Corso di Religione

SPIRITISMO
Spiritismo , scienza?

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Lo spiritismo "scientifico"credits : Enciclopedia delle religioni in Italia-LDC

" La storia dello spiritismo moderno parte da alcuni personaggi e fenomeni che potremmo definire   i classici dello spiritismo moderno.

1740-EMMANUEL SWEDENBORG   (Stoccolma 1688 - Londra 1772).
Svedese e visionario, matematico, fisico, biologo, dimostra che la materia è spirituale e lo spirito è materiale.

Ha contatti con angeli e spiriti disincarnati  ma sconsiglia tale pratica perchè dà dipendenza e mette in contatto con dèmoni malvagi.

È autore dell’opera teosofica Arcana coelestia (1749-56), presa di mira da Kant.

Naturalista, metafisico, mistico e teologo ,parte da interessi scientifici e da una impostazione meccanicistica di tipo cartesiano e approda a posizioni mistiche e visionarie, spiritualiste. A questa svolta contribuirono sia gli influssi del platonismo di Cambridge, che spiritualizzò progressivamente il suo meccanicismo originario, sia le esperienze allucinatorie e psicosensoriali che ne toccarono la personalità verso il 1740.

Profondamente convinto di essere portatore di una nuova rivelazione, fondò alcune sette religiose denominate la Nuova Gerusalemme , tuttora esistenti soprattutto in America ed in Inghilterra.

Illustre riformatore dei riti massonici,
S. trattò nelle sue opere, di Dio, dell’infinito, dello spirito, della materia e della creazione. Conoscitore di molte lingue antiche, ricercò i vecchi misteri massonici arrivando ad affermare che le dottrine dell’Istituzione derivano dagli Egizi, dai Persiani, dai Giudei e dai Greci. 

Mescolando principi religiosi con idee massoniche, immaginò una nuova religione riformante quella di Roma, e su tale tema scrisse la Gerusalemme Celeste ed il Mondo Spirituale. Fu uno dei più dotti tra gli illuminati famosi. Il suo sistema massonico, che poi si impose sia in Svezia che in Norvegia, fu importato e diffuso in Germania da Zinnendorf. 

Era costituito da otto gradi suddivisi in due templi: il primo comprendeva i gradi di Apprendista, Compagno, Maestro ed Eletto; il secondo quelli di Compagno Cohen, di Maestro Cohen, di Grande Architetto e di Kadosh. Si tratta di un rito a carattere religioso, specie nei gradi più elevati. Esso ritiene che l’origine della vera Massoneria vada ricercata solo in Scozia; ammette soltanto cristiani, si amministra e si regge per mezzo di centri provinciali, come la Stretta Osservanza; considera i gradi simbolici come scuola preparatoria, come il vestibolo del vero tempio, in cui soltanto si insegnano i veri ed alti principi della Massoneria.

Il Rito di S. si affermò in tutta la Scandinavia, intrufolandosi anche negli eventi politici del paese. Ebbe a suoi capi i Principi delle case regnanti, e Carlo XIII fondò nel 1844 un ordine, in sostituzione di quello del Tempio, di cui si potevano portare pubblicamente le insegne, che veniva conferito, e si conferisce tuttora, ai soli massoni benemeriti.

Nel 1858 la Royal Library di Stoccolma acquistò un manoscritto non identificato appartenuto ad un certo professor Scheringson, morto nove anni prima. Si trattava di una specie di diario, 104 pagine in tutto, scritte a mano: la storia di un'anima. Ne fu scoperto più tardi l’autore. Si chiamava Emanuel Swedenborg.

Scienziato dagli interessi multiformi ed enciclopedici, certamente uno dei geni del XVIII° secolo, all’improvviso, all’età di 56 anni, aveva iniziato ad essere protagonista di insolite esperienze che lo colpivano profondamente e lo sconcertavano.

Jesper Swedenborg era ancora predicatore a Stoccolma quando Emanuel nacque il 29 gennaio 1688, terzo degli otto figli che il prelato ebbe dalla prima moglie. Dell’infanzia di Emanuel non si sa molto. Aveva appena otto anni quando perse la madre, tuttavia il carattere tranquillo e benevolo di lei lasciò un segno profondo nell’animo del bambino, che fu cresciuto dalla sorella maggiore e dalla matrigna. È indubbio che fin da allora l’educazione religiosa e l’ambiente spirituale della famiglia, ma soprattutto l’influsso paterno, sviluppassero in lui il senso della presenza, concretezza e realtà del mondo ultraterreno. Ma con il passare degli anni ed il contatto con la scuola e la tradizione scientifica del suo tempo, Emanuel abbandonò il mondo della sua infanzia. I suoi interessi si rivolsero interamente alla scienza.

L'ambiente accademico con cui egli venne in contatto all'università di Uppsala, era quello dell'umanesimo svedese. In Svezia l'umanesimo, che per altro vi era giunto tardi rispetto al centro Europa, continuava a dominare incontrastato. Emanuel fu introdotto all'università dal cognato Benzelius, dove ben presto si distinse. Era in grado di scrivere in latino, in seguito imparò l'inglese, l'olandese, il francese e l'italiano. Le sue predilezioni si indirizzarono presto verso le scienze: matematica, medicina, fisica, astronomia. Emanuel era particolarmente interessato alla tecnica. Il suo modello era l'ingegner Christopher Polhem, notevole personaggio ed autore di numerosi progetti tecnici, soprattutto navali. Il giovane Swedenborg ne divenne l'assistente.

Contemporaneamente però cresceva in lui il desiderio di un viaggio di studi in Inghilterra, dove la nuova scienza stava evolvendosi più velocemente che in Svezia. Li insegnavano personalità come Jon Flamsteed, astronomo e fondatore dell'osservatorio di Greenwich, Edmond Halley, astronomo noto per i suoi calcoli relativi ai movimenti ed ai percorsi delle comete e Sir Issak Newton, fisico e matematico di fama mondiale. In Inghilterra, c'erano osservatori, laboratori, attrezzature tecniche e soprattutto la Royal Society che, sotto il patrocinio della corona, riuniva i rappresentanti delle scienze moderne.

Benzelius aiutò molto il giovane cognato a realizzare questo viaggio. Appena stabilito a Londra, Emanuel cercò di entrare in contatto con i grandi della scienza del tempo, cosa che gli riuscì, grazie allo zelo che dimostrava ed alle capacità che tutti gli riconoscevano. Emanuel trascorse cinque anni all'estero, si recò a Parigi, ove fu accolto con grande rispetto all'Accadémie Royale, visse e studiò per un certo periodo in Olanda.

Aveva soggiornato nelle capitali della scienza moderna, ne aveva conosciuto personalmente e frequentato i massimi rappresentanti, aveva appreso le più importanti lingue europee e le tecniche necessarie per proseguire nei suoi studi e conosceva il livello degli studi scientifici del suo tempo, quando decise nell'estate del 1714 di tornare in patria, portando con sè un ricco bottino: disegni e progetti per invenzioni meccaniche, destinati a segnare l'inizio della sua attività in Svezia.

Si trattava di invenzioni tecniche come pompe, chiuse, forni, gru, strumenti per le miniere e per la navigazione interna. A quel tempo le macchine che oggi risultano ovvie non esistevano, la tecnica era tutta da inventare e richiedeva fantasia, doti artigianali e conoscenze scientifiche. Le grandi opere della tecnica moderna, come per esempio l'automobile, l'aereo, i mezzi per esplorare lo spazio, occupavano le menti fin dall'inizio dell'evoluzione tecnica e già Leonardo se ne era occupato molto.

Anche Emanuel aveva ben presente le necessità del suo tempo e progettò un'infinità di cose, tra cui nuove tecniche di costruzione per navi, un sottomarino, pompe ad aria e addirittura una "macchina volante", che suscitò molto interesse. A 56 anni, nel 1744 Swedenborg era quello che si dice "un uomo arrivato". Aveva raggiunto il culmine della carriera scientifica, era universalmente stimato, in stretto rapporto con la Corte Svedese ed i maggiori letterati, filosofi e scienziati d'Europa. Era membro della Camera dei Nobili, conosceva otto lingue, aveva raggiunto la sicurezza economica e sociale.

Ma dopo 40 anni dedicati pienamente alla scienza, si manifestarono in lui i primi segni di un cambiamento radicale dei suoi orizzonti mentali. La causa di ciò erano i suoi sogni, quelli di cui ci ha lasciato testimonianza nel suo diario. Emanuel ne riconobbe il carattere particolare e tentò di interpretarli. Erano sogni che gli portavano messaggi e simbolicamente gli preannunciavano nuovi cammini di vita.

I sogni divennero la fonte del suo lavoro scientifico, espressione delle sue intuizioni. In questo primo periodo della sua metamorfosi affiorano in lui le prime visioni, una sorta di illuminazione interiore, immagini di esseri e di luoghi straordinari invisibili per l’occhio fisico.

Ovvio che sogni e visioni producano in Emanuel conflitti interiori, egli é uno scienziato dedito alla ricerca empirica ed all’osservazione attenta dei fenomeni naturali. La sua trasformazione non può che turbarlo.

Per uno scienziato del suo rango, il rischio di esser ritenuto pazzo e di venir ridicolizzato è quanto di peggio gli possa accadere. Tuttavia accetta la sua nuova situazione di vita, e nel tempo, sogni, illuminazioni ed intuizioni diventano sempre più ricchi, ampli, completi e lo coinvolgono sempre più. È la rinascita del mondo della sua infanzia, a lungo rimosso dalla sua coscienza. Il "caso Swedenborg" fece discutere molto, in molti lo criticarono, tra i quali alcuni teologi. Lo accusarono di eresia perchè non riuscivano ad accettare la realtà del suo "contatto con l’altra dimensione".


Le visioni che lo accompagnarono fino alla morte avvenivano nel seguente modo: egli non perdeva mai lo stato di coscienza vigile, non cadeva nè in trance nè in estasi, era in pieno possesso della sua consapevolezza.

Era quindi contemporaneamente cittadino della terra e del cielo, ed aveva rapporti sia con gli uomini che con gli esseri invisibili della sua interiorità, che egli definì ANGELI. 


Vedeva al tempo stesso il visibile e l’invisibile. Il più delle volte le sue visioni avvenivano in stato di veglia, ad occhi aperti, altre volte ad occhi chiusi, in uno stato tra veglia e sonno, oppure nei sogni. Solo in questi ultimi due casi la coscienza diurna era offuscata.

Swedenborg godette sempre di ottima salute ed a 84 anni, età in cui morì, era ancora agile e svelto come un giovanotto.

Racconta Emanuel:

«Ho visto mille volte che gli angeli hanno forma umana e mi sono intrattenuto con loro come l’uomo si intrattiene con l’uomo, a volte con uno solo, a volte con più di uno, e non ho visto nulla in loro che differisse dall’uomo quanto alla forma. Affinchè non si potesse dire che si trattava di illusione, mi è stato concesso di vederli in pieno stato di veglia, mentre ero padrone di tutti i miei sensi ed in uno stato di limpida percezione. Spesso ho loro raccontato che nel nostro mondo gli uomini sono immersi nella più grande ignoranza per quello che riguarda gli angeli, che immaginano senza forma, come se fossero dei soffi eterei. Di conseguenza, non attribuendo loro nulla di ciò che ha l’uomo, eccetto la facoltà di pensare, credono che essi non vedano non avendo occhi, che non sentano non avendo orecchie, che non parlino non avendo bocca.

Gli angeli mi dissero che sapevano bene che un gran numero di uomini sulla terra aveva quest’opinione, soprattutto, gli eruditi, cosa che li sorprendeva. Ma ne spiegarono tuttavia la ragione. Gli eruditi furono i primi a formulare una tale idea sugli angeli. Essi, così facendo, non erano guidati dalla "luce interiore", bensì solo dai sensi esteriori che consentono di capire le cose che sono di natura visibile, ma non quelle che sono di natura invisibile. Costoro hanno estinto con l’erudizione l’intuizione che viene "dal cielo" e non concepiscono nulla che non sia per loro concretamente visibile. Gli angeli mi hanno detto che al contrario i semplici di cuore non hanno tale idea e sanno che gli angeli sono "UOMINI DEL CIELO".

Essi, i non eruditi, li possono vedere, perchè il cielo è in loro. Tutto dipende dallo stato della nostra interiorità. Le distanze che noi percorriamo sono le distanze del mondo naturale e visibile. In ognuno di noi vi è una dimensione, dove non esistono più nè le distanze nè la misura del tempo. L’uomo non può vedere gli angeli con gli occhi del suo corpo materiale, in quanto il simile vede il suo simile in base alle leggi della similitudine.

Del resto l’occhio, l’organo della vista, è così grossolano che non riesce a vedere neppure le piccole componenti della natura senza l’aiuto di strumenti ottici.

È vero che in alcuni casi gli angeli sono stati visti dagli uomini, così come un uomo vede un altro uomo, perchè in particolari circostanze essi possono assumere la forma dell’uomo naturale, materiale. Poichè gli angeli sono uomini del cielo e vivono tra loro come gli uomini della terra, hanno anche delle vesti e dei domicili. Rispecchiati in me, ho visto dei palazzi in cielo così magnifici, che difficilmente possono essere descritti. In alto brillavano come se fossero stati di oro puro, in basso sembravano fatti di pietre preziose. Uno era più splendido dell’altro, dentro come fuori.

Gli appartamenti erano decorati in una maniera che non trovo parole per descriverli. Immaginiamo delle bianche pareti cosparse di polvere d’oro, dei pavimenti ricoperti da soffici petali incastonati gli uni negli altri. Alcuni palazzi erano circondati da giardini dove tutto era risplendente ed in certi punti le foglie sembravano d’argento. I frutti erano grandi e lucenti, i fiori dalle molteplici forme avevano nel loro insieme i colori dell’arcobaleno. I monumenti architettonici del cielo sono tali che si potrebbe dire che l’arte ha raggiunto in essi la loro perfezione.Quanto di più bello l’uomo artista può creare, è un riflesso terreno di ciò che è nei cieli, e lo è anche la nostra bella natura.Gli angeli non vivono tutti nello stesso splendore.

Lo splendore che li circonda corrisponde al loro splendore interiore. Mi è stato detto che gli angeli degli inferi vivono nell’oscurità, perchè la loro interiorità richiama ciò. Ma a nessun angelo, a nessun uomo del cielo e della terra è impedita l’evoluzione che condurrà al bene, alla bellezza ed alla luminosità.Gli angeli hanno anche un loro linguaggio che è molto diverso dal nostro. Essi possono esprimere in un minuto quello che gli uomini non possono esprimere in mezz’ora, e con poche parole rappresentano ciò che è stato scritto in molte pagine. Di questo ho avuto più volte esperienza diretta.

Il linguaggio degli angeli è come un’onda leggera o un’atmosfera che si diffonde da ogni lato. In quest’onda sono comprese innumerevoli cose che entrano nel pensiero altrui e lo influenzano.

Gli angeli che parlano con l’uomo non usano la loro lingua ma quella dell’uomo. L’angelo infatti, quando parla all’uomo, si rivolge a lui e a lui si congiunge, al punto che entra nella sua memoria e quindi anche nel suo modo di pensare e di esprimersi. Ne risulta che il linguaggio umano diviene proprio anche degli angeli.Il linguaggio degli angeli è sentito dall’uomo in maniera sonora, però soltanto da lui stesso e non da coloro che sono presenti, perchè prima influisce sul suo pensiero e poi, attraverso il cammino interiore, sull’organo dell’udito.Invece il linguaggio dell’uomo con l’uomo influisce prima nell’aria e per un cammino esterno giunge all’organo dell’udito. Coloro che parlano con gli angeli vedono anche le cose che sono nel cielo.

I nostri più lontani antenati ebbero una tale unione con gli angeli ed i loro tempi gloriosi furono chiamati "Età dell’Oro". Allora, il cielo ed il mondo erano una cosa sola e gli uomini e gli angeli si parlavano reciprocamente. Gli angeli furono visti da molti profeti, da Abramo, da Loth, da Elia e da Eliseo. Ed egli chiese:" Signore, apri i miei occhi affinché io veda." Ed il signore lo ascoltò, ed Eliseo vide. Ecco, il monte era pieno di cavalli e di carri di fuoco provenienti dai cieli.»

Il più famoso medium americano dell'Ottocento fu  Andrew Jackson Davis (1826-1910) il quale aveva trovato ammiratori in Europa. E' proprio dopo l'incontro con «magnetizzatori» che traducono in termini popolari l'insegnamento di Mesmer che Andrew Jackson Davis inizia la sua carriera.

Se poi si aggiunge che il primo spirito con cui Davis dichiara di entrare in contatto è quello di Swedenborg, non si può non concludere che
lo spiritismo nasce e si sviluppa in un clima di nuova religiosità ottocentesca (ma con origini settecentesche) dove le frontiere fra cristianesimo metafisico e contatti con i defunti non sono, almeno originariamente, ben definite. 

Tuttavia, è molto importante sottolineare come lo spiritismo ottocentesco di origine anglosassone si presenti come scienza, non come religione.


Lo spiritismo moderno

1846- Angelique Cottin detta la ragazza elettrica  manifesta capacità e proprietà  spiritiche.

1848 Lo spiritismo come fenomeno organizzato tradizionalmente è fatto risalire gli avvenimenti di Hydesville (Stato di New York) nel 1848 quando le sorelle Kate (1836-1892) e Margaret (18341893) Fox - cui più tardi si aggiungerà anche la sorella maggiore Leah (1811-1890) cominciano a udire nella loro casa colpi inspiegabili.

Elaborano un semplice codice per comunicare con la fonte dei «colpi», che si rivela essere un venditore ambulante che in quella casa era stato ucciso.

I fenomeni delle sorelle Fox attirano un enorme interesse. Nonostante una serie di scandali che turbano la loro vita - Margaret ammetterà perfino di avere prodotto lei stessa i «colpi» di Hydesville, poi ritratterà la ritrattazione - migliaia, poi decine di migliaia di persone partecipano al movimento spiritista, che dagli Stati Uniti si estende all'Inghilterra, quindi a tutto il mondo.

Come spesso avviene, l'episodio di origine del 1848 (oggi meno celebrato nella comunità spiritista di quanto avvenisse nel secolo scorso, proprio a causa dei successivi scandali delle sorelle Fox) offre una data comoda da ricordare e un punto di riferimento, ma si tratta del culmine più che dell'inizio di un processo. 

I suoi principali missionari - fino al più noto su scala mondiale (anche se appartiene già a una generazione successiva), sir Arthur Conan Doyle (1859-1930) ( ritratto a lato) , il celebre creatore di Sherlock Holmes - battono tutti sullo stesso tasto: le religioni chiedono fede, lo spiritismo esibisce le sue prove.

Questo spiega perché lo spiritismo riesca ad arruolare facilmente personalità del mondo laico, e anche positivisti fra cui - in Italia il criminologo Cesare Lombroso (18361909).

Negli Stati Uniti - e in misura minore in Inghilterra -, intorno a camp meeting spiritisti che imitano analoghe istituzioni cristiane e che da luogo di incontro periodico diventano comunità permanenti, nascono vere e proprie «Chiese» spiritiste, che si dotano di un credo, di una struttura e qualche volta anche di un clero.

Senza che il successo sia stato straordinario, le Ā«ChieseĀ» spiritiste contano comunque ancora oggi negli Stati Uniti un paio di migliaia di congregazioni. 


Spiritismo religioso Un tono decisamente più «religioso» - anche se l'espressione «religione» non è usata, e la pretesa rimane «scientifica» - assume lo spiritismo francese, le cui origini - in quanto movimento distinto dal suo omologo di lingua inglese - risalgono al 1857. In quell' Hippolyte Denizard Léon Rivail, cui gli spiriti hanno imposto lo pseudonimo di Allan Kardec (1804-1869), raccoglie diversi quaderni di comunicazioni spiritiche che un gruppo di amici gli hanno consegnato e li pubblica con il titolo Il Libro degli Spiriti.

Il nome «Allan Kardec», spiega questo pedagogo francese, deriva da quello che avrebbe avuto in una precedente reincarnazione come druido ( antico sacerdote celtico), e proprio l'insistenza sulla reincarnazione (un tema presente, ma minoritario nello spiritismo anglofòno) conferisce allo spiritismo «kardecista» francese il suo carattere più distintivo.

Con Kardec e con il suo successore c (1846-1927), lo spiritismo francese manifesta anche un carattere anticattolico, anticlericale, e di costante sostegno alle campagne laicizzatrici della repubblica francese. 

In questa forma, penetra anche in Italia dove - tra gli uomini politici anticlericali che vi si impegnano attivamente - si conta Giuseppe Garibaldi (1807-1882).

Lo spiritismo francese - oggi considerato, nella sua forma classica, in declino - si esprime a sua volta in associazioni e società, non in religioni o Chiese. Diversa è però la situazione in Brasile, dove il kardecismo arriva nel 1852 quando un collaboratore di Kardec, Pierre-Gaetan Leymarie (1817-190 1), vi giunge come esiliato per ragioni politiche.

Comincia a radunare seguaci, e lo spiritismo conosce nel giro di due decenni un successo straordinario. Si lega alla massoneria brasiliana (a sua volta particolarmente anticlericale) e ad ambienti politici liberali, ed è appunto un uomo politico, Adolfo Bezerra de Menezes (1831-1900), che emerge come «il Kardec brasiliano».

Intorno a Bezerra de Menezes nel 1884 è fondata la FEB (Federazione Spiritista Brasiliana o Igreja Espirita), che conoscerà più tardi vari scismi, in parte riassorbiti nel 1949 con il cosiddetto «Patto d'Oro». La FEB nel 1952, con una dichiarazione ufficiale, proclama lo spiritismo «una religione». Non tutti gli spiritisti brasiliani sono d'accordo: una parte rimane «razionalista», considera lo spiritismo non religioso e si ispira al «trincadismo», cioè alla Scuola Magnetico-Spirituale della Comune Universale, una forma più «secolare» di spiritismo fondata in Argentina nel 1911 dallo spagnolo Joaquín Trincado (1866-1935). 

Gli spiritisti brasiliani sarebbero - secondo stime recenti - oltre venti milioni.

Fenomeni simili - anche se nessun paese raggiunge le proporzioni del Brasile  si sono verificati in Messico, Uruguay, Argentina: in quest'ultimo paese è nata la Scuola Scientifica Basilio, oggi diffúsa in numerosi paesi dei mondo, Italia compresa.

Fenomeni di tipo «post-spiritista 
Templi caodao

Fenomeni ispirati al magnetismo  si presentano più chiaramente come religioni.


La più grande religione «post-spiritista» - peraltro divisa da complessi scismi, legati anche alle vicende politiche del paese di origine è il caodaismo vietnamita .


Una qualche presenza in Italia - a differenza del caodaismo- ha l'antoinismo, una religione di guarigione fondata sul magnetismo e creata in Belgio agli inizi del Novecento. Anche i «nuovi vangeli» come quello diffuso dalla Fondazione Urantia (che anticipano il channelíng della New Age) danno origine a movimenti che possono essere definiti post-spiritisti, ma che si possono ancor meglio inquadrare in una categoria di «nuove rivelazioni». 

La Transcomunicazione strumentale (TCS) Un'organizzazione internazíonale denominata I.N.I.T. (International Network for Instrumental Transcommunication) raggruppa ricercatori, sperimentatori e persone interessate in genere. Il termine «transcomunicazione» è stato coniato dal fisico tedesco   Ernst Senkowski (1922-) in occasione del Congresso Internazionale di Parapsicologia tenutosi a Fermo (Ascoli Piceno) nel 1979.

Senkowski si laurea in fisica all'Università di Magonza nel 1958 e partecipa, fra l'altro, alla costruzione di un acceleratore di elettroni. Nel 1976 inizia a interessarsi del fenomeno delle «vocí paranormali»; attualmente pubblica il periodico Transkommunikation, in lingua tedesca.

Egli definisce la transcomunicazione come un processo di acquisizione e interscambio di informazioni ottenuto per vie che non possono essere descritte con i modelli fisici di canale di frequenza e di onda portante. Per la loro particolare natura queste informazioni, che sono acquisite per vie ignote, sono definite «transinformazioni». Nella transcomunicazione strumentale sono distinte due forme: una su base auditiva (TCSA) e l'altra su base visiva (TCSV). "


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