Piccolo Corso Biblico

STORIA DELLA SALVEZZA
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I miti biblici
Storie emblematiche


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La creazione dell'uomo« E' necessaria una premessa proprio sul concetto di "storia".

Se la intendiamo in senso stretto come ciò che è accaduto e come il relativo resoconto documentario, criticamente verificabile, è facile intuire che quelle pagine bibliche non sono classificabili sotto questa categoria.

Non abbiamo, infatti, documenti che attestino ciò che è avvenuto all'origine dell'umanità, soprattutto se si tiene conto che essa fu un fenomeno complesso e non istantaneo, anche se retto dall'azione creatrice di Dio.

Il fatto che quell'evento non sia documentabile in senso "storiografico" non significa, però, che non sia reale né che non possa essere analizzato in sede scientifica e filosofico-teologica. Lasciamo stare la questione scientifica e fermiamoci su quella teologica: essa ha il suo referente di base nelle citate pagine bibliche. Ora, quei capitoli, come aveva dichiarato Giovanni Paolo II in una sua catechesi del mercoledì, sono «soprattutto di carattere teologico e nascondono in sé una potente carica metafisica».

Come è evidente, la realtà "storica" dell'essere umano è coinvolta non nella sua dimensione scientifica o estrinseca ("fenomenica", dicono gli studiosi), ma nel suo senso profondo e intimo. Per questo gli esegeti parlano piuttosto di "metastoria" e classificano quelle pagine come "sapienziali", ossia filosofico-teologiche (ma questo non significa né fantasia, né leggenda!)

Il racconto del Genesi, più che rispondere alla domanda: «Che cosa è accaduto alle origini del cosmo e come si è formato l'uomo?», vuole rispondere all'interrogativo: «Qual è la realtà profonda, qual è il senso dell'uomo all'interno della realtà creata?».

Facendo un passo ulteriore: protagonista di quel racconto è in ebraico ha-'adam che in passato era tradotto come nome proprio, Adamo. In realtà in ebraico ha- è l'articolo e 'adam significa uomo. Per l'autore sacro, di scena è, dunque, l'uomo che appare sulla faccia della terra, non sappiamo quando e come (almeno in modo "storico").

Ma proprio a causa di quel nome e a causa della qualità "sapienziale" della narrazione, l'autore "ispirato" da Dio [ =ispirato dalla contemplazione della Rivelazione n.d.r.] vuole parlare dell'uomo nella sua identità ultima che sarà presente e operante in tutti gli uomini e in tutte le donne.

Per questo si può parlare correttamente di "storia emblematica", non in un senso vago di metafora poetica (anche se quel testo è letterariamente efficace e ha stimolato la cultura e l'arte di tutti i tempi), bensì in un senso esistenziale e reale che coinvolge l'intera umanità. "Adamo" è, allora, il nome di nostro padre e di nostro figlio, ma anche di noi stessi, e il suo peccato è una realtà che coinvolge tutti coloro che portano quel nome, cioè gli esseri umani. »


card. G.Ravasi-Famiglia Cristiana - n. 35/2006

Dio crea Israele
Tutta la storia di Israele, fin dalla sua origine, è un miracolo.

La lettura teologica della storia di Israele conclude che Dio , dalla polvere infertile (l' infertilità di Sara ) trae l’uomo-Isacco, e da lui un popolo che destina a vivere insieme a Lui in Palestina, la "terra" dove scorrono latte e miele.

Nella terra per mezzo della alleanza, che è la sua Parola-Torah, Dio dà continuamente salvezza//vita al suo popolo (//umanità) .

La rottura della alleanza, la separazione da Dio è per Israele la morte, la sua decreazione la perdizione. Fuori dalla alleanza la sua destinazione è diventare polvere infertile, sparire.

Sal 89, 3 Tu fai ritornare l'uomo in polvere e dici: «Ritornate, figli dell'uomo». 4 Ai tuoi occhi, mille anni sono come il giorno di ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte. 5 Li annienti: li sommergi nel sonno; sono come l'erba che germoglia al mattino: 6 al mattino fiorisce, germoglia, alla sera è falciata e dissecca.

Israele sperimenta più volte l'esilio ma la storia della salvezza rivela che Dio non lo abbandona mai e interviene sempre per salvarlo.

L'opera storica di Dio verso Israele è opera di riscatto//redenzione, di salvezza dalla sparizione. L'azione di Dio verso l'umanità, nella storia , è opera continua di creazione .

Rivelazione : L’esistenza della umanità è creazione-salvezza ad opera di Dio.

Questa evidenza storica i sapienti ebrei la esprimono ( teologicamente ) con il mito della creazione dell'uomo.

creadamGn1,26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.

28
Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra».

Gn2,4...Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, 5 nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo 6 e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -;

7 allora il Signore Dio
plasmò l'uomo con polvere del suolo (infertile)
e soffiò nelle sue narici un alito di vita

e l'uomo divenne un essere vivente.


I due racconti della creazione Gn 1, 26 ss e Gn2,4 ss ricalcano i racconti  di Abramo e Sara.

NELL'EVENTO DI RIVELAZIONE
Gn 15,18

Abramo e Sara sono infertili

Gen 18,14 C'è forse qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato ..Sara avrà un figlio». Gn17, 17 Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: «Ad uno di cento anni può nascere un figlio? E Sara all'età di novanta anni potrà partorire?».
Gen 18,11 Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni;
era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne.

Dio plasma Isacco ,e da lui Isarele

Is 43,1  il Signore che ti ha creato, o Giacobbe, // che ti ha plasmato, o Israele



Dio colloca Abramo in Palestina, la terra della vita alla presenza di Dio.

Gen 15,7 E gli disse: «Io sono il Signore che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questo paese».Gen 15,8 Rispose: «Signore mio Dio, come potrò sapere che ne avrò il possesso?».Gen 17,8 Darò a te e alla tua discendenza dopo di te il paese dove sei straniero, tutto il paese di Canaan in possesso perenne; sarò il vostro Dio».

DIO PLASMA ISRAELE A PARTIRE DALLA INFERTILITA' DI UNA COPPIA UMANA , DA UNA SITUAZIONE DI IMPOSSIBILITA' DI VITA
NEL MITO
Gn 2,4 ss


La Terra è infertile

Gn 2,4 Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, 5 nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata
perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo 6 e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo .




Dio plasma l'uomo e da lui l'umanità.

7 allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.


Dio colloca l'uomo nell'Eden il giardino della vita alla presenza di Dio

8 Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato.





DIO PLASMA L'UOMO DA UN TERRA INFERTILE, DA UNA POLVERE CHE NON HA NESSUNA POSSIBILITA' DI VITA.


Il racconto narra la creazione dell'umanità a partire da una sola coppia . Non è una teoria scientifica creazionista come ancora molti sprovveduti affermano , ma teologia : nella riflessione storico-salvifica Israele comprende che davanti al Progetto Divino tutta l'umanità è unitariamente presente .


 360 Grazie alla comune origine il genere umano forma una unità. Dio infatti “creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini” ( At 17,26 ): [Cf Tb 8,6 ] Meravigliosa visione [ teologica ]che ci fa contemplare il genere umano nell'unità della sua origine in Dio...; nell'unità della sua natura, composta ugualmente presso tutti di un corpo materiale e di un'anima spirituale; nell'unità del suo fine immediato e della sua missione nel mondo; nell'unità del suo “habitat”: la terra, dei cui beni tutti gli uomini, per diritto naturale, possono usare per sostentare e sviluppare la vita; nell'unità del suo fine soprannaturale: Dio stesso, al quale tutti devono tendere; nell'unità dei mezzi per raggiungere tale fine;... nell'unità del suo riscatto operato per tutti da Cristo [Pio XII, Lett. enc. Summi Pontificatus; cf Conc. Ecum. Vat. II, Nostra aetate, 1].

 361 “Questa legge di solidarietà umana e di carità”, [Pio XII, Lett. enc. Summi Pontificatus; cf Conc. Ecum. Vat. II, Nostra aetate, 1] senza escludere la ricca varietà delle persone, delle culture e dei popoli,
ci assicura che tutti gli uomini sono veramente fratelli.
L'alleanza //primordiale. Dio si rivela nella storia come colui che ha “ creato” dal nulla di fertilità il popolo di Israele ( l'uomo , nel progetto di Dio) per portarlo a vivere con sè in Palestina ( Eden) .

Il racconto della creazione dell’uomo e della donna narra della azione di Dio verso l’umanità nella storia: la "creazione" dell'uomo e della donna, dell'umanità , è l'azione continua salvifica di Dio , una "salvezza-creazione" permanente.


Dio nella storia continuamente “crea” l’uomo ( // Israele) introducendolo in una alleanza in cui lo benedice e lo santifica per dargli vita, per farlo vivere insieme a lui. Ogni giorno della storia è creazione-salvezza: è la chiamata di Dio alla vita insieme a Lui .

Rivelazione : dalla polvere che è la natura umana , la condizione dell' uomo, Dio lo chiama a compiersi come Uomo per la Vita insieme a Lui nel Giardino Eterno (Gan Eden, paradiso in aramaico); questa è la sua destinazione .

L'esistenza storica di Israele è sempre dipesa dalla alleanza , il patto stabilito da Dio con Abramo ( berit). Quando i sapienti ebrei riflettono sulle alleanze//promesse divine in relazione al futuro del popolo che ha rotto l'alleanza e che in esilio sperimenta la separazione da Dio//Vita, scoprono che Dio , nella storia, non ha mai abbandonato il suo popolo anche quando era stato ribelle .

Nella storia c'è una alleanza//promessa sempre in atto che salva-crea Israele anche quando rompe il patto e va in esilio.

Rivelazione : c'è una alleanza primordiale di Dio con l'umanità, l’alleanza dell’Eden. L’uomo esiste solo dentro questa alleanza . Se la rifiuta, si "decrea" ( si separa da Dio//Vita e non è degno dell'Eden)



CATECHISMO UNIVERSALE DELLA CHIESA CATTOLICA

343 L'uomo è il vertice dell'opera della creazione. Il racconto ispirato lo esprime distinguendo nettamente la creazione dell'uomo da quella delle altre creature [Cf Gen 1,26 ].

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L'uomo e la donna sono creati, cioè sono voluti da Dio:
in una perfetta uguaglianza per un verso, in quanto persone umane, e, per l'altro verso, nel loro rispettivo essere di maschio e di femmina. “Essere uomo”, “essere donna” è una realtà buona e voluta da Dio: l'uomo e la donna hanno una insopprimibile dignità, che viene loro direttamente da Dio, loro Creatore [Cf Gen 2,7; Gen 2,22 ]. L'uomo e la donna sono, con una identica dignità, “a immagine di Dio”. Nel loro “essere-uomo” ed “essere-donna”, riflettono la sapienza e la bontà del Creatore.

 370 Dio non è a immagine dell'uomo. Egli non è né uomo né donna. Dio è puro spirito, e in lui, perciò, non c'è spazio per le differenze di sesso. Ma
le “perfezioni” dell'uomo e della donna riflettono qualche cosa dell'infinita perfezione di Dio: quelle di una madre [Cf Is 49,14-15; Is 66,13; Sal 131,2-3 ] e quelle di un padre e di uno sposo [Cf Os 11,1-4; 370 Ger 3,4-19 ].

 2371
Creati insieme, l'uomo e la donna sono voluti da Dio l'uno per l'altro. La Parola di Dio ce lo lascia capire attraverso diversi passi del testo sacro. “Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile” ( Gen 2,18 ). Nessuno degli animali può essere questo “vis-à-vis” dell'uomo [Cf Gen 2,19-20 ]. La donna che Dio “plasma” con la costola tolta all'uomo e che conduce all'uomo, strappa all'uomo un grido d'ammirazione, un'esclamazione d'amore e di comunione: “Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa” ( Gen 2,23 ). L'uomo scopre la donna come un altro “io”, della stessa umanità.

 372 L'uomo e la donna sono fatti “l'uno per l'altro”: non già che Dio li abbia creati “a metà” ed “incompleti”; li ha creati per una comunione di persone, nella quale ognuno può essere “aiuto” per l'altro, perché sono ad un tempo uguali in quanto persone (osso dalle mie ossa. . . ”) e complementari in quanto maschio e femmina. Nel matrimonio, Dio li unisce in modo che, formando “una sola carne” ( Gen 2,24 ), possano trasmettere la vita umana: “Siate fecondi e moltiplicatevi,riempite la terra”( Gen 1,28 )
Trasmettendo ai loro figli la vita umana, l'uomo e la donna, come sposi e genitori, cooperano in un modo unico all'opera del Creatore [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 50].

 374 Il primo uomo non solo è stato creato buono, ma è stato anche costituito in una tale amicizia con il suo Creatore e in una tale armonia con se stesso e con la creazione, che saranno superate soltanto dalla gloria della nuova creazione in Cristo.

 375 La Chiesa, interpretando autenticamente il simbolismo del linguaggio biblico alla luce del Nuovo Testamento e della Tradizione, insegna che
i nostri progenitori Adamo ed Eva sono stati costituiti in uno stato “di santità e di giustizia originali” [Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1511]. La grazia della santità originale era una “partecipazione alla vita divina” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 2].

I " progenitori "del mito sono l'Umanità Compiuta secondo il Progetto divino. E' teologia e nulla toglie alla ricerca scientifica sulla comparsa dell'uomo sulla terra.

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Tutte le dimensioni della vita dell'uomo erano potenziate dall'irradiamento di questa grazia. Finché fosse rimasto nell'intimità divina, l'uomo non avrebbe dovuto né morire, [Cf Gen 2,17; Gen 3,19 ] né soffrire [Cf Gen 3,16 ]. L'armonia interiore della persona umana, l'armonia tra l'uomo e la donna, [Cf Gen 2,25 ] infine l'armonia tra la prima coppia e tutta la creazione costituiva la condizione detta “giustizia originale”.

Siamo nel mito e nella teologia. La Rivelazione annuncia il Progetto creativo-salvifico divino non le modalità storiche.

La posizione dell'uomo nel cosmo
Dio ha donato a Israele la terra-Palestina come ambito di vita insieme a Lui ; ha donato la Terra all'uomo come ambito di vita insieme a Lui ; nel mito ha donato ai progenitori l'Eden come ambito di vita insieme a Lui .

Attraverso la rivelazione di una alleanza primordiale l'uomo comprende anche se stesso, la sua collocazione nell'universo.

Dio ha promesso e dato la terra -Palestina ad Abramo ( //Israele) come possesso perenne, ma non come padrone, bensì come suo " vassallo " . Il possesso non fu mai perenne e definitivo ma un dono soggetto al rispetto del Patto.

Rivelazione : l'uomo non è "padrone del cosmo" , Dio è l'unico Signore//padrone. L'uomo è il "governatore-amministratore del cosmo-Eden " come vassallo di Dio.

La cultura occidentale contemporanea pensa l'universo con i modelli delle scienze."L'Universo è un sistema in espansione generato da un Grande Scoppio Primordiale : è la "teoria del Big Bang".
"L'universo è un sistema di cose e fenomeni misurabili e riconducibili a leggi di ricorrenza."
"E' un meccanismo complesso che si rende disponibile ai bisogni dell'uomo."


L'uomo si percepisce al centro di questo meccanismo-magazzino come un Re che ha il potere di disporre di esso a suo piacimento. Lo scopo della conoscenza umana è diventato oggi quello di acquisire potere sull'universo per soddisfare bisogni materiali in continua crescita. In questa cultura è " bene " tutto cio' che da potere su di esso.

aniNella Rivelazione divina, l'universo prende significato dentro la relazione di alleanza tra Dio e l'uomo.

Secondo la rivelazione biblica l'uomo è legato indissolubilmente al cosmo : è Adam," fatto da Dio "con la terra".

Tutto è al servizio dell'uomo ma l'universo non è un oggetto senza significato su cui le scienze e le tecniche umane hanno un potere assoluto .

Il Dio che si è rivelato nelle alleanze ha fatto questo dono all'uomo affinchè lo custodisse e lo governasse con santità e giustizia cioè secondo la Torah di Dio , la Legge Morale Naturale .

Dio ordina e sostiene l'universo con la sua Torah e l'uomo lo custodisce e lo lavora ubbidendo la Torah-Legge Morale Naturale perchè tutti giungano alla pienezza del proprio essere che è l'Uomo .

CATECHISMO UNIVERSALE DELLA CHIESA CATTOLICA
Il significato dell'uomo nell'universo


377
Il “dominio” del mondo che Dio, fin dagli inizi, aveva concesso all'uomo, si realizzava innanzi tutto nell'uomo stesso come padronanza di sé.

L'uomo è chiamato a "dominare il cosmo" , quello che ricapitola in se stesso, quello dentro di sè.

L'uomo
quello del mito, cioè quello "progettato da Dio"
era integro e ordinato in tutto il suo essere,
perché libero dalla triplice concupiscenza [Cf 1Gv 2,16 ]
che lo rende schiavo dei piaceri dei sensi, della cupidigia dei beni terreni
e dell'affermazione di sé contro gli imperativi della ragione.

quelli della Legge Morale Naturale

 378 Il segno della familiarità dell'uomo con Dio è il fatto che Dio lo colloca nel giardino, [Cf Gen 2,8 ]
dove egli vive “ per coltivarlo e custodirlo ” ( Gen 2,15 ):
il lavoro non è una fatica penosa, [Cf Gen 3,17-19 ]
ma
la collaborazione dell'uomo e della donna con Dio nel portare a perfezione la creazione visibile.
...in se stesso : l'Uomo Compiuto.

 358 Dio ha creato tutto per l'uomo, [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 12; 24; 39] ma l'uomo è stato creato per servire e amare Dio e per offrirgli tutta la creazione: « Qual è dunque l'essere che deve venire all'esistenza circondato di una tale considerazione? E' l'uomo, grande e meravigliosa figura vivente, più prezioso agli occhi di Dio dell'intera creazione: è l'uomo, è per lui che esistono il cielo e la terra e il mare e la totalità della creazione, ed è alla sua salvezza che Dio ha dato tanta importanza da non risparmiare, per lui, neppure il suo Figlio Unigenito. Dio infatti non ha mai cessato di tutto mettere in atto per far salire l'uomo fino a sé e farlo sedere alla sua destra » [San Giovanni Crisostomo, Sermones in Genesim, 2, 1: PG 54, 587D-588A].
L'Uomo Compiuto e Definitivo.

379 Per il peccato dei nostri progenitori andrà perduta tutta l'armonia della giustizia originale che Dio, nel suo disegno , aveva previsto per l'uomo

 373 Nel disegno di Dio, l'uomo e la donna sono chiamati a “dominare” la terra [Cf Gen 1,28 ] come “amministratori” di Dio. Questa sovranità non deve essere un dominio arbitrario e distruttivo. A immagine del Creatore, “che ama tutte le cose esistenti” ( Sap 11,24 ),
l'uomo e la donna sono chiamati a partecipare alla Provvidenza divina verso le altre creature. Da qui la loro responsabilità nei confronti del mondo che Dio ha loro affidato.

 359 “In realtà s
olamente nel Mistero del Verbo incarnato
Gesù, l'Uomo Compiuto e Definitivo
trova vera luce il mistero dell'uomo”
: [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 22] 
Il beato Apostolo ci ha fatto sapere che due uomini hanno dato principio al genere umano: « Adamo e Cristo... “Il primo uomo, Adamo, - dice - divenne un essere vivente, ma l'ultimo Adamo divenne spirito datore di vita”. Quel primo fu creato da quest'ultimo, dal quale ricevette l'anima per vivere... Il secondo Adamo plasmò il primo e gli impresse la propria immagine. E così avvenne poi che egli ne prese la natura e il nome, per non dover perdere ciò che egli aveva fatto a sua immagine. C'è un primo Adamo e c'è un ultimo Adamo. Il primo ha un inizio, l'ultimo non ha fine . Proprio quest'ultimo infatti è veramente il primo dal momento che dice:
“Sono io, io solo, il primo e anche l'ultimo” [San Pietro Crisologo, Sermones, 117 PL 52, 520B, cf Liturgia delle ore, IV, Uffici delle letture del sabato della ventinovesima settimana.]

Ogni esistente, ogni essere si realizza in pienezza solo dentro l' Alleanza Cosmica . Cercare un altro modo di realizzarsi significa fallire, morire.



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