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La situazione religiosa in Giappone oggi

DATI STATISTICI

Superficie: 377.765 Kmq. Popolazione: 124.200.000 ab. (Densiità: 328 ab/Kmq.) Crescita Demografica: 0,5% tasso di natalità: 1 % tasso di mortalità: 0,5% 
-speranza di vita: uomini, 75 anni; donne, 81 anni 
- tasso di alfabetizzazione: 99%, gli analfabeti sono stimati in 3 milioni, per la maggior parte provenienti da altri Paesi (coreani), appartenenti a minoranze etniche (ainu) o fuoricasta (burakumin). 
- reddito procapite: 27.300 dollari Usa/anno
- Lingua: giapponese 
- Etnie: giapponesi , piccole minoranze: ainu (in Hokkaido, circa 10.000): aborigeni delle     Ryukyu; coreani 
- Capitale: Tokyo (8.353.680 ab.- l'agglomerato urbano ne conta 11,740.000) 
- Tipo di governo: Monarchia costituzionale.

DATI SULLE RELIGIONI

- shintoisti e buddhistì sono l'87% della popolazione
- cristiani: 1% :di cui, protestanti: 512.909 - cattolici: 428.830 (0,34% della popolazione)
- altre: 12%

(Fonte www.emi.it)

Oggi quanti giapponesi professano ancora lo scintoismo?
Qual è il futuro di questa religione? 

Le risposte, alquanto contrastanti fra loro, ci vengono da due fronti: quello accademico e quello popolare.Si dice in Giappone che almeno 70 milioni di giapponesi pratichino lo scintoismo,religione nazionale, etnico-politica .E' una religione praticata acriticamente e con grande fideismo nelle tradizioni da milioni di persone peraltro spesso informate e colte, modernizzate e aperte culturalmente.ogni giapponese pratica di fatto anche un'altra religione: buddista, cristiana,confuciana,ma soprattutto e sempre di piu' neoscintoista o movimento religioso.

Alcuni studiosi affermano che se lo scintoismo non si aggiornerà, diventerà un'antichità archeologica.

Essi accusano l'attuale forma di scintoismo di essere incapace di dare risposte efficaci ai problemi umani fondamentali:

1. dare un senso all'uomo alla sua domanda di felicità piena e duratura
2. e alla sua esistenza, contrassegnata dal male e dalla morte . L'eventuale processo di modernizzazione deve passare attraverso due fasi: una fase eliminatoria degli elementi magici e superstiziosi presenti e una fase antropocentrica, dove cioè l'uomo deve ridiventare il valore centrale, la preoccupazione prima dello scintoismo.

A contrastare l'opinione di chi afferma che lo scinto non offre alcuna risposta ai problemi dell'uomo e ai problemi del nostro tempo, vi è il parere del professor Hirai , il quale afferma, sulle basi di uno scintoisrno accademico, teologico ed estremamente poco diffuso a livello popolare, che lo scinto offre una soluzione originale e fondamentale per quelli che lui considera i quattro punti nodali della futura convivenza mondiale:

1. abolizione della guerra,
2. cooperazione con le diverse religioni,
3. abolizione dei pregiudizi razziali
4. e lotta per la consistenza pacifica.
Non solo, ma lo scintoismo avrebbe, oltre alle due funzioni proprie di ogni religione:
1. dare un senso all'uomo
2. e alla sua esistenza,
 una terza funzione:
3 quella di unificare e armonizzare i differenti elementi sociali e culturali nel Giappone e nel mondo.

E'una visione progressista della funzione dello scintoismo, quella che offre il prof. Hirai, con una documentazione ineccepibile, ma anche con una dose eccessiva di ottimismo.Un po' meno progressista, ma altrettanto ottimista è l'opinione del prof. Ono , che vede nove punti indispensabili allo scintoismo per poter sopravvivere e diffondersi presso gli altri popoli. Egli crede che vi sia una possibile soluzione per ognuno dei nove punti che seguono:

1) lo scintoismo non deve più sopravvivere grazie all'ignoranza e all'immobilità dei propri fedeli;
2) deve altresì rivedere la propria presenza nel campo sociale;
3) rinnovare una collaborazione fra lo Stato e la propria gerarchia religiosa;
4) darsi dei principi fissi;
5) ridurre e semplificare la propria mitologia;
6) bisogna che diventi meno "etnico" e meno giapponese, in modo, per ipotesi, da dare la possibilità, agli scintoisti americani di venerare come Kami, ad esempio, Giorgio Washington;
7) il culto e i templi, in questa fase di espansione mondiale, avranno necessariamente le caratteristiche delle civiltà dei singoli paesi;
8) per quanto riguarda la sua forza d'azione, uno dei campi che deve essere maggiormente seguito è quello dell'istruzione scolastica;
9) poiché il modello della società giapponese è in questi anni radicalmente rivoluzionato, lo scintoismo deve trasformarsi da fede collettiva a fede personale. 

Qual è, invece, la reazione del popolo allo svuotarsi di significato dello Scintoismo?

Senza generalizzare e assolutizzare una risposta che varia da persona a persona, da un ceto sociale all'altro, noi pensiamo che il popolo manifesti la sua sete religiosa in una forma particolare: le «nuove religioni».

In esse troviamo tutte le ansie dell'uomo moderno e una risposta tutta giapponese al mistero della vita.Le nuove religioni non riconosciute dallo Stato come enti religiosi si contano a migliaia. Qualcuno arriva a dire che ogni mese in Giappone nascono una decina di nuove religioni, caratterizzate da un facile sincretismo che raccoglie vari elementi e credenze di varie fedi. Esse si caratterizzano anche per la chiusura, lo spirito di setta e, a volte, per il fanatismo.

A tutti è noto il caso dell'attentato al gas nervino nella metropolitana di Tokyo, il 20 marzo 1995: il vuoto religioso che caratterizza la società giapponese può diventare terreno fertile per la nascita di quelle che sono definite nuove religioni, ma che posseggono, a volte, tutte le caratteristiche di società a delinquere.

Le religioni tradizionali spesso si trovano spiazzate e incapaci di rispondere a un'esigenza che non è purarnente religiosa, ma pratico-contingente: disarmonia in famiglia, problemi psichici, solitudine, insuccesso nel lavoro o nella scuola, malattie, ecc. Per risolvere questi problemi in Giappone ci si trova di fronte a una sorta di supermercato delle religioni, ognuna con la sua caratteristica e la sua risposta a quel particolare problema. Lo spirito consumistico si annida anche neìl'animo religioso: la religione fatta a proprio uso e consumo.

«Se una religione promette tutti i benefici di questa vita (ricchezza, salute, vittorie militari), i giapponesi l'abbracciano subito. Se invece parla di soprannaturale ed eternità, i giapponesi restano indifferenti».

Questa frase di Endo Shusaku, famoso scrittore cattolico, ci può forse aiutare, anche se in parte, a penetrare lo spirito religioso dei giapponesi e a capire il fenomeno delle nuove religioni.Le nuove religioni riconosciute dal governo sono più di cento e hanno oltre 17 milioni di seguaci, il 15% del popolo giapponese: ogni 6 abitanti, uno ha seguito la nuova fede (nei distretti rurali la percentuale aumenta).

Sono movimenti socio-religiosi che vogliono superare uno stadio di transizione e di crisi, tentando di creare un mondo nuovo e un completo rinnovamento sociale. Indubbiamente la disfatta della seconda guerra mondiale ha acuito una crisi già creata dal regime Meiji (ben 67 "religioni" erano sorte prima del 1945), in contrapposizione a una mentalità scientifica e a un agnosticismo illuministico, si vuole una risposta esistenziale.La caratteristica fondamentale di queste religioni è la risposta all'interrogativo sull'uomo, che esse danno assorbendo i valori propri dell'anima giapponese:

predisposizione verso la natura,
immanenza, tolleranza, importanza della realtà terrena,
intuizione verso ciò che è bello, ansia di scoprire l'armonia del mondo,

Tutto questo, enunciato da un leader dotato di forte carica carismatica e portato avanti con estremo radicalismo.Le caratteristiche generali di questi leader sono:

1. la maggior parte sono donne con poca preparazione culturale;
2. hanno avuto delle rivelazioni e hanno sentito di essere chiamati provvidenzialmente al mondo per annunciare il messaggio messianico e profetizzare il raggiungimento di. una nuova era;
3. si presentano rivestiti di speciali carismi, soprattutto del dono di guarire;
4. sono grandi personalità e quasi tutti hanno avuto una vita travagliata e psicologicamente condizionante.

La prima novità di queste religioni è il messianismo, inserito nella concezione religiosa del Giappone, che è innanzitutto terrena, molto concreta e legata a questo mondo. Si promette una vita lunga, piena di gioia e di salute. Salute che, in teoria, si dovrebbe procurare con il potere terapeutico del leader (la massima, la Soka Gakkai, uno dei gruppi più forti numericamente e più fanatici e politicizzati, ripete costantemente: «Ognuno può ottenere subito e in questo tempo la felicità»).

La seconda novità è la riscoperta del valore comunitario. Ciò che importa è, sì, ciò che credo, ma soprattutto il fatto che lo crediamo in molti. Questa riscoperta trae origine dalla storia del Giappone (famiglia, clan, feudo). Ma qui la comunità è caratterizzata :

- dalla libertà presente al suo interno,
-  dall'assoluta mancanza di gerarchia,
-  dal posto della donna, messa su un piano di parità assoluta sia nella fede sia nell'apostolato,
-  dal concetto economico di bene comune
-  e dalla responsabilità dei laici.

(Le Grandi Religioni -www.emi.it)

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