Corso di Religione

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Religione e fede.

Teologie
         


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Il Vangelo, Gesù venne annunciato dai testimoni oculari :
Come Principio di Vita dell'eterno che supera la morte con la risurrezione.

Gv 20, 30Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro.
31Ma questi
sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio,
e perché, credendo, abbiate la Vita nel suo nome.
1Gv 1,2 la Vita infatti si manifestò, noi l'abbiamo veduta
e di ciò
diamo testimonianza e vi annunciamo la Vita eterna,
che era presso il Padre e che si manifestò a noi
3quello che abbiamo veduto e udito,
noi lo annunciamo anche a voi,
perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo.
4
Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena.
1Gv 1,5
Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo:
Dio è luce e in lui non c'è tenebra alcuna.

...come un cammino//Vita di fede nella Luce//Verità e nella Carità......

Gv 11, Se uno
cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo;
10ma se cammina di notte, inciampa, perché la Lluce non è
in lui».
Gv 12,35 Allora Gesù disse loro: «Ancora per poco tempo la Luce è tra voi.
Camminate mentre avete la Luce, perché le tenebre non vi sorprendano;
chi cammina nelle tenebre non sa dove va.

2Gv 1,4 Mi sono molto rallegrato di aver trovato alcuni tuoi figli che camminano nella Verità,
secondo il comandamento che abbiamo ricevuto dal Padre.
2Gv 1,6
Questo è l'amore: camminare secondo i suoi comandamenti.
Il comandamento che avete appreso da principio è questo:
camminate nell'amore.
3Gv 1,4 Non ho gioia più grande di questa: sapere che i miei figli
camminano nella verità.
Rm 6,4 Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una Vita Nuova.
Gal 5,16 Vi dico dunque:
camminate secondo lo Spirito.
Ef 2,10 Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.Ef 5,2 camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi,

... in modo che tutti potessero comprenderne il solido fondamento storico ...

Lc 1, 1 Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine
gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi,
2come ce li hanno
trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principioe divennero ministri della Parola,
3così anch'io ho deciso di
fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi,
e di
scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo,
4in modo che tu possa renderti conto della
solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

..e nessuno si facesse catturare da tentativi di ridurre la fede a discorsi filosofici , morali o religiosi, secondo gli elementi del mondo ...

Col 2,6 Come dunque avete accolto Cristo Gesù, il Signore, in Lui camminate,
7
radicati e costruiti su di Lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato... 8 Fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo.
...ma rimanesse saldo nella fede...

Eb 11, 1 La fede è fondamento di ciò che si spera
e prova di ciò che non si vede.

1 Pt 3, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori,
pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.
16Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza,
perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.

Nell'annuncio cristiano fu presente fin dagli inizi ( vedi Paolo) anche una dimensione apologetica nel dialogo con i non credenti che fece da prevenzione alla tentazione fondamentalista -sempre presente- di annunciare il Vangelo in modo dogmatico cioè autoreferenziale, senza aperture dialogiche alla contemporaneità storica.

Conc. Vat. II .GS 1
Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore. La loro comunità, infatti, è composta di uomini i quali, riuniti insieme nel Cristo, sono guidati dallo Spirito Santo nel loro pellegrinaggio verso il regno del Padre, ed hanno ricevuto un messaggio di salvezza da proporre a tutti. Perciò la comunità dei cristiani si sente realmente e intimamente solidale con il genere umano e con la sua storia.

"Ogni discorso teologico sulla credibilità della Rivelazione deve pertanto mostrarsi seriamente interessato alla situazione intellettuale ed esistenziaie dell'interlocutore, non sottovalutando il travaglio che la ricerca della verità e del bene recano con sè. Nella diversita dei cammini lungo i quali tale ricerca si realizza nella storia di ciascuno. Nella logica della condivisione, messa assai bene in luce dall'icona dell'incontro fra il Risorto e i discepoli di Emmaus. trova il suo spazio anchne il compito di una paziente spiegazione della storia e talvolta di un necessario "risanamento della ragione" (cfr. Lc 24,27 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. ).

L'annuncio della speranza cristiana e l'elaborazione teologica delle ragioni che la sostengono non possono far leva soltanto sull' emotività e sul sentimento ( religioso n.d.r.) di coloro ai quali ci si dirige, ma devono assumersi anche l'onere di fornire ai propri interlocutori i necessari elementi di istruzione e di formazione che consentano loro di riconoscere la logica della credibilità ( della rivelazione, Gesù n.d.r.) come ragionevolmente significativa.
E' già qui che si intravede , in fondo il necessario rapporto fra Rivelazione e filosofia , fra la fede e i preamboli che ne accompagnano l' opzione."
( Prof. G. Tanzella-Nitti.- Appunti di Teologia Fondamentale © 2012 Roma)

La teologia tra religione e fede ( Peter Stockmeier: Fede e religione nella Chiesa Primitiva. Brescia 1976. )

.. La vita di fede e le forme di espressione religiosa nel cristianesimo furono sempre oggetto di riflessione critica ( cf. Claudio di Torino , + 827: critiche a pellegrinaggi e culto mediovale dei santi ) ma solo con la Riforma Protestante scoppia un vero e proprio problema : la combinazione nel cristianesimo tra vita di fede e religione La riforma protestante aveva messo in evidenza il limite dell'apologetica : molta attenzione agli errori da combattere e poca attenzione alla " proposta evangelica ".La teologia     liberale dal secolo XVIII aveva tentato di mettere daccordo Gesù con la modernità, un mondo cambiato dalla rivoluzione scientifica e industriale e dalle spinte illuministe esplose con la Rivoluzione francese. Il problema centrale fu quello di “estrarre” dalle narrazioni delle Bibbia un insegnamento razionale, demitizzando i racconti biblici di rivelazione attraverso una loro interpretazione storico-critica . Si cercava un «Gesù storico» oltre a quello della fede.
Vi fu un fondamentalismo nel cristianesimo ed una reazione , il modernismo La teologia dialettica , inaugurata da K. Barth reagì con forza alla telogia liberale riaffermando l’assoluta trascendenza di Dio (il «totalmente altro») e affermando che... il Vangelo [ l'UOMO DEFINITIVO] non è paragonabile a nulla di ciò che l’uomo ha elaborato come religione nel suo instancabile e vano tentativo di conoscere Dio [ umanamente ] .

L'Umanità di Dio( Karl Barth, «L’umanità di Dio», Torino, Claudiana, 1997 (1975), p. 99)
... Il contenuto della Bibbia non è costituito affatto dai giusti pensieri degli uomini su Dio ( la religione), ma dai giusti pensieri di Dio sugli uomini ( la rivelazione che suscita la fede). Nella Bibbia non si dice come noi dobbiamo parlare con Dio ( la religione) , ma che cosa Egli dice a noi ( per la fede), non come noi troviamo la via per giungere a Lui (la religione) , ma come Lui ha cercato e ha trovato la via per giungere a noi .Dio giunge nell'uomo per farlo UOMO attraverso la fede , non attraverso la religione. Non il modo giusto in cui dobbiamo riferirci a Lui ( religione) , ma l’alleanza che Egli ha stretto con tutti i figli di Abramo, nella fede, e sigillato definitivamente in Gesù Cristo.
Questo c’è nella Bibbia. "

L'’iniziativa e il compimento della salvezza [ l'UOMO DEFINITIVO] sono solo nelle mani di Dio e all’uomo rimane la «decisione della fede», il salto con cui si consegna al Dio [ umanamente ] irraggiungibile. La religione -ogni religione- è vista come il maldestro tentativo di cogliere e possedere Dio senza passare per l’unica e necessaria rivelazione indeducibile della sua Parola: Gesù [ l'UOMO DEFINITIVO]. ..

Commenti ".. .. Barth era noto per il suo richiamo a una teologia "della fede" e "della Rivelazione", in opposizione alla "teologia liberale" prevalente in campo accademico, nel protestantesimo d’inizio secolo. ..nel discorso di Barth il divino e l’umano, l’annuncio cristiano e la "religione" (come fenomeno culturale, istituzionale), e ancora: la fede e la Chiesa nella sua visibilità storica, tenderebbero inevitabilmente a contrapporsi. Contro una visione che riduceva il cristianesimo entro le categorie del sapere storico e scientifico, concependolo come la massima espressione del "genio religioso" dell’umanità, egli ribadiva che "il contenuto della Bibbia non è costituito affatto dai giusti pensieri degli uomini su Dio, ma dai giusti pensieri di Dio sugli uomini. " .. secondo Barth, il cristianesimo è capace di "abitare" la religione, di chiarire e di vivificare un anelito alla "salvezza" comune a tutti gli uomini, in qualsiasi epoca.
Tuttavia, la fede cristiana è anche chiamata a vigilare, persino a ingaggiare un corpo a corpo con la religione, quando quest’ultima tende ad "anteporsi" o a "sostituirsi" a Dio. "
( .P. Sequeri -teologo - in http://www.gliscritti.it/blog/entry/399)

" Potremmo dire che, dal punto di vista di Barth, il fenomeno religioso è caratterizzato da un’ambivalenza : - da un lato, è la manifestazione di una positiva tensione dell’uomo verso Dio
( la religiosità n.d.r. ), e precisamente mediante questo "varco" la Grazia di Cristo (la rivelazione n.d.r.) può entrare nel mondo [ e suscitare le fede n.d.r.] ; d’altra parte, la "coscienza devota" ( la religione n.d.r.) è sempre tentata dal pensiero di essere ormai detentrice della Parola di Dio a titolo definitivo ( dottrina-magistero-culto-tradizione n.d.r.). "
( Rossi Roberto- Religiosità, religioni e fede. Lineamenti critici di storia delle religioni. Tau  editrice.







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