Corso di Religione


LE RELIGIONI DELL'ANTICHITA'

PALEOLITICO-NEOLITICO
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Il paelolitico glaasGrotta di Laas Geel, Somalia- Donna e mucca.

Dal greco palaios, "antico", e lithos, "pietra", ossia "età della pietra antica" è il termine scientifico per indicare la più antica età della pietra.

Tra le ere geologiche corrisponde a quella del Pleistocene (da 2 milioni a 10.000 anni fa). Durante il paleolitico si sono avute una serie di glaciazioni . Con la fine dell'ultima glaciazione, tra 15000 e 10000 anni fa, e il conseguente aumento delle temperature, i ghiacciai ripresero a sciogliersi, e il livello dei mari si rialzò nuovamente.

E' il periodo più lungo della Preistoria. In questo tempo gli uomini sanno fabbricare strumenti solo in pietra scheggiata, si procurano il cibo cacciando e raccogliendo i frutti spontanei della terra.

Nel Paleolitico superiore  si hanno tracce di raccolta di cereali come ha recentemente scoperto l'archeobotanico di Harvard Ehud Weiss a Ohalo II, in Israele , fra i resti di moltissimi di vegetali che datano 23,000 anni fa.
"Il primo homo è l'Homo habilis i cui più antichi resti, provenienti dalla regione dei laghi del Kenia in Africa, risalgono a circa due milioni, o forse più, di anni fa.

È convinzione attuale che per un certo periodo l'habilis abbia convissuto con varie specie di australopiteco (= scimmie del sud ) antropomorfe.

Da un milione a 200-100 mila anni fa: l'Homo erectus che presenta una postura completamente eretta, un notevole sviluppo cranico e soprattutto lo sviluppo di una primordiale tecnologia; gli strumenti dell'erectus non sono solamente oggetti che la natura fornisce ma sono lavorati, modificati, adattati alle necessità.

I resti archeologici, principalmente tracce di accampamenti, ci confermano che l'erectus possedette il controllo del fuoco. Questa maggior conoscenza tecnologica e quindi la capacità di adattarsi a diversi ambienti è forse ciò che permette all'erectus di migrare, colonizzando tutte quelle parti del mondo che sono in collegamento diretto con l'Africa: l'Europa e l'Asia.

antichitas

Il più antico resto fossile europeo, vero e proprio, è una mandibola trovata inGermania a Heidelberg. Da una approssimativa datazione sembra risalire a 650 mila anni fa. Il più antico sito europeo dell'erectus è la grotta del Vallonet sulla Costa Azzurra databile tra i 950-900 mila anni fa.

In questa grotta sono stati trovati strumenti in pietra e anche schegge lavorate in osso che costituiscono i resti più antichi di strumenti preistorici in Europa. Non sono ancora presenti strumenti bifacciali.

In Europa ritrovamenti di utensili bifacciali indicano la presenza di questa tecnica solo 600 mila anni fa mentre reperti di strumenti bifacciali recuperati in Etiopia vengono datati a molto prima, 1,5 milioni di anni fa.

utensili1
(fonte: Corriere della Sera-I percorsi della storia-il Grande Manuale)

Da 100 mila a 30 mila anni fa: l'Homo sapiens neanderthalensis popola vaste zone dell'Europa. A questo periodo risalgono i primi ritrovamenti relativi a pratiche di sepoltura.

Circa 30 mila anni fa in Europa giunge quello che viene detto uomo di Cro-Magnon, dal sito del primo ritrovamento zoologicamente Homo sapiens sapiens .

Negli ultimi anni si è rafforzata la teoria che vede Neanderthal e Cro-Magnon come due specie diverse evolutesi in modo quasi parallelo. L'uomo di Cro-Magnon, ovvero l'uomo moderno, sostituisce, in Europa l'uomo di Neanderthal (che si estingue circa 28 mila anni fa) in un arco di tempo relativamente breve anche se non è possibile stabilire che tipo di relazioni (collaborazione, indifferenza, guerra) si stabiliscano tra i due.

12 mila anni fa iniziava la fine dell'ultima era glaciale (era iniziata 70 mila anni fa). Questo fu un evento di grande rilevanza .

Con il termine dell'ultima glaciazione e con l'irrompere di una nuova economia fondata sull' agricoltura, che sostituisce nei gruppi umani più evoluti socialmente l' economia di caccia e raccolta, si dà inizio ad un venir meno al tradizionale nomadismo (attestato ancora in età mesolitica) della specie umana per un sedentarismo che con il tempo sarà sempre più spinto e di cui il processo di urbanizzazione sarà il sintomo più eclatante.

Un altro elemento non trascurabile e carico di conseguenze è che le comunità di agricoltori sedentari hanno la possibilità di accumulare proprietà e, di conseguenza, tendono a proteggerle.

Presso le società preistoriche la memoria dei fatti accaduti, i miti e le conoscenze tecniche erano tramandati oralmente di generazione in generazione; tale patrimonio di sapere scompare il più delle volte con l'estinzione del gruppo.

L'archeologia costituisce pertanto l'unico mezzo per ricostruire gli eventi preistorici, attraverso l'esame delle testimonianze materiali lasciate dai popoli: abitazioni, utensili, rifiuti, modificazioni del contesto ambientale, monumenti e opere d'arte.

Accanto all'analisi dei reperti portati alla luce dagli scavi archeologici, lo studio della preistoria si avvale degli apporti di altre discipline – quali la geologia, la paleontologia, l'antropologia fisica – al fine di ricostruire il contesto ambientale in cui si trovarono a vivere aggregati umani preistorici, e quindi di conoscere il loro modo di interagire con esso, sfruttando le risorse offerte.

5000 anni fa l'invenzione della scrittura, lo sviluppo delle società complesse e l'inizio della protostoria .

Il processo di astrazione, che nella nostra specie si era avviato con il primo strumento di lavoro e che non si era fermato ma era proseguito con la costruzione di strumenti che permettevano di realizzare a loro volta altri strumenti, ebbe ricadute non solo sulla vita concreta ma anche sullo sviluppo degli organi di fonazione, del linguaggio, della comunicazione e in ultima analisi del pensiero.

All'inizio della protostoria, con lo sviluppo di società complesse tra l'età neolitica e l'età dei metalli, viene favorita la nascita della scrittura, come mezzo per registrare e trasmettere informazioni, e il processo di astrazione raggiunge un nuovo traguardo, anche se questo stadio dell'evoluzione umana presenta una casistica molto complessa (sono esistite civiltà che pur giungendo all'organizzazione sociale dello stato non sviluppano, almeno per quanto ne sappiamo, la scrittura).

Le prime forme di registrazione scritte compaiono, quasi contemporaneamente, in varie parti del mondo: in Mesopotamia (Sumeri), valle del Nilo (Antico Egitto), Cina circa 5000 anni fa.

Per convenzione si usa utilizzare la datazione dei primi reperti ritrovati di documenti scritti come spartiacque tra l'epoca preistorica della specie umana e una nuova era che convenzionalmente viene designata con il termine più appropriato di storia.

La capacità di simbolizzazione" La religione del Paleolitico la vediamo profilarsi in una vaga penombra ...noi conosciamo il Paleolitico superiore come uno scenario ( teatrale) vuoto mentre per lo più incomprensibili sono le trancce deli atti ( della pièce ) ... è come cercare di ricostruire una rappresentazione teatrale senza averla vista a partire dallo scenario di sfondo " ( Leroi-Gourhan)lasc

Alcune impronte di mani sulle pareti della grotta di Wargata Mina, nella Tasmania sud-occidentale, sono datate 15.000 anni fa. Si vedono stampinate ben 16 mani destre e sinistre di cinque individui, create soffiando sulle mani uno spruzzo di pigmento polverizzato mischiato ad acqua.


" Mentre per i Neandertaliani e per le forme di Homo sapiens sapiens del Paleolitico superiore viene comunemente ammesso un comportamento simbolico con aspetti di ordine religioso, per i periodi più antichi (Paleolitico inferiore ed epoche precedenti) la scarsità dei documenti strettamente simbolici e la difficoltà di interpretarli rendono più problematica l'identificazione di un senso religioso."    (*)

L'arte del Paleolitico si divideva rispettivamente in arte parietale ed arte mobiliare. L'arte parietale è costituita da quattro periodi (detti anche stili) con i quali, nel corso del tempo, si è complessificata.

Nel 1° stile i disegni vengono realizzati su massi; nel 2° stile: troviamo graffiti sulle pareti delle caverne; nel 3° stiletroviamo raffigurazioni di mammiferi ; nel 4° stile troviamo l' utilizzo della prospettiva e delle tecniche di luce.

willendorfVenere di Willendorf

"Tipico dei paleolitici è lo stencil delle mani . Sui significati dei simboli siamo ancora a livello di congetture.

L'arte mobiliare è caratterizzata dalla rappresentazione di piccole statuette, chiamate comunemente le Veneri, , come la Venere di Willendorf, che si stima sia stata realizzata fra il 23.000 ed il 19.000 a.C.

Sicuramente è simbolo di fecondità e vitalità ma non è certo che abbia significati religiosi."

Riportando alla luce i siti degli accampamenti preistorici di Dolni Vestonice, nella Repubblica Ceca, gli studiosi hanno recuperato migliaia di piccoli grumi d’argilla secca o cotta dal calore dei focolari, che riportano impronte di tessuti venuti casualmente a contatto con l’argilla fresca che ne ha conservato l’immagine impressa, filo per filo, nodo per nodo, piega per piega.

Fatta questa scoperta, gli archeologi americani hanno ripreso in esame le decine di statuette di Veneri, realizzate fra i 15 mila e i 27 mila anni fa, verificando che spesso indossavano abiti di fibre intrecciate e berretti che sembrano fatti all’uncinetto, oltre ad eleganti tute di pelliccia, con cappuccio, simili a quelle usate dagli eschimesi fino a un paio di secoli fa.

Questi particolari erano evidenti già a prima vista, ma finora nessuno aveva avuto l’ardire di riconoscerli per quel che erano.

venereisraelBerekhat Ram ( Golan, Israele) . Figura femminile(?) datata 300000a.C. [fonte : http://www.nihilum.republika.pl

Era opinione comune, infatti, che la tessitura fosse stata inventata almeno 20 mila anni dopo dagli agricoltori del Neolitico.

Le statuette dimostrano che gonne di stoffa finemente tessuta, portate molto basse sui fianchi, erano già di gran moda 23 mila anni fa.

La ricerca è tuttora in corso, ma gli autori avevano fatto il punto dei loro studi in una pubblicazione scientifica dell’ottobre 2000, nella quale sottolineavano che mentre la più antica testimonianza indiretta dell’esistenza dei tessuti (le impronte sull’argilla) sfiora i 31 mila anni, la più vecchia prova diretta ha 18 mila anni ed è rappresentata da un minuscolo frammento di tessuto rinvenuto inglobato in un sottile strato di carbonato in uno scavo preistorico francese, mentre la più antica cordicella intrecciata arrivata fino a noi ha 19 mila anni.

Uno degli studiosi statunitensi, James M. Adovasio, ritiene che la tessitura abbia avuto origine 40 mila anni fa, se non prima. Appurata l’esistenza di stoffe già nel Paleolitico, rimane da spiegare perché le Veneri siano in genere più svestite che vestite, sebbene le donne dell’epoca vivessero in un clima più rigido dell’attuale. "

[ fonte : http://www.bpp.it/apulia/html/archivio/2006/I/art/R06I103.htm]

"La questione delle sepolture sc_graveIl seppellimento dei morti è relativamente recente  : le sepolture più antiche risalgono a 90.000 anni fa.

C'è stato un momento a partire dal quale l'uomo ha iniziato a seppellire i defunti?
Non sappiamo.

L'uomo che seppellisce i defunti non differisce sensibilmente negli aspetti fisici e culturali dalle forme che l'hanno preceduto. (Binat 1991) (*)

" Non si può affermare che il carattere religioso dell'atteggiamento di fronte alla morte , la pratica della sepoltura consegua necessariamente da una fede esplicita in una qualche sopravvivenza dopo la morte compresa attraverso forme concrete "
( Muller , Karje, Donini, etc ) (*)

La scoperta dell'archeologo Leore Grosman, dell’Istituto di Archeologia dell’Università Ebrea di Tel Aviv, nel cimitero natufiano di Hilazon Tachtit, nella Galilea Occidentale, della tomba di una donna di 45 anni ( 15.000-8.000 a.C.) , che, a causa di un difetto nella colonna vertebrale doveva camminare zoppicando o trascinando una gamba, ha subito scatenato le fantasie di molti .

Nella tomba è stato trovato un corredo diverso da quelle delle altre 28 sepolture natufiane di Hilazon Tachtit : ben 50 gusci di tartaruga, il bacino di un leopardo, parte delle ali di un’aquila dorata, la coda di un bovino, due teschi di martora e la zampa anteriore di un cinghiale, quest’ultima allineata con il braccio sinistro della donna .

Subito alcuni hanno pensato ad una sciamana ma anche qui siamo nel campo delle congetture.C’è anche l'oggetto misterioso a rendere la cosa più intrigante : accanto alla donna è stato trovato anche il piede di un uomo." (*)




(*) Fiorenzo Facchini e Paolo Magnani ( a cura di ) -Miti e riti della preistoria-Un secolo distudi sull'origine del senso del sacro-Jaca Book



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