Piccolo Corso Biblico

STORIA DELLA SALVEZZA

I GRUPPI RELIGIOSI EBRAICI AI TEMPI DI GESU'
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Gesù ( Salvatore) Erode il Grande (37-4 a.C.) La Palestina è sotto la dominazione greca ... e Alessandra Salome (76-67 a.C.) ...succeduta ad Alessandro Ianneo riesce a riconciliarsi con i farisei e a dare al regno un breve periodo di pace. Alla sua morte il conflitto per la successione nato tra i due figli, Ircano II, sommo sacerdote, e Aristobulo II, erede al trono, arriva a un punto tale che Ircano preferisce chiedere l'aiuto di Roma.

I Romani non perdono la ghiotta occasione e Pompeo può entrare nelle vesti di arbitro a Gerusalemme, nel 63 a.C, dopo tre mesi di assedio. Lo storico romano Tacito racconta lo stupore di Pompeo che, entrato nel tempio, lo trova vuoto, privo di immagini sacre, luogo di culto di un Dio invisibile, incomprensibile per i Romani, i nuovi padroni di Israele.


t1
L'ESERCITO ROMANO TRASPORTA I SIMBOLI EBRAICI A ROMA
- ARCO DI TRAIANO-FORI IMPERIALI

Nel 65 a.C. Pompeo occupa la Siria e nel 63 a.C. entra in Gerusalemme sbaragliando una certa resistenza organizzata.



Pompeo
, subito dopo il suo arrivo, fece imprigionare e condurre a Roma Aristobulo, concedendo a Ircano II la carica di sommo sacerdote, ma riducendo di fatto la Giudea a uno stato vassallo di Roma; al regno asmoneo viene tolta la Samaria e le città ellenizzate della Transgiordania, la cosiddetta Decapoli, più volte ricordata nei Vangeli.

Pompeo lascia intatte tutte le libertà religiose, confermando gli Asmonei titolari dell'autorità religiosa, ma non del potere politico: sono ormai vassalli di Roma. In questi anni le vicende della Giudea sono strettamente legate a quelle di Roma, in particolare alla lotta tra Pompeo e Cesare e, dopo la morte di quest'ultimo nel 44 a.C, tra Ottaviano e Antonio.

Schierandosi tra le opposte fazioni, in una situazione del tutto confusa, Erode, idumeo figlio di Antipatro governatore dell'Idumea sotto Ircano II, già ministro degli Asmonei, si lega ad Antonio, ottenendo nel 37 a.C. la nomina a re dei Giudei. Negli ultimi anni del suo regno nasce Gesù di Nazareth. Dopo la sconfitta patita da Antonio nella battaglia di Azio (31 a.C), Erode si sottomette a Ottaviano che lo conferma nella sua regalità, concedendogli anche ampliamenti territoriali.

Nei primi anni del suo regno, Erode, detto il Grande, è preoccupato soprattutto di eliminare ogni possibile avversario, compresa la moglie Mariamme, i figli Alessandro e Aristobulo e più tardi il figlio Antipatro; Erode appare come un tiranno diffidente e sospettoso, pronto a sopprimere chiunque gli faccia ombra. Molti storici contemporanei lo hanno addirittura definito uno psicopatico.

I gruppi giudaici al tempo di Gesù Consulta anche christianismus.it

Il giudaismo del tempo di Gesù si era differenziato in diverse correnti teologiche spesso contrapposte su tante questioni. Per comprendere il linguaggio di Gesù è necessario riferirsi ai linguaggi delle diverse correnti del tempo. Leggendo il Nuovo Testamento si sente parlare di farisei, sadducei, zeloti, scribi... Si tratta di gruppi sociali, politici, religiosi molto diversi gli uni dagli altri e presenti nel giudaismo fin dall'epoca maccabaica.
I samaritani I samaritani possono essere considerati una setta scismatica dell'ebraismo.Essi ritenevano che il culto più antico di Israele avvenisse sul monte Garizim in Samaria.Avevano come libro solo la Torah. Nel 128 a.C. il re Giovanni Ircano aveva distrutto il tempio sul Garizim. Ma i samaritani avevano continuato a celebrare la Pasqua e il loro culto sul monte. L'influenza del mondo ellenistico aveva portato alla nascita di fenomeni di sincretismo accanto all'antico culto del Garizim.
I sadducei. Il nome «sadduceo» deriva probabilmente da Sadoq (Zadok), sommo sacerdote in epoca salomonica, la cui famiglia ebbe una parte importante nella rinascita religiosa dopo il ritorno dall'esilio.


S.Girolamo e i saddudei. Hendrick van Someren, or Somer (1615, Amsterdam – 1685, Amsterdam)


Sotto gli Asmonei la famiglia sadocita si trasformò pian piano in un vero e proprio partito, formato dall'aristocrazia sacerdotale di Gerusalemme, un gruppo politicamente molto importante.

Contrariamente a ciò che si crede i sadducei erano molto tradizionalisti ma a modo loro ; appellandosi alla sola autorità della Scrittura che riducevano al Pentateuco , rifiutavano la tradizione orale e le nuove concezioni teologiche, come ad esempio la risurrezione e l'angeologia, la retribuzione nell'aldilà , accolte invece dai farisei (cfr. Mc 12,18-27; At 23,8).

In campo politico i sadducei cercarono sempre accordi con chi deteneva il potere, prima con Erode, poi coi Romani, arrivando così ad avere una grande influenza e potere ; l'opinione di Caifa (Gv 11,48) rispecchia quasi certamente l'opportunismo politico sadduceo. La classe sacerdotale è pienamente controllata dai sadducei , specialmente quella di alto rango , sebbene alcune famiglie sacerdotali come quella di Zaccaria , padre di Giovanni il battista , testimoniassero una fedeltà piena alla religione della tradizione.

Dopo la distruzione di Gerusalemme del 70 d.C. i sadducei, che non godevano grande stima presso il popolo, scomparvero definitivamente dalla scena, lasciando il posto ai farisei.

I farisei. Il gruppo dei farisei nasce probabilmente in epoca maccabaica, forse con i già ricordati Hasidim, i "pii" (1 Macc 2,42). Il nome viene dall'ebraico ferushim, «separati», anche se tra loro si chiamavano haberim, cioè «compagni» o hakhatnim, «saggi». Quando già con Ircano I la dinastia asmonea iniziò a distaccarsi dall'ideale maccabaico di fedeltà alla legge e di purezza, i farisei iniziarono a separarsi come gruppo autonomo.


Rinascimento.Incisione . Fariseo


Ai tempi del Nuovo Testamento essi erano per lo più laici, di estrazione sociale medioalta, pochi di numero (appena 6.000 secondo lo storico Flavio Giuseppe), ma estremamente influenti nella società. I farisei formavano una comunità molto chiusa, caratterizzata dalla preghiera e dalla fedeltà minuziosa ai precetti della legge, tramandati e interpretati dalla tradizione orale, da essi accolta, al contrario dei sadducei (cfr. Mc 7,1ss

Allora si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme. 2 Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani immonde, cioè non lavate - 3 i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavate le mani fino al gomito, attenendosi alla tradizione degli antichi, 4 e tornando dal mercato non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame).

Le norme seguite dai farisei non vanno viste nell'ottica di un legalismo fanatico, ma piuttosto vanno considerate come nate da motivazioni profondamente religiose, che vedevano nella torah, la legge, lo specchio della volontà divina. Le accuse di ipocrisia rivolte ai farisei nel Nuovo Testamento sono dirette contro il loro tentativo di autosantificazione attraverso la separazione dal profano, che poteva sfociare in un sentimento di superiorità e disprezzo del prossimo.

Il loro disprezzo verso il "popolo della terra", la massa della gente che non conosceva pienamente la legge (Gv 7,49), nasceva dall'esigenza di una separazione intransigente dei giudei ( santi , puri ) dai peccatori e dai pagani ( profani, impuri ) ; il fariseo di Lc 18,9-14 non si sta vantando, ma ricorda semplicemente ciò che realmente fa ogni buon fariseo :


...9 Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: 10 «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. 11 Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. 12 Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. 13 Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.

Gesù smaschera l'inutilità del formalismo religioso per la giustificazione.

14 Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».

Da un punto di vista dottrinale essi furono molto aperti, accogliendo anche posizioni teologiche più avanzate, rifiutate dai sadducei; in At 23,6-9 Paolo si dichiara fariseo e viene da essi difeso contro i sadducei. Politicamente neutrali, i farisei si opposero tuttavia agli Asmonei e a Erode, vedendo in essi un tradimento del giudaismo, ma allo stesso tempo rifiutarono la politica oltranzistica degli zeloti che condurrà alla doppia tragica rivolta contro Roma.

I Vangeli riflettono anche le successive polemiche tra giudaismo e cristianesimo, che hanno contribuito a inasprire i contrasti. Resta il fatto che dopo la seconda rivolta giudaica i farisei resteranno le uniche guide spirituali del popolo, di cui prenderanno in mano le sorti, gettando le basi del giudaismo attuale.

Gli scribi. Gli scribi costituiscono un gruppo molto particolare, affine per molti aspetti ai farisei. Essi erano uomini, sia laici che sacerdoti, il cui compito principale era l'interpretazione e l'insegnamento della torah, cioè della Bibbia interpretata dalla tradizione dei padri.

Lo scriba nasce in epoca ellenistica (un buon esempio è Ben Sira, l'autore del Siracide, circa il 180 a.C.) proprio come reazione al diffondersi della cultura greca, per preservare le tradizioni giudaiche da una possibile scomparsa. Si diventava scribi non per nascita, ma in seguito allo studio in scuole tenute da maestri famosi, come Hillel e Shammai, le due principali figure ai tempi di Cristo, e Gamaliele, il maestro di Paolo (At 22,3).

Gli scribi, ai quali la gente si rivolgeva con il titolo di Rabbi («Mio signore»), erano senz'altro le vere guide spirituali del giudaismo; proprio dai rabbini nasceranno, nei primi secoli dell'era cristiana, i testi che ancora oggi regolano la vita degli ebrei, come la Mishnah e il Talmud, oltre ai commenti e alle interpretazioni della Scrittura che avranno un notevole influsso anche nel cristianesimo.

Gli zeloti , i sicari , gli erodiani.

Secondo Flavio Giuseppe verso il 6 d.C, anno in cui i Romani assumono il controllo diretto della Giudea, gli zeloti nascono come gruppo di resistenza antiromana, animato dall'idea che la domina zione di Roma era conseguenza diretta dell'infedeltà di Israele alla legge.

La soluzione da loro proposta è semplice: la lotta armata e l'uccisione dei pagani e dei loro collaboratori. In realtà gli «zeloti», cioè coloro che avevano zelo per la legge, nasceranno come gruppo organizzato solo al momento della prima rivolta, verso il 66 d.C.

Al loro fianco va collocato il movimento dei «sicari» (da «sica», il nome latino del pugnale che essi portavano), anch'essi feroci nemici dei Romani e convinti oppositori dei farisei e dei sadducei, che, con la loro neutralità o il loro collaborazionismo, non facevano nulla per liberare Israele. Tendenze zelote erano senz'altro presenti già ai tempi di Cristo; Lc 6,16 parla di uno dei discepoli di Gesù, Simone lo zelota (ma il senso potrebbe in realtà essere quello usato da Paolo in Gal 1,14 e Fil 3,6), mentre Mc 12,13-17 riflette una possibile controversia tra zeloti e farisei prò o contro l'occupazione romana.


Gli erodiani erano invece ligi al potere costituito e si opponevano a qualsiasi forma di ribellione che potesse far intervenire i dominatori romani. Vedranno Gesù come sobillatore delle popolo , quindi un pericolo per lo status quo dei poteri, e diventeranno suoi accusatori.
I briganti La povertà era molto diffusa, come anche il brigantaggio e, da un altro punto di vista, le malattie, come risulta anche dal quadro presentatoci dal Nuovo Testamento.
Gli esseni e le correnti apocalittiche Tre autori antichi, lo storico giudeo Flavio Giuseppe, il romano Plinio il Vecchio e il filosofo giudeo di Alessandria Filone ricordano l'esistenza di un gruppo di uomini, detti «esseni», viventi in comunità isolate, bene organizzate e disciplinate, con uno stile di vita caratterizzato da rigido ascetismo, forte esigenza morale, pratica (singolare, per il giudaismo) del celibato e della comunione dei beni, grande attenzione alle norme cultuali e di purità rituale.

L'origine degli esseni è tuttora discussa. Nuova luce hanno gettato, a partire dal 1947, le scoperte di Qumran, località sulla sponda nordoccidentale del Mar Morto, ove sono stati scoperti centinaia di manoscritti. È opinione abbastanza diffusa che gli abitanti di Qumran fossero proprio esseni, gruppi di ex-sadducei e forse anche ex-farisei separatisi dal giudaismo ufficiale in seguito alle deviazioni dal primitivo ideale maccabaico già sotto Gionata Maccabeo.

Gli esseni si considerano i «figli della luce», in lotta con i «figli delle tenebre», una lotta iniziata con la loro comunità, ma che avrà il suo compimento solo nel futuro Regno di Dio. Questa forte esigenza di separazione dal mondo fa meglio comprendere anche l'insistenza sulle norme di purità osservate a Qumran. Sia l'opera di Giovanni il Battista che lo stesso Gesù sono stati più volte messi in relazione con gli esseni; notevoli affinità verbali esistono tra testi esseni e testi del Nuovo Testamento, ma non sono elementi sufficienti per provare un reale contatto tra i due movimenti, al di là di alcuni temi e usanze comuni.

La drammaticità del periodo storico vissuto da Israele alla fine dell'epoca seleucida, vede, tramontato da tempo il movimento profetico, la nascita delle correnti apocalittiche (dal greco apokalypsis, rivelazione). Mentre i profeti, denunciando l'infedeltà presente e invitando alla conversione, predicavano un intervento di Dio per il futuro, che avrebbe rinnovato il corso della storia, per l'apocalittica la storia attuale è una realtà dominata dal male, che Dio farà scomparire del tutto, creando un mondo totalmente nuovo.

L' Enochismo Corrente giudaica che non accetta pienamente la Legge mosaica. Il peccato angelico rappresenta l'origine del male : il male è presente nella storia e si manifesta nella impurità della natura e attraverso l'azione demoniaca. Nelle opere enochiche però non c’è nessun accenno a norme di purità (eccetto mangiare il sangue : Enoc Etiopico- Libro dei Vigilanti 7,5; Libro dei Giubilei 7,31; Enoc Etiopico -Epistola di Enoc 98,11 e un riferimento a oblazioni impure : Libro dei Sogni 89,73).
Qumranici Comunità giudaica che a ccetta pienamente la Legge mosaica (1QS 5,8) ma riletta in modo da risolvere le contraddizioni interne . Dà importanza alla purità : peccato e impurità coincidono , l'uomo è peccatore/impuro fin dall'utero: 1QH 4,29-30.
Il popoloAl di là di questi gruppi, resta la gran massa del popolo Le condizioni economiche del popolo erano modeste e, al di là dei gruppi citati e dei grandi proprietari terrieri, la maggior parte della popolazione era dedita all'agricoltura o all'allevamento, spesso come salariati, al piccolo artigianato e al commercio al dettaglio. .

Durante l'epoca romana il popolo godeva di una relativa autonomia interna:
- la massima autorità resta il Sommo sacerdote,
- affiancato dal Sinedrio, un consiglio composto da sacerdoti e nobili (gli «anziani del popolo») per lo più sadducei, scribi e farisei.

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