Corso di Religione

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EBRAISMO
Introduzione I
         


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L' ebraismo è la religione di un popolo ingiustamente odiato e  perseguitato  nella storia.

L'odio verso gli ebrei precede il cristianesimo: essi, infatti, erano spesso accusati nell'antichità di odiare il genere umano per la fedeltà alla loro religione  e per il rifiuto di aderire ai costumi nazionali dei  popoli che li sottomettevano e con cui convivevano.

Quando si affermò  la religione cristiana, pur essendo fortemente legata alla rivelazione ebraica , nella stessa Bibbia ebraica, gli ebrei furono considerati popolo respinto da D-o e deicida, cioè responsabile della morte di Gesù.

Perseguitati da questa infame calunnia, gli ebrei furono così costretti a subire massacri, espulsioni, bandi, estorsioni, ghettizzazioni. Quando si verificava un'epidemia, una carestia o altro, gli ebrei ne erano spesso ritenuti i responsabili.

Altre accuse erano quelle di manovrare la finanza e l'economia, di profanare le ostie consacrate e di eseguire crimini rituali per celebrare le loro feste.

Furono parecchie le nazioni che comminarono ordini di espulsione per gli ebrei: nel 1290 l'Inghilterra, nel 1384 la Francia, nel 1453 l'Austria, nel 1492 la Spagna, ecc. fino alla II guerra mondiale.

La stella di Davide- il simbolo che il re Davide aveva posto sul suo scudo e' diventato simbolo nazionale dell'ebraismo. Durante il nazismo ed il fascismo furono emanate le leggi razziali : ogni ebreo doveva portare sul vestito la stella gialla come un marchio di diversita'.

Durante la II guerra mondiale furono messi dai nazisti sotto la minaccia dello sterminio ; ha dichiarato il 29 maggio 2006 il Papa tedesco Benedetto XVI : « I potentati del Terzo Reich volevano schiacciare il popolo ebraico nella sua totalità; eliminarlo dall'elenco dei popoli della terra. Allora le parole del Salmo: "Siamo messi a morte, stimati come pecore da macello" si verificarono in modo terribile.

In fondo, quei criminali violenti, con l'annientamento di questo popolo, intendevano uccidere quel D-o che chiamò Abramo, che parlando sul Sinai stabilì i criteri orientativi dell'umanità che restano validi in eterno. Se questo popolo, semplicemente con la sua esistenza, costituisce una testimonianza di quel D-o che ha parlato all'uomo e lo prende in carico, allora quel D-o doveva finalmente essere morto e il dominio appartenere soltanto all’uomo – a loro stessi che si ritenevano i forti che avevano saputo impadronirsi del mondo.


Con la distruzione di Israele, con la Shoah, volevano, in fin dei conti, strappare anche la radice, su cui si basa la fede cristiana, sostituendola definitivamente con la fede fatta da sé, la fede nel dominio dell'uomo, del forte.»

Lo shofar da' il suono per la convocazione del popolo eletto di D-o. Viene suonato il venerdi per annunciare al popolo l'inizio del giorno di sabato, giorno di festa ebraica. Viene poi suonato a capodanno e nel giorno delle espiazioni. 

Persecuzioni, eccidi e discriminazioni continuarono fino ai nostri giorni. Anche se privi di molte libertà, oppressi e disprezzati, gli ebrei riuscirono a sopravvivere, a rimanere uniti e a mantenere una propria identità.

Persino nella vita del ghetto (specie di cittadelle a loro riservate dentro le grandi città europee) produssero un pensiero mistico e filosofico, ebbero una loro letteratura, una loro musica e varie manifestazioni in molti altri campi dell'arte.

Con la fine della II guerra mondiale Israele è a tutti gli effetti uno stato ebraico. Una delle prime leggi votate dal nuovo governo israeliano, nel 1950, fu la Legge del Ritorno. Essa stabilisce che ogni ebreo che arriva in Israele acquista automaticamente, al momento del suo arrivo, la piena cittadinanza, con tutti i diritti."

L'ebraismo secondo gli ebrei

[ Ebraismo- a cura di G.Filoramo-Bari 1999. ]
« La storia della religione ebraica è, fin dall'antichità, storia di un popolo in permanente situazione di diaspora e, dunque, sottoposto al confronto con culture diverse, con i conseguenti pericoli di messa in crisi della propria identità religiosa, come dimostra, con il suo proliferare di gruppi e divisioni, il periodo ellenistico, uno tra i più drammatici, ma anche tra i più creativi nella storia millenaria dell'ebraismo.

A partire dall'espulsione nel 1492 degli Ebrei dalla Spagna e dal Portogallo, l'epoca moderna non ha fatto che accentuare questa situazione, come conferma ad esempio la divisione tra sefarditi e ashkenaziti . Nonostante ciò, l'ebraismo si è dimostrato in grado di resistere e di rispondere, in modi differenti ma efficaci, alle sfide devastanti dei processi di modernizzazione.

Al pari delle altre grandi religioni, infatti, la modernità ha trasformato anche questa tradizione religiosa, favorendo la formazione di gruppi e correnti differenti che hanno permesso agli Ebrei, di fronte alle sfide di culture diverse, di elaborare risposte intelligenti e diversificate all'eterna questione di come vivere la propria «ebraicità» in un mondo non ebraico e, come quello moderno, in continuo mutamento.

Così, la modernizzazione crea nuove forme di espressione giudaica in campi a prima vista diversi quali la famiglia o le relazioni economiche, sociali e politiche. Che dire poi del problema più generale, che segna tutta la storia dell'ebraismo, di rapportare la «Legge eterna» a situazioni nuove come quelle messe in atto dall'ingegneria genetica, situazioni che anche nel mondo ebraico hanno suscitato e suscitano vivaci dibattiti intorno ai temi scottanti della bioetica?

In questo modo, si sono venute creando nuove forme di identità e coesione culturale. D'altro canto, come il paragone con il giudaismo ellenistico ricorda, storicamente non esiste un ebraismo che ricapitoli tutte le differenti espressioni storiche della fede in D-o, nelle sue promesse, nella sua rivelazione, ponendosi come la sua «essenza».

A differenza delle altre grandi Tradizioni religiose nel corso del Novecento l'ebraismo ha dovuto confrontarsi con due fenomeni peculiari: l'antisemitismo virulento e sistematico sfociato nella Shoah e il costituirsi nel 1948 dello Stato di Israele. Questi eventi hanno inciso drammaticamente anche sull'ebraismo come religione, mutandone in modo deciso il profili. A partire dal 1985 il 55% dei matrimoni di Ebrei sono ormai misti e se il trend continuasse sarebbe possibile consevare forme " pure" di ebraismo solo nelle minoritarie comunità " ortodosse". »

Gli Ebrei messianici (17 marzo 2017, Casa Pontificia padre Raniero Cantalamessa, predicatore.)
"Esiste da tempo un movimento chiamato degli “Ebrei messianici”, cioè degli Ebrei-cristiani. (“Cristo” e “cristiano” non sono che la traduzione greca dell’ebraico Messia e messianico!). Una stima per difetto parla di 150 mila aderenti, distinti in gruppi e associazioni diverse tra loro, diffusi soprattutto negli stati Uniti, in Israele e in varie nazioni europee.

Sono ebrei che credono che Gesú, Yeshua, è il Messia promesso, il Salvatore e il Figlio di Dio, ma non vogliono assolutamente rinunciare alla loro identità e tradizione ebraica. Non aderiscono ufficialmente a nessuna delle Chiese cristiane tradizionali, perché intendono ricollegarsi e far rivivere la primitiva Chiesa dei giudeo-cristiani, la cui esperienza fu interrotta bruscamente da noti eventi traumatici.

La Chiesa cattolica e le altre Chiese si sono sempre astenute dal promuovere, e perfino nominare, questo movimento per ovvie ragioni di dialogo con l’ebraismo ufficiale. Io stesso non ne ho mai parlato. Ma ora si sta facendo strada la convinzione che non è giusto continuare a ignorarli o, peggio, ostracizzarli da una parte e dell’altra.

È uscito da poco in Germania uno studio di diversi teologi sul fenomeno ... A una inchiesta sui fattori e le circostanze che sono state all’origine della loro fede in Gesú, più del 60% degli interessati ha risposto: “una trasformazione interiore ad opera dello Spirito Santo”; al secondo posto c’è la lettura della Bibbia e al terzo, contatti personali . È una conferma dalla vita che lo Spirito Santo è colui che da la vera, intima conoscenza di Cristo."




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