Corso di Religione

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IL BUDDISMO
Etica
         


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L'etica
Nel momento dell'Illuminazione il Buddha avrebbe intuito un preciso imperativo etico: "liberarsi dalle opinioni".

L'atteggiamento buddista quindi è di tipo anti-dogmatico: non ama le discussioni attorno a ciò che è preconcetto, presupposto in base ad atti di fede.

Le domande metafisiche o teologiche sull'essenza del mondo, sull'origine dell'universo ecc. vengono considerate inutili ai fini dell'Illuminazione.


Anche la Cosmogonia è ridotta a pochi enunciati.

Il Buddismo vuole porsi come filosofia di vita e soprattutto come pratica meditativa

"La dottrina è simile a una zattera -disse il Buddha -, serve per attraversare e non per trasportarsela sulle spalle".

Al pari di ogni altra religione però -nelle sue diverse scuole e con contenuti diversi- il buddismo custodisce i propri dogmi, i propri canoni, i propri riti e persino un proprio misticismo.

La condizione suprema della felicità è quella del Nirvana, in cui l'uomo è felice pur non desiderandolo, è felice perché ha vinto l'Illusione cosmica (maya), soprattutto quella dell'IO.

Sul cammino dell'estinzione dei desideri dell' IO la coscienza incontra la Compassione.

Il cammino buddhista è un cammino di superamento dell'egoismo per una vita di compassione per tutto e per tutti che nasce e irradia dalla profondità dell'essere ( la ChiaraLuce) .

Il senso della vita
Il cammino del Buddha è caratterizzato da una energia radiante : la Compassione.

Il senso dell'esistenza individule è diventare ciò che già si è : un Buddha, la coscienza della Chiara Luce che ognuno ha in sè e che irradia compassione , amore.


Il cammino procede fino alla buddità quando è motivato non dalla salvezza di sè ( il sè non esiste, sarebbe una illusione) , dalla "conquista" del Nirvana, ma dalla Compassione, cioè dall'amore per tutto e tutti.

Dice il Maestro Shantideva : Finchè esisteranno creature sensibili e finchè esisterà lo spazio infinito io mi prodigherò per contribuire il più possibile al Benessere dell' Intera Umanità.

I precetti buddistiIl fondamento dei precetti buddisti è nella rivelazione : ogni cosa è interconnessa , causata da / causa di tutte le altre, per cui qualunque comportamento umano ha effetti sulla vita di tutti gli esseri che ne condividono l'esistenza .

La mente ( coscienza ) buddista deve riconoscere ed evitare tutte le azioni che possono causare sofferenza o rimorso .

I principi etici e morali stabiliscono se una certa azione, sia del corpo che della parola , sia dannosa per se stessi o per gli altri in modo da poterla evitare .

La pratica religiosa si svolge sulla base di precetti

Ci sono 10 precetti per monaci e monache, 8 precetti per i laici nei " giorni dell'osservanza" (i giorni di uposatha, ossia i giorni di luna piena, luna nuova e i quarti di luna intermedi) e 5 precetti per i laici nella quotidianità.

Gli otto precetti
1o precetto:
"Mi asterrò dal nuocere alla vita altrui."
Cioè: Non ucciderò, non ferirò alcun essere, chiunque esso sia. Anche le zanzare che mi pungono.



2o precetto:
"Mi asterrò dal rubare."
Cioè: non farò mia la proprietà altrui, non mi approprierò di quanto non mi verrà dato. Non prenderò neppure l'autobus senza pagare.



3o precetto:"Mi asterrò da ogni pratica sessuale."
Cioè: Non copulazione, non masturbazione. Eviterò anche le carezze amorose.



4o precetto:"Mi asterrò da parole menzognere."
Cioè: non mentirò, e sarò onesto in ogni situazione. Qualunque cosa se ne pensi, e qualunque sia l'intenzione, una menzogna avrà sempre un effetto negativo. Eviterò anche di parlare male, inutilmente e di giurare (questo, è probabilmente il precetto più difficile da seguire).



5o precetto:"Mi asterrò dal bere alcool ed ogni altro intossicante."
Cioè: non consumerò delle sostanze capaci di intossicare il mio corpo, o la mia mente: come l'alcool, le droghe, il tabacco, ecc. Eviterò anche di bere troppo caffè. Sono autorizzate le medicine, per ragioni di salute.

6o precetto:"Mi asterrò dal mangiare dopo il pranzo."
Cioè: non consumerò alimenti solidi dopo il mezzogiorno solare sino all'indomani all'alba. Durante questo periodo non berrò neppure del latte, che è considerato un alimento solido, poiché nutre molto. In caso di fame violenta, o di una grande mancanza di energia, sono autorizzati, comunque, il miele, la melassa, i zuccheri liquidi, l'olio ed il burro.



7o precetto:"Mi asterrò dalla musica, dal canto, dalla danza, dai fiori, dai gioielli e da altri ornamenti"
Cioè: non ascolterò musica, non andrò a vedere degli spettacoli, non guarderò dei films, non avrò distrazioni, non leggerò riviste di moda, di giochi, ecc. Non mi profumerò, non avrò cura del mio corpo, in senso estetico (trucco, vestiti alla moda, pettinature sofisticate, gioielli, ecc.). Eviterò anche di vestirmi in modo vistoso. I prodotti per la cura delle pelle sono autorizzati, se per ragioni di salute.



8o precetto: "Mi asterrò dall'occupare dei posti in posizione alta e stando allungato."
Cioè: non mi insedierò — seduto, oppure in posizione allungata — in ubicazione superiore a quella in cui si trovano degli esseri nobili , come i re, oppure, in posti ad essi riservati.



9o precetto

"Mi sforzerò di radiare uno stato spirituale pieno di benevolenza, in modo equanime, verso ogni essere."


Esiste, pure, un nono precetto, che può aggiungersi agli otto (da non confondersi con il nono dei dieci precetti). Esso, "in opzione", consiste, per chi lo adotta, di sforzarsi a cogliere ogni occasione della giornata a sviluppare mettā, la benevolenza, verso ogni essere, senza fare delle distinzioni. Allenarsi a seguire questo precetto è un fatto molto ricco in benefici.

5 precetti per i laici
I cinque precetti corrispondono ai cinque primi degli otto precedenti, salvo il 3, che diventa: "Mi asterrò da pratiche sessuali sconvenienti."
Cioè: Non commetterò adulterio, non avrò dei rapporti sessuali illegali, né tramite prostituzione, ecc..



I 10 precetti
1° precetto: «Mi asterrò dal nuocere alla vita altrui."
2° precetto «Mi asterrò dall'appropriarmi della proprietà altrui.»
3° precetto «;Mi asterrò da pratiche sessuali.»
4° precetto «Mi asterrò dal mentire.»
5° precetto «Mi asterrò dal consumare alcool e qualsiasi altro intossicante.»
6° precetto «Mi asterrò dal consumare cibo tra mezzogiorno (solare) e l'alba.»
7° precetto «Mi asterrò dalla danza, dal canto, dall'udire musica, e dall'assistere a spettacoli.»
8° precetto «Mi asterrò dall'utilizzare profumi, cosmetici, come pure ornamenti (e tutto ciò che attiene alla seduzione).»
9° precetto «Mi asterrò dall' occupare posti che siano collocati più in alto di quelli di esseri nobili (bhikkhu, bhikkhunī o sāmaṇera più anziani di me) o posti riservati a tali esseri.»
10° precetto «Mi asterrò dall'accettare, o dall'utilizzare dell'oro, o dell'argento (metallo e moneta).»

Peccato e perdono Il carattere fortemente etico fa del buddhismo una religione responsabilizzata ed interiorizzata. Nessuno può sfuggire alle conseguenze delle proprie azioni ( karma)

Il buddhismo spinge i singoli individui a sentirsi responsabili del proprio destino e apre loro una via di autosalvezza.

La prima parte del Canone buddhista , VINAYA,contiene la normativa disciplinare per i monaci. I monaci devono vivere in purezza.

(i 3 peccati che impediscono la liberazione)
desiderio del piacere
desiderio di voler esistere
- desiderio di non voler esistere

(le 3 porte dell'inferno)
- concupiscenza
- ira
- cecità mentale

Durante la cerimonia dell'UPOSATHA essi devono dichiararla pubblicamente ad un monaco decano, ovvero devono confessare i loro peccati e farne la penitenza.

Ma solo le colpe leggere possono essere estinte. I peccati più gravi costituiscono un karma negativo che richiede molti meriti e purificazioni.
L'educazione buddhista La rinascita non è legata ad una anima immortale che trasmigra, ma solo al karma . Nel buddhismo questo seme di tendenze o facoltà di agire  crea le condizioni energetiche fisiche e mentali per una rinascita di una nuova individualità impermanente.

Cambiando il karma, cambiano le condizioni cambia l'individuo che rinasce. Se noi oggi  siamo quello che siamo e che tendiamo a diventare , è perchè siamo spinti dal Karma e dalla nostra libera volontà.

Ciò non è dovuto ad una persona immortale che è in noi ma a migliaia di fattori, cause, condizioni fisiche, energetiche mentali di ogni genere  legate alle vite precedenti che chiamiamo karma. Nessuno può sfuggire alle conseguenze delle proprie azioni , il karma. perciò :

Se l'individuo è attento
- alla vita che conduce ,
- alle condizioni e situazioni che si presentano
- e come le  vive ,
- agli impulsi e tendenze che emergono nella coscienza, allora può riconoscere ed  evitare il Karma ( almeno quello negativo) in ogni situazione, scegliere la condotta secondo gli insegnamenti del Buddha ed aprirsi al Nirvana.


È bene però precisare che per raggiungere la Liberazione, più che a una vita moralmente ineccepibile, la quale almassimo può dar luogo a un buon karma , il buddista deve dedicarsi alla Meditazione, che comporta un'energica disciplina ascetica   , la cui esperienza in un certo senso va al di là di ogni comportamento morale.

Il  Buddhismo per primo insegna l'Amore come etica .

Jataka Mala: «..non fare agli altri ciò che non vuoi che gli altri facciano a te..» Samyuttanikaya 3,8.. «Il pensiero dell'uomo può volgersi in ogni direzione.Ma ovunque esso si volga non incontrerà mai niente di più amabile di sé .Così è per gli altri.Di conseguenza chi ama se stesso non deve recar danno agli altri.»

Quando l'uomo agisce con amore egli estingue il karma che lo fa esistere e soffrire .

Nel complesso il buddista ha un atteggiamento di indifferenza morale per il male, essenzialmente rifiutandosi di compierlo.

D'altra parte -dice il Buddismo- "chi ha sana la mente non compete col mondo né lo condanna: la meditazione gli farà conoscere che nessuna cosa è quaggiù durevole, salvo gli affanni del vivere".

Il buddista sostanzialmente è convinto che chi compie il male, vedendo la non-reazione da parte di chi lo subisce, ad un certo punto si renderà conto che è inutile continuare a compierlo.



Il buddista ama non tanto il singolo, quanto il genere umano. Non si difende dal male ricevuto, non si vendica, non condanna chi commette un omicidio. 

Sul piano del comportamento sociale, il Buddismo rifiuta il sistema brahminico delle caste e riconosce l'uguaglianza formale di tutti gli uomini ("formale" perché di fatto con la dottrina della "non resistenza al male" esso disarma spiritualmente il popolo di fronte agli sfruttatori). 

le 4 virtù morali
- compassione
- amorevolezza 
- letizia 
- imparzialità 




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