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Sacramento di perdono

 I Padri della Chiesa presentano questo sacramento come "la seconda tavola [di salvezza] dopo il naufragio della grazia perduta".  [Tertulliano, De paenitentia, 4, 2; cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1542].

Quale salvezza dona

CUCC
1427 Gesù chiama alla conversione. Questo appello è una componente essenziale dell'annuncio del Regno: "Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è ormai vicino; convertitevi e credete al Vangelo"

( Mc 1,15 ). Nella predicazione della Chiesa questo invito si rivolge dapprima a quanti non conoscono ancora Cristo e il suo Vangelo. Il Battesimo è quindi il luogo principale della prima e fondamentale conversione. E' mediante la fede nella Buona Novella e mediante il Battesimo [Cf At 2,38 ] che  si rinuncia al male  e si acquista la salvezza, cioè la remissione di tutti i peccati e il dono della vita nuova.

1420 Attraverso i sacramenti dell'iniziazione cristiana, l'uomo riceve la vita nuova di Cristo.Ora, questa vita, noi la portiamo "in vasi di creta" ( 2Cor 4,7 ).  Adesso è ancora "nascosta con Cristo in Dio" ( Col 3,3 ). Noi siamo ancora nella "nostra abitazione sulla terra" ( 2Cor 5,1 ), sottomessa alla sofferenza, alla malattia e alla morte. Questa vita nuova di figlio di Dio può essere indebolita e persino perduta a causa del peccato.

1421 Il Signore Gesù Cristo, medico delle nostre anime e dei nostri corpi, colui che ha rimesso i peccati al paralitico e gli ha reso la salute del corpo, [Cf Mc 2,1-12 ]  ha voluto che la sua Chiesa continui, nella forza dello Spirito Santo, la sua opera di guarigione e di salvezza, anche presso le proprie membra. E' lo scopo dei due sacramenti di guarigione: del sacramento della Penitenza e dell'Unzione degli infermi.

1446 Cristo ha istituito il sacramento della Penitenza per tutti i membri peccatori della sua Chiesa, in primo luogo per coloro che, dopo il Battesimo, sono caduti in peccato grave e hanno così perduto la grazia battesimale e inflitto una ferita alla comunione ecclesiale. A costoro il sacramento della Penitenza offre
·  una nuova possibilità di convertirsi
·  e di recuperare la grazia della giustificazione.
La penitenza e' un processo di guarigione del battezzato peccatore ; il sacramento comunica lo spirito guaritore di Gesu'

1433 Dopo la Pasqua, è lo Spirito Santo che convince "il mondo quanto al peccato" ( Gv 16,8-9 ), cioè al fatto che il mondo non ha creduto in colui che il Padre ha inviato. Ma questo stesso Spirito, che
·         svela il peccato,
·         è il Consolatore che dona al cuore dell'uomo la grazia del pentimento
·         e della conversione [Cf Gv 15,26 ]
[Cf At 2,36-38; cf Giovanni Paolo II, Lett. enc. Dominum et Vivificantem, 27-48].

Il processo di guarigione inizia con il dono dello smascheramento del peccato da parte dello Spirito di Gesu'.
Segue il dono del pentimento . Poi il dono di un cammino di conversione.

1448-La struttura fondamentale del sacramento del perdono comporta due elementi ugualmente essenziali:
·  gli atti dell'uomo che si converte sotto l'azione dello spirito santo:
-la contrizione,
-la confessione dei peccati
-e la soddisfazione o penitenza.
·  l'azione divina attraverso l'intervento della chiesa:
-la preghiera ,
-il perdono,
-la remissione dei peccati,
-le modalità di soddisfazione.
-la penitenza. .
(-L'INDULGENZA)

1-La contrizione

1431- la  conversione del cuore che è opera dello spirito e che inizia con il convincimento quanto al peccato è accompagnata da un dolore ed una tristezza salutare, l'afflizione dello spirito o contrizione del cuore .

1451-essa è la riprovazione del peccato commesso e il proposito di non peccare più [ la celebra l'atto di dolore.]
1452-essa è perfetta, o contrizione di carita'  quando viene dall'amore di Dio amato sopra ogni cosa; tale contrizione rimette le colpe veniali, ottiene anche il perdono dei peccati mortali qualora comporti la ferma risoluzione di ricorrere appena possibile alla confessione sacramentale.

2-La attrizione

1453-la contrizione imperfetta o Attrizione è anch'essa dono di Dio impulso dello spirito santo.Quando la coscienza viene così scossa  può aver inizio una evoluzione interiore che sarà portata a compimento sotto l'azione della grazia dalla assoluzione sacramentale.

1455-56-solo un diligente esame di coscienza può permettere una valida confessione dei peccati mortali soprattutto di quelli che sono commessi nel cuore come indicano il 9° e 10° comandamento.

1439 Il dinamismo della conversione e della penitenza  è stato meravigliosamente descritto da Gesù nella parabola detta "del figlio prodigo" il cui centro è "il padre misericordioso" ( Lc 15,11-24 ): il fascino di una libertà illusoria, l'abbandono della casa paterna; la miseria estrema nella quale il figlio viene a trovarsi dopo aver dilapidato la sua fortuna; l'umiliazione profonda di vedersi costretto a pascolare i porci, e, peggio ancora, quella di desiderare di nutrirsi delle carrube che mangiavano i maiali; la riflessione sui beni perduti; il pentimento e la decisione di dichiararsi colpevole davanti a suo padre; il cammino del ritorno; l'accoglienza generosa da parte del padre; la gioia del padre: ecco alcuni tratti propri del processo di conversione.

L'abito bello, l'anello e il banchetto di festa sono simboli della vita nuova, pura, dignitosa, piena di gioia che è la vita dell'uomo che ritorna a Dio e in seno alla sua famiglia, la Chiesa. Soltanto il cuore di Cristo, che conosce le profondità dell'amore di suo Padre, ha potuto rivelarci l'abisso della sua misericordia in una maniera così piena di semplicità e di bellezza.

 1428 Ora, l'appello di Cristo alla conversione continua a risuonare nella vita dei cristiani. Questa seconda conversione è un impegno continuo per tutta la Chiesa che "comprende nel suo seno i peccatori" e che, "santa insieme e sempre bisognosa di purificazione, incessantemente si applica alla penitenza e al suo rinnovamento"  [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 8].

Questo sforzo di conversione non è soltanto un'opera umana. E' il dinamismo del "cuore contrito" ( Sal 51,19 ) attirato e mosso dalla grazia [Cf Gv 6,44; Gv 12,32 ] a rispondere all'amore misericordioso di Dio che ci ha amati per primo [Cf 1Gv 4,10 ].

1430 Come già nei profeti, l'appello di Gesù alla conversione e alla penitenza non riguarda anzitutto opere esteriori, "il sacco e la cenere", i digiuni e le mortificazioni, ma la conversione del cuore [= la penitenza interiore].

Senza di essa, le opere di penitenza rimangono sterili e menzognere; la conversione interiore spinge invece all'espressione di questo atteggiamento in segni visibili, gesti e opere di penitenza [Cf Gl 2,12-13; Is 1,16-17; Mt 6,1-6; 1430 Mt 6,16-18 ].

1432 Il cuore dell'uomo è pesante e indurito. Bisogna che Dio dia all'uomo un cuore nuovo [Cf Ez 36,26-27 ]. La conversione è anzitutto un'opera della grazia di Dio che fa ritornare a lui i nostri cuori: "Facci ritornare a te, Signore, e noi ritorneremo" ( Lam 5,21 ). Dio ci dona la forza di ricominciare. E' scoprendo la grandezza dell'amore di Dio che il nostro cuore viene scosso dall'orrore e dal peso del peccato e comincia a temere di offendere Dio con il peccato e di essere separato da lui.

Il cuore umano si converte guardando a colui che è stato trafitto dai nostri peccati [Cf Gv 19,37; 1432 Zc 12,10 ]. Teniamo fisso lo sguardo sul sangue di Cristo, e consideriamo quanto sia prezioso per Dio suo Padre; infatti, sparso per la nostra salvezza, offrì al mondo intero la grazia della conversione [San Clemente di Roma, Epistula ad Corinthios, 7, 4].

 1431 La penitenza interiore è
·  un radicale riorientamento di tutta la vita,
·  un ritorno, una conversione a Dio con tutto il cuore,
·   una rottura con il peccato,
·  un'avversione per il male,
·   insieme con la riprovazione nei confronti delle cattive azioni che abbiamo commesse.
·  Nello stesso tempo, essa comporta il desiderio e la risoluzione di cambiare vita
·  con la speranza della misericordia di Dio e la fiducia nell'aiuto della sua grazia.

Questa conversione del cuore è accompagnata da un dolore e da una tristezza salutari, che i Padri hanno chiamato " animi cruciatus [afflizione dello spirito]", "compunctio cordis [contrizione del cuore]" [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1676-1678; 1705; Catechismo Romano, 2, 5, 4].

2Co 7,9      . per la mia lettera.ne godo; non per la vostra tristezza, ma perché questa tristezza vi ha portato a pentirvi. Infatti vi siete rattristati secondo Dio e così non avete ricevuto alcun danno da parte nostra;  perché la tristezza secondo Dio produce un pentimento(metanoia) irrevocabile che porta alla salvezza, mentre la tristezza del mondo produce la morte.

Le molteplici forme della penitenza  nella vita cristiana  

1434 La penitenza interiore del cristiano può avere espressioni molto varie. La Scrittura e i Padri insistono soprattutto su tre forme:
·  il digiuno,
·  la preghiera,
·  l'elemosina ,

[Cf Tb 12,8; Mt 6,1-18 ] che esprimono la conversione in rapporto a se stessi, in rapporto a Dio e in rapporto agli altri. Accanto alla purificazione radicale operata dal Battesimo o dal martirio, essi indicano, come mezzo per ottenere il perdono dei peccati,

·  gli sforzi compiuti per riconciliarsi con il prossimo,
·  le lacrime di penitenza,
·  la preoccupazione per la salvezza del prossimo, [Cf Gc 5,20 ]
·  l'intercessione dei santi
·   e la pratica della carità che "copre una moltitudine di peccati" ( 1Pt 4,8 ).

1435 La conversione si realizza nella vita quotidiana

·  attraverso gesti di riconciliazione,
·  attraverso la sollecitudine per i poveri,
·  l'esercizio e la difesa della giustizia e del diritto, [Cf Am 5,24; 1435 Is 1,17 ]
·  attraverso la confessione delle colpe ai fratelli,
·  la correzione fraterna,
·  la revisione di vita,
·  l'esame di coscienza,
·  la direzione spirituale,
·   l'accettazione delle sofferenze,
·  la perseveranza nella persecuzione a causa della giustizia.

Prendere la propria croce, ogni giorno, e seguire Gesù è la via più sicura della penitenza

la sequela di Gesu'  e' la via piu' sicura di penitenza per la conversione  [Cf Lc 9,23 ].

 1436 Eucaristia e Penitenza.  La conversione e la penitenza quotidiane trovano la loro sorgente e il loro alimento nell'Eucaristia,poiché in essa è reso presente il sacrificio di Cristo che ci ha riconciliati con Dio; per suo mezzo vengono nutriti e fortificati coloro che vivono della vita di Cristo; essa "è come l'antidoto con cui essere liberati dalle colpe di ogni giorno e preservati dai peccati mortali" [Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1638].

        1437
      ·         La lettura della Sacra Scrittura,
·          la preghiera della Liturgia delle Ore e del Padre Nostro,
·         ogni atto sincero di culto o di pietà ravviva in noi lo spirito di conversione e di penitenza e contribuisce al perdono dei nostri peccati.

 1438 I tempi e i giorni di penitenza nel corso dell'anno liturgico (il tempo della quaresima, ogni venerdì in memoria della morte del Signore) sono momenti forti della pratica penitenziale della Chiesa [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 109-110; Codice di Diritto Canonico, 1249-1253; Corpus Canonum Ecclesiarum Orientalium, 880-883]. Questi tempi sono particolarmente adatti per gli esercizi spirituali, le liturgie penitenziali, i pellegrinaggi in segno di penitenza, le privazioni volontarie come il digiuno e l'elemosina, la condivisione fraterna (opere caritative e missionarie).

Gli atti del penitente

 1450 "La penitenza induce il peccatore a sopportare di buon animo ogni sofferenza;
·  nel suo cuore vi sia la contrizione,
·   nelle sue opere tutta l'umiltà e la feconda soddisfazione"
[Catechismo Romano, 2, 5, 21; cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1673].

La contrizione

Nessuno può pentirsi volontariamente: è grazia divina e bisogna chiederla!

 1451 Tra gli atti del penitente, la contrizione occupa il primo posto. Essa è "il dolore dell'animo e la riprovazione del peccato commesso, accompagnati dal proposito di non peccare più in avvenire"[Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1676].

 1452 Quando proviene dall'amore di Dio amato sopra ogni cosa, la contrizione è detta "perfetta" (contrizione di carità). Tale contrizione rimette le colpe veniali; ottiene anche il perdono dei peccati mortali, qualora comporti la ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale[Cf Concilio di Trento: Denz.-Schönm., 1677].

 1453 La contrizione detta "imperfetta" (o "attrizione") è, anch'essa, un dono di Dio, un impulso dello Spirito Santo. Nasce dalla considerazione della bruttura del peccato o dal timore della dannazione eterna e delle altre pene la cui minaccia incombe sul peccatore (contrizione da timore). Quando la coscienza viene così scossa, può aver inizio un'evoluzione interiore che sarà portata a compimento, sotto l'azione della grazia, dall'assoluzione sacramentale.Da sola, tuttavia, la contrizione imperfetta non ottiene il perdono dei peccati gravi, ma dispone a riceverlo nel sacramento della Penitenza[Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1677].

 1454 E' bene prepararsi a ricevere questo sacramento con un esame di coscienza fatto alla luce della Parola di Dio. I testi più adatti a questo scopo sono da cercarsi nel Decalogo e nella catechesi morale dei Vangeli e delle lettere degli Apostoli: il Discorso della montagna, gli insegnamenti apostolici [Cf Rm 12-15; 1Cor 12-13; 1454 Gal 5; Ef 4-6 ].

La confessione dei peccati

 1455 La confessione dei peccati (l'accusa), anche da un punto di vista semplicemente umano, ci libera e facilita la nostra riconciliazione con gli altri. Con l'accusa, l'uomo guarda in faccia i peccati di cui si è reso colpevole; se ne assume la responsabilità e, in tal modo, si apre nuovamente a Dio e alla comunione della Chiesa al fine di rendere possibile un nuovo avvenire.

 1456 La confessione al sacerdote costituisce una parte essenziale del sacramento della Penitenza: "E' necessario che i penitenti enumerino nella confessione tutti i peccati mortali, di cui hanno consapevolezza dopo un diligente esame di coscienza, anche se si tratta dei peccati più nascosti e commessi soltanto contro i due ultimi comandamenti del Decalogo, [ Cf Es 20,17; Mt 5,28 ] perché spesso feriscono più gravemente l'anima e si rivelano più pericolosi di quelli chiaramente commessi": [Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1680] I cristiani [che] si sforzano di confessare tutti i peccati che vengono loro in mente, senza dubbio li mettono tutti davanti alla divina misericordia perché li perdoni. Quelli, invece, che fanno diversamente e tacciono consapevolmente qualche peccato, è come se non sottoponessero nulla alla divina bontà perché sia perdonato per mezzo del sacerdote. "Se infatti l'ammalato si vergognasse di mostrare al medico la ferita, il medico non può curare quello che non conosce" [Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1680; cf San Girolamo, Commentarii in Ecclesiasten, 10, 11: PL 23, 1096].

 1457 Secondo il precetto della Chiesa, "ogni fedele, raggiunta l'età della discrezione, è tenuto all'obbligo di confessare fedelmente i propri peccati gravi, almeno una volta nell'anno" [Codice di Diritto Canonico, 989; cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm. , 1683; 1708].

Colui che è consapevole di aver commesso un peccato mortale non deve ricevere la santa Comunione, anche se prova una grande contrizione, senza aver prima ricevuto l'assoluzione sacramentale, [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm. , 1647; 1661] a meno che non abbia un motivo grave per comunicarsi e non gli sia possibile accedere a un confessore [Cf Codice di Diritto Canonico, 916; Corpus Canonum Ecclesiarum Orientalium, 711].

I fanciulli devono accostarsi al sacramento della Penitenza prima di ricevere per la prima volta la Santa Comunione [Cf Codice di Diritto Canonico, 914].

 1458 Sebbene non sia strettamente necessaria, la confessione delle colpe quotidiane (peccati veniali) è tuttavia vivamente raccomandata dalla Chiesa [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1680; Codice di Diritto Canonico, 988, 2]. In effetti, la confessione regolare dei peccati veniali ci aiuta a formare la nostra coscienza, a lottare contro le cattive inclinazioni, a lasciarci guarire da Cristo, a progredire nella vita dello Spirito. Ricevendo più frequentemente, attraverso questo sacramento, il dono della misericordia del Padre, siamo spinti ad essere misericordiosi come lui: [Cf Lc 6,36 ]Chi riconosce i propri peccati e li condanna, è già d'accordo con Dio.

Dio condanna i tuoi peccati; e se anche tu li condanni, ti unisci a Dio. L'uomo e il peccatore sono due cose distinte: l'uomo è opera di Dio, il peccatore è opera tua, o uomo. Distruggi ciò che tu hai fatto, affinché Dio salvi ciò che egli ha fatto. Quando comincia a dispiacerti ciò che hai fatto, allora cominciano le tue opere buone, perché condanni le tue opere cattive. Le opere buone cominciano col riconoscimento delle opere cattive. Operi la verità, e così vieni alla Luce [Sant'Agostino, In Evangelium Johannis tractatus, 12, 13].

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