Purtroppo molti preti sono stati abituati così. per loro non c’è salvezza senza un dio che da fuori viene a salvare l’uomo .
source : paolorodari.com 28 Marzo 2020
" Se si toglie loro la celebrazione della messa non sanno cosa fare. Non capiscono che il Ssignore è già in noi, si fa pane nella parola. Eegli è dentro l’uomo e chiede di riconoscerlo e di portare il suo amore agli altri”.
Sono parole che mi ha detto oggi in una intervista apparsa su repubblica padre Alberto Maggi. Il suo pensiero combacia col mio. a mio parere, infatti, queste celebrazioni on-line, seppure celebrate da uomini in buona fede, sono figlie di una visione di sé e del rapporto con Dio sbagliata... continua a leggere
Il Padre, io credo, non ha bisogno di intermediari. il Padre è dentro ognuno di noi, da sempre; ci può raggiungere attraverso gli strumenti e i mezzi che ha lasciato alla chiesa, certo, ma anche ben oltre, in modo spesso nascosto e personale.
Invece, la proposta di celebrazioni sul web giustificate dal fatto che in chiesa in questi giorni non si può andare è come se suggerissero che questo rapporto personale non abbia valore.
Ciò che conta sarebbe ancora la partecipazione a riti nei quali, grazie all’intermediazione del prete, si ritiene si possa trovare un nostro rapporto con Dio. Per me questo dio che dall’alto e da fuori di sé dà tutto non esiste.
Se esiste, non può che deludere. Tanto che alla fine o ci si ribella oppure ci si prostra sempre più al suo cospetto, intrattenendo con lui un rapporto magico, moltiplicando preghiere e riti come se lì vi sia la nostra salvezza.
Dio, piuttosto, è anzitutto dentro di noi o, come afferma Agostino,
è più intimo a noi di noi stessi. Lì possiamo avere un rapporto con Lui che tuttavia non è mai di
‘do ut des’. Dice non a caso ancora Maggi:
“Dio è stato per troppo tempo visto come esterno all’uomo e lontano. Gesù tuttavia ha superato tutto ciò. Giovanni dice che a chi ama il Padre, Gesù e lo stesso Padre verranno in lui. Dio si manifesta non quando alziamo le mani al cielo, ma quando ci rimbocchiamo le maniche e, riconosciuto dentro di noi, aiutiamo gli altri”.
e si spiega ancora:
“quando scopri Dio dentro di te tutto cambia. Non devi più cercarlo e vivere per Lui, ma vivi di Lui. Dio non ti chiede più nulla, se tu che scoprendoti figlio ti rimbocchi le maniche per andare incontro a tutti”.
In questo senso, interessante è un’affermazione del professore benedettino
Elmar Salmann riportata su
settimananews
da
Francesco Cosentino
:
“fino ad oggi noi abbiamo o parrocchia o niente, o la messa o niente, o uno si fa prete o non ha nessun ruolo, o si sposa in chiesa o non c’è niente, o viene battezzato o non c’è niente. Non può continuare così. C’è – e lo ha detto papa Francesco in Evangelii Ggaudium – un predominio della sacramentalizzazione su altre forme di evangelizzazione”.
Spiega ancora Cosentino:
“sono venute allo scoperto visioni ecclesiali e liturgiche discutibili; i sacramenti sono azione di tutto il popolo di Dio ed esigono gesti e presenza reali, non ‘messe individuali’ celebrate in streaming. Occorre invece riscoprire l’incontro personale con Dio e con la sua Parola”.
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