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1° Novembre, Festa civile nazionale.

Si fa festa tutti per ricordare i defunti.
Tutte le religioni , tutte le culture contemplano una forma di memoria degli antenati , una pratica che nasce con l'uomo stesso e di cui abbiamo testimonianze fin dal Paleolitico. In tutte le civiltà ci sono feste in cui gli uomini fanno memoria dei defunti ; di tutti i defunti, dei defunti di un gruppo sociale, del gruppo famigliare, di defunti speciali che vengono ricordati ritualmente per aver testimoniato nella loro vita un particolare valore umano: culturale, sociale, militare, religioso, etc.

Molti sono i significati di questa memoria: tornare alle proprie radici,onorarli, ristabilire legami di soliderietà , di affetto, ricordare le loro opere ed insegnamenti, riflettere sul mistero della morte, pregare gli dèi perchè si occupino della loro condizione, invocarli perchè intervengono nella vita dei vivi, etc.

Fare memoria degli antenati è' un un fatto umano universale con significati profondi che la ragione è in grado di riconoscere come parte integrale dell'essere uomini nella storia; un valore.
Il giorno dei morti è nella nostra civiltà una festa civile che ricorda a tutti il diritto-dovere civile di fare memoria dei defunti, ciascuno secondo i propri significati: tutti ne ricorderanno la vita , le memorie , gli affetti, il valore, etc ; i cristiani ricorderanno i loro santi e coloro che ancora attendono in Purgatorio, i musulmani, gli ebrei, secondo modalità e significati diversi, etc... ma tutti sono chiamati a farlo perchè è un aspetto essenziale dell'essere uomini.

Portare i figli nei cimiteri e fare memoria dei defunti, nei diversi modi degli uomini o delle religioni è educazione civica innanzitutto: se viene a mancare questo viene a mancare la civiltà, cioè l'umanità!
Se educatori, insegnanti e genitori , non insegnano la civiltà-questa civiltà- ai figli, alle future generazioni, che cosa insegnano? halloween ? Se nelle scuole e nelle famiglie il giorno dei morti si riduce ad halloween, la nostra civiltà sta finendo e con essa la nostra umanità .

La redazione

La cultura popolare contemporanea

Molti cattolici oggi rifiutano ogni cultura popolare che non sia nata da quella cristiana. Riportiamo alcune considerazioni del sociologo Massimo Introvigne.

Il rapporto fra fede e cultura (quindi anche fra fede e letteratura popolare, compresa quella per bambini) può essere impostato in tre modi diversi.

  • Per il laicismo c’è una muraglia cinese di totale separazione.
  • Per il fondamentalismo ogni cultura che non sia direttamente dedotta dalla fede è illegittima e     demoniaca.
  • Papa Benedetto XVI insiste sul fatto che tra queste due posizioni si colloca quella della Chiesa: una    “sana laicità” che accetta (contro il fondamentalismo) la distinzione fra fede e cultura e l’autonomia    delle realtà temporali, ma difende (contro il laicismo) il diritto della fede di “dire la sua” in tutti i    campi.

In certi ambienti cattolici si sono diffusi a partire dagli anni 1990, proprio sul terreno del giudizio sulla cultura popolare, elementi mutuati dai fondamentalisti protestanti. Negli ultimi secoli la cultura popolare è ampiamente prodotta a prescindere dalla Chiesa e dalla comunità cristiana, come cultura che non è anzitutto indirizzata alla formazione, ma al consumo. Rifiutare pregiudizialmente tutta la cultura popolare moderna in quanto i suoi modi di produzione non sono religiosi è una conclusione cui il fondamentalismonon può sottrarsi. Ma è un atteggiamento che chiude il credente fondamentalista in un ghetto culturale.

In questa chiave non sono mancati ambienti cattolici che si sono accodati alle critiche nate nel mondo fondamentalista protestante di lingua inglese a fenomeni di culto della cultura popolare contemporanea, dai romanzi per bambini della fortunatissima serie Harry Potter a sceneggiati televisivi come Charmed (Streghe nella versione italiana) o a cartoni animati.

Le campagne che ne sono nate accusano tutti questi prodotti – certamente di consumo (anche se, almeno nel caso di Harry Potter, non privi di valori letterari), e certamente non nati in ambito religioso e cristiano – di diffondere un’ideologia magica antitetica al cristianesimo e di preparare l’ adesione a movimenti magico-esoterici o satanisti. Ma le statistiche sugli aderenti a questi movimenti (che rimangono in numero minimo rispetto ai fandei prodotti letterari e televisivi citati) non confermano i timori dei fondamentalisti.

D’altro canto, la nascita intorno a queste campagne di un “fondamentalismo cattolico” rimane  incompiuta. I fondamentalisti protestanti si battono per censurare ogni forma di cultura popolare che non nasca esplicitamente in un contesto cristiano: così, attaccano come infetti da elementi magici Harry Potter come Biancaneve o Cenerentola. Il “fondamentalista” cattolico sceglie singolarmente questa o quella battaglia nella gamma offerta dai suoi ispiratori protestanti, senza impegnarsi nell’elaborazione di una strategia generale o forse ritraendosi dalle conseguenze più radicali di princìpi che pure applica a casi singoli.

Questo non toglie che, guidato dalla sua fede, il credente non possa criticare questo o quell’aspetto di Harry Potter o di Streghe, aiutando i bambini a una lettura critica. Ma è falso sostenere che questi prodotti della cultura popolare portino all’occultismo o al satanismo.

Da un articolodi di Massimo Introvigne (Famiglia Cristiana, anno LXXVI, n. 17, 23 aprile 2006)

Due Halloween

Halloween (corrispondente alla vigilia della festa cristiana di Ognissanti , 1° Novembre) è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana . Le sue origini antichissime affondano nel più remoto passato delle tradizioni europee: viene fatta infatti risalire al 4000 a.C. quando le popolazioni tribali usavano dividere l'anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre la terra si prepara all'inverno ed era necessario - allora come adesso - ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda : è questo il periodo di Halloween.

In Europa la ricorrenza si diffuse con i Celti: all'incirca nel 2300 a.C. questa popolazione iniziò a spostarsi dalle isole Britanniche fino all'area del Mar Mediterraneo. Questo popolo festeggiava la fine dell'estate con Samhain, il loro capodanno. In gaelico Samhain significa infatti fine dell'estate (Sam + Fuin). A sera tutti i focolari venivano spenti e riaccesi dal sacro falò curato dai Druidi a Tlachtga, vicino alla reale collina di Tara.

Tlachtgaa [ tlacht " terra "; gae "lancia ] è il nome di una sacerdotessa celtica molto potente che è ricordata dalla mitologia irlandese. Figlia di Mug Ruith , sacerdote druida , accompagnava il padre in tutti i suoi viaggi : da lui apprese le arti magiche segrete e con lui in Italia scoprì molte " pietre sacre". Rapita dai tre figli del Mago Simon , mèntore del Padre Mug , fece ritorno in Irlanda dove eresse il trilita sulla collina che porta il suo nome. La " collina di Tlachtgaa viene indentificata con la collina Ward nella contea di Maeth. Su questa collina i druidi si recavano ad hallloween perchè lì il nostro mondo e " gli altri mondi" quella notte potevano comunicare.


cf.: James MacKillop (1998). Dictionary of Celtic Mythology. London: Oxford

Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti credevano nelle fate e negli elfi, entrambe creature considerate però pericolose: le prime per un supposto risentimento verso gli esseri umani; i secondi per le estreme differenze che intercorrevano appunto rispetto all'uomo.

Tara

Secondo la leggenda, nella notte di Samhain questi esseri erano soliti fare scherzi anche pericolosi agli uomini e questo ha portato alla nascita e al perpetuarsi di molte altre storie terrificanti. Si ricollega forse a questo la tradizione odierna e più recente per cui i bambini, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alla porta urlando con tono minaccioso: "Dolcetto o scherzetto?" . Per allontanare la sfortuna, inoltre, è necessario bussare a 13 porte diverse.

Con il dominio romano fu esportata in Britannia la festa di Pomona: una festa del raccolto che venne associata a Samhain nel tentativo di staccare il popolo britannico dal legame con i Druidi, la loro casta di sacerdoti-re-guerrieri. Il cristianesimo, come già la dominazione romana, tentò di incorporare le vecchie festività pagane dando loro una connotazione compatibile con il suo messaggio.

Papa Bonifacio IV istituì la festa di tutti i santi: nella festa, istituita il 13 maggio 610 e celebrata ogni anno in quello stesso giorno, venivano onorati i cristiani uccisi in nome della fede. Per oltre due secoli le due festività procedettero affiancate, sino a che papa Gregorio III (731-741) ne fece coincidere le date.

Secondo altre fonti, fu invece Sant'Odilone di Cluny che nel 1048 decise di spostare la celebrazione cattolica all'inizio di novembre al fine di detronizzare il culto di Samhain. Quell'anno l'Ognissanti fu spostata dal 13 maggio al 1 novembre per dare ai cristiani l'opportunità di ricordare tutti i santi e, il giorno dopo, tutti i cristiani defunti (Commemorazione dei Defunti). Per questo nei paesi di lingua inglese la festa di Ognissanti divenne Hallowmas, che significa: una messa in onore dei santi; la vigilia divenne All Hallows Eve, che si trasformò nel nome attuale: Halloween.

Le popolazioni celtiche cominciarono a non fare più differenza tra le due Halloween e, già nel XVI secolo, si era quasi del tutto persa la memoria della vecchia tradizione pagana. Si ebbe, inoltre, una recrudescenza di proibizionismo dal 1630 al 1640, quando la chiesa cattolica fece in modo di far sopprimere ogni festa di tipo pagano legata a questa ricorrenza.

Halloween made in USA



In epoca vittoriana furono gli strati più elevati della società ad impadronirsi della festa: era di moda, in America, organizzare feste, soprattutto a scopo benefico, la notte del 31 ottobre. Era necessario eliminare i collegamenti con la morte ed amplificare i giochi e la parte scherzosa della festa. Già nel 1910 le fabbriche americane producevano tutta una serie di prodotti legati unicamente a questa festa.

Prende in questo periodo la connotazione di “notte degli scherzi” o “notte del diavolo”, durante la quale ci si abbandonava all'anarchia ed erano ricorrenti gli atti di vandalismo, fino al punto da ritenere opportuno l’annullamento della festività. Con la seconda guerra mondiale si fece leva sul patriottismo americano e la festa servì a tenere alto il morale delle truppe ed il vandalismo degli scherzi di peggiore specie venne eliminato.

Terminato il conflitto mondiale i bambini si impossessarono della festa, anche grazie alle aziende, che dedicarono a loro tutta una serie di costumi, dolci e gadget trasformando la festa in un affare commerciale. Alimentarono l'affare con storie di lamette nei dolci e avvelenamenti di caramelle fatte in casa, inducendo gli americani a volgersi verso dolci preconfezionati.

La favola della zucca-lanterna
( fonte : Wikipedia)

Un Jack-o'-lantern è una zucca di cui sono stati asportati la parte sopra e il gambo e tolti la polpa interna e i semi per lasciare l’involucro vuoto. Vengono tagliate via delle porzioni da un lato per ricavare una sagoma, di solito una faccia. È possibile, usando differenti attrezzi per tagli più spessi o più sottili, creare sagome sorprendentemente precise e realistiche.

Una fonte di luce, per tradizione una candela, viene inserita nella zucca e la calotta superiore viene rimessa al suo posto (spesso dopo che è stato intagliato nel coperchio una sorta di "camino" per permettere al calore di uscire). La luce illumina la sagoma dall’interno.

L’usanza di intagliare dei Jack-o'-lantern nacque in Irlanda.I Jack-o'-lantern si preparano di solito in occasione di Halloween e originalmente venivano ricavati da grandi rape, barbabietole e cavoli rapa, prima dell'introduzione della zucca dall'America.L’usanza di intagliare i Jack-o'-lantern risale alla leggenda irlandese di Jack, un pigro ma astuto fattore, che con un astuto inganno ed una croce intrappolò il diavolo, e lo liberò solo dopo che questo acconsentì a non farlo mai entrare all'inferno.

Quando Jack morì, aveva peccato così tanto da non poter essere accolto in paradiso, ma il diavolo non lo lasciò entrare all’inferno.Così Jack intagliò una delle sue rape, ci mise una candela dentro e cominciò a vagare senza fine per il mondo alla ricerca di un posto dove riposare. Egli divenne noto come Jack della Lanterna o Jack-o'-Lantern. È usanza ad Halloween intagliare zucche con volti minacciosi e porvi una candela accesa all'interno.

Questa usanza nasce dall’idea che i defunti vaghino per la terra con dei fuochi in mano e cerchino di portare via con sé i vivi (in realtà questi fuochi sono i fuochi fatui, causati dalla materia in decomposizione sulle sponde delle paludi); è bene quindi che i vivi si muniscano di una faccia orripilante con un lume dentro per ingannare i morti. L'usanza è tipicamente americana, ma probabilmente deriva da tradizioni importate da immigrati europei: l'uso di zucche o, più spesso in Europa, di rape vuote illuminate, è documentato anche in alcune località del Piemonte, della Campania, del Friuli (dove si chiamano Crepis o Musons), dell'Emilia-Romagna e dell'alto Lazio.

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