Corso di Religione

Religione - pag. 2
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ISLAM 
Il Corano . La fede.
         


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Il Corano

" Apparve l'angelo di Dio, Gabriele che lo invita a leggere un panno che tiene in mano. .. secondo il racconto del Profeta l'Essere Potente gli disse: " Leggi". Passato lo stupore per ben due volte Muhammad rispose all'Arcangelo Gabriele di essere analfabeta. .. Allora questi recitò e fece recitare al nuovo Profeta quanto segue:

" Leggi! In nome del tuo Signore che ha creato, 2 ha creato l'uomo da un'aderenza. 3 Leggi, ché il tuo Signore è il Generosissimo, 4 Colui che ha insegnato mediante il càlamo, 5 che ha insegnato all'uomo quello che non sapeva. " (Sura numero 96, Al-'Alaq, L'Aderenza).

Questa Sura è la prima frase rivelata del Corano. Era la notte del 27 del mese di Ramadan, notte che sarà chiamata la notte del destino. .. Si era verso il 610 dell'era cristiana...

Maometto si rifiuta di leggere per 2 volte e l'Angelo gli preme il panno sul petto in modo forte. Al risveglio lo scritto era stato memorizzato :"mi svegliai ed era come se uno scritto si fosse vergato nel mio cuore".
Esce dalla caverna e  Gabriele dice: "...tu sei l'apostolo (=inviato) di Dio e io sono Gabriele.

Da allora Maometto non ha più rivelazioni e crede di essere stato posseduto dal demonio. Dopo 2 o 3 anni in modo inaspettato le rivelazioni riprendono e ricompare Gabriele assiso su un trono posto tra cielo e terra.

Le rivelazioni successive avvengono sia per via estatica sia per apparizioni di Gabriele in aspetto umano così che egli potesse ascoltare la rivelazione del Corano. Secondo la tradizione Maometto soffriva molto durante queste esperienze.

Le Rivelazioni private durarono 23 anni, in parte a la Mecca, in parte a Medina. Ci si chiede: come mai Dio ha memorizzato la sua Parola nella mente di Maometto in un solo evento miracoloso e nel contempo ha inviato l'angelo Gabriel a rivelarla a "puntate" , allo stesso, durante ben 23 anni . La contraddizione  è spiegata dallo stesso Corano:

quran.. presso Dio esiste un archetipo del libro-della-sua- Parola, LA MADRE DEL LIBRO , conservato su tavole. 

Questo libro fu rivelato tutto insieme nella notte del destino alla mente di Maometto ma il suo contenuto fu rivelato a spezzoni per mezzo dell'angelo affinchè Maometto potesse trasmetterlo a poco a poco agli uomini attraverso la sua predicazione e questi potessero memorizzarlo, salmodiandolo.

Di fatti  Corano  significa parola-in-salmodia.Maometto memorizzò la rivelazione e la Trasmise ai discepoli che la memorizzavano :  sura 87,6-"ti faremo recitare e tu non dimenticherai".

Ecco il QURAN, la recitazione salmodica, la cui finalità è la memorizzazione.

Il Corano è considerato dai Musulmani un libro che contiene la Rivelazione Divina; ciò è detto nella sura (=capitolo) 28 ed è considerato un atto gratuito, di misericordia di Dio...



Muhammad divenne il Profeta glorioso, incaricato da Dio di trasmettere il messaggio liberatorio a tutti gli uomini.

I cui contenuti non piacquero però ai suoi concittadini e Muhammad rischiò persino di essere ucciso. La cosmologia dell'Islam non solo condannava i costumi corrotti dei ricchi mercanti arabi, ma insegnava che vi era un solo Dio.

La nuova religione minacciava alla base la società profondamente ingiusta del tempo.

I primi seguaci del Profeta furono, oltre a Khadija, il cugino Alì e l'inseparabile amico Abou Baker che più tardi succederà a Muhammad alla guida della Comunità dei Credenti. .. "

Poco a poco le adesioni al piccolo gruppo dei Musulmani aumentarono. L'Islam fu considerato, a ragione, dalla plutocrazia meccana un potente invito alle rivendicazioni e alla protesta contro l'ordine stabilito.

La nuova religione predicata da Muhammad aveva in sè un contenuto rivoluzionario più che riformatore e sconvolse profondamente sia le strutture socio - economiche che la mentalità dei poveri come dei ricchi. La rivelazione seguente non lasciò certamente indifferenti i patrizi Coreisciti:

"1 Guai ad ogni diffamatore maldicente, 2 che accumula ricchezze e le conta ; 3 pensa che la sua ricchezza lo renderà immortale? 4 No, sarà certamente gettato nella Voragine . 5 E chi mai ti farà comprendere cos'è la Voragine ? 6 [E'] il Fuoco attizzato di Allah,7 che consuma i cuori 8 Invero [si chiuderà] su di loro , 9 in estese colonne. "
(Sura 104, Al-Humaza, Il Diffamatore).

Le persecuzioni contro il gruppo dei Credenti in generale e contro il Profeta in particolare, diventavano sempre più intollerabili. Questi, vedendosi abbandonato dal suo stesso clan hascimita, nel 622 decise di fuggire a Yatrib (futura Medina) con 80 discepoli.

Prima di questa data per ben due volte Muhammad si era incontrato segretamente con alcuni cittadini di Yatrib che si convertirono all'Islam e gli giurarono fedeltà. A seguito di questi incontri, la Comunità musulmana usciva dall'isolamento. L'Islam in quanto dogma, legge e civiltà era nato. L'anno 622 diventa l'anno uno dell'era musulmana chiamato Hejira che significa letteralmente "espatrio". La Città di Yatrib fu chiamata Madinet Annabi "Città del Profeta".

La prima preoccupazione di Muhammad fu quella di fondere in una sola Comunità gli emigrati della Mecca e gli alleati di Medina. Cercò anche senza successo di integrare gli Ebrei che erano abbastanza numerosi e organizzati. Fu formulato un testo scritto, conosciuto sotto il nome di Costituzione di Medina.

Questa costituzione fu la prima del genere al mondo e comprende una cinquantina di articoli che riguardano l'amministrazione, la giustizia, la difesa ecc. . .

E' necessario precisare che questo testo non fu imposto dal Profeta, ma fu concepito collettivamente sotto la sua presidenza, in presenza persino dei rappresentanti degli Arabi ancora pagani.

L'Islam contrariamente al paganesimo si rivolge a tutte le collettività della terra attraverso un'unità spirituale.


Dopo la celebre battaglia di Badr, ci fu quella di Ohod in cui il Profeta fu ferito, ma i meccani indeboliti e sconcertati, avevano accettato il fatto compiuto. Nel 628 firmarono con i Musulmani un armistizio che permise al Profeta di ritornare nella sua città natale. Molte tribù fino allora relativamente neutrali abbracciarono la nuova religione.

Nel 630 Muhammed entrò trionfalmente alla Mecca alla testa dei suoi seguaci. Rivolgendosi alla folla Muhammad dichiarò:" La sola aristocrazia sarà ormai quella della pietà ".

A Yatrib( LaMecca), Maometto convertì molti alla fede in Allah. Coi passare del tempo i cittadini attribuirono a Maometto anche poteri politici, affinché mettesse pace tra le varie tribù in lotta.  Maometto, prendendo esempio dall'Ebraismo e dal Cristianesimo, sviluppò l'idea di costituire un «popolo dei fedeli», la UMMA, che superasse le differenze tra le tribù. 

Introdusse anche  il concetto di  JIAD  ossia lo «sforzo» per convertire alla fede nell'unico Dio se stessi e  tutti i popoli «infedeli». 

Maometto muore nel 632 d. C., dopo aver visitato, sempre in quello stesso anno, la Mecca proveniente da Medina, città nella quale aveva fissato la residenza. E' il cosiddetto    «pellegrinaggio di commiato»

Le cerimonie celebrate nell'occasione da Maometto, sono assurte a norme rituali di tutti i pellegrinaggi diretti alla Mecca. Il discorso ivi tenuto rappresenta il suo testamento politico-religioso: vi si inculca, soprattutto,  l'uguaglianza dei credenti davanti ad Allah e la fratellanza di tutti i musulmani. I vincoli di sangue, di clan o di tribù, vengono superati da quelli religiosi. 

Nonostante l'impronta etnico-politica l'islam presenta aspetti che sono propri di una religione universale. Il carattere di universalità risale al giorno in cui Maometto si è visto costretto a lasciare il clan e la città natale per rifugiarsi in Medina.(Una specie di invìo al mondo da parte di Dio)."
( fonte : www.arab.it )

La redazione del testo CORANO DA VIAGGIO
DI UN BEDUINO DEL DESERTO


La tradizione fa risalire la prima redazione scritta del Corano al califfo Abu Backr (632-634)che diede l'incarico della stesura al segretario di Maometto.

Da questi lo scritto passò al II califfo Omar (634-644) e da lui alla figlia Hafsa. Ma qui si ritrovano altre 4 recensioni.

Il 3° califfo Utnam (644-655) dopo consulenze autorevoli decise nel 650 di adottare la prima versione.

"...
Il Corano si è presentato fin dall'origine come Messaggio finale rivelato da Dio, quindi chiamato ad esistere fino a Yaum Al-Quiyama (Giorno del Giudizio); ma si è presentato anche come guida per l'intera umanità e non come testo rivelato ad un'elite, a un popolo, a un paese particolare.


Il Corano è un messaggio universale e per questo, studiandolo, ci si accorge innanzitutto :
- che tratta ogni aspetto della vita e dell'attività dell'uomo. Evidentemente il Corano guida l'uomo in senso spirituale, ma enuncia anche principi giuridici, economici, dà direttive sociali e anche politiche.
- In breve enuncia grandi principi orientativi in ogni campo che, pur essendo stati rivelati in un contesto specifico, sono per loro natura, applicabili ad ogni epoca e in ogni luogo.


Il Corano indubbiamente presenta degli aspetti straordinari, si potrebbe dire miracolosi, ad esempio la protezione del testo nei secoli.

Quattordici secoli fa al tempo della Rivelazione, Dio assicura che conserverà il libro intatto. Possiamo verificare oggi come il Corano non abbia mai subito alcuna modificazione da allora; non una parola, né una lettera è mai stata tolta o aggiunta.

Questa protezione è avvenuta in diversi modi. In particolare uno si distingue dagli altri: la memorizzazione del Testo Sacro. Dall'epoca del Profeta fino ai nostri giorni centinaia di milioni di persone hanno memorizzato l'intero testo sacro diventando cosi i custodi della Parola di Dio e sarà ancora cosi, Insha'Allah (se Dio vuole), fino alla fine dei tempi.
"
(www.arab.it)


Il valore religioso del testo di Tariq Ramadan docente mususlmano ad Oxford

" .. Il Corano va accolto come " la pura rivelazione divina" e non può essere discusso o interpretato.

Esso va messo in pratica da tutta l'umanità.

Il fine della Rivelazione secondo il Corano non è la conoscenza di Dio, mistero irrivelato e irrivelabile, ma la conoscenza del giusto comportamento umano.

Il comportamento di Maometto fu assunto come normativo per la comunità originando una tradizione, la SUNNA , fonte del diritto islamico e modello di vita.
Anche la vita mistica del Profeta fu oggetto di attenzione e trasmissione, ad opera dei mistici islamici, i Sufi ,che praticano e sviluppano la vita interiore , la stessa del Profeta, in cui Dio intervenne con la sua Rivelazione.

Per noi il testo è stato rivelato così com'è ed il Profeta non è stato altro che il suo depositario e trasmettitore.

Tutte le tradizioni e scuole islamiche sono d'accordo su questo :   il miracolo-rivelazione dell'islam è essenzialmente il Testo, considerato nella sua forma, nel suo contenuto, nel suo ritmo e nell'energia spirituale che da esso si sprigiona.

E' un testo che dispone di una lingua perfetta.


Sul piano grammaticale è il riferimento della lingua araba classica e di tutti i dialetti che ne sono derivati. Il riferimento dell'arabo classico in materia di morfologia e grammatica è il testo coranico. Inoltre, ciò che emana sul piano emotivo e spirituale, quando è salmodiato, conferma al credente il miracolo della sua rivelazione. ..,"

Secondo la visione islamica il Corano si presenta  come una conferma dei libri rivelati precedentemente e questo va sottolineato, ma prevale su di essi perché è venuto a ristabilire, a riproporre il loro più autentico messaggio.

Dio dice in , Aya n.47 della Sura n.5 Al-Mâ'ida (La Tavola Imbandita):

" E su di te abbiamo fatto scendere il Libro con la Verità, a conferma della Scrittura che era scesa in precedenza e lo abbiamo preservato da ogni alterazione. Giudica tra loro secondo quello che Dio ha fatto scendere, non conformarti alle loro passioni allontanandoti dalla verità che ti è giunta…".

Il Corano è stato rivelato a Muhammad in lingua araba. Questa lingua è tuttora una lingua viva ed è ancora parlata e compresa da milioni di persone.

Il messaggio coranico è quindi alla portata di ogni persona che padroneggia l'arabo anche se una perfetta comprensione del senso dei versetti richiede uno studio approfondito.

E anche questo differenzia il Corano dalle altre scritture, inizialmente scritte in lingue che da molto tempo non vengono più parlate.

Il Corano riporta numerosissimi dati storici precisi sulle circostanze in cui è avvenuta la Rivelazione dei versetti. Si può facilmente constatare come spesso vengono riferite le circostanze esatte, il luogo e persino il momento in cui i versetti sono stati rivelati. Fatto unico e straordinario.

Il testo che viene letto quotidianamente dal musulmano è esattamente quello che è stato rivelato 14 secoli fa al Profeta Muhammad, nella stessa lingua, con le stesse frasi, con le stesse parole. Non è una traduzione e ancor meno un adattamento al testo rivelato. Questo lo differenzia dagli altri testi religiosi.

La critica letteraria del testo (proibita nell'Islam ) oggi pone in rilievo diverse fonti cui si puo' far risalire lo scritto ,che vanno da 
- Dio stesso,
- un suo messaggero, l'angelo Gabriel, di biblica memoria
- suggerimenti spirituali interiori, 
- spunti di cultura religiosa esterna, specialmente ebraico-cristiana,
- altre fonti non omogenee e non facilmente individuabili. 
Tutto ciò comunque non  inficia il carattere di Rivelazione Divina del libro.

Struttura del Corano Il Corano è suddiviso in 114 Sura (Capitoli), ognuna di queste è composta da un numero variabile di Ayat (Versetti). 

I commenti del Corano specificano sempre per ogni versetto, se fu rivelato a Maometto prima o dopo l'Egira, cioè se rivelato a La Mecca o a Medina.

Bismilah
 
Bi-smi’ llâhi, ar-Rahmân, ar-Rahîm!
Nel nome di Dio, Clemente Misericordioso!



" ...Con questa formula – chiamata Bismilah – si aprono tutte le 114 sure del Corano ad eccezione della IX.

Il Dio del Corano è dunque innanzitutto un Dio clemente e misericordioso e, com’è ripetuto in più occasioni, indulgente verso coloro che cedono al peccato.

Alcuni studiosi hanno affermato come le corrette traduzioni dei termini ar-Rahman e ar-Rahim debbano essere, rispettivamente, “il Benefattore” e “il Benevolente”, giacché i due termini solitamente adottati nelle trascrizioni italiane – Clemente e Misericordioso- implicano un’idea di perdono del tutto assente nell’arabo Rahmah.

D’altro canto, secondo la medesima interpretazione, la bontà e la benevolenza di Dio sarebbero visibili, tra le altre cose, proprio nella sua indulgenza: Egli è “colui che perdona”, “che accetta il pentimento”, il Paziente che non si affretta a punire.

Un’ulteriore conferma di questa impostazione teologica giunge dall’analisi dei numerosi attributi che la tradizione islamica collega al nome di Dio – “i più bei nomi di Dio” – e che rappresentano le 99 perle del rosario islamico.

Una parte cospicua di essi è infatti legata ad una rappresentazione benigna del divino – quali appunto il Clemente (al-Rahman) e il Misericordioso (al-Rahim), ma anche Colui che perdona (al-Ghaffar), il Compassionevole (al-Ra’uf), l’Indulgente (al-Cafuw), il Magnanimo (Dhu al-Tawal) – e solo pochissimi ad un concetto di punizione: Colui che umilia (al-Mudhill), il Vendicatore (al-Muntaqin), Colui che giudica (al-Muqsit). Al di là delle disquisizioni terminologiche è quindi indubbio che il Dio islamico – nonostante le idee di cupo millenarismo propugnate da alcune frange dell’Islam più radicale – non sia affatto un Dio facile all’Ira.
.."
(www.arab.it)



Sura I  - Al-Fâtiha- (L’Aprente) 

Pre-Hegira , n. 5 , di 7 versetti

2-         La lode [appartiene] ad Allah
              
Signore   dei mondi
3-          il Compassionevole, il   Misericordioso,
4-          Re del Giorno del Giudizio
5-         Te noi adoriamo e a Te  chiediamo aiuto
6-          Guidaci sulla retta via
7 -         la via di coloro che hai colmato  di grazia 8 , non di coloro che [sono  incorsi] nella [Tua] ira  9 né degli  sviati) 10   "Amin". (si aggiunge nella recitazione  liturgica)


"..
Pre-Hegira , n. 5 , di 7 versetti

Questo hadith è  riferito dagli  Imam Muslim, Tirmîdhî, Abû Dâwud, Ibn Mâja, An Nasâ’î e Mâlik). Tradizionalmente vengono distinte le rivelazioni fatte prima dell'Egira del Profeta (pace e benedizioni su di lui)  durante la sua permanenza alla Mecca, dalle rivelazioni fatte dopo l'Egira nel periodo detto medinese. All'inizio di ogni sura daremo questa indicazione storica: "pre-Heg."  o "post-Heg." seguita da un numero che indicherà l'ordine cronologico accettato dai musulmani.

Secondo la grande maggioranza dei commentatori questa sura, fu rivelata alla Mecca . Essa è nota anche come “as-sab‘u-l-mathâni” ( i sette ripetuti) con riferimento ai suoi sette versetti la recitazione dei quali è obbligatoria nell'assolvimento dell’adorazione rituale .

La Fâtiha è l'invocazione ad Allah  (gloria a Lui l'Altissimo) più nota e sentita. Recitando la prima parte di essa (vv.1-5) il devoto testimonia la sua fede nell'Unità di Allah (tawhid) qualificandoLo con i Suoi attributi più belli, riconosce la Sua assoluta autorità su questo mondo e sull'Altro, Lo identifica come l'Unico destinatario dell'adorazione e della richiesta di aiuto.

Nella seconda parte (vv. 6-7) il musulmano rivolge un accorato appello al suo Signore  (gloria a Lui l'Altissimo) affinché lo guidi sulla retta via e lo allontani dalla Sua disapprovazione e da ogni smarrimento.

Abû Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui ) riferì che l'Inviato di Allah    (pace e benedizioni su di lui) disse : “Allah, Benedetto e Altissimo ha detto:“ Ho diviso la Fatiha in due parti uguali  tra Me e il Mio servo, la prima parte Mi appartiene, la seconda è la sua e gli concederò quello che Mi chiede”. ( Hadith qudsî , plur. “al_ahâdîth al_qudûsiyya”  ; lett. discorso santo. Rivelazioni che Allah  (gloria a Lui l'Altissimo) ha dato al Suo Inviato  (pace e benedizioni su di lui) senza ordinargli di includerle  nel Corano. )

Recitate la Fatiha
- proseguì l'Inviato di Allah  (pace e benedizioni su di lui).

Quando il servo dice:“ La lode [appartiene] ad Allah, Signore dei mondi”  Allah dice: “il Mio servo Mi ha lodato !”; quando il servo dice :“il Compassionevole, il Misericordioso”, Allah dice: “ il Mio servo Mi esalta”. Quando il servo dice: “Re del Giorno del Giudizio”, Allah dice: “il Mio servo Mi rende gloria”.

Quando recita :“ Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto”, Allah dice : “questo versetto è tra Me e il Mio servo, gli concederò quello che chiede” .

Quando conclude con: “Guidaci sulla retta via la via di coloro che hai colmato dei Tuoi doni , non di quelli che sono incorsi nella Tua ira, né degli sviati ”,  Allah dice: “queste parole appartengono al Mio servo  e gli concederò quello che chiede”.


Basmala

2 "La lode [appartiene] ad Allah  , Signore   dei mondi,  il Compassionevole, il   Misericordioso,  Re del Giorno del Giudizio"

Questa formula si chiama Basmala e si trova all'inzio di tutte le sure del Corano eccetto la sura IX. Essa ha una funzione sacralizzante e, al contempo, costituisce un'invocazione ad Allah  (gloria a Lui l'Altissimo) affinché accetti l'azione che segue .

Tabari cita una tradizione riferita da Ibn ‘Abbâs (che Allah sia soddisfatto di   lui) secondo la quale le prime parole che Gabriele (pace su di lui) rivolse a Muhammad  (pace e benedizioni su di lui) furono : “Di: mi rifugio in Allah, l'Audiente il Sapiente, contro Satana il lapidato. Di: b-smi’Llâhi ’ar-Rahmâni, ’ar-Rahîm”.

La Basmala è composta di due parti, la menzione del Nome divino “bi-smi’ llâhi” ( in nome di Allah) seguita da due  delle qualità o attributi con i quali Allah Stesso  (gloria a Lui l'Altissimo) ha voluto che Lo identificassero i Suoi servi :“ ar-Rahmân, ar-Rahîm” (il Compassionevole , il Misericordioso).

Pronunciando la prima parte della Basmala  il musulmano dice "comincio la lettura nominando Allah". Prosegue poi nominando i due aggettivi "Rahmân" e " Rahîm", che derivano dallo stesso verbo che significa fare misericordia. Ci sono molti pareri a proposito della differenza tra questi due Nomi e interi saggi sono stati scritti in proposito. Come accade sempre di fronte alla Grandezza dell'Altissimo (gloria a Lui) la scienza e la conoscenza umana non sono mai esaustive.

Dovendo comunque proporre una traduzione, abbiamo accettato l'opinione di chi ritiene che “ar-Rahmân ” indichi la caratteristica divina di aver compassione per il creato (e abbiamo tradotto con "il Compassionevole”)  moto che genera la misericordia per il creato stesso (e abbiamo reso “ar-Rahîm” con "il Misericordioso”). Preghiamo Allah  (gloria a Lui l'Altissimo) che voglia usarci di queste Sue eccelse qualità, perdoni la nostra inadeguatezza ed accetti il nostro sforzo. Amin.

“ La lode [appartiene] ad Allah”:  

Disse l'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) :“ Non c'è niente che Allah ami più che la lode a Lui, per questo si è lodato da Sé stesso dicendo “al-hamdu li-Llâh”. La formula di cui si serve  Allah (gloria a Lui l'Altissimo) significa “tutte le lodi appartengono ad Allah”, Egli è l'Unico degno di essere lodato.

“ Signore dei Mondi ” .

Il plurale cui si applica la Signoria divina ha dato impulso a molte interpretazioni. Secondo Ibn ‘Abbas si tratta del mondo dei jinn e di quello degli uomini. Altri parlano di mondi angelici e mondi terreni, altri ancora ne traggono spunto per ipotizzare l'esistenza di altri mondi abitati al di là delle nostre attuali conoscenze.

Re del Giorno del Giudizio”:

il Giudizio finale di tutti gli uomini, successivo alla loro resurrezione, è uno dei fondamenti della dottrina islamica. In quel Giorno ognuno sarà retribuito per la sua vita terrena ( altra traduzione : il Giorno della Retribuzione).

“Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto”:

l'adorazione spetta ad Allah  (gloria a Lui l'Altissimo) e solo a Lui, e alla stessa maniera la richiesta di aiuto deve essere rivolta a Lui solo.

"Guidaci sulla retta via,   la via di coloro che hai colmato  di grazia 8 , non di coloro che [sono  incorsi] nella [Tua] ira  9 né degli  sviati) "

-“Guidaci sulla retta via”:

dopo la lode, il riconoscimento della Sua Signoria sui mondi e sul Giudizio e la dichiarazione di massima sudditanza che si concretizza nell'adorazione e nella rinuncia a qualsiasi altro patrono che Allah stesso, l'uomo chiede al Suo Signore  (gloria a Lui l'Altissimo) che gli conceda una guida sulla retta via, un sistema dottrinario, spirituale e legale che lo conduca attraverso questa prova terrena fino al premio dell'Altra Vita.

In questo ultimo versetto è contenuta l'affermazione che già prima della rivelazione del Corano la misericordia dell'Altisimo era operante tra gli uomini, producendo comportamenti fortemente illuminati dalla fede e guidati dal timor di Allah (gloria a Lui l'Altissimo).

Secondo un commento di Ibn ‘Abbas (che Allah sia soddisfatto di lui) “ coloro che hai colmato dei Tuoi doni”  sono i Sinceri (siddiqûn), quelli che hanno avuto il martirio  testimoniando la fede (shuhadâ) i Devoti ( salîhûn).

-“ quelli che [sono incorsi] nella [Tua] ira”:

tutta l'esegesi classica, ricollegandosi fedelmente alla tradizione afferma che con questa espressione Allah (gloria a Lui l'Altissimo) indica gli ebrei (“Yahûd”) .

A questo proposito sarà bene precisare che nel Corano troviamo tre diversi modi di identificarli:
1) Banî Isrâ’il (Figli di Israele), nel senso di discendenti di Giacobbe (detto anche Israele), destinatari della Legge rivelata a Mosè (pace su di lui);
2) “alladhîna hâdû”, ( quelli che si sono giudeizzati) e cioè quelle popolazioni diverse dai discendenti di Giacobbe, che hanno abbracciato la religione israeilita, e
3) “yahûd” ( da Giuda figlio di Giacobbe ) e cioè i portatori di una pratica antispirituale e antitradizionale, che usa la religione per scopi di potere e che Allah   (gloria a Lui l'Altissimo) ha condannato con grande severità (vedi tra l'altro IV,160-161).

-“gli sviati ”:

numerosi(#) ahadith autentici dell'Inviato di Allah  (pace e benedizioni su di lui) ci informano che il soggetto di questa allocuzione sono i cristiani.

Ibn ‘Abbâs commentò la fine della Fâtiha  correlandola con la parte iniziale: “...non la via dei cristiani che Allah ha allontanato a causa dei discorsi sconsiderati che hanno tenuto su di Lui.”
Hâtim: l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: “ “coloro che... nella Tua ira” sono i giudei e “coloro che...sono sviati”sono i cristiani.
Ahmad ibn Hanbal: “ Un tale chiese all’Inviato di Allah  (pace e benedizioni su di lui): “ O Inviato di Allah, chi sono “coloro che [sono incorsi] nella Tua ira”?” Rispose: “ I giudei. ” “E chi sono “gli sviati?” Rispose: “ I cristiani”.


( commento alla sura del testo del Corano tradotto con autorizzazione del clero, in italiano )

La fede islamica

La fede il Allah è:

1.     Fede il Dio e nei suoi attributi (99) .

I 99 nomi divini si trovano nel Corano :Clemente, Misericordioso, Creatore, Onniscente, Signore dell'Universo,il Primo, l'Ultimo,etc. Secondo la teologia musulmana i nomi di Dio sono 4000 : 1000 sono conosciuti solo da Dio; 1000 da Dio e dagli angeli; 1000 da Dio, dagli angeli e dai profeti; 1000 da Dio, dagli angeli, dai profeti e dai credenti. 

Di questi ultimi, 300 sono menzionati nella Thorà (i primi 5 libri della Bibbia Ebraica), 300 nei Salmi, 300 nei Vangeli e 100 nel Corano.Di questi ultimi 99 sono noti ai comuni fedeli ; uno è nascosto, segreto e accessibile solo ai mistici più illuminati che appartengono solamente a Dio.

«Colui che li impara, li capisce e li enumera entra in paradiso e raggiunge la salvezza eterna».

Infatti cogliere l'"essenza" di questi attributi è il primo passo per arricchirsi spiritualmente. Ecco perché, sul piano strettamente pratico, è consuetudine del musulmano che si raccoglie in preghiera far scorrere tra le dita i 99 grani del suo rosario.  Tuttavia i Nomi di Dio non sono Dio, ma una semplice simbolizzazione della realtà divina, adattata ai limiti della ragione umana.

2.   Fede nei profeti di Allah

Dio ha inviato molti profeti nella Storia umana. Tutti hanno dato lo stesso messaggio e gli stessi insegnamenti. I popoli hanno mal compreso e mal interpretato la Legge di Dio. I Profeti principali di Allah sono: NOE', ABRAMO, ISACCO, ISMAELE, GIACOBBE, MOSE', DAVIDE, GESU' E MAOMETTO. 

3.   Fede negli angeli :

esistono creature di Dio che sono invisibili e che compiono missioni speciali nell'Universo. 

4.    Fede nei libri sacri  rivelati ai  profeti

5.    Fede nel Giorno del Giudizio Universale .

Dio potrà perdonare tutti i peccati eccetto l'adorazione di dèi o di personalità umane.

6.   Fede nella predestinazione.

Solo Allah ha nelle sue mani il destino di ognuno e di tutti.Tutto cio' che succede   nella  vita in bene e in male è destino.C'è una predestinazione divina per ognuno.

7.   Fede nella vita oltre la morte.



Dogmi della fede islamica
www.islamitalia.it



Audhu billah min ash-shaitani rajim
(Cerco rifugio in Allah per ripudiare Satana)
Bismi Allah Ar-rahamani Ar-rahim
(Nel nome di Dio il piu' Clemente, il piu' Misericordioso)

" ...Il Tauhid (monoteismo) islamico : il puro monoteismo islamico abramitico, unicita' assoluta di Dio "...Di': -Egli Allah e' Unico, Allah e' l'Assoluto. Non ha generato, non e' stato generato e nessuno e' uguale a Lui..." (Corano al-Ikhlas 112)

"...Di': -Ecco la mia via: invito al Allah in tutta chiarezza, io stesso e coloro che mi seguono. Gloria ad Allah, non sono uno dei politeisti..." (Corano Yusuf 12,108)

"...Allah non si e' preso figlio alcuno e non esiste alcun dio al Suo fianco; che' altrimenti ogni dio se ne sarebbe andato con cio' che ha creato e ognuno (di loro) avrebbe cercato di prevalere sugli altri. Gloria ad Allah, ben oltre quello che affermano..." (Corano al-Mu'minun 23,92)

"...Se nei cieli e sulla Terra vi fossero altre divinita' oltre ad Allah, gia'gli uni e l'altra sarebbero corrotti. Gloria ad Allah, Signore del Trono, ben al di sopra di quello che Gli attribuiscono...." (Corano al-Anbiya 21,22)

Come testimonia la Parola di Dio, stessa, non vi puo' esser alcun altro dio all'infuori di Allah stesso, per il principio dell'assolutezza della divinita': se vi fossero piu' divinita' vi sarebbe inimicizia sicuramente fra di loro e generebbe confusione nella creazione. Chiaramente e' espresso che Dio, l'Altissimo non ha generato figli, ne' tanto meno, tali figli (inesistenti) sono divinita' loro stessi.

Il messaggio sull'unicita' di Dio e' parte integrante dell'attestazione di fede islamica nell'Unico Dio Altissimo:



Ashahadu an-la Ilaha, illà Allah
(Attesto che non vi è altro dio (divinità) all'infuori di Allah)



Ashahadu anna Muhammad rasulu Allah
(Attesto che Muhammad è profeta di Dio)

Il Tauhid (monoteismo) islamico presenta 3 aspetti principali:

1. Dovere di credere necessariamente un un Unico Dio, Unico Signore di tutto cio' che esiste visibile e non visibile. Egli e' Creatore, Oraganizzatore, Pianificatore, Sostenitore, Autorita' e Datore di Sicurezza.

2. La fede in Unico Dio non puo' esser separata dagli atti di adorazione verso tale Signore Unico. Significa credere che non vi altra cosa, persona, entita', immagine, altro che sia da adorare tranne' Allah, Signore dei Mondi (Gloria e Maestosita').

3. L'unicita' di tale divinita' implica unicita' dei Nomi degli attributi dati ad Allah. Significa che non puo' esserci alcun altro nome o attributo, se non quelli di Dio stesso. Noi dobbiamo confermare tutti i nomi e gli attributi contenuti nel Sacro Quran e detti dal Suo Profeta Muhammad.

Nel dettaglio, questi 3 aspetti principali possono esser estesi in 7 "kalimat", (espressioni verbali) di fede unica, tratte dal Sacro Quran, che rappresentano dettagliatamente, il significato intrinseco del Tauhid (ovvero del monoteismo) islamico e sono parte integrante della comune dialettica di ogni musulmano.

In realta' la Shahada, primo pilastro dell'Islam, fa parte di queste 7 "kalimat", ove tutte insieme rappresentano una sintesi del credo islamico, che pur andando indietro nel tempo e' rimasto costante anche nel messaggio dei Profeti precedenti come abbiamo visto.

1. Kalima: Kalima Taiyyab (Dichiarazione di fede unica)
Non vi è altro dio (divinità) all'infuori di Allah 1 Muhammad è messaggero di Allah

Dichiarazione di fede, ma anche di fatto, di concretezza, di accettazione dell'evidenza dell'esistenza di un Dio Unico, costante del messaggio di Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, David....Muhammad(pace su di loro).

2. Kalima: Kalima Shahadat (Dichiarazione di sottomissione alla fede unica)
Attesto che non vi è altro dio (divinità) all'infuori di Allah e attesto che Muhammad è servo e messaggero di Allah

Alla dichiarazione di fatto segue l'attestazione di sottomissione (obbligatoria di ogni singolo individuo, in quanto creato a Dio) alla fede unica, in quanto esiste solo quella e riconosco tutti i profeti, compreso Muhammad, come portatori del messaggio di Allah(gloria a Lui).

3. Kalima: Kalima Tamjid (Dichiarazione della Gloria di Allah)
La Gloria spetta ad Allah e tutte le preghiere vanno ad Allah. Non c'e' nessuno degno di lode tranne Allah. Allah e' il piu' grande. Non c'e' ne' potenza, ne' forza tranne con Allah, l'Altissimo, il Grande.

Riconosciuto il messaggio di fatto e riconosciuto di doversi sottomettere, quindi, al Dio Unico, lo si glorifica, perche' e' Dio, l'unico degno di lode e la nostra lode a Lui e' obbligatoria, nel rispetto del messaggio dei profeti(pace su diloro), e si ammette che che non vi nessuno/niente degno di lode, tranne Allah stesso. Non si ammette, quindi, nessun tipo di glorificazione/adorazione a nessun altra persona/cosa/divinita' (di se' inesistente) se non verso Allah.

4. Kalima: Kalima Tauhid (Dichiarazione dell'unicita' di Allah)
Non vi e' altro dio all'infuori di Allah e non vi nessuno degno di lode tranne Allah, che e' unico e non ha "partner". A Lui appartiene il Regno e tutte le preghiere sono per Lui. Lui da la vita e causa la morte. Nelle Sue mani c'e' tutto il buono e Lui ha potenza sopra ogni cosa.

Ribadisce il concetto dell'unicita' di Dio, come Unico Dio presente e quindi l'unico da adorare, esente da "partner", escludendo quindi ogni possibile interpretazione di divinizzazione dei profeti ed affida a Dio solamente la proprieta' ed il controllo di tutto.

5. Kalima: Kalima radd-iKufr (Dichiarazione di rifiuto della miscredenza)
Oh Allah! Io cerco protezione in Te, affinche' io non associ, intelligentemente, alcun "partner", a Te. Ho bisogno del Tuo perdono da cio' che non conosco. Mi pento per la mia ignoranza. Libero me stesso da miscredenze e da associazioni di "partner" a Te, da menzogne e da tutti i peccati. Mi sottometto alla Tua volonta' e credo e dichiaro: Non vi e' altro dio all'infuori di Allah e Muhammad e' il Messaggero di Allah.

E' questa una vera e propria dichiarazione che e' tipica di chi si converte all'Islam, da qualsiasi credo provenga, ripudiando la miscredenza (l'ateismo, il politeismo, l'associazione all'oggetto di culto di qualsiasi altra cosa che non sia Dio stesso), ma oltre alla glorificazione di Dio, entra in campo anche il rapporto fra Dio e l'uomo: la posizione gerarchica nettamente elevata di Allah(Gloria a Lui) rispetto all'umanita', il bisogno del perdono e la sottomissione all'Unico Dio, tramite dichiarazione di Shahada.

6. Kalima: Kalima Imaan-i-Mujmal (Breve dichiarazione del credo)
Io credo in Allah ed Egli e', con i Suoi Nomi ed Attributi, e accetto tutti i Suoi ordini.

Breve sintetica dichiarazione di fede e di sottomissione ad Allah, dove si accenna pero' anche ai Nomi di Dio, unici anch'essi essendo unico il Dio.

7. Kalima: Kalima Imaan-i Mufassal (Dichiarazione dettagliata del credo)
Io credo in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri e nei Suoi Messaggeri e nell'Ultimo Giorno (Giorno del Giudizio) e la potenza del bene e del male e la resurrezione dopo la morte e' presso Allah.

Completa e finale dichiarazione di fede unica che riassume tutto cio' in cui deve credere ogni persona di questo mondo. Shahada -Testimonianza di fede nel Dio Unico

La traduzione fonetica:



Ashahadu an-la Ilaha, illà Allah
(Attesto che non vi è altro Dio (divinità) all'infuori di Allah)


Ashahadu anna Muhammad rasulu Allah
(Attesto che Muhammed è profeta di Dio)

Tashahud: Testimoniare la propria fede

Si tratta di una sincera testimonianza fatta con il cuore.
Per i convertiti e' una frase da dire in arabo di fronte ad uno o più musulmani, sinceri testimoni di questa conversione, ma si tratta più che altro di un'accettazione dei doveri prescritti nel Libro e una completa sottomissione a Dio per il raggiungimento della pace interiore.

Ma piu' in generale, tale frase e' parte integrante della vita di ogni buon musulmano.
Nei paesi islamici, è prevista anche l'ufficializzazione della conversione da parte di uno straniero, dicendo la Shahada di fronte a due Adoul (funzionari giuridici islamici), necessaria in caso ad esempio di matrimonio misto con una donna musulmana.

Significato e condizioni necessarie per il valore del Tashahud

1 Conoscenza

Significa conoscere il significato della Shahada, dalla sua negazione: "Non vi e' altro dio", all'affermazione: "tranne Allah".

Tale conoscenza si oppone all'ignoranza: il messaggio del Profeta Muhammad e' stato rivolto a tutto il mondo, rappresenta la parte finale del messaggio che Dio ha mandato ai Profeti(pace su di loro), quindi legato indissolubilmente a tutti i popoli, ed e' conosciuto oggi in tutto il mondo (tutti conoscono l'esistenza dell'Islam e del Sacro Corano, ma pochi molto pochi ne conoscono veramente il contenuto).

L'ignoranza non e' ammessa. "...Sappi che in verita' non c'e' altro dio all'infuori di Allah ed implora perdono per la tua colpa e per i credenti e per le credenti. Allah ben conosce il vostro affanno e il vostro rifugio...." (Corano Muhammad 47,19)

E' stato riportato in "as-Sahih" che 'Uthmaan ibn 'Affaan (possa Allah essere compiaciuto di Lui) ha detto: -Il Messaggero di Allah ha detto: -Chiunque muore sapendo che non vi e' dio tranne Allah, entrera' in Paradiso-(Hadith al-Sahih)

2 Certezza

La persone che dicono Shahada devono essere assolutamnte certe del significato di queste parole.

La certezza si oppone chiaramente al dubbio, (inesistente in quanto dovrebbe ormai esser chiaro che esiste un solo Unico Dio, costante del messaggio di tutti i Profeti(pace su di loro) e Muhammad, Profeta, come tale, continua ad affermare il credo Unico.

"....I veri credenti sono coloro che credono in Allah e nel Suo Inviato senza mai dubitarne e che lottano con i loro beni e le loro persone per la causa di Allah: essi sono i sinceri...." (Corano al-Hujurat 49,15)

Il dubbio su tale argomento rappresenta un'ipocrisia, e Allah(Gloria a Lui) proibisce tale dubbio e ci comanda di credere in Lui e solo Lui ed accettare il messaggio dei Profeti.

3 Accettazione

Significa che ciascuno deve accettare con il cuore e con le parole cio' che implica la Shahada. Allah dice di coloro che accettano:

"....eccetto i servi devoti di Allah essi avranno una nota provvigione di frutti e saranno colmati di onori nei Giardini della Delizia..." (Corano as-Saaffaat 37,40-43)

"...Chi verra' con il bene avra' qualcosa migliore. In quel Giorno saranno al sicuro dal terrore..." (Corano an--Naml 27,89)

4 Sottomissione

Significa sottomettersi a cio' che implica la Shahada e si oppone alla negligenza ed alla sottovalutazione.

"...Tornate pentiti al vostro Signore e sottomettetevi a Lui prima che vi colga il castigo, che' allora non saretesoccorsi..." (Corano az-Zumar39,54)

"...Chi (potrebbe scegliere) religione migliore di colui che sottomettead Allah il suo volto, opera il bene e segue sinceramente la religione di Abramo, il sincero? Allah prese Abramo per amico..." (Corano an-Nisa'a 4,125)

"...Chi sottomette il suo volto ad Allah e compie il bene, si afferra all'ansa piu' salda. In Allah e' l'esito di tutte le cose!..." (Corano Luqman 31,22)

5 Veridicita'

Significa esprimere, o meglio, sentire nel proprio cuore il significato stesso delle parole delle parole della Shahada e condiverle. Si oppone alla falsita'.

"....Alif, Lam, Mim (queste lettere rappresentano uno dei miracoli del Corano, solo Dio conosce realmente il loro significato). Gli uomini credono che li si lascera' dire: -Noi crediamo- senza metterli alla prova? Gia' mettemmo alla prova coloro che li precedettero. Allah conosce perfettamente coloro che dicono la verita' e conosce perfettamente i bugiardi...." (Corano al-'Ankabut 29,1-3)

In "as-Sahihayn", Mu'aadh ibn Jabal(possa Allah esser compiaciuto di lui) che il Profeta ha detto:

"...Non vi e' nessuno che possa testimoniare, veramente dal suo cuore, che non vi e' altro dio all'infuori di Allah e che Muhammad e' il messaggero di Allah, ma Allah li proteggera' dal Fuoco..." (Hadith "as-Sahihayn") ... "



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