal suo interno e dilatata nelle sue possibilità. Il capire e progettare se stessi in termini di sequela di Cristo, perché incontrati  chiamati e salvati da Lui, nelle grandi e nelle piccole scelte della vita, radica il comportamento morale in un'esperienza di gratuità e di dono ricevuto, che rende capaci di gratuità e di dono (=di carità ), contro la tentazione di possesso e di gelosa difesa di sé.

La libertà che la persona matura nella salvezza operata da Gesù  è la libertà che la persona si ritrova di fronte al bene e al male,nelle sue scelte morali.  L'atteggiamento compromissorio di fronte al bene e al male riconosciuti in coscienza, fanno della persona un resistente agli appelli della grazia.

I criteri operativi per discernere il bene, per individuare valori e norme, sono anche per il cristiano criteri 'umani', quelli propri della ragione retta. Nella ricerca di ciò che è autenticamente umano, i cristiani non sempre trovano già pronte le risposte all'interno della tradizione, anche perché i problemi sono talvolta del tutto nuovi. In tale ricerca i cristiani si trovano in compagnia di tutti gli uomini 'di buona volontà' e, come tutti, essi pure devono far uso della retta ragione e degli aiuti che questa riesce a trovare per la comprensione di ciò che è moralmente corretto.

Specificamente cristiana però è l'intenzionalità che sorregge, orienta e motiva tutto il comportamento dei credente. Specificamente cristiano è l'orizzonte di fede, o il contesto di fede,o il progetto di Dio per la storia, in cui tutto il comprendere e l'agire morale viene interpretato e vissuto. Specificamente cristiani sono anche i motivi ispiratori fondamentali, che costituiscono la persona nel suo rapporto fondante con Dio in Gesù Cristo : la fede, la speranza, la carità, lasciarsi guidare dallo Spirito.

Da ciò naturalmente segue che la rivelazione aiuta l'uomo anche a trovare e a vivere il comportamento morale corretto: ma precisamente in quanto essa fa la persona 'nuova', salvata, e nella misura in cui la persona stessa accoglie la salvezza. 

In Gesù , fondamento e modello della propria umanodivinità , lasciandosi guidare dallo Spirito, il cristiano, nel suo agire quotidiano  (esperienza morale), nella relazione con gli altri,  con il mondo , impegna la propria relazione con Dio  (esperienza di fede).

Secondo alcuni teologi (come P. Delhaye, G. Ermecke, B. Stóckie) la novità della relazione con Dio in Gesù comporta una novità di comportamenti richiesti alla persona credente, di norme non altrimenti riconoscibili, di valori che non troverebbero fondamento senza la fede e la grazia.

Il comportamento morale proposto al cristiano è indicabile anche in un patrimonio etico specifico, come l'accettazione della croce, il martirio, la verginità per il Regno, il dare la vita per il fratello, il valore della vita del 'piccolo' fino ai casi estremi.

Non pochi autori (come, tra i più noti, A. Auer, F. Bóckle, J. Fuchs) si sono espressi in maniera nettamente diversa su questo punto. Essi non solo contestano la pretesa specificità - in quanto 'morali' - degli esempi proposti, ma negano la possibilità di indicare valori e norme morali particolari, che nella determinazione dei loro contenuto siano distintivamente specifici per i cristiani in forza della rivelazione e della fede, cioè tali che solo nella fede cristiana esplicita possano essere riconosciuti e vissuti.

Si fa naturalmente eccezione per quanto riguarda la vita di preghiera, il culto e i sacramenti, dove anche nelle determinazioni particolari la responsabilità dei cristiano è chiamata in causa proprio 'in quanto cristiano'. Da questi autori il rapporto tra natura e grazia, tra ragione e rivelazione viene interpretato sulla base dei concetti di creazione e dì incarnazione con una nozione cristiana e dinamica della 'legge morale naturale'.

La centralità dell'evento salvifico in Gesù Cristo - salvezza 'dell'uomo' - fa della vita morale cristiana una sequela di Cristo, che interpreta le esigenze concrete, i valori e le norme alla luce di un amore 'come quello di Cristo' , un amore umanodivino, la carità.

La Tradizione morale cristiana

Le norme morali cristiane richiedono poi di essere assunte come etiche, quindi con assoluta libertà e responsabilità. La tradizione dell'etica cristiana è una comunicazione che coinvolge le coscienze delle persone e la loro libera volontà-responsabilità: essa non può fondarsi sulla semplice informazione e testimonianza dei valori (comunemente detti carità) per la persuasione delle coscienze, tale prassi sarebbe fallimentare : trasmettere valori, norme etiche non consiste semplicemenete nell' informare sulla esistenza di determinate regole di comportamento, occorre che i valori siano testimoniati oltre che indicati alla ragione del loro effettivo valere per la persona e per la storia. Valori e norme etiche non solo non devono ma non possono venire imposti

Argomentazione e testimonianza non hanno efficacia se non attraverso la libera e responsabile adesione. Anche per i cristiani è necessari una educazione etica e morale.

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