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Le religioni della Cina

La mentalità cinese è orientata alla perfezione dell'uomo interiore come condizione di felicità. 
L'identità cinese è legata alla Tradizione culturale  antica e questa custodisce 3 vie per raggiungere l'obiettivo della perfezione
- la Via Taoista
- la Via Buddista
- la Via di Confucio
Tutte e tre le vie sono "la religione cinese".

Oggi in Cina bisogna dire che "tre religioni formano una religione"
"Tre dottrine una dottrina" dicono i cinesi: tre tradizioni religiose antiche che si distinguono, non si contrappongono e lasciano a ciascuno la libertà di adesione a una , due o a tutte e tre.

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Sebbene il materialismo e il culto del denaro tengano un posto di rilievo nella vita dei cinesi di oggi, la religione più seguita - soprattutto fra la gente comune - è quella popolare, costituita da un miscuglio di pratiche prese dal taoismo , dal confucianesimo , dal buddhismo dalla tradizione popolare del culto familiare degli antenati, da pratiche terapeutiche antiche e moderne. 

La gente comune crede nell'animismo di antica origine sciamanaica e rende culto alle divinità della natura; ha forte fede in Buddha, per cui osserva costumi buddhisti e dà offerte per la costruzione dei loro templi; nello stesso tempo segue il taoismo, perché chiama il prete taoista della zona per celebrare le funzioni dei morti.

Egli fa uso dei talismani taoisti per proteggersi contro gli spiriti cattivi e, in qualche giorno, osserva la dieta purificatrice . Infine, fa riferimento con orgoglio agli insegnamenti di  Confucio  come norme morali per la pratica familiare.Un funzionario di stato è confuciano, ma in privato è taoista e forse anche un pò buddhista.

Muraglia Cinese

Nel clima di relativa tolleranza oggi vigente in Cina, il governo comunista mantiene una netta distinzione tra  5 grandi religioni istituzionalizzate: (buddhismo, taoismo, islam, cattolicesimo e protestantesimo) che godono di una certa libertà e la religione popolare che è tacciata di superstizione  ed è oggetto, insieme a nuove sette, di misure restrittive e punitive (ad esempio Falungong).

La Chiesa cattolica in Cina

 Per il Partito comunista cinese la religione resta principalmente qualcosa di privato e interno al paese; le sue attività e istituzioni esterne devono sottostare al pieno controllo del partito.
Da qui il rifiuto di qualsiasi "ingerenza" di "potenze straniere" come il Vaticano .

La Chiesa cattolica cinese si trova in una situazione di divisione tra l'ala "ufficiale" che ha accettato di cooperare in qualche modo con il regime e quella "non ufficiale" (che a seconda delle condizioni locali rimane "clandestina" o si fa "aperta").

Quest'ultima, per la sua fede nella comunione universale che ha il suo centro nel Papa, non accetta nessun compromesso. La colpa di questa divisione, voluta dal regime comunista come strumento di controllo, è spesso attribuita ingiustamente ai cattolici che "non collaborano" con le autorità.

La religione e la libertà religiosa esistono -secondo il Partitto Comunista Cinese-soltanto per il bene del paese ( naturalmente così come lo intende il Partito) e perciò sono strumenti del governo per mantenere l'ordine pubblico; autonomia e indipendenza da potenze straniere devono essere garantite da ogni organizzazione religiosa..

La maggior parte dei cattolici rifiuta le posizioni dell'Associazione patriottica che accetta il controllo dei Partito comunista sugli affari religiosi.  Malgrado le continue affermazioni di indipendenza da Roma, non esiste una vera e propria separazione tra la Chiesa cinese e la Chiesa di Roma.

Tra le due parti esistono intransigenze, conflitti e persino antagonismi, causati oltre che da motivi di fede, anche da circostanze storiche, rapporti personali e situazioni locali. Questi contrasti si acutizzano a volte soprattutto nelle aree dove i cattolici fedeli a Roma sono la maggioranza e prendono iniziative pubbliche coraggiose. Se ancora non c'è un dialogo diretto con la Santa Sede, i contatti personali si sono tuttavia moltiplicati.

Nei primi 30 anni della Repubblica popolare, i cristiani cinesi hanno subito l'urto di una terribile persecuzione che li ha resi ancora più forti nella loro fede. Oggi, molti giovani e numerosi intellettuali sono attirati dal cristianesimo. A Shanghai, per esempio, il 25% dei nuovi convertiti al cristianesimo appartiene a questa seconda categoria.

La Chiesa cattolica vive ora sotto un regime comunista un po' diverso dagli anni precedenti, perché esso permette una certa libertà di religione. I fedeli sono  felici di beneficiare della nuova politica di libertà religiosa e riempiono le chiese ora riaperte.


MURAGLIA CINESE

I dati.
Cattolici : 3.600.000 
- diocesi ristrutturate : 113 (prima della fondazione della RPC le circoscrizioni ecclesiastiche erano 143) 
- Chiese e cappelle: 3.900 
- Vescovi: 68 
- Sacerdoti: 900 
- Seminaristi: 800 
- Seminari: 21 Religiose: 1.200 
- Conventi di suore: 30
- Religiose in formazione: 1.000.

Oggi la Chiesa ufficiale cinese (i cui vescovi, con l'eccezione di due, sono stati consacrati senza mandato pontificio) afferma la sua indipendenza ma non esclude eventuali relazioni con la Santa Sede, a patto che non vi siano ingerenze negli affari interni della Cina (relazioni diplomatiche con il governo di Taipei e nomine di vescovi). 

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