Piccolo Corso Biblico

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Padre Nostro.
La preghiera della comunità di Gesù.
         


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La Preghiera E' necessario all'uomo pregare Dio




Ma cos'è la preghiera?
" Chi non prega riduce Dio ad un concetto, una entità separata dalla storia , un Essere che non si coinvolge nella vita degli uomini.

Una riflessione sul Divino è sempre una elevazione della mente, ma non è preghiera.

Lo studio e la riflessione sono indispensabili allo spirito umano ma sono solo preparazione alla preghiera : per dialogare con qualcuno bisogna prima conoscere chi è e la preghiera inizia quando si rivolge la parola a questa persona....


La contemplazione del creato diviene godimento delle opere del Cielo, ma tutto ciò è solo preparazione alla preghiera, non è ancora preghiera.


.. .La forma più comune di preghiera è quella della supplica.

Tutti gli uomini pregano per ottenere qualche favore per se stessi o per gli altri: per la salute, per il buon esito di un affare, per un viaggiare sicuro, per una svolta nella vita, etc.

Ma il ripetere parole a Dio assomiglia molto alle formule della magia, un fatigare deos ( “stancare la divinità” ) per estorcerle ciò che vogliamo, una tecnica per avere Dio al proprio servizio.

Mt 6,7 Pregando, non sprecate parole come i pagani: essicredono di venire ascoltati a forza di parole.

Si vuole informare la divinità dei propri bisogni o desideri, come se il Cielo non li conoscesse; si vuole agire sulla Volontà celeste per piegarla a propri desideri.



Nel dialogo con Dio io non ho nulla da dirgli che Egli non sappia già, meglio di me. È Lui che ha molto da dirmi. Siamo noi a non sapere ciò di cui abbiamo bisogno...                

Lo stare in ascolto davanti a Dio è preghiera.
È pagana la preghiera di chi dimentica che siamo noi a dover ascoltare, non Dio. Dio è Padre e sa di cosa abbiamo bisogno.

Mt 6,6 quando preghi,
entra nella tua dispensa
La dispensa (tameion) è la stanza interna senza finestre ( buio/segreto), dove si ripongono i viveri.
e, chiusa a chiave la tua porta,
non lasciar entrare nessun pensiero
prega il Padre tuo
che ( è) in segreto ;
invisibile
e il Padre tuo che
guarda
in segreto,
invisibile
ti ricompenserà
dandoti ciò di cui hai bisogno (e che Lui sa ).

Il silenzio interiore è la giusta disposizione per l'ascolto... " (*)

Pregare è dialogare, cioè condividere i propri pensieri e sentimenti con una Persona alla quale si è uniti in modo vitale e con cui ci si allea per raggiungere una destinazione .

Pregare Dio , parlare con Lui, stabilire con Lui una comunione di Spirito .


Mt 7, 7Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.
8Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. 9Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? 10E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe?
11Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli,
quanto più il Padre vostro che è nei cieli
darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Cosa?
Lc 11,13 Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli,
quanto più il Padre vostro del cielo
darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
Lc 12,32 Non temere, piccolo gregge,
perché al Padre vostro è piaciuto
dare a voi il Regno.
la comunione di Spirito con Lui, con Me e tra di voi

Nella preghiera Dio parla //comunica il suo Spirito perchè l'uomo lo accolga e si realizzi la comunione di intenti e di Vita con Lui.

Mt 7, 21Non chiunque mi dice: «Signore, Signore», entrerà nel regno dei cieli,
ma
colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.

Nella preghiera lo Spirito disvela all'uomo a se stesso : la sua chiamata a diventare Uomo .


"Lo Spirito Santo è al di sopra di qualsiasi metodo o pratica di preghiera , la sua ispirazione è la via più sicura per ottenere la vera libertà. Quello che Gesù ha proposto come cammino da seguire era il proprio esempio: perdonare tutto a tutti, coprire le necessità materiali e spirituali degli altri. «Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi»” (Thomas Keating, Prier dans le secret, Anne Sigier, 2009, p. 182).

Dio parla nel silenzio interiore e le sue parole restituiscono all'orante il volto di un Uomo vero, figlio del Padre, quel volto che ogni uomo deturpa vivendo secondo il proprio spirito, i propri desideri, il proprio tornaconto.

Mt 26,53 O credi che io non possa pregare il Padre mio,
che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli?
Mt 18,19 In verità io vi dico ancora:
se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa,
il Padre mio che è nei cieli
gliela concederà.
Gv 14,13 E q
ualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò,
perché il Padre sia glorificato nel Figlio.
Gv 15,16 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi
e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga;
l'Uomo compiuto e definitivo
perché
tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.
Gv 16,23 In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome,
egli
ve la darà.

Quindi ..

Mc 11,25 Quando vi mettete a pregare,
se avete qualcosa contro qualcuno,
perdonate,
perché anche il Padre vostro che è nei cieli
perdoni a voi le vostre colpe».
Lc 6,36 Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Questo " fare come il Padre" è mettersi in comunione di Spirito con Lui.
Ef 6,18 In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche
... nello Spirito


" ".. La preghiera è la verticalità dell’essere umano: l’unico che eleva lo sguardo al cielo.

Pregare è aprirsi all’Altro che mi fa prendere coscienza della mia identità. L’apice dell’evoluzione non è l’uomo che pensa, che è giunto all’autocoscienza, ma è l’uomo che prega .... ed ama. . " (*)


Orazione e preghiera Per la religione la preghiera è qualcosa che si far per Dio, un servizio a Dio

( nel linguaggio giudaico servire Dio significa soprattutto culto , in particolare la liturgia templare), e questo vale per tutte le religioni .

Per Gesù la preghiera non è un servizio a Dio ma un servizio all'uomo .

Ci sono due modi di pregare :
- quello della religione, come culto a Dio
- e quella della fede cristiana , come servizio all'uomo perchè si compia come Uomo.


Rm 7,6 Ora invece, morti a ciò che ci teneva prigionieri, siamo stati liberati dalla Legge per servire secondo lo Spirito, che è nuovo, e non secondo la lettera (La bibbia ebraica ) , che è antiquata.

" ... La novità e la libertà portata da Gesù non sopporta le regole o le pratiche tipiche della religione.

Per questo i rappresentanti della religione, farisei e scribi, criticano la formazione spirituale dei discepoli di Gesù, che giudicano carente: "I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno orazioni/suppliche [deêseis]; così pure i discepoli dei farisei; invece i tuoi mangiano e bevono!" (Lc 5,33).

Il termine greco tradotto con orazioni/suppliche è δέησις= supplicare di cuore per un bisogno personale e urgente .

La pratica del digiuno e il fare orazioni sono le caratteristiche della spiritualità sia dei discepoli di Giovanni sia di quelli dei farisei, come di ogni gruppo religioso. Sono i due basilari aspetti della loro spiritualità che li distinguono dagli altri e li rendono riconoscibili.

Gesù nella sua replica ignora il fare orazioni e si riferisce esclusivamente al digiuno dichiarando questa pratica incompatibile con la sua presenza all'interno della comunità :

Mc 2,19 Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare.


[n.d.r. Lo sposo è sempre con la sua chiesa-sposa :
Mt 28,20 Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine di questo eone».. Lc 5,34«Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? ]

Gesù nega qualunque validità del digiuno inteso come esercizio ascetico e lo considera solo come un aspetto di profondo dolore per la morte : Lc 5,35 “Verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno” . Poi conclude la sua risposta con l'insegnamento che “il vino nuovo bisogno metterlo in otri nuovi” :

Lc 5,36 Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. 37E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. 38Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. 39Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: «Il vecchio è gradevole!».


Non degnando di risposta il tema del fare orazioni Gesù vuol far comprendere che anche questo modo di rivolgersi al Signore è, come la pratica del digiuno, incompatibile con la nuova relazione con Dio che egli è venuto a instaurare.

( P. Alberto Magg- studibiblici.it Trascrizione conferenza non verficata dall'autore -Cefalù – Novembre 1999)

Preghiere e suppliche cristiane Il termine usato da Luca per la preghiera di Gesù e dei discepoli è soprattutto προσεύχεσθαι :

proseúxomai ( prós= "verso, scambio" e euxomai, "augurarsi, pregare") ( 86 occorrenze nel NT) Il significato letterale di ( προσεύξασθαι ) è " scambiare i desideri ( o le idee) ".
Nel linguaggio biblico cristiano pregare è sempre connesso con la fede ( pistis ) e indica l' interagire con Dio per sostituire i propri desideri umani con i Suoi .

Scambiare i propri desideri con quelli del Padre significa cercare la comunione di Progetto di Vita // di Spirito.

Lc 3,21 προσευχομένου Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera ( lett. avendo pregato προσευχόμενος ), il cielo si aprì ... Lc 5,16 Ma egli si ritirava in luoghi deserti e pregava.
Lc 6,12- προσευχή ( 12In quei giorni egli se ne andò sul monte a pregare ( προσεύξασθαι  )e passò tutta la notte in preghiera ( προσευχή ) a Dio. )
Lc 6,28 προσεύχεσθε benedite coloro che vi maledicono, pregate [ scambiate i vostri desideri con quelli di Dio ] per coloro che vi trattano male.
Lc 9,18 προσευχόμενον Un giorno Gesù si trovava solo , in un luogo, a pregare .
Lc 9,28 προσεύχομαι Circa otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare ( προσεύξασθαι ). 29Mentre pregava ( προσεύξασθαι ), il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante.
Lc 18,1 προσεύχεσθαι   Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre (πάντοτε ) , // senza stancarsi mai
così in Lc 18,13 -Lc 20, 47- Lc 19,46 ἱερὸν προσεύξασθαι dicendo loro: «Sta scritto: La mia casa sarà casa ( lett. tempio ) di preghiera. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lc 22,40 Προσεύχεσθε Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione».
Lc 22,41 προσηύχετο Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: .. sia fatta non la mia ma la tua volontà
Lc 22,44 προσηύχετο Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra.
Lc 22,45 προσευχῆς Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza.
Lc 22,46 προσεύχεσθε E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».

La supplica
In alcune sentenze Luca utilizza il termine δέησις nel senso di supplica di cuore per un bisogno personale e urgente

δέησις= (da deo= senso di mancanza, deprivazione ) ( 18 occorrenze nel NT; δέομαι 22 occorrenze ) Lc 10, 2 δεήθητε οὖν τοῦ Κυρίου  Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!

Lc 21,36   δεόμενοι  Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».
Lc 22,32 ma io ho pregato per te ( ἐδεήθην περὶ σοῦ ) , perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli».

Il Padre ascolta sempre le suppliche ( δέησις ) dei figli

Lc 11, 9Ebbene, io vi dico:
chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.
10Perché chiunque chiede riceve
e chi cerca trova
e a chi bussa sarà aperto.
11Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? 12O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? 13Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più
il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
cf. : Lc 10, 2 - Lc 21,36 - Lc 22,32

La supplica cristiana è per la comunione di Spirito con il Padre come bisogno urgente, in una determinata situazione di prova, di tribolazione per la fede.

" Gesù, figlio del Padre, manda ora il tuo Spirito sulla Terra. *Fa abitare lo Spirito Santo nel cuore di tutti i popoli affinchè siano preservati  dalla  corruzione , dalla calamità e dalla guerra .* E la Signora di tutti i popoli , già Maria ,* sia la nostra Avvocata." (Amsterdam- Signora di tuttti i popoli )

Paolo chiede preghiere e suppliche "nello Spirito" cioè nella comunione di Spirito, in ogni occasione, per tutti i santi ( per i confratelli )

Ef 6,18 In ogni occasione, pregate [ προσευχόμενοι]
con
ogni sorta di preghiere [ προσευχῆς ]
e di suppliche [ δεήσεως ]
nello Spirito [ εν πνεύματι ],
e a questo scopo
vegliate con ogni perseveranza e supplica [ δεήσει  ]
per tutti i santi.


Fil 4,6 Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza
fate presenti a Dio le vostre richieste
con preghiere
(προσευχῇ),
suppliche
(δεήσει)
e ringraziamenti
(εὐχαριστίας)

L'unica preghiera "consegnata" da Gesù ai suoi discepoli. Quando istruisce su come pregare Gesù utilizza il termine προσεύχεσθαι ( scambiare i propri desideri con quelli del Padre)

Lc 11,1 Gesù si trovava in un luogo a pregare προσευχόμενον; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare προσεύχεσθαι, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Lc 11,2 Ed egli disse loro: «Quando pregate
προσεύχησθε, dite:

Gesù prega il Padre soprattutto perchè i Suoi desideri/volontà sostituiscano quelli umani .

La preghiera è per collocarsi continuamente nel progetto divino ( realizzare la comunione di Spirito ) , collaboravi secondo il programma di Gesù.


Gv 5,30 Da me, io non posso fare nulla.
Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio ( = discernimento nella storia )è giusto,
perché
non cerco la mia volontà,
ma la volontà di colui che mi ha mandato.

Gv 6,38 perché sono disceso dal cielo
non per fare la mia volontà,
ma la volontà di colui che mi ha mandato
.

Dio è Padre e non ha bisogno di preghiere rituali nè ha bisogno di sentirsi dire dai figli cosa deve o non deve fare .

Mt6,7 Pregando,[ Προσευχόμενοι ]non sprecate parole come i pagani:
essi credono di venire ascoltati a forza di parole. 8Non siate dunque come loro,
perchè
il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.

Mt 7,25Perciò io vi dico:
non preoccupatevi per la vostra vita,
di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?.. 32Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani.

Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
33
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia,
e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
34
Non preoccupatevi dunque del domani,
perché il domani si preoccuperà di se stesso.


E' l'Uomo che ha bisogno di sentirsi continuamente dire da Dio la Verità : cosa deve o non deve fare per raggiungere la pienezza/felicità definitiva , il compimento del suo essere e di farla con lo stesso Spirito del Padre.

Adorare in Spirito e //Verità Gv4, 23Ma viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Gv4, 24 Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in Spirito e Verità».

in spirito e verità  ( kharis kai aletheia ) . Aletheia corrisponde all'ebraico 'emet che significa stabilità, fermezza, verità, fedeltà e il parallelo sinonimico con kharis, cioè amore generoso, donativo, fa sì che si deve rendere : carità ferma, stabile, leale. Adorare Dio , secondo Gesù, non significa inondarlo di lodi con la bocca ma fare la verità cioè vivere la comunione di Spirito con Lui per compiere insieme a Lui la Sua volontà, il suo progetto, l'Uomo definitivo.

I cristiani adorano il Padre con la loro carità stabile, leale : essi sono coloro che Gli rendono il culto vero avendo ricevuto in dono la pienezza del Suo stesso Spirito .

La verità/lealtà stabile al Padre è Gesù.

Gv14,Gv 14,6 Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Il Padre cerca chi accolga la sua Vita/Spirito/Carità e risponda con questo stesso Spirito dando se stesso al Suo progetto di compiere la creazione/storia nell'Uomo definitivo.

Mt 20,28 Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Gesù si pone come modello dell'Uomo che si realizza nella perfezione : dare la propria vita al servizio della liberazione ( riscatto, redenzione ) dell'uomo da tutto ciò che gli impedisce di realizzarsi come Uomo .

Nella vita di fede la preghiera non è culto/servizio a Dio o a Gesù, ma è accoglienza del loro " servizio" all'uomo , la comunione di Spirito per il compimento della creazione, l'Uomo definitivo.

La preghiera veniva consegnata dai maestri ( rabbini) -come sintesi del loro insegnamento - ai loro discepoli , perchè memorizzandola e recitandola acquisissero in ogni situazione la piena consapevolezza del loro essere e agire.

Lc 11,1 Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».

La richiesta dei discepoli è quella che veniva fatta ai maestri/rabbini.

La comunità di fede cristiana ha ricevuto dal Maestro Gesù una sola preghiera , il Padre Nostro.

Lc 11, 2 Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; 3 dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, 4 e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore, e non ci indurre in tentazione».

Il "Padre Nostro " è la sintesi dell' insegnamento di Gesù per i suoi discepoli; è il memoriale della Verità che permette di entrare in comunicazione di Spirito/carità con il Padre , con i fratelli, e partecipare consapevolmente al compimento definitivo della creazioe-storia nell'Uomo.

“Non di solo pane vivrà l’uomo ( =Uomo), ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4, 4).

" .. È in questo modello di ogni preghiera che è riassunto il messaggio del Maestro.

È nel dialogo con il Padre che vengono richiamate alla mente e assimilate le immagini di Dio e di uomo proposte da Gesù.


E se passi in rassegna tutte le parole delle sante invocazioni contenute nella Scrittura, non troverai nulla, a mio parere, che non sia contenuto e compreso nel Pater noster (Agostino, Epistola 130,12).

In queste pochissime parole sono compendiati gli editti dei profeti, dei vangeli, degli apostoli; i discorsi, le parabole, gli esempi e i precetti del Signore e, allo stesso tempo, quanti nostri doveri vengono espletati... Solo Dio poteva insegnarci come vuole essere pregato (Tertulliano, De Oratione 9,1-3). .."


(*)

Il Padre Nostro presuppone
- la conoscenza dell'insegnamento di Gesù e del suo
Programma per realizzare il Progetto del Padre, di cui è sintesi
- e l'adesione di fede al Progetto ed al Programma , l'Uomo, che si compie nella Comunità della Carità, per le betitudini.


 

La preghiera del Pater identifica la comunità di Gesù nella sua adesione al programma della comunità della carità per le beatitudini. Come Maria , il modello :

Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore” (Lc 2, 19).


Vi ho chiamatai amici Nella religione giudaica Dio era considerato il "Signore//Padrone" ed i giudei si consideravano suoi servi.

1Sam 7,3 eliminate da voi tutti gli dèi stranieri e le Astarti; indirizzate il vostro cuore al Signore e servite lui, lui solo, ed egli vi libererà dalla mano dei Filistei». ,4 Subito gli Israeliti eliminarono i Baal e le Astarti e servirono solo il Signore.
Sal 90,16
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera e il tuo splendore ai loro figli.
Sal 100,2 Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia, presentatevi a lui con esultanza.
Dt 32,43 Esultate, o nazioni, per il suo popolo, perché egli
vendicherà il sangue dei suoi servi; volgerà la vendetta contro i suoi avversari e purificherà la sua terra e il suo popolo».
Is 41,8 Ma tu, Israele, mio servo, tu Giacobbe, che ho scelto, discendente di Abramo, mio amico, 9sei tu che io ho preso dall'estremità della terra e ho chiamato dalle regioni più lontane e ti ho detto: «Mio servo tu sei, ti ho scelto, non ti ho rigettato». 10Non temere, perché io sono con te; non smarrirti, perché io sono il tuo Dio.

I servi sono pagati /retribuiti secondo ciò che meritano e non devono nè affetto nè amicizia nè tantomeno amore al padrone : eseguono i comandi senza condividerne il senso, il progetto, non sono motivati/animati dallo stesso spirito del padrone.

Gesù chiama i suoi discepoli amici :


Gv 15,15 Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone;
ma [ sempre ] vi ho chiamato amici,
perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.

ho condiviso con voi il suo progetto e lo Spirito con cui lo realizza.

Gv 15,14 Voi siete miei amici,

Gli amici condividono un progetto, si fanno complementari gli uni agli altri , lavorano ad allo stesso programma perchè sono animati da uno stesso spirito : realizzare il progetto .

se fate ciò che io vi comando.



Gv 15,13 Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.



Pregare da cristianiPer i cristiani pregare è sempre la ricerca della comunione di Progetto e di Spirito con Lui .

Attraverso la preghiera i cristiani meditano/ascoltano il progetto del Padre e il programma di Gesù per scambiare i propri desideri con quelli dello Spirito e farsi orientare nella azione storica.

Quando c'è la preghiera , l' Uomo, che Gesù ha unito a Sè e al Padre nello stesso Spirito si apre alla comunicazione e lo Spirito illumina il disegno di salvezza espresso nelle scritture e dona la forza per collaborarvi . Quando non c'è la preghiera la comunione di Spirito si chiude e anche il cristiano cammina nella tenebra.

I bisogni dell'Uomo e della comunità della Carità sono materiali e spirituali e tutti sono conosciuti dal Padre.

E' necessario però in ogni circostanza chiedere, cercare, bussare

- con suppliche perchè il Padre//Gesù doni la comunione di Spirito per il discernimento della circostanza in vista di una testimonianza di fede.
- con ringraziamenti per i doni dello Spirito ricevuti


Il Pater preghiera della comunità della carità per le beatitudini. "..Mt 6,9-15  

Padre nostro che nei cieli,
1. sia santificato il tuo nome,
2. venga il tuo regno,
3. sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

1.
Il pane nostro, quello di ogni giorno, dà a noi oggi.  
-
2. E rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi abbiamo rimesso ai nostri debitori.  
3. E non ci introdurre nella prova,  
4. ma liberaci dal maligno.  

(La Didaké 8,2 conclude:
Perché tua è la potenza
e
la gloria nei secoli. Amen)

14 Infatti se avrete rimesso agli uomini le loro cadute, rimetterà anche a voi il Padre vostro celeste; 15 ma se voi non avrete rimesso agli uomini, neppure il Padre vostro celeste rimetterà le vostre cadute.

Lc 11,2-4  

Padre,
1.
sia santificato il tuo nome,
2. venga il tuo regno.

 -
 1. Il nostro pane quotidiano, continua a donare a noi ogni giorno.
-
2. E rimetti a noi i nostri peccati, anche noi, infatti, li rimettiamo ad ogni nostro debitore.
3. E non ci introdurre nella prova. .."


( Traduzione di F.Armellini.Biblista )

"..Padre nostro del Cielo
come in cielo così in terra

1. venga riconosciuto il tuo nome
2. si estenda la tua signorìa
3. si realizzi il tuo disegno

1. Dacci oggi il nostro pane di Vita

2. Condona i nostri debiti
come noi li abbiamo cancellati ai nostri debitori,
3. e non metterci alla prova
4. ma liberaci dal maligno "


( Traduzione teologica di A.Maggi biblista in : Padre dei poveri- Cittadella Editrice )

" ...È possibile -e più probabile- che le tre formule del Padre nostro che ci sono state tramandate ( Mt, Lc, e la Didachè) siano opera dei primi cristiani, desiderosi di condensare, in una preghiera al Padre, tutto ciò che avevano compreso del messaggio del Maestro.

Come il Simbolo ( della fede cristiana, il " Credo"), il Pater era utilizzato nella catechesi dell’iniziazione cristiana : fin dai primi secoli era insegnato ai catecumeni come compendio di tutto ciò che era stato loro insegnato su Dio e sulla vita da battezzati, da risorti a nuova vita in Cristo. Una sintesi della fede non in formule dogmatiche ma in preghiera.

Gli Atti degli Apostoli ci ricordano che i primi cristiani hanno continuato per alcuni anni a comportarsi da pii giudei, osservando la legge di Mosè e frequentando il tempio (At 3,1). Ci dicono che erano assidui alla preghiera (At 1,14), senza specificare di che preghiera si trattasse, ma, trattandosi di giudei devoti, non poteva essere che quella dei Salmi, dello Shemà e delle Benedizioni.

Il bisogno di avere una preghiera che li identificasse nella loro adesione a Gesù ha forse spinto i primi cristiani a comporre il Padre Nostro. La richiesta che Luca pone sulla bocca dei discepoli Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli (Lc 11,1) potrebbe essere quella dei cristiani delle comunità degli anni 80.

Nei 2 vangeli Il Pater è ai discepoli che è stato insegnato, perché sono loro che hanno aderito alle sue beatitudini .

Le frasi del Padre nostro si ritrovano quasi identiche in altre parti dei vangeli.

Nell’orto degli Ulivi, Gesù rivolge la sua preghiera al Padre:
Abbà, a te tutto è possibile, allontana da me questo calice, ma non ciò che io voglio, bensì ciò che vuoi tu (Mc 14,36).

In Matteo, la corrispondenza è ancora più letterale:
Padre mio... sia fatta la tua volontà (Mt 26,42). Sempre nel racconto dell’agonia troviamo l’invito di Gesù ai discepoli a pregare per non entrare in tentazione (Mc 14,38).

In Marco c’è un altro richiamo al Padre nostro: Quando state in preghiera, perdonate se avete qualcosa contro qualcuno, affinché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre trasgressioni (Mc 11,25). Il richiamo è inequivocabile.

Anche in Giovanni i paralleli con la Preghiera del Signore si trovano nei capitoli della passione:
Che dirò? Padre, risparmiami da quest’ora?... Padre, glorifica il tuo nome (Gv 12,27-28). Nella parte centrale della lunga preghiera che si trova in Gv 17, Gesù chiede al Padre che custodisca dal maligno i suoi discepoli (v.5). È la stessa richiesta con cui si conclude il Padre nostro.

(*)

Il Pater è la preghiera che gli evangelisti Mt e Lc hanno incluso nella proclamazione del giubileo di Gesù per le beatitudini ; essa esprime la comunione di Spirito con il Padre cioè l' accoglienza del Suo disegno salvifico rivelato in Gesù risorto e l' accettazione del programma della comunità della carità per le beatitudini per realizzarlo nella creazione-storia.

Mc 10,45 Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire,
ma per
servire e // dare la propria vita in riscatto per molti».

1-Servire l'umanità/ riscattarla :

-Come in Cielo così in terra :
-il tuo nome è santificato nella comunione di Spirito con Te :
Beati i poveri in spirito
     

-il tuo Regno , la comunità della carità per le beatitudini si estende:
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
 

- la tua volontà , l'Uomo definitivo che ricapitola la creazione, si compie:
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.

2-Servire la comunità della carità per le beatitudini :

-ogni giorno ci doni "il pane per 2 giorni", la manna "discesa dal cielo" per l'esodo finale, il pane che ci dà la Vita che supera la morte , Gesù :
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
-
cancelli i nostri peccati così come noi abbiamo cancellato i debiti ai nostri debitori : Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
- ci guidi fuori e lontano dalla prova nella quale il nostro cuore ( coscienza ) sperimenta la tentazione all' apostasia : Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
- ci liberi dal demoniaco, il pre-umano che ci impedisce di essere tuoi figli: Beati gli operatori di pace ( beatitudine) , perché saranno chiamati figli di Dio.

La preghiera per gli "ultimi tempi" Lc 21,36 Vegliate e pregate in ogni momento,
( cercate in ogni momento la comunione di Spirito con Me, con il Padre e tra voi ) perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».

Linguaggio apocalittico : la storia è tribolazione ( peirasmos) e pericolo di apostasia. La presenza di Gesù in mezzo ad Israele è già " la venuta definitiva del Figlio dell'Uomo", del Regno di Dio ed è il giudizio di Dio in cui si separano ( giudizio) i credenti ( la comunità di Gesù) dai non credenti ( coloro che rifiutano Gesù).

Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Preghiera di accoglienza di Gesù/croce
Mc 8,34
«Se qualcuno vuol
venire dietro a me, [ seguire Gesù verso il compimento come Uomo definitivo nella resurrezione ]
rinneghi se stesso,  [ le proprie prospettive e convenienze , i progetti umani di autorealizzazione ]
prenda la sua croce [ il giogo del Vangelo , la comunità della Carità per le beatitudini ]
e mi segua    [ come discepolo che vede la sua mèta ]
..e perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo .

Prendere la croce significa -come Gesù- prendersi cura degli ultimi, degli esclusi ; aderire al Suo programma per realizzare il Progetto del Padre . Vivere la comunione di Spirito.

Senza la preghiera "in ogni momento" ( il Padre Nostro//l'insegnamento di Gesù, il Suo programma per la storia) i credenti non possono comprendere la storia e non hanno la forza/Spirito di sfuggirne il peirasmos ( cioè non fare apostasia ) e prendere la croce della Carità per le beatitudini.

Lc 21,34 State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; 35come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.

Il Pater previene i discepoli dallo smarrirsi nel mondo fino ad arrivare al punto in cui non ci sarà più tempo per fermarsi a comprendere il disegno salvifico e fare le scelte giuste .

Lc 8:13 sono coloro che, quando ascoltano, accolgono con gioia la parola, ma non hanno radice; credono per un certo tempo, ma nell'ora della tentazione ( peirasmos, tribolazione) vengono meno.

Gesù vede la sua comunità nella storia e insegna l'unica preghiera necessaria e continua per posizionarsi nella Verità ( l'Uomo compiuto e definitivo) e viverla fino alla morte ( la " venuta del Figlio dell'Uomo" ) in cui la scelta/autogiudizio di fronte alla sua Parola/offerta diventa definitiva .

 

Preghiera dei "liberi" " ... Per essere capaci dell’amore al quale Gesù invita occorre come lui essere pienamente liberi. Solo chi è pienamente libero è capace d’amare pienamente. Per questo, poco prima dell’insegnamento sulla preghiera, Luca colloca quello sulla libertà.

La conquista della libertà cristiana rende possibile una nuova relazione con Dio: “Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: Abbà Padre!” (Rm 8,15).

La massima aspirazione di quanti detengono il potere è di riuscire a dominare le persone attraverso l’arte della persuasione. Si può sottomettere, infatti, qualcuno con la paura, ma anche un timoroso può trovare il coraggio di sfidare un prepotente. Si può rendere qualcuno proprio servo comprandolo con la prospettiva di onori e ricchezze, ma anche un ambizioso, in un sussulto di dignità, può liberarsi da questa schiavitù rinunciando alla bramosia di possedere.

Quando però chi viene oppresso è convinto che la sua condizione di sottomissione sia la migliore situazione desiderabile, egli non cercherà mai la libertà, anzi la vedrà come un grave attentato alla sua sicurezza. E’ quel che insegna la storia del popolo di Israele nel suo faticoso cammino verso una libertà più temuta che desiderata. La dura schiavitù egiziana privava, è vero, gli ebrei della libertà, ma assicurava loro “cipolle e aglio” a volontà (Nm 11,5).
...

Uno dei rischi che si corre nella lettura dei vangeli, è quello di interpretarli secondo gli schemi della mentalità occidentale, tanto lontana dai modi di dire e di fare della cultura orientale.


Un episodio che più degli altri è stato completamente stravolto nel suo significato, è quello della visita di Gesù alle due sorelle Marta e Maria (Lc 10,3842). Il brano, che si trova solo nel vangelo di Luca, è stato spesso visto come un elogio da parte di Gesù della vita contemplativa (la parte migliore) a scapito di quella attiva (affannarsi per troppe cose).

Secondo questa interpretazione Gesù privilegerebbe un’eletta minoranza di persone che si può permettere di trascorrere la vita contemplando il Signore lasciando alla maggioranza della gente gli affanni e le preoccupazioni ordinarie della vita.

E’ sicuro che sia stato questo l’intento dell’evangelista?


Se Maria sta “ai piedi” di Gesù, è perché nella casa palestinese non esistono seggiole, ma stuoie o tappeti, dove tutti si adagiano. Quello di Maria verso Gesù è il normale atteggiamento del discepolo di fronte al suo maestro (Lc 8,35), come si legge nel Talmud: “Sia la tua casa un luogo di convegno per i dotti; impolverati della polvere dei loro piedi; e bevi con sete le loro parole” (Pirqê Ab. 1,4).

Maria non contempla Gesù, ma l’accoglie e l’ascolta, desiderosa di apprendere il suo messaggio, indifferente alla proibizione del Talmud che prescrive che “una donna non ha da imparare che a servirsi del fuso” (Yoma 66b).

Ma questo suo comportamento in una cultura machista come quella orientale non poteva essere tollerato. E’ proprio solo dell’uomo fare gli onori di casa. La donna sta nascosta e invisibile (Gen 18,9). Il suo posto è la cucina tra i fornelli, come sta facendo Marta, la padrona di casa, “tutta presa dalle molte cose da fare”.
Marta si crede la “regina della casa”, mentre in realtà è schiava della sua condizione (come premio di consolazione, è stata proclamata “Patrona delle casalinghe” e la sua festa è celebrata il 29 luglio). E’ la grande vittoria del potere: dominare le persone illudendole di essere libere, contrabbandando aglio e cipolle per latte e miele.

Che una donna avesse “molte cose da fare”, si può vedere nel ritratto della perfetta “padrona” di casa che dà la Bibbia: “Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani... Si alza quando ancora è notte e prepara il cibo alla sua famiglia… si cinge con energia i fianchi e spiega la forza delle sue braccia… neppure di notte si spegne la sua lucerna. Stende la sua mano alla conocchia e mena il fuso con le dita… non teme la neve per la sua famiglia, perché tutti i suoi hanno doppia veste. Si fa delle coperte di lino e di porpora sono le sue vesti… confeziona tele di lino e le vende e fornisce cinture al mercante”. Ritratto che termina accondiscendente: “E il pane che mangia non è frutto di pigrizia” (Pr 31,1031).


Quest’obbligo per la donna a comportarsi come una bestia da soma viene confermato da una famosa sentenza di Rabbi Eleazaro secondo il quale anche se il marito possedesse “cento schiave, egli dovrebbe costringerla [la moglie] a lavorare la lana, perché l’ozio conduce all’impudicizia” (Ket. M. 5,5). La quantità di lavoro è finalizzata a stancare l’individuo e impedirgli così di pensare, come insegna la Bibbia: “Fa’ lavorare il tuo servo, e potrai trovare riposo, lasciagli libere le mani e cercherà la libertà” (Sir 33,26). La situazione che si è venuta a creare nella casa delle due sorelle, diventa insostenibile.

Visto che Gesù pare non accorgersi della grave trasgressione compiuta da Maria, è Marta che interviene furibonda rimproverando sia il Maestro sia la sorella: 40 “Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Ordinale dunque che mi aiuti”.

Nella concitata foga di far ricacciare la sorella in cucina, Marta non si rende conto che il suo limitato orizzonte è tutto centrato sulla sua persona (“mia sorella… mi abbia lasciata sola…mi aiuti”). Per lei è intollerabile il comportamento della sorella che, come un uomo, intrattiene e ascolta Gesù. Marta non ascolta il messaggio di colui che di sé ha detto che è venuto per “rimettere in libertà gli oppressi” (Lc 4,18).

Che cosa ha bisogno ha di apprendere?


Non insegna il Talmud che è meglio che “le parole della Legge vengano distrutte dal fuoco piuttosto che essere insegnate alle donne”? (Sota b. 19a). Per escludere la donna dall’apprendimento i rabbini si arrampicavano sugli scivolosi specchi della Bibbia, dove riguardo alla Parola di Dio è scritto “la insegnerete ai vostri figli” (Dt 11,19).

Se Dio, così preciso nei suoi dettati, avesse voluto che l’insegnamento si estendesse pure alle donne avrebbe aggiunto “alle vostre figlie”, invece non l’ha fatto (Qid. B. 29b). Per questo sostenevano i rabbini che mentre “l’uso della donna è di stare in casa, l’uso dell’uomo è di uscire e di apprendere dagli uomini” (Gen R. XVIII,1).

Anziché rimproverare Maria e ricacciarla nel ruolo dove tradizione e decenza hanno sempre confinato le donne, Gesù richiama la “padrona di casa”:
41“Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una sola c’è bisogno”.

Nel vangelo la ripetizione due volte di uno stesso nome assume il significato di rimprovero (“Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti”, Lc 13,34).
Per l’evangelista la situazione di Marta è drammatica, perché è come quella degli schiavi contenti di esserlo. Costoro non solo non aspirano a essere liberi, ma spiano i tentativi di libertà degli altri allo scopo di ricacciarli nella schiavitù (Gal 2,4). Gesù rimprovera la perfetta padrona di casa e le dice che 42 “Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”, invitandola a fare lo stesso.

Questa parte eccellente che non può essere tolta è la libertà interiore, garanzia della presenza dello Spirito di Dio (2 Cor 3,17).


Per questo tutto può essere strappato all'uomo, anche la vita, ma non la libertà interiore (Lc 12,4). Mentre la libertà esteriore può essere data e tolta agli uomini, la libertà conquistata, frutto di un profondo convincimento interiore, nessuno la potrà più togliere dall’uomo.

La conquista della libertà rende possibile una nuova relazione con Dio: “Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: Abbà Padre!” (Rm 8,15).

(***)



Gesù insegna una preghiera che invita i discepoli ad un impegno di servizio di carità per tutti, eliminando distinzioni e separazioni.

" ... E’ probabile che il testo di Luca sia più vicino all'originale formula insegnata da Gesù, in quanto nella la comunità cristiana era più facile aggiungere dei termini anziché toglierli dal testo ricevuto (mentre in Matteo vi sono 7/8 domande, in Lc sono 5).

A differenza di Matteo, Luca omette l’ultima invocazione “Ma liberaci dal maligno” (Mt 6,13) poiché poco prima Gesù aveva dichiarato sconfitto il diavolo: “Vedevo il satana cadere dal cielo come una folgore” (Lc 10,18).

(***)

(*) F. Armellini-biblista. Corso biblico -Libretto sul Padre nostro
(***) P. Alberto Maggi - www.studibiblici.it - appunti di Conferenze (non verificati dall'autore)

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