Sei a pag. 4  di home>morale>                            Morale e Peccato              - Vai a pag.  1   2   3   4   5   6   7   8   9   10

Il peccato nell'insegnamento cattolico

Diventare cristiani significa avere fede nella Nuova Alleanza offerta da Dio,
cioè credere alle sue promesse salvifiche
e dunque aderire alle sue istruzioni.

Aderire nella Nuova Alleanza che dona ai cristiani la vita eterna insieme a Dio e vivere i e crescere in essa
significa " rispondere" al dono ricevuto con i comportamenti adeguati.
Rispondere al dono della vita eterna, della natura divina, dello Spirito divino,
vivendo ispirati da questo stesso spirito che è amore soprannaturale, Carità.

Parliamo qui di peccato nel cristianesimo in relazione cioè alla Nuova Alleanza in cui i cristiani sono accolti con il battesimo. ( vedi > cristianesimo) . Peccare significa adottare comportamenti che non sono "ispirati" dallo Spirito divino ricevuto, significa compiere azione contrarie al progetto divino rivelato nella Alleanza Nuova significa adottare comportamenti contrari alla carità.

Dal Catechismo Univers. della Chiesa Cattolica (CUCC)
2093 Il primo comandamento ci ordina di amare Dio al di sopra di tutto, e tutte le creature per lui e a causa di lui [Cf Dt 6,4-5 ].  La fede nell'amore di Dio abbraccia l'appello e l'obbligo di rispondere alla carità divina con un amore sincero.

Tipologia del peccato

2094 Si può peccare in diversi modi contro l'amore di Dio:
- l' indifferenza è incurante della carità divina o rifiuta di prenderla in considerazione; ne misconosce l'iniziativa e ne nega la forza.
-l' ingratitudine tralascia o rifiuta di riconoscere la carità divina e di ricambiare a Dio amore per amore.
-la tiepidezza : una esitazione o una negligenza nel rispondere all'amore divino; può implicare il rifiuto di abbandonarsi al dinamismo della carità.
-l' accidia o pigrizia spirituale giunge a rifiutare la gioia che viene da Dio e a provare repulsione per il bene divino.
-l' odio per Dio nasce dall'orgoglio. Si oppone all'amore di Dio, del quale nega la bontà e che ardisce maledire come colui che proibisce i peccati e infligge i castighi.

1849 Il peccato 
- è una mancanza contro la ragione, la verità, la retta coscienza; 
- è una trasgressione in ordine all'amore vero, verso Dio e verso prossimo, a causa di un perverso attaccamento a certi beni.   
Esso 
- ferisce la natura dell'uomo 
- e attenta alla solidarietà umana. S.Agostino lo ha definito 
- «una parola, un atto o un desiderio contrari alla legge eterna»
1850 Il peccato è un'offesa a Dio: 
« Contro di te, contro te solo ho peccato. Quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto »(Sal 51,6).<
Il peccato si erge contro l'amore di Dio per noi e allontana da esso i nostri cuori. Come il primo peccato, 
- è una disobbedienza, una ribellione contro Dio, a causa della volontà di diventare « come Dio » (Gn 3,5), conoscendo e deteminando il bene e il male. 

Il peccato pertanto è 
- « amore di sé fino al disprezzo di Dio ».
Per tale orgogliosa esaltazione di sé, il peccato è diametralmente opposto all'obbedienza di Gesù, che realizza pienamente le condizioni umane in cui si manifesta la salvezza.
La  radice del peccato è nel cuore dell'uomo, nella sua libera volontà, secondo ciò che insegna il Signore:
« Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze , le bestemmie.Queste sono le cose che rendono immondo l'uomo » (Mt15,19-20). 
Nel cuore dell'uomo da cui nasce,il peccato 
- ferisce la carità, principio delle opere buone 

La diversità dei peccati

Dal Catechismo Univers. della Chiesa Cattolica (CUCC)
1852 La varietà dei peccati è grande.

1851 E' proprio nella Passione, in cui la misericordia di Cristo lo vincerà  che il peccato manifesta in sommo grado la sua violenza e la sua molte plicità: incredulità, odio omicida, rifiuto e scherno da parte dei capi e del popolo, vigliaccheria di Pilato e crudeltà dei soldati, tradimento di Giuda, tanto pesante per Gesù, rinnega mento di Pietro, abbandono dei discepoli.Tuttavia, proprio nell'ora delle tenebre e del Principe di questo mondo,il sacrificio di Cristo diventa segretamente la sorgente dalla quale sgorgherà inesauribilmente il perdono dei nostri peccati. La Scrittura  dà parecchi elenchi di peccati.Come in  <(Gal 5,19-21):
« Le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità,libertinaggio,idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, faziosità, invidie, ubriachezze, orge e cose dei genere; circa queste cose vi preav viso , come già ho detto, che chi le compie non erediterà il Regno di Dio »<

1853 I peccati possono essere distinti  secondo il loro oggetto,come si fa per ogni atto umano, oppure secondo le verità alle quali si oppongono, per eccesso o per difett o,  oppure secondo i comandamenti cui si oppongono.  Si possono anche suddividere  secondo che riguardano Dio, riguardano il prossimo o se stessi; 

si possono distinguere in 
- peccati spirituali 
- e peccati carnali,
o ancora in 
- peccati di pensiero, 
- peccati di parola, 
- peccati di azione e 
- peccati di omissione.

La gravità del peccato: peccato mortale e veniale

  E' opportuno valutare i peccati in base alla loro gravità.  La distinzione tra peccato mortale e peccato veniale, già adombrata nella Scrittura si è imposta nella Tradizione della Chiesa. 

1Gv 5,16 Se uno vede il proprio fratello commettere un peccato che non conduce alla morte, preghi, e Dio gli darà la vita; s'intende a coloro che commettono un peccato che non conduce alla morte: c'è infatti un peccato che conduce alla morte; per questo dico di non pregare.17 Ogni iniquità è peccato, ma c'è il peccato che non conduce alla morte.

L'esperienza degli uomini la convalida. Essendo tutta la Legge divina riassunta nella Carità, amore umano-divino per Dio e per il prossimo,il peccato è mortale o veniale in rapporto a questa Legge, la Legge della Carità.

1855 Quando la volontà si orienta verso una cosa di per sé contraria alla carità dalla quale siamo ordinati al fine ultimo, il peccato, per il suo stesso oggetto ha dì che essere mortale tanto se è contro l'amore di Dio, come la bestem mia, lo spergiuro ecc., quanto se è contro l'amore del prossimo, come l'omi cidio, l'adulterio, ecc...

Invece,  quando la volontà del peccatore si orienta verso una cosa che ha in sé un disordine, ma tuttavia non va contro I'amore Dio e del prossimo, è il caso di parole oziose, di riso inopportuno, ecc., tali peccati sono veniali.
Il peccato mortale distrugge la carità nel cuore dell'uomo a causa di una violazione grave della legge di Dio;  è mortale perchè distoglie l'uomo da Dio e dal la sua beatitudine, che è  Vita ,fine ultimo , preferendo a lui un bene inferiore.

1861 Ha come conseguenza la perdita della carità e la  priva zione  della grazia santificante, cioè dello stato di  grazia.

1856 Il peccato mortale, in quanto colpisce in noi il principio vitale della carità, richiede una nuova iniziativa della misericordia di Dio,una conversione del cuore, che normalmente si realizza nel sacramento della Riconciliazione.
Se non è riscattato dal pentimento e dal perdono di Dio, provoca l'esclusione dal Regno di Cristo e la morte eterna dell'inferno; infatti la nostra libertà ha il potere fare scelte definitive, irreversibili.

1861  Tuttavia, anche se noi possiamo giudicare che un atto è in sé una colpa grave, dobbiamo però lasciare il giudizio sulle persone alla giustizia e alla misericordia di Dio. Ciò equivale a dire che la Chiesa è certa dell'Inferno, ma vive, agisce e spera perchè rimanga vuoto!.
Il peccato veniale invece lascia sussistere la carità nel cuore dell' uomo , quantunque la offenda e la  ferisca.

PECCATO VENIALE

1 862 Si commette un peccato veniale quando, 
trattandosi di materia leggera, non si osserva la misura prescritta dalla legge morale,  oppure quando si disobbedisce alla legge morale  in materia grave, ma senza piena consapevolezza e senza totale consenso.

1863 Il peccato veniale indebolisce la carità; manifesta un affetto disordinato per dei beni creati; ostacola i progressi dell'anima nell'esercizio delle virtù e nella pratica del bene morale; merita pene temporali.

Tuttavia il peccato veniale non ci oppone alla volontà e all'amicizia divine; non rompe l'Alleanza con Dio.E' umanamente riparabile con la grazia di Dio. « Non priva della grazia santificante, dell'amicizia con Dio, della carità, né quindi della beatitudine eterna ».(G.Paolo II)

L'uomo non può non avere almeno peccati lievi, fin quando resta nel corpo. Tuttavia non devi dar poco peso a questi peccati, che si definiscono lievi. Tu li tieni in poco conto quando li soppesi, ma che spavento quando li numeri!

Molte cose leggere, messe insieme, ne formano una pesante: molte gocce riempiono un fiume e così molti granelli fanno un mucchio. Quale speranza resta allora? Si faccia anzitutto la confessione ...(S.Agostino)

La proliferazione del peccato.

1864 Il peccato veniale deliberato e che sia rimasto senza pentimento, ci dispone poco a poco a commettere il peccato mortale.

1865 Il peccato trascina al peccato; con la ripetizione dei medesimi atti genera il vizio. Ne derivano inclinazioni perverse che ottenebrano la coscienza e alterano la concreta valutazione del bene e del male. In tal modo il peccato tende a riprodursi e a rafforzarsi (vizio), ma non può distruggere il senso morale fino alla sua radice.

Il senso morale, la capacità di trovare dentro di sè il senso di ciò che è bene e ciò che è male puo' essere indebolito, confuso, ma non puo' mai essere distrutto dal peccato stesso. L'uomo che ha peccato rimane in fondo capace di giudizio morale e dunque di rendersi conto del male compiuto.

1866 I vizi possono essere catalogati in parallelo alle virtù alle quali si oppongono, oppure essere collegati ai peccati capitali che l'esperienza cristiana ha distinto, seguendo san Giovanni Cassiano e san Gregorio Magno. Sono chiamati capitali perché generano altri peccati, altri vizi. Sono : superbia, l'avarizia, l'invidia, l'ira, la lussuria, la golosità, la pigrizia o accidia.

PECCATO MORTALE

1857 Perché un peccato sia mortale si richiede che concorrano tre condizioni: «  peccato mortale quello che ha per oggetto
- una materia grave 
- e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza 
- e deliberato consenso »

1858 La materia grave è precisata dai Dieci comandamenti, secondo la risposta di Gesù al giovane ricco: « Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre » (Mc 10,19).

1859 Perché il peccato sia mortale deve anche essere commesso con piena  consapevolezza e totale consenso. Presuppone la conoscenza del carattere peccaminoso dell'atto, della sua opposizione alla Legge di Dio. Implica inoltre un consenso sufficientemente libero perché sia una scelta personale. L'ignoranza simulata e la durezza del cuore  non diminuiscono il carattere volontario del peccato, ma, anzi, lo accrescono.

 1860 L'ignoranza involontaria può attenuare se non annullare imputabilità di una colpa grave. Si presume però che nessuno ignori i principi della legge morale che sono iscritti nella coscienza di ogni uomo. Gli impulsi della sensibilità, le passioni possono ugualmente attenuare il carattere volontario e libero della colpa; come pure le pressioni esterne o le turbe patologiche.

1858 La gravità dei peccati mortali è più o meno grande: un omicidio è più grave di un furto. Si deve tener conto anche della qualità delle persone lese: la violenza esercitata contro i genitori è di per sé più grave di quella fatta ad un estraneo.

Il peccato commesso con malizia, per una scelta deliberata del male, è il più grave tra i peccati mortali.

1867 La tradizione catechistica ricorda pure che esistono
« peccati che gridano verso il cielo ». Gridano verso il cielo: il sangue di Abele;il peccato dei Sodomiti ; il lamento del popolo opp resso in Egitto;  il lamento del forestiero, della vedova e dell'orfano; l'ingiustizia verso il salariato.
Ma tutti i peccati mortali, piu' o meno gravi, sono comunque mortali.

1861 Il peccato mortale è una possibilità radicale della libertà umana, come lo stesso amore.Ha come conseguenza la perdita della carità e la priva zIone della grazia santificante, cioè dello stato di grazia.

Il peccato che non può essere perdonato da Dio : l'indurimento del cuore.

«Chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo,non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna»(Mc3,29).

1864 " La misericordia di Dio non conosce limiti, ma chi deliberatamente rifiuta di accoglierla attraverso il pentimento, respinge il perdono dei propri peccati e la salvezza offerta dallo Spirito Santo."
Un tale indurimento può portare alla impenitenza finale e alla rovina eterna.

Il peccato sociale

Reconciliatio et poenitenza : esiste un peccato personale ed esiste un peccato sociale che è la somma di tutti i peccati personali e produce strutture di peccato.

1868 Il peccato è un atto personale.  Inoltre, abbiamo una responsabilità nei peccati 
- prendendovi parte direttamente e volontariamente;
- comandandoli, consigliandoli, lodandoli o approvandoli;
- non denunciandoli o non impedendoli, quando si è tenuti a farlo;
- proteggendo coloro che commettono il male.

1869 Così il peccato rende gli uomini complici gli uni degli altri e fa regnare tra di loro la concupiscenza, la violenza e l'ingiustizia. I peccati sono all'origine di situazioni sociali e di istituzioni contrarie alla Bontà divina.
Le  « strutture di peccato » sono l'espressione e l'effetto dei peccati personali,e inducono le loro vittime a commettere, a loro volta, il male. In un senso analogico esse costituiscono un « peccato sociale»

   Sei a pag. 4  di home>morale>                            Morale e Peccato              - Vai a pag.  1   2   3   4   5   6   7   8   9   10