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 Il Giudaismo

La restaurazione non consiste nel ritorno ad uno stato indipendente, ma in una organizzazione completamente nuova, che permetterà ad Israele di continuare, su un altro piano, la sua missione religiosa; questa organizzazione, concentrata sul culto, sulla legge e riflessione dottrinale, che farà di Israele una comunità religiosa, prende il nome di "Giudaismo ".

Sotto l'impero persiano si consolidano le sue forme istituzionali che resteranno invariate fino ai tempi dei Romani. Il periodo storico decorre dal 538 al 63 a.C. (anno di conquista di Gerusalemme da parte di Pompeo) ovvero al 70 d.C. (anno della distruzione della città e del tempio da parte dei Romani). Le informazioni bibliche sul periodo che va dal decreto di Ciro (538) all'epoca neo testamentaria sono scarse. Due sono i grandi momenti:
- il tempo della dominazione persiana,
- il tempo della dominazione greca e romana

a) Il Giudaismo al tempo della dominazione persiana (sec. VI-V)

Nel 538 l'editto di Ciro consente ai Giudèi esiliati a Babilonia di tornare a Gerusalemme, di riportarsi gli oggetti d'oro asportati da Nabucodonosor (il tesoro del Tempio) e di ricostruire il tempio (Esdra 1, 2-4). Molti preferiscono restare. Alcuni, un "resto" degli esiliati, sotto la guida di Schesbassar rientrano in patria. Ma sorgono subito grosse difficoltà, soprattutto dalle popolazioni locali (Gerusalemme si trovava sotto la prefettura di Samaria, cioè sotto il governo degli ebrei scissionisti del Regno del Nord, considerati impuri più degli stranieri) e il tempio non può essere ricostruito. All'entusiasmo degli inizi succede un profondo scoraggiamento.

Una seconda carovana parte da Babilonia nel 520, sotto la guida del nipote del re Joachim, Zorobabel, nominato commissario dalle autorità persiane, e del sommo sacerdote Giosuè. Tra i rimpatriati si trova anche il profeta Zaccaria che con Aggeo rincuora e incoraggia i compatrioti, parlando del futuro glorioso del tempio che stanno edificando.

La ricostruzione del tempio è ultimata nel 515: dopo la consacrazione, si celebra la Pasqua. Si riaccendono le speranze e si appuntano sulla felicità escatologica ritenuta imminente. Ma questi sogni si dissolvono e scompare con essi il miraggio di un messianismo politico. Zorobabel infatti si ritira e muore; Gerusalemme, senza mura, è continuamente esposta alle razzie dei predoni, mentre i Samaritani (scissionisti del tempo di Davide) intrigano presso la amministrazione centrale. Sfumata la speranza di una restaurazione nazionale, si, imbocca un'altra via, quella della riforma ad opera di Esdra e di Nehemia (sec. v).

I SAMARITANI

In Palestina Ŕ fondamentale l'opera di Esdra sacerdote e scriba che guid˛ il ritorno in Palestina. Egli fissa il testo definitivo della Legge, e ne prepara una copia per il sovrano persiano. il rispetto della Legge Ŕ imposto con severitÓ, da Gerusalemme e da Babilonia. Un gruppo di sacerdoti si ribella per˛ alla severitÓ di Esdra e di Neemia e si rifugia a Samaria, dove fonda il gruppo religioso detto appunto dei Samaritani. Essi costruiscono un loro Tempio sul monte Garizim. Ancora oggi si contano 5-6000 samaritani nel mondo.Il gruppo piu' numeroso si trova in Israele a Tel Aviv.

Nehemia, coppiere alla corte di Artaserse I, nel 445 ottiene' dal suo padrone di andare in missione ufficiale a Gerusalemme, per ricostruire le mura e difendere la vita dei rimpatriati dagli attacchi nemici. Nonostante la forte opposizione raggiunge il suo scopo (in. 52 giorni restaura i bastioni).

Nel 425, in seconda missione ufficiale, ritorna a Gerusalemme per sradicare gli abusi introdottisi durante l'assenza: agisce con energia contro i matrimoni con donne straniere, per l'osservanza del sabato, per il servizio del tempio. Questa energica azione restaura interiormente la comunità giudaica. Quindi ottiene l'indipendenza di Gerusalemme dalla prefettura di Samaria

.In appoggio a questa riforma, interviene poi Esdra, uno scriba sacerdote della comunità giudaica di Babilonia che riceve l'incarico ufficiale di "segretario per la legge del D-o del cielo ", cioè segretario' di stato per gli affari giudaici che si regolano sulla legge mosaica. Esdra, giunto a Gerusalemme con un'altra carovana, organizza una lettura solenne della legge che dura sette giorni.

Riforma la comunità locale in conformità alla legge. Poi ritorna a Babilonia. Ma la sua opera che ha contribuito alla stesura definitiva del Pentateuco, darà al Giudaismo una salda struttura, riconosciuta dalle autorità civili, centrata sulla legge, diventata "cintura protettiva" contro i pagani.

Nel sec. IV si ha la rottura definitiva con i Samaritani che, pur conservando il Pentateuco, costruiranno il tempio sul monte Garizim vicino a Sichem. Al tempo di Gesù, l'ostilità fra i due gruppi sussisterà ancora.

Dopo l'esilio si trovano comunità giudaiche disseminate in tutto il medio oriente, dall'Egitto all'India. Il fenomeno è detto diàspora (dispersione). L'unificazione dell'oriente sotto la Persia favorisce questa espansione. Il loro centro però resta Gerusalemme, dove risiede il sommo sacerdote.

Per circa 200 anni dopo il tempo di Neemia i Persiani mantennero il controllo su Giuda, ma permisero agli lsraeliti di seguire le loro usanze religiose senza ostacolarli.In questo periodo Giuda fu governato da sommi sacerdoti.  Si compiva un'altra promessa divina:

Eso 19,6 Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste parole dirai agli Israeliti╗.

b) Il Giudaismo al tempo della dominazione greca e romana

Nel 333 a.C. le armate persiane che erano in Macedonia furono sconfitte da Alessandro Magno. Egli era convinto che la cultura greca fosse la sola forza che avrebbe potuto unificare il mondo. Alessandro permise ai Giudei di osservare le loro leggi e garantý loro persino l'esenzione dal tributo o tassa durante il loro anno sabbatico.

Quando costruý Alessandria in Egitto li incoraggi˛ a dimorarvi e diede loro alcuni degli stessi privilegi che aveva concesso ai suoi sudditi greci. La conquista greca prepar˛ la strada alla traduzione dell'AT in greco (la versione dei Settanta o Septuaginta) iniziata nel 250 a.C. circa.

L'impero persiano soccombe sotto la conquista lampo di Alessandro Magno (335-323). Ma il passaggio all'impero macedone non ha immediate ripercussioni nella comunità giudaica, tutta concentrata nella sua vita interna.

Dopo la morte di Alessandro Magno nel 323 a.C., i suoi generali divisero l' impero in quattro parti, due delle quali, l'Egitto e la Siria, furono governate rispettivamente dai Tolomei e dai Seleucidi. La Palestina fu controllata, dall'Egitto, dalla discendenza tolemaica dal 323 al 198, ed in seguito fu governata dai Seleucidi di Siria dai 198 al 142.

I Diadochi, come vennero chiamati i successori di Alessandro,lottarono accanitamente per il potere sul suo dominio. All'inizio Tolomeo I si impossess˛ della propria satrapia, l'Egitto e il Nord Africa, che aveva splendide risorse e capacitÓ difensive naturali. Seleuco ottenne la Siria e la Mesopotamia, e dal 301 Lisimaco  prese la Tracia e l'Asia Minore e Cassandro govern˛ la  Macedonia. La situazione cambi˛ di nuovo dal 277, quando tre maggiori regni ellenistici si formarono in Egitto, Siria e Macedonia sotto gli Antigonidi (277-168). Ognuno continu˛ fino al definitivo trionfo di Roma. Dn 11 parla dei 'regno dei sud" e del "regno del nord", descrivendo i loro conflitti, le loro guerre e le loro alleanze.

L'ostilitÓ nei confronti dei popolo di D-o culmin˛ con l" 'abominio della desolazione" (Dn 11,31), storicamente identificato con  Antioco IV Epifane (1 75-164) proclamatosi DivinitÓ e sostituendo la sua effigie con i simboli ebraici nel Tempio di Sion.

A questo punto avviene lo scontro della comunità giudaica con la cultura greca. Antioco IV (175-163) nella sua ansia di ellenizzare il regno e bisognoso di mezzi per pagare il tributo a Roma, non rispetta più la comunità giudaica, e ordina come unica religione il sincretismo religioso, servendosi di un partito filoellenista, nel gruppo sacerdotale. Nel 169 spoglia il tempio di Gerusalemme di tutti i tesori. Nel 167 costruisce una fortezza con la guarnigione per controllare il tempio. Un decreto reale poi abolisce le libertà concesse da Antioco III, la legge mosaica perde forza, i culti pagani sono introdotti a Gerusalemme e il tempio è dedicato a Giove Olimpo, D-o supremo.

Seguý la rivolta maccabaica, condotta fino alla fondazione della dinastia Asmonea.
Una parte del popolo apostata dalla fede, altri si fanno martirizzare, altri infine resistono con la forza. Il segnale della rivolta parte dal sacerdote Mattatia. Prende le redini il figlio Giuda, detto " maccabeo" (martello) che libera Gerusalemme ed ottiene un editto di tolleranza nel 160.

Gli succede il fratello Gionata; a lui segue l'ultimo fratello Simone, che concentrerà nelle sue mani il potere religioso, civile e militare. Muore nel 134.

Anche dopo Simone il potere rimane nelle mani della famiglia di Matatia, gli Asmonei. Giovanni Ircano, figlio di Simone, riesce ad ottenere la completa indipendenza, ma cambia lo spirito religioso. Il figlio Aristobulo assume anche il titolo di re. Si aggrava la decadenza della dinastia e si formano le fazioni che si contendono il trono e il sommo sacerdozio, appoggiandosi a uno dei partiti rivali, farisei e sadducei.
L'ESERCITO ROMANO PORTA I SIMBOLI EBRAICI A ROMA-ARCO DI TRAIANO-FORI IMPERIALI

Qui interviene Roma. Nel 65 Pompeo occupa la Siria e nel 63 entra in Gerusalemme, invitato da un partito giudaico, sbaragliando la resistenza organizzata.

Ma lascia intatte tutte le libertà religiose, confermando gli Asmonei titolari dell'autorità religiosa, ma non del potere politico: sono ormai vassalli di Roma. L'idumeo Erode, già ministro degli Asmonei, nel 39 ottiene un decreto di Antonio e Ottaviano che lo nomina re.

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