Corso di Religione

SHINTOISMO

     
   

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LE TRADIZIONI

  
         


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Lo scintoismo dei Jinjia .

JINJIA

Durante l'epoca dell'Imperatore  Meiji  (1868) la Riforma che riporto' lo Shintoismo a religione di Sato per rafforzare il potere assoluto Imperiale, costitui' lo Shintoismo Imperiale , il Koshitsu e lo Shintoismo di Stato o Scintoismo dei Jinjia ( Sacrari ) sostituendolo alla religione popolare dei Miya delle foreste. clero.jpg
Insieme con il Koshitsu lo Scintoismo Imperiale, lo Scintoismo dei Jinjia è considerato il cuore della Tradizione Scintoista. Jinjia è un termine che nella lingua Yashiro significa luogo per un palazzo. Anticamente i riti erano celebrati all’aperto  nei luoghi di culto detti Miya, ed era piuttosto raro avere a disposizione un palazzo.

Si sceglieva un luogo incontaminato e lo si circondava con una corda (Shimenawa) a forma di quadrato, si erigeva un chiosco (o piu' semplicemente un albero) come luogo in cui invitare  la divinità: l'Himorogi. A volte si usava una roccia invece di alberi o chioschi: l’Iwasaka.

Con l'avvento del Buddhismo attraverso il clan dei Soga si comincio' a piazzare una statua del Buddha in una costruzione, un santuario, un tempietto. Cosi' si cominciarono a celebrare i riti scintoisti nei santuari.

Se si eccettua il periodo medievale (1192-1603) in cui si venerava il Buddha) non si ritrovano mai effigi di kami nei riti scintoisti.

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Gli antichi riti sono rimasti e si possono seguire nella celebrazione del  Jikinsai , prima della costruzione del santuario, quando tutta la comunità prega con devozione i kami del posto e per la sicurezza dei lavoratori nella costruzione del santuario.

Attualmente il termine Jinjia  racchiude in sé la realtà dello spirito del Kami per cui il santuario deve essere collocato in siti naturali e tendere a forme assolutamete semplici. Di fatto oggi il nome del Jinjia indica il Kami, il santuario e anche tutti i riti e le altre attività legate allo spirito-Kami.

Ogni Jinjia in genere è situato in un boschetto, magari anche in mezzo ad una città ed ha tre sentieri che conducono al Santuario Centrale.

Ogni santuario ha il suo statuto a seconda della sua storia, del grado gerarchico del Kami, della relazione del Kami con la popolazione o con la regione, della popolarità del kami. Si capisce qual è lo statuto del Santuario dalla misura del recinto e dalla architettura del santuario stesso .

A KYOTO SI TROVANO PIU' DI 130 JINJIA DI TUTTE LE EPOCHE

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KYOTO-JINJIA DEI SECOLI 9°-14°

Nel febbraio 1946, rispondendo ad una direttiva delle autorità si formò una organizzazione nazionale conosciuta come l’Associazione dei Santuari Scintoisti con l'intento di preservare la tradizione culturale giapponese. Attualmente essa include circa 8000 santuari Jinjia " ufficiali" in tutto il Giappone.

Sebbene tutti i Santuari si fondino sulla riverenza al Grande Santuario Centrale di ISE , essi  non sono organizzati da regole generali: ogni santuario ha una propria tradizione storica fondativa e di pratiche religiose.


KAMI LOCALE  DI NOME NARI
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I giapponesi in genere non scelgono una sola religione ma, come i cinesi, partecipano ai riti dell'una o dell'altra a seconda delle diverse occasioni e finalità.

All'epoca del 40.mo imperatore Temmu (673-686) lo shintoismo popolare venne distinto e separato dallo Shintoismo dei Jinjia allorchè il governatore di quell’epoca stabilì quali dovevano essere i rituali shintoisti che potevano essere praticati parallellamente alle cerimonie buddhiste . (Il Buddhismo era allora religione di stato).

Da allora lo shintoismo popolare si sviluppò autonomamente come una complesso di riti e feste che spesso includono pratiche buddhiste e confuciane.

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Riti Jinjia
n-festival.jpg   Lo shintoismo non è una religione che controlla il comportamento dei fedeli secondo una dottrina o dei comandamenti. Essa è piuttosto una fede che permette ai singoli di avere relazioni libere con i kami soprattutto attraverso il culto. Per questa ragione riti , rituali e cerimonie, sono molto importanti.

Quando i giapponesi vivevano sulle montagne, nelle foreste o sulle coste essi percepivano questi spazi come dimore dei Kami. Siccome montagne, mari, fiumi e laghi, foreste non erano sempre accessibili da tutti, essi costruivano piccoli santuari vicino ai villaggi - Jinjia- dove potevano intrattenere i kami "che vi soggiornavano temporaneamente durante i loro spostamenti ". Oggi i giapponesi abitano sia piccoli villaggi che grandi città e ovunque ci sono santuari .

Ci sono molti Rituali scintoisti nei Jinjia: sono divisi in 4 categorie:

1. Riti Taisai, come la Grande Festa. Sono le grandi feste annuali.
2. Riti Chusai, Festa di media importanza, come capodanno, festa della Fondazione…
3. Riti Shosai, festa di piccola importanza
4. Riti Zassai, sono le feste varie, come Jotosai, rito per la costruzione di un palazzo ; Shinsosai , rito funebre; Shichi-go-san, etc.

Quando ci sono i riti Taisai l'Imperatore invia suoi rappresentatnti al santuario locale per fare le sue offerte ai Kami.  In occasione della festa i preti che  celebrano devono osservare un certo periodo di astinenza per purificarsi. I loro collaboratori devono fare astinenza almeno la sera prima della celebrazione. Nei giorni in cui si celebra il Taisai si respira una atmosfera gioiosa non solo nel santuario ma anche nell’area circostante.

n-ichinomiyia.jpgQuando si inizia una festa nella città i kami vengono invitati a visitarla.

Portando per la città un piccolo santuario portatile ( mikoshi) i kami purificano le strade che ogni giorno vengono percorse dalla popolazione e tutta la città durante la festa diventa una dimora degli dèi.

Quando c’è una festa tutti appendono una shimenawa sulla porta di casa e attendono il passaggio del santuario portatile . Nel santuarietto portatile  si colloca un oggetto in cui si pensa dimori lo spirito del Kami e lo si prepara per la processione tra le vie del centro delle comunità religiosa.

n-furyu-1.gifCi sono feste molto sontuose. In queste feste vengono preparati dei simulacri portatili molto grandi, fatti a ripiani i Dashi.

A volte possono essere alti come un palazzo e sempre sono sontuosamente decorati e illuminati da lanterne.

Intorno al Dashi, durante la processione, ballerini e musicisti si esibiscono per creare una atmosfera festosa.

Il Dashi viene portato a spalla e spesso i portatori gridano per qualche difficoltà o per lo sforzo e anche la gente urla per incoraggiarli.

Spesso la festa diventa un carnevale e puo’ anche sfociare in litigi con tanto di feriti. Ogni casa prepara un banchetto e la processione diventa veramente una festa in cui sentimenti e tensioni vengono scaricate.

   «Quando si avvicina una festa importante, la gente del santuario è estremamente occupata con i preparativi. Gli edifici e le aree circonvicine sono pulite in anticipo e il giorno della festa vengono definiti gli ultimi particolari. Se non è già stato fatto, piccoli rami di sakaki l'albero sacro,vengono legati attorno ai pilastri del Tori, nuove funi di paglia con pendagli bianchi vengono poste in fronte o sotto l'arcata del Tori e dei cancelli, sopra le porte, sotto le grondaie degli edifici più importanti e attorno al luogo allo scopo di purificare il tutto.

Ogni decorazione speciale, come le lunghe strisce con i cinque colori simbolici (bianco, giallo, rosso, azzurro e porpora) "che simboleggiano le nubi di buon auspicio ", viene esposta. Sono esibiti rami di piante e fiori, preparati da associazioni specializzate in decorazioni con fiori. All'interno del santuario, stendardi di broccato innalzati su due pali e decorati di sakaki sono posti ai due lati della tavola delle offerte.

A destra, in borse di seta o di broccato d'oro, stanno uno specchio di metallo e dei gioielli ricurvi (magatama) a sinistra è appesa una spada, anch' essa in un contenitore di broccato.

Questi oggetti - lo specchio, la spada, i gioielli - sono i simboli della legittimità imperiale; ma non sono qui per questa ragione, bensì perché secondo l'antica tradizione shintoista «essi sono la presenza del sacro»    (Sokyo Ono, La Via dei Kami)

FESTA DI  GION o FESTA DI CAPODANNO
FESTONE.jpg Il ciclo annuale di osservanze inizia con la festa dell'anno nuovo. Nelle città il popolo  visita i santuari o i templi buddisti nei primi tre giorni dell’anno nuovo.

Ai santuari UBUSUNA ( santuari dei Kami protettori locali ) si riceve un amuleto locale oppure un TAIMA, un amuleto particolare distribuito dal Santuario centrale di ISE.

L'amuleto viene collocato sull'altarino di casa , dopodichè si beve il TOSO, un SACCHE' speciale per la cerimonia di capodanno e infine si consuma un pasto.

Nelle campagne ogni famiglia celebra una festa alla quale invita la divinità dell’anno, oppure il comune la organizza per conto di ogni famiglia cosi’ che ogni famiglia e tutta la comunità possa parteciparvi e condividere un pasto di comunione con gli spiriti ancestrali. Il pasto è appositamente preparato ed è sempre accompagnato sacchè.

LA FESTA DI BON
Tale festa cade in Luglio o Agosto come festa di un Kami ancestrale. Si dice sia una festa buddhista collegata con il  SUTRA URABON   cinese.

FESTE VARIE
Ci sono molte altre feste collegate con le arti e mestieri,con i lavori agricoli, i lavori industriali e le attività commerciali.Altre feste  sono collegate con gli auguri di prosperità, felicità,con gli scongiuri contro la sfortuna e le disgrazie; altre ancora sono feste che accolgono influenze taoiste, buddhiste e filosofie yin-yang.

FESTA DI FINE ANNO    
A fine anno ogni giapponese pulisce la casa e l’area circostante, prende un bagno per purificarsi e mangia il SOBA , poi attende il nuovo anno.

FESTE DELLA FAMIGLIA
Tutta la vita del giapponese,da quando nasce a quando muore è segnata nei suoi eventi principali  da cerimonie shintoiste. I neonati, per esempio, vengono presentati al Kami del santuario locale; i bambini al 31° giorno, le bambine al 32°. 

portatile.jpgAl 120° giorno dalla nascita la mamma e la nonna prendono il bimbo sulle ginocchia e fingono di dargli da mangiare: simboleggiano in questo modo l'entrata definitiva del piccolo nella vita.

All'età di tre anni si festeggia il passaggio dall'infanzia alla fanciullezza. I bambini, vestiti con smaglianti kimono o, in alcuni paesi, con divise da marinai o da soldati, ricevono nel tempio grossi e paffuti cani di cartone, simboli di forza e di salute; le bambine, invece, delle bambole dai capelli grigi, simbolo di vita lunga e felice.


NEWEST-SENSOJI TEMPLE TOKYO.jpgLa festa annuale dei bambini, il Kodomonohi, che si celebra il 5 maggio, è la festa familiare più nota. Davanti a ogni casa si erigono delle aste di bambù alle cui estremità si attaccano uno o più pesci di cartone o di stoffa, secondo il numero dei figli. La festività del kodomonohi riprende temi e valori tradizionali di una festa più antica.

L'esposizione di armature e costumi di famosi eroi e condottieri giapponesi smorza il suo fine originario di educare lo spirito e rafforza quello di infondere rispetto verso i superiori e le persone più anziane.

Oltre ai pesci di carta e stoffa, c'è anche l'usanza, infatti, di allestire nella stanza migliore della casa una piccola mostra di oggetti in miniatura: elmi, spade, bandiere, armature e statuette di famosi guerrieri dell'epoca feudale, attorno alla quale i ragazzi si ritrovano per parlare e assaggiare dolci preparati per l'occasione.

miyaginosai1.gif FESTA MIYAGINOSAI
oohiraharusai1.gif FESTA OOHIRAHARUSAI

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FESTA MASOSAI- IL DRAGONE MITICO.


LA FESTA DEI MORTI
Il popolo shintoista visita i cimiteri per richiamare le anime degli antenati mandate alla TERRA PURA. Nell'occasione si consuma un pasto speciale con tutta la famiglia e i parenti piu' stretti.

IL PELLEGRINAGGIO FAMIGLIARE
All'interno della vita familiare il pellegrinaggio più noto e consueto per i giapponesi è quello alle isole Futaminoura, simbolo dell'affetto e dell'amore coniugale.

Il 5 gennaio di ogni anno le due isole vengono unite da una enorme fune di paglia a simboleggiare l'antica unione dell'uomo e della donna.

Circa un milione di persone assiste ogni anno a questa cerimonia: coppie anziane e giovani non ancora sposati. Una folla così numerosa è motivata dal fatto che in Giappone il matrimonio felice è una grazia degli dei.

La cultura tradizionale giapponese è completamente imperniata sull'uomo. La donna deve sempre semplicemente rispettare quanto dice la tradizione: «Stai in un angolo e non parlare ad alcuno per strada. Non fare sfoggio di cultura e furbizia e non agire mai di tua iniziativa».

Essa si inchina dinanzi all'uomo che lascia la casa per andare a lavorare, e ancora oggi, nelle cittadine di provincia, si possono vedere mogli che camminano leggermente chine in avanti seguendo ad alcuni metri di distanza il proprio uomo.

Nessuna meraviglia, quindi, che le due isole siano meta di pellegrinaggi, anche se l'evoluzione moderna ha elevato molto la condizione della donna e ha reso più libera la scelta del proprio sposo o sposa, che in passato veniva effettuata dai genitori.

FESTE POPOLARI
Al di fuori della vita familiare sono importanti le grandi festività della primavera, di mezza estate o quella di autunno, che affondano le loro radici nei secoli, e quelle in relazione al tempio locale. Ridotte a grandi feste paesane, dove trionfa l'elemento profano, esse sono tuttora molto popolari.

ryuujinsai3.gifTutto il paese partecipa alla festa del Kami locale: tipica la festa di Kurama, a nord di Kyoto, che si tiene il 22 ottobre: si propizia il dio del fuoco perché scacci il male.

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Nelle strade, enormi cataste di legno vengono bruciate contemporaneamente e per tutta la notte il villaggio sembra in balia del fuoco, mentre i giovani del villaggio affluiscono a dorso nudo al tempio di Iki con centinaia di torce accese.


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LA FESTA DEI CILIEGI
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