Piccolo Corso Biblico

Apocalisse di Gesù. Il settimo sigillo ( le 7 trombe ).
PARTE II
III SEZIONE
le sette trombe 8,1-11,14
Il settimo sigillo apre un nuovo settenario, quello delle 7 trombe.

Sospensione.


Ap 8,1 Quando l'Agnello aprì il settimo sigillo, si fece silenzio in cielo per circa mezz'ora. Pausa di silenzio.

mezz'ora - è un tempo breve e indeterminato .

Attesa e invito alla contemplazione.
Giovanni ci introduce ora in un nuovo settenario centrato sempre sullo stesso tema:
la storia come salvezza divina che porta la creazione al suo compimento definitivo : l'Uomo .

2 Vidi che ai sette angeli ritti davanti a Dio furono date sette trombe.



Il settenario dei sigilli non si conclude, rimane aperto : dentro di esso ne inizia un nuovo, quello delle trombe.

L'opera salvifica di Gesù non si è dunque conclusa : la liturgia dei salvati era solo una anticipazione .



3 Poi venne un altro angelo e si fermò all'altare, reggendo un incensiere d'oro. Gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme con le preghiere di tutti i santi bruciandoli sull'altare d'oro, posto davanti al trono. 4 E dalla mano dell'angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme con le preghiere dei santi.Sospensione, nuova liturgia.

Un ottavo angelo liturgo porta un turibolo d'oro nel quale vengono bruciati sull'altare d'oro davanti al trono di Dio profumi insieme alle preghiere dei santi.
La liturgia richiama quella templare dell'altare dei profumi posto davanti al santuario, ( Tb 12,12 Ebbene, quando tu e Sara eravate in preghiera, io ( l'angelo) presentavo l'attestato della vostra preghiera davanti alla gloria del Signore. Sal 141,2 La mia preghiera stia davanti a te come incenso )
ma qui è svolta davanti al trono di Dio e dell'Agnello.

5 Poi l'angelo prese l'incensiere, lo riempì del fuoco preso dall'altare e lo gettò sulla terra: ne seguirono scoppi di tuono, clamori, fulmini e scosse di terremoto. 6 I sette angeli che avevano le sette trombe si accinsero a suonarlelo gettò a terra- Era il gesto del sommo sacerdote nel rito espiatorio del Giorno delle espiazioni ( yom kippurim) davanti all'arca della presenza, nel santuario del tempio.

Il bracere con incenso veniva gettato a terra per simulare il giudizio divino sui peccati del popolo e la loro espiazione .

Il gesto doveva essere fatto solennemente davanti al popolo in attesa di un giudizio definitivo di Dio che cancellasse tutti i peccati e ammettesse tutti nel suo Regno eterno.


Nm 17,11Mosè disse ad Aronne: «Prendi l'incensiere, mettici il fuoco preso dall'altare, ponici sopra l'incenso, portalo in fretta in mezzo alla comunità e compi il rito espiatorio per loro; poiché l'ira del Signore è divampata, il flagello è già cominciato». 12Aronne prese quel che Mosè aveva detto, corse in mezzo all'assemblea; ecco, il flagello era già cominciato in mezzo al popolo. Mise l'incenso nel braciere e compì il rito espiatorio per il popolo. 13 Si fermò tra i morti e i vivi, e il flagello si arrestò.

Giovanni richiama questo gesto per annunciare l'entrata del lettore in un nuovo giudizio paradigmatico.

Sentenza.

scoppi di tuono, clamori, fulmini e scosse di terremoto. Il braciere gettato a terra spande carboni ardenti, fuoco, fiamme e fumo.

La risposta divina alla richiesta di espiazione da parte del popolo è la sentenza che viene qui presentata con il linguaggio apocalittico : sconvolgimento degli equilibri in atto nella storia e nello stesso tempo introduzione della salvezza divina che spinge la creazione-storia verso la parousìa.

Pausa .
Preparazione.


L'Apocalisse non ci ha ancora indicato la ragione del giudizio. Si è finora accontentata di proclamarlo imminente. Il libro non ci ha ancora svelato la parte più importante del suo segreto.
(**)


Mediante queste immagini, da considerare come delle variazioni sull’unico tema della sconfitta del male e della morte, la comunità è posta in grado di comprendere il vero significato delle vicende storiche: sempre viena una salvezza da Dio.

Le prime 4 trombe .
Il demoniaco corrompe la creazione e sono guai .
Il silenzio di mezz'ora sta per finire. C'è attesa . Si tratta di teologia e non di cronologia : bisogna comprendere il paradigma .

Azione.


7 Appena il primo suonò la tromba, grandine e fuoco mescolati a sangue scrosciarono sulla terra. La tromba è un simbolo dei profeti At che annunciano il gran giorno di Jhwh ( Gioele 2,1 ) cioè un giudizio divino sulla storia.

Si trova anche nei vangeli:

Mt 24, 30 Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria. [ è il Vangelo ] 31 Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba   [ sono i cristiani che predicano il Vangelo ] e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli. [ il giudizio universale in atto ] (cf. 1Ts 4,16)

Is 18,3 O voi tutti abitanti del mondo, che dimorate sulla terra, .. Appena squillerà la tromba, ascoltatela!

Il tema è inerente alle credenze escatologiche giudaiche   che circolavano  in quel tempo. Si credeva che la corruzione nel mondo fosse stata causata da un peccato angelico che aveva introdotto il demoniaco nell creazione-storia.

Si speculava sul numero degli angeli che avevano peccato e che erano caduti sulla terra , e su come e quanto essi avevano corrotto la natura e l'uomo.

Il motivo del giudizio divino : la creazione-storia  è corrotta dal male.



Un terzo della terra fu arso, un terzo degli alberi andò bruciato e ogni erba verde si seccò. 8 Il secondo angelo suonò la tromba: come una gran montagna di fuoco fu scagliata nel mare. Un terzo del mare divenne sangue, 9 un terzo delle creature che vivono nel mare morì e un terzo delle navi andò distrutto. 10 Il terzo angelo suonò la tromba e cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia, e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque. 11 La stella si chiama Assenzio; un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti uomini morirono per quelle acque, perché erano divenute amare. 12 Il quarto angelo suonò la tromba e un terzo del sole, un terzo della luna e un terzo degli astri fu colpito e si oscurò: il giorno perse un terzo della sua luce e la notte ugualmente. Il linguaggio di Giovanni è quello giudaico dei testi apocrifi .

Gli angeli , abitanti del Cielo , esseri dotati di libertà, hanno scelto ( parte di essi ) di compiersi in contrasto con il disegno divino, hanno cioè peccato e sono stati espulsi dal Cielo.

Caduti sulla Terra hanno provocando danni nei 4 angoli del mondo (le prime 4 trombe) cioè in tutta la creazione.

Danni gravi ma limitati ( un terzo) .


La creazione-storia è stata sconvolta dalla caduta degli angeli peccatori che hanno portato il demoniaco sulla terra .

Questa corruzione è limitata , infatti è stato così solo per un tempo perchè Dio è intervenuto con Gesù, il Figlio d'Uomo, per salvare la creazione-umanità .

Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati:colui che ha risuscitato Gesù risusciterà anche noi ( cfr 2 Cor 4, 8.14)

Sospensione.
Annuncio del Cielo


.

Le ultime tre trombe La quinta tromba:
il demoniaco contamina la natura umana
13 Vidi poi e udii un'aquila che volava nell'alto del cielo e gridava a gran voce:«Guai, guai, guai agli abitanti della terra al suono degli ultimi squilli di tromba che i tre angeli stanno per suonare!». guai guai guai= superguai -una intensificazione dei flagelli e del terrore .

La caduta del demoniaco sulla terra ( gli angeli peccatori ) ha contaminato anche la natura umana : nuovi guai .

" ..... Al memoriale e museo dello Yad Vashem, che commemora l'Olocausto, Papa Francesco ha nuovamente condannato l'antisemitismo, e ha ricordato il grido di Dio nel libro della Genesi:

«Adamo, dove sei?».
«In questa domanda - ha detto - c’è tutto il dolore del Padre che ha perso il figlio. Il Padre conosceva il rischio della libertà; sapeva che il figlio avrebbe potuto perdersi… ma forse nemmeno il Padre poteva immaginare una tale caduta, un tale abisso!».

E quel grido di Dio risuona di nuovo di fronte all'«abisso senza fondo» delle tragedie scatenate dalle ideologie del XX secolo:

«Uomo, chi sei? Non ti riconosco più. Chi sei, uomo? Chi sei diventato?Di quale orrore sei stato capace? Che cosa ti ha fatto cadere così in basso?».

Francesco ha fatto cenno anche a un tema su cui torna spesso, quello dell'azione del Diavolo nella storia.
«Questo abisso - ricorda Dio all'uomo - non può essere solo opera tua, delle tue mani, del tuo cuore…Chi ti ha corrotto? Chi ti ha sfigurato? Chi ti ha contagiato la presunzione di impadronirti del bene e del male? Chi ti ha convinto che eri dio? Non solo hai torturato e ucciso i tuoi fratelli, ma li hai offerti in sacrificio a te stesso, perché ti sei eretto a dio».

Ma l'azione del Diavolo non cancella la responsabilità degli uomini e la loro vergogna.

«Dacci la grazia di vergognarci di ciò che, come uomini, siamo stati capaci di fare - ha chiesto a Dio il Pontefice -, di vergognarci di questa massima idolatria, di aver disprezzato e distrutto la nostra carne, quella che tu impastasti dal fango, quella che tu vivificasti col tuo alito di vita. Eccoci, Signore, con la vergogna di ciò che l’uomo, creato a tua immagine e somiglianza, è stato capace di fare».
[Massimo Introvigne 27-05-2014 http://www.lanuovabq.it ] .."

Il paradigma del settenario delle trombe rivela il segreto della storia : il giudizio divino è permanente perchè nel mondo è entrato il demoniaco e chi lo accoglie fa il male e contrasta l'azione divina che spinge la storia verso il compimento definitivo, l'Uomo.

Ap 9,1 Il quinto angelo suonò la tromba e vidi un astro caduto dal cielo sulla terra. Gli fu data la chiave del pozzo dell'Abisso; Gli fu data la chiave del pozzo dell'Abisso- ἀβύσσου (abyssou)- nell'Apocalisse indica il " senzafondo". : è il Pozzo senza fondo che ha una botola di accesso che richiede una chiave per essere aperta.

L'abisso ( ebraico =tehom ) è la rappresentazione simbolica della creazione, ancora caotica, priva dell'ordine impressole da Dio con la sua Parola/Torah.

Nella cosmologia giudaica l'abisso primordiale era il contenitore del materiale increato , incluse le forze decreatrici e veniva personificato nel mostro mitologico babilonese marino tiamat , la dea del mare.

Nessuno se non Dio poteva accedere all'Abisso perchè è l'unico ad ever dimostrato di controllarne le forze cosmiche ( vedi la notte dell'esodo dall'Egitto ) . Dio farà emergere dall 'abisso l'ordine creativo, la terra ( ha herez ), in definitiva la Palestina, luogo di abitazione di Dio con il suo popolo.

Gn1,1 In principio Dio creò il cielo e la terra. 2 La terra era informe e deserta
e le tenebre ricoprivano l'abisso
e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.


L'apocalittica giudaica aveva ripreso questa mitologia e raccontava che il demoniaco era caduto sulla terra a causa del peccato e si era impossessato di tehom-tiamat.

Il possesso della chiave dell'abisso indica la presa di possesso da parte del demoniaco delle forze primordiali caotiche quindi la capacità di organizzare o sconvolgere il cosmo secondo le proprie prospettive.

Gli fu data : da Dio.

Il potere del demoniaco sul cosmo è limitato dal controllo divino.



L' angelo dell'abisso ( Ap 9.11 ) caduto dal Cielo si è perciò appropriato del potere decreativo del Caos.

2 egli aprì il pozzo dell'Abisso e salì dal pozzo un fumo come il fumo di una grande fornace, che oscurò il sole e l'atmosfera. 3 Dal fumo uscirono cavallette che si sparsero sulla terra e fu dato loro un potere pari a quello degli scorpioni della terra. 4 E fu detto loro di non danneggiare né erba né arbusti né alberi, ma soltanto gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte. 5 Però non fu concesso loro di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi, e il tormento è come il tormento dello scorpione quando punge un uomo.Il demoniaco apre l'abisso, il pozzo senzafondo delle forze primordiali e con esse tortura gli uomini, lasciando intatta la natura.

per 5 mesi: un tempo limitato.

Il tormento causato dal demoniaco avrà una fine.

fumo, cavallette-scorpioni-immagine atemporale dei flagelli che da sempre torturano l'umanità. Cavallette e scorpioni rimandano ai flagelli dell'Esodo dall'Egitto ( cf. Es 10 ) così come per l'angelo sterminatore ( cf Es 12,23 ) .

Il tormento del demoniaco sugli uomini ( le cavallette di Giovanni sono teologiche, non danneggiano le piante e le coltivazioni) è per un tempo limitato ( 5 mesi) ma è insopportabile come il veleno degli scorpioni.

Secondo il profeta Gioele ( Gl 1,2ss) l'invasione di cavallette doveva precedere il grande giorno di Jhwh , cioè il giudizio risolutivo che precede la svolta finale del percorso storico, compimento dell'Uomo.

Secondo Giovanni il guidizio risolutivo è già avvenuto ( nella resurrezione di Gesù ) e la sentenza con relativa svolta storica , la salvezza che ne deriva ( lo Spirito/Vita che supera la morte e compie l'Uomo) è in atto nella storia .

Il tormento degli uomini da parte del demoniaco non può perciò danneggiare ( corrompere e portare al fallimento dell'essere ) coloro che appartengono a Dio (in quanto hanno il Suo sigillo, lo Spirito santo)

Questi devono restare fiduciosi : se continuo è il giudizio divino e il tormento che ne deriva per opera del demoniaco, continua è la salvezza che Gesù dona.


6 In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte li fuggirà.Os 10,8 diranno ai monti: «Copriteci» e ai colli: «Cadete su di noi». ( cf Lc 23,30) .

Gli altri , coloro che rifiutano Dio , cercheranno salvezza nella morte . Per loro , in quella condizione di tormenti , la morte sarebbe una buona morte (in greco eutanasia ).

Sap 2, 23 Sì, Dio ha creato l'uomo per l'incorruttibilità, lo ha fatto immagine della propria natura.
24 Ma per l'invidia del diavolo l
a morte è entrata nel mondo e ne fanno esperienza coloro che le appartengono.

7 Queste cavallette avevano l'aspetto di cavalli pronti per la guerra. Sulla testa avevano corone che sembravano d'oro e il loro aspetto era come quello degli uomini. 8 Avevano capelli, come capelli di donne, ma i loro denti erano come quelli dei leoni. Le cavallette / tormenti hanno un aspetto poliedrico e inclassificabile.

Indecifrabili: in questo modo Gv non induce alla tentazione di vedere in alcuni fatti storici i prodromi di una catastrofe.

3

9 Avevano il ventre simile a corazze di ferro e il rombo delle loro ali come rombo di carri trainati da molti cavalli lanciati all'assalto. 10 Avevano code come gli scorpioni, e aculei. Nelle loro code il potere di far soffrire gli uomini per cinque mesi.Si tratta di tormenti di ogni genere: un guerra all'umanità combattuta da un esercito demoniaco.

cinque mesi - i tormenti saranno comunque limitati nel tempo. Non sono previsioni ma è teologia : si tratta di leggere la storia.

11 Il loro re era l'angelo dell'Abisso, che in ebraico si chiama Perdizione, in greco Sterminatore.I tormentatori sono agli ordini dell'angelo dell'abisso .
L' angelo dell'abisso viene qui chiamato perdizione o sterminatore . E' la morte.

Perdizione
deriva dall'ebraico abaddon che a sua volta indica l' abisso senza fondo ed anche lo Sheol, il regno dei morti . Gb 26,6 Nuda è la tomba davanti a lui e senza velo è l'abisso ( abaddon ). cf Gb 28,22-31,12.

Il demone abaddon -personificazione dell' abisso che lega i defunti alla morte - è comunque sottomesso a Dio : Pr 15,11 Gl'inferi e l'abisso sono davanti al Signore (= ne ha il pieno controllo )

12 Il primo «guai» è passato. Rimangono ancora due «guai» dopo queste cose.



La sesta tromba
4 angeli sterminatori
Ordinanza del Cielo.
Dio interviene nella storia : giudizio e sentenza.

13 Il sesto angelo suonò la tromba. Allora udii una voce dai lati dell'altare d'oro che si trova dinanzi a Dio. 14 E diceva al sesto angelo che aveva la tromba: «Sciogli i quattro angeli incatenati sul gran fiume Eufràte». 15 Furono sciolti i quattro angeli pronti per l'ora, il giorno, il mese e l'anno per sterminare un terzo dell'umanità. 16 Il numero delle truppe di cavalleria era duecento milioni; ne intesi il numero. Tutto ciò che deve accadere è preordinato da Dio stesso.
Il sesto angelo scioglie 4 angeli sterminatori tenuti da Dio incatenati fuori dei confini della Terra ( simbolica , la Palestina che confina a nord con l' Eufrate).

Gli angeli sterminatori sono la personificazione del demoniaco : 200 milioni di truppe di cavalleria, pronti a distruggere un terzo dell'umanità .


Azione
.

17 Così mi apparvero i cavalli e i cavalieri: questi avevano corazze di fuoco, di giacinto, di zolfo. Le teste dei cavalli erano come le teste dei leoni e dalla loro bocca usciva fuoco, fumo e zolfo. 18 Da questo triplice flagello, dal fuoco, dal fumo e dallo zolfo che usciva dalla loro bocca, fu ucciso un terzo dell'umanità. 19 La potenza dei cavalli infatti sta nella loro bocca e nelle loro code; le loro code sono simili a serpenti, hanno teste e con esse nuociono. L'esercito immenso del demoniaco ha aspetti ibridi e terrificanti : la parola demoniaca esce dalla bocca dei cavalli come fuoco, fumo e zolfo ( = è asfissiante e uccide ) e dalla coda come veleno serpentino che procura danni .

L'influsso del demoniaco sugli uomini ha il potere di sterminarli con la guerra , ma attenzione , Dio ha tutto sotto controllo ( la voce che guida l'azione della storia viene dai lati dell'altare d'oro che si trova dinanzi a Dio) .

I danni del demoniaco sono limitati ( un terzo) : dallo sterminio dell'umanità ( vedi Israele) si salva sempre un resto. Il resto di Israele salvato da Dio nel giudizio è un paradigma della storia .

20 Il resto dell'umanità che non perì a causa di questi flagelli, non rinunziò alle opere delle sue mani; non cessò di prestar culto ai demòni e agli idoli d'oro, d'argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare; 21 non rinunziò nemmeno agli omicidi, né alle stregonerie, né alla fornicazione, né alle ruberie. Il giudizio divino è sempre una occasione per la conversione, ma l'umanità (vedi Israele) non si converte, anzi continua a seminare nella storia germi di decreazione : ci sarà ancora una storia di peccati e sarà ancora tribolazione, peirasmòs. Altro paradigma.

Gv 15, 22 Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato.

Siamo in tempi e luoghi che sfuggono alle dimensioni dell'esperienza storica.

Giovanni narra cose già accadute ad Israele estraendole dal tempo come categorie teologiche, paradigmi della storia della salvezza.

Nomi , luoghi e tempi
sono da considerare come caselle vuote che la chiesa può riempire in ogni epoca con nomi reali.


La settima tromba :
il settenario dei tuoni
Il settimo sigillo si è aperto sul settenario delle trombe, la settima tromba apre un nuovo settenario, quello dei tuoni.

Il piccolo libro
Ap 10,1 Vidi poi un altro angelo, possente, discendere dal cielo, avvolto in una nube, la fronte cinta di un arcobaleno; aveva la faccia come il sole e le gambe come colonne di fuoco. 2 Nella mano teneva un piccolo libro aperto. Avendo posto il piede destro sul mare e il sinistro sulla terra, 3 gridò a gran voce come leone che ruggisce. E quando ebbe gridato, i sette tuoni fecero udire la loro voce.
L'angelo lancia un urlo come di ruggito possente : immagine che evoca il Dio dell'AT che parla alla sua assemblea .

Questo urlo diventano 7 tuoni, cioè tutti i tuoni di Jhwh, tutta la sua parola sulla storia.

E' il giudizio divino sulla storia con relativa sentenza.


Visione.

4 Dopoché i sette tuoni ebbero fatto udire la loro voce, io ero pronto a scrivere quando udii una voce dal cielo che mi disse: «Metti sotto sigillo quello che hanno detto i sette tuoni e non scriverlo». I 7 tuoni rivelano il mistero della storia come storia di salvezza .

Giovanni ha udito ed era pronto a scrivere ma il Cielo gli ordina di sigillare . Giovanni non può rivelare il mistero.
Per ora.

Attesa, suspence.
Annuncio .

5 Allora l'angelo che avevo visto con un piede sul mare e un piede sulla terra, alzò la destra verso il cielo 6 e giurò per Colui che vive nei secoli dei secoli; che ha creato cielo, terra, mare, e quanto è in essi: «Non vi sarà più indugio! L'angelo abbracciando la creazione ( terra e mare ) alza la destra verso il cielo ( gesto di chi giura ) e proclama : Non vi sarà più indugio!

La creazione storia è corrotta dal demoniaco ma gli uomini non si convertono a Dio e liberamente compiono il male. Dio interviene senza indugio , sempre, e la salvezza definitiva ci sarà .

E' una anticipazione del compimento del progetto salvifico di Dio.

7 Nei giorni in cui il settimo angelo farà udire la sua voce e suonerà la tromba, allora si compirà il mistero di Dio come egli ha annunziato ai suoi servi, i profeti». Quando?

al suono della settima tromba !
.. si compirà il mistero di Dio

I° Gesto simbolico .
divorare la sapienza divina

8 Poi la voce che avevo udito dal cielo mi parlò di nuovo: «Va', prendi il libro aperto dalla mano dell'angelo che sta ritto sul mare e sulla terra». 9 Allora mi avvicinai all'angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro. Ed egli mi disse: «Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele». 10 Presi quel piccolo libro dalla mano dell'angelo e lo divorai; in bocca lo sentii dolce come il miele, ma come l'ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l'amarezza. 11 Allora mi fu detto: «Devi profetizzare ancora su molti popoli, nazioni e re». Un piccolo libro è, aperto, nelle mani dell'angelo della 7^ tromba. Giovanni lo chiede .

Gli viene detto di divorarlo ( cf. Ez 2,8ss). Mangiare il libro significa assimilarlo.

Il misterioso Libretto contiene la rivelazione del Mistero della creazione-storia affidata ai profeti di Israele. Giovanni deve assimilarla per essere rapito dallo Spirito di quella Parola ed acquisirne la sapienza.

Il Libro contiene l'amaro dell'amaro della storia ma chi lo legge ne trae dolcezza. L'assimilazione della profezia AT da parte di Giovanni è una chiamata divina ad una nuova azione profetica : devi profetizzare. La rivelazione profetica AT è imperfetta : «Devi profetizzare ancora ». A chi ? popoli, nazioni e re : a tutti, anche ai potenti.

La visione salvifica della storia deve venir assimilata dal discepolo di Gesù e trasmessa al mondo intero.

Il lavoro di Giovanni non è frutto di una sua improvvisa vena letteraria, ma è una chiamata divina nella linea dei profeti AT.

II° gesto simbolico
Misurare.

Ap 11,1 Poi mi fu data una canna simile a una verga e mi fu detto: «Alzati e misura il santuario di Dio e l'altare e il numero di quelli che vi stanno adorando. 2 Ma l'atrio che è fuori del santuario, lascialo da parte e non lo misurare, perché è stato dato in balìa dei pagani, i quali calpesteranno la città santa per quarantadue mesi. Il contesto richiama Ez 40-42 e Zc 2,5ss. Dio ha affidato a Giovanni la sua parola perchè profetizzi, è il compito profetico di rivelare al mondo il suo santuario, la sua gloria cioè il Suo peso storico in mezzo agli uomini per donare salvezza.

Misurare con una canna significava apprestarsi a costruire qualcosa ; misurare e non misurare nel linguaggio profetico indicava la separazione del sacro dal profano : costruire un tempio ed un santuario come spazio sacro separato dal profano.

Nell'atrio del Tempio di Gerusalemme stazionavano i gentili, i pagani che non avevano accesso ai cortili dei giudei . L'antico tempio-santuario non era intangibile, definitivo : i pagani avevano profanato il tempio per 6x7= 42 mesi cioè 3 e mezzo anni , la metà di 7, un periodo parziale, limitato.

3 e mezzo è un tempo paradigmatico, il tempo limitato concesso da Dio al male ma non è preso a caso : Antioco Epifane aveva profanato il tempio per 3 anni e mezzo ( dall'estate 167 alla fine del 164) ma qui -come per le famose 7 settimane di Daniele - siamo nei simboli, nella teologia, non nella cronologia .

3 Ma farò in modo che i miei due Testimoni, vestiti di sacco, compiano la loro missione di profeti per milleduecentosessanta giorni». I due testimoni nell'AT sono i simboli di Giosuè e Zorobabele

Zc 4,1ss- 11 Quindi gli domandai: «Che significano quei due olivi a destra e a sinistra del candelabro? 12 E quelle due ciocche d'olivo che stillano oro dentro i due canaletti d'oro?». 13 Mi rispose: «Non comprendi dunque il significato di queste cose?». E io: «No, signor mio». 14 «Questi, soggiunse, sono i due consacrati che assistono il dominatore di tutta la terra».


Sono i " figli dell'olio" cioè gli unti, i consacrati a Dio. Sono coloro che hanno guidato il popolo dopo l'esilio rispettivamente dell'Egitto e di Babilonia. Sono vestiti di sacco cioè umili e penitenti come Ez 27,31 ( vedi anche Gdt 4,10) .

Giovanni ha individuato un paradigma: come Dio ha concesso ai pagani di profanare il Tempio per 42 mesi ( un tempo limitato) così Egli concede ai suoi profeti-testimoni 1260 giorni , cioè 42 mesi di predicazione , lo stesso tempo ( pari opportunità).

Nella storia i pagani ( servi del demoniaco, lo sterminatore ) profanano continuamente il santuario di Dio ( i cristiani, sono tempio dello Spirito ) ma è sempre per un periodo limitato e nello stesso periodo Dio invia i suoi profeti per sostenere la fede del suo popolo e per predicare la salvezza a tutto il mondo, re e potenti compresi.

4 Questi sono i due olivi e le due lampade che stanno davanti al Signore della terra. 5 Se qualcuno pensasse di far loro del male, uscirà dalla loro bocca un fuoco che divorerà i loro nemici. Così deve perire chiunque pensi di far loro del male. 6 Essi hanno il potere di chiudere il cielo, perché non cada pioggia nei giorni del loro ministero profetico. Essi hanno anche potere di cambiar l'acqua in sangue e di colpire la terra con ogni sorta di flagelli tutte le volte che lo vorranno.I profeti hanno ricevuto da Dio poteri divini sulla creazione e sulla storia.

L'elaborazione di Giovanni di testi AT sembra voler ricordare Mosè ed Elia, simboli di tutta la rivelazione AT.

Siamo però fuori dalla storia , nella teologia : si tratta qui di tutti coloro che sono profeti-testimoni di Dio.

Lc 10,1 il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Mc 6,7 Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri.
Mt 17,20 In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: «Spòstati da qui a là», ed esso si sposterà, e
nulla vi sarà impossibile».
Gv 14,12 In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e
ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.
At 4, 29 E ora, Signore, volgi lo sguardo alle loro minacce e concedi ai tuoi servi di proclamare con tutta franchezza la tua parola, 30
stendendo la tua mano affinché si compiano guarigioni, segni e prodigi nel nome del tuo santo servo Gesù».

7 E quando poi avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dall'Abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà. 8 I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sòdoma ed Egitto, dove appunto il loro Signore fu crocifisso. 9 Uomini di ogni popolo, tribù, lingua e nazione vedranno i loro cadaveri per tre giorni e mezzo e non permetteranno che i loro cadaveri vengano deposti in un sepolcro.10 Gli abitanti della terra faranno festa su di loro, si rallegreranno e si scambieranno doni, perché questi due profeti erano il tormento degli abitanti della terra. Finita la loro predicazione-testimonianza i profeti di Dio vengono colpiti dallo sterminatore e uccisi là dove il loro Signore fu crocifisso, ( cioè a Gerusalemme , dai giudei ! ) .

E' il tempo in cui c'è la sinagoga di satana, un giudaismo corrotto , alleato del potere dominante, demoniaco, quello romano, che perseguita e uccide i cristiani delle Chiese di Giovanni.

I martiri della storia , coloro che perseverano nella fede ( testimoni-profeti) partecipano della tribolazione-passione di Gesù ( vengono uccisi dalla sinagoga di satana) ma (Giovanni lo dirà più avanti) questo li rende partecipi anche della Gloria di Gesù .

I profeti di Dio vengono percepiti come un tormento perchè la terra è dominata dai seguaci dello sterminatore , del demoniaco. Regolarmente vengono uccisi : Lc 13,34 Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te.
e il mondo si sente sollevato e fa festa.

11 Ma dopo tre giorni e mezzo, un soffio di vita procedente da Dio entrò in essi e si alzarono in piedi, con grande terrore di quelli che stavano a guardarli. 12 Allora udirono un grido possente dal cielo: «Salite quassù» e salirono al cielo in una nube sotto gli sguardi dei loro nemici. 13 In quello stesso momento ci fu un grande terremoto che fece crollare un decimo della città: perirono in quel terremoto settemila persone; i superstiti presi da terrore davano gloria al Dio del cielo.
Finito il tempo limitato delle 42 settimane , i profeti-testimoni che sono stati uccisi hanno i loro cadaveri esposti al ludibrio pubblico.

Ma non è la fine , guai a credere che questa sia una fine : l'ultima parola è sempre quella di Dio .

«Salite quassù» Passato il tempo paradigmatico ( 3 e mezzo) Dio li rende partecipi della gloria di Gesù. Egli li risorge! Con terrore del popolo.

La resurrezione è il decreto divino per i martiri della fede ( come per Gesù) .


Questo evento , imprevisto per i nemici che sono lì , ascoltano e vedono l'intervento salvifico di Dio, sconvolge tutta la creazione-storia ( terremoto) così come era avvenuto per la morte/resurrezione di Gesù e dei giusti ( Mt 27).

I danni causati dal demoniaco sono sempre limitati ( 1/10 della città e 7000 morti) ma grande è la salvezza operata da Dio.

Ogni volta che c'è un giudizio sulla storia e viene eseguita la sentenza c'è una grande tribolazione : ci sono danni -sempre limitati - causati dallo sterminatore e ci sono profeti-martiri della fede che Dio salva .

In questo modo Dio fa progredire la storia come storia di salvezza verso il suo compimento!


Nella tribolazione, nel giudizio sulla storia , Dio salva i suoi ma il mondo lo percepisce come un giudice terribile e sperimenta il panico.

Chi sopravvive allo sconvolgimento salvifico riesce a glorificare Dio, ma per paura .


La settima tromba:
il compimento della creazione e della storia.
Sospensione. Giovanni ha narrato i paradigmi che attengono al male, il demoniaco, lo sterminatore e a Dio , al suo intervento salvifico, il suo giudizio sulla storia. Ma questa dinamica che senso ha ? Ad un giudizio ne segue un altro , a due profeti uccisi ne seguono altri, dove andrà a parare la storia ?

14 Così passò il secondo «guai»; ed ecco viene subito il terzo «guai».Annuncio.
Siamo all'ultimo " guai".

Attesa.

C'è un nuovo paradigma da apprendere, una nuova chiave di lettura della storia : la vittoria definitiva di Dio è il compimento della creazione-storia.

15 Il settimo angelo suonò la tromba e nel cielo echeggiarono voci potenti che dicevano:
«Il regno del mondo appartiene al Signore nostro e al suo Cristo: egli regnerà nei secoli dei secoli».
Anticipazione: ci sarà un giudizio a cui seguirà una svolta storica definitiva : l'istaurazione del Regno di Dio . «Il regno del mondo appartiene al Signore nostro e al suo Cristo: egli regnerà nei secoli dei secoli». E' fatta! l'Uomo definitivo è compiuto.

Lc 1, 31 Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

16 Allora i ventiquattro vegliardi seduti sui loro troni al cospetto di Dio, si prostrarono faccia a terra e adorarono Dio dicendo: 17 «Noi ti rendiamo grazie, Signore Dio onnipotente, che sei e che eri, perché hai messo mano alla tua grande potenza, e hai instaurato il tuo regno. 18 Le genti ne fremettero, ma è giunta l'ora della tua ira, il tempo di giudicare i morti, di dare la ricompensa ai tuoi servi, ai profeti e ai santi e a quanti temono il tuo nome, piccoli e grandi, e di annientare coloro che distruggono la terra».
La liturgia di ringraziamento rieccheggia il Cantico del mare dopo l'esodo dall'Egitto,

Es 15,18 Il Signore regni in eterno e per sempre!».

E' la vittoria di Dio sui nemici -il demoniaco, lo sterminatore.

La vittoria definitiva di Dio, Gesù, l'Uomo definitivo, è un paradigma della storia come già avevano visto i profeti At.

Zc 14,9 Il Signore sarà re di tutta la terra. In quel giorno il Signore sarà unico e unico il suo nome.
Dn 2,44 il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre.

Gesù porta continuamente nella storia, per mezzo della sua chiesa, la salvezza-vittoria definitiva sul male/morte : Lui, il Risorto,l'Uomo.

Dio qui non è chiamato " colui che era , che è e che viene " ma è l'onnipotente, che sei e che eri perchè Giovanni si pone ( artificio della letteratura apocalittica) nel punto certo della storia: il compimento.

Il compimento della creazione-storia, l'Uomo Gesù, rivela la potenza di Dio come superiore ad ogni altra potenza ( questo è il senso biblico di Onnipotente)

Anche il giudizio dei morti qui non indica un evento storico cronologicamente posto alla "fine del mondo", ma è la visione teologica del compimento della promessa divina continuamente ripetuta dai profeti :

-dare la ricompensa ai suoi servi, ai profeti e ai santi e a quanti temono il suo nome, piccoli e grandi significa che Dio li compie come Uomini con il suo Spirito/Vita nella comunità della carità per le beatitudini ed essi muoiono/risorgono definitivi e sono il Suo Regno.

-annientare coloro che distruggono la terra : coloro che rifiutano Gesù, rifiutano l'Uomo , scelgono ci compiersi secondo le loro prospettive (= il demoniaco) falliranno il loro essere, spariranno, ci sarà per loro una morte definitiva, la seconda morte .

Il giudaismo aveva interpretato la giustizia divina come giustizia strettamente retributiva comminata secondo la legge del contrappasso durante la stessa vita terrena , alla persona ed anche ai suoi discendenti . Gesù smentirà questa teologia .

19 Allora si aprì il santuario di Dio nel cielo e apparve nel santuario l'arca dell'alleanza. L'arca dell'alleanza era posta nel santuario del tempio come simbolo della presenza di Dio in mezzo al suo popolo . E' una presenza paradigmatica.

Nella storia Dio è sempre in mezzo al suo popolo ! Egli vince ed insieme a lui tutti coloro, piccoli e grandi che perseverano nella adesione-collaboarzione al suo disegno di salvezza.

Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine. Riprende l' azione :
Ap 8,5 Poi l'angelo prese l'incensiere, lo riempì del fuoco preso dall'altare e lo gettò sulla terra: ne seguirono tuoni, voci, fulmini e scosse di terremoto. 6 I sette angeli, che avevano le sette trombe, si accinsero a suonarle...


Riepilogo : suonate le trombe, il demoniaco entra nel mondo, corrompe la creazione e gli uomini , la storia diventa tribolazione ; Dio interviene con i suoi profeti-testimoni ( l'alleanza) , lo sterminatore fa danni ma sempre limitati; i testimoni della fede vengono uccisi ma Dio li accoglie nel suo Regno.; Gli uomini che vedono ( vedere teologico) l'azione salvifica divina si spaventano ma glorificano Dio. Questa dinamica storica si conclude con l'instaurazione della gloria di Dio in mezzo al suo popolo , il suo Regno.

Lo sconvolgimento della creazione ( folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine) che permette nella storia l'intervento salvifico di Dio fa da inclusione letteraria alla visione ( teologica ) della instaurazione del Regno di Dio definitivo, il compimento della creazione e della storia.

Il Terzo segreto di Fatima

La terza parte del « segreto » fu scritta « per ordine di Sua Eccellenza il Vescovo di Leiria e della Santissima Madre... » il 3 gennaio 1944. 

A qualcuno che la interrogava sul contenuto del Terzo Segreto, Suor Lucia un giorno rispose: "E' nel Vangelo e nell'Apocalisse, leggeteli".Lucia indicò i Capitoli 8 e 13 dell'Apocalisse.

Il 10 settembre 1984, il Vescovo Cosme do Amaral, Vescovo di Leiria e Fatima, nell'Aula Magna dell'Università della Tecnica di Vienna, dichiarò nel corso di una serie di domande e risposte:

"Il Terzo Segreto di Fatima non parla né di bombe atomiche né di testate nucleari, né di missili SS20. Il suo contenuto", ha aggiunto "riguarda solamente la nostra Fede. Identificare il Segreto con annunci catastrofici o con un olocausto nucleare vuol dire distorcere il significato del Messaggio. La perdita della Fede di un continente è cosa peggiore dell'annientamento di una nazione; ed è vero che, in Europa, la Fede è in continua diminuzione".

Il Cardinale Ratzinger stesso ha parlato in tal senso a Vittorio Messori, affermando che il Terzo Segreto riguarda " i pericoli che minacciano la Fede e la vita dei Cristiani "

Si tratta della perdita della Fede nella nostra era predetta dall'Immacolata Vergine, se le Sue richieste non fossero state sufficientemente esaudite.

LA TERZA E ULTIMA PARTE DEL "SEGRETO" RIVELATO NEL 1917, SCRITTA DA SUOR LUCIA NEL 1944 E RESA PUBBLICA NEL 2000.

(La terza parte del segreto rivelato il 13 luglio 1917 nella Cova di Iria-Fatima. 3 gennaio 1944 " J.M.J.)

" ..Scrivo in atto di obbedienza a Voi mio Dio, che me lo comandate per mezzo di sua Ecc.za Rev.ma il Signor Vescovo di Leiria e della Vostra e mia Santissima Madre. Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza!

E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”.

Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni.

Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio. "
(Tuy-3-1-1944) . .." 

Al termine della solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da Giovanni Paolo II a Fatima, il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha pronunciato queste le parole :
... La visione di Fatima riguarda soprattutto la lotta dei sistemi atei contro la Chiesa e i cristiani e descrive l'immane sofferenza dei testimoni della fede dell'ultimo secolo del secondo millennio. È una interminabile Via Crucis guidata dai Papi del ventesimo secolo... 

Il commento del Papa Benedetto XVI°

[Il testo integrale del commento di Ratzinger è nel dossier su Fatima curato dalla Congregazione per la dottrina della fede, nel sito del Vaticano, con le fotocopie dei manoscritti e altri documenti, tra i quali il resoconto del colloquio del 27 aprile 2000 tra suor Lucia e l'arcivescovo Tarcisio Bertone, all'epoca segretario della congregazione]

"... L'angelo con la spada di fuoco a sinistra della Madre di Dio ricorda analoghe immagini dell'Apocalisse. Esso rappresenta la minaccia del giudizio, che incombe sul mondo.

La prospettiva che il mondo potrebbe essere incenerito in un mare di fiamme, oggi non appare assolutamente più come pura fantasia: l'uomo stesso ha preparato con le sue invenzioni la spada di fuoco.

La visione mostra poi la forza che si contrappone al potere della distruzione — lo splendore della Madre di Dio, e, proveniente in un certo modo da questo, l'appello alla penitenza.

In tal modo viene sottolineata l'importanza della libertà dell'uomo: il futuro non è affatto determinato in modo immutabile, e l'immagine, che i bambini videro, non è affatto un film anticipato del futuro, del quale nulla potrebbe più essere cambiato. Tutta quanta la visione avviene in realtà solo per richiamare sullo scenario la libertà e per volgerla in una direzione positiva.

Il senso della visione non è quindi quello di mostrare un film sul futuro irrimediabilmente fissato. Il suo senso è esattamente il contrario, quello di mobilitare le forze del cambiamento in bene. ... la parola chiave di questo « segreto » è il triplice grido: « Penitenza, Penitenza, Penitenza! ».

Ci ritorna alla mente l'inizio del Vangelo: « convertitevi e credete al vangelo » (Mc 1, 15). Comprendere i segni del tempo significa comprendere l'urgenza della penitenza - della conversione - della fede. Questa è la risposta giusta al momento storico, che è caratterizzato da grandi pericoli, i quali verranno delineati nelle immagini successive. Mi permetto di inserire qui un ricordo personale; in un colloquio con me Suor Lucia mi ha detto che le appariva sempre più chiaramente come lo scopo di tutte quante le apparizioni sia stato quello di far crescere sempre più nella fede, nella speranza e nella carità — tutto il resto intendeva solo portare a questo. Esaminiamo ora un poco più da vicino le singole immagini.

L'angelo con la spada di fuoco a sinistra della Madre di Dio ricorda analoghe immagini dell'Apocalisse. Esso rappresenta la minaccia del giudizio, che incombe sul mondo. La prospettiva che il mondo potrebbe essere incenerito in un mare di fiamme, oggi non appare assolutamente più come pura fantasia: l'uomo stesso ha preparato con le sue invenzioni la spada di fuoco.

La visione mostra poi la forza che si contrappone al potere della distruzione — lo splendore della Madre di Dio, e, proveniente in un certo modo da questo, l'appello alla penitenza. In tal modo viene sottolineata l'importanza della libertà dell'uomo: il futuro non è affatto determinato in modo immutabile, e l'immagine, che i bambini videro, non è affatto un film anticipato del futuro, del quale nulla potrebbe più essere cambiato. Tutta quanta la visione avviene in realtà solo per richiamare sullo scenario la libertà e per volgerla in una direzione positiva.

Il senso della visione non è quindi quello di mostrare un film sul futuro irrimediabilmente fissato. Il suo senso è esattamente il contrario, quello di mobilitare le forze del cambiamento in bene.  Le frasi seguenti del testo mostrano ancora una volta molto chiaramente il carattere simbolico della visione: Dio rimane l'incommensurabile e la luce che supera ogni nostra visione.

Le persone umane appaiono come in uno specchio. Dobbiamo tenere continuamente presente questa limitazione interna della visione, i cui confini vengono qui visivamente indicati. Il futuro si mostra solo « come in uno specchio, in maniera confusa » (cfr 1 Cor 13, 12).

Prendiamo ora in considerazione le singole immagini, che seguono nel testo del « segreto ». Il luogo dell'azione viene descritto con tre simboli: una ripida montagna, una grande città mezza in rovina e finalmente una grande croce di tronchi grezzi.Montagna e città simboleggiano il luogo della storia umana: la storia come faticosa ascesa verso l'alto, la storia come luogo dell'umana creatività e convivenza, ma allo stesso tempo come luogo delle distruzioni, nelle quali l'uomo annienta l'opera del suo proprio lavoro.

La città può essere luogo di comunione e di progresso, ma anche luogo del pericolo e della minaccia più estrema. Sulla montagna sta la croce — meta e punto di orientamento della storia.

Nella croce la distruzione è trasformata in salvezza; si erge come segno della miseria della storia e come promessa per essa. 

Appaiono poi qui delle persone umane: il vescovo vestito di bianco (« abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre »), altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose e finalmente uomini e donne di tutte le classi e gli strati sociali. Il Papa sembra precedere gli altri, tremando e soffrendo per tutti gli orrori, che lo circondano. Non solo le case della città giacciono mezze in rovina — il suo cammino passa in mezzo ai cadaveri dei morti.

La via della Chiesa viene così descritta come una Via Crucis, come un cammino in un tempo di violenza, di distruzioni e di persecuzioni. Si può trovare raffigurata in questa immagine la storia di un intero secolo.

Come i luoghi della terra sono sinteticamente raffigurati nelle due immagini della montagna e della città e sono orientati alla croce, così anche i tempi sono presentati in modo contratto: nella visione noi possiamo riconoscere il secolo trascorso come secolo dei martiri, come secolo delle sofferenze e delle persecuzioni della Chiesa, come il secolo delle guerre mondiali e di molte guerre locali, che ne hanno riempito tutta la seconda metà ed hanno fatto sperimentare nuove forme di crudeltà. Nello « specchio » di questa visione vediamo passare i testimoni della fede di decenni.

Al riguardo sembra opportuno menzionare una frase della lettera che Suor Lucia scrisse al Santo Padre il 12 maggio 1982: « la terza parte del “segreto” si riferisce alle parole di Nostra Signora: “Se no (la Russia) spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte” ». 

Nella Via Crucis di un secolo la figura del Papa ha un ruolo speciale. Nel suo faticoso salire sulla montagna possiamo senza dubbio trovare richiamati insieme diversi Papi, che cominciando da Pio X fino all'attuale Papa hanno condiviso le sofferenze di questo secolo e si sono sforzati di procedere in mezzo ad esse sulla via che porta alla croce.

Nella visione anche il Papa viene ucciso sulla strada dei martiri. La conclusione del « segreto » ricorda immagini, che Lucia può avere visto in libri di pietà ed il cui contenuto deriva da antiche intuizioni di fede.

È una visione consolante, che vuole rendere permeabile alla potenza risanatrice di Dio una storia di sangue e lacrime.

Angeli raccolgono sotto i bracci della croce il sangue dei martiri e irrigano così le anime, che si avvicinano a Dio. Il sangue di Cristo ed il sangue dei martiri vengono qui considerati insieme:

il sangue dei martiri scorre dalle braccia della croce. Il loro martirio si compie in solidarietà con la passione di Cristo, diventa una cosa sola con essa. Essi completano a favore del corpo di Cristo, ciò che ancora manca alle sue sofferenze (cfr Col 1, 24).

La loro vita è divenuta essa stessa eucaristia, inserita nel mistero del chicco di grano che muore e diventa fecondo. Il sangue dei martiri è seme di cristiani, ha detto Tertulliano.

Come dalla morte di Cristo, dal suo costato aperto, è nata la Chiesa, così la morte dei testimoni è feconda per la vita futura della Chiesa.

La visione della terza parte del « segreto », così angustiante al suo inizio, si conclude quindi con una immagine di speranza: nessuna sofferenza è vana, e proprio una Chiesa sofferente, una Chiesa dei martiri, diviene segno indicatore per la ricerca di Dio da parte dell'uomo.

Nelle amorose mani di Dio non sono accolti soltanto i sofferenti come Lazzaro, che trovò la grande consolazione e misteriosamente rappresenta Cristo, che volle divenire per noi il povero Lazzaro; vi è qualcosa di più: dalla sofferenza dei testimoni deriva una forza di purificazione e di rinnovamento, perché essa è attualizzazione della stessa sofferenza di Cristo e trasmette nel presente la sua efficacia salvifica. 


[ fonte : http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1343239 ]

Di sconvolgimento in sconvolgimento e di salvezza in salvezza la creazione-storia cammina verso il suo compimento , l'Uomo definitivo.

Giovanni ha " visto " e " conosciuto" l'Uomo definitivo , Gesù e può testimoniarlo/annunciarlo ad ogni generazione.

La creazione-storia è apocalisse (=rivelazione) di Gesù , l'Uomo definitivo. Così dice Giovanni : il suo è il " Vangelo eterno".


1Gv1 Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita - 2la vita infatti si manifestò, noi l'abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi -, 3quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. 4Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena.

(**) MAGGIONI, B., L’Apocalisse, Assisi: Cittadella, 1981.
( *** ) testi scelti da 2 conferenze di Ricardo Pérez Márquez sul libro dell'Apocalisse- studibiblici.it




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