Il
Neolitico
Carro di bronzo-8°-7° sec. a.C.-Strettweg, Austria-Processione sacrificale(?) (© Erich Lessing/Art Resource)
Neolitico è il nome
dato all'ultimo periodo dell'età della pietra "nuova età della Pietra", (10000/6000-III millennio a.C.) in cui si ebbe il fondamentale passaggio all'agricoltura ed all'allevamento, con gli individui organizzati in villaggi.
Risale a questo periodo l'attenzione al sole, alle stagioni, ai fenomeni atmosferici.
Risalgono a questo periodo i primi oggetti in argilla (in molte regioni di Asia ed Europa), gli utensili domestici e soprattutto vasi ed anfore, dove comparvero animali e figure umane stilizzate.
Le raffigurazioni di scene di caccia lasciando il campo ad una decorazione di oggetti con disegni geometrici . La figura umana viene ancora maggiormente stilizzata.
Alcuni segni rapidi e ripetuti sono indicati come i possibili primi passi verso una scrittura per immagini.
Appartengono al neolitico anche i primi esempi di costruzione megalitica quali i
menhir, i
cromlech e i
dolmen.
E' il periodo
in cui l'uomo crea i fondamenti della società e civiltà.
Infatti alleva gli animali; coltiva la terra; leviga la pietra; lavora
la ceramica; tesse e intreccia le fibre vegetali; costruisce i primi
villaggi.
La vita si svolge in un rapporto di subordinazione all'ambiente
naturale, da cui dipende la sopravvivenza. I defunti vengono sepolti in
necropoli (= città dei mortí)
separate dal villaggio. Talvolta, però, le tombe sono vicine
alle abitazione. in alcuni casi i corpi vengono bruciati.
Gli uomini dei Neolitico, iniziano a costruire
edifici di culto, ricchi di arredi e strumenti.
Un centro religioso del Neolitico.
Il centro religioso di un popolo nomade , Göbekli Tepe , in Turchia 12.000 anni fa
Sono cerchi di megaliti dai 10 fino a 30 m. di diametro circondati da un muretto di pietre a secco di 2m. di altezza.
La maggior parte dei piloni sono decorati con figure animali scolpite in rilievo.
Sono venute alla luce anche statue umane, teste di avvoltoio e di cinghiale.

© 2008 by the Archaeological Institute of America www.archaeology.org/0811/abstracts/turkey.html
Gli sciamani
Pittura rupestre 13.000-8.000 a.C.
Secondo alcuni paleoantropologi ci sono evidenze archeologiche ed antropologiche della presenza di
sciamani
in Europa dal Paleolitico fino all'epoca Celtica. [ cf : Miranda and Stephen Aldhouse-Green-The Quest for the Shaman -London: Thames & Hudson, 2005 ]
L'ipotesi si basa sul concetto di sciamano : una persona che sperimenta una trance ( in genere volontaria e indotta con tecniche diverse) in cui diventa cosciente dei mondi degli spiriti con i quali opera per il bene della comunità. . In questo " viaggio" lo sciamano viene spesso aiutato e protetto da " spiriti animali" .
Questa tipicità sciamanica, presente ovunque sul pianeta, a detta dei ricercatori, interpreterebbe alla perfezione molti graffiti e dipinti delle caverne della preistoria in cui sono raffigurati uomini e animali e
uomini-animali.
Gli autori collegano le pitture di cervi nelle caverne con i cervi rappresentati nell'arte , nei racconti e nelle tradizioni sciamaniche di tutta Europa. Siamo sempre nel campo delle congetture.
Le stele funerarie
Stele funeraria dell'VIII° sec a.C.-Zincirli-Turchia
(foto: Eudora Struble)
" La stele di basalto di Zincirli (l'antica Sam'al) risale all'età del ferro , è stato ritrovato in una sala attigua alla abitazione di un alto ufficiale di nome Kuttamuwa ed è un raro esempio di rappresentazione del concetto antico di anima.
Vi è rappresentato l'ufficiale che presiede un banchetto funebre. Una iscrizione di 13 righe in aramaico arcaico tradotta dall' University of Chicago's Oriental Institute dice che l'ufficiale ha fatto costruire la stele quando ancora in vita , l'aveva inaugurata con offerte a diverse divinità (tra cui Adad e Shamash ) e che una di queste offerte era un calco della sua anima ( anima è nebesh che è simile all'aramaico nefesh usato nella Bibbia) che è nella stele stessa.
Secondo l'archeologo David Schloen questa iscrizione ci dice che la concezione della vita oltre la morte era lì concepita in termini di anima ( concetto semitico che implica identità personale (l'Io), diverso da quello greco ).
La stele era in una sala che conteneva anche resti di forni e di ossa animali e di cibi. Poteva essere una cucina o una cappella funeraria. Nell'area semitica a quell'epoca pare non fosse praticata la cremazione , qui invece si potrebbe ipotizzare.
Il defunto è rappresentato mentre banchetta davanti ad un tavolo pieno di cibi . Forse indica la certezza in un aldilà felice: nella mano stringe una pigna, simbolo di vita eterna e di rigenerazione. Si pensa che la presenza della stele in una abitazione implichi un culto da parte dei discendenti .
"
[fonte:http://www.archaeology.org/online/features/zincirli/]
5000 ANNI FA :
a tale epoca si fa risalire la nascita delle piu' antiche civilta' umane. e' il passaggio dalla preistoria alla storia.
i segni della cultura umana passano dagli oggetti dell'arte e dell'artigianato alla scrittura.Circa cinquemila anni fa avviene la grande trasformazione,
quella che giustamente è stata chiamata "rivoluzione": lungo
le rive dei grandi fiumi, dall'Egitto alla Mesopotamia, dall'India
alla Cina, gli uomini passano dalla vita nomade e pastorale a quella
sedentaria e agricola, fondano i villaggi e poi le città, si dànno un
ordinamento di leggi e un governo.
Ebbene, proprio da quel momento nascono,
o comunque appaiono, le grandi tradizioni (e possiamo
dire meglio i grandi miti') sull'origine dell'Universo, che la scrittura
appena inventata è in grado di tramandarci.
I
Miti (
miti e riti )
In ordine di tempo, i più antichi testi sono le tavolette di argilla
incise con cunei di canna dai Sumeri e poi dagli Assiro-babilonesi in
Mesopotamia: una scrittura quanto mai difficile, che tuttavia può dirsi
ormai ben decifrata.
Le genti mesopotamiche scrissero sulla origine l'universo.
Secondo loro, esisteva in origine l'oceano primordiale; da esso emersero
il Cielo e la Terra, che furono divisi dall'Aria: tutte
entità divinizzate. Dall'unione della Terra e dell'Aria nacquero l'uomo,
gli animali e le piante.
All'Oceano primordiale si rifà anche la mitologia
dell'Egitto antico, che peraltro presenta varie versioni
sulle origini dell'universo.
La più diffusa racconta che negli abissi
marini viva il primo dio, Atum, destinato in seguito a divenire Ra, volta
celeste.
Sul corpo di Nut brillano gioielli splendidi, le stelle. Nel
suo cammino quotidiano il Sole Ra procede con la sua barca sulla schiena
della volta celeste, mentre di notte torna indietro solcando le acque
sotterranee.
In India il dio Shiva rappresenta
l' energia cosmica, dalla quale si generano gli esseri viventi; e la
concezione di grandi cicli di morte e di rinnovamento anticipa alcune
idee della cosmologia moderna.
In Cina il mondo è generato dall'effetto dinamico e
reciproco di grandi forze, il Cielo yang, energia maschile creatrice,
e la Terra yin, forza femminile e materna; le due forze si succedono
in un ciclo perpetuo. Il passaggio al nostro mondo, e con esso l'avvio
di una concezione scientifica dell'universo, avviene in Grecia.
Qui, tuttavia, è ancora mitico il pensiero di Omero, secondo cui l'oceano
fu alle origini di tutto il creato, grazie alla sua unione con
Teti.
Anche la Teogonia di Esiodo, nell'VIII secolo a.C., narra l'origine
dell'universo in termini mitici: all'inizio è il Caos, donde nasce la
Terra, e con essa la notte e il giorno, quindi il cielo stellato, l'oceano
dai grandi vortici, gli dèi reggitori del mondo .
L'acqua , nelle sue dimensioni oceaniche, ci appare
tra tutte le componenti del pensiero mitico la più importante, la più
essenziale.
Da quando la memoria di un popolo è prevalentemente affidata al documento
scritto, la trasmissione orale si fa inesorabilmente più labile, col
rischio anche di alterare o impoverire il patrimonio di verità ricevute
dalle generazioni passate.
Per esempio, certe narrazioni (o miti), certi
detti sapienziali, o certi canti, tramandati inizialmente a viva voce,
dovettero a un certo punto essere fissati per iscritto (scrittura canonica),
altrimenti rischiavano di essere dimenticati dalle nuove generazioni,
sempre meno ancorate alla cultura orale e meglio allenate invece alla
cultura scritta.
Poter fissare
e comunicare parole e pensieri doveva apparire un miracolo all'uomo
primitivo.
Graffiti, geroglifici, ideogrammi erano per lui segni magici,
dotati di un potere misterioso.
L'arte figurativa parietale delle società
preistoriche riflette ovunque concezioni religiose o atteggiamenti magici.
In Egitto, a Babilonia, presso i Celti, la scrittura era ritenuta un'invenzione
degli dèi.
Secondo un mito cinese gli dèi tremarono quando l'uomo, mediante
la scrittura, cominciò a impossessarsi dei segreti del cosmo.
Nelle tradizioni religiose del vicino Oriente e del mondo
mediterraneo domina l'idea che la rivelazione di Dio sia fissata in
una scrittura, detta appunto "sacra".
Dio stesso consegna la rivelazione scritta (come nel caso delle tavole
della Legge date a Mosè) oppure è il profeta o il fondatore di religione
che mette per iscritto le parole percepite dalla divinità (come nel
caso di Isaia, che riceve l'ordine da Jahvè di incidere l'oracolo su
una tavoletta o, nel caso di Maometto, che detta le sure del Corano
ai suoi segretari).
Per secoli al posto della parola scritta e letta si preferisce la
parola ascoltata.

Per quasi un millennio infatti la tradizione religiosa
fu solo orale.
La tradizione vedica non conosce l'uso della scrittura, e quella buddhista
testimonia che i sacri testi sono stati messi per iscritto molto tardivamente,
solo al tempo del re Asoka (III secolo a.C.) o poco prima.
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PALEOLITICO-NEOLITICO
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