Piccolo Corso Biblico


 Sal 49,8 Certo, l'uomo non può riscattare se stesso né pagare a Dio il proprio prezzo. 9 Troppo caro sarebbe il riscatto di una vita : non sarà mai sufficiente 10 per vivere senza fine e non vedere la fossa.La condizione del defunto nel Regno dei morti ( sheol ) è una condizione dalla quale nessun uomo è mai riuscito a liberarsi. 11 Vedrai infatti morire i sapienti; periranno insieme lo stolto e l'insensato e lasceranno ad altri le loro ricchezze. La condizione del defunto era quella di un separato da questo mondo (dove si godono le benedizioni divine) : una condizione irreversibile da cui nessuno può riscattare se stesso.
12 Il sepolcro sarà loro eterna dimora , // loro tenda di generazione in generazione..Chi riscatterà l'uomo dalla morte?Diceva l'oracolo :
Os 13,14 (IO, JHWH) Li libererò dal potere dello Sheol, // li riscatterò dalla morte. Osea oracolava in un momento storico in cui si pensava che  la misericordia divina verso Israele stesse per finire e lo scatenerasi impietoso delle forze di morte contenute nello sheol  minacciasse l'esistenza stessa del popolo eletto.
Il male, il peccato e le sue conseguenze, la morte, sono i nemici della "Vita del popolo insieme al suo Dio" ma Dio aveva promesso  che li avrebbe eliminati per sempre.

L'attesa del riscatto, della redenzione, della liberazione dalle catene dello sheol , ovvero  la liberazione  dalla morte, apriva la possibilità dell'uomo-Israele di compiersi nella pienezza di una vita definitiva, il Regno definitivo di DIO in Palestina.

Questa prospettiva escatologica implicava - secondo la teologia giudaica l'eliminazione del peccato , causa della rottura dell'Alleanza con JHWH con tutte le terribili conseguenze per Israele, fino alla sua sparizione : solo un Israele di giusti e puri sarebbe entrato nel Regno di DIO, la salvezza definitiva.
Impurità e peccato.
Purificazione , espiazione  e cancellazione
L'impurità rituale L'impurità poteva essere presente nella natura di :
-angeli, 
-uomini e donne ( mestruazioni)
- animali, piante o materia inerte
( impurità naturale)
Oppure poteva riguardare la trasgressione della Legge
- Legge mosaica e Tradizione giudaica
( impurità morale)

L'impurità naturale richiedeva battesimi come lavaggi esterni purificatori e sacrifici di espiazione  specifici.
L’idea che   l'impurità morale - il peccato - andasse espiato ( cancellato) era ben radicata nella mentalità giudaica

L'impurità morale richiedeva battesimi come "lavaggi  interiori ": un
- pentimento pubblico ( come l'azione di Giovanni il Battista )
- l'iniziazione a condizioni di vita purificate da una grazia divina ( come quella della Comunità giudaica di Qumran)

Gli ebrei, come gli antichi popoli orientali, consideravano “puro” tutto ciò che appartiene all’ambito del sacro e favorisce il culto a Dio, mentre ritenevano  “impuro” tutto ciò che è incompatibile con il sacro quindi di ostacolo al culto.

L' impurità  rituale non riguardava la sfera morale della persona, ma solo le condizioni necessarie per essere ritenuti idonei al culto dove si aspirava alla  comunione con DIO.

L' impurità rituale non permetteva di "essere santi come DIO è santo"( Levitico 11, 44  Poiché io sono il Signore, vostro Dio. Santificatevi dunque e siate santi, perché io sono santo; non rendete impure le vostre persone ) cioè di appartenere a LUI come popolo eletto , destinato ad una vita piena e definitiva insieme a LUI , in Palestina.
I riti di espiazione  della colpa La corrente sacerdotale aveva istituito il rituale della Festa dell’espiazione ( Yom kippur ) , regolato definitivamente in epoca postesilica, il rito annuale per l' espiazione di tutti i peccati di Israele. Il rituale è descritto in Lv 16. (cfr. anche Lev 23,27-32 e Num 29,7-11). Dal canto loro tutti profeti e le loro scuole (  cf. ad esempio Ezechiele) avevano trattato della questione del peccato e del perdono divino .

L'espiazione  con il sangue ll principio dell’espiazione dell 'impurità  [ purificazione ] nella cultura giudaica era costituito dall’idea che il sangue - che contiene la vita- espia (  cancella) l'impurità e il peccato.
Lv 17,11: « La “ la vita della carne” (nefesh ha-b-basar) è nel sangue; IO l’ho dato a voi perfare l’espiazione sopra l’altare per le vostre vite; perché il sangue espia per mezzo della vita ( che contiene) .Erano proibite immolazioni fuori dall'ambito del tempio ( l'altare dei sacrifici) . La Legge ( dell'Alleanza) condannava a morte  ( per lapidazione) chi si era macchiato di grave impurità morale volontaria  ( es. : l'adulterio) : si pensava che DIO avesse il diritto di riavere la vita del peccatore . Per evirae la morte il peccato andava espiato con una vita sostitutiva , quella animale.

Una inosservanza , anche involontaria, dei comandamenti, dei precetti o delle prescrizioni stabilite dal Patto di Alleanza che lega Israele a Dio, nasce una colpa  :

Levitico 5, 17  Quando qualcuno peccherà facendo, senza saperlo, una cosa vietata dal Signore, sarà comunque in condizione di colpa e ne porterà il peso.

Il nascere di una colpa attiva una conseguenza che nella cultura ebraica  era configurata come una energia negativa o anche malefica  che doveva necessariamente ricadere come punizione sul colpevole ma anche  su tutta la comunità,con effetti de-creativi, distruttivi.

Questo legame tra colpa e punizione può essere modificato solo da Dio: se DIO devia gli effetti decreativi dal colpevole verso un animale e questo viene ritualmente immolato la colpa è estinta, espiata.

Quando il peccato  merita la morte, l’offerta a Dio di una vita animale (nefesh è ciò che "anima" la carne, la vita appunto) su cui DIO potrebbe deviare  la pena, secondo il giudaismo postesilico, può placare l' Ira di DIO ( lett. lo " sbuffare"  di DIO cioè la SUA disapprovazione per il peccato che porta alla separazione da LUI  ) così LUI può rinunciare a pretendere la vita del peccatore. I sacrifici religiosi non avevano mai ottenuto - e non potevano ottenere- la cancellazione del peccato con le sue conseguenze ma solo il condono della pena L'espiazione da parte di DIO di una colpa dell'uomo non cancella il peccato ma solo ne condona la pena I sacrifici di espiazione Tra i diversi sacrifici praticati nel culto giudaico vi erano i sacrifici di espiazione  di impurità e peccati.
Una volta l'anno poi, nel Gran Giorno delle Espiazioni ( Yom Kippur ) si celebravano sacrifici che miravano ad ottenere la cancellazione (o espiazione ) di tutti i peccati di Israele per ri-stabilire la piena comunione di vita con Jhwh.
Il sangue della vittima   veniva spruzzato dal sommo sacerdote sul coperchio dell'Arca dell'Alleanza ( il propiziatorio ) nella speranza che prima o poi si squarciasse il velo che separava il popolo dalla " Presenza" di DIO nel Santuario e tutto il popolo -al seguito del sacerdote -  entrasse nel Regno definitivo di DIO (creduto come un regno terrestre, in Palestina, eterno, in una terra rinnovata)

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