Corso di Religione

Pag.  3
  1       2       3       4             


Mondialità. Religioni e civiltà
         


powered by FreeFind





Le religioni sono la parte fondamentale delle tradizioni di tutte le civiltà.
[ STIME Caritas ]

L'Italia : 60.300.000 di residenti nel 2008 si dichiarano
-credenti ( 80%)
-credenti e praticanti (35%) 
-minoranze ( non cattolici) :  4.000.000.
   di cui:
-PROTESTANTI  , CHIESE EVANGELICHE , 460.000 circa
-ORTODOSSI 200.000 circa
-ISLAMICI  2.000.000
-EBREI 20.000 circa
-TESTIMONI DI GEOVA 420.000
-BUDDISTI 74.000
-INDUISTI, SIKH, NEOINDUISTI  120.000
-MOVIMENTI DEL POTENZIALE UMANO 100.000
-NEW AGE  20.000
-AREA ESOTERICA 13.000
-RELIGIONI GIAPPONESI  2.500
-
ATEI  
- etc.                                                                                             

Nel mondo , dicono i sociologi, diminuisce la pratica attiva delle religioni ma aumenta la richiesta di significati , di valori certi e stabili sui quali orientare la vita.

Nel mondo glocale che muta continuamente e rapidamente le religioni diventano sempre di più il riferimento stabile per orientare la propria esistenza personale e sociale.

Sono state determinanti nella formazione delle culture e delle civiltà  : in quanto custodi di Rivelazioni  esse gettano luce sulla esistenza umana e sul suo destino rivelando possibili dimensioni di vita oltre la morte ( i " santi" delle varie religioni).

Tutte le civiltà si sono sviluppate intorno a religioni : civiltà infatti non è solo organizzazione della vita materiale e sociale delle persone ma anche della vita religiosa .

Dove c'è il buddhismo , dall'urbanistica alla vita sociale , tutto si orienta a favore delle pratiche buddhiste; così per l'Islam, l'Induismo, il Cristianesimo , etc.


Essere occidentali -per esempio- significa essere cresciuti in una società  permeata di valori cristiani . Le società occidentali si sono organizzate lungo la storia in modo da favorire lo sviluppo della vita cristiana personale e comunitaria : l'occidente è pieno di Chiese, croci, istituzioni che vengono dalla Chiesa ( università, ospedali, mutuo soccorso, etc) .

Non tutti gli occidentali aderiscono alla religione cristiana ( nelle sue diverse confessioni) ma tutti si riconoscono nei suoi valori fondamentali come la libertà, l'uguaglianza e la fraternità così ben coniugati nella Carta ONU dei Diritti Umani. 

Essere cinesi ( atei per la maggior parte) significa essere cresciuti in un mondo in cui il Confucianesimo è stato religione dell'Impero per secoli e secoli. Essere Giapponesi significa anche essere scintoisti  e condividerne i valori, anche se poi si pratica il buddhismo o nessuna religione.

Parlare di rapporti tra civiltà e culture , di incontri e scontri, di modernità e tradizione, inevitabilmente significa parlare di religioni e di rapporti tra religioni.

La religione è parte significativa di ogni Tradizione culturale e per questo è “ insegnabile” : il problema del suo insegnamento oggi è quello del “come” insegnarla , in modo da essere una risorsa per lo sviluppo e la maturazione della personalità dei giovani in un contesto di cambiamenti epocali.

Tutte le civiltà si sono costituite nella storia soprattutto  sulla base di valori religiosi secolarizzati ( comportamenti ed atteggiamenti tipicamente religiosi che sono diventati parte del costume sociale ) .

Ciò che può essere utile apprendere oggi -per esempio in Europa- è il  processo attraverso il quale i valori cristiani sono entrati nelle culture europee .


I valori cristiani , secolarizzandosi , hanno migliorato il modo di vivere dei popoli ? Hanno umanizzato le culture in cui si sono inseriti e diffusi ?

La carta costituzionale italiana per esempio contiene valori dichiarati come :

“ la società è costituita sulla base della famiglia naturale fondata sul matrimonio”Cosa succederebbe se , come richiesto da più parti, si togliesse l’aggettivo naturale e il fondamento sul matrimonio? Quale tipo di società si costituirebbe?  Sarebbe una umanizzazione dei cambiamenti sociali in atto o una disumanizzazione?

Il processo di selezione ed elaborazione valoriale che i diversi popoli europei hanno eseguito nella storia ha portato alla “ Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo” del 1948 , considerata (quasi) universalmente la Carta costituzionale migliore , più efficace per una umanità vissuta in pienezza.

Questa Carta va cambiata per risolvere i cambiamenti sociali ?  ( si chiede di inserire il diritto universale della donna all’aborto, per esempio )

Il cristianesimo ha ancora  risposte utili alla umanizzazione della vita rispetto ai nuovi mutamenti sociali? In che modo possono contribuire le altre religioni?


Approfondimento :   fonte 1          

Il problema della verità
L'anelito alla modernizzazione e la difesa della tradizione

Tendenzialmente noi occidentali definiamo come " moderne" quelle culture in cui prevale la nostra modernità e definiamo "tradizionali" quelle in cui prevale la loro Tradizione.

Ci consideriamo moderni   in senso assoluto e concepiamo come retrogade ( e perciò da rigettare) tutte le forme culturali che non sono orientate alla occidentalizzazione .



Giallo-OCCIDENTALI
Verde-ISLAMICI
Azzurro-CINESI
Arancione-INDU'
Giallochiaro-BUDDISTI e SCINTOISTI
Rosso-TRADIZIONI LOCALI/sciamanesimo
 

Così ci troviamo disorientati di fronte ad un africano istruito , professore di università , il quale pratica -a casa propria- riti della tradizione, così come di fronte ad un giovane musulmano marocchino che parla liberamente di sessualità con la professoressa ma che - a casa sua- accetta che le sorelle non possano partecipare a feste  serali per giovani di ambo i sessi , o di fronte ad un compagno di scuola ebreo che si dichiara ateo ma che a Pasqua rispetta la pratica religiosa tradizionale degli " azzimi".

In occidente la modernità è sorta quando il nuovo si è contrapposto all'antico come valore di riferimento e criterio di
verità.



L'età moderna è l'età del Nuovo in contrapposizione all'età della tradizione .


Precedentemente, il passato rappresentava il criterio perché gli antichi erano più vicini agli dèi e alle origini perfette, per questo offrivano maggiori garanzie di verità e di bene.

Tutta la cultura medioevale era fondata sulle auctoritates, cioè sulle affermazioni autorevoli degli antichi.

Che si trattasse di medicina, di astronomia, di fisica, di morale o di religione, il criterio e il punto di partenza di ogni riflessione erano sempre le autorevoli affermazioni degli antichi. Il medioevo è finito appunto quando il criterio si capovolse:

- l'esperimento divenne il luogo della verità,
- il nuovo sembrò corrispondere al migliore e il presente offrire riferimenti assoluti.


A questa convinzione si aggiunse

- l'esaltazione della ragione come fonte unica di conoscenza universalmente valida
- e l'esaltazione del soggetto come ambito unico di certezze.


Questa fase culturale sta spirando . E' ormai comune uso in occidente chiamare post-moderna la presente nostra fase culturale. La formula indica il superamento dell'era iniziata con la fine del medioevo, ma suggerisce anche la persistenza di molte sue componenti nelle attuali tendenze.

Il nuovo che è apparso si presenta però catastrofico e regressivo in alcuni casi; la ragione umana è riconosciuta insufficiente di fronte alla complessità del reale e il soggetto , l’individuo, si è rivelato troppo ambiguo per poter costituire un punto di riferimento certo, un luogo di verità.

Il fondamentalismo

l termine"fondamentalista" trae origine dal Congresso Biblico Americano tenutosi a Niagara, nello stato di New York nel 1895. Gli esegeti protestanti di allora definirono ben "cinque punti del fondamentalismo" tra cui l’inerranza verbale della Sacra Scrittura.

Fondamentalismo è un termine oggi utilizzato ampiamente anche dalle scienze sociali nel senso generico di un particolare richiamo a fondamenti ineludibili e immutabili da parte di credenti di una religione, una cultura, una civilta’ di fronte a novità considerate non compatibili con la propria tradizione.

Esso non porta con sè una valenza negativa.


Ogni cultura ha avuto la presunzione di universalità e di assolutezza e ha quindi vissuto fasi di fondamentalismo. Poichè tutti crescono dentro ad una società e in una Tradizione culturale come in un secondo utero, è la cultura che caratterizza e modella fin dai primi istanti i pensieri e le categorie mentali di una persona, definendone così l'identità.

Quando questa è messa in pericolo da sovvertimenti culturali, entrano in azione profondi meccanismi di difesa, tanto più energicamente quanto più veloci e radicali sono i cambiamenti in atto. I meccanismi di difesa implicano sempre dinamiche di aggressività e di emarginazione nei confronti dei diversi e acquistano particolare vigore quando i punti di riferimento sono formule, simboli, riti o libri sacri.

La ragione della assolutezza con cui una persona è portata a difendere la propria cultura e religione si collega dunque a quei processi di identificazione personale che avviene nei gruppi e nelle società umane.

Le forme nuove di fondamentalismo sono tutte legate ai processi di crescita delle persone e di appartenenza al proprio ambito vitale, in una situazione, come quella attuale, sconvolta da profondi rivolgimenti.

I mutamenti importanti nelle società e a livello mondiale legati alla nuova globalizzazione portano con sè sovvertimenti culturali : l'identità e le appartenenze culturali allora reagiscono con la affermazione forte dei propri valori fondamentali. Questo fondamentalismo è sano quando porta ad una profonda riflessione etica : il dialogo tra le culture non puo' averne che vantaggi.

L'integrismo e l' integralsmo

Il fondamentalismo diventa pericoloso , negativo, quando assume caratteri di integralismo o di integrismo.

Oggi il termine fondamentalismo ha generalmente acquistato nel linguaggio mediatico (e di conseguenza nel linguaggio comune), un senso peggiorativo, viene cioè utilizzato per designare non la propria posizione, bensì quella di altri, giudicati in modo negativo: indica un particolare modo di vivere l'appartenenza ad una cultura e una modalità aggressiva di incontrare i diversi.

Abitualmente il fenomeno di un tale fondamentalismo implica la proclamazione della autorità di una tradizione culturale o sacra, ed è quindi una forma di tradizionalismo.Inoltre spesso si caratterizza per la preoccupazione di non mutare nulla della cultura o della religione di cui è espressione ma di conservare tutti i dati trasmessi dalle generazioni passate ed è quindi fondamentalismo integralista.

Suppone infine di avere nella propria cultura tutti i principi necessari per risolvere i problemi umani, personali e sociali. In questo senso è  fondamentalismo integrista ed esclude la possibilità di confronti o di dialoghi con le altri espressioni culturali e religiose. 

Tutti i popoli sono chiamati a compiere esperienze di incontro inedito con culture e religioni diverse.

Il fondamentalismo è semplicemente un sintomo, l'espressione di queste esigenze , la reazione, disordinata e spesso caotica, a questi processi di rinnovamento.


Oggi l'umanità è ad una svolta importante della cultura e si trova nella necessità di superare forme residue di assolutismo culturale per stabilire un nuovo ordine mondiale fondato sul dialogo per la ricerca di una piattaforma di valori condivisibili.

Per questo oggi il fondamentalismo appare maggiormente scandaloso, ma nel contempo è comprensibile come reazione , per certi aspetti necessaria, ad un mutamento culturale epocale. Il fondamentalismo reagisce a insufficienze ed a innegabili errori del passato, che devono essere riconosciuti. I fondamentalismi che si caratterizzano oggi per il rifiuto della " modernita' "sono i fondamentalismi antimodernisti.

La storia non procede per semplici reazioni al passato, ma con le invenzioni delle forme nuove di vita.

Verità e potere

In occidente, dall'Illuminismo in poi la Ragione è diventata criterio assoluto di verità e la religione è stata relegata alla sfera privata ( secolarismo ) e insieme ad essa l'etica ( laicismo ).
Il fatto di aderire ad un gruppo religioso viene oggi considerato piu' una scelta personale che non il risultato di un atteggiamento culturale maturato all'interno di un determinato contesto storico.

Un cristiano lo è solo per scelta personale e non conta la sua appartenenza ad una comunità con cui condivide significati e valori.
La religione non è più centrale nella formazione della civiltà dominata dai fautori del laicismo liberalsocialista (= ideologia che esclude le religioni dal processo di costruzione della civiltà ) il quale non vuole più considerare l'identità e l'appartenenza religiosa come qualcosa di  valore,  qualcosa di primario  e necessario all'uomo : essa teme l'ingovernabilità sociale .

Di conseguenza l'identità e l'appartenenza religiosa vengono considerate una questione di scelta personale che non deve avere espressioni culturali cioè pubbliche e di massa.

L'individualismo ed il relativismo religioso ed etico insieme con il laicismo, per ragioni storiche e per ragioni pratiche, sono oggi percepiti come essenziali alla vita globalizzata postmoderna , pena l'ingovernabilità.

Per questa ragione i valori religiosi creduti e praticati come scelta personale, sono vissuti da parte degli individui in tensione sia con la comunità religiosa cui si appartiene (che tenderebbe a proporre una obbedienza verso  valori comuni e condivisi ) , sia con la società pubblica secolarizzata (che essendo multiculturale non puo' neppure considerarli come valori ma solamente scelte personali che appartengono alla coscienza e dalla sfera privata degli individui).

Man mano che cresce la consapevolezza della pluralità delle  scelte religiose, come  fatto e come possibilità di ogni società locale,  emerge sempre più la consapevolezza della necessità ( e di un problema ) di una verità, di significati, di un sistema di valori  condivisibili da tutte le componenti della pluralità .

Qual è la verità della giustizia, della politica, dell'economia, del mondo,...della vita ? Come orientare la vita sociale e personale?

Paradossalmente una delle contraddizioni del liberalismo è che  la verità è impossibile in una società liberale se non come verità relativa : 'la verità è ...che la verità è impossibile! '.
Per questa ragione ,
-nella vita pubblica delle società occidentali liberalsocialiste, la verità è stata sostituita dal potere :
-in assenza di una nozione di verità sufficientemente comprensiva , completa, esauriente, condivisibile,
-il corso degli eventi è sempre piu' determinato dagli interessi delle lobbies ( = gruppi di potere) più influenti.

Nelle stesse società liberalsocialiste però, non c'è un  nulla di religioni  , bensì una vasta  pluralità di identità religiose. L'uomo dimostra di sentire come essenziale una verità che orienti la vita, individuando  valori , significati, senso  da realizzare. La pluralità di  scelte  religiose sta a indicare che il problema della identità (sistema di valori) esiste ed è primario per l' umanizzazione dell'esistenza.

Rimane sano e vitale il  problema della ricerca della verità, della  identità umana.

Probabilmente c'è da aspettarsi in questo contesto, una ancora maggiore creatività  etica e religiosa: nuovi gruppi, forme, culti , sistemi valoriali.


E' necessario ricordare che i processi storici possono essere in qualche modo controllati. Non procedono infatti per meccanismi deterministici, ma coinvolgono la libertà e la consapevolezza umane. Tutte le svolte storiche,cioè, avvengono «nello spirito» . esse coinvolgono anche l'interiorità dell'uomo. Nella coscienza, dove si elaborano i valori per le piccole e le grandi decisioni .

Se si prendono decisioni pubbliche e si redigono decreti, ma non cambiano gli atteggiamenti spirituali dell'uomo, non succede nulla; anzi accade il peggio perchè le esigenze di un nuovo ordine mondiale fondato sul dialogo e sul pluralismo vengono avvertite e proclamate (oggi tutti proclamano un nuovo ordine mondiale fondato sulla pace ,la giustizia e sulla equità) mentre resistono atteggiamenti di egoismo e di chiusura (cioè si vuole poi che questo nuovo ordine non metta in discussione i privilegi di ciascuno)

Approfondimento : fonte 2    
 

top




Pag.  3
  1       2       3       4              

home

DISCLAIMER. Si ricorda - ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n. 62 - che questo sito non ha scopi di lucro, è di sola lettura e non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare" : gli aggiornamenti sono effettuati senza scadenze predeterminate. Non può essere in alcun modo ritenuto un periodico ai sensi delle leggi vigenti né una "pubblicazione"  strictu sensu. Alcuni testi e immagini sono reperiti dalla rete : preghiamo gli autori di comunicarci eventuali inesattezze nella citazione delle fonti o irregolarità nel loro  uso.Il contenuto del sito è sotto licenza Creative Commons Attribution 2.5 eccetto dove altrimenti dichiarato. Navigando nel sito se ne accetta la   PRIVACY POLICY