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Il Relativismo etico

La coscienza individuale  è il luogo dove nascono le scelte umane. Lì ciascuno  decide ciò che è bene o male per sè stesso e per gli altri  relativamente a ciascuna situazione contingente , personale, della vita.

http://www.santegidio.org/it/amici/mostra2004/disabili/opera0001,htm
Nel dibattito culturale delle società occidentali postmoderne si parla spesso di  relativismo etico  come di una acquisizione fondamentale della cultura contemporanea, una conquista di libertà della coscienza individuale.

Il relativismo etico viene considerato un principio acquisito, assoluto e indiscutibile : ognuno stabilisce secondo criteri propri , individuali, percio' relativi , quali comportamenti siano umani e quali non, quali siano giusti e quali ingiusti per sè stesso .

Secondo questa ideologìa non è possibile individuare criteri  universali per riconoscere il bene , qualcosa di vero-per-tutti. Secondo questa ideologia il rapporto tra la coscienza individuale che una persona ha del "bene"  e la società civile, non deve entrare nel dominio delle leggi civili.

 

Lo Stato dovrebbe approntare leggi che permettano a ciascuno di optare per un'ampia possibilità di scelte etiche ?

Il relativismo morale
lorenzettiChe cosa intende la Chiesa cattolica quando parla di relativismo morale?

Il relativismo morale è una teoria. Si sostiene che non c'è una verità oggettiva: quello che è bene per l'uno, o per una determinata cultura, può essere considerato male per l'altro, o per un'altra cultura. Tutto è relativo: la non violenza come la violenza; l'uguaglianza come la disuguaglianza tra uomo e donna; un regime assolutista e totalitario come un regime democratico eccetera. Al relativismo morale, il magistero della Chiesa risponde con il richiamare la capacità naturale che hanno gli uomini e le donne di conoscere, in modo evolutivo, il bene/male morale oggettivo, il conforme/difforme dalla loro natura umana. È la legge detta naturale (da nasci, in latino "essere generato, nascere"), innata perché inscritta nella natura dell'essere umano. Il pluralismo delle culture non impedisce di osservare una convergenza nel riconoscere che certe esigenze (valori, diritti) appartengono alla persona in quanto tale. Sono valori e diritti detti umani, perché si fondano sulla natura dell'essere umano di ogni tempo e luogo. E sono alla base di una reale (e non formale) democrazia.
Le leggi civili sono giuste o ingiuste a seconda che li riconoscano o li neghino.
( L.Lorenzetti.Famiglia Cristiana n° 37 -2010)
Per esempio l'ideologia neofemminista detta " gender ideology" nega l'esistenza di una relazione costitutiva tra essere umano maschio e genere maschile e essere umano femmina e genere femminile e chiede che gli stati permettano e garantiscano come diritto la possibilità che l'essere umano -maschio o femmina che sia -possa scegliere se vivere nella società secondo le funzioni tipiche del genere maschile, di quello femminile o di altri nuovi generi possibili. Così per la famiglia : gli stati dovrebbero permettere e garantire come diritto la possibilità di realizzare unioni di fatto tra esseri umani che hanno scelto il loro "genere" , maschile o femminile che sia e il diritto di cambiare tipologia di genere e di unione in qualsiasi momento.

Non viene riconosciuta una verità condivisibile sulla natura umana e perciò una etica condivisibile non esisterebbe ? Lo stato di diritto dovrebbe garantire a ciascuno di vivere secondo i comportamenti che la propria coscienza individuale decide, avendo come riferimento solo se stessa, il proprio sentire ,i propri desideri e la propria volontà e razionalità e indicando solo le regole per non ledere con i propri comportamenti i diritti degli altri ?

In tutte le culture si ritrova ,espresso in modi diversi, un  giudizio  sui comportamenti umani che li divide in comportamenti morali o immorali riferendoli ad un senso comune del costume (in latino  mores). Questo fatto esprime la possibilità per le società umane di scoprire e condividere  criteri di giudizio razionali per poter dire quali comportamenti sia autenticamente umani e quali disumani.

Secondo l' ideologia del relativismo etico non ci sono piu' comportamenti morali o immorali, perchè ogni comportamento deciso da una coscienza umana è per se stesso autenticamente umano e nessuno puo' addurre criteri razionali e condivisibili per definirlo morale o immorale. Dunque si dovrebbe parlare solamente di comportamenti legali o illegali e non di atti morali o immorali

Se una coscienza decide di interrompere la propria vita senza danneggiare nessuno, le regole sociali devono garantirglielo , senza esprimere giudizi morali cioè circa la autenticità umana dell'atto. Così se decide di interrompere una gravidanza,o di amputarsi un arto o di drogarsi, o di farsi clonare,o di fare e sciogliere matrimoni e famigie, etc. Secondo questa prospettiva sarebbe perfettamente inutile un dibattito etico che sia alla ricerca di una verità, di significati e valori autenticamente umani, ragionevolmente condivisibili dall'umanità.

Il relativismo in campo etico  è  un elemento della vita contemporanea cui bisogna rassegnarsi?

Sicuramente no : l'uomo perderebbe il senso del proprio essere e della propria vita e le conseguenze sarebbero disastrose per tutti.C'è un norma etica  fondamentale conosciuta da tutte le culture che esprime il senso etico naturale : " comportati come vedi che è giusto che tutti si comportino, cioè come vorresti che tutti si comportassero verso di te".

Nel linguaggio di Confucio :  non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. (Il Fair Play)
Nel linguaggio di tutte le religioni :  fai agli altri come vorresti fosse fatto a te.  (La regola d'oro)
Nel linguaggio cristiano : amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi , non c'è amore più grande  di colui che dà la vita per i fratelli. (La legge evangelica )

Ordine Etico ed Ordine Morale

La Riflessione razionale, filosofica, sul sentire etico (ethos) costituisce la scienza Etica. L' Etica è prescrittiva per tutti ma non tutti sono capaci sempre di percepirla pienamente e  pienamente  realizzarla per limiti permanenti o contingenti della loro consapevolezza  e della loro libertà.

Questo aspetto che compete alle scelte singole della coscienza in rapporto all' Etica richiede una scienza di discernimento degli elementi di responsabilità che compongono l'atto nelle circostanze contingenti. Questa scienza è chiamata Scienza Morale o Morale.

Si chiama  Scienza Morale la riflessione che accompagna la coscienza singola, nelle circostanze contingenti, a realizzare la chiamata etica.L'etica è prescrittiva per la vita morale (= per le singole scelte personali che costituiscono il costume di vita). L'ordine etico viene realizzato in ogni singola circostanza storica come ordine morale .

Il senso etico della vita è ciò che da la forza alla attività morale dell’uomo, cioè lo sforzo, consapevole-in ogni atto della vita- di fuggire dal male e compiere bene . ( vedi coscienza morale )

Ordine Etico-Morale e Ordine Giuridico

La coscienza umana viene normalmente a trovarsi di fronte a norme di carattere etico-morale stabilite dalla Scienza Etica e norme di carattere giuridico stabilite dallo Stato. Come deve comportarsi la coscienza di fronte a queste norme?

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Nel campo della coscienza umana posta in una società si presentano sia il sentire etico sia il senso del  diritto e della giustizia. Ordine etico  ed ordine giuridico esistono nella vita sociale in modo separato.

Il senso della giutizia appare nel campo della coscienza come qualcosa di immediato : diritto e giustizia sono concetti im-mediati della coscienza umana, universalmente; la scienza Giuridica  riflette su questo sentire e stabilisce razionalmente i criteri per individuare i diritti e per fare la giustizia. Le leggi civili tendono a esprimere oggettivamente ( in modo esplicito per tutti) i diritti e la giustizia .

La giustizia  "del diritto"(=giuridica) si fonda sulle Legge Civili, qualcosa di oggettivo che si impone alla coscienza come " dato" esterno ad essa. L'obbligatorietà della Legge Civile non si fonda sulla disposizione soggettiva degli individui, sulla rettitudine  della loro coscienza morale ma semplicemente su una capacità impositiva e repressiva dello Stato.

E'  un "giusto  per ciascuno" che vale sempre, vale per se stesso, vale per tutti, oggettivamente. Questo diritto è oggettivo, esterno alla disposizione interiore più o meno retta della coscienza : si impone per se stesso, vale per se stesso. Si puo' essere  giusti  giuridicamente semplicemente rispettando il diritto, per convenienza, per timore, per altre ragioni, indipendentemente dagli atteggiamenti etici interiori.

In senso etico l'uomo è retto  , se lo è  verso gli altri lo è  anche verso se stesso.
In senso giuridico l’uomo  è giusto , se lo è verso gli altri non è detto che lo sia anche verso se stesso.

L'obiezione di coscienza

Le leggi civili sono generalmente promulgate da organismi collettivi ed elettivi come i Parlamenti .Sul piano politico ,la legge naturale è la mensura non mensurata di ogni legislazione positiva; talché, essendo il fine della legge positiva il bene della comunità, una legge che vada contro tale bene non è propriamente legge né ha alcuna sua vigenza morale; di più,  ogni legge che imponga un comportamento contrario alla legge morale, naturale e rivelata, deve essere sempre disobbedita. 

La giustizia  "giuridica" prende forza dal diritto, da qualcosa di esteriore, di  non-soggettivo.
La persona "giusta" , nell'ordine  giuridico non è quella che agisce secondo la rettitudine della propria coscienza ma  quella che agisce  secondo il  diritto , cioè secondo le Leggi Civili.
La Legge Civile esige determinati comportamenti anche se la coscienza dell'individuo è contraria a quei comportamenti per ragioni morali.

Quando la Legge Civile richiede comportamenti che per la nostra coscienza morale sono illeciti,  c’è una prevalenza dell’etica sulla legge ?

Tutti gli ordinamento giuridici (= insieme delle leggi civili)  non sono assoluti per la coscienza : essi trovano il loro limite nella legge  morale interiore della persona. L'ordine morale delimita i comportamenti richiesti l'ordine giuridico.

At 5,29 : bisogna obbedire a Dio (fede-etica) piuttosto che agli uomini (leggi)

Il primato è sempre della coscienza cioè della legge morale interiore della persona.

La Legge Morale Naturale

Ogni coscienza è coscienza morale e lì si ritrova una legge morale interiore ma esiste una Legge morale universale, che è conoscibile da ogni coscienza e che abbiamo chiamato Legge Morale Naturale.
(vedi Legge Morale Naturale) .

Questa legge universalmente conoscibile e razionalmente condivisibile non è una legge positiva,cioè non è oggettivabile una volta per tutte in un elenco di leggi positive .Piuttosto essa costituisce la chiamata della natura umana a scoprire tutte le capacità dell’uomo orientate al bene personale e comunitario.

Ci sono stati nella storia molti  tentativi , storicamente e culturalmente determinati, di esplicitare la legge naturale : la dichiarazione ONU del 48 sui  diritti universali dell’uomo  ne costituisce un esempio significativo.

L'atto morale

L'ordine morale in una comunità umana è fondato sulla capacità di ciascun individuo di agire liberamente e consapevolmente secondo l'etica che conosce. La persona  "giusta " è quella che agisce secondo un atteggiamento interiore fondamentale verso la vita, secondo cioè una coscienza etica , una verità cui aderisce liberamente.

- "Conoscenza della Verità" (coscienza etica)
- "libertà" ( =coscienza piena di sè e del mondo e piena capacità di valutare la situazione e decidere) ) rendono moralmente retto l'atto umano.

Etica, morale, Legge

L'ambito giuridico: -un comportamento è legale o illegale in riferimento alle leggi civili.
L'ambito etico :      -un comportamento  è eticamente giusto o ingiusto in riferimento                                all'etica
L'ambito morale :   -un comportamento  è morale se è secondo la coscienza morale
                                   o immorale  se è contro  la coscienza morale
                             -un comportamento  è moralmente retto se è morale e giusto eticamente
                                    è moralmente erroneo 
se è morale ma eticamente ingiusto.

Morale laica e Morale Religiosa ? 

Secondo la sua più semplice definizione, la legge è «un principio normativo a cui l'attività dell'uomo ha l'obbligo di attenersi»;questo principio normativo può 

- manifestarsi spontaneamente nella coscienza stessa dell'individuo (legge morale naturale), 
- o può concretarsi in un atto formale da parte di un organo competente, che legifera in vista    di un bene   comune (legge positiva)
- o puo' essere il deposito di una rivelazione soprannaturale ( legge rivelata.)   

 - La legge morale naturale orienta i comportamenti dell'uomo in quanto uomo
- La legge positiva (= civile) orienta i comportamenti dell 'uomo in quanto cittadino o membro    di una società,
 - La legge rivelata orienta i comportamenti  dell'uomo in quanto crdente, cioè soggetto     religioso che aderisce ad una rivelazione

In generale che tutte le religioni custodiscano una legge morale soprannaturale che si impone alla coscienza del credente in quanto legge rivelata . Basta pensare alle infinite norme dell 'induismo, dell'ebraismo, dell'islam, etc.

Esiste una concezione di legge morale interiore che ogni coscienza produce in modo autonomo ( legge morale autonoma ) , ed una concezione di legge morale imposta da una autorità esterna, Dio, l'autorità religiosa, lo Stato , etc . ( legge morale eteronoma). Nel mondo postmoderno si parla spesso di morale laica (come di una legge morale autonoma ) e di morale religiosa ( come di una legge morale eteronoma ).
Queste due concezioni si oppongono spesso nel dibattito culturale delle società occidentali.

Se questa opposizione ha ragion d'essere in generale, essa non è  vera per il cristianesimo .
Nel cristianesimo non ci sono norme morali imposte alla coscienza da Dio, dall'esterno: quando Dio rivela in Gesù le sue istruzioni morali, egli rivela all'uomo la sua vera natura originaria, cioè le sue strutture morali originarie.

Essa chiarifica, esplicita la struttura morale interiore del cristiano che è un uomo nuovo liberato dalla schiavitù del male e perciò, per grazia ricevuta nel battesimo e sostenuta dai sacramenti), libero.
La rivelazione cristiana, cioè Gesù, dice che nell'uomo esiste una struttura morale originaria, costitutiva, che si fonda sul libero arbitrio e sulla comunicazione di grazia con Dio.

L'uomo porta in se stesso ,nella sua coscienza , una legge morale naturale che tenderebbe a seguire spontanemente .Questa legge morale l'uomo puo' portarla a coscienza attraverso 
 
-  l'applicazione della ragione alla conoscenza della natura 
 -  la comunicazione di grazia con Dio

Il cristiano non agisce moralmente perchè segue norme esteriori dettate da Dio, perchè segue cioè una morale  eteronoma; la vita morale dei cristiani infatti si fonda sulla  salvezza che sperimentano ( cf  Lettera ai Romani capitolo 7) per la quale essi si sentono spontaneamente orientati nella coscienza a scoprire la legge morale naturale ed a seguirla.

La " morale cristiana" non si riferisce mai ad una morale rivelata da Dio come qualcosa di esterno all'uomo, ma ad una morale naturale che ogni uomo puo' scoprire con la ragione nell'esercizio delle conoscenza della natura e della riflessione razionale su di essa, cioè la legge morale naturale.

Non esiste un insieme di leggi morali positive   propriamente cristiane :il cristiano sperimenta di essere capace in se stesso di seguire la legge morale naturale che è insita in ogni uomo e che lui, in quanto liberato e libero e in comunione di vita con Dio, riesce a scoprire in se stesso come ispirazione all'azione.

Quando 'autorità religiosa cristiana enuncia principi morali , essa parla ai cristiani, non intende assolutamente imporli a tutti , ma nello stesso tempo parla a tutti perchè esplicita una legge morale naturale , che ogni coscienza puo' scoprire in modo autonomo, con l'esercizio della ragione.

Lo stato etico

Normalmente il diritto civile - inteso come l'insieme delle leggi (positive) atte a promuovere il bene comune di una società dovrebbe prescrivere solo comportamenti conformi alla legge morale naturale. Il diritto cioè dovrebbe essere ispirato ad un diritto naturale che esplicita la struttura naturale della coscienza etico-giuridica di ogni uomo .

La legge civile  se esplicita la legge morale naturale, ha valore pedagogico per il sentire etico e la vita morale . In campo morale la legge ha la sua importanza, ma non è l'elemento cardine. La parola "legge" evoca l'idea di norma, dovere, obbligo. Ora, se questo è necessario, non è questo però che costituisce il valore della moralità.  La vera moralità è quella che sa fare a meno della legge civile : non nel senso di sentirsi autorizzati a trasgredirla, ma nel senso di compiere liberamente il bene previsto dalla legge civile senza avere il bisogno che qualcuno l'imponga per forza.

Questo sarebbe l'ideale, ma in realtà sappiamo che le non funzionano così. 
I limiti della natura umana (egoismo, disattenzione, ignoranza, diversa concezione della vita e dei valori... rendono necessari diversi codici di comportamento, e abbiamo coi bisogno del codice civile, del codice penale, del codice stradale, codice marittimo.

Anche i cristiani, complessivamente, sperimentano molte difficoltà nel seguire la legge morale naturale . Tali difficoltà derivano soprattutto dalle strutture sociali politiche culturali , ambientali,  di vita. Ecco che i cristiani nelle società in cui vivono combattono tutte quelle strutture politiche, sociali, economiche, culturali , educative, ludiche, etc.etc. che li condizionano pesantemente nell'esercizio della loro  libertà  rinnovata.E questa battaglia è a vantaggio di tutti perchè tende a realizzare il diritto naturale come diritto civile.

La legge civile ha sempre un valore pedagodico serve cioè come strumento per "guidare" persone e gruppi a comportarsi con il massimo di risultati positivi e il minimo di inconvenienti. Le leggi civili sono il guard-rail , le striscie segnaletiche della strada. L'assenza assoluta di leggi getterebbe subito nel caos la società. Non è pensabile, per esempio, in una società , abolire le leggi che regolano l'istituto della proprietà privata o quelle che regolano la comunicazione radiotelevisiva, o quelle che regolano la circolazione stradale. 

Ma oltre ai comportamenti richiesti per una convivenza civile ordinata , e imposti legislativamente, 
ne esistono altri che non hanno un riflesso diretto società, e sono imposti alla coscienza solo moralmente, cioè da un proprio giudizio morale. I comportamenti sessuali , quelli alimentari, di abbigliamento, le letture personali , il modo di trascorrere le vacanze o il tempo libero non possono essere imposti per decreto da una autorità politica o amministrativa: si impongono da sé, nella coscienza degli interessati come legge morale naturale.

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