Corso di Religione


LE RELIGIONI DELL'ANTICHITA'

INDOEUROPEI      

         


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I popoli indoeuropei
Gli Indoeuropei erano  un insieme di popoli pastori a struttura patriarcale che abitava l'Eurasia. I popoli indoeuropei erano quelle tribù che nel 5000-4000 a.C. si spostavano come pastori e cacciatori nomadi nelle pianure che andavano dal Baltico fino al Caucaso e che verso il 3000-2000 a.C. hanno invaso in tutte le direzioni le aree limitrofe .

Mentre Celti, Greci, Latini , Germani e Slavi occupano L'Europa, gli Arii si estendono nell'India del Gange e nell'Iran. Queste tribù nei secoli diventano popoli con culture proprie fortemente differenziate fino a chiamarsi reciprocamente " barbari" (=termine che in latino equivale a stranieri).

Verso il 1930 lo studioso Georges Dumezil , attraverso la paleolinguistica ricostruisce le antiche parentele di questi popoli. Egli scopre l'unità di fondo dei loro miti religiosi .

Il mondo divino e quello umano risultano retti da 3 principi :
- produrre ricchezza ( i laici)
- esercitare la forza (i nobili)
- governare il potere del Sacro (il clero).


La società divina era divisa in due classi di dèi che si spartivano i 3 compiti ( ricchezza , forza, potere divino) in armonìa:
- Forze di Vita
- Esseri di Luce


                        FORZE DI VITA                 ESSERI DI LUCE
In India:               asura                             deva
In Iran:                ahura                            daeva
In Germania:        asi                                 vani
etc.

In India molto più tardi si ritrovano gli Asura come "rivali degli dèi" ,"forze delle tenebre", "demoni", mentre i Deva sono gli dèi dominanti e benigni.

Mentre la maggior parte dei popoli Arii opera una riforma del pantheon simile a quella dell'India, in Iran -per opera del profeta Zarathustra- viene operata una riforma diametralmente opposta: gli Ahura sono gli " dèi dominanti" e i Daeva sono gli "avversari", le "forze del male", i "demoni".

Il mondo soprasensibile ed il mondo divino presso gli Indoeuropei.
La paleolinguistica dimostra la originaria credenza degli indoeuropei in un essere supremo o celeste, buono, autore delle cose.

Questo essere Supremo (o Celeste) è superiore all'essere terrestre, l'uomo, il quale chiede a lui benefici,esprime gratitudine, offre sacrifici.

Esso era rappresentato col Nome: nella loro cultura il nome era presagio della natura e della qualità della persona.


Tutte le parole teonime indoeuropee hanno significato di luce, chiarità, cielo illuminato; esse rimandano ad una percezione religiosa della realtà sovrasensibile e divina a partire da una jerofania della volta celeste.


SANSCRITO : DYEUS - DEIWOS-- DYAUH PITAH-----------------RITU
GRECO :         THEOS --------------THEOS PATER
LATINO :        ZEUS ->DEUS ------ZEUS PATER ->DEUS PATER--RITUM
UMBRO:  --------------------------JUPATER----->JUPITER


ITALIANO
: ---------------------------------------GIOVE

Con il Supremo si veneravano altre divinità. Tutte le divinità celesti non appaiono mai teriomorfizzate ma sempre antropomorfizzate .

Per avvicinarsi agli dèi celesti bisogna salire sulle montagne.
Ci sono varie divinità delle alture, ma il Supremo dimore in un cielo inaccessibile.

L'uomo è GHEM, GHOM, GHM, in sanscrito e GHEO in greco, che significa terra, terrestre. 

L'uomo è perdente se si confronta con gli dèi, con il loro sistema di vita e con la loro felicità,e deve perciò accettare la sua condizione limitata:ai mortali spetta una vita mortale ed è bene che l'uomo conosca se stesso prime che si lasci prendere balla brama di diventare come gli dèi e cada in disgrazia. 

L' hybris, l'orgoglio è il primo e peggiore dei mali:l'umiltà, la moderazione,il nulla in eccesso,l'armonia l'equilibrio sono le virtù dell'uomo saggio.

Secondo le innumerevoli testimonianze storiche gli dèi si sono manifestati in modo potente, suscitando timore e tremore riverenziale

[ cf   : Virgilio, Eneide,3,172.4,571.CICERONE, Somnium Scipionis 2,3  ]

Di fronte alla maestà divina alla manifestazione della sua potenza il timore si trasforma in affascinamento e poi in ammirazione e fiducia//adorazione.

Gli indoeuropei erano popoli numerosi ma dispersi sul territorio.
Dal 5° millennio sono attestati in europa diversi gruppi umani di agricoltori sedentari.

Verso la metà del 4° millennio a.C. intanto erano sorse le prime civiltà organizzate a struttura urbana lungo il Tigri, l'Eufrate, il Nilo, l'Indo e il Fiume Giallo in Cina (Huang Ho). 

Con lo sviluppo delle civiltà urbane nasce un antagonismo tra queste e le civiltà barbare.

Nelle religioni indoeuropee, si nota spesso una ripugnanza a registrare la parola sacra, a volte addirittura c'è un esplicito divieto di usare la scrittura per conservare la rivelazione e tramandarla nel tempo.

Simile riluttanza a fissare per iscritto la parola sacra è presente anche nel mondo greco, latino e celtico.  Grandi legislatori e maestri del passato, come Licurgo, Pitagora e Numa, proibirono che i loro insegnamenti venissero registrati e tramandati per iscritto.

I druidi, sacerdoti dei celti, ritenevano sacrílego che le loro sacre tradizioni fossero trasmesse in forma diversa da quella orale (lo ricorda Giulio Cesare nel suo De bello gallico 6, 14).

Man mano che questi popoli índoeuropei vengono poi assorbiti nell'area delle civiltà con scrittura, l'uso della registrazione scritta prevale sulla tradizione orale

Nel 3/2°millennio i popoli indoeuropei ,c he commerciavano regolarmente con tutti gli altri,compresi quelli civili, migrano, meglio si infiltrano, non si sa perché e come , nell'europa mediterranea ,l'asia minore,l'Iran la Cina e l'India. 

I testi induisti Rig Veda testimoniamo la migrazione degli Ariani (indoeuropei iraniani) in India.

Fin dalla antichita' Le culture si incontrano, si fondono e così anche le religioni .


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