Corso di Religione



Etica e cristianesimo
Teologia morale e sovranismo
         


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Il modello etico della proprietà privata

(+ Ernesto Chiavacci - Teologo- Corso di Teologia morale )

IL PROFITTO.

E' un modello che tutti abbiamo. Chi è tra noi tanto cretino da avere qualche risparmio e non andare in banca alla ricerca dei miglior profitto, di migliori interessi? lo cerco sempre di "massimizzare il profitto", arricchirmi per arricchirmi ancora.Questa è la logica di base dell'economia mondiale.

E questo modello  va spezzato.

Finché noi ragioniamo in termini di economia come l'attività con cui si cerca di massimizzare il profitto per un vantaggio economico, nessun problema di solidarietà sarà mai risolto.
Se io voglio massimizzare il profitto, non mi interessa nulla di inquinare: acqua, mare, aria.
Quanta gente è disposta è pronta a pagare la multa necessaria, le sanzioni varie... e continua tranquillamente a inquinare.

Come è possibile la distribuzione equa dei beni, della terra a tutti, se chi è più potente può avere maggior profitto degli altri e cerca di averlo e lo ha ed accumula poi il controllo di questi beni?


Oggi dappertutto ci sono fusioni di società. Ciò non è altro che il controllo delle ricchezze nel minor numero di mani, che agiscono esclusivamente nel senso di massimizzare il profitto. E cosi il povero viene spogliato ed il ricco si arricchisce con lo scopo di arricchirsi ancora.

In questo momento i paesi poveri dell'America Latina sono esportatori netti di ricchezza verso l'America dei Nord attraverso gli interessi sui debiti. Quindi, quelli che pagano gli interessi debbono diminuire,i consumi.

Siamo arrivati a questa perversìone assoluta: i paesi più poveri dove la gente vive con quattro soldi finanziano i paesi piu' ricchi dell'America dei Nord.

E'  bello parlare di pace, di solidarietà; ma questo non è niente se non ci costa nulla.

Se noi vogliamo essere fedeli a questo annunci o di solid arietà che ci viene dal Concilio, dalla " Sollicitudo Rei Socialis ", dal Vangelo,  bisogna mettere in questione i modelli, esaminarli criticamente, vederne gli sbagli, i limiti della loro validità, e saper ragionare in modo diverso di quello a cui siamo stati finora abituati.

E' lecito che ogni stato possa fare qualunque cosa per promuovere il proprio bene comune a pese di altri  Stati? Il primo impegno è verso la famiglia umana, non verso gli Stati.Posso vivere  la lealtà verso il mio stato, ma sempre subordinato a un dovere di lealtà verso la famiglia umana. Ecco perché io sono obiettore alle spese militari, dal 1984. Mi rifiuto di pagare allo Stato Italiano la quota di tasse che vengono spese per le varie Armi.

Essere obiettore  ha un significato socio-politico:non solo non voglio uccidere, ma obietto al militare in sé. Il militare oggi f a morire di fame milioni di persone e d impedisce che si provveda ai reali bisogni dell'umanità, specialmente per quella piu' svantaggiata.  Solidarietà vuol dire avere il coraggio di mettere in questione  almeno questi due modelli :

1-STATO SOVRANO 
2-DIRITTO DI LIBERA DISPOSIZIONE DELLE PROPRIE RICCHEZZE

Se io accetto il mondo così come è allora è inutile dire che ho la fede, che credo alle parole del Vangelo di Gesù.

Oggi la realtà è conflittuale, dobbiamo vivere in questa conflittualità.


Ma so anche; se sono credente, che con sofferenze enormi, prima o poi, il Signore conduce pian piano l'umanità verso il traguardo della solidarietà.

lo debbo essere strumento di questo cammino; io non accetto l'esistente, anche se vivo in questa realtà. Cerco di modificare, trasformare.


Non voglio subire la storia dell'umanità. Voglio essere protagonista e come cristiano voglio essere facitore di pace, protagonista di una storia che costruisce il Regno di Dio nelle persone.

IL MODELLO DELLO STATO SOVRANO 

La strana mentalità che Dio abbia creato non una famiglia umana ma i singoli Stati è nata nel 1500.
Stato sovrano vuoi dire sostanzialmente questo:  un territorio con certi confini ed il popolo che sta su quel territorio ha il diritto di perseguire il suo bene comune come supremo dovere e compito.Quello che succede agli altri stati ha ben poco interesse.

La guerra giusta non è altro che un modo di difendere e promuovere il bene comune del proprio Stato. Quando questo bene comune non coincide con il bene comune degli altri stati ugualmente sovrani e non sia possibile arrivare a patti, allora si dà luogo ragionevolmente alla guerra. Quindi la guerra giusta è la guerra fatta per promuovere il bene comune di uno stato quando altre vie siano fallite. In Italia non si è mai fatta una guerra di legittima difesa. L'unica vera di legittima difesa è stata la Resistenza.

Questo modello di Stato sovrano è un modello terribile. Il sacro amore della Patria è qualcosa di tragico.

La Patria è un'altra cosa; è una comunità di persone a cui sono legato e verso cui ho particolari doveri. La Patria non è un Ente, è una Comunità. Ora lo Stato non è Dio, non è un assoluto etico. Queste cose un cristiano non può accettarle: questa è idolatria.

Questa assolutizzazione dello, Stato sovrano può portare a fare del male alla gente, ad uccidere pur di essere utili allo stato.

Questa idea di stato sovrano è un modello che oggi si ripropone in forme diverse, cioè in zone di influenza, comunque sempre in divisione della famiglia umana. Quà ci siamo noi, là ci siete voi, che siete nemici. Noi abbiamo bisogno per vivere dell'immagine del nemico.

Non siamo capaci di pensare in termini di famiglia umana.

Abbiamo bisogno di un'umanità divisa, che per forza deve essere concorrenziale, conflittuale. Se io voglio sopravvivere bene, difendere il bene comune della mia area, dello stato, allora debbo armarmi fino ai denti, per poter tenere a bada gli altri che sono visti come nemici.Che io vada a promuovere il bene comune della mia Patria distruggendo centinaia di migliaia di persone di altri popoli, questo è assolutamente impensabile.

Di sacro c'è solo Dio, l'uomo e la famiglia umana. A questo nuovo orizzonte ci apre il Concilio Vaticano II, dopo la tristissima esperienza della II guerra mondiale, di HitIer e di Hiroshima.
I diritti dell'uomo, fondati sulla sua dignità intrinseca, vanno al di là di qualunque divisione di Stati. Questa è novità, ma ancora non siamo abituati a pensare così. Noi, l'umanità, l'abbiamo sempre pensato come :noi ...e gli altri. Questo deve finire: non ci siamo noi e gli altri: c'è una sola umanità.

Pensiamo ora alla situazione militare.

In termini quantitativi:la spesa per produrre armi in tutto il mondo supera i 4000 miliardi di dollari .
Fra l'impero sovietico e americano ci sono circa 50.000 testate nucleari: un potenziale tale da distruggere l'umanità più volte. Ciò è completamente assurdo.  Non illudetevi ora con questi trattati sul disarmo: niente affatto. Le armi non vengono distrutte, ma "ammodernate". Questa è la parola d'ordine.

Cosa credete? Che si stiano riducendo le spese militari? Ma neanche per sogno.

In Italia, insieme alla Germania ed Inghilterra siamo coinvolti in  progetti di un nuovi aerei caccia con tutta l'elettronica più spaventosa per un valore di decine di migliaia di miliardi per la parte italiana. Le grandi imprese sono tutte coinvolte in questo grande progetto.di un nuovo caccia con tutta l'elettronica più spaventosa ...

Tutte cose necessarissime per la difesa dei territorio nazionale!! Questa rincorsa va all'infinito. Siamo in un mondo coperto di armi. Siamo arrivati ad una foilia assoluta. L'idea dei nemico ha creato una spirale che è una rincorsa continua .Tutto ciò ha creato dei nuovi fenomeni a cui siamo sempre esposti :
- Ci sono bombe nucleari che sono 60-100 volte quella di Hiroshima . 
- ci sono fughe radioattive là dove si producono armi nucleari. 
- Il rischio dello stoccaggio delle armi, il rischio di un comandante pazzo, il rischio degli automatismi sono una minaccia continua.

Noi stiamo nella situazione di distruggere per rischio, per inadempienza, per errore umano centinaia di migliaia di vite umane, dovunque sulla faccia della terra. Una volta era il potere politico che chiedeva al potere economico di fabbricare armi, ora il processo si è invertito.  il Potere Economico che impone al potere politico di chiedere armi, di pagare armi. La corsa all'armamento non nasce più ora da esigenze politiche, ma nasce addirittura da esigenze dei potere economico. Le armi, anche se non serviranno a niente, vanno prodotte ugualmente!

Questo è il secondo fenomeno:  l' innescamento di un processo economico per cui anche con la migliore volontà dei politici ormai le armi vanno prodotte per forza. Se non si alimenta l'idea dei nemico, come si può fare a giustificare di fronte ad un popolo la spesa per gli armamenti? Capite a che tragedia siamo arrivati?

Vediamo enormi masse di ricchezza di tutti i tipi, compresa la ricchezza di cervelli umani, riversate sulla ricerca e costruzione delle armi.Più del, 50% della ricerca scientifica oggi finanzia scopi militari, ed è distolta dai reali bisogni dell'umanitá. E intanto abbiamo 40-50 milioni di morti all'anno per fame.

Allora il problema è questo: posso io sostenere questo tipo di militare (nel senso ampio del termine) che in questo momento, sottraendo enormi quantità di ricchezze e di risorse, impedisce un'equa distribuzione dei necessario per tanta parte dell'umanità?

E intanto so che con meno di un decimo delle spese militari degli Stati Uniti e Russia ( per non parlare della Cina) l'Organizzazione Mondiale della Sanità darebbe a tutti gli essere umani il minimo di medicine di base per le malattie più importanti. Ma nessuno ci pensa a questo.

Il commercio delle armi produce il trasferimento delle ricchezze dai poveri ai ricchi.

Le armi chi le paga? Il Governo. E il Governo con che le paga? Con le tasse? E le tasse chi le paga? Sono pagate da gente che ha stipendi modesti;i grandi pagano molto poco, solo gli operai pagano fino all'ultimo centesimo.

Questi soldi dove vanno? Vanno a chi produce armi, cioè alle grandi Coorporation . Quindi i soldi veingono presi a tutto il popolo e vengono concentrati in 5 o 6 Multinazionali. Ed intanto si crea la fame o si impedisce di sanare la fame nel mondo. Questo problema è terribile, ma certamente non si risolve che insieme.




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