Piccolo Corso Biblico

Matteo presenta le sue beatitudini sulla trama del Padre Nostro che esprime la comunione di Spirito con il Padre cioè l' accoglienza del disegno salvifico che ha rivelato in Gesù e l' accettazione del programma del suo giubileo .

1-Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.      
2-Beati quelli che sono nel pianto, perché
saranno consolati.
3-Beati i miti, perché
avranno in eredità la terra.
4-Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
( dacci oggi il Pane di Vita )
5-Beati i misericordiosi, perché
troveranno misericordia.
6-Beati i puri di cuore, perché
vedranno Dio.
7-Beati gli operatori di pace, perché
saranno chiamati figli di Dio.

Le ultime tre beatitudini sono assenti nel vangelo secondo Luca.

5. Beati i misericordiosi7 Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. lett. “Beati i misericordiosi, perché questi riceveranno misericordia”. La misericordia è una caratteristica di Dio (Es 22, 26 ) il quale si fa guidare nella sua azione creatrice (nella storia) dal gemito dei bisognosi e vuole far nascere -con tenerezza ( Sal 145,9 Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature ) - la pienezza di vita ( shalom, pace ).

I misericordiosi sono coloro che a somiglianza di Dio si fanno guidare nella loro azione storica dal gemito dei bisognosi.
Tutti coloro che hanno ricevuto lo Spirito ed hanno accolto il programma di Gesù sono mossi alla Carità e insieme a Dio , con tenerezza, guidati dal gemito dei bisognosi, costruiscono la creazione/storia come Regno di Dio, comunione degli Uomini con Lui e fra loro.

Mt 5,48 Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. [ = Uomini compiuti ]
Lc 6,36 Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
[ = Uomini compiuti ]

La misericordia è il criterio per l' autogiudizio quanto al compimento del proprio essere "Uomo" .
Mt 25, 31Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. 32Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 34Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi». ... 40 «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me».

La presenza di Gesù/Spirito nella comunità cristiana rende possibile ai misericordiosi di trovarvi la misericordia di Dio , la Carità, e sperimentare la beatitudine che vi è connessa nella vita comunitaria .

Sal 41,2 Beato l'uomo che ha cura del debole: nel giorno della sventura il Signore lo libera. 3 Il Signore veglierà su di lui, lo farà vivere beato sulla terra, non lo abbandonerà in preda ai nemici.

Luca nel suo vangelo indica nel " buon samaritano" il modello del misericordioso.

Cancella i nostri debiti come anche noi li cancelliamo ai nostri debitori Alberto Maggi- Le beatitudini via per la pace -Trascrizione di conferenze non verificata dall'autore. www.studibiblici.it

Ricordate che Matteo scrive sul modello delle opere di Mosè che, dopo aver annunziato i comandamenti, proclama una specie di credo di accettazione di questi comandamenti, che in ebraico si chiama lo “shemà Israel” (ascolta Israele). Ebbene, Matteo fa lo stesso: dopo la proclamazione delle beatitudini, presenta il Padre Nostro .

Il Padre Nostro non è una preghiera, ma è la formula, sotto forma di preghiera dell’accettazione delle beatitudini, tanto è vero che ad ogni beatitudine corrisponde una richiesta del Padre Nostro. E come nel Padre Nostro le prime richieste riguardano l’umanità, il regno e dopo le altre richieste riguardano la comunità, ugualmente si ha qui nelle beatitudini.

Quindi nella prima parte delle beatitudini abbiamo visto situazioni di sofferenza dell’umanità che è compito della comunità cristiana eliminare; ora si passa a vedere gli effetti all’interno della comunità. E la prima della seconda parte è: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.” e letteralmente “Beati i misericordiosi, perché questi riceveranno misericordia”.

Attenzione, perché le beatitudini che esamineremo adesso non riguardano categorie differenti di persone: i misericordiosi, i puri di cuori, i costruttori di pace. Non sono categorie diverse, sono tutti effetti che avvengono nell’individuo e nella comunità che hanno accolto la prima beatitudine; quindi
- chi sceglie la prima beatitudine e liberamente sceglie di entrare nella condizione di povertà per permettere ai poveri di uscirne,
- chi si rende responsabile della felicità degli altri,
- questi individui sono a loro volta tutti quanti misericordiosi, puri di cuore, costruttori di pace.

Quelle che l’evangelista enumera, non sono qualità degli individui, ma caratteristiche che diventano riconoscibili.

Misericordioso non è chi ha un sentimento misericordioso, ma chi opera attivamente per aiutare gli altri. La misericordia non è un sentimento, ma una azione concreta con la quale si aiutano gli altri ad uscire da una situazione di difficoltà. Allora Gesù assicura: i misericordiosi sono persone sulle quali si può sempre contare; non si tratta di un gesto di carità una volta tanto, ma è il gesto abituale che li rende riconoscibili; io so che quella persona è sempre pronta sempre disponibile ad aiutare.

Allora Gesù dice: i misericordiosi, quelli sempre pronti ad aiutare, beati perché troveranno misericordia, cioè ogni qualvolta si troveranno loro nella situazione di difficoltà, di necessità, troveranno aiuto da parte di Dio da parte della comunità. Ecco il cambio che si diceva all’inizio: se noi ci sentiamo responsabili della felicità degli altri, permettiamo a Dio di esserlo della nostra; è un cambio meraviglioso. Perché per quanto noi possiamo occuparci della nostra persona, della nostra felicità, noi non ci conosciamo come ci conosce Dio.

Gesù ci assicura, e per questo dico che cambia la vita : se voi siete conosciuti abitualmente come persone sulle quali gli altri possono sempre contare perché sanno che quando ricorrono a voi, voi siete sempre pronti a dare una mano, pronti a dire di si, beati perché quando voi avrete bisogno sarà Dio stesso ad intervenire con molto di più di quanto voi avete potuto fare e dare agli altri. Allora Gesù vuole dire: “quelle persone che sono sempre disponibili ad aiutare sono beate perché quando si troveranno nel bisogno saranno immediatamente aiutate”. Da Dio.
"


6. Beati i puri di cuore

8 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. La purezza di cuore è contrapposta alla purezza esteriore ( cf. il libro Levitico) ottenuta mediante l’abluzione rituale: è questo un punto di numerose diatribe tra Gesù e i farisei. Il cuore puro ( la coscienza che non è doppia) è opera creatrice di Dio , non viene da una mediazione rituale/liturgica :

Sal 51, 12 Crea in me, o Dio, un cuore puro,
      // rinnova in me uno
spirito saldo.
13 Non scacciarmi dalla tua presenza
     // e non privarmi del tuo
santo spirito.
14 Rendimi la gioia della tua salvezza,
     // sostienimi con
uno spirito generoso.

Ez 11,19 Darò loro un cuore nuovo,
    // uno
spirito nuovo metterò dentro di loro.
Ez 18,31 Liberatevi da tutte le iniquità commesse
    // e formatevi
un cuore nuovo e uno spirito nuovo.

Il cuore puro , ripieno dello Spirito di Dio è la coscienza formata nella Verità dell'UOMO-Carità , il Progetto di Dio.( formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo ) ,
essa permette che la Vita sia svolta in Dio
( Non scacciarmi dalla tua presenza )
e sia beatitudine
( Rendimi la gioia della tua salvezza ) .

1Tm 1,5 la carità, ..nasce da un cuore puro, // da una buona coscienza e // da una fede sincera.

Nella comunità cristiana la purezza di cuore , la coscienza formata nello Spirito di Gesù, che è Verità e Carità, porta a vedere Dio .
I puri di cuore non cercano la purità religiosa , la purità rituale richiesta per essere ammessi alle benedizioni divine ; non vivono lo spirito di doppiezza, di ipocrisia, di manipolazione della realtà e degli altri, segno di una azione di inganno a favore delle proprie convenienze , al contrario sono sostenuti da uno spirito generoso, nuovo, saldo, forte, santo -dono di Dio- che li orienta a " dare" perchè nel popolo " nessuno sia bisognoso".

Ai puri di cuore , viventi nello Spirito/Carità, si rende visibile/percettibile la presenza di Dio come Padre e questo è beatitudine.
La carità è l'azione dello Spirito di Dio e di Gesù nella creazione/storia. Essa è frutto di
- un cuore puro , ripieno dello Spirito
- // una buona coscienza , formata nella Verità ( Gesù, il progetto " Uomo" compiuto e definitivo)
- // la fede sincera in Gesù che porterà a compimento ogni uomo che Lo accoglie, come Uomo definitivo, nella risurrezione.

Eb9, 13 se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, 14quanto più il sangue di Cristo - il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio - purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?

Eb 10, 19Fratelli, poiché abbiamo piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù , 20 via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, 21e poiché abbiamo un sacerdote grande nella casa di Dio, 22 accostiamoci con cuore sincero, nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. 23Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno di fede colui che ha promesso. 24Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone.

Vedere Dio L 'espressione vedere Dio è simile a " vedere il suo volto " che significa avere familiarità/intimità con Lui, come gli angeli .

Mt 18,10: “Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio”.

Questa beatitudine non corrisponde a ciò che nella spiritualità viene chiamata “visione beatifica di Dio ”, si tratta piuttosto della visione della presenza attiva di Dio nella propria esistenza in quanto essa è mossa nella verità e nella carità dallo Spirito di Gesù.
Sal17,15 io nella giustizia
[ che nella comunità cristiana è la Carità ]
contemplerò il tuo volto, // al risveglio mi sazierò della tua immagine.
Ap 22,3 Nella città vi sarà il trono di Dio e dell'Agnello: i suoi servi lo adoreranno; 4 vedranno il suo volto
2Cor 1,12 Questo infatti è il nostro vanto: la testimonianza della nostra coscienza di esserci comportati nel mondo, e particolarmente verso di voi, con la santità e sincerità che vengono da Dio, non con la sapienza umana, ma con la grazia di Dio.

L' uomo impuro è Giuda . Pro 20,9 Chi può dire: «Ho la coscienza pulita, sono // puro dal mio peccato?».
Tt 1,15 Tutto è puro per chi è puro, ma per quelli che sono corrotti e // senza fede nulla è puro:
sono corrotte la loro mente e la loro coscienza.

Purezza è in antitesi con" corruzione " che equivale a " senza fede "
Senza la fede in Gesù, nel progetto divino e nel Programma-Giubileo , nulla nella mente//coscienza è puro , cioè tutto è impuro ed ogni atto sarà impuro.
Sal 14,1 Lo stolto pensa: «Dio non c'è»
.
Sono corrotti // fanno cose abominevoli: non c'è chi agisca bene.

Tutte le azioni che non sono mosse dallo Spirito  sono impure. Non ci sono vie di mezzo.
Mt 15, 19 ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore . Questo rende impuro l'uomo. 19 Dal cuore // coscienza , infatti, provengono propositi malvagi,
( l' intenzione di danneggiare la vita degli altri a favore delle proprie convenienze )


L'impuro è colui che ha mente e coscienza corrotte da intenzione e movimento all'azione ( ovvero da uno spirito ) malvagi . Lo spirito che lo muove non è in favore della pienezza di vita di tutti ( cioè per il compimento di ogni uomo nella verità e nella carità come Uomo) : è uno spirito di menzogna che muove ad agire per le proprie convenienze .

Mt 15,20 Queste sono le cose che rendono impuro l'uomo; omicidi, ( togliere la vita fisica , danneggiando la vita di famiglie e comunità )
adultèri,
( togliere la pienezza della vita coniugale , rovinare famiglie )
impurità,
( la non-castità , la non-integrità naturale della persona che rovina l'armonia/pienezza della vita secondo la legge morale naturale  )
furti,
( togliere i beni rovina la vita economica di famiglie e comunità )
false testimonianze,
( esse tolgono la verità di sè/dignità delle persone facendole condannare/perseguitare ingiustamente )
calunnie ( diffamazioni)
. ( tolgono la buona fama/dignità delle persone , le uccidono nella loro vita sociale )


Giuda non ha accettato Gesù e non ha scelto la povertà per le beatitudini : ha agito solo per le proprie convenienze . Per questo è presentato dagli evangelisti come il tipo dell' omicida, adultero, non-casto, ladro, mentitore, manipolatore, doppio, falso testimone, traditore, calunniatore etc.

Alla fine , di fronte alla chiara coscienza di sè nella relazione con Gesù ( non ha accettato l'alleanza/ amore che Gesù gli aveva donato nella "Cena" e nella lavanda dei piedi ), si autogiudica e autocondanna a morte   ( la misericordia//carità è il criterio per l' autogiudizio quanto al compimento del proprio essere Uomo . )
Egli stesso esegue la sentenza, si suicida per incamminarsi verso uno stato di coscienza irreversibile: là dove è pianto e stridor di denti.

Questo è l'inferno: l'uomo impuro che nella chiara coscienza di sè si vede privo di verità, privo di Spirito, incompiuto, fallito.

L'impuro è creazione corrotta, l'uomo incompiuto che si vede -chiaramente e irrimediabilmente- indegno di vivere nel Regno di Dio . Giunto , con la morte, al punto di non-ritorno, privo di speranza si autocondanna alla separazione definitiva dalla Vita.

Dice Giovanni a sostegno della fede :

1 Gv 3,17a se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello in necessità, gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l'amore di Dio? 18Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità. 19In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore,

con la carità vera e sincera si purifica il cuore , 

20 qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.


E Paolo raccomanda :

1,18 Questo è l'ordine che ti do, figlio mio Timòteo, ..perché .. tu combatta la buona battaglia, 19 conservando la fede e una buona coscienza. Alcuni, infatti, avendola rinnegata, hanno fatto naufragio nella fede;
1Tm 3,9
[ tutti ] .. conservino il mistero della fede in una coscienza pura.

Purezza di intenzione nell'azione ( cuore ) e purezza di azione ( mani ) Alberto Maggi- www.studibiblici.it . Dalla trascrizione di 2 conferenze non verificata dall'autore.

L’altra beatitudine, la più male interpretata in passato è: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” e letteralmente “Beati i puri di cuore, perché questi vedranno Dio”.

Il cuore nel mondo ebraico non ha lo stesso significato che ha nella nostra cultura occidentale; il cuore non è la sede dell’affetto dell’amore, ma il cuore è l’equivalente della nostra mente, della nostra coscienza: quando nel vangelo si parla di duri di cuore, non si intendono persone crudeli, ma persone ostinate, persone resistenti. Allora

Gesù sta parlando dei puri di cuore, quelli cioè che sono limpidi nella propria coscienza, nel proprio intimo, e afferma che questi personaggi limpidi, trasparenti vedranno Dio
.

Quand’è che una persona è limpida, trasparente? Quando ha rinunciato all’ambizione di essere al di sopra degli altri, di essere diversa. Quando si è accolta la prima beatitudine, si tolgono tutte le maschere, le finzioni. Essere limpidi, trasparenti significa avere sulla lingua quello che si ha nel cuore, non ci sono finzioni, menzogne. Ebbene queste persone sono “beate perché vedranno Dio”.

Attenzione: non è una promessa per l’aldilà… Tutti nell’aldilà vedranno Dio, anche chi non è stato puro di cuore… è invece un’esperienza nel “di qua”. Non si tratta di assicurare visioni o apparizioni o altre stregonerie del genere. Nulla di tutto questo!

Sal 24, 3 Chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo? 4 Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronunzia menzogna, chi non giura a danno del suo prossimo. 5 Otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.


Anche qui l’evangelista - vedete come è tutto un richiamo all’AT - si riferisce al salmo 24,4 che metteva la purezza di cuore come una condizione per salire al tempio e partecipare alla liturgia.

Gesù parla di persone limpide, ma anche questo non è una qualità dell’individuo, ma un atteggiamento che lo rende riconoscibile; e quando una persona ha scelto la prima beatitudine, cioè di non arricchire, ma di condividere con gli altri, di rinunciare all’ambizione dell’avere di più, dell’essere di più, finalmente diventa una persona vera, una persona autentica, cioè una persona trasparente. Allora Gesù assicura che : le persone limpide, le persone vere, le persone trasparenti, coloro che quello che hanno nel cuore l'hanno anche nella lingua e nelle mani , le persone che non sono doppie, le persone che non si presentano con la maschera, beate loro perché vedranno Dio presente nella loro vita.

Ma attenzione che Gesù non assicura le visioni, (attenti alle visioni e ai visionari perché ce n’è una inflazione…): se vi capita di avere una visione misuratevi la pressione o prendete altri provvedimenti! Qui Gesù assicura che vedranno Dio, ma non nell’aldilà, perché nell’aldilà Dio lo vedranno tutti, anche le persone che non sono state pure di cuore. Gesù assicura una visione qui, su questa terra.

Il verbo greco vedere si scrive in 2 modi:
- uno indica la vista fisica
- e l’altro indica la percezione interiore, una profonda esperienza interiore.
Noi usiamo invece lo stesso verbo per dire 2 cose diverse:
1. - quando parlo con una persona e vedo che quello che le dico non lo capisce, le dico: “ma non vedi che…”;
2. - oppure, per richiamare l’attenzione, quante volte diciamo: “guarda che…;

L’evangelista non scrive che avranno delle visioni di Dio, ma Gesù assicura che chi fa la scelta della prima beatitudine sarà una persona limpida, trasparente, e Dio sarà trasparente per lui . Questi si accorgerà della presenza di Dio nella sua esistenza come un padre tenero che si prende cura anche degli aspetti minimi, insignificanti della sua vita.

Le beatitudini sono strettamente collegate alla Risurrezione. Quando Gesù risuscita dice alle donne “andate a dire ai miei discepoli che se vogliono vedermi vadano in Galilea e là mi vedranno”. Gesù non si presenta, secondo Matteo, ai discepoli in Gerusalemme, ma li manda in Galilea. Essi vanno in Galilea e, scrive l’evangelista, vanno su il monte che Gesù aveva loro indicato. Ma Gesù non aveva indicato loro nessun monte… qual è allora questo monte? Le beatitudini. E là lo videro. Cosa vuol dire l’evangelista? L’esperienza del Cristo risuscitato non è stato un privilegio concesso duemila anni fa ad un piccolo gruppo di persone , ma una possibilità per i credenti di tutti i tempi. Allora il verbo “vedere” indica una profonda percezione della presenza di Dio nella propria esistenza.

Se è vero che noi siamo immersi nella presenza di Dio, perché non lo percepiamo? Per quale motivo? Vedete, se io vi dico che in questo momento, in questa sala, c’è una bellissima musica, non è che vaneggio… C’è una bellissima musica. Solo che per sentirla devo prendere una radio, accenderla e cercare una stazione e indubbiamente in questa sala sentiremo una bellissima musica. Qui in questa sala stanno attraversando le onde che portano la musica. Anche noi siamo immersi nelle onde vitali dell’amore di Dio! Ma perché non se ne fa l’esperienza? Perché non abbiamo creduto al suo messaggio.

Gesù ci assicura: se voi scegliete questa prima beatitudine e diventate persone limpide, trasparenti, vi accorgerete quotidianamente della presenza di Dio anche negli aspetti minimi, insignificanti della vostra esistenza. Un Dio di una tenerezza che tutto trasforma in bene, un Dio che si mette a vostro servizio, un Dio che sempre vi è accanto.

Matteo nel suo vangelo svilupperà -per mezzo del discorso di Gesù - la purezza di cuore dei cristiani in contrasto con le pratiche religiose farisaiche ( Cf. Mt 5,21ss) come quelle di fare le opere di pietà religiosa verso i bisognosi ( preghiera, elemosina, digiuno) per ottenere il plauso degli altri . E' ipocrisia , doppiezza , che fa astenere dalla Carità che invece mira a toglierli dal bisogno.
"

7. Beati i costruttori di pace9 Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. pace ( shalom) = tranquillità esistenziale, diritto e giustizia, bene, benessere, prosperità, pienezza di vita, completezza della propria condizione , felicità, vita eterna

Sal 37, 10 Ancora un poco e il malvagio scompare: cerchi il suo posto, ma lui non c'è più. 11 I poveri invece avranno in eredità la terra e // godranno di una grande pace.
1Macc 14, 8 In pace si diedero a coltivare la loro terra; il suolo dava i suoi prodotti e gli alberi della campagna i loro frutti. 9I vecchi sedevano nelle piazze, tutti deliberavano sugli interessi comuni, i giovani indossavano splendide vesti e armature di guerra. 10Alle città fornì vettovaglie, e le munì con mezzi di difesa; .... 11Fece regnare sul paese la pace e Israele gioì di grande letizia. 12Ognuno sedeva sotto la sua vite e sotto il suo fico e nessuno incuteva loro timore. . .14Confortò tutti i derelitti nel suo popolo;

operare pace (shalom) nel mondo giudaico significava anche restituire, riportare a parità, riconciliare ,risarcire , completare , portare a pienezza , creare comunione etc. La parola ebraica “ pacificatori” significava soprattutto “coloro che compongono i dissidi”. La riconciliazione è un compito spesse volte raccomandato nei vangeli:

Mt 5,23-26 “Se presenti la tua offerta all’altare… và prima a riconciliarti”.

Nel contesto del discorso di Gesù , operare la pace non può che richiamare soprattutto la scelta della povertà , della purezza di cuore e della misericordia , cioè di operare la carità per la beatitudine di tutti.
Gv 15,13Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

L'azione di Dio nella creazione/storia è quella di portare la pace

Lc 2,14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama»
,

Gesù è il prototipo dell'operatore di pace

Gv 14,27 Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. ;

La "ricompensa" per i pacificatori è di essere chiamati figli di Dio, cioè coloro che assomigliano a Dio. I discepoli che agiscono con lo stesso Spirito , assomigliano a Gesù e vengono riconosciuti da Dio come figli.
“Quelli che lavorano per la felicità degli altri, felici perché fanno lo stesso lavoro di Dio” Alberto Maggi- www.studibiblici.it . Dalla trascrizione di 2 conferenze non verificata dall'autore.

" La terza beatitudine: “Beati i costruttori di pace perché saranno chiamati figli di Dio”. Pace è un termine riduttivo che non riesce a tradurre l’originale ebraico shalom che indica tutto quanto concorre alla felicità degli uomini. Quindi pace, ma anche salute, lavoro, questo comprende il termine pace.

Gesù dice: “Beati i pacificatori”, non i pacifici. Qual è la differenza? Il pacifico è una persone che per la propria tranquillità evita accuratamente ogni situazione di conflitto, il costruttore di pace è la persona che per la pace e la felicità degli altri è disposto a perdere anche la propria. Gesù proclama: “Quelli che lavorano per la felicità degli altri, felici perché fanno lo stesso lavoro di Dio”.

Dio è un padre e cosa desiderano i genitori per i propri figli se non la felicità? La massima aspirazione degli uomini è la felicità ed è anche la volontà di Dio. Dio vuole che gli uomini siano felici. E' la religione che presenta un Dio amante del sacrificio, del dolore, ma non Gesù. Il Padre di Gesù desidera che i suoi figli siano felici.

Figli di Dio nel mondo ebraico ha 2 significati:
1. il primo di assomigliante (figlio di Dio significa che assomiglia a Dio)
2. il secondo di protezione da parte di Dio.

Ebbene Gesù assicura: quelli che costruiscono la pace, cioè quelli che lavorano per la felicità, per la dignità e la libertà degli uomini, beati perché prima di tutto assomigliano a Dio.Figlio, nella mentalità orientale è colui che assomiglia al padre praticando un comportamento simile al suo. Se assomigliano a Dio significa che fanno lo stesso lavoro di Dio.

Quelli che lavorano per la felicità Dio li riconosce come figli suoi.

Molte persone la parola “felicità” hanno paura di pronunciarla perché sembra che non sia possibile associata a Dio, tanto è vero che siamo tutti eredi della famosa “valle di lacrime”, la piscina spirituale dove le pie persone sguazzano piamente e devotamente. Non è questo il messaggio di Gesù: egli ci invita alla pienezza della felicità qui, è possibile essere felici qui. Sottolineo questo perché nei contatti con le persone, per la deformazione spiritualizzante che c’è stata in passato, molte persone credono che essere felici, essere gratificati, non sia corrispondente alla volontà divina.

Sapete quante persone brave che fanno volontariato, che si dedicano agli altri, entrano in crisi perché dicono: “ma io però non faccio un sacrificio, lo faccio volentieri, mi fa piacere aiutare gli altri, sarà meritorio? Sarà valido?” Io do sempre un consiglio: “mettiti un paio di scarpe più strette e così soffri e vedrai che la tua azione sarà meritoria….” Perché sembra che se uno non si sacrifica, se uno non soffre, questo non sia accetto agli occhi del Signore. La persona felice sembra che non sia in sintonia con Dio.

Basta guardare l’iconografia del passato, guardate i santi, che allegria che facce particolari che hanno! Avete mai visto un santo felice? Un santo sorridente è raro, sono sempre mesti. E’ volontà di Dio che su questa terra si realizzi la felicità e Gesù ci chiede di collaborare alla creazione di Dio. Vedete, nella teologia giudaica si credeva e si insegnava che Dio aveva lavorato per 6 giorni e il settimo si era riposato, aveva creato il mondo, l’universo, poi gli uomini lo avevano guastato, ma Dio aveva lavorato.

Gesù non è d’accordo: quando gli rimproverano di non osservare il sabato, nel vangelo di Giovanni Gesù risponde: il Padre mio lavora e anche io lavoro, la creazione non è terminata. La narrazione che troviamo nel libro del Genesi di quella armonia tra l’uomo e la donna, tra l’uomo e il creato, non è un rimpianto di un paradiso perduto, ma la profezia di un paradiso da realizzare. Quindi non c’è da rimpiangere un paradiso perduto, ma da rimboccarci le maniche per realizzare questo paradiso.

Ecco perchè Paolo nella lettera ai Romani ha un grido: “l’umanità, la creazione geme nell’attesa che diventiate figli di Dio”.


Questa è la volontà di Dio, che noi diventiamo collaboratori della sua creazione; questo significa essere costruttori di pace.

E poi beati perché avranno Dio dalla parte loro. Dio sta dalla parte non di chi toglie la felicità, ma di chi la costruisce, non di chi toglie la dignità, ma di chi restituisce la dignità agli uomini, cioè Gesù ci invita a collaborare alla creazione.

Vedete c’è un’espressione nel NT che però con il nostro limite traduciamo tutto con la nostra mentalità occidentale e non secondo i criteri orientali. Quando Paolo, o anche in altri passi si parla che noi siamo stati scelti per essere figli adottivi di Dio, noi abbiamo la nostra immagine occidentale in cui l’adozione è quel un gesto d’amore con il quale si prende un bambino nel seno di una famiglia; ma il significato teologico di essere figli di Dio, figli adottivi di Dio è molto più ricco.

A quell’epoca si usava così: quando un re o un imperatore vedeva la sua vita ormai alla fine, non lasciava il suo regno il suo impero ad un figlio suo naturale, ma sceglieva tra i propri generali, tra i propri ufficiali la persona che gli sembrava più adatta, la più capace di continuare come lui il suo impero, e lo adottava come figlio. È questa l’adozione a figli, cioè un Dio talmente innamorato degli uomini, un Dio che ha talmente stima di noi che ci chiede di essere suoi figli adottivi, cioè di collaborare con Lui e come Lui alla creazione del mondo, a costruire la pace.

È inevitabile che per costruire la pace, bisogna toglierla a quelli che sono i nemici della pace, quando si lavora per favorire la vita degli oppressi, bisogna disturbare un po’ la vita degli oppressori.


I collaboratori di Gesù che accolgono la sua pace la vivono nella loro comunità . Così come Gesù vivendo la pace che condivide con il Padre ha dato fastidio a tutti i poteri , oppositori del disegno di Dio, la sua chiesa , vivendo la pace che ha ricevuto e condivide con Lui , non può che dar fastidio agli stessi poteri.

Lc 12,49Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! 50Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! 51Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. 52D'ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; 53 si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

L'operosità della chiesa per la pace pone tutti di fronte alla scelta : aderire a quest'opera o autodeterminarsi secondo le proprie credenze-convenienze.

Gv1, 11Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. 12
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, 13i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.



top



home

DISCLAIMER. Si ricorda - ai sensi dlla Legge 7 marzo 2001, n. 62 - che questo sito non ha scopi di lucro, è di sola lettura e non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare" : gli aggiornamenti sono effettuati senza scadenze predeterminate. Non può essere in alcun modo ritenuto un periodico ai sensi delle leggi vigenti né una "pubblicazione"  strictu sensu. Alcuni testi e immagini sono reperiti dalla rete : preghiamo gli autori di comunicarci eventuali inesattezze nella citazione delle fonti o irregolarità nel loro  uso.Il contenuto del sito è sotto licenza Creative Commons Attribution 2.5 eccetto dove altrimenti dichiarato. Navigando nel sito se ne accetta la   PRIVACY POLICY