Corso di Religione

Pag.  1
 1   2   3  


IL BUDDISMO
Rivelazione
         


powered by FreeFind




Le Quattro Nobili Verità del Buddha La fede è per definizione " fede nella rivelazione".
La rivelazione nel buddismo è da considerarsi il Budda stesso : il risvegliato , colui che ha superato la condizione di sofferenza costitutiva dell'esistenza .


Alla fine dell'itinerario del Buddha, il canone buddista sottolinea alcuni elementi propri dello stato nel quale rimane il mistico. Esso è caratterizzato anzitutto dalla "sapienza" (in sanscrito prajna, in pali panna). 

I testi parlano anche dei "poteri miracolosi" (siddhi), frutto dello stato acquisito. Sono poteri magici, e fra questi vengono enumerati l’ ''occhio divino", l'"orecchio divino", il potere di conoscere i pensieri altrui, o tutte le previe esistenze, di volare come i passeri, di toccare con le proprie mani il sole e la luna, ecc.

In questo campo, il buddismo non presenta nessuna originalità, perché ripete le liste stereotipe delle antiche scuole, per esempio dello yoga .

Il " Discorso di Benares "è fondamentale per il Buddhismo tanto da essere considerato l'evento che dà inizio al Dharma , ossia la dottrina buddhista.

Al momento del "Risveglio" Siddartha credette di riconoscere quattro verità fondamentali dell'esistenza:

1- la realtà dell'esistenza e del mondo è sofferenza, dukka .

La sofferenza è quella che si prova in qualsiasi attività mondana, che si sopporta nella vita quotidiana: la nascita, la vecchiaia, le malattie, la morte, la tristezza ecc.

Nel termine dukka è compresa la sofferenza che si prova quando l' attaccamento ad uno stato temporaneo che si considera "buono" cambia : quando ci si separa da qualcosa verso cui si prova un attaccamento 'amoroso' e/o quando ci si associa con qualcosa verso cui si prova un attaccamento 'odioso'.

2-l'origine della sofferenza è il desiderio di esistere, il bisogno del piacere e anche il suo rifiuto; tanha .

La bramosia che conduce all'attaccamento e al legame è la causa della sofferenza. Questa brama è indicata con il termine taṇhā. Può essere classificata in tre impulsi istintivi. Kāma taṇhā è la brama di un qualsiasi oggetto piacevole ai sensi (che ha a che vedere con la vista, l'udito, il tatto, il gusto, l'odorato e le percezioni mentali).

Bhava taṇhā
è la brama di attaccamento per un processo in evoluzione, che si manifesta in varie forme, incluso il desiderio di esistenza. Vibhava taṇhā è la brama di separazione da un processo, che include il desiderio di non esistenza e che causa il desiderio dell'auto-annichilimento.

La sete di esistere o di non-esistere è generatrice delle rinascite (Samsara) e cioè di sofferenza incessante.

3-La sofferenza viene estinta nella condizione di Nirvana ;

La terza nobile verità implica che l'eliminazione della causa (tanha-la bramosia) elimina l'effetto (la sofferenza- dukka).

4-la via che conduce alla estinzione della sofferenza è il Dharma ... cioè l' Ottuplice Sentiero :

-la ruota del dharma buddhista: gli otto raggi dell'ottuplice sentiero

retta visione,
retta intenzione,
retta parola,
retta azione,
retto sostentamento,
retto sforzo,
retta presenza mentale
e retta concentrazione.


La scoperta dei 5 aggregati
«....ciò che l'animo percepisce come tathata è l'unicità della totalità di tutte le cose,il grande tutto che tutto comprende.» (Asvaghosa).

Buddha nel suo risveglio vide l'apparizione dei cinque aggregati e la loro sparizione.

Quando i cinque aggregati agivano allora era per lui sofferenza; quando sono cessati è sparita la sofferenza.

Per questo dice che è per il fatto che esiste la sofferenza in questo mondo che c'è la possibilità della sua cessazione.

E aggiunge che è perché c'è questa possibilità di cessazione che la sofferenza appare nel mondo.

Affinche avvenga la " cessazione" della sofferenza deve avvenire la " cessazione" delle cause che la producono e cioè la cessazione dei 5 aggregati che producono un flusso illusorio di energie.

La sofferenza , Dukka è quella che tutti gli esseri provano per la loro costitutiva ignoranza ( avidya) di :
- essere meri aggregati ( khandha )
- di costituenti ( saṅkhāra )
- privi di un'identità definita e immutabile ( attā ).


Nessun fenomeno costituisce un individuo permanente, essenziale e separato, un " IO" . Ogni essere vivente è un composto di cinque aggregati (i khandha) ;

-( image: wikipedia)

1- forma fisica (rūpa),
2- sentimenti o sensazioni (vedanā),
3- percezione (saññā),
4- formazioni mentali (sankhāra)
5- coscienza (viññāṇa)
e nessuno di questi può essere identificato come "uno solo" ma tutti sono intercoorelati da un principio di causalità.

I cinque aggregati sono un tutto senza una reale consistenza o esistenza, nè insieme, nè separatamente.

" 1. L’Aggregato della forma ( rupa ):

Il termine “forma” è usato per le cose che possono essere percepite tramite gli organi sensoriali. Le forme provocano la mente all'attaccamento e questo genera sofferenza.


Ci sono le “forme causali” - i quattro elementi (terra, acqua, fuoco e vento) - e le ”forme risultanti” - le cinque abilità sensoriali con i loro corrispondenti cinque oggetti sensoriali (forme visibili, suoni, odori, sapori e oggetti tangibili) nonché le "forme di coscienza" mentali .

La forma deriva dai quattro elementi fondamentali , terra, (Non si tratta della terra intesa come terreno, suolo, ma dello spazio ) acqua, fuoco e vento mentre la coscienza emerge dagli altri 4 aggregati e i Fattori mentali sorgono dal "contatto" della Coscienza con altri 4 aggregati.

Gli oggetti sensoriali sono divisi in
- otto generi di forme e
- dodici generi di colori,
- otto generi di suoni
,
- quattro tipi di odori

- sei tipi di sapori e
- undici tipi di sensazioni corporee.
- In più, ci sono cinque forme differenti di coscienza mentale (ad esempio tutti i generi di forme immaginate) .

2. L’aggregato della Sensazione ( vedana ) la cui caratteristica è in generale quella dell’esperienza. le sensazioni agiscono sia sul corpo che sulla mente. La sensazione provoca la mente all'attaccamento e questo genera sofferenza.

Le sensazioni mentali, quando sono sperimentate in meditazione, possono essere divise in innumerevoli ulteriori aspetti. Assenza di paura, gioia e compassione , sono definite sensazioni assolute, poiché si correlano con la natura della mente. Tutte le altre sensazioni sono relative, poiché sorgono da condizioni .

C'è una tendenza ad identificare praticamente tutto come 'buono', 'comodo' o 'soddisfacente', oppure a considerarlo l'opposto come 'cattivo', 'scomodo' o 'insoddisfacente'.

Siamo noi in primo luogo che creiamo la sofferenza appiccicando delle etichette alle cose come 'piacevoli' o 'spiacevoli'. Se uno riesce a rinunciare alla tendenza di identificare le cose ( aggregato della percezione) in 'piacevoli' o 'spiacevoli' raggiunge la libertà definitiva.

3. L’Aggregato della Percezione e Identificazione
( sanna )
l'aggregato che conosce qualcosa chiaramente e distintamente; è molto importante per lo sviluppo delle visioni del mondo e delle abitudini mentali .


C’è identificazione senza nome, ad esempio se non conosci il nome di qualcosa, o nel modo di un bimbo che percepisce il mondo. L’identificazione con il nome è utile per giudicare qualcosa come buono o cattivo, o per rinominare le cose diversamente.

Gli umani possono solo riconoscere-identificare il regno animale mentre gli esseri di altri regni come per esempio i regni con forma e senza forma, possono anche riconoscere-identificare gli umani.

4. L’Aggregato della formazione ( o disposizione o determinazione) mentale ( sankhara ) che induce alle azioni volitive.

L'aggregato è composto da sei differenti gruppi di eventi mentali.
I Theravada conteggiano 47 formazioni, nel Mahayana 51 formazioni, le quali tutte possono essere ulteriormente suddivise.

Tutte le formazioni mentali designano tutti gli stati mentali positivi,negativi e neutri.

Ci sono cinque “formazioni pervasive” che accompagnano tutte le esperienze mentali - intenzione e contatto sono due di queste .
Ci sono
- cinque “formazioni determinative“, che orientano la mente verso certi oggetti, come esecuzione, considerazione o consapevolezza;
- undici “formazioni positive”, come ad esempio la fiducia, il pudore o il rispetto;
- sei disturbi principali come ignoranza, desiderio e odio;
- venti disturbi secondari come ostilità, essere senza misericordia o il risentimento;
- quattro “formazioni variabili” che possono essere sia positive o negative, come pigrizia e rimpianto.

Ci sono anche formazioni mentali come nascita o vitalità, termini o parole che non sono né inequivocabilmente materiali inequivocabilmente mentali.

5. L’Aggregato della Coscienza ( vinnana ) che costituisce la mente che discerne. Sulla base di sei basi di senso sorgono una serie di fattori mentali tra cui sei "tipi" o "classi" di coscienza (vinnana-kaya).

Il buddismo contempla sei basi sensoriali che si riferiscono ai cinque organi fisici di senso (o campo recettivo) appartenenti ad occhio, orecchio, naso, lingua, corpo , mente ( il sesto senso di base) e dei loro oggetti associati (forme visive, suoni, odori, sapori, toccamenti e oggetti mentali).

I sei tipi di coscienza sono :
1- coscienza-occhio
(cioè coscienza basata sull' occhio),
2- coscienza-orecchio,
3- coscienza-naso,
4- coscienza-lingua
,
5- coscienza-corpo
6- coscienza-mente.

La Coscienza (divisa in aspetti concettuali e libera da concetti) è quella che percepisce gli oggetti; è chiara e riconosce le cose.

I Theravada, e in parte anche il Mahayana, suddividono la consapevolezza o coscienza in sei aspetti, mentre in altre scuole del Mahayana, nella cosiddetta “Scuola Solo Mente” e la ”Scuola Shengtong Madhyamaka” viene divisa in otto aspetti base:
- le cinque coscienze sensoriali,
- la coscienza mentale,
- la coscienza nascosta e
-la coscienza base.

Il contatto
La coscienza è il flusso e la condensa zione di tutte le energie psicofisiche ( fisiche e mentali) che la formano e la determinano nel contatto ( phassa o sparsa ) con gli altri 4 aggregati .

Un contatto è ad esempio costituito da :
- un occhio ( organo visivo) ,
- un oggetto visibile
- e la relativa coscienza di sensazione visiva .

La "realtà"
Non v'è assolutamente alcun campo di coscienza che si trovi fuori dalla azione dei cinque aggregati.

Ogni esperienza che è possibile fare, in qualunque campo ci si trovi, in qualunque modo la si faccia, quando ciò avvenga, sono sempre i cinque aggregati ad agire.


Chiunque sia, di qualunque cosa si tratti sono sempre i cinque aggregati ad agire. Non esiste assolutamente nulla al di fuori dei cinque aggregati.

Quando gli aggregati cessano di apparire, si attua la cessazione di tutto quel che la loro apparizione provoca nella coscienza e si vede la vacuità della stessa coscienza.

La Realtà è il Vuoto-di-illusioni.

Attraverso il buddhismo la coscienza puo’ purificarsi da tutte le forme illusorie che sorgono dai 5 aggregati e nella loro cessazione ( nirvana : nir + va= cessazione del soffio, estinzione) , può "vedere" la Realtà , il Vuoto-di-illusioni , la ChiaraLuce della Consapevolezza.

La rivelazione è il Budda stesso insieme con le parole con cui si autodefinisce.

Il Budda si riconosce come Tathāgata , Colui che è aldilà di tutti i fenomeni transitori causati dai 5 aggregati , aldilà dell' impermanenza dell'essere.

Il Buddha definisce la Cessazione, Nirvana, come "non-nato, non-originato, non-creato, non-formato", in contrasto con il mondo fenomenico nato, originato, creato e formato.

Cosa sia Nirvana fu sempre discusso, lo stesso Buddha non lo spiegò . In esso infatti non c'è essere, né effetto, né stabilità, né permanenza; considerando il mondo come una successione di fenomeni, oltre l'ultimo di essi non c'è che il Nulla.

Il nulla di tutto quello che è conoscibile e concepibile in questa vita, il nulla dell'essere finito e caduco, è soprattutto un non-essere, un non-esistere. Cosa questo sia è inspiegato.

Il mondo che l'uomo percepisce è' una rappresentazione illusoria della realtà ( prodotta dai 5 aggregati) ma non è la Realtà vera, ultima , essenziale. Tutto ciò che percepiamo è illusorio perché è'  impermanente .

Al di là di di tutto l' incessante movimento-mutamento ( samsara ) c'è la Realtà unica, la Verità . Nella profondita' dell'universo, del tutto che e' solo vibrazione, la sola realta' e' Sunyata , il Grande Vuoto.

Secondo i buddisti, lo stesso Buddha, prima di nascere come Gotama, avrebbe subìto una lunga serie di rinascite. Egli fu però anche il primo uomo a raggiungere l'Illuminazione, per cui la sua morte ha rappresentato l'immediato passaggio al Nirvana. Nirvana , anche se letteralmente significa "estinzione", spiritualmente significa "beatitudine".

Secondo la scuola Mahayana , Nirvana  rappresenta il completo annientamento o non-essere, raggiungibile anche in vita e quindi definibile in senso positivo, come stato di pace totale e di gioia assoluta e di verità ultima, che però solo gli illuminati scorgono.

Secondo la scuola Hinayana, il Nirvana sfugge a qualsiasi definizione, poiché rappresenta la fine della vita accessibile alla coscienza e il passaggio a un'altra esistenza, inconsapevole, possibile solo dopo la morte.

In entrambi i casi Nirvana significa interruzione della catena delle rinascite (samsara).

Il buddismo si fonda innanzitutto su una solida comprensione della vacuità di tutti fenomeni che appaiono nel campo della coscienza e sulla fiducia ( fede) nella Buddhità come potenziale di Risveglio presente in ciascuno ( la ChiaraLuce) .


top




home

DISCLAIMER. Si ricorda - ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n. 62 - che questo sito non ha scopi di lucro, è di sola lettura e non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare" : gli aggiornamenti sono effettuati senza scadenze predeterminate. Non può essere in alcun modo ritenuto un periodico ai sensi delle leggi vigenti né una "pubblicazione"  strictu sensu. Alcuni testi e immagini sono reperiti dalla rete : preghiamo gli autori di comunicarci eventuali inesattezze nella citazione delle fonti o irregolarità nel loro  uso.Il contenuto del sito è sotto licenza Creative Commons Attribution 2.5 eccetto dove altrimenti dichiarato.