Piccolo Corso Biblico

Cosmologia cristiana.
L'uomo : microcosmo e immagine di Dio.
L'uomo specchio della creazione L'uomo microcosmo
Il primo racconto della creazione , ci mostra come l'uomo, pur essendo stato creato dopo gli altri esseri, è tuttavia assimilato ad essi nella benedizione che chiude l' ultimo giorno della creazione, il sesto giorno .

Gn 1,26 26Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27E Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. 28Dio li benedisse e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».

La benedizione che conclude l'opera della creazione fa dell' uomo l'essere in cui la creazione ha la sua ricapitolazione .

La grande Tradizione patristica definisce l'uomo come 'microcosmo' nel senso che nel suo corpo egli ricapitola tutta la creazione.
Siamo fatti di polvere di stelle
Non c'è discontinuità tra "il corpo del mondo" e "il corpo dell'uomo"; l'universo è inglobato nella 'natura' umana e -nel senso teologico del termine- il cosmo è "corpo dell'umanità".

L'uomo spirituale , immagine di Dio
Nel racconto biblico Dio ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza e questa immagine del mondo creatore egli la porta dentro di sè perchè gli viene comunicata nell'anima.

L'uomo è capace di coscienza riflessa, di autodeterminazione ( libertà) , di immaginazione-creatività , autotrascendenza ( dono di sè all'altro), di amore.

Il Pilastro della CreazioneLa Menorah nell'ebraismo rappresenta la creazione , i 7 cieli inondati dalla Luce ( 6 giorni per la creazione e il 7° , il Sabato: il " riposo di Dio con il Suo popolo").

In quanto ricapitola in sè tutta la Creazione, visibile e invisibile, l'uomo può essere rappresentato con la Menorah.

Il Mondo Creato è il mondo della Materia ed i suoi Gradi dell'Essere sono, dal più denso al più sottile :
- l'1°, minerale - TERRA
- il 2°, vegetale - ACQUA
- il 3° , animale- ARIA



Il Mondo Creatore è il mondo dello Spirito ed i suoi Gradi dell'Essere sono, dal più sottile al più denso:
-il 7°, Lui- IL VERBO
-il 6° , Serafino ( l'Ardente)
- il 6° , Angelo ( il Messaggero)

Il Mondo Creato è -nell'uomo- immagine del Mondo creatore. La sua anima è lo" specchio " (prisma) che riflette la Luce Creatrice.
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La caduta, l'Abisso
A causa del peccato di Adamo ed Eva nell'uomo è intervenuta una separazione tra Mondo Creato e Mondo Creatore. L'uomo si è separato dalla Luce Creatrice e nella storia vaga nelle Tenebre.
-

Secondo la teologia biblica Dio ha posto ( creato) la prima coppia umana ( Israele) nella perfezione//pienezza dell'Essere, sottoponendola però ad una prova ( comandamento) "alimentare" : mangia tutti i frutti che vuoi ma non mangiare il frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male.

Significato : la conoscenza del bene e del male non è buona cosa per te :
autodeterminandoti secondo il tuo pensiero del bene e del male ti separereresti dalla Pienezza di Vita che ti ho donato e finiresti per de-crearti, fallire il tuo essere.

Questa separazione si rivela come una costante della storia e poichè storia e creazione -nella teologia biblica- non sono mai separate , questo significa che l' ABISSO tra uomo e Mondo Creatore è costitutivo dell'essere umano. In altre parole l' uomo - lo stabilirà la teologia cristiana- è separato dal Mondo Creatore fin dalla nascita , introducendo il concetto di PECCATO ORIGINALE.

Peccato Originale : l'ABISSO.

Nel Mondo Antico ( prima di Gesù) Il 4° grado dell'essere non era ancora nato: tra l' uomo ( ricapitolatore della Materia) e lo Spirito, il Mondo Creatore c'era una separazione , un Abisso.

Con la religione da sempre l'uomo ha tentato di superare questo Abisso ma la storia rivela come - di fatto - per l'uomo Esso sia insuperabile.


Gli angeli sono creature che non si ripriducono ma prendono direttamente la Vita da Dio. Vivono di comunione con la Vita divina, lo Spirito creatore, e per questo partecipano della sua azione creativa. Sono spiriti creatori .

Nel Genesi il "dio creatore" è Elohim, vocabolo al plurale che indica gli Spiriti creatori.

L'uomo è spirito. In quanto spirito è capace di comunicazione ed unione ( comunione ) con gli esseri spirituali.

L'uomo nel progetto di Dio
L'Uomo è considerato dai Padri della Chiesa come «la gloria» di Dio, cioè come la manifestazione al mondo ( creato) dell'immagine di Dio ( creatore ) che egli porta in sè stesso. Tra lo Spirito Creatore ( gli Elohim) e l'Uomo c'è immmagine e somiglianza .

L'Uomo, nel Progetto di Dio è, in se stesso,
- immagine del creato

- e immagine del mondo creatore


In se stesso l'uomo è anche anima, possibile Ponte tra Mondo Creatore e Mondo Creato, tra Spirito e Materia.

L'uomo coscienza del cosmo
La mistica bizantina commenta spesso la visione di s. Benedetto che contempla l'universo intero come raccolto in un raggio di luce divina :

" Ogni cosa sulla terra è - nell'uomo e per mezzo di lui- un'immagine di Dio, un riflesso della Luce Divina, un riflesso del Mondo Creatore."
( cf S. GREGORIO MAGNO, Dial. n, 35, PL 66, 198-200 e E. LANNE,«L' interprétatìon palamite de la vision de saint Benoit», in Millénaire du Mont Athos, Chevetogne 1963, n, 21-47.)

L' anima , il 4, è come uno specchio per il quale la realtà del mondo, -nell'uomo-si manifesta alla sua coscienza. L'Uomo , può conoscerla in se stesso.

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L'essere visibile, il mondo creato, è in un certo modo, il mondo creatore riflesso dall'uomo, in se stesso .

"L'uomo è «l'orizzonte » nel quale si mostrano le cose" .
"La contemplazione della natura (physikè theória) è un dato fondamentale e indispensabile per la conoscenza (gnósis) di Dio, perché ogni cosa sulla terra è - nell'uomo e per mezzo di lui- un'immagine di Dio. [ GIOVANNI DAMASCENO, Sulle Icone 1, 16 (PG 94, 1245 A).] .

Nell'uomo , autocosciente, il cosmo prende coscienza di se stesso. Il mondo acquista significato , "riceve i nomi", nell'uomo autocosciente.

L'uomo infatti , nel mito biblico dà il nome alle cose : ne conosce il senso, la verità, l'ontologia.

Gen 2,19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati:
in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome.

Se l'universo «sta di fronte» all'uomo -in se stesso- come una rivelazione di Dio creatore , spetta all'uomo decifrare questa rivelazione interiore. Nella relazione Dio-uomo poi , egli può conoscere -in se stesso- anche Dio .

In quanto essere dotato di coscienza, l'uomo è in se stesso conoscenza del cosmo che ricapitola . In quanto unico essere autocosciente ( coscienza riflessa) l'uomo può valutare ciò che conosce nella coscienza per mezzo della ragione, scoprirne il significato.
 
L'uomo, poi, riflette al cosmo il significato, la verità che ha conosciuto attraverso l'immagine che il mondo creatore gli comunica . In quanto essere spirituale in relazione con il Mondo Creatore, l'uomo può diventare cosciente del cosmo e conoscerlo secondo Verità .

L'uomo è unità  di spirito e materia. E' l'unico essere infatti dotato di parola . La parola è l'unione tra spirito ( significato) e materia ( suono ). Dando "il nome alle cose", l'uomo rende cosciente la loro " lode ontologica " ( la bellezza delle cose )

".. S. Massimo Confessore mostra come noi non possiamo percepire la cosa più piccola senza realizzare nel contempo una specie di esperienza trinitaria:
-l'essere stesso delle cose le collega al principio dell'essere, il Padre;
-la loro intelligibilità, l'ordine 'logico' (nel senso della grande ragione mistica e intellettuale) che è insieme: in esse nell'intelligenza umana ,  le collega al Logos, al Figlio;
- infine la loro vita o, più generalmente il loro movimento, mostra la presenza in esse del Soffio «donatore di vita» che da compimento e reintegra, lo Spirito.

Gregorio di Nissa ricorda a questo proposito che «noi [ con la nostra natura corrotta] non possiamo conoscere l'essenza del più piccolo filo d'erba».

Solo i santi [ Uomini compiuti ] , nell'unione con Dio, ricevono la conoscenza perfetta delle cose create perché essi contengono [ in se stessi] il mondo in quanto «luogo di Dio» e lo situano nell'Amore: «le cose visibili vengono approfondite attraverso le invisibili da coloro che si danno alla contemplazione».
(*)

l'Uomo spirito creatore
"La contemplazione del cosmo nei santi è conoscenza perfetta del Mondo Creatore perchè essi situano il cosmo nella Luce Creatrice, che -nell'Uomo- è la giusta relazione della materia con lo Spirito Creatore.

Da tutto ciò risulta una conseguenza fondamentale: "...esistono dei gradi diversi di materialità, i quali non sono nature bensì stati di materialità; e precisano i teologi orientali Evagrio e Berdiaev : " sono stati di contemplazione." (*)

Dio ha creato il cosmo "mosso" dal suo Spirito che è Luce//Amore Eterno. Tutti gli esseri , nell'Uomo, giungono alla loro perfezione creativa attraverso l'azione dello Spirito//Luce . Il " compito " dell'Uomo è quello di riflettere sul mondo lo Spirito-Luce che riceve da Dio .

In questo modo partecipa al compimento della creazione - in se stesso- e // si compie come Uomo..


1Gv 4,8 Chi non ama
non ha conosciuto Dio,
perchè
Dio è amore.

L'uomo riceve -in se stesso- la Carità ed il suo " essere" è rifletterla .

1Gv 4,16 E noi abbiamo conosciuto e creduto l'amore che Dio ha in noi.
Dio è amore;
chi rimane nell'amore rimane in Dio
e
Dio rimane in lui.

Agendo nella Luce-Carità egli partecipa della azione creatrice di Dio , nel mondo e in se stesso, fino al proprio compimento come Uomo Definitivo.

L'uomo , spirito decreatore del cosmo
L'Uomo Creatore , comunicando Carità al mondo , comunica la Forza Divina, lo Spirito creatore ed esse, in lui , giungono alla loro perfezione creativa.

".... Immagine di Dio, ma anche microcosmo (per il fatto di inglobare potenzialmente la totalità del sensibile e dell'intelligibile, e per il fatto di ricapitolare nella sua corporeità tutto il sensibile mentre le sue facoltà superiori somigliano ai modi angelici),

«l'uomo costituisce l' ipostasi del mondo »

( la sua sostanza propria) , la «congiunzione tra il divino e il "terrestre" » .. .. e da lui «si diffonde la grazia divina su tutta la creazione».

Ma l'uomo è anche separato dal mondo ( il mondo che è fuori da lui) : mentre il mondo è in se stesso determinato, non è libero, l'uomo può autodeterminarsi, è libero dal cosmo, è libero anche da Dio :
è Persona.


La vocazione dell'uomo, che è appunto persona, ad immagine di Dio, consiste, nella libertà personale, nel
-trascendere l'universo, non per abbandonarlo bensì per contenerlo,
-per dirgli il senso che ha,
-per permettergli di corrispondere alla sua segreta sacramentalità,
-per 'coltivarlo',
-portare a termine la sua bellezza,
-insomma trasfigurarlo e non sfigurarlo.

" .. È questo il livello in cui si situa la grandezza dell'uomo : una grandezza che risiede nella sua dimensione irriducibilmente personale, metacosmica, che gli permette di non dissolvere il cosmo ma di trasformarlo in tempio della Sapienza divina. "
(*)

Tra il creato ricapitolato nell'Uomo e quello fuori dal suo corpo c'è una relazione di scambio.

".. Tra l'uomo-microcosmo e l'universo 'macroantropo' c'è endosmosi ed esosmosi, cioè scambio, migrazione di conoscenza dall'uomo al cosmo e viceversa . Non è migrazione solo di significati, di conoscenza, ma anche di forza, della Forza divina.
(*)

endoesoL' osmosi, scoperta nel 1748 dall'abate Nollet, è un fenomeno di diffusione tra due liquidi attraverso una membrana di separazione.
[ endosmosi= passaggio di un liquido dall’esterno all’interno di un diaframma poroso = passaggio d’acqua dall’esterno all’interno di una cellula immersa in una soluzione ipotonica.   esosmosi = passaggio di molecole dall'interno all'esterno di un diaframma poroso o dell'acqua dall'interno all'esterno di una cellula ]


L'anima dell'uomo è come una membrana porosa sia rispetto allo Spirito Creatore//Carità che alle forze della materia (fissità , crescita , movimento, etc) . Le riceve in sè ma ne è anche prisma riflettente.

Di conseguenza

La Vita di comunione dell'Uomo con Dio-Amore , si manifesta nella relazione con il mondo e condiziona lo stato di creazione o decreazione dell'universo-storia.

Se l'Uomo si separa dalla Luce/Vita, da Dio, dall' Amore/Carità egli perde la contemplazione interiore che lo muove alla relazione con il mondo, nella Carità .

L' Uomo ( autosciente e libero) che si separa dalla Luce ( Gesù che gli dona lo Spirito) non vede più le cose del mondo nella loro erità//Realtà//Bellezza//destinazione , vede gli esseri - e se stesso- in modo opaco : più è separato da Dio più il mondo gli appare solo materia-tenebra.


La situazione del cosmo, la sua trasparenza od opacità allo Spirito Creatore , la sua liberazione in Dio o il suo asservimento alla decreazione, corruzione e morte, dipendono dall'atteggiamento fondamentale dell'Uomo, dalla sua trasparenza od opacità- in se stesso- alla Luce divina, allo Spirito //Carità.

L'Uomo è libero e perciò responsabile rispetto al cosmo e rispetto a Dio.

Può, accogliendo Gesù, diventare Uomo e trasformare il mondo in tempio della Sapienza Creatrice oppure può, separandosi da Dio, decrearsi in uomo ( o peggio) e dissolverlo.

Rm 8,19 La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; 20 essa infatti è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per volere di colui che l'ha sottomessa - e nutre la speranza 21 di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.

"L'uomo rappresenta per l'universo la speranza di ricevere la grazia di unirsi a Dio ma anche il rischio del fallimento e dello scacco, quando, distolto lo sguardo da Dio, degradato a uomo non vede delle cose altro che l'apparenza, «la figura che passa» (1 Cor 1,31) e dà  loro, di conseguenza, «un falso nome». (*)

(*) Stephanos Charalambidis : Cosmologia Cristiana  in Iniziazione alla pratica della teologia , Queriniana.


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