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Libri consigliati
Dicembre 2009

AUTORE: Stark R. 
Un unico vero dio. Le conseguenze storiche del monoteismo.
COLLANA: I Leoni
PAGINE: pp. 384
ILLUSTRAZIONI: N° No
FORMATO: cm. 14x21
PREZZO: euro 24,50
ISBN: 978-88-7180-826-0

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IL LIBRO

La storia occidentale sarebbe diversa se non fosse stato per tutti quelli che nel corso dei secoli hanno creduto nell’«unico vero Dio». I grandi monoteismi sono stati i motori del progresso, nel loro nome sono state fatte conquiste, scoperte, invenzioni. Ma perché più di tremila anni fa alcuni uomini – ebrei, persiani o egiziani – iniziarono a venerare un Dio unico? Perché invece di sollecitare i favori di un pantheon di divinità specializzate, questi uomini ricercarono una relazione esclusiva con la divinità? Di cosa sentivano il bisogno? Perché il politeismo non serviva più?
La storia dice che vi è una naturale tendenza delle religioni a evolvere verso il monoteismo, di pari passo con il successivo articolarsi delle società umane. Attraverso l’imperativo del proselitismo e della conversione i monoteismi hanno soppiantato i politeismi,
si sono dimostrati più organizzati e militanti, più abili a creare mobilitazione. Hanno imposto dottrine, annesso territori, conquistato popoli, resistendo all’azione delle forze avverse (come nel caso della diaspora degli ebrei) e alle tentazioni non meno insidiose dell’assimilazione. Il monoteismo ha creato il mondo moderno, nel quale il pluralismo culturale e sociale, anziché aver sancito la fine delle religioni (come molti pensano), ha dimostrato che le fedi sono compatibili con le norme di civiltà pubblica delle laiche democrazie occidentali.
Con la consueta chiarezza, Stark compone un affresco storico di ampio respiro, rigorosamente documentato e suggestivo, stimolante, provocatorio, quanto mai prezioso in un’epoca nella quale il dibattito intorno alla religione è dominato da pregiudizi ideologici che non aiutano a comprendere la verità dei fatti.

L'AUTORE

Rodney Stark è sociologo della religione e docente di Scienze sociali presso la Baylor University, in Texas. Tra le sue numerose pubblicazioni, ricordiamo La vittoria della RagioneAscesa e affermazione del cristianesimo e La scoperta di Dio, tutte edite dalla nostra casa editrice.


AUTORE: Del Valle A. 
Verdi, Rossi, Neri. La convergenza degli estremismi antioccidentali: islamismo, comunismo, neonazismo.
COLLANA: I Draghi
PAGINE: pp. 496
ILLUSTRAZIONI: N° No
FORMATO: cm. 14x21
PREZZO: euro 32,00
ISBN: 978-88-7180-833-8

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IL LIBRO

Prefazione di Magdi Cristiano Allam.

L’Occidente è sotto attacco. Mai nella sua storia è stato così odiato. Mai è stato oggetto di un fuoco concentrico così insistente. I tre totalitarismi più pericolosi – l’islamismo fondamentalista, il comunismo rivoluzionario, il neonazismo razzista – dichiarano di avere lo stesso nemico: le democrazie occidentali (Europa, Stati Uniti, Israele), fondate sull’inviolabilità dei diritti dell’individuo, sulla laicità dello Stato e sulla separazione dei poteri. È un conflitto che ha conosciuto la sua prima fase nel corso della seconda guerra mondiale, con l’alleanza antisemita tra il Gran Muftì di Gerusalemme e Hitler, e che periodicamente deflagra in attentati e azioni sensazionali in ogni parte del mondo. L’opinione pubblica internazionale ha preso drammaticamente atto di questa minaccia l’11 settembre 2001 con la caduta delle Torri Gemelle. In realtà, spiega l’Autore, l’alleanza fra l’Islam radicale e gli opposti estremismi sta lentamente e inesorabilmente cambiando la fisionomia stessa dell’Occidente, in particolare dell’Europa. La «conquista» musulmana (innanzitutto demografica, poi culturale, politica, giuridica) in atto da alcuni decenni, il negazionismo, l’anti-imperialismo, il rifiuto del mercato, la sotterranea azione di lobby dell’OCI (la Conferenza islamica) all’interno dell’ONU disegnano nuove alleanze, ribaltano equilibri consolidati, dividono l’Occidente.
La straordinaria capacità documentaria e analitica di Del Valle – già apprezzata da intellettuali quali Oriana Fallaci e Bat Ye’or – compone un quadro storico che va dal Terzo Reich agli avvenimenti più recenti e disegna una mappa della guerra contro le democrazie che va dal Vicino Oriente all’Iran di Ahmadinejad, dall’Arabia Saudita al Sud America di Hugo Chávez e Evo Morales, dalla Cina alla Bielorussia di Lukashenko, senza escludere le schegge impazzite presenti in Europa come negli Stati Uniti, nella Sinistra e nella Destra.

L'AUTORE

Alexandre Del Valle è un politologo, giornalista e saggista francese. Docente di geopolitica dell’Islam all’Università europea di Roma, ricercatore associato all’Institut Choiseul, uno dei principali think tank francesi, e membro del gruppo di lavoro di Magdi Cristiano Allam al Parlamento europeo, Del Valle collabora con importanti pubblicazioni francesi e israeliane («France-Soir», «Israel Magazine» e «Politique Internationale»). Tra i suoi numerosi libri ricordiamo: Perché la Turchia non può entrare in Europa e Il totalitarismo islamista. All’assalto delle democrazie. Alexandre Del Valle è unanimemente riconosciuto come uno dei massimi esperti della geopolitica e dell’integralismo islamico.


 

AUTORE: Bat Ye'or 
Il declino della cristianità sotto l’Islam. Dal jihad alla dhimmitudine
COLLANA: I Leoni
PAGINE: pp. 576
ILLUSTRAZIONI: N° 39 b/n
FORMATO: cm. 14x21
PREZZO: euro 32,00
ISBN: 978-88-7180-829-1

 

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IL LIBRO

La conquista islamica è avvenuta all’insegna del jihad e della shari’a, la guerra santa contro i non musulmani e il diritto fondato sul Corano. Quando le popolazioni di religione cristiana, ebraica e zoroastriana che abitavano lungo le rive del Mediterraneo e negli sterminati territori dell’antica Persia vennero sottomesse dagli arabi (nei secoli VII e VIII) e dai turchi (circa quattro secoli dopo), divennero, nei loro stessi territori, dhimmi, privi di diritti e oggetto di una «protezione» (dhimma) che pagavano lautamente. Ma quali forze, secolo dopo secolo, prepararono e imposero la dhimmitudine, modellandosi su un progetto politico di lungo termine teso a sconfiggere le altre religioni? Come è possibile spiegare un’espansione dell’islam così rapida e una sua penetrazione così profonda in paesi tanto diversi tra di loro e spesso sede di culture antiche e profondamente radicate? Che cosa travolse e riplasmò società evolute e articolate, sotto il profilo politico, giuridico ed economico? E perché per lungo tempo la dhimmitudine è stata rimossa o negata nei paesi occidentali che hanno spesso preferito esaltare la presunta tolleranza dell’islam?
Sulla scorta di una documentazione storica cospicua, ancora insufficientemente nota, Bat Ye’or dimostra che se la dhimmitudine è stata certamente la conseguenza delle conquiste militari, è però stata soprattutto il frutto della cooperazione (in alcuni casi fattiva e consapevole, in altri fondata su tragici malintesi) di élite civili e religiose altamente civilizzate e di maggioranze poco coese e per questo motivo incapaci di reagire. Mentre la ummah unificava il suo enorme potenziale militare, demografico ed economico, i popoli non musulmani si dividevano in nome di settarismi ideologici o all’insegna di un pragmatismo utilitaristico che li portarono prima a una resa culturale e poi all’estinzione. Inoltre i paesi dell’Occidente, quasi sempre ostili gli uni agli altri a causa dei contrapposti interessi strategici, hanno a lungo preferito ignorare (o hanno cercato di strumentalizzare) questo inquietante fenomeno storico.
Secondo Bat Ye’or la dhimmitudine è un motore decisivo della storia anche oggi. Di fronte a un islam che ha ripreso la sua guerra, lo studio del passato serve a capire il presente, smaschera verità di comodo e pone interrogativi di inquietante attualità: stiamo forse assistendo al progressivo assoggettamento dell’Europa?

L'AUTORE

Bat Ye’or, nata in Egitto e di nazionalità britannica, si è dedicata allo studio dello status delle comunità etnico-religiose nei paesi islamici, a cui ha dato un nome, «dhimmitudine». Tra i suoi numerosi saggi dedicati al rapporto tra l’islam e la cristianità, ricordiamo il fondamentale Eurabia. Come l’Europa è diventata anticristiana, antioccidentale, antiamericana, antisemita e Verso il califfato universale. Come l’Europa è diventata complice dell’espansionismo musulmano, editi entrambi da Lindau.


AUTORE: Larcher L. 
Il volto oscuro dell’ecologia. Che cosa nasconde la più grande ideologia del XXI secolo?
COLLANA: I Draghi
PAGINE: pp. 280
ILLUSTRAZIONI: N° No
FORMATO: cm. 14x21
PREZZO: euro 24
ISBN: 978-88-7180-839-0

 

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IL LIBRO

Il futuro della Terra è una delle grandi paure del nostro tempo. A ogni terremoto, inondazione, carestia, ma anche soltanto quando in estate la temperatura sale oltre la media stagionale, si levano voci allarmate che denunciano l’insipienza dell’uomo, la sua avidità, i suoi eccessi egoistici. L’uomo è considerato da molti il più temibile nemico della Natura. E il progresso, la società industriale, il mercato vanno combattuti perché si fondano sullo sfruttamento delle risorse ambientali.
Come dobbiamo valutare queste idee, che da un lato sembrano avere dalla loro l’evidenza scientifica e dall’altro sono espresse con un linguaggio apocalittico e ossessivo? A giudizio di Laurent Larcher l’ecologismo è un’ideologia dai contorni vaghi e dalle molteplici anime, nella quale convivono pregiudizi intellettuali e interessi di parte, faziosità e falsi miti, che nulla hanno a che vedere con un’autentica preoccupazione per l’ambiente e con un’azione politica responsabile e lungimirante. La disamina di Larcher va alla radice dell’Ideologia Verde, analizza i suoi testi ispiratori, i temi chiave (l’animalismo, la Terra come organismo vivo, il Paradiso Perduto, i popoli incontaminati, Atlantide…), studia i suoi «profeti» più ascoltati (da Aldo Leopold a Arne Næss, a James Lovelock, da Lynn White a Eugen Drewermann, da Alain de Benoist a Daniel Cohn-Bendit, fino ad Al Gore). Soprattutto, la mette a confronto con il pensiero cristiano sull’uomo e sul creato, instillando nel lettore più di un dubbio sulle sue reali intenzioni. Che dietro le nobili rivendicazioni dell’ecologismo si celi in realtà un radicale – e davvero pericoloso – antiumanesimo?

L'AUTORE

Laurent Larcher, nato nel 1967, è laureato all’École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS). Dopo aver collaborato a diversi giornali, oggi è titolare della rubrica «Media» sul quotidiano di ispirazione cattolica «La Croix». Nel 2006 ha scritto Cités de l’espérance. En banlieue, parmi les nouveaux aventuriers de Dieu, un libro dedicato all’essere cattolici nelle periferie degradate delle grandi città francesi. Da alcuni anni promuove iniziative e campagne di sensibilizzazione a favore dei cristiani d’Oriente.

RECENSIONI

Ernesto Aloia, «Libero», 25 novembre 2009 
«Larcher si avventura nei meandri del variegato panorama delle varianti ecologiste-ambientaliste, dalle forme più diffuse e alla moda dell’edonismo verde fino agli estremi della cosiddetta “ecologia profonda”, dove echi malthusiani si fondono con le istanze radicali della lotta per la parificazione dei diritti animali ai diritti umani. E quello che emerge da questa ricerca è davvero assai poco rassicurante.»

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