Piccolo Corso Biblico

"Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo"
"Beati gli invitati al banchetto di nozze dell'Agnello! "

SCHEDE


 GESU' AGNELLO DI DIO
"Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo" --

« L' Agnello viene presentato in maniera dettagliata, cominciando dall’elemento principale, che è la sua anomala posizione in piedi. Questo particolare attira per primo l’attenzione di Giovanni e serve a sottolineare la risurrezione di Cristo, come l’evento fondante della comunità cristiana.

Giovanni spiega che i sette occhi sono simbolo dei sette spiriti di Dio inviati su tutta la terra, è la fecondità stessa di Dio che continua ad agire nella creazione per farle raggiungere la sua pienezza. Mentre le sette corna esprimono la pienezza della forza divina, i sette occhi indicano un guardare in grazia e potenza. 

" Le 7 corna- Il corno, nel mondo antico, è simbolo della Potenza che è pronta a mettersi in azione; l’occhio è l’organo della comunicazione (vedere e sapere) e, applicato a Dio, diventa simbolo dello Spirito che, inviato sulla terra, vede e conosce ogni cosa. Gesù vede e conosce tutto e ha tutti poteri per agire e salvare l'umanità.

La vittoria perdurante e definitiva di Dio sul male non è altro che il compimento della decisiva vittoria dell’Agnello in croce. Con i segni della morte violenta di Cristo, ma anche della sua risurrezione. Giovanni presenta nella figura dell’Agnello il vero vincitore; la vittoria non si ottiene mediante la forza o il dominio di una nazione sulle altre («leone»), ma attraverso il dono di se stesso («agnello»)

A differenza della tradizione giudaica sull’attesa messianica, che mai associa il simbolismo dell’agnello al Messia, il Messia-Agnello dell’Apocalisse non adopera nessuna forma di violenza né di imposizione, la sua unica arma è quella dell’Amore gratuito.

In Ap 15,2-4 i seguaci dell’Agnello, che riportano la vittoria sulla bestia, sono considerati il nuovo popolo liberato. Essi stanno in piedi sul mare di cristallo e cantano il cantico dell’Agnello ( Sinai-Esodo ). Giovanni si serve delle immagini del nuovo esodo permostrare che tale evento salvifico si è già compiuto, sebbene il traguardo debba essere ancora raggiunto. »
2 conferenze di Ricardo Pérez Márquez sul libro dell'Apocalisse- studibiblici.it

Nel vangelo di Giovanni Gesù muore la vigilia della festa degli azzimi (Gv 18,28; 19,14.31 ), quindi il giorno della Pasqua, nel pomeriggio (Gv 19,14 ), nell'ora stessa in cui, secondo le prescrizioni della legge, si immolavano nel tempio gli agnelli.

Dopo la morte non gli furono spezzate le gambe come agli altri condannati (Gv 19,33 ), ed in questo fatto Giovanni vede la realizzazione della prescrizione rituale concernente l'agnello pasquale (Gv 19,36 ; cfr. Es 12,46) Secondo Giovanni nell'ora ( Gv 2,4) in cui nel Tempio vengono uccisi gli agnelli per la pasqua ebraica Gesù muore e " consegna lo Spirito" , la VITA eterna, al Padre, a favore dell'umanità tutta.

In vista di ciò Egli, aveva " , profeticamente consegnato se stesso, il "Suo Corpo Risorto da morte" ( corpo e sangue, : la persona Vivente) perchè fosse lo zikkaron , il MEMORIALE PERMANENTE NELLA STORIA ( cioè la riattualizzazione ) della Sua morte-risurrezione e glorificazione "in Cielo" che dona ai suoi discepoli la liberazione dalla morte eterna (la morte seconda ) e la Forza di compiere l'esodo da questo mondo di schiavitù , per camminare nella storia al Suo seguito, fino all'entrata definitiva nella DIMORA del PADRE.
Cristo è nello stesso tempo un leone, la cui vittoria ha liberato il popolo di Dio, prigioniero delle potenze del male (Ap 5,5-6; 12,11 . Condividendo ora il trono con Dio (Ap 22,1.3 ), ricevendo con lui l'adorazione degli esseri celesti (Ap 5,8.13; 7,10 ), l'Agnello è investito d'un potere divino.

Egli esegue i decreti di Dio contro gli empi (Ap 6,1 ), e la sua ira li immerge nel terrore (Ap 6,16 ); egli conduce la guerra escatologica contro le potenze del male coalizzate, e la sua vittoria lo consacrerà "re dei re e Signore dei signori" (Ap 17,14; 19,16 ).

L'agnello ritroverà la sua antica mitezza solo quando saranno celebrate le sue nozze con la Gerusalemme celeste, che simboleggia la Chiesa (Ap 19,7.9; 21,9 ). Allora l'agnello si farà pastore per condurre i fedeli verso le sorgenti d'Acqua viva della beatitudine celeste (Ap 7,17 ; cfr. Ap 14,4 ).
source : https://it.cathopedia.org/wiki/Agnello_di_Dio

L'Agnello-sacrificio Il sangue nella cultura ebraica è l 'anima della vita ( bios) e della vita attiva ( psikè) ma il Sangue di Gesù ha in sè e dona la VITA di Dio che è eterna , dona lo SPIRITO SANTO, il  "sacro di DIO " :Gv 19,30 Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «È compiuto!» E, chinato il capo, consegnò lo Spirito

Lo Spirito di Dio sprigionato dal Sangue  di Gesù versato nella sua passione-morte , da Lui stesso memorializzato come Sangue della Nuova Alleanza è stato consegnato al Padre e LUI lo ha DONATO ( GRAZIA)  al mondo per la sua salvezza.

Le prime comunità cristiane hanno visto in questo evento la profezia che contempla Gesù-Agnello di DIO come " sacrificio di espiazione del peccato del mondo": Gv 19:34 ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.
Sono i simboli cristiani - segni visibili ed efficaci del battesimo nello Spirito : Gv 7,37Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, ritto in piedi, gridò: "Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva 38chi crede in me. Come dice la Scrittura: Dal suo grembo sgorgheranno fiumi di Acqua VIVA ". 39Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato..
Come LUCE DIVINA lo Spirito apre i cuori delle nazioni alla predicazione del Servo-Gesù così  che possono " vedere" l'azione salvifica di DIO giunta loro e possono accoglierla ed essere salvati (o rifiutarla e rimanere nella morte) Gesù è il Sacrificio cultuale per la cancellazione del peccato del mondo ? Non sarebbe corretto interpretare Gesù come agnello per un sacrificio di espiazione del peccato poichè tale concetto è estraneo alla Torah : l'agnello nell'AT è sempre una offerta per una oblazione pura, un olocausto o un sacrificio di comunione
Lv 4, 27Se pecca per inavvertenza qualcuno del popolo della terra, violando un divieto del Signore, quando si renderà conto di essere in condizione di colpa, 28oppure quando gli verrà fatto conoscere il peccato che ha commesso, porterà come offerta una capra femmina, senza difetto, per il peccato che ha commesso. 29Poserà la mano sulla testa della vittima offerta per il peccato.....Il sacerdote compirà per lui il rito espiatorio e gli sarà perdonato. .. 32Se porterà una pecora come offerta per il peccato , porterà una femmina senza difetto. 33Poserà la mano sulla testadella vittima offerta per il peccato ... Il sacerdote compirà per lui il rito espiatorio per il peccato commesso e gli sarà perdonato

Lv 4,3Se chi ha peccato è il sacerdote consacrato e così ha reso colpevole il popolo, presenterà in onore del Signore, per il peccato da lui commesso, un giovenco senza difetto, come sacrificio per il peccato
Nella Torah l 'offerta per il sacrificio per il peccato è una capra femmina o una pecora o un giovenco ... ma mai un agnello E' stata la tradizione giudaica  ad attribuire all'agnello pasquale immolato al tramonto nel tempio valore di riscatto-redenzione dal peccato  ( cf.: ↑ PirgeR. Eliezer, 29; Mekhilta su Es 12 ) Paolo , infatti , il rabbino divenuto cristiano ed apostolo di Gesù, dirà utilizzando il liguaggio della Tradizione giudaica :Eb 10, 12-14 Cristo, avendo offerto un solo SACRIFICIO PER I PECCATI una volta per sempre ( se stesso ) si è assiso alla destra di Dio, aspettando ormai soltanto che i suoi nemici vengano posti sotto i suoi piedi. Poiché con un'unica OBLAZIONE egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati ( dal sangue del Suo Sacrificio)
Ebrei 9, 26 .. ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, Egli è apparso per annullare il peccato mediante il SACRIFICIO DI SE STESSO. Eb 9,12Egli entrò una volta per sempre nel santuario  non mediante ilsangue di capri e di vitelli ma in virtù del Proprio Sangue ottenendo così una REDENZIONE ETERNA( definitiva) Efesini 5, 2 Cristo ci ha Amato : ha dato se stesso per noi ( a nostro favore) , offrendosi a Dio come SACRIFICIO di soave profumoTito 2,13 Gesù Cristo; 14 il quale ha dato se stesso per noi , PER RISCATTARCI da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga, zelante nelle opere buone. L'interpretazione della Tradizione cattolica (Catechismo della Chiesa Cattolica, 608)
Dopo aver accettato di dargli il battesimo tra i peccatori , Giovanni Battista ha visto e mostrato in Gesù l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo (Gv 1,29.36  ) cf.: Is 53,7 ; Eb 9,28   Egli manifesta così che Gesù è insieme:

1- SERVO SOFFERENTE che si lascia condurre in silenzio al macello (Is 53,7 ; Ger 11,19 ) e porta (su di Sè) il peccato delle moltitudini  (Is53,12 ).. Tutta la vita di Cristo esprime la sua missione  : servire (come Servo di JHWH che soffre il peccato del mondo )   (Mc 10,45 Anche il Figlio dell'UOMO infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti" )
2- e AGNELLO PASQUALE (Agnello di DIO in quanto viene da DIO e non da un ovile : ne è il Figlio unico)   simbolo della redenzione di Israele ( dalla schiavitù dell'oppressore Egiziano)   al tempo della prima pasqua  (cfr. Es 12,3-14 ; Gv 19,36 ; 1Cor 5,7 )
- 3 dare la propria vita (a DIO come  sacrificio per il peccato)   in riscatto per molti (una volta per sempre : Eb 10, 12)


« Alla vigilia dell'Esodo, YHWH ordinò agli Ebrei di immolare in ogni famiglia un agnello "senza difetti, maschio, di un anno" (Es 12,5 ; cfr. tutta la prescrizione in Es 12,2-11 ; Nm 9,2-14 ; pb|Dt|16,1-7}}), di mangiarlo alla sera, e di segnare col suo sangue gli stipiti delle porte (Es 12,7.13.22-23 : tutta la casa era così consacrata come un altare). Grazie a questo segno gli ebrei sarebbero stati risparmiati dall'angelo sterminatore, che veniva a colpire tutti i primogeniti degli Egiziani.

Nei tempi antichi veniva immolato dal padre di famiglia; più tardi l'immolazione verrà effettuata dai leviti (Esd 6,20 ; 2Cr 30,17; 35,6 ) nell'atrio del Tempio di Gerusalemme, in ogni caso il giorno 14 del mese del primo mese (nîsān) dell'anno ebraico, a sera, e il sangue ne era versato (dopo l'erezione del Tempio) ai piedi dell'altare.Lo si consumava arrostito , senza spezzarne le ossa (Es 12,46 ; Nm 9,12 }; cfr. Gv 19,36 ), in gruppi da dieci a venti .

Arricchendo il tema primitivo, la Tradizione giudaica successiva diede un valore redentore al sangue dell'agnello: "In virtù del sangue dell'alleanza della circoncisione e in virtù del sangue della Pasqua, io vi ho liberati dall'Egitto". Grazie al sangue dell'agnello pasquale gli Ebrei sono stati riscattati dalla schiavitù d'Egitto e quindi hanno potuto diventare nazione consacrata", un "regno di sacerdoti (Es 19,6 ), legati a YHWH da un'alleanza e governati dalla legge di Mosè»

Gesù è l'agnello (1Pt 1,19 ; Gv 1,29 ; Ap 5,6 ). È l'agnello senza difetto (Es 12,5 ), cioè senza peccato (1Pt 1,19 ; Gv 8,46 ; 1Gv 3,5 ; Eb 9,14 ).
È l'agnello che riscatta gli uomini a prezzo del suo sangue (1Pt 1,18-19 ; Ap 5,9-10 ; Eb 9,12-15 )

Con il suo sangue l'Agnello ha liberato gli uomini dalla "terra" (Ap 14,3 ), dal mondo malvagio dedito alla perversione che deriva dal culto degli idoli (1Pt 1,14.18;4,2-3 ).
Grazie all'agnello ormai gli uomini possono evitare il peccato (1Pt 1,15-16 ; Gv 1,29 ; 1Gv 3,5-9 )
L'agnello ha fatto degli uomini il nuovo "regno di sacerdoti", la vera "nazione consacrata" (1Pt 2,9 ; Ap 5,9-10 ; cfr. Es 19,6 ):
- essi offrono perciò a Dio il culto spirituale di una vita irreprensibile (1Pt 2,5 ; Eb 9,14 );
- essi hanno lasciato le tenebre del paganesimo per la luce del regno di Dio (1Pt 2,9 ): questo è il loro esodo spirituale.
- Avendo, grazie al sangue dell'agnello (Ap 12,11 ), vinto Satana, di cui il faraone era il tipo, essi possono intonare "il cantico di Mosè e dell'agnello" (Ap 15,3;7,9-10.14-17 ; cfr. Es 15 ), nel quale viene esaltata la loro liberazione .
source : https://it.cathopedia.org/wiki/Agnello_di_Dio
La Cena dell'Agnello Apocalisse 19, 9 l'angelo mi disse: "Scrivi: Beati gli invitati al banchetto di nozze dell'Agnello! Durante la  "CENA del Signore" Gesù offre se stesso ai  discepoli  come AGNELLO di DIO poichè
- offre il Suo Corpo come SACRIFICIO per un PASTO di COMUNIONE
:
  Mt 26,26 Ora, mentre mangiavano, Gesùprese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli,disse: "Prendete, mangiate: questo è il mio corpo"..
- che dà il Suo Sangue per la NUOVA ALLEANZA promessa ( Ezechiele 36, 27 ) :
.. 27a Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti, 28perché questo è il mio sangue dell'alleanza 
Luca 22, 20 "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi"
Il Suo Sangue Mt 26,27b che è versato per molti per il perdono dei peccati è un SACRIFICIO che spazza via, estirpa IL PECCATO del mondo perciò i discepoli che partecipano al PASTO di COMUNIONE  sono LIBERATI dal " peccato del mondo" ; REDENTI , RISCATTATI dalla schiavitù dell PECCATO (Gv 8,34) e della MORTE (Gv 12,31 ; 16,11) : SALVATI Gv 6, 53 Gesù disse loro: "In verità, in verità io vi dico: se non mangiatela carne del Figlio dell'UOMO e non bevete il suo sangue, non avete in voi laVITA ETERNA. 54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la VITA ETERNA e io lo risusciterò nell' ultimo giorno
L' interpretazione della morte di Gesù
I sacrifici umani non erano riti religiosi molto diffusi nell'area geografica " biblica "
Il sacrificio religioso non è da considerarsi un "atto magico" , ma un" mezzo di comunicazione religiosa"( ispirata dal sentimento religioso) che si ritrova in molte religioni antiche, teso a ripristinare la relazione trale divinità e l'uomo, interrotta dal peccato ( trasgressione di comandi divini) Nella religione greca classica il sacrificio umano non era una consuetudine sebbene alcuni miti e fonti letterarie ne parlano in contesti di espiazione : il mito di Ifigenia, offerta ad Artemide per permettere la partenza

Presso i Cartaginesi, si praticavano sacrifici umani (inclusi i bambini) nei santuari detti Tophet, come quello famoso di Cartagine. Si credeva che la divinità suprema, Baal Hammon (a volte associato a Crono o Saturno), richiedesse sacrifici per placare la sua ira oper ottenere protezione. Autori greco-romani (come Diodoro Siculo) parlano di sacrifici di bambini nobili per espiare offese o evitare disastri. L'archeologia conferma la presenza di urne contenenti resti di infanti.

Nell'Egitto antico ci sono indicazioni di sacrifici espiatori per placare divinità ma raramente umani.

Nel mondo romano ogni reato era commisurato all’importanza della persona offesa.Per esempio, se uno insultava uno schiavo non era niente, se insultava una personalibera c’era una punizione, se insultava un sacerdote o un capo c’era la prigione,se insultava il re gli tagliavano la testa. Quindi lo stesso insulto determinavauna condanna diversa in rapporto a chi veniva diretto.

Nella religione imperiale romana, il concetto di espiazione delle offese verso una divinità (in latino, spesso indicato con termini come piaculum, expiatio, satisfactio) era centrale per ristabilire l'equilibrio tral'uomo e gli dèi (la pax deorum), che era a fondamentale per la prosperità dello Stato e dei suoi cittadini. La religione romanaera profondamente ritualistica e pragmatica. Si riteneva che le divinità, se debitamente onorate, garantissero la pace, la fertilità, la vittoria in guerra e il benessere della comunità. Se offese, le divinità potevanori tirare il loro favore e causare disgrazie (guerre perse, carestie, epidemie,disastri naturali). Espiare un'offesa serviva quindi a placare la divinità offesa e ristabilire la pax deorum.

I Riti espiatori (expiationes) -Si trattava di cerimonie ufficiali,compiute da magistrati o sacerdoti (come i pontefici), per correggere errori rituali o atti sacrileghi. Potevano includere sacrifici animali, preghiere formali, riti di purificazione (lustrationes), o persino la dedicazionedi templi o oggetti votivi.

I Sacrifici (piacula)- I piacula erano sacrifici specifici per placare la divinità offesa. Spesso venivano offerti per riparare errori rituali (come compiere un rito in modo scorretto o omettere una parte), oppure dopo segni divini (prodigi, presagi nefasti). I sacrifici potevano essere animali (pecore, buoi) o offerte vegetal In caso di eventi straordinari (es. carestie, prodigi, presagi), si consultavano gli antichi Libr iSibillini per sapere quali espiazioni compiere. Questo poteva portare anche all’introduzionedi nuovi culti o riti stranieri per placare dèi particolari.

Punizione dei colpevoli :In certi casi, l’espiazione prevedeva la punizione o l’allontanamento di chi aveva compiuto l’offesa. Anche questo era visto come mezzo per ristabilire l’equilibrio con gli dèi.
Con l’introduzione del culto dell’imperatore (apoteosi, culto del divus), anche la figura dell’imperatore diventò oggetto di venerazione religiosa. Offendere l’imperatore (o la sua immagine,o i suoi templi) era visto come una grave offesa religiosa, oltre che politica. Anche in questi casi, potevano esserci atti di espiazione pubblica, soprattuttoin forma di decreti, cerimonie o sacrifici per la salvezza dell’imperatore.

Sacrifici umani- In epoca molto antica, alcuni casi di sacrificio umano sono registrati (es. sepoltura rituale di nemici vivi), ma furono rapidamente proibiti. Il sacrificio umano fu formalmente vietato nel 97 a.C. dal Senato.

Sacrifici di Espiazione- Durante eventi straordinari (guerre disastrose, prodigi), si ricorreva a pratiche simboliche o straordinarie, come l'interramento vivo di una coppia greca e una gallica nel Foro Boario nel 216 a.C., dopo la sconfitta di Canne.
Il sacrificio umano fu sempre condannato dai profeti biblici.
L'episodio di Abramo e Isacco (Genesi 22) riflette una transizione culturale: Dio richiede un sacrificio umano ma lo rifiuta all’ultimo momento, segnando un passaggio a sacrifici sostitutivi

Nel giudaismo del Secondo Tempio (circa 516 a.C. - 70 d.C.), il sacrificio animale era il mezzo per ottenere l' "espiazione dei peccati" , la " purificazione da tutte le impurità" del popolo e della dimora terrestre di DIO ( il santuario) (cf.: Levitico 16 )   così che Israele si mantenesse " un popolo puro" e potesse "vivere davanti a DIO" per "servirlo nel culto e nella vita" godendo di tutte le SUE promesse salvifiche e benedizioni.

L'Idea centrale del sacrificio animale era l'antica credenza  del " sacrificio vicario" : lo scambio "vita per vita" . Morendo, la vita di un animale "tornava a DIO" e il rito religioso dell' " immolazione della vittima " consacrava l'animale come offerta per l'espiazione delle impurità nel popolo, tra cui quelle morali, i peccati involontari e quelli volontari che - secondo la Legge religiosa- meritavano la morte.

L'espiazione ( cancellazione ) rituale dei peccati restituiva un popolo puro, "riconciliato con DIO" ( avendone placato l'"ira", ( lo sbuffo di DIO che era l'antropomorfismo con cui il linguaggio giudaico "materializzava " la disapprovazione di DIO per i peccati degli uomini) .
L'interpretazione della morte di Gesù Qual è il senso della morte di Gesù cui Egli si è consegnato volontariamente ( tutti i vangeli attestano diffusamente la Sua piena consapevolezza) ? Mc 10, 45 Il Figlio dell'UOMO infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita IN RISCATTO per molti » Questa la missione di Gesù, a Suo stesso dire.
dare la vita -qui è " dare la propria psichè "  cioè dare la propriavita attiva: Gesù ha dedicato tutta la sua vita terrena alla evangelizzazione del mondo, l'Opera che il Padre Gli ha affidato, fino alla morte .

[come] riscatto per molti - Il verbo riscattare ( ἐξαγοράσῃ ) era usato spesso dagli scrittori greci col significato di riscattare una persona dalla schiavitù mediante il pagamento di un prezzo . Nelle scritture cristiane , preposizione da, si incontra in Galati4:5; Efesini 5:16; Colossesi 4:5 .

Senza la preposizione da lo troviamo in
1Corinzi 6, 20Infatti siete stati comprati
acaro prezzo (il non detto : ...da chi vi teneva schiavi ( il peccato)- cf.: 7:23;
2Pietro 2:1 il Signore che li ha riscattati
(il non detto : ...da chi vi teneva schiavi ( il peccato);
Apocalisse 5:9 sei stato immolatoe hai riscattato per Dio, con il tuo sangue , uominidi ogni tribù, lingua, popolo e nazione, (il non detto : ...da chi vi teneva schiavi ( il peccato) 

Nel NT troviamo infatti l'espressione : ἐποίησεν λύτρωσιν ( hafatto la redenzione ) : Tito 2,13  GesùCristo; 14 il quale  ha dato se stesso per noi, per riscattarcida ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga, zelantenelle opere buone.
Gesù è il REDENTORE dell'umanità : ha dato se stessoper riscattarci  ovvero ha fatto la redenzione : ci ha redenti, riscattati dal peccato, liberati dalla dipendenza del peccato ( da ogni iniquità ) in che modo ? Sulla croce: 1Tess1,10  .. il SUO Figlio, che LUI ha risuscitato dai morti,  affidandoil Suo Spirito al Padre a favore di tutta l'umanità lalibera dall'ira ventura , cioè dal giudizio divino e dalla punizione riservata ai peccatori. La fede in Gesù Cristo risuscitato dai morti, è vista dalla comunità paolina come il mezzo per essere liberati dalla incombente punizione che segue il giudizio di DIO e ottenere la salvezza: il messaggio voleva suscitare la speranza dei credenti che in quei giorni attendevano con ansia il ritorno di Gesù e la loro liberazione definitiva dal male.
Giovanni 19:30 "E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: 'Tutto è compiuto'. E,chinato il capo, rese lo spirito".  Questo versetto indica il momento in cui Gesù, morendo, " spirando" l'ultimo respiro, consegna il Suo Spirito ( che è SpiritoDivino, Santo) al Padre e i fatti che seguono dimostrano che questa " consegna" al Padre è a favore di tutta l'umanità : lo Spirito Santo infatti infuso nei credenti in Gesù ottiene la salvezza dalla morte eterna, "dall'ira divina, l'incombente punizione che segue il giudizio divino" per dirla con le parole delle credenze ebraiche . L'ira di DIO che sta per venire -   Gesù ha rivelato che Dio non è mai irato ( antropomorfismo semitico) e non chiede sacrifici,tantomeno umani , per placarsi. Gesù non ha mai parlato del Padre come diun Dio che esige il sangue umano come prezzo per liberare dallamorte gli uomini peccatori. Attraverso la sua vicenda rivelerà  che non sonogli uomini che devono offire sacrifici a Dio ma è Dio che si fa " sacrificio definitivo di salvezza" per l'umanità .

Sacrificio significa "cosa che contiene il Sacro" : Gesù è uomoDIO, possiede il  sacro di Dio, lo Spirito divino, per natura quindi può essere considerato un sacrificioVIVENTE ( di VITA eterna) fin dalla sua incarnazione . I cristiani non devono offrire sacrifici rituali a Dio per "placare l'ira divina"come facevano tutte le religioni, semmai, dirà Paolo : Rm12,1 Vi esorto .., fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i VOSTRI CORPI ( semitismo per : le vostre persone)   come sacrificio Vivente, santo ( perchè siete santificati dallo Spirito)   e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale  E spiega:
1Cor 6,19 Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi (voi VIVETE "per DIO", per fare la SUA Volontà come Gesù, e la Sua Volontà è l'evangelizzazionedel mondo) La persona cristiana, il discepolo/ a di Gesù che Lo segue nella evangelizzazione de lmondo, possiede il Sacro di Dio , lo Spirito Santo. La sua condizione è quella di essere un Sacrificio Vivente : evangelizzando il mondo si OFFRE a DIO , alla SUA Volontà salvifica per tutta l'umanità ed imita Gesù , si conformaa Lui   per essere simile a Lui  , definitivamente Il "sacrificio di se stesso"di Gesù - Gesù nel battesimo giovanneo (immersione nelle acque  ) al Giordano ha offerto sestesso ( la sua vita poichè l'immersione è segnodi morte) ) alPadre per la missione che l'attendeva e ..
- il Padre ha fatto di Lui un Sacrificio "ungendolo" del SUO Spirito ( l'unzione di re e sacerdoti in Israeleavveniva nel segno del versamento di olio sul capo;  per Gesù ci fu il segnodello Spirito come di colomba  che lo identicava come suo " nido, dimora")
- nella passione e morte il Suo Sangue versato ha sprigionato il Sacro che conteneva - cioè la VITA DIVINA , lo SPIRITO fino all'ultima goccia (dal costato " uscì sangue ed acqua")
- morendo ha " consegnato" il Suo Spirito alPadre a favore dell'umanità come aveva promesso ai suoi Luca 23, 46  :   Gesù ,gridando a gran voce, disse: "Padre,nelle tue mani consegno il mio Spirito". Detto questo, spirò
- L'effusione dello Spirito-VITA sui discepoli opera  il miracolo, la salvezza :li introduce nel Regno della VITA immortale , la DIMORA di DIO :
Paolo deve testimoniare ai suoi fratelli giudei l'efficacia salvifica dell'Opera di Gesù e fa una narrazione che ne rivela la dinamica ed i significati nella forma di un   racconto analogico :

- vede nei fatti dell'opera di Gesù come Lui stesso sia stato l' offerente :   morendo ha offerto il suo Spirito a DIO perchè lo "mandasse" aisuoi discepoli come Sua Presenza stabile 
- vede l' offerta : ha visto nel battesimo al Giordanocome Gesù  ha offerto il Suo corpo - che nella cultura giudaica indicatutta la Persona - al Padre , alla SUA Volontà- e QUESTI Loha infusodi Spirito Santo, il Sacro , facendo di Lui un SACRIFICIO in terminigiudaici ,ma un Sacrificio Vivente di VITA eterna

- vede in Lui il Sommo Sacerdote che con il Suo dono ha aperto a tutti i credenti il " Santuario-Dimoradi DIO ":  con il Dono ( gratis- Grazia) dello Spirito, laSua VITA immortale infatti Gesù introduce tutti coloro cherinascono dallo Spirito e si compiono nel loro Nuovo Essere di UOMINI e DONNESPIRITUALI ed immortali, nellaDIMORA eterna del Padre ( era il sogno di Israele che si compie ma nonnel modo che attendevano)

- vede in Lui il Redentore che riconcilia tutta l'umanità conDIO ( ebrei e pagani) facendoli tutti suoi Figli adottivi quindi liberandoli da tutte le colpe passate, il " peccato del mondo", il rifiuto della Rivelazione Divina.

- vede in Lui il RE del Regno di DIO che sottometterà a Sè tutti i nemici diquesto Regno
etc.  E riassume : Efesini 5, 2 Cristo ci ha Amato: ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio come sacrificio di soave profumo   L'Amore di Gesù per il Padre e per l'umanità consiste nell'essersi  offerto al Padre ( nel battesimo al Giordano) per fare la SUA volontà : l'evangelizzazionedel mondo per la salvezza  dell'umanità. 

Paolo , osservando tutto ciò che lo Spirito donato ai credenti aveva compiuto e stava compiendo nella storia, vede in Gesù   il "Sacrificio perfetto" ( perfetto l'offerente, perfettal'offerta, perfetto il Sommo sacerdote ) , quello che ha " funzionato" perlla salvezza
La " Lettera agli Ebrei " ne è il racconto : Ebrei 9, 26 .. ora, una volta sola,nella pienezza dei tempi, Egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. Il Sacrificio perfetto è reso da Gesù disponibile per tutti fino alla fine dell'epoca di evangelizzazione: L'infusionedello Spirito nel credente produce l'unione sponsale con la sua  umanità : questo cancella tuttele impurità ed i peccati e introduce in una Nuova Relazione con DIO, la Nuova Alleanza, che  è la comunione di VITA con LUI, il regno di DIO Con l'unione allo Spirito è tolto " il peccato del mondo" e tutti i peccati sono perdonati e cancellati : l' UOMO NUOVO , SPIRITUALE, è redento, riscattato, liberato, salvato dalla morte, è immortale. Il Padre non ha inviato Gesù per farlo soffrire e morire per placare la SUA IRAnè Gesù ha scelto di suicidarsi: sono i capi religiosi di quel tempoad aver deciso di ucciderlo  ( cf. Atti 2,1ss ) econ l'approvazione pubblica del popolo stesso.

Egli non si è sottratto alla morte ingiusta e dolorosa ( lo poteva fare) perchè doveva EVANGELIZZARE il mondo e lo ha fatto, fedelmente e dolorosamente , finoalla fine . La Sua FEDE - fedeltà al Padre fino alla fine ha aperto a tutti la DIMORA di DIO, il SUO Regno eterno.
Il  "sacrificio vicario" La teologia del sacrificio vicario di Gesù ha origini complesse, stratificate nel tempo e legate a diversi contesti storici, culturali e religiosi.

L'espressione sacrificio vicario traduce -in alcune soteriologie cristiane - il latino propitiatione (sacrificio di intercessione per il perdono delle colpe , sacrificio che placa l'"ira divina") per indicare che la morte di Gesù è stata sostitutiva della morte che l'umanità peccatrice si meritava in base alla Legge di Dio annunciata nell'AT.

Gesù avrebbe pagato a Dio -con l'offerta volontaria della sua persona alla crocifissione e morte - il prezzo che Dio "esigeva" per il riscatto-redenzione dell' umanità dalla sua condizione di condannata a morte eterna per i suoi peccati.
Col 2,13 Con Lui Dio ha dato VITA eterna anche a voi ( giudei) , che eravate morti per i vostri peccati e per l'incirconcisione della vostra carne, perdonandoci tutti i peccati, 14 annullando il documento scritto del nostro debito, le cui obbligazioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; Nel giudaismo il rapporto dell' uomo con DIO veniva paragonato a quello del debitore con il creditore. In Abbot III, 16 ( Tradizione giudaica) la colpa veniva considerata da Israele un debito da pagare al Signore in quanto esisterebbe un Libro della contabilità celeste in cui l’angelo di Dio scrive debiti e crediti dell’israelita.
 
Come il Mercante riscuote tramite l'Esattore "quanto gli è DOVUTO" ( di fatto un DEBITO) così DIO, tramite "l'ANGELO degli uomini " riscuote " "quanto gli è dovuto" secondo quanto scritto nel Libro della Contabilità Celeste.

Il testo:
Is 43 23 Israele ...Non mi hai portato neppure un agnello per l'olocausto, non mi hai onorato con i tuoi sacrifici. Io non ti ho molestato con richieste di offerte, né ti ho stancato esigendo incenso. 24Non hai acquistato con denaro la cannella per me né mi hai saziato con il grasso dei tuoi sacrifici. Ma tu mi hai dato molestia con i peccati, mi hai stancato con le tue iniquità. 25Io, io cancello i tuoi misfatti per amore di me stesso, e non ricordo più i tuoi peccati.
Questo testo presuppone una aspettativa di Israele del tipo : "strappa per la tua grande misericordia il Registro dei nostri debiti"

Le interpretazioni  della Chiesa primitiva
La morte di Gesù fu vista inizialmente dai suoi discepoli come una tragedia , la fine del sogno giudaico della venuta del Regno di DIO definitivo
Gv 14,12 io vado al Padre. ... 15Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, 17lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. 18Non vi lascerò orfani: verrò da voi. 19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché ioVIVO ( la VITA eterna) e voi VIVRETE ( la VITA eterna) . 20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. 21Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui". 22 Gli disse Giuda, non l'Iscariota: "Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo? " e si riferiva alla insaturazione del Regno definitivo di DIO come regno definitivo di Israele sul mondo.
Invece..
23 Gli rispose Gesù: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Questo è il Regno di DIO  : il DIO trinità che DIMORA nell'UOMO SPIRITUALE rinato dallo Spirito: Gesù è l'Agnello di DIO , il vero " Leone di Giuda" ( Apocalisse 5, 5). Nei testi evangelici Gesù è il profeta che viene ucciso perchè è testimone ( martire) della Parola di DIO senza compromessi, senza cedimenti, fino a farsi uccidere ingiustamente Nei Vangeli Sinottici (Marco, Matteo, Luca), i riferimenti diretti alla sua morte come sacrificio espiatorio sono pochi e spesso considerati dagli studiosi come elaborazioni teologiche posteriori.
Paolo di Tarso Il vero sviluppo della teologia del sacrificio avviene con l'apostolo Paolo, negli anni 50-60 d.C. : Paolo riprende il linguaggio del culto sacrificale ebraico e lo applica a Gesù. Romani 3:23-26: Gesù è presentato come offerta espiatoria per i peccati dell'umanità.
1 Corinzi 15:3: "Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture".
Galati 3:13: Gesù diventa "maledizione per noi" per liberarci dalla maledizione della legge.
Lettera agli Ebrei (anni 70-90 d.C.) il testo più tardo del Nuovo Testamento. Gesù è il sommo sacerdote che offre se stesso come sacrificio perfetto e definitivo, superando i sacrifici animali del Tempio.
I Padri della Chiesa :  teoria della ricapitolazione   di tutta la storia  " in Cristo" La teoria della recapitulatio è una delle più antiche teologie della salvezza nel cristianesimo, formulata da Ireneo di Lione (ca. 130-202 d.C.), nel suo scritto più famoso: "Adversus Haereses" (Contro le eresie).

"Recapitulatio" viene dal latino "caput" = "testa", "principio", quindi "riassumere in un capo" o "riunire tutto sotto un capo". In greco, il termine equivalente è ἀνακεφαλαίωσις (anakephalaiōsis), usato anche da Paolo in Efesini 1:10: "Ricondurre al Cristo, come a capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra." L' Idea centrale della teoria è che la salvezza si compie attraverso la "riassunzione" o "ripresa" della storia umana da parte di Cristo : Adamo ha fallito e l''umanità si è allontanata da Dio a causa della disobbedienza mentre Cristo è il "nuovo Adamo" il quale ripercorre, tappa per tappa, tutta l'esperienza umana senza peccato, riparando così il fallimento di Adamo. Ogni fase della vita di Cristo (nascita, infanzia, maturità, morte e risurrezione) "ricapitola" e redime una fase della storia dell'umanità. Lo scopo della ricapitolazione è quello di restaurare l'umanità nella sua piena comunione con Dio. Non solo "perdonare i peccati", ma trasformare la natura umana e ricondurla a Dio. 2 Pietro 1, 4  Con questo Egli ci ha donato i beni grandissimi e preziosi a noi promessi, affinché per loro mezzo diventiate partecipi della natura divina , sfuggendo alla corruzione, che è nel mondo a causa della concupiscenza. Romani 5:18-19: "Come per la disobbedienza di un solo uomo (Adamo) tutti sono stati costituiti peccatori, così per l'obbedienza di uno solo (Cristo) tutti saranno costituiti giusti."
Efesini 1:10: "Riunire sotto un solo capo, Cristo, tutte le cose."
1 Corinzi 15:22: "Come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la VITA eterna in Cristo."
La teoria della recapitulatio ha avuto grande influenza nella teologia ortodossa orientale, che ancora oggi sottolinea la divinizzazione dell'uomo (theosis) e la trasformazione della natura umana grazie a Cristo.

Anche alcuni teologi moderni (soprattutto nella teologia patristica e nella teologia della creazione stanno riscoprendo questa visione come più "olistica" rispetto alle teorie più giuridiche medievali. 

Teoria del riscatto Agostino, Gregorio di Nissa, Ireneo, sviluppano la teologia del sacrificio vicario, legandola a concetti come: Soddisfazione (Anselmo d'Aosta nel Medioevo) Redenzione e Riconciliazione
Marco 10:45: "Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la sua vita come riscatto per molti."
1 Timoteo 2:5-6: "Cristo Gesù, il quale ha dato se stesso in riscatto per tutti."
La teoria del riscatto afferma che la morte di Gesù è stata un prezzo pagato da Dio (attraverso il sacrificio di Cristo) per liberare l'umanità dalla schiavitù del peccato, della morte e soprattutto dal potere del diavolo. Periodo: II - IV secolo d.C.
Ireneo di Lione (ca. 130–202)
Origene di Alessandria (ca. 185–254)
Gregorio di Nissa (ca. 335–395)
L’uomo è colpevole davanti al tribunale di Dio, creatura corrotta, ma ancora a immagine di Dio. L'umanità è sotto il dominio di Satana a causa del peccato, ha perso la sua libertà spirituale ed è schiavo della morte. Dio offre Gesù come riscatto per liberare gli uomini. Questo prezzo viene in un certo senso "pagato" a Satana, che deteneva un "diritto di possesso" sugli esseri umani a causa dei loro peccati. Alcuni Padri (es. Gregorio di Nissa) svilupparono l'idea che Satana fu ingannato: Gesù si offrì come preda, Satana lo prese, ma poi non poté trattenerlo perché Gesù era senza peccato e risorse. Una sorta di trappola divina contro Satana.
Già nel Medioevo, questa teoria fu criticata perché sembrava attribuire troppo potere a Satana, come se Dio dovesse "negoziare" con lui.
Teoria della soddisfazione Anselmo di Canterbury (XI secolo) propose la teoria della soddisfazione, spostando l'attenzione dalla liberazione da Satana alla riparazione dell'onore offeso di Dio.   Anche se oggi non è più la teoria dominante nelle teologie occidentali, la teoria del riscatto ha influenzato fortemente la liturgia, l'iconografia e alcune letture popolari della Passione di Cristo (es. molte preghiere antiche parlano di "riscatto").
Teologia dei Riformatori (XVI sec.) : il sacrifcio vicario Dio giudice infligge la giusta pena e Cristo  subisce la punizione al nostro posto  In ambito ortodosso e in alcune correnti protestanti delle origini, elementi della teoria del riscatto sono ancora presenti nella spiritualità. 
Il Servo di JHWH Gv 1, 28 Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. 29Il giorno dopo, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: "Ecco l'AGNELLO di Dio, colui che TOGLIE il peccato del mondo! NOTA CEI 2008 : alcuni vedono in questa immagine l’agnello pasquale di Es 12,7-13 (il cui sangue asperso sugli stipiti delle porte era segno di liberazione e salvezza); altri il Servo del Signore di Is 53,7(paragonato all’agnello che si offre in silenzio); altri ancora, un riferimento all’offerta quotidiana di un agnello al tempio. Nella espressione colui che toglie il peccato del mondo , il verbo greco - αἴρων - che Giovanni utilizza ha diversi significati:
- portar via ( Mt 14,20) , “ tirar via” ( Mt 9,16) togliere, rimuovere, etc.
- alzare ( Mc 2,3; Lc 19,21)
- portare  ( Gv 5,10 ; Mt 27,32;) 
Il termine " Agnello di Dio" è compreso a partire dalla espressione "servo di Dio" (ebr.: ebed Yhwh ) [  ebed ( servo ) e kebes (agnello) , di origine incerta, in ebraico suonano come derivate da una stessa radice ] Tipicamente nei testi giudaici il servo di Jhwh era Mosè.

Nei testi profetici di Isaia il Servo di Jhwh è Israele, il giusto Israele che è inviato da Jhwh alle nazioni ( i non ebrei) per portare loro la Sua Torah . Le nazioni non lo accolgono, anzi lo maltrattano fino a farlo morire. Ne faranno memoria cantando :
Is 53,5 Egli è stato trafitto per ( lett. dalle ) le nostre colpe, schiacciato per ( lett. dalle ) le nostre iniquità.

Il testo profetico risponde alla domanda :che senso ha essere giusti , essere popolo eletto , missionario di Yhwh, se poi si fa questa fine ? La conclusione teo-logica : Is 53,6 il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. Vale a dire : Dio ha permesso che le nazioni lo maltrattassero e lo uccidessero senza che lui avesse commesso peccato, quindi - secondo il pensiero antico - è Dio che ha voluto che soffrisse e mor isse ingiustamente . ( Dio è sempre la causa prima nella mentalità religiosa : poteva non permetterlo !)
Il " peccato del mondo " è il "rifiuto di YHWH-Salvatore" che si manifesta nella storia nei peccati individuali : peccati-ingiustizie delle nazioni ( cioè del mondo) si sono abbattuti sul Servo missionario di Yhwh. Is 53, 8 Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca.
Le nazioni osservano che il Servo
Is 53,7Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello,  come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca.

Il servo trattato con ingiusta violenza non risponde mai con la violenza, subisce l'ingiustizia in silenzio e tiene fede alla sua missione fino alla morte.
Dio, nei SUOI giudizi sulla storia, sempre invia una sentenza di condanna per i nemici-peccatori e di " salvezza " per suo figlio Israele; il Servo di Jhwh allora è chiamato da Dio alla fedeltà alla sua missione fino alla fine , quando DIO emetterà la sua sentenza di salvezza per Israele (e di condanna per i nemici). Nel giudizio divino l'ingiustizia delle nazioni verso il Servo di DIO meriterebbe , secondo il pensiero giudaico- la condanna a morte, ma inaspettatamente la giustizia divina si manifesta -verso le nazioni assassine - come salvezza . Infatti così cantano le nazioni peccatrici :
Isaia 53, 5 Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità . Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. ;
La promessa divina di salvezza per le nazioni è legata alla missione del servo ed alla sua perseveranza nella fedeltà Nel giudizio divino sulla storia la sentenza divina condannava le nazioni peccatrici a subire un castigo espiatorio che avrebbe dato loro la salvezza  dal peccato.

Di fatto questo castigo si è abbatutto su Israele , il servo missionario di Jhwh ed ha funzionato da " sacrificio espiatorio" a favore delle nazioni colpevoli di peccato. Nonostante la sua morte la missione del Servo ha avuto successo.
L'offerta di sè del servo alla missione-chiamata divina fino alla accettazione nonviolenta e silente dei maltrattamenti e della morte - dicono le nazioni ( e così interpreta la scuola profetica di Isaia ) - è stata accolta da Dio come un sacrificio  di espiazione dei peccati : il giusto servo di DIO era stato infuso - per la missione- del Sacro Divino ( lo Spirito del Santo) e questa " unzione  " ha fatto di lui un "sacrificio vivente" ( servo + sacro= sacrificio ) . Il sangue contiene la vita e quando viene sparso il sangue di un animale sull'altare dei sacrifici al Tempio , questo sangue sprigiona la vita e questa purifica, espia la vita dell'offerente.

Lev 17,11: «La vita (nefesh) degli esseri viventi (habbasar, “della carne”) è nel sangue; Io l’ho dato a voi per fare l’espiazione sopra l’altare per le vostre vite; perché il sangue espia per mezzo della vita (bannefesh) »

Nella cultura ebraica, la frase "fare espiazione sopra l'altare per le vostre vite " ha un significato specifico all'interno del sistema sacrificale delineato nella Torah.  Il versetto fa parte di una sezione del Levitico incentrata sulle leggi alimentari e sulla purezza rituale : l ’accento è posto sul mantenimento di un rapporto adeguato con Dio  cioè seguire le SUE istruzioni. Il versetto , sottolineando la connessione tra sangue e vita richiama il concetto di espiazione ( kippur).

L'atto di offrire un animale non era visto come una formula magica, ma come un modo per riconoscere la gravità del peccato e la santità di Dio:  esprimeva pentimento e desiderio di perdono e la tradizione rabbinica - come in Ibn Ezra - interpreta (peshat ) il versetto ( ↑ Pirge R. Eliezer, 29; cfr. la Mekhilta su Es 12 ) come un rito teso a fare memoria davanti a YHWH della gravità del peccato e rinforzare il senso di   preziosità della vita quando è vissuta nella giusta relazione con LUI 

Nella SUA azione di giudice Dio porta a compimento la salvezza delle nazioni per mezzo della missione di Israele di vivere secondo il SUO diritto-giustizia e di annunciarlo loro come Alleanza divina di salvezza.
Eb 10, 11Ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e a offrire molte volte gli stessi sacrifici, che non possono mai eliminare i peccati. 12Cristo, invece, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati, si è assiso per sempre alla destra di Dio, 13aspettando ormai che i suoi nemici vengano posti a sgabello dei suoi piedi. 14Infatti, con un'unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati. 15A noi lo testimonia anche lo Spirito Santo. Infatti, dopo aver detto: 16Questa è l'alleanza che io stipulerò con loro dopo quei giorni, dice il Signore: io porrò le mie leggi nei loro cuori e le imprimerò nella loro mente, dice: 17e non mi ricorderò più dei loro peccatie delle loro iniquità.
Israele, il servo di DIO , dice Isaia  53, 2È cresciuto come un virgulto davanti a LUI e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. 3Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. 4Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato
Nella storia, Israele, missionario della Torah divina presso le nazioni, patisce maltrattamenti, sofferenze e morte ma la sua fedeltà alla Torah ed alla missione apre la storia all'azione di Dio il quale sempre la porta a compimento salvifico . In questa dinamica l'infedeltà di Israele richiede un perdono e la cancellazione delle colpe diventa indispensabile Dice Isaia :
Is 53, 8 Quando ( il servo di DIO, Israele) offrirà se stesso in sacrificio di riparazione vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore [אָשָׁם֙-'ashàm ] è il "sacrificio per la colpa" ( ma non è chiaro dove sia la distinzione dal "sacrificio per il peccato")
«Secondo i rabbini contemporanei era il Sacrificio di un montone, parte del quale era bruciato sull’altare e parte consumato dai cohanìm nel santuario. Era prescritto nel caso di un furto sul quale si era inizialmente giurato il falso, per l’approvazione indebita di beni del santuario o quando sorgeva il dubbio di aver commesso una trasgressione che avrebbe richiesto un sacrificio khattàt. » ( fonte : http://www.rabbini.it )

Si congetturava anche che il sacrificio di espiazione fosse quello relativo ai peccati commessi da Israele nei confronti di Dio, mentre il sacrificio di riparazione fose quello relativo ai peccati commessi nei confronti del prossimo e si chiama riparazione perché richiedeva un rimborso economico o in natura di cui una percentuale andava al sacerdote.
"espiare i peccati" nell'At si riferisce all'azione divina che redime , riscatta il peccatore da una condizione di colpa e di condanna a morte per ripristinarlo nella Sua alleanza che è vita : solo Jhwh può espiare il peccato (la colpa) cioè redimere il peccatore dalla sua condizione di condannato a morte Il sacrificio di riparazione non era per l'espiazione ( cancellazione) dei peccati ma per annullare il "debito" che i peccati avevano contratto con Dio Col2, 14 Il servo - sono le nazioni che lo dicono- ha fatto della sua esistenza giusta, ma ingiustamente colpita da dolore e morte, una oblazione ( un'offerta)  della propria vita ( accettazione anche della morte ingiusta) alla a missione a favore della salvezza delle nazioni : questa è l' offerta di sè a Jhwh , che l'ha chiamato.

L'offerta di sè del Servo era accompagnata dalla sua intercessione per le nazioni che lo colpivano :
Is 53 11 perché ha spogliato se stesso fino alla morte
ha donato la vita a Jhwh per la missione salvifica
ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti
cioè portava nel suo corpo e nel suo animo i segni del trattamento ingiusto che molti gli avevano comminato: la sofferenza, 'umiliazione e la morte..
ma intercedeva per i colpevoli.

Stando ai fatti -dicono le nazioni (secondo la scuola profetica ) Dio ha accettato la sua offerta e ne ha fatto un sacrificio donandogli il suo Sacro , lo Spirito, per la cancellazione dei peccati e l'entrata nella Sua alleanza e benedizione, cioè l'entrata nella sfera della Sua Vita. L' espressione equivale a " i popoli vengono portati da Dio nella Sua luce così che vedano la salvezza  e possono accoglierla" Come il sacerdote ebreo aveva il compito di essere esempio di giustizia e di rappresentare l’intera nazione al cospetto di Dio, di intercedere e di compiere i riti di espiazione per i peccati, così anche il Giusto Servo Israele che porta la Parola di Jhwh alle nazioni diviene un sacerdote laico - quindi un esempio di giustizia- e fa sì che per la sua dedizione alla missione ( la sua fede nella Parola di Jhwh ) e la sua intercessione , "le colpe dei popoli siano espiate" NOTA : Il profeta Geremia perennemente perseguitato riprenderà l'espressione dei testi di Isaia : "agnello che viene condotto al macello" (Ger 11,19).

Alla CENA dell’Agnello , avvolti in bianche vesti, attraversato il Mar Rosso, cantiamo a Cristo Signore. Il suo corpo arso d’amore sulla mensa è pane vivo; il suo sangue sull’altare calice del NUOVO PATTO . In questo vespro mirabile tornan gli antichi prodigi: un braccio potente ci salva dall’angelo distruttore. Mite agnello immolato, Cristo è la nostra Pasqua ; il suo corpo adorabile è il vero pane azzimo. Irradia sulla tua Chiesa la gioia pasquale, o Signore; unisci alla tua vittoria i rinati nel battesimo . Sia lode e onore a Cristo, vincitore della morte, al Padre e al Santo Spirito ora e nei secoli eterni. Amen. [INNO Liturgia delle Ore-Tempo di Pasqua]

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AGNELLO DI DIO

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