Piccolo Corso Biblico


Cosmologia e antropologia cristiana.

L'uomo decreatore scatena la catastrofe cosmica

La diastasi
L'uomo, nella sua relazione con Dio si autocomprende come un essere chiamato a vivere in alleanza con Lui . Essa prevedeva l'osservanza di
- un precetto alimentare: cogliere i frutti dell'albero della VITA
- e di una proibizione alimentare: non cogliere i frutti dell' albero della conoscenza del bene e del male.

Mangiando i frutti dell'Albero della Vita ( la Luce Creatrice//Sapienza divina//Torah divina) l'Uomo vive la sua Pienezza nella comunione con Dio e va verso il Compimento definitivo del suo essere .

La storia però rivela che è un essere debole e incapace per natura di aderire pienamente alla alleanza divina e comunica questa evidenza storica attraverso la forma del mito biblico del " peccato originale", il racconto della " caduta ".

Nel racconto , l'uomo vive insieme alla donna in intima comunione con Dio, nel Gan Eden . Possiede la VITA ma è' un essere mortale : la morte è per lui il naturale passaggio alla Vita definitiva . Prima che questa destinazion naturale si compisse -nel mito biblico - i progenitori rompono l'alleanza.

Il serpente

La storia della rivelazione divina è una storia di amore-alleanza di Dio per l'uomo e di un tradimento dell'uomo nei confronti di Dio . Essa evidenzia che nel mondo, nella creazione-storia agisce una creatura misteriosa ( il serpente ) che riflette all'uomo le cose create con una luce diversa da quella divina , ingannandolo.
L'uomo può
1- accogliere in se stesso la Sapienza Divina , la Parola di Dio, la visione vera//reale delle cose
2- ma è fatto in modo da poter accogliere anche suggestioni misteriose : una visione falsa o deformata delle cose (la sapienza del serpente).
Le due opzioni rivelano il libero arbitrio costitutivo dell'essere umano e gli esiti differenti delle due scelte nel suo agire storico. Nella storia tutta l'umanità , da sempre ( e quindi dall'origine della storia) pecca, accogliendo liberamente le suggestioni del serpente.

La coscienza/conoscenza di un falso riflesso della verità , ha separato interiormente la coscienza/conoscenza Luminosa del mondo , le cose, dalla loro verità ed il mondo è diventato per l'uomo una menzogna , una tenebra . L'umanità -suggestionata dal misterioso " serpente" conosce il mondo creato separatamente dal mondo creatore : non lo situa nella Luce, nella Verità , nell'Amore ma nella menzogna. Si crea così una diastasi all'interno dell' Uomo, una separazione tra percezione suggestionata del mondo e realtà-verità del mondo."... Secondo alcuni asceti l'interpretazione della caduta come catastrofe cosmica sta nel fatto che l'uomo ha distrutto l'unità che egli era chiamato a realizzare -in se stesso- tra Dio e il mondo ..."

Stephanos Charalambidis : Cosmologia Cristiana  in Iniziazione alla pratica della teologia , Queriniana



La separazione tra Mondo Creatore Mondo Creato -nell'uomo- cambia la coscienza che ha di sè, del mondo, di Dio.
La " suggestione " del serpente , nel mito, ha provocato l'esperienza di un cambiamento di coscienza : non più una coscienza unitaria nella Luce ma una diastasi   ( separazione innaturale in due parti di una unità, divaricazione, distanza ) . Accogliendo la suggestione del serpente l'uomo sperimenta in se stesso sia la coscienza/conoscenza della Luce sia la coscienza/conoscenza della " tenebra" la suggestione del " serpente" .
L'essere umano non ha più una coscienza unitaria della creazione, come Luce che illumina il suo sguardo sul mondo e sulla storia, ma una coscienza che gli presenta una opzione : o la Luce, il bene o la tenebra , il male.

Il presentarsi di una opzione di coscienza significa per l'essere umano scoprire la " liberta" di coscienza e poter "conoscere il bene e il male"Gn 3, 22 Il Signore Dio
( Elohim = gli spiriti creatori, il Mondo Creatore, / la torah di Dio/ il Verbo/La Legge naturale dell'uomo)

disse allora: «Ecco l'uomo
è diventato come uno di Noi, per la conoscenza del bene e del male.

Nella coscienza , l'essere umano conosce sia la Luce che lo orienta alle opere di Vita sia la tenebra che lo orienta alle opere di Morte : egli è libero di scegliere e perciò è responsabile di "chi" diventa. Dotato di libertà, agisce liberamente come gli esseri creatori ( è diventato come Noi, dicono gli Elohim nel mito biblico) ma a differenza di loro che sono esseri unitari nella Luce ( conoscono in se stessi e fanno solo il bene) l'uomo conosce e fa sia il bene che il male .

Mt 15, 19 ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore . Questo rende impuro l'uomo. 19 Dal cuore // coscienza , infatti, provengono propositi malvagi,

Con il peccato/caduta poi- secondo la Tradizione patristica -la diastasi nella coscienza è diventata permanente, costitutiva dell'essere.Dicono i Padri che a causa di questa diastasi nella coscienza l'essere vede il creato anche come tenebra e per questo agisce sbagliando, pecca; nel peccato conosce il male e questa coscienza di peccato a sua volta produce una visione tenebrosa del mondo. Un circolo vizioso dal quale l'uomo non ha la capacità di uscire .

-L’uomo vuole ordinare il mondo secondo la visione che egli ha di esso ma questa visione ormai è contaminata dalla malizia-concupiscenza … 
-modifica il mondo facendo il male… 
-nasce l'oppressione, la violenza, il disordine,la miseria, l'ingiustizia, l'inquinamento, lo sfruttamento...l'infelicita'
-e cosi’ vede un mondo caotico e minaccioso
-e modifica il mondo creando strutture di vita dominate dal male , ingiuste, oppressive ...
-vivendo in queste strutture fondate sul peccato l'uomo è portato a peccare
-e cosi' la diastasi aumenta
-e anche il peccato nel mondo

-l'unita' del genere umano in se stesso e con Dio è interrotta: gli uomini si dividono e disperdono in una molteplicità di lingue.
 
E' il ciclo delle tenebre : l’uomo vede con malizia, costruisce con malizia, vede la malizia nelle strutture dell’esistenza …  costruisce relazioni maliziose con se stesso, gli altri, con il mondo, e con Dio…  e vede ovunque la minaccia del male e della morte, ma non riesce ad uscire da questo ciclo , continua a peccare.

L ’essere umano non ha l’unità dell'essere e infatti nella storia domina il peccato : è più disumana che umana. L'uomo è un essere pericolosoperchè ricapitolando in se stesso la creazione tende a costruire un mondo e una storia dominati dal male in cui l'umanità vive già l'inferno e va verso la decreazione.

Gn 3,23 Ora
[ che è libero di scegliere , come Noi ]
, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della Vita
, ne mangi e viva sempre!».


La natura umana nella storia della salvezza si rivela schiava del peccato; il peccato “tiene” schiavi tutti gli uomini, li sottrae a Dio/Luce , li interdice dall' "albero della Vita che supera la morte" , li toglie dalla gioia della relazione con Lui introducendoli nella tenebra/terrore della morte .

Non essendo mai stato capace -nella storia- di ricondurre il proprio essere ad unità nella Luce , secondo il modello esemplare comunicatogli dal Mondo Creatore, l'uomo si dimostra radicalmente incapace di realizzarsi in pienezza , di giungere a perfezione/compimento, a felicità definitiva.

L'uomo continuamente pecca nella storia perchè accoglie la suggestione di "... proiettare fuori di sé il mondo , 'oggettivarlo', possedere il mondo al di fuori della relazione con Dio . (*)
" L'uomo ha cessato di percepire realmente il mondo così come Dio lo porta nella sua gloria . Poiché l'uomo è fuori di Dio e contro di Lui, il mondo gli diventa ormai estraneo e ostile; ma questa estraneità e questa ostilità in realtà è l'uomo stesso gettato fuori da sè , letteralmente polverizzato fuori dalla creazione//Vita . È questo il senso che troviamo nel libro della Genesi (3,19); «polvere tu sei e in polvere ritornerai»! " (*)

-

Separato dalla Luce//Verbo Creatore, l'Uomo è decreato a uomo-polvere: va verso l'esperienza della morte.
La diastasi ( separazione) che il peccato provoca nell'Uomo lo fa tornare uomo e uomo decreatore . Essa ha fatto si che l'uomo nella storia agisse secondo menzogna , verso il mondo, verso se stesso e verso Dio. E' il peccato mortale . la catastrofe cosmica
L'umanità, mettendo in atto il suggerimento del serpente, ha còlto il frutto dell'albero del bene e del male, cioè ha fatto esperienza "anche" del male. Così ha acquisito in se stesso, nella sua coscienza anche la conoscenza del male .

Ha mangiato i frutti dell' albero della conoscenza del bene e del male erigendosi al livello di Dio ed è così entrato nella esperienza della Sofferenza e della Morte come fallimento dell'essere.

" ...Tuttavia, Dio stesso, pur essendo stato escluso dal cuore dell'uomo, nel racconto introduce un certo ordine per evitare una totale disintegrazione, per permettere la storia e di conseguenza la salvezza. La bellezza delle cose non è sparita ma non coincide più con il bene e con la verità : è diventata ambigua. La lode della creazione non può più esprimersi, geme, perché è consegnata alle forze della malvagità. Le «tuniche di pelle», con le quali il racconto  dice che Dio ha ricoperto l'uomo decaduto per proteggerlo, sono il simbolo sapienziale della materialità dell'universo [ e della condizione corporale dell'uomo ] nello stato di contemplazione attuale in cui la corruzione e la morte prendono posto dentro l' ordine iniziale.

Entrato in una esperienza di tenebra, in uno stato di contemplazione delle cose in cui esse assumono un grado di materialità opaco, oscuro, minaccioso, avvelenato, corrotto, mortale, l'uomo consegna il creato (e se stesso) al fallimento e la morte diventa per lui una realtà definitiva.".. l 'uomo, desideroso di impossessarsi delle cose-di-Dio-senza Dio (cioè dell'immagine, del riflesso delle cose ) consegnò la natura intera come una preda alla morte».. "

Dicono i Padri che l'uomo ha voluto uccidere il divino Padre per impossessarsi della terra madre: questa è stata una catastrofe cosmica . Cogliendo i frutti dell'albero della conoscenza del bene e del male l'uomo si taglia fuori dalla destinazione di pienezza del suo essere , dal suo compimento definitivo come Uomo. Si autodestina al fallimento." Se l'uomo si separa da Dio perde la contemplazione dei santi , perde la Conoscenza perfetta delle cose e conosce le cose del mondo e della vita in modo opaco, fino a contemplare il mondo come Tenebra. "

Ger 4,23-26 «Guardai la terra ed ecco
solitudine e vuoto, i cieli e non v'era luce. Guardai i monti ed ecco tremavano e tutti i colli ondeggiavano. Guardai ed ecco non c'era nessuno e tutti gli uccelli dell'aria erano volati via. Guardai ed ecco la terra fertile era un deserto» ..

Dimensione di caos, in cui il cosmo precipita a causa del rifiuto del Verbo, il Logos, la Sapienza Divina, ordine e senso del mondo; separazione ad opera dell'uomo del visibile dall'invisibile, delle cose visibili dal verbo-luce; crollo delle altezze che collegano il cielo e la terra; sparizione delle presenze leggere, ospiti dell'immenso e degli spazi luminosi. Il suolo 'maledetto' a causa dell'uomo produrrà un deserto, «triboli e spine» [Gn 3,17-18) .

" Si manifesta una materialità opaca, determinata, in cui l'uomo vede se stesso come opacità, specchio della sua morte spirituale! L'uomo , rompendo l'alleanza che dà Vita a tutto perde la Vita, muore spiritualmente, penetra nelle tenebre, nella decomposizione, nell'esperienza della Morte. ... Nascono così le modalità omicide del tempo, dello spazio e della materia.
Si manifesta uno stato del tempo che è usura, corruzione e morte !
Si manifesta uno spazio che separa l'uomo da Dio, dagli altri, dalle cose e una cosa dall'altra ! uno spazio che imprigiona!"

.. La caduta dell'essere occulta la modalità di esistenza " paradisiaca" e fa apparire una nuova condizione, un nuovo stato dell'esistenza universale in cui la creazione è assogettata al vuoto dal narcisismo ontologico dell'uomo che vuole appropriarsi della creazione sostituendosi al Padre , il Creatore .

Questo nuovo ordine è catastrofico e, tuttavia, esso testimonia la Sapienza misericordiosa del Creatore. La storia di Dio e dell'uomo continua, ma è una storia in cui l'amore si mescola alla morte e al sangue. Assoggettando l'universo alla 'vanità', l'uomo s'è trovato lui stesso asservito a questo nuovo stato della materia e la sua libertà si è paralizzata.


La creazione ricapitolata nell'uomo, privata della comunione con lo Spirito Creatore , separata dall'Abisso apertosi dentro l'Uomo, perde coscienza e libertà creativa , rimane imprigionata nelle sue leggi di necessità e in esse imprigiona anche l'uomo .Le leggi della natura, con la loro pesantezza, il loro determinismo, la loro cieca necessità, testimoniano l'asservimento reciproco dell'uomo e dell'universo. L'uomo, «avendo, a causa della propria servitù, ridotto la natura allo stato di meccanismo, si trova di fronte a questa meccanicità di cui è causa, e cade in suo potere. La forza della natura ridotta in stato di necrosi suscita la sofferenza dell'uomo che è il suo re detronizzato. Essa gli versa il veleno che lo trasformerà in cadavere, lo costringerà a condividere il destino della pietra, della polvere e del fango.»"

[ Gregorio di Nissa PG XLV 708 B]

S. Simeone il Nuovo Teologo riassume così :

" Tutte le creature, quando videro che Adamo veniva cacciato dal Paradiso, non accettarono più di rimanere a lui sottomesse; ne il sole, ne la luna, ne le stelle vollero riconoscerlo; le sorgenti si rifiutarono di far zampillare l'acqua e i fiumi di continuare il loro corso; l'aria non volle più palpitare per non far più respirare Adamo peccatore; le bestie feroci e tutti gli animali della terra, quando lo videro decaduto dalla sua gloria originaria, si misero a disprezzarlo, e tutti lo volevano assalire; il cielo si sforzava di crollare sulla sua testa e la terra non volle più sostenerlo ...

Ma Dio , che aveva creato tutte queste cose e anche l'uomo, che cosa fece? Egli trattenne con la sua forza tutte queste creature e con il suo ordine e con la sua clemenza sacra non permise loro di scatenarsi contro l'uomo, ma ordinò che la creazione rimanesse sotto la sua dipendenza e, divenendo peritura, servisse l'uomo perituro per il quale essa era stata creata e ciò fino a quando l'uomo rinnovato ridiventasse spirituale, incorruttibile, eterno, e tutte le creature, sottomesse da Dio all'uomo nella sua fatica, si liberassero anch'esse, si rinnovassero con lui e, come lui, ridiventassero incorruttibili e spirituali
".


[ SIMEONE IL NUOVO TEOLOGO, Trattato etico, cap. 2, 69-90: ed. francese in SC 122, pp. 188-190.]



(*) Stephanos Charalambidis : Cosmologia Cristiana  in Iniziazione alla pratica della teologia II.Queriniana




top






home

DISCLAIMER. Si ricorda - ai sensi dlla Legge 7 marzo 2001, n. 62 - che questo sito non ha scopi di lucro, è di sola lettura e non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare" : gli aggiornamenti sono effettuati senza scadenze predeterminate. Non può essere in alcun modo ritenuto un periodico ai sensi delle leggi vigenti né una "pubblicazione"  strictu sensu. Alcuni testi e immagini sono reperiti dalla rete : preghiamo gli autori di comunicarci eventuali inesattezze nella citazione delle fonti o irregolarità nel loro  uso.Il contenuto del sito è sotto licenza Creative Commons Attribution 2.5 eccetto dove altrimenti dichiarato. Navigando nel sito se ne accetta la   PRIVACY POLICY  

/body>