Piccolo Corso Biblico

         


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Orazione e preghiera L'AMORE DI DIO PER L'uomoL'AMORE con cui Gesù AMA tutti gli uomini è la loro EVANGELIZZAZIONE : il DONO della VITA eterna. Marco coglie questo tratto di Gesù e lo evidenzia nel suo racconto :
 Mc 10, 17 Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui gli domandò: "Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la VITA eterna?".
Marco 10, 21  Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo Amò // e gli disse: "Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!". Gesù AMA tutti gli uomini invitandoli ad abbandonare i beni mondani per SEGUIRLO e diventare suoi discepoli. Questo solo manca a coloro che sono già " vicini al Regno di Dio". Diventare Suoi discepoli significa , come raccontano i vangeli :
- ascoltare la Sua Parola che annuncia il Mistero del Regno di Dio.
- Comprenderla
- Accoglierla nella FEDE cioè crederla
- Assorbirne lo Spirito che è VITA eterna ( essere battezzati nello Spirito)
- Custodirla , rimanere in Essa 
- Donarla al mondo perchè abbia la VITA eterna: Mt 28,18 "A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. 19Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". Seguire Gesù e diventare suoi discepoli significa  dare la vita per l'evangelizzazione del mondo .
Giovanni 13, 34 Vi do un comandamento nuovo: che vi Amiate gli uni gli altri. Come io ho Amato voi, così Amatevi anche voi gli uni gli altri. AMARE tutti  come Gesù ha AMATO noi  significa EVANGELIZZARE   tutti come Lui ha evangelizzato noi Gv 15, 12  Questo è il mio comandamento: che vi Amiate gli uni gli altri come io ho Amato voi. ..facendovi entrare nel Regno di Dio, il Regno della VITA eterna.

Lc 14,   26  "Se uno viene a me e non mi Ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo...
.. ed avere la VITA eterna.
La preghiera di GesùLc 22,41 ... ( Gesù)  cadde in ginocchio e  pregava dicendo: .. sia fatta non la mia ma la tua volontàLa preghiera  di Gesù fa memoria della volontà divina di evangelizzare il mondo  ( Io so che il SUO comando è VITA eterna) e cerca la comunione di Spirito con LUI per attuarla in ogni  " giorno" o "  ora" o "momento" della storia. Così fanno i Suoi discepoli :  ... Rm 8,19 L'ardente aspettativa della creazione... è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio, UOMINI e DONNE che hanno VITA immortale  e  seguono Gesù nella evangelizzazione del mondo. Ci sono due modi di pregare :
- quello della religione, come culto a Dio
- e quello della fede nella rivelazione .

Per la religione la preghiera è qualcosa che si far per Dio, un culto // servizio a Dio : si recitano le preghiere in modo rituale.

Per Gesù la preghiera non è un servizio a Dio ma un servizio all'umanità .

L' accoglienza del  Progetto salvifico di Dio  che si manifesta nell'Opera di evangelizzazione del mondo  ( Mt 28,18ss) da parte dei discepoli ( la FEDE)  richiede  una comunione permanente di Spirito con LUI.

Discepoli e discepole    ...Rm 8,25. sperano di vedere quello che non vedono, il Regno di Dio, e per il fatto che non lo vedono  lo attendono con perseveranza, lo sperano ma   non sanno.. come pregare , come chiedere  in modo conveniente
Per questo  26 lo Spirito viene in aiuto alla loro debolezza;  .. lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e  27 Colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché Egli intercede per i  discepoli che evangelizzano  secondo i disegni di Dio.La preghiera cristiana è  preghiera " in Spirito" o  " nello Spirito" perchè  è lo Spirito stesso VIVENTE nei discepoli che  chiede secondo i disegni di Dio  tutto ciò che è necessario per l'evangelizzazione in ogni momento storico . "προσεύχομαι" ( prosehomè)
lo scambio di auguri
Il termine del greco antico che indica l'atto di preghiera è εύχομαι  (ehomè) : indica il desiderio , "proclamare una giusta pretesa" , " mi auguro che".

Lc 22,41 ... ( Gesù)  cadde in ginocchio e  pregava ( προσηύχετο) dicendo: .. sia fatta non la mia ma la tua volontà

Il verbo più usato nei vangeli per l'azione di pregare è  προσ-εύχομαι  ( prosehomè)4336  προσεύχομαι , pros-eúhomè, 86 occorrenze nel NT
  da :  πρός prós = "verso, scambio", quando è in un composto vale : a, verso, alla volta di, vicino, inoltre, altresì - e  εύχομαι = " desiderare // augurarsi che.. //pregare che .." .
Nei vangeli è usato con il significato di " scambio di  augùri, desideri  " : Io mi auguro che .. io prego che...per te mi auguro che, prego che. PREGARE come proseuxomai nel NT è intimamente connesso con la FEDE pistis ( Cf.: At 6:5,6,14:22,23; Ef 6:16-18; Col 1:3,4; 2 Tes 3:1,2; Gc 5:13-15; Giuda 1,20, carissimi, costruite voi stessi sopra la vostra santissima fede, pregate in Spirito Santo, ) e letteralmente vale :  "poichè Egli suscita la FEDE , interagite con il Signore scambiando i desideri vostri con i Suoi  . [Copyright © 1987, 2011 by Helps Ministries , Inc.]
 Nello Spirito , ovvero nella comunione di Spirito con Gesù, i discepoli scambiano con il Padre volontà e desideri per farli coincidere .
Giuda 1,20, carissimi, costruite voi stessi sopra la vostra santissima fede, // pregate nello Spirito Santo,... Essi edificano la loro Nuova UMANITA' immortale sulla base della FEDE nella volontà divina, l'evangelizzazione del mondo pregando "nello Spirito Santo".
 Mt 6,5E quando pregate ( 'προσεύχησθε) , non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare ( προσεύχεσθαι) stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 6Invece, quando tu preghi ( προσεύχη), entra nella tua camera, chiudi la porta e prega ( πρόσευξαι) il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 7Pregando ( Προσευχόμενοι ) , non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. 8Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. 9Voi dunque pregate ( προσεύχεσθε) così:Padre nostro che sei nei Cieli sia santificato il TUO Nome,
// venga il TUO Regno
questa è la TUA volontà; come prega Gesù  "  Padre, sia fatta non la mia ma la tua volontà" così anche il discepolo che Lo segue con FEDE : sia fatta la TUA volontà
come in Cielo, così in terra
lo Spirito intercede  secondo i disegni di Dio  chiedendo ciò che è necessario per evangelizzazione del mondo dicendo:dacci ogni giorno il PANE disceso dal Cielo
cancella i nostri debiti come noi cancelliamo quelli dei nostri debitori
non condurci nella tribolazione della FEDE ( in cui periremmo)
ma liberaci dal maligno
La preghiera del discepolo è fatta  "nello stesso Spirito di Gesù" : realizzare il Progetto divino, l'evangelizzazione del mondo  ( Mt 28,18ss) " ogni giorno" della storia.
La preghiera permanente e insistente dei discepoli sostiene la loro FEDE nel Progetto divino.Lc 18,1 Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare (προσεύχεσθαι ) sempre , // senza scoraggiarsi mai (cf.Lc 20, 47)
 Lc 18, 2Disse: «C’era in città un giudice che non rispettava nessuno, nè DIO nè gli uomini . Un giudice -  non ha nome, è una tipologia.
non rispettava nessuno: né Dio né gli uomini- tipicamente è il contrario dell' uomo giusto secondo la Torah che dice di amare Dio e il prossimo. Da un giudice empio non ci si può aspettare  giustizia.

3In quella città c'era anche una vedova, Essa andava sempre da quel giudice e gli chiedeva: «Fammi giustizia contro il mio avversario».
 una vedova - non ha nome , è una tipologia : la vedova, insieme all'orfano ed allo straniero ( il non-ebreo , nella comunità giudaica antica , non aveva gli stessi diritti dell'ebreo . Dt 15,1ss) è tipicamente la persona fragile , il bisognoso, il povero che ha necessità di sostegno da parte della comunità per sopravvivere.

La Legge infatti prescriveva che :
Dt 15, 4 non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi; 7 Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso in una delle tue città nella terra che il Signore, tuo Dio, ti dà, non indurirai il tuo cuore e // non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso Deuteronomio 24, 14Non defrauderai il salariato povero e bisognoso, sia egli uno dei tuoi fratelli o uno dei forestieri che stanno nella tua terra, nelle tue città.
Dt 24,17 Non lederai i il diritto dello straniero e dell'orfano e non prenderai in pegno la veste della vedova La vedova reclamava la giustizia prescritta dalla Legge divina per la comunità giudaica e la reclamava presso la persona che poteva somministrarla poichè c'era un antidikos , un avvocato che si opponeva all'applicazione della Legge divina nel suo caso specifico .

4«Per un po’ di tempo il giudice non volle intervenire, ma alla fine pensò: “Di Dio non mi importa niente e degli uomini non mi curo: 5tuttavia farò giustizia a questa vedova perché mi dà ai nervi. Così non verrà più a stancarmi con le sue richieste”».

Il giudice non fa giustizia alla vedova perchè la Legge che deve applicare è divina ma per togliersi la vedova di torno. La vedova ha ottenuto giustizia dal giudice iniquo perchè non ha mai cessato di CREDERE alla LEGGE divina e questa sua FEDE ha fatto sì che lei perseverasse nella sua richiesta ( ... al giudice più sbagliato che potesse trovare) .
6Poi il Signore continuò: « Fate bene attenzione a ciò che ha detto quel giudice ingiusto.  7Se fa così lui, volete che Dio non faccia giustizia ai suoi figli che lo invocano giorno e notte? Tarderà ad aiutarli? 8 Vi assicuro che Dio farà loro giustizia, e molto presto!Poichè è la FEDE nella volontà divina - l'evangelizzazione del mondo - che sostiene  i discepoli nelle loro preghiere Gesù avverte :

se un giudice ingiusto fa giustizia ad una vedova ( // le fa avere ciò di cui ha bisogno) per la sola sua persevaranza nel richiederla quanto più il Padre - assicura Gesù- sarà ancora più sollecito nel fare giustizia ai suoi figli dando loro tutto il necessario di cui hanno bisogno per ogni giorno di evangelizzazione (  Dt 15, 4 non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi; )

Ma quando il Figlio dell’Uomo tornerà tornerà troverà ancora fede sulla terra ?».Quando Gesù tornerà glorioso,  risorto, per evangelizzare il mondo con il suoi messaggeri ( angeli) , i suoi discepoli,   troverà ancora fede sulla terra ?

Senza la FEDE nel progetto divino di evangelizzazione del mondo i discepoli pregherebbero il Padre come fanno le persone religiose e non come insegna loro Gesù con il " Padre Nostro".

Pertanto- avverte Gesù- i discepoli con il Padre Nostro possono sostenere la loro FEDE nella volontà divina facendone memoria ( la prima parte) e chiedere per ogni giorno ciò che lo Spirito di Gesù ritiene necessario per l'evangelizzazione ( la seconda parte) .
I vangeli ricordano in più occasioni la preghiera-scambio di volontà di Gesù con il Padre:
 Lc 5,16 egli si ritirava in luoghi deserti e pregava [προσευχομένου ].
Lc 6,12 In quei giorni egli se ne andò sul monte a pregare ( προσεύξασθαι  ) e passò tutta la notte in preghiera προσευχή a Dio. )
Lc 9,18 Un giorno Gesù si trovava solo , in un luogo, a pregare προσευχόμενον.

Che cosa chiedeva Gesù al Padre ?

 Lc 3,21 Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera( lett. avendo pregato προσευχόμενος )
e mentre pregava, il cielo si aprì. 22 Lo Spirito Santo discese sopra di lui in modo visibile come una colomba, e una voce venne dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, che io Amo. Io ti ho mandato»... ad evangelizzare il mondo. 

 Lc 22,39 Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. 40Giunto sul luogo, disse loro: "Pregate, per non entrare in tentazione" si tratta di peirasmos , la  tribolazione che può far perdere la FEDE, la prova della FEDE che nel Padre Nostro Gesù raccomanda di chiedere di non esservi condotti.
41Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: 42"Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!
i patimenti che lo avrebbero condotto alla morte Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà" ecco la preghiera- scambio di volontà-desideri ( προσεύχομαι - prosehomè)
43Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. 44Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra. 45Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. 46E disse loro: "Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione".
Gesù raccomandava la preghiera insistente per ricevere lo Spirito del Padre:
Lc 11, 5 ( Gesù insegnò loro il Padre Nostro) Poi disse loro: "Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: "Amico, prestami tre pani, 6perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli", 7e se quello dall'interno gli risponde: "Non m'importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani", 8vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono. 9Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 10Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. 11Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? 12O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?
13Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!".
Come Gesù ricevette lo Spirito nel battesimo al Giordano che segnava l'inizio della sua attività pubblica di evangelizzazione così i suoi " inviati" ricevettero lo Spirito all'inizio della loro Opera di evangelizzazione del mondo:

Atti 2,21 Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, 4e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.  
In molti modi Egli raccomandava la preghiera-scambio:

Lc 6,28benedite coloro che vi maledicono, pregate
[ προσεύχεσθε , scambiate i vostri desideri con quelli di Dio ]
per coloro che vi trattano male.

Lc 9,28 Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare προσεύχομαι ).  29 Mentre pregava( προσεύξασθαι ),  il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante.

etc...

La preghiera di supplica - δέησις , thesisIn alcune sentenze Luca utilizza il termine δέησις  nel senso di una supplica "di cuore" per un bisogno urgente. δέησις (da deo= senso di mancanza, deprivazione , 18 occorrenze nel NT); δέομαι , 22 occorrenze ) Lc 10, 2 Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore  δεήθητε οὖν τοῦ Κυρίου  della messe, perché mandi operai nella sua messe!
Lc 21,36   Vegliate in ogni momento pregando,  δεόμενοι perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'UOMO».
Lc 22,32 ma io ho pregato per te ( ἐδεήθην περὶ σοῦ ) , perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli».
Come bisogno urgente, in una determinata situazione di prova, di tribolazione per la fede, ricordando che il Padre ascolta sempre le suppliche ( δέησις ) dei Figli si supplica per la comunione di Spirito con LUI Paolo chiede preghiere e suppliche "nello Spirito" cioè nella comunione di Spirito, in ogni occasione, per tutti i santi ( i confratelli )Ef 6,18 In ogni occasione, pregate [ προσευχόμενοι] con ogni sorta di preghiere[ προσευχῆς ] e di suppliche [ δεήσεως ] nello Spirito [ εν πνεύματι ], e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica[ δεήσει  ] per tutti i santi.
Fil 4,6 Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere (προσευχῇ) , suppliche(δεήσει) e ringraziamenti(εὐχαριστίας)
Il Padre Nostro, la preghiera
"consegnata" da Gesù ai discepoli.
Non di solo pane VIVRA' l’UOMO F. Armellini-biblista.Libretto sul Padre nostro

“Non di solo pane VIVRA' l’UOMO , ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4, 4).
" .. È in questo modello di ogni preghiera che è riassunto il messaggio del Maestro. È nel dialogo con il Padre che vengono richiamate alla mente e assimilate le immagini di Dio e di UOMO proposte da Gesù.

E se passi in rassegna tutte le parole delle sante invocazioni contenute nella Scrittura, non troverai nulla, a mio parere, che non sia contenuto e compreso nel Pater noster (Agostino, Epistola 130,12).

In queste pochissime parole sono compendiati gli editti dei profeti, dei vangeli, degli apostoli; i discorsi, le parabole, gli esempi e i precetti del Signore e, allo stesso tempo, quanti nostri doveri vengono espletati... Solo Dio poteva insegnarci come vuole essere pregato (Tertulliano, De Oratione 9,1-3).
.."

Insegnaci a pregare Lc 11,1 Gesù si trovava in un luogo a pregare προσευχόμενον; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare προσεύχεσθαι, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Gesù prega il Padre soprattutto perchè i Suoi desideri// volontà sostituiscano quelli umani (  non la mia la TUA VOLONTA sia fatta ).

Dio è Padre e non ha bisogno di preghiere rituali nè ha bisogno di sentirsi dire dai Figli cosa deve o non deve fare

La preghiera continua ( pregate sempre)   colloca  il discepolo nel  progetto divino per collaboravi secondo il programma  di evangelizzazione del mondo
Gv 5,30 Da me, io ( Gesù) non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio ( il mio discernimento nella storia ) è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato.
Gv 6,38 perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato .
Mt6,7 Pregando,[ Προσευχόμενοι ] non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. 8Non siate dunque come loro, perchè il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Mt 7,25Perciò io vi dico:
non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?.. 32Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. 33 Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 34Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso.

La preghiera veniva consegnata dai maestri ( rabbini) -come sintesi del loro insegnamento - ai loro discepoli , perchè memorizzandola e recitandola acquisissero in ogni situazione la piena consapevolezza del loro essere e agire.Lc 11,1 Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». La richiesta dei discepoli è quella che veniva fatta ai maestri/rabbini.
Alla comunità di fede il Maestro Gesù ha consegnato una sola preghiera , il Padre Nostro.Il "Padre Nostro " è la sintesi dell' insegnamento di Gesù per i suoi discepoli : è memoriale della volontà salvifica del Padre e l' accettazione da parte di Gesù e dei suoi discepoli evangelizzatori ed è la richiesta dello Spirito di ciò che non può mancare loro.  

La preghiera per gli "ultimi tempi" della salvezza : l'epoca della evangelizzazione del mondo Lc 21,36 Vegliate e // pregate in ogni momento, ( cercate in ogni momento la comunione di Spirito con Me, con il Padre e tra voi ) perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'UOMO». Linguaggio apocalittico : la storia è tribolazione ( peirasmos) e pericolo di apostasia.

La presenza di Gesù in mezzo ad Israele è già " la venuta definitiva del Figlio dell'UOMO", del Regno di Dio ed è il giudizio  in cui si separano ( giudizio) i credenti ( la comunità di Gesù) dai non credenti ( coloro che rifiutano Gesù).
Da qui l'avvertimento :
Lc 21,34 State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; 35come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Il Pater previene i discepoli dallo smarrirsi nel mondo , // nella storia, fino ad arrivare al  quel punto in cui non c'è più tempo per fermarsi e comprendere il disegno salvifico e fare le scelte giuste . Lc 8:13 sono coloro che, quando ascoltano, accolgono con gioia la parola, ma non hanno radice; credono per un certo tempo, ma nell'ora della tentazione ( peirasmos, tribolazione) vengono meno. ( alla FEDE ed alla Preghiera)
Gesù vede la sua comunità nella storia e insegna l'unica preghiera necessaria e continua per posizionarsi nella Verità ( l'evangelizzazione del mondo)   e Viverla . CHIEDETE E VI SARA’ DATO
Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM www.studibiblici.it

"L’unica preghiera insegnata da Gesù, il Padre Nostro. ci è giunta in tre versioni differenti tra loro. Questo perché gli evangelisti non intendevano trasmettere le parole esatte di Gesù, ma il suo profondo significato.

Del Padre Nostro abbiamo quindi una versione in Matteo, la più lunga, poi una versione più breve, questa di Luca che ora commenteremo, al capitolo 11, e poi nel primo catechismo della chiesa che si chiama Didaché ( “insegnamento”). Ma pur essendo differenti queste tre versioni tutte contengono un mistero ...

Gesù ai discepoli che gli chiedono di insegnare loro a pregare dice: “Quando pregate, dite: “Padre …” Verso Dio non si rivolge usando quei formulari cerimoniali liturgici in cui Dio veniva esaltato con tutti i suoi nomi (tipo “altissimo”). No.

Gesù si rivolge a Dio chiamandolo Padre, perché questo è il rapporto che lui è venuto ad inaugurare con i suoi: la relazione di un padre con un figlio. E teniamo presente che in quella cultura il padre è colui che trasmette la vita, quindi è la fonte della vita.

E la prima richiesta che si fa: “Sia santificato il tuo nome”. Il verbo “santificare” ha il significato di consacrare, separare, ma quando è rivolto a Dio significa riconoscere quello che è.

Allora la prima richiesta che la comunità dei credenti rivolge al Padre è “venga riconosciuto questo tuo Nome”, cioè che la gente ti conosca come un Padre, e in questo brano del vangelo Gesù dirà che il Padre va incontro ai bisogni dei suoi figli,il Padre addirittura li precede perché il Padre ha a cuore la VITA e la felicità dei suoi figli.


[Mt 6,37 Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. 8Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.]

Allora la comunità chiede questo tuo nome, con il quale noi ti abbiamo conosciuto e che stiamo sperimentando – Padre – venga riconosciuto.

L’altra petizione: “Venga il tuo regno” non ha il significato di chiedere qualcosa che non c’è e quindi deve venire, il significato del verbo è “si estenda, si allarghi questo tuo regno”.

Il regno, il regno del Padre c’è già. Gesù, nel proclamare le beatitudini, aveva proclamato beati i poveri perché di essi è il regno di Dio.

Il regno è la comunità degli UOMINI. Il regno di Dio non è l’aldilà, ma una società alternativa dove al posto di accumulare per sé si condivida generosamente con gli altri, dove al posto di comandare si serva. Allora, attraverso la fedeltà alle beatitudini, la comunità chiede che si estenda questa esperienza del regno.

E qui in mezzo c’è un versetto di difficile traduzione, perché contiene una parola greca che nella lingua greca semplicemente non esiste. E’ quello che noi traduciamo con “dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano”. L’evangelista scrive – cerco di tradurre letteralmente dal testo – “il pane nostro quello …” e poi c’è questa parola greca che nella lingua greca non esiste [ ἐπιούσιον]… “dallo a noi ogni giorno”.

San Girolamo, il primo traduttore del vangelo, di fronte a questo termine che non c’è nella lingua greca, fece una scelta. Nel vangelo di Matteo lo tradusse con “super-super-stantialem”, che significa un pane che va al di là della sostanza. Nel vangelo di Luca invece lo tradusse con “quotidiano”.

Poi la chiesa nella versione liturgica ha scelto la versione di Matteo, ma anziché super-super-stantialem, difficile da pronunciare e da comprendere, ci ha messo quotidiano. E’ una scelta che provoca tanti danni, perché con questa scelta sembra quasi che si debba chiedere a Dio il pane da mangiare, il pane che nutre gli uomini. No, il pane che nutre gli uomini è compito degli uomini procurarlo e condividerlo con chi non ne ha. Questo è un pane speciale perché viene richiesto a Dio.

Probabilmente la traduzione “super-super-stantialem” era quella esatta. Chi è questo pane? Questo pane è la presenza di Gesù al centro della comunità, come è al centro del Padre Nostro,

Gesù come alimento, come parola che alimenta la Vita [ zoe , la Vita di qualità divina che supera la morte ] e come pane, il pane dell’Eucaristia che dona la forza di vivere questa parola.

Quindi non si richiede il pane. Gesù aveva detto: [Mt 6,25]“Non vi affannate, non state in ansia su cosa mangerete o cosa berrete! A queste cose pensano i pagani". Se viene richiesto a Dio è perché è la presenza del Signore come alimento di VITA Poi la clausola “e perdona”, cioè letteralmente cancella, “a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo” – cancelliamo – “a ogni nostro debitore”. Dio ci perdona, ma il suo perdono diventa efficace e operativo nel momento che si traduce in perdono per gli altri.

Vedi " cancella i nostri debiti" Poi l’ultima delle invocazioni, anche questa tradotta male, specialmente in Matteo, ha provocato tanti problemi ... il famoso “non ci indurre in tentazione”! Ora la traduzione ha migliorato. “Non abbandonarci alla tentazione”, letteralmente alla prova.

Qual è questa prova alla quale la comunità chiede di non essere abbandonata? E’ la prova nella quale ha fallito. Gesù nell’orto degli ulivi aveva chiesto ai discepoli: “Pregate per non entrare nella prova, per non cedere alla prova”.
La prova era quella di Gesù che veniva catturato come un malfattore, che finiva assassinato come un delinquente, come un maledetto da Dio, una prova che ha messo in crisi la comunità.

Allora Gesù chiede in questa preghiera alla comunità di chiedere di rimanere forti nel momento della prova, nel momento di questa tentazione.
... E’ probabile che il testo di Luca sia più vicino all'originale formula insegnata da Gesù, in quanto nella la comunità cristiana era più facile aggiungere dei termini anziché toglierli dal testo ricevuto (mentre in Matteo vi sono 7/8 domande, in Lc sono 5).

A differenza di Matteo, Luca omette l’ultima invocazione “Ma liberaci dal maligno” (Mt 6,13) poiché poco prima Gesù aveva dichiarato sconfitto il diavolo: “Vedevo il satana cadere dal cielo come una folgore” (Lc 10,18).
..."

PREGHIERA E DIGIUNO Alberto Maggi - studibiblici.it - Conferenza a Cefalù 1999. Trascrizione non verficata dall'autore .

" ... La novità e la libertà portata da Gesù non sopporta le regole o le pratiche tipiche della religione. Per questo i rappresentanti della religione, farisei e scribi, criticano la formazione spirituale dei discepoli di Gesù, che giudicano carente: "I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno orazioni/suppliche [deêseis]; così pure i discepoli dei farisei; invece i tuoi mangiano e bevono!" (Lc 5,33).

Il termine greco tradotto con orazioni/suppliche è δέησις= supplicare di cuore per un bisogno personale e urgente

La pratica del digiuno e il fare orazioni sono le caratteristiche della spiritualità sia dei discepoli di Giovanni sia di quelli dei farisei, come di ogni gruppo religioso. Sono i due basilari aspetti della loro spiritualità che li distinguono dagli altri e li rendono riconoscibili.
Gesù nella sua replica ignora il fare orazioni e si riferisce esclusivamente al digiuno dichiarando questa pratica incompatibile con la sua presenza all'interno della comunità Mc 2,19 Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare.
[ Lo sposo è fedele alla sua chiesa-sposa : è sempre presente per lei]
Mt 28,20 Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine di questo eone»..
Gesù nega qualunque validità del digiuno inteso come esercizio ascetico e lo considera solo come espressione religiosa di una profonda non-percezione della Sua presenza: Lc 5,35 “Verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno” . Poi conclude la sua risposta con l'insegnamento che “il vino nuovo bisogno metterlo in otri nuovi” :

Lc 5,36 Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. 37E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. 38Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. 39Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: «Il vecchio è gradevole!».

Non degnando di risposta il tema del fare orazioni Gesù vuol far comprendere che anche questo modo di rivolgersi al Signore è, come la pratica del digiuno, incompatibile con la nuova relazione con Dio che egli è venuto a instaurare. "


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