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Libri consigliati
Gennaio 2011

Massimo Introvigne
 Tu sei Pietro. Benedetto XVI contro la dittatura del relativismo.
Sugarco, Milano 2011
ISBN 978-88-7198-606-7
pp. 320
euro 18,50

IL LIBRO

In un mondo caratterizzato dal «tempo breve», dove le notizie appaiono e scompaiono dagli schermi dei nostri computer e di rado durano più di ventiquattr’ore, anche i testi del Papa «fanno notizia» solo il giorno in cui sono pubblicati. Di rado sono letti integralmente, quasi mai sono studiati. Come ricorda lo stesso Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in veritate, non è questo il modo di accostarsi al Magistero. Al contrario, ogni testo va letto alla luce degli interventi precedenti dello stesso e di altri Pontefici, e diventa a sua volta criterio d’interpretazione dei testi successivi. Perché questo sia possibile, occorre ritornare almeno sui testi più importanti anche giorni, mesi, anni dopo la loro pubblicazione. Massimo Introvigne offre qui un vero e proprio corso sul Magistero di Benedetto XVI, che va dall’enciclica Spe salvi del 2007 alla lettera Ubicumque et semper del 2010 con cui s’istituisce il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Ne emerge un disegno complessivo di contrasto alla «dittatura del relativismo», che è il tentativo subdolo – ma spesso anche violento – d’imporre la dottrina secondo cui la verità non esiste: «ciascuno dice la sua», e tutte le opinioni hanno lo stesso valore. Dall’Africa alla Francia e alla Gran Bretagna, dalla sua diocesi di Roma alla Casa Bianca e all’incontro con il popolo delle Giornate Mondiali della Gioventù in Australia, Benedetto XVI emerge come il primo custode non solo della fede ma anche della ragione minacciata dal relativismo. Per questo molti lo attaccano. Per questo è dovere dei fedeli cattolici stringersi attorno a lui ripetendogli, con le parole del Signore, «Tu sei Pietro».

Massimo Introvigne, sociologo e storico delle religioni di fama internazionale e reggente nazionale vicario di Alleanza Cattolica, è autore di sessanta volumi e di oltre cento articoli pubblicati in riviste accademiche internazionali sulla nuova religiosità, il pluralismo religioso contemporaneo e il Magistero pontificio. È fondatore e direttore del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni, e membro del Comitato per l’Islam italiano del Ministero dell’Interno. Per Sugarco ha pubblicato Le nuove religioniIl cappello del magoIl ritorno dello gnosticismoCattolici, antisemitismo e sangueLa nuova guerra mondialeLa Turchia e l’EuropaIl dramma dell’Europa senza Cristo, Il segreto dell’EuropaUna battaglia nella notte e I satanisti.

Libri controcorrente politicamente scorretti.
[theseuslibri.it]


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Jourdan François
Dio dei cristiani, Dio dei musulmani. Che cosa ci unisce, che cosa ci divide?
Lindau - 2010 - pp 286

IL LIBRO-Prefazione di Rémi Brague.

Percepito come un elemento destabilizzante della modernità, l’islam disorienta, inquieta, spaventa. Ma la conoscenza che ne abbiamo è spesso approssimativa e superficiale e non tiene realmente conto dei principi fondamentali di questa fede. Del resto, questo problema riguarda oggi tutte le religioni, i cui aspetti dottrinali, semplificati fino alla caricatura quando non apertamente disprezzati, sono in larga misura ignorati. Eppure è la dottrina a definire l’identità e la visione del mondo di ogni singolo credente. Per ovviare a tale carenza, che ci impedisce di compiere dei reali progressi, François Jourdan analizza in questo libro i postulati essenziali del cristianesimo e dell’islam, entrambi colti nella loro specificità e integralità. L’intenzione dell’autore è quella di mettere in luce, oltre alle apparenti analogie, soprattutto le grandi differenze tra le due fedi: la diversa concezione di Dio, della rivelazione, del profetismo, delle Scritture, il rapporto tra Dio e l’uomo (che nell’islam è concepito solo in termini di sottomissione umana all’iniziativa divina, mentre nel cristianesimo prende la forma di un’Alleanza salvifica), la sostanziale estraneità del Gesù cristiano rispetto a quello musulmano (‘Isa), e la condanna (da parte islamica, ma anche ebraica) di san Paolo come inventore del cristianesimo, responsabile della trasformazione del Gesù umano e storico in Figlio di Dio. Jourdan, grazie a un linguaggio semplice e diretto e a una profonda conoscenza degli argomenti trattati, vede proprio in queste differenze le solide fondamenta su cui edificare una comprensione reciproca e, di conseguenza, un efficace dialogo interreligioso: per capire l’altro, infatti, è necessario in primo luogo riconoscerne la diversità. Solo nella chiarezza, egli afferma, potranno maturare i presupposti per uno scambio proficuo, in grado, se non di eliminare le distanze, almeno di favorire il rispetto reciproco, unica efficace barriera al fanatismo e all’intolleranza.

L'AUTORE: François Jourdan, laureato in teologia, storia delle religioni e antropologia religiosa, è sacerdote e professore. Delegato della diocesi di Parigi per le relazioni con l’islam (a partire dal 1998), ha insegnato mistica islamica al Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica (PISAI) di Roma (dal 1994 al 1998). Attualmente (dal 1992) insegna all’Institut Catholique de Paris e (dal 1998) all’École Cathédrale.

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Jacob Neusner
Ebrei e cristiani. Il mito di una tradizione comune
Ed. San Paolo - 2009
pp. 212

IL LIBRO

Ebraismo e Cristianesimo sono davvero “imparentati”? Neusner, teologo dell’ebraismo di fama internazionale, sfata il mito di una “tradizione comune”. In questo volume Neusner raccoglie una serie di studi sul rapporto tra ebrei e cristiani, che nell’immaginario comune sono considerati “parenti” dal punto di vista religioso, in quanto derivati da un’unica tradizione: l’Antico Testamento. Ma secondo l’autore questa “tradizione comune” si rivela un mito: «Mentre il cristianesimo è rappresentato come una germinazione dell’ebraismo, di fatto iniziò come sistema religioso autonomo e assoluto; solo in seguito si formulò la teoria delle sue origini assumendo e facendo proprie alcune componenti dell’eredità dell’antico Israele». Questo forse meraviglia, ma seguendo Neusner nella sua rassegna ci si renderà conto della distanza di mentalità che c’è ancora tra i cristiani e i loro “fratelli maggiori”.

L'AUTORE

Jacob Neusner, nato negli Stati Uniti nel 1932, è professore di storia e teologia dell’ebraismo presso il Bard College di New York. Ordinato rabbino presso il Jewish Theological Seminary, “visiting professor” in numerose università americane ed europee, conferenziere richiesto dalle più prestigiose istituzioni culturali, con una ventina di lauree “honoris causa” e di premi accademici, ha una bibliografia di oltre 900 titoli. È considerato il più grande specialista vivente della letteratura rabbinica antica. Con le Edizioni San Paolo ha pubblicato: Un rabbino parla con Gesù (2007); Il Talmud. Cos’è e cosa dice(2009).

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Massimo Introvigne
Testimoni di Geova
Elledici - 2002 -
pp. 142
EAN 9788801023756

A differenza di altre realtà religiose di origine più recente, i Testimoni di Geova ci sono familiari. Bussano alla nostra porte e crediamo di conoscerli. Le loro origini e la loro storia, tuttavia, presentano numerosi aspetti poco noti. La loro dottrina non è sempre presentata correttamente. Soprattutto , una serie di modifiche dottrinali e organizzative degli anni 1990 – che hanno visto tra l’altro l’invito a non calcolare più date precise per la fine del mondo – rendono datati molti studi pubblicati negli anni precedenti. Massimo Introvigne, esperto di religioni, presenta qui il risultato di una lunga ricerca e di anni di continua osservazione dei Testimoni di Geova, in uno studio dove non mancano le novità e le sorprese.

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a cura di Julien Ries
Mito . Il suo linguaggio e il suo messaggio attraverso le civiltà
Jaca Book - 2005 - pp. 240

Testi di : I.Bargna, D.Cosi, G.Deleury, D.Domenici, T.Griffin-Pierce, C.Kontler, H.Limet, M.Malaise, G.Ravasi, J.Ries, N.Spineto, J.Vidal, P.Wathelet. Con 275 illustrazioni a colori e 43 in Bianco e nero. Il mito è un racconto sacro e esemplare che riferisce un avvenimento del tempo primordiale e che fornisce all’uomo un senso determinante per il suo comportamento. Il presente lavoro, coordinato da Julien Ries, è una sintesi, riccamente illustrata e documentata, dei numerosissimi miti sulle origini dell’umanità, sulla condizione umana, sulla rigenerazione del tempo, sull’alternanza delle stagioni, sulle cerimonie di iniziazione, sulle catastrofi cosmiche e sul passato e il futuro dell’umanità. A partire dall’arte rupestre fino ai miti studiati ancora nelle culture orali contemporanee, il volume, diretto ad un largo pubblico colto, vuole far comprendere e vedere, attraverso il ricco apparato iconografico, che dall’arte delle caverne ai nostri giorni i miti trasmettono, grazie al loro linguaggio simbolico, un messaggio veritiero concernente la condizione umana, il posto dell’uomo nell’universo e il mistero della vita e della morte.

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a.c. di Mohammad Ali Amir-Moezzi
Dizionario del Corano Mondadori - 2007 - pp. 1024

Un dizionario con oltre 400 brevi saggi sul patrimonio culturale islamico per conoscere il Libro Santo dei musulmani; le voci sono curate dai più importanti islamologi di Francia, Italia, Belgio, Tunisia, Algeria, Israele e Iran. L'islam e la civiltà islamica sono presentati in una prospettiva storica e geografica e nel rapporto con le altre religioni. Un'opera scientifica destinata al grande pubblico pensata con l'ambizione di essere anche e soprattutto "civica", utile per sfatare luoghi comuni ed equivoci circa una religione che conta sempre più fedeli anche in Europa.

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Robert Royal
Il Dio che non ha fallito . Come la religione ha costruito l'Occidente
Rubbettino - 2008 - pp. 400

L'autore offre una rilettura della religione nell'antica Grecia, nell'impero romano, nell'antico Israele, nell'Europa medievale, nel Rinascimento, nella riforma protestante, nell'Illuminismo, fino ad arrivare all'attuale epoca moderna. Al termine della sua analisi Royal conclude che la religione non è solo una componente della storia e della cultura dell'Occidente, ma un tratto permanente della natura umana. Invece di negare l'impulso religioso nella società, il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di promuovere una migliore comprensione dell'interazione dinamica tra fede, ragione e libertà moderne.

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Carlo Panella
Non è lo stesso Dio, non è lo stesso uomo. Bibbia e Corano a confronto
Cantagalli - 2009 - pp. 200

Non solo il Dio, ma soprattutto l’uomo ritratto nel Corano, è profondamente diverso dall’uomo delineato nella Bibbia. Da una lettura comparata degli episodi biblici ripresi dal Corano, risalta a colpo d’occhio che l’uomo islamico ha poco in comune con quello della Bibbia, che si confronta con il lato oscuro dell’uomo, con la sua pulsione verso il male, il preccato, l’uccisione del suo simile, l’incesto. L’uomo del Corano, invece, è un essere morale monodimensionale: ha l’anima ma non ha la psychè, non sa cosa sia il Mito, non conosce la tensione verso Eros e thanatos, ignora il mistero dionisiaco. E’ tutt’altro uomo. Questa assenza nel Corano del Mito e dell’elaborazione della pulsione di morte, così presente nella Bibbia, costituisce la differenza più radicale tra la civiltà ellenistico-giudaico-cristiana e quella islamica. Dopo una lunga stasi culturale è poi emersa nell’Islam una componente scismatica impregnata di esaltazione di morte, un incubo di violenza e attentati suicidi, che ha le sue radici nell’antropologias sottesa al Corano. Perché la sua fragilità, il suo essere solo un fedele obbediente, che non si tormenta mai sul mistero dell’esistenza, rendono l’uomo islamico permeabile a una deriva ideologica-religiosa che vive nel desiderio di morte il proprio cupo messianismo.

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Islam. Dall'apostasia alla violenza Jourdan François - Lindau - 2010 - pp 286

Introduzione di Padre Bernardo Cervellera Prefazione di Khaled Fouad Allam Il mondo musulmano fa sempre più parlare di sé; l'Islam guerriero in Iran, Iraq, Afghanistan, Libano si confronta in modi sempre più aspri con l'Occidente; in Europa le comunità musulmane aumentano di numero e di conversioni. Proprio questi aspetti di apparente rinascita sono in realtà segni di una crisi profonda della religione del profeta Maometto. Padre Samir Khalil Samir, gesuita, esperto di islam e professore a Beirut, ci offre un'analisi a tutto campo sulle piaghe dell'Islam contemporaneo e sul modo in cui musulmani radicali e progressisti cercano di guarirle. Samir ci aiuta a comprendere l'Islam e il modo in cui esso è vissuto, gli slanci spirituali e le difficoltà, il glorioso passato e l'arretratezza del presente, le vittime (cristiani, ma anche musulmani) e i carnefici. Fino a poco tempo fa, preti e missionari che lavorano in Africa del nord e in paesi asiatici musulmani, dove i cristiani sono minoranza e dove gli stranieri sono a mala pena accettati, non hanno mai sbandierato troppo ai quattro venti le violenze che i cristiani (e i musulmani) subiscono da parte del potere politico o dai gruppi fondamentalisti. In più, siccome il cristianesimo è visto come una religione straniera (sebbene sia nata in Medioriente), le notizie diffuse in Occidente hanno sempre rischiato di essere lette come una nuova forma di colonialismo culturale.

Questo libro di Samir sgombro da ogni falsa cautela, ci aiuta a comprendere con realismo i problemi dell'Islam fino alla radice, che è l'ambiguità con cui è interpretato lo stesso Corano. Nel fare ciò, egli dà voce a tutti i musulmani che vorrebbero riformare e modernizzare l'Islam, ma non riescono, o non possono, per la violenza e l'intolleranza che domina il mondo musulmano, fra dittature, terrorismo e sharià. L'Europa sta perdendo la consapevolezza della propria identità, rendendo possibile una sua conquista da parte dell'Islam. La lezione magistrale di Papa Benedetto XVI a Regensburg e gli episodi seguiti alla pubblicazione delle vignette su Maometto da parte della stampa danese hanno provocato nel mondo islamico reazioni di intolleranza e di chiusura. Da parte sua l'Occidente tende ad assecondare le pretese avanzate dalle comunità islamiche che fanno ormai parte del tessuto sociale e che, invece di cercare il dialogo e il confronto ai fini dell'integrazione, chiedono a voce sempre più alta di vedere rispettati i diritti della morale islamica. Per evitare il conflitto di civiltà occorre che l'Europa recuperi la pienezza dei propri valori cristiani e che il pensiero islamico apra le sue porte alle sfide della modernità ponendo l'essere umano e la sua dignità al centro di tutto.

 

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