Corso di Religione



La rivelazione
Elementi essenziali.
La fede e la religione.

         


powered by FreeFind



Gli elementi essenziali di una rivelazione.Tutte le culture conoscono spiriti o dèi e i n tutte le culture ritroviamo una distinzione tra spiriti buoni e spiriti cattivi.

Nel linguaggio comune dell' occidente , gli spiriti buoni sono -Dio ( lo Spirito che si è rivelato nella storia e di cui parlano Bibbia ebraica, cristiana e Corano) ,
- gli angeli ( termine che indica in genere gli spiriti benefici diversi da Dio)
-
e i santi , persone defunte che compiono miracoli e prodigi.

Gli spiriti cattivi sono chiamati
- diavoli
( il cui capo è il satana )
- i dannati o anime infernali.

Sulla base delle testimonianze della preistoria e della storia  , l'antropologia del sacro ci dice che  nella percezione religiosa dei popoli,

- in "Cielo" , cioè in una dimensione diversa da quella umana, terrestre,  abitano gli dèi buoni che sempre essi si manifestano agli uomini.

- "in Terra" abitano gli uomini. Essi hanno un bisogno costitutivo di salvezza dal male e dalla morte.

- "nel Sottoterra"   ( è una dimensione spirituale, non è il sottosuolo) abitano gli dèi o spiriti cattivi, spiriti ostili agli uomini e da sempre essi si manifestano agli uomini.

Tutte le culture operano questa distinzione.

Cielo,Terra e Sottoterra sono tre dimensioni distinte ma comunicanti: esse sono collegate dall' Asse del Mondo, l' Albero Cosmico lungo il quale puo' spostarsi  consapevolmente lo spirito umano, l' io-anima di persone speciali , gli intermediari delle rivelazioni..

Prodigi e malefici Gli dèi si rivelano facendo miracoli o prodigi , fatti che si possono vedere e testimoniare.

Se una statua piange o qualcuno vola o cammina sull'acqua, questo è un prodigio (nessuno viene salvato dal male o dalla morte ), se un malato moribondo improvvisamente guarisce pienamente è un miracolo.

Gli spiriti buoni compiono miracoli e prodigi, gli spiriti cattivi compiono prodigi e malefici.

I prodigi, di per sè non indicano immediatamente se sono riconducibili a spiriti buoni o cattivi. Ci sono chiare testimonianze -ad esempio- nella Bibbia ebraica:

Es 4,2 Il Signore gli disse (a Mosè): «Che hai in mano?». Rispose: «Un bastone». 3 Riprese: «Gettalo a terra!». Lo gettò a terra e il bastone diventò un serpente, davanti al quale Mosè si mise a fuggire. 4 Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano e prendilo per la coda!». Stese la mano, lo prese e diventò di nuovo un bastone nella sua mano. 5 «Questo perché credano che ti è apparso il Signore, il Dio dei loro padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe».

Es 7,10 Mosè e Aronne vennero dunque dal faraone ed eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato: Aronne gettò il bastone davanti al faraone e davanti ai suoi servi ed esso divenne un serpente.

Questo è un prodigio compiuto dal sacro di Dio.

Es 7,11 Allora il faraone convocò i sapienti e gli incantatori, e anche i maghi dell'Egitto, con le loro magie, operarono la stessa cosa. 12 Gettarono ciascuno il suo bastone e i bastoni divennero serpenti.

Questo è lo stesso prodigio compiuto dal sacro di spiriti diversi da Dio .

Es 7,11 Ma il bastone di Aronne inghiottì i loro bastoni.

Il Sacro di Dio è più potente del sacro degli spiriti del faraone.

I miracoli . Giov 11- Lazzaro, amico di Gesù era morto e sepolto da 4 giorni : puzzava....Gesù fece aprire il sepolcro e ...43 gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». 44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare». ...17 Intanto la gente che era stata con lui quando chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti, gli rendeva testimonianza.

E' una salvezza dalla morte . Miracolo del sacro di Gesù. Dice S.Paolo:

1Co8,4 noi sappiamo che non esiste alcun idolo al mondo [ una statua o un simulacro cui si attribuisce il potere degli dèi, il sacro ] e che non c'è che un Dio solo.

5 E in realtà, anche se vi sono cosiddetti dèi sia nel cielo sia sulla terra, e difatti ci sono molti dèi e molti signori,

ci sono molti spiriti che si rivelano nella storia

6 per noi c'è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui;

ma non c'è testimonianza che si sia rivelato uno spirito il cui sacro sia potente come Dio..

Gesù cammina sul lago ( prodigio)


Il prodigio è un evento straordinario che va oltre le leggi che regolano la natura   ma non cambia la condizione umana .



Gesù rianima Lazzaro

Il miracolo cambia la condizione umana perchè salva l'uomo dal male ( nelle sue diverse manifestazioni , malattia, calamità, morte, etc) o -di più ancòra- cambia il suo stesso essere .

Mentre i prodigi sono attribuibili a spiriti che rivelano un potere ( il sacro) sia benefico che malefico per l'uomo, i miracoli sono attribuibili solo a spiriti che operano il bene per l'uomo.


Dice S. Tommaso d'Aquino nella sua Summa Teologica ,  partendo dalla definizione di miracolo come "fatto che si verifica fuori dall'ordine della natura", e precisamente "al di là dell'ordine di tutta la natura creata" [perciò compresa quella angelica] :

"una tale cosa può compierla soltanto Dio, perché tutto quello che opera un angelo, o qualunque altra creatura, con la propria virtù, rientra nell'ordine della natura creata, e quindi non è miracolo" (I, q. i 10, a. 4).

"Se il miracolo - egli dice - si prende in senso stretto, allora né i demoni possono fare miracoli né alcun'altra creatura, ma Dio solo: perché il miracolo in senso stretto trascende l'ordine di tutta la natura creata, il quale abbraccia la virtù di tutte le creature.

Tuttavia vengono denominati miracoli, in senso lato, anche quei fenomeni che trascendono soltanto le forze e le conoscenze dell'uomo. E in questo senso i demoni possono compiere miracoli, cioè opere tali da fare stupire gli uomini perché superiori alle loro forze e alle loro conoscenze. Dei resto anche chi compie un'impresa superiore alle capacità di un altro, induce costui ad ammirarla, dando l'impressione di compiere un miracolo".

"Ora, riguardo alle opere demoniache che a noi sembrano miracoli, è da notare che, sebbene non posseggano la natura del vero miracolo, sono nondimeno fatti reali. Così, per virtù dei demoni, i maghi del Faraone produssero veri serpenti e vere rane. E 'quando - ci dice S. Agostino - cadde fuoco dal cielo e distrusse i servi di Giobbe insieme con i greggi e gli armenti; e un turbine, abbattendo la casa, uccise i suoi figliuoli, queste opere compiute da Satana furono fatti reali, e non mere apparenze (De G. Dei, lib. XX, c. 19) ', (I, q. 114, a. 4).
"

La dottrina viene ulteriormente completata nel rispondere alla seconda difficoltà, tratta da un'opera spuria di S. Agostino (Liber XXI Sententiarum), in cui si dice che " già i maghi potevano operare miracoli, e quindi molto di più gli angeli buoni e i cattivi."

S. Tommaso risponde:

"Come si è detto , miracoli veri e propri sono i fatti che trascendono l'ordine di tutta la natura creata. Ma perché noi non conosciamo tutte le forze della natura, ne segue che un fatto compiutosi fuori dell'ordine della natura da noi conosciuta, per mezzo di una virtù creata, si dica miracolo, non in senso assoluto, ma relativamente a noi. Perciò, quando i demoni compiono delle opere con le loro forze naturali, queste opere non sono miracoli in senso assoluto, ma soltanto relativamente a noi. Tali dunque sono i miracoli che i maghi compiono per mezzo dei demoni" (ad 2)."

Dio, Gesù, il loro Spirito, operano miracoli e prodigi.
Angeli e demoni -per virtù propria - solo prodigi.
Angeli, e santi -per virtù di Dio- possono compiere anche miracoli. Ma solo per virtù di Dio.


Riassumendo:

Gli spiriti/dèi benèfici si rivelano agli uomini per mezzo di intermediari che sono riconducibili a tre tipologie :

- sciamani, e sciamane
- sibille
- profeti ( o profetesse)
.

Attraverso questi intermediari essi operano prodigi e miracoli

NASCERELIGIONE

Gli dèi " malèfici" si rivelano agli uomini per mezzo di intermediari che sono ri-conducibili a tre tipologìe :

- maghi e maghe , (profeti o sibille che operano per il male)
- streghe e stregoni (= sciamane e sciamani che operano per il male)
- medium o negromanti ( intermediari che operano per i defunti dannati ) .

Attraverso questi intermediari essi operano prodigi e malefici.


L'alleanza Gli uomini si sentono orientati dal loro sentimento religioso verso le rivelazioni giacchè in esse possono vedere l'azione salvifica di un potere soprannaturale , il sacro che domina le forze naturali e compie prodigi e miracoli .

Si sentono chiamati ad una relazione di alleanza con gli spiriti che si rivelano loro.


" ... La Rivelazione non è qualcosa che passa da un soggetto (Dio) ad un altro (l’uomo): essa piuttosto è la rivelazione della esistenza di una relazione Dio-uomo , una alleanza, là dove prima c’era solo l’uomo .

L'uomo non può mai parlare veramente di rivelazione se non dopo averla riconosciuta : quando egli riconosce come tale essa è già avvenuta come fatto indipendente e gratuito della divinità ; il riconoscimento è il modo umano di farla propria .E l'uomo la fa propria oggettivandola secondo le sue strutture antropoligiche e secondo le sue forme storico-culturali.

Inevitabilmente perciò le parole che riconoscono la rivelazione , il discorso del dio , sono sempre un discorso dell'uomo sul dio.

Il Fenomeno religioso presenta dunque due aspetti fondamentali (costituitivi, fondanti) e inscindibili :

- la rivelazione , cioè il miracolo o prodigio e le parole dell'intermediario (aspetto oggettivo) 
- il coinvolgimento della divinità nelle vicende umane (l'alleanza, aspetto soggettivo)

[ cf. Baccari- La rivelazione nelle religioni- 1996 ]

Attraverso i miracoli e prodigi che uno spirito opera a favore di un gruppo umano esso dimostra di essere alleato di quel gruppo nella ricerca quotidiana della felicità. In altre parole :

ogni storia di rivelazioni è interpretata dal gruppo religioso che vi si affida come una chiamata ad essere in alleanza con la divinità. L'alleanza , insieme con la rivelazione, è un altro aspetto universale delle religioni.  

Tutti i popoli e le culture antiche hanno una loro storia perchè in qualche modo fanno risalire la loro esistenza o/e della loro cultura , agli dèi .

Secondo tutte le tradizioni antiche gli dèi hanno formato i popoli : essi prospettano anche il loro fine o la loro fine: presso la cultura greca gli dèi sono presenti all’origini delle stirpi e delle istituzioni; presso quella romana nella nascita dei fondatori della città e del popolo così come nella nascita delle istituzioni; lo stesso dicasi per lo shintoismo giapponese, il taoismo-confucianesimo. etc).alleati di quello spirito.

Tutti i popoli antichi erano religiosi e -in modi diversi- si ritenevano popoli eletti da uno spirito/dio a vivere nella sua alleanza .

La religione La Religione fa superare all'uomo il suo limite esistenziale e conoscitivo assoluto : dal momento che c’è stata una rivelazione è lecito attendersi ancora una possibilità di comunicazione tra il mondo divino e quello umano.

Se gli dèi si sono rivelati allora è lecito per gli uomini continuare a cercarli perché continuino a compiere per loro prodigi, miracoli o malefici .

Gli uomini rispondono alle rivelazioni istituendo riti , preghiere, pratiche di vita , dottrine, etc. che costituiscono le religioni.

E le religioni si sviluppano nella storia.


Ogni rivelazione è una chiamata alla alleanza, dentro la quale gli dèi comunicano le loro salvezze ( miracoli e prodigi).

La continuità di questa alleanza ( e perciò dei miracoli, delle salvezze ) è la Religione.

Se le religioni non garantissero una continuità nella storia dell'azione salvifica degli dèi, sarebbero già sparite da tempo.


L'alleanza stabilisce nelle persone che la accolgono una comunicazione coinvolgente ; una relazione che le religioni trasmettono attraverso la Tradizione affinchè tutte le generazioni possano
- incontrarla
- comprenderla ,
- valutarla e confermare o negare.
- accoglierla o rifiutarla,


La religione è ineliminabile dalla storia in quanto colma il bisogno religioso  dell'uomo. Essa crea forme di sacro sempre nuove attraverso i riti di con-sacrazione ; in questo modo essa si sostiene e si perpetua.

La fede La Rivelazione non è mai qualcosa di atteso, prevedibile, immaginabile, " pensabile" : essa precede qualsiasi pre-giudizio umano perchè essa è sempre una novità straordinaria ( il sacro) che irrompe nella esistenza ordinaria , nella storia; è sempre una "scoperta"  .

Alla rivelazione l'uomo può rispondere in modi diversi .

Può liberamente :

- accoglierla con fede
- rifiutarla
- provare indifferenza
- provare dubbio e sospendere il giudizio

- etc.

L'uomo può conoscere criticamente la proposta della rivelazione , può comprenderla con l'intelligenza, valutarla con la ragione e confermare o negare la sua scelta di fede .

Quando la persona opera una sintesi tra il proprio naturale sentimento religioso e la rivelazione che conosce criticamente allora può nascere la fede in quella rivelazione.


La fede religiosa è sempre fede in una rivelazione ed è la fede che la rivelazione, il miracolo, si ripeta per la propria persona .

Un luogo comune in ambito cristiano è che la fede sia un " dono" di Dio : Dio sarebbe così capriccioso da donarla a qualcuno si ed a qualcuno no . L'uomo vede la rivelazione ma essa non si impone alla sua ragione come qualcosa cui non può fare a meno di credere . La rivelazione è una iniziativa degli spiriti che si offre-dona agli uomini e questi a volte la accettano , a volte la rifiutano .

La fede nella rivelazione è frutto sempre
- di una iniziativa divina che dona un fatto salvifico imprevedibile ed indeducibile,
- di una comprensione e valutazione
da parte umana
- e di una libera accoglienza .


Che la fede non sia un dono -e dunque in qualche modo una imposizione degli dèi -lo dimostra il fatto che alcuni la accolgono, altri la rifiutano,  " a priori" .

Credenti e non credenti
Credere in Dio è una espressione che non significa nulla : quale Dio?

Alcuni non trovano nelle rivelazioni risposte alle loro attese salvifiche e concludono che il Mistero sia inconoscibile : sono gli agnostici.

Altri concludono che le risposte e le salvezze attese dagli uomini -se esistono- si possono trovare solo nella Natura e nell'uomo attraverso le scienze umane. Questi si definiscono atei .

Altri non danno nessuna importanza al Mistero, al problema della salvezza dal male e dalla morte, al sentimento religioso stesso, sono gli indifferenti.

Tutti costoro sono chiamati non credenti.

Altri ancora trovano risposte in una o più religioni e vi aderiscono senza praticarne i riti ( ossimoro). Questi sono i credenti non-praticanti.

Ci sono infine persone che pongono fede a credenze (movimenti religiosi, magici, etc ) invece che a rivelazioni. Liberissimi e rispettabilissimi .


top



Pag.  2
1   2   3   4   5   6   7   8  

home

DISCLAIMER. Si ricorda - ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n. 62 - che questo sito non ha scopi di lucro, è di sola lettura e non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare" : gli aggiornamenti sono effettuati senza scadenze predeterminate. Non può essere in alcun modo ritenuto un periodico ai sensi delle leggi vigenti né una "pubblicazione"  strictu sensu. Alcuni testi e immagini sono reperiti dalla rete : preghiamo gli autori di comunicarci eventuali inesattezze nella citazione delle fonti o irregolarità nel loro  uso.Il contenuto del sito è sotto licenza Creative Commons Attribution 2.5 eccetto dove altrimenti dichiarato.