Piccolo Corso Biblico




Cosmologia cristiana.
Gesù, Luce del mondo, redime l'uomo e il mondo dalla tenebra
Gesù, Adamo di una umanità nuova, i figli della Luce.A causa della caduta ,
- la relazione 'personale' con Dio , nella percezione dell'uomo è come spezzata;
- la distanza 'naturale' tra l'uomo e Dio viene percepita dall'uomo come un abisso,
- l' 'armonia razionale del mondo' operata dal Logos, nella coscienza deformata dell'uomo caduto , si disgrega
- alla fine di questo "cammino disaggregante" c'è la morte.

Ma il Verbo, il ' Logos illuminatore 'incarnato, Gesù, ristabilisce la comunicazione della natura umana con la natura divina.


«Ecco, io faccio nuove tutte le cose»(Ap 21,5)

Gaudium et Spes IV, 45
.. la Chiesa è “l'universale sacramento della salvezza” che svela e insieme realizza il mistero dell'amore di Dio verso l'uomo. Infatti il Verbo di Dio, per mezzo del quale tutto è stato creato, si è fatto egli stesso carne, per operare, lui, l'uomo perfetto, la salvezza di tutti e
la ricapitolazione universale.
...
Vivificati e radunati nel suo Spirito, come pellegrini andiamo incontro alla finale perfezione della storia umana, che corrisponde in pieno al disegno del suo amore: “ Ricapitolare tutte le cose in Cristo, quelle del cielo come quelle della terra ” (Ef 1,10). Dice il Signore stesso:“ Ecco, io vengo presto, e porto con me il premio, per retribuire ciascuno secondo le opere sue. Io sono l'alfa e l'omega, il primo e l'ultimo, il principio e il fine” (Ap 22,12-13). Alfa e Omega, cioè Tutto.


Ef 1, 9 ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito 10 per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra .

Questa relazione personale del Verbo con gli esseri si manifesta come partecipazione alla carne e al sangue del Cristo, cioè alla realtà eucaristica della Chiesa.

" .. Gesù è il Verbo, la Parola creatrice è l'archetipo di tutte le cose . Il Verbo con la sua Incarnazione, la sua Passione, Resurrezione e Ascensione, diventa «tutto in tutte le cose» {Ef 1,23) .

Il progetto di Dio : Riunire «tutto ciò che è sulla terra e nei cieli sotto un solo capo, il Cristo» (Ef 1,10), perché Dio «sia tutto in tutti» (1 Cor 15,28). "


.. in Gesù, nella sua persona umano-divina , la materia decaduta diventa nuovamente strumento di comunione dell'uomo con Dio , tempio e festa dell'incontro .In lui, il mondo ghiacciato dalla nostra decadenza si scioglie al fuoco dello Spirito, ritrova il proprio dinamismo originale: nei miracoli , nella sua corporeità spirituale dopo la resurrezione, nella stessa resurrezione dei corpi ma anche nel suo anticipo nella santità. I miracoli del Vangelo portano in sé stessi il segno del ritorno al Paradiso.

Nell'innologia e nei testi patristici, specialmente nei Padri greci, viene chiaramente affermato che
l'economia del Cristo (Incarnazione Resurrezione Ascensione) ha provocato la trasfigurazione potenziale dell'universo, restaurando nel contempo l'uomo nella sua pienezza di immagine di Dio e restituendogli in tal modo la sua parte di eternità.

Tutto ormai è contrassegnato dal segno della Croce: «II Figlio di Dio, per essere stato crocifìsso, ha messo la propria impronta sull'universo in forma di croce, suggellando in certo qual modo l'universo intero con il segno della croce», afferma S. Ireneo di Lione[Dimostrazione della verità apostolica (SC 62, p. 46).] esse trovano tutte in Lui la loro pienezza.

Il Cristo ha realizzato in Sé le "sintesi" cosmiche e meta-cosmiche alle quali Adamo non aveva saputo rispondere: egli trasforma in sòma pneumatikon (corpo pneumatico, spirituale) la materia universale. In Lui il cielo e la terra diventano nuovo cielo e nuova terra. In Lui, lo spazio e il tempo non si separano più: il risorto oltrepassa tutte le porte chiuse, come era stata verginale la sua nascita, e «tutto ciò non è sogno mitico, bensì sostanza stessa della fede»


[P. Daniélou, Approches du Christ, Grasset, Paris 1960, p. 154 -trad. it., Cristo e noi, Paoline, Roma 1982, p.151].

Grazie alla Resurrezione, ed alla eucarestia che la memorializza, la natura umana e attraverso essa il cosmo si trovano incorporati nel risorto, assunti dalla stessa persona del Figlio di Dio in Lui uniti alla natura divina .

GREGORIO DI NISSA, PG XLV, 708 b.

Così come la catastrofe cosmica aveva introdotto un nuovo ordine che contempla la corruzione e la morte, la redenzione operata da Gesù , la vittoria sulla morte mediate la resurrezione del corpo ristabilisce la trasparenza del mondo a Dio ,il senso del mondo e l'uomo redento può contemplarlo in se stesso.

L'uomo cessa di oggettivare l'universo per possederlo : identifica tutto con il Corpo di Cristo. Cristo è «sole che sorge per illuminare coloro che siedono nelle tenebre e nell'ombra della morte» (Lc 1,78-79).

pelerin Dice il Pellegrino russo :

«Tutto quello che mi circondava, mi appariva sotto un aspetto meraviglioso:... tutto pregava, tutto cantava gloria al Signore. Capivo così quello che la Filocalia chiama «la conoscenza del linguaggio della creazione» e vedevo come è possibile conversare con le creature di Dio»


[ Racconti di un pellegrino russo, Cittadella, Assisi 1980, p. 41.]

Lo stesso linguaggio lo troviamo anche sulla bocca di S. Nettario di Egina (1846-1920) nelle sue conversazioni con le monache di clausura:

«Un giorno abbiamo chiesto al nostro padre... di dirci come le creature prive di ragione e di voce, come il sole, la luna, le stelle, la luce, le acque, il fuoco, il mare, le montagne, gli alberi, infine tutte le creature che il salmista invita a lodare il Signore, potessero fare ciò.

Il santo non rispose nulla. Alcuni giorni dopo, mentre si svolgeva l'incontro vespertino, sotto il pino, egli ci disse: 'Alcuni giorni fa mi avete chiesto di spiegarvi come le creature lodano Dio. Ebbene, ascoltatele'. Le suore furono allora introdotte nel mondo trasfigurato nel quale udirono distintamente ciascuna creatura cantare e lodare secondo il modo proprio il Signore e Creatore»
[A. Frontrier, S.Nectaire d'Egine, Centre hortodox d'information-Meudon,s.d.,p.72.]

La redenzione del tempo.
La liturgia delle Ore

Il Cristo, ricapitolando in se' la storia umana ( Io sono l'alfa e l'omega ,il principio e la fine ) da' nel contempo la pienezza del loro senso ai cicli cosmici. L' Incarnazione ha santificato ciascun momento del tempo cosmico e ha decifrato il suo significato.

È così, innanzitutto, per il ritmo diurno: il Cristo è il sole che sorge sulla nuova creazione, sul cosmo liturgico. Egli è il «Sole di giustizia» che porta la guarigione nelle sue ali (Mal 3,20), l'«0riente donde viene la gloria di Dio» [Ez 43,2).

II simbolismo arcaico di resurrezione, di vittoria della Vita, che l'aurora riveste universalmente (trionfo del giorno sulle forze demoniache della notte) trova il suo senso definitivo nel cantico di Zaccaria per il quale il Cristo è «sole che sorge per illuminare coloro che siedono nelle tenebre e nell'ombra della morte» (Lc 1,78-79).

Il ciclo del giorno e della notte, immerso ormai nella luce del Cristo che è venuto e che viene, è il simbolo del «giorno senza fine», del «giorno senza notte». «La nostra preghiera, secondo il ritmo diurno» precisa S. Cipriano,« diventa un'imitazione di ciò che un giorno noi dobbiamo essere» La vittoria sulla morte è anche vittoria sulla notte; «Preso il boccone, Giuda subito usci. Ed era notte» {Gv 13,30).


Il Cristo con la sua resurrezione nel cuore della notte ha cambiato il senso di essa: la notte diventa il ricettacolo di una luce nuova che non conosce tramonto; Vita luminosa liberata dalla morte.

Lo stesso possiamo dire del ciclo annuale: Il solstizio d'inverno, è l'implorazione nelle tenebre , Natale ,il momento in cui la luce comincia a spuntare. La resurrezione coincide con la primavera, la quale, in effetti, secondo un simbolismo voluto da Dio, doveva rappresentare il momento in cui la vita trionfa, non per un'effimera estate ma per l'estate eterna del Regno.

Qui si corrispondono tre momenti, ciascuno carico di tutto uno sviluppo temporale:

- il momento della creazione, nel quale il contatto con l'eternità suscita il dinamismo paradisiaco;
- il momento della caduta,
nel quale il contatto con il nulla relativo, verso il quale si volge la libertà umana, mescola al tempo primitivo l'essere per la morte nonché la macchia delle generazioni e delle corruzioni;
- infine l'istante della resurrezione
nel quale di nuovo sorge l'eternità e da cui procede una durata trasfigurata, non nel senso che venga restaurata la temporalità paradisiaca, ma perché il tempo decaduto esso stesso diventa ormai il luogo che accoglie l'eternità.Un'intima corrispondenza unisce i due 'istanti' in cui l'eternità suscita, poi risuscita, il tempo.

La primavera si situava al punto attraverso il quale era entrata la corruzione. Ora, per una certa 'sacramentalità' del tempo, si presenta come il momento della ri-creazione del mondo

È così, infine, del simbolismo della settimana, cominciando dalla settimana stessa la quale ricapitola la prima settimana della creazione. La domenica soprattutto rivela il disegno concepito da Dio in vista della creazione del mondo: radunare tutto nel Cristo, mentre lo svolgimento degli altri giorni della settimana èsimbolo del divenire totale dell'universo.

Il tempo ciclico , liberato dalla disperazione che spingeva l'uomo' a fuggire nell'impersonale, è ormai inserito nella liturgia del Dio vivente. Esso è inoltre situato non più nella nostalgia dell'origine ma nell'attesa della Fine già partecipata nel Cristo in una prospettiva escatologica  .

L'ascensione introduce la nostra natura nel seno stesso della Trinità; con la Pentecoste comincia, nella grazia dello Spirito santo, la libera appropriazione da parte di ciascuna persona umana della forza divina che viene irradiata dal corpo glorificato del Cristo.La storia ormai è la storia del fuoco che Cristo è venuto a gettare sulla terra e che non cessa di far ardere le anime; è la storia della luce, l'economia dello Spirito santo : la pienezza dei tempi apre in effetti i tempi della pienezza.

Il mondo allora si rivela come una chiesa: «la navata, spiega S. Massimo Confessore, è l'universo sensibile, gli angeli costituiscono il coro, e lo spirito dell'uomo in preghiera il santo dei santi. Così l'anima si rifugia come in una chiesa e in un luogo di pace nella contemplazione spirituale della natura; essa vi entra con il Verbo e, con Lui nostro Sommo Sacerdote, sotto la sua guida, offre l'universo a Dio nel suo spirito come su di un altare» .

Silvano dell'Athos (morto nel 1938) non cessava di ripetere: «Per l'uomo che prega nel proprio cuore, il mondo intero è una chiesa».

La benedizione, il rispetto della terra, la sottomissione a ogni vita nella sua feconda bellezza, la condivisione con i poveri, tutto fa convergere alla trasformazione della terra in corpo del Cristo glorificato.

(*) Stephanos Charalambidis : Cosmologia Cristiana  in Iniziazione alla pratica della teologia-Queriniana


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