Piccolo Corso Biblico

Mat 10,38 chi non prende la sua croce ( l'evangelizzazione) e non mi segue ( sequela) , non è degno di me. Maria e MartaP. Alberto Maggi OSM Conferenza aI Cefalù – 11/ 1999 appunti non verificati dall'autore.

Mc 10, 38Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. 39Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. 40Marta invece era distolta per i molti servizi.
Mc 10, 40 Allora ( Marta ) si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». 41Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, 42ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta»

La massima aspirazione di quanti detengono il potere è di riuscire a dominare le persone attraverso l’arte della persuasione. Si può sottomettere, infatti, qualcuno con la paura, ma anche un timoroso può trovare il coraggio di sfidare un prepotente. Si può rendere qualcuno proprio servo comprandolo con la prospettiva di onori e ricchezze, ma anche un ambizioso, in un sussulto di dignità, può liberarsi da questa schiavitù rinunciando alla bramosia di possedere.

Quando però chi viene oppresso è convinto che la sua condizione di sottomissione sia la migliore situazione desiderabile, egli non cercherà mai la libertà, anzi la vedrà come un grave attentato alla sua sicurezza.

E’ quel che insegna la storia del popolo di Israele nel suo faticoso cammino verso una libertà più temuta che desiderata.
La dura schiavitù egiziana privava, è vero, gli ebrei della libertà, ma assicurava loro “cipolle e aglio” a volontà (Nm 11,5).

Non conoscendo altre prospettive, gli schiavi, a furia di mangiare cipolle e ingoiare aglio si erano davvero convinti di stare nel paese della cuccagna. Per questo l’esodo verso la terra promessa è costellato da proteste e insurrezioni contro Mosè che, demoralizzato, a sua volta si lamenta continuamente col Signore.

La frustrazione di Mosè è tale che arriva a chiedere di morire piuttosto che dover condurre verso la terra promessa un popolo che non ha nessuna intenzione di seguirlo (Nm 11,1015).

La rivolta più grave del popolo ha visto insorgere contro Mosè gli stessi “capi della comunità, membri del consiglio, uomini stimati”, che così si lamentano: “E’ forse poco per te l’averci fatti partire da un paese dove scorre latte e miele per farci morire nel deserto?” (Nm 16,13). Il “paese dove scorre latte miele”, è un’espressione tecnica con la quale nella Bibbia si indica sempre la terra promessa (Es 3,8; Lv 20,24; Nm 13,27).

La capacità di persuasione del potere era stata talmente forte da far credere agli ebrei che la terra dove essi sono stati schiavi era in realtà il paese della libertà, e che aglio e cipolle hanno lo stesso sapore del latte e del miele.

Alla manna, cibo donato da Dio, gli ebrei continuavano a preferire “i pesci che mangiavamo in Egitto gratuitamente, i cocomeri, i meloni, i porri, le cipolle e l’aglio” constatando delusi che “ora i nostri occhi non vedono altro che manna” (Nm 11,6).

E se il cammino verso la terra promessa è durato tanto tempo, si deve alla forte resistenza del popolo che rimpiangeva la schiavitù e che era tentato di tornare indietro: “Non sarebbe meglio per noi tornare in Egitto? Diamoci un capo e torniamo in Egitto” (Nm 14,4).
Uno dei rischi che si corre nella lettura dei vangeli, è quello di interpretarli secondo gli schemi della mentalità occidentale, tanto lontana dai modi di dire e di fare della cultura mediorientale. Un episodio che più degli altri è stato completamente stravolto nel suo significato, è quello della visita di Gesù alle due sorelle Marta e Maria (Lc 10,3842).
Il brano, che si trova solo nel vangelo di Luca, è stato spesso visto come un elogio da parte di Gesù della vita contemplativa (la parte migliore) a scapito di quella attiva (affannarsi per troppe cose). Secondo questa interpretazione Gesù privilegerebbe un’eletta minoranza di persone che si può permettere di trascorrere la vita contemplando il Signore lasciando alla maggioranza della gente gli affanni e le preoccupazioni ordinarie della vita. E’ sicuro che sia stato questo l’intento dell’evangelista?

Per una più esatta comprensione del testo evangelico occorre lasciarsi guidare da quelle chiavi di lettura che l’evangelista colloca nel testo per indirizzare il lettore alla giusta interpretazione del brano.

Lc 10,38 “Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse in casa sua” - Luca inizia la sua narrazione scrivendo che “mentre erano in cammino” (e si suppone che si tratti di Gesù e dei suoi discepoli), “entrò in un villaggio”. Risalta immediatamente nel testo il brusco cambio del soggetto che da plurale (erano) diventa singolare (entrò). Il mutamento è voluto.
Per l’evangelista i discepoli di Gesù, fermamente ancorati alla mentalità tradizionale, non possono entrare con Gesù nel luogo dove il Signore sancirà la fine di uno degli usi e costumi più consolidati in una società a forte impronta maschilista come era quella giudaica. Per questo, solo Gesù entra in un villaggio. Di questo villaggio, dove abitano Marta e Maria, non viene detto il nome. Ogni volta che nei vangeli si trova un villaggio anonimo, l’episodio relativo è sempre all’insegna dell’incomprensione o della resistenza nei confronti di Gesù e del suo messaggio (Lc 9,5256; 17,1119).

Il villaggio indica infatti il luogo arretrato, tenacemente attaccato alle tradizioni e diffidente verso le novità che vede con sospetto. Per l’evangelista il luogo è rappresentativo di una situazione generalizzata che si trova ovunque vige l’attaccamento alla tradizione, al “si è sempre fatto così!”.

Entrato Gesù nel villaggio “una donna di nome Marta, lo accolse in casa sua”. Il nome della donna, Marta, è tutto un programma: nella lingua aramaica, significa infatti “padrona della casa”, (e l’evangelista sottolinea che la casa è sua). Marta ha “una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola”.

Il comportamento di Maria, che va interpretato con le categorie della cultura orientale, non significa un atteggiamento adorante verso Gesù, ma quello normale di accoglienza verso l’ospite.

Se Maria sta “ai piedi” di Gesù, è perché nella casa palestinese non esistono seggiole, ma stuoie o tappeti, dove tutti si adagiano. Quello di Maria verso Gesù è il normale atteggiamento del discepolo di fronte al suo maestro (Lc 8,35), come si legge nel Talmud: “Sia la tua casa un luogo di convegno per i dotti; impolverati della polvere dei loro piedi; e bevi con sete le loro parole” (Pirqê Ab. 1,4).
Maria non contempla Gesù, ma l’accoglie e l’ascolta, desiderosa di apprendere il suo messaggio, indifferente alla proibizione del Talmud che prescrive che “una donna non ha da imparare che a servirsi del fuso” (Yoma 66b). Ma questo suo comportamento in una cultura machista come quella orientale non poteva essere tollerato. E’ proprio solo dell’uomo fare gli onori di casa. La donna sta nascosta e invisibile (Gen 18,9). Il suo posto è la cucina tra i fornelli, come sta facendo Marta, la padrona di casa, “tutta presa dalle molte cose da fare”.

Marta si crede la “regina della casa”, mentre in realtà è schiava della sua condizione (come premio di consolazione, è stata proclamata “Patrona delle casalinghe” e la sua festa è celebrata il 29 luglio).

E’ la grande vittoria del potere: dominare le persone illudendole di essere libere, contrabbandando aglio e cipolle per latte e miele

Che una donna avesse “molte cose da fare”, si può vedere nel ritratto della perfetta “padrona” di casa che dà la Bibbia: “Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani... Si alza quando ancora è notte e prepara il cibo alla sua famiglia… si cinge con energia i fianchi e spiega la forza delle sue braccia… neppure di notte si spegne la sua lucerna. Stende la sua mano alla conocchia e mena il fuso con le dita… non teme la neve per la sua famiglia, perché tutti i suoi hanno doppia veste. Si fa delle coperte di lino e di porpora sono le sue vesti… confeziona tele di lino e le vende e fornisce cinture al mercante”. Ritratto che termina accondiscendente: “E il pane che mangia non è frutto di pigrizia” (Pr 31,1031).


Quest’obbligo per la donna a comportarsi come una bestia da soma viene confermato da una famosa sentenza di Rabbi Eleazaro secondo il quale anche se il marito possedesse “cento schiave, egli dovrebbe costringerla [la moglie] a lavorare la lana, perché l’ozio conduce all’impudicizia” (Ket. M. 5,5).

La quantità di lavoro è finalizzata a stancare l’individuo e impedirgli così di pensare, come insegna la Bibbia: “Fa’ lavorare il tuo servo, e potrai trovare riposo, lasciagli libere le mani e cercherà la libertà” (Sir 33,26).

La situazione che si è venuta a creare nella casa delle due sorelle, diventa insostenibile. Visto che Gesù pare non accorgersi della grave trasgressione compiuta da Maria, è Marta che interviene furibonda rimproverando sia il Maestro sia la sorella: 40 “Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Ordinale dunque che mi aiuti”.
( come dicono la Bibbia ebraica e la Tradizione n.d.r)

Nella concitata foga di far ricacciare la sorella in cucina, Marta non si rende conto che il suo limitato orizzonte è tutto centrato sulla sua persona (“mia sorella… mi abbia lasciata sola…mi aiuti”). Per lei è intollerabile il comportamento della sorella che, come un uomo, intrattiene e ascolta Gesù.
Marta non ascolta il messaggio di Colui che di sé ha detto che è venuto per “rimettere in libertà gli oppressi” (Lc 4,18). ( lei segue la Bibbia ebraica e la tradizione) Che bisogno ha di apprendere? Non insegna il Talmud che è meglio che “le parole della Legge vengano distrutte dal fuoco piuttosto che essere insegnate alle donne”? (Sota b. 19a). Per escludere la donna dall’apprendimento i rabbini si arrampicavano sugli scivolosi specchi della Bibbia, dove riguardo alla Parola di Dio è scritto “la insegnerete ai vostri figli” (Dt 11,19) ( e non alle figlie n.d.r.) .

Se Dio, così preciso nei suoi dettati, avesse voluto che l’insegnamento si estendesse pure alle donne avrebbe aggiunto “alle vostre figlie”, invece non l’ha fatto (Qid. B. 29b). Per questo sostenevano i rabbini che mentre “l’uso della donna è di stare in casa, l’uso dell’uomo è di uscire e di apprendere dagli uomini” (Gen R. XVIII,1).


Anziché rimproverare Maria e ricacciarla nel ruolo dove tradizione e decenza hanno sempre confinato le donne, Gesù richiama la “padrona di casa”: 41“Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma
"di   UNO  c’è bisogno”.
Nel vangelo la ripetizione due volte di uno stesso nome assume il significato di rimprovero (“Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti”, Lc 13,34).

Per l’evangelista la situazione di Marta è drammatica, perché è come quella degli schiavi contenti di esserlo. Costoro non solo non aspirano a essere liberi, ma spiano i tentativi di libertà degli altri allo scopo di ricacciarli nella schiavitù (Gal 2,4).

Gesù rimprovera la perfetta padrona di casa e le dice che 42 “Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”, invitandola a fare lo stesso.
Questa parte eccellente che non può essere tolta è la libertà interiore, garanzia della presenza dello Spirito di Dio (2 Cor 3,17). Per questo tutto può essere strappato all'uomo, anche la vita, ma non la libertà interiore (Lc 12,4).Mentre la libertà esteriore può essere data e tolta agli uomini, la libertà frutto di un profondo convincimento interiore, nessuno la potrà più togliere dall’uomo. La conquista della libertà rende possibile una nuova relazione con Dio:“Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: Abbà Padre!” (Rm 8,15) .  "
... Di UNO c'è bisogno : la VITAMarta è descritta come la donna occupata o anche distratta dal servizio agli altri ( diakonia) : " ti preoccupi e sei agitata".

Gesù non la rimprovera ma agisce verso di lei come  " il Signore che la chiama  a scegliere "l'unica cosa di cui si ha bisogno", la VITA definitiva.

Maria, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua Parola , premessa della risposta di FEDE che introduce alla VITA.

E' il discepolato.
NASCERE DALL'ALTOTILC Gv 8,12 Gesù disse: «Io sono la LUCE del mondo; chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la LUCE che dà VITA »Leggi : il Progetto di Dio , l'UOMO COMPIUTO e DEFINITIVO.
La LUCE che dà VITA
Nel dialogo di Gesù con Nicodemo l'evangelista Giovanni illumina il mistero della salvezza : Gesù è l' uomo che è stato ucciso dai romani ma è passato dalla morte "sorgendo" come uomo definitivo.

Si è rivelato Figlio di Dio , l' uomo che ha la condizione divina ( // l' UOMO) che muore e sorge da morte come UOMO DEFINITIVO , COMPIUTO, ( // perfetto, eterno).

E' l'UOMO che ricapitolata in sè tutta la creazione, visibile ed invisibile, risorta con Lui nel dominio della VITA eterna : Gesù è -in se stesso- il COMPIMENTO ( // la perfezione, la salvezza ) DELLA CREAZIONE.

Ogni uomo credente in Lui - secondo la Sua promessa- avrà la LUCE che dà VITA , cioè  diventerà  un UOMO che possiede la VITA che supera la morte.
Nicodemo Gv 3,1 Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. 2Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». 3Gli rispose Gesù:
«In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall'Alto  , non può vedere il Regno di Dio ». Nicodemo è un fariseo il cui programma di vita è quello religioso: prepararsi al Regno di Dio che sarebbe venuto in Palestina cercando di meritarlo attraverso l'osservanza rigorosa della Legge mosaica e della Tradizione.

Secondo la telogia farisaica il Regno di Dio si sarebbe stabilito quando tutti i giudei avrebbero minuziosamente osservato la Legge stabilita dalla religione // Tradizione. La Promessa dei profeti L'uomo sentiva la Legge Mosaica come qualcosa di estraneo al proprio essere e questa era -secondo i profeti- la ragione della continua rottura dell'alleanza da parte di Israele nella storia. I profeti Geremia ed Ezechiele avevano visto la necessità di un intervento divino che  rendesse interiore all'uomo la giusta percezione e adesione alla Legge divina.  In questo modo Dio e il popolo avrebbero lo stesso sentire ed agire ( cuore/sentire , spirito/agire ) e questa era la condizione necessaria perchè l'uomo giungesse al compimento definitivo del suo essere -un "giusto"- e il Regno di Dio in Palestina sarebbe stato definitivo. I profeti avevano annuciato una nuova alleanza in cui Dio avrebbe messo nella coscienza umana ( cuore ) la sua Legge trasformando la loro disposizione interiore ( spirito ) e orientandola verso il suo Progetto di salvezza della creazione e della storia.
Ger 31,31Ecco, verranno giorni - oracolo del Signore -, nei quali con la casa d' Israele e con la casa di Giuda concluderò un'alleanza nuova. 32Non sarà come l'alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d'Egitto, alleanza che essi hanno infranto, benché io fossi loro Signore. Oracolo del Signore. 33Questa sarà l'alleanza che concluderò con la casa d' dopo quei giorni - oracolo del Signore : porrò la mia legge dentro di loro , // la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Si sarebbe realizzata la comunione di Spirito - quindi di azione - tra Dio e il suo popolo L'appello profetico per il popolo era :
Ez 18,31 Liberatevi da tutte le iniquità commesse e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo

e la promessa divina :
Ez 36,26 // Ez 11,19 Darò loro un cuore nuovo [ leb= atteggiamento di timore/rispetto per le realtà divine ] , uno spirito nuovo [ principio interiore di azione ] metterò dentro di loro. Toglierò dal loro petto il cuore di pietra , darò loro un cuore di carne,... 27 Porrò il mio Spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e //vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. Dio avrebbe infuso il suo Spirito nell'uomo e l'uomo avrebbero avuto lo stesso Spirito di Dio ; l' uomo avrebbe agito mosso dalla stessa volontà di Dio.

I giudei pensavano alla legge mosaica : Dio avrebbe portato l'uomo ad essere giusto//perfetto osservante della Legge perchè mosso dallo Spirito della Legge stessa.
Gesù  ed i suoi discepoli invece non rispettavano la tradizione giudaica ( che cercava di declinare la Legge dando precetti per ogni situazione della vita ):

Mt 15,1 In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: 2«Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!».

e Gesù spiegava perchè :

3Ed egli rispose loro:
«E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione  ?


I Comandamenti di Dio venivano continuamente annunciati e ricordati dai profeti , i quali venivano perseguitati o anche uccisi (per non sentirli più) dalle persone "molto religiose"  della tradizione giudaica.
Il compimento della promessa :
la "comunione di Spirito" tra Dio e il suo popolo.
Nicodemo si rivolge a Gesù chiamandolo " maestro" ( // rabbino) e disponendosi a discutere con Lui della Legge (interpretata dalla Tradizione) perchè questo facevano i rabbini.

Nicodemo pensava al Regno di Dio come un  Regno definitivo in Palestina centrato sull'osservanza perfetta della della Legge Mosaica  declinata dalla Tradizione rabbinica, Gesù invece gli annuncia un cambiamento radicale : nascere di nuovo , dall'Alto . Il Regno di Dio si stava costituendo in Israele sulla base di una azione creativa di Dio :  una Nuova Creazione che sarebbe avvenuta nell'uomo  .

Dio avrebbe mantenuto la promessa annunciata dai profeti : infondendo il suo Spirito nell'uomo e questa  sarebbe stata la "nuova nascita , dall'alto" ( // da Dio) di un UOMO NUOVO .

L' infusione nell'uomo , da parte di Dio , di un Nuovo  Principio Vitale  , il SUO stesso Spirito , // la Sua VITA ( gr. zoe) avrebbe dato all'UOMO NUOVO la capacità di superare la morte ( cosa impossibile da ottenere con l' osservanza della Legge religiosa . )

Secondo Gesù l'accoglienza dello Spirito da parte dell'uomo implicava una rottura con il passato , con la religione e la tradizione.
Questo doveva accettare Nicodemo. Gv 5,39 Voi  ( scribi) scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la VITA eterna (ma non le capite ) : sono proprio esse che danno testimonianza di me (cioè della mia opera salvifica, il compimento della Creazione ...nell'uomo, facendolo un nuovo Essere, un UOMO.)

Non era L'AT ad essere inutile per entrare nel Regno bensì le dottrine errate degli scribi che impedivano di comprendere il Progetto salvifico di Dio .I dotti nelle scritture come Nicodemo non potevano nè vedere il Regno di Dio nè tantomeno entrarvi: scrutavano l'AT ma non ne capivano la profezia .

Il Regno era loro nascosto dal velo delle loro  dottrine in cui ponevano la loro FEDE .

Conoscere Dio Mt 11,25 ti rendo grazie Padre perchè hai  nascosto queste cose  ai sapienti e ai dotti [ come Nicodemo ] e le hai   rivelate   ai piccoli  ( i discepoli che Lo seguivano). Dio ha nascosto il Regno ai sapienti e dotti dell'At e le ha rivelati ai piccoli, i discepoli di Gesù, che sono non-dotti nella religione ma - per VIA della loro FEDE in Gesù e della loro sequela - sono dotti nella conoscenza di Dio.Mt 11, 26 Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 27Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Nessuno può conoscere Dio ( // la Sua volontà, il Suo progetto, il senso della Creazione-Storia) neppure attraverso l'At ma solo attraverso il Figlio che lo rivela in pienezza  a chiunque si fa Suo discepolo // e Lo segue ( cioè ascolta, comprende e FA secondo le Sue Parole ) 
La conoscenza di Dio attraverso la Legge Mosaica non è -secondo Gesù- l' autentica conoscenza.

La conoscenza vera è quella che si ha sperimentando il Suo Amore di Padre , rivelato in Gesù cioè la VITA che Lui dona a chi Lo
segue come discepolo. Il giudeo cercava di meritarsi il premio di far parte del suo Regno con una vita fatta di osservanza dei comandamenti e precetti religiosi ; il tutto " con l'aiuto di Dio" come dicono tutti gli uomini religiosi (nella religione  Dio è visto come un aiuto soprannaturale all'uomo ma distinto , esterno a lui ).

Nicodemo vedeva Gesù come un aiuto ( esterno a lui) importante per il suo percorso religioso, un profeta e un Rabbino colto, un maestro del giudaismo ricco di sapienza che poteva migliorare la sua performance di giudeo dotto ed osservante .

Non riusciva a concepire Gesù come l' inviato di Dio che infonde lo Spirito , la Potenza della VITA divina nell'uomo credente, come annunciavano i profeti della Nuova Alleanza ( Ger ed Ez). E gratuitamente!
Il giogo della Legge giudaica I giudei erano oppressi dagli insegnamenti dei rabbini i quali li caricavano di comandamenti , precetti , pratiche e regole religiose : un giogo pesante come quello che è messo ai buoi con il risultato di una vita religiosa pesante e oppressiva che incuteva paura e una ossessione morale triste, senza gioia.
Gesù si annuncia "riposo che ristora l'anima" Mt 11,29 Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita . 30 Il mio giogo infatti è dolce // e il mio peso leggero ».
Invita a rompere con i maestri ( scribi e // dottori della Legge , il Magistero giudaico) cioè a rompere con la FEDE nella religione di Dio e le sue dottrine per passare alla FEDE in Lui nelle Sue Parole.Le guide religiose trasmettevano il loro spirito  religioso incamminado loro stessi e chi li ascoltava sulla via della morte , il fallimento dell'essere.

Mt 23,16«Guai a voi, guide cieche!
Mt23,25 «Guai a voi, ipocriti, maestri della Legge e farisei! ...23 figli di chi uccise i profeti
Mt23, 33 Serpenti, razza di vipere, come potrete sfuggire alla condanna della Geènna?


La FEDE nelle  Parole ( // promesse) di Gesù invece permette di ricevere l'infusione dello Spirito e la " nascita dall'alto" per una VITA definitiva .

Gesù non carica le persone di precetti religiosi ma fa loro sperimentare -nella sua comunità - Dio come Padre che Ama tutti di un AMORE incondizionato mai sperimentato prima . VIVERE mossi dallo Spirito è  umiltà e mitezza , conoscenza dell' Amore divino ed esperienza ri-creatrice // ristoratrice che dà GIOIA VERA.

La conoscenza che l'UOMO (NUOVO) ha di Dio è la GI...come annunciava il profeta Osea:

Os 6,6 poiché voglio l'Amore e non il sacrificio ( rituale), // la conoscenza di Dio ( la sequela del SUO Verbo) più degli olocausti .

Il  giogo posto da Gesù sull'UOMO NEONATO è la VITA ( zoe) che rende la vita (psiche) " leggera" e GIOIOSA nel sentirsi FIGLI di Dio AMATI incondizionatamente.

Nessuno è "giusto"Mt 9,13 Andate a imparare che cosa vuol dire: "Misericordia io voglio e non sacrifici". Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti ( che non c'erano : se ce ne fossero stati sarebbero stati già UOMINI e DONNE dotati di VITA) , ma i peccatori (i condannati a rimanere nella morte, cioè tutti gli uomini ) ».

La religione giudaica il cui centro era l'osservanza di una Tradizione religiosa (attribuita a Dio) voleva compiere l'uomo come Uomo definitivo costringendolo ad essere Giusto secondo la Tradizione . Storicamente però ne ha scontato il fallimento ( esilio) così si attendeva da Dio una purificazione definitiva del popolo  attraverso un giudizio universale con la glorificazione dei Giusti e l'eliminazione dei peccatori.

Gesù annuncia : IO sono l'Inviato di Dio :.

Marco 2, 17 Le persone sane non hanno bisogno del medico; ne hanno bisogno invece i malati. Io non sono venuto a chiamare quelli che si credono giusti, ma quelli che si sentono peccatori
. e .. Giovanni 12, 47  Chi ascolta le mie parole e non le mette in pratica, io non lo condanno. Infatti non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvarlo. ( portare a compimento, perfezione l'umanità intera).

In verità la stessa teolgia giudaica aveva scoperto che :

Mi 7,2 L'uomo pio è scomparso dalla terra, non c'è più un giusto fra gli uomini .
Rm 3,10 come sta scritto: Non c'è nessun giusto, nemmeno uno.

Le speranze di compimento dell'essere umano ( // la salvezza) fondate sulla religione erano frustrazione, fallimento.Iniziava il giudizio universale TILC  - Giovanni 12, 31  Ora comincia il  giudizio per questo mondo: ora il  demonio, il capo di questo mondo ( secondo la tradizione giudaica il governatore di questo mondo è la morte ) , sta per essere buttato fuori..

Gv 11,43  Gesù gridò con voce forte: «Lazzaro, vieni fuori! ( dalla morte) ».
44Il morto uscì con i piedi e le mani avvolti nelle bende e con il viso coperto da un lenzuolo. Gesù disse: «Liberatelo e lasciatelo andare».


Ci sarebbe stato un autogiudizio , una separazione dell'umanità credente da quella che rifiuta Gesù:
Gesù con la Sua Parola infonde  lo Spirito nei credenti che getta fuori ( // esorcizza) da loro il demonio cioè la morte : lo Spirito infatti è VITA eterna.

Chi non crede non riceve lo Spirito e rimane " fuori" dal Regno di Dio ; quando ne avrà coscienza si dispererà.
Mt 8,11 E io vi dico che molti verranno da fuori ( Isarele) , da oriente e da occidente, e si metteranno a tavola con Abramo, Isacco e Giacobbe nel  regno di Dio. 12Invece, i cittadini del regno ( i figli di Israele, i giudei ) saranno gettati fuori, nelle tenebre: là piangeranno come disperati».
Mt 22, 11«Quando il re andò nella sala per vedere gli invitati, vide un tale che non era vestito con l’abito di nozze. 12Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza avere l’abito di nozze?”. Quello non rispose nulla. 13Allora il re ordinò ai servitori: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori, nelle tenebre. Là piangerà come un disperato”». 14Poi Gesù aggiunse: «Perché molti sono chiamati al regno di Dio, ma pochi vi sono ammessi».
Mt 25 28 29Perché chi ha molto ( fatto fruttare ciò che ha ricevuto da Dio) riceverà ancora di più e sarà nell’abbondanza; chi ha poco ( fatto fruttare ciò che ha ricevuto da Dio ), gli porteranno via anche quel poco che ha. 30E questo servo inutile ( che non ha fatto fruttare niente ciò che ha ricevuto da Dio , questo Israele ..) gettatelo fuori, nelle tenebre: là piangerà come un disperato».
Lc 13, 23Un tale gli domandò: — Signore, sono pochi quelli che si salvano? Gesù rispose: 24— Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché vi assicuro che molti cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. 25Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta della sua casa, voi ( giudei che non credete) vi troverete chiusi fuori. Allora comincerete a picchiare alla porta dicendo: «Signore, aprici!», ma egli vi risponderà: «Non vi conosco. 26Allora voi direte: «Noi abbiamo mangiato e bevuto con te, e tu hai insegnato nelle nostre piazze». 27Alla fine egli vi dirà: «Non vi conosco. Da dove venite? Andate via da me, gente malvagia!». 28Piangerete e soffrirete molto, perché sarete cacciati via dal regno di Dio, ove ci sono Abramo, Isacco, Giacobbe e tutti i  profeti. 29Verranno invece in molti dal nord e dal sud, dall’est e dall’ovest: parteciperanno tutti al banchetto nel regno di Dio. 30Ed ecco: alcuni di quelli che ora sono ultimi saranno primi, mentre altri che ora sono primi saranno ultimi.
etc.

L'uomo-ebreo nato dalla carne, nato sotto la legge religiosa è chiamato da Gesù a nascere di nuovo dallo Spirito cioè dalla VITA DIVINA ( zoe) .
Giovanni 3, 3  Credimi, nessuno può vedere il *regno di Dio se non nasce nuovamente.Chi non è "nato di nuovo dall'Alto" rimane nella religione e non arriverà mai tramite essa a vedere e ad entrare nel Regno di Dio .

Solo chi è già entrato nel Regno facendosi discepolo di Gesù può "vederlo" e VIVERLO. ( Per chi è fuori è impossibile anche solo scorgerlo , cioè non può farsene nessuna idea concreta)
L'Ultimo giorno ( della creazione ) il COMPIMENTO dell' uomo come UOMO. Nicodemo come ogni giudeo crede che la creazione divina sia stata compiuta in 6 giorni e per questo ha come centro della sua vita religiosa il Sabato, il 7° giorno.

Il 6° giorno Dio ha creato l' uomo. Terminata l'opera creativa, è detto in Genesi, che è entrato nel suo " riposo" per viverci con il suo popolo, l' "eletto" ( Gn 1-2). Era il 7° giorno.

Il Sabato ( shabbah ) ebraico è il memoriale settimanale del 7° giorno della creazione , il "riposo di Dio con il suo popolo, l'umanità compiuta"  .
Nel vangelo di Gv Gesù non festeggia nessun sabato, per lui il sabato non esiste ancora perchè il Padre non ha ancora COMPIUTO la creazione:  è ancora il 6° giorno e Lui è ancora all'opera.Gv 5,17 Il Padre mio agisce ( crea) anche ora e anch'io agisco (creo) L'uomo ricapitola in sè tutta la creazione, visibile ed invisibile e la creazione sarà compiuta solo quando sarà compiuto ( cioè sarà perfetto completo e definitivo ) l' UOMO che la ricapitola in sè. Nicodemo non capisce e Gesù lo aiuta a fare un passo verso la sua proposta : nascere dall'alto ! Non c'è altra possibilità . Nicodemo riconosce che Gesù parla e agisce in nome di Dio ( sei venuto da Dio come Maestro) e Gesù lo spinge ad essere conseguente :

Gv 3,7 Non meravigliarti se ti ho detto:  dovete   ( il verbo nel NT indica che è volontà divina, che sta nel Suo Progetto)  nascere dall'alto.

Dovete
... indica che è parte del Progetto divino...e...

Gv 15,5  senza di me non potete far nulla

Gesù è risorto cioè è passato dalla morte come UOMO COMPIUTO perchè aveva in sè la VITA , diventando DEFINITIVO . Senza Gesù che fa nascere l'Uomo dallo Spirito nessun uomo per quanto religioso e meritevole può compiersi in modo perfetto e definitivo, cioè " salvarsi dalla morte, il fallimento dell'Essere.La nuova nascita dallo Spirito porterà l'uomo credente su di un piano di esistenza nuovo : l' "Uomo pneumatico"  ( cioè dotato di Spirito) , ovvero il  "Figlio dell'UOMO " come Gesù identificava se stesso  , o figlio di Dio , o più semplicemente,  l'UOMO.

Accogliendo in sè lo Spirito ( la VITA ) l'uomo diventa UOMO , ha la condizione divina e la potenzialità di COMPIERSI ed essere UOMO DEFINITIVO nella morte/risurrezione.
Gv 3,4Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?».

Nicodemo retoricamente dichiara impossibile una nuova nascita che implichi il ritornare nell'utero materno e fare un nuovo cammino della vita .

Ciò è evidente ma Nicodemo non riesce ad andare oltre ; dimostra di non essere in grado nemmeno di scorgere la possibilità di nascere come un nuovo essere che vive in virtù di  un nuovo Principio Vitale 
Gv 3,5 Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da Acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio . 6Quello che è nato dalla carne è carne, [e non ha capacità propria di entrare nel Regno e superare la morte] e quello che è nato dallo Spirito è Spirito. [ ovvero l' UOMO che ha in sè la VITA]La NUOVA NASCITA L'espressione greca nascere dall'alto è la stessa di nascere di nuovo. Perchè Gesù usa l'espressione nascere dall'alto ? Nicodemo che ascolta non può comprendere : è totalmente immerso nella carne , nella religione. Sembra sapere cosa deve rinascere e chiede -retoricamente- "come" .

Gv 3,10Gli rispose Gesù ( ironicamente) : «Tu sei maestro d' Israele non conosci queste cose?

Ironìa di Gesù : Nicodemo è maestro delle Scritture quindi conosce le promesse divine ma non arriva a capire queste cose. Non ha capito le Scritture!.

Gv 3,11In verità, in verità io ti dico: noi ( che conosciamo Dio) parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto ; ma voi ( giudei ) non accogliete la nostra testimonianza.
Nicodemo, maestro dell'AT, non sa di cosa sta parlando Gesù, non ne ha proprio idea....... Gesù sa di cosa parla,  la sua testimonianza è verace, credibile, perchè Lui è nato da Dio .Mt 11,19 È venuto il Figlio dell'uomo ( l'UOMO) , che mangia e beve, e dicono: «Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori». Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».
Gv 14,11 Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le ( mie) opere stesse.
Gv 8,14 : «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado.

sono venuto dall' '"alto" e vado all' " alto" ( alto è un semitismo per "Dio")
Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado.

non siete mai stati in " alto", siete solo " carne".

I giudei sanno di "venire da Abramo" ma non sanno dove vanno , Gesù invece sa che"viene dal Padre" e che va verso il Padre, come Uomo Definitivo, suo Regno. I giudei che rimangono nella sfera della carne/religione non credono alla testimonianza di Gesù perchè non la comprendono :  rimangono nel regno della non-Vita . Solo la FEDE nelle Parole di Gesù è il PONTE che permette alla VITA // allo Spirito di entrare nell'uomo e farne un essere NUOVO. Gesù spiega cosa significa " nascere dall'alto" Gv 14,12Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? 13Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo. 14E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, 15perché chiunque crede in lui abbia la VITA eterna.

"bisogna" = sta nel Progetto di Dio. Innalzato, dove ?

At 2,33
Innalzato alla destra di Dio Gesù nella sua morte , risorgerà cioè sarà " innalzato", in Alto", alla destra del Padre.At 2,33 e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire.

Il serpente innalzato da Mosè sul palo liberava l' uomo dal pericolo di morte imminente ; il figlio dell' UOMO ( Gesù) innalzato sulla croce e // alla destra di Dio, donando il suo Spirito lo libera dalla morte , definitivamente . At 5,31 Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e Salvatore , per dare la conversione e il perdono dei peccati.
Se davvero Nicodemo vuole «entrare nel regno di Dio», egli  deve accogliere lo Spirito // le Parole-promesse di Gesù  con FEDE.« Poiché due mondi si affrontano, tra i quali non c'è intesa possibile: mondo «dal basso» e mondo «dall'alto», mondo «dalla terra» e mondo «dal cielo» (3,12.31), mondo «di quaggiù» e mondo «di lassù» (8,23), mondo «dalla carne» e mondo «dallo Spirito» (3,6). Per passare da un mondo all'altro, da «questo mondo» al «mondo di Dio» occorre che accada nell'uomo qualcosa di umanamente imprevedibile e impossibile, qualcosa che corrisponda ad  una rigenerazione che è come una creazione nuova .

Un tale miracolo può compierlo soltanto lo Spirito, lo Spinto di Dio che è il "prodigioso di Dio,( il Suo Sacro) " comunicato all'uomo, il solo capace di versare nell'uomo il principio della VITA e dargli un'altra origine 
L' in-fusione dello Spirito nel credente ( il catecumeno) inaugura la fase finale del suo compimento come essere umano : diventa UOMO. ".. La creazione, pervertita in «questo mondo», ridiventa  «il mondo» secondo il progetto di Dio e del suo Lògos creatore  (1,3) esattamente mediante la fede, che è per Giovanni una «demondanizzazione dell'uomo». Il credente è sottratto all'esistenza mondana, pur all'interno del mondo; per quanto ancora «nel mondo» (en to kósmo), non è più «dal mondo» (ek toù kósmou). E già passato attraverso il giudizio e già entrato nella Vita [ eterna ]  (3,18; 5,24s), lasciandosi la morte alle spalle  (8,51; ll,25ss); egli ha già la Vita (3,36; 6,47; IGv 5,12). Di lui vale: «Le tenebre stanno diradandosi e la vera luce già risplende». Come Gesù è stato uno straniero nel mondo, così lo sono i credenti che gli appartengono.
( Valerio Mannucci, Giovanni il Vangelo narrante, Bologna 1993)


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L'UOMO NUOVO
1Cor 6,17 chi si unisce al Signore  forma con Lui un solo Spirito2Pt 1,4 Egli ci ha donato i beni grandissimi e preziosi a noi promessi, affinché per loro mezzo diventiate  partecipi della NATURA DIVINA.

Lo Spirito non è un aiuto esterno di Dio conferito all'uomo che si sforza di entrare nel Regno osservando comandamenti religiosi , non è una grazia estemporanea effusa sull'uomo per rinnovarlo "spiritualmente"  ( nella sua espressione e vita religiosa) ma lasciandolo sempre carne mortale ... ... lo Spirito è VITA eterna che fa l'UOMO NUOVO capace di COMPIERSI ( // raggiungere la Pienezza, la Perfezione della sua UMANITA') liberamente e superare la MORTE ( // sorgere da morte).

Lo Spirito ispira/muove alla azione l'uomo così come ispira /muove il Padre e Gesù : in questo modo si stabilisce UNA comunione di Spirito e di attività nella storia , comunione di intenti e azione tra il Padre, Gesù e ogni UOMO.

Nella storia si manifesta così la Carità : fare grazie su grazie ( Gv 1)
Ci sono due principi vitali , la carne e lo Spirito. I due principi danno ciascuno la "vita" che contengono.La carne trasmette la vita ( bios) che si manifesta nella vitalità umana ( psichè ), mentre lo Spirito di Dio, (Pneuma) trasmette  la VITA ( zoé) di ordine DIVINO che si manifesta storicamente in Gesù e nei discepoli come un Nuova Vitalità : la Carità.Lo Spirito è in grado di trasformare l'uomo-carne in carneSPIRITO , UOMO , e di guidarlo fino ad essere COMPIUTO ,capace di una "Umanità" perfetta nella Carità come Gesù e DEFINITIVO, nel superamento della morte o risurrezione.

La salvezza è il compimento della Creazione, visibile e invisibile , nell'UOMO NUOVO nato dall'ALTO L'uomo carneSPIRITO , cioè l' "UOMO pneumatico" secondo la tradizione orientale o "corpo-anima-Spirito" secondo la tradizione latina è il NUOVO, il " mai visto" un VANGELO.



La Nuova Coscienza // Individualità dell'UOMO. La comunione misteriosa tra carne e Spirito sarebbe un evento magico , incomprensibile , se Gesù non ne avesse rivelato il significato.

La Nuova nascita dall'ALTO riceve il suo significato dalla Parola di Gesù , unico testimone- in se stesso- dell'unione del divino con l'umano.

1Gv1,1 Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della VITA - 2 la VITA infatti si manifestò, noi l'abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la VITA eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi  ,  3 quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo.  4Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena.

E' la coscienza a cogliere i significati ed a portarli ad unità nell'essere , così l'uomoSPIRITO riceve una  Nuova Coscienza  e // una  Nuova Individualità. Il credente, colui che ha fede in Gesù, ha bisogno di ascoltare , comprendere , accogliere la sua Parola così da diventare consapevole di ciò che lo Spirito vuole realizzare in lui  e nel mondo e collaborarvi liberamente .

Dimorando nella Parola, la coscienza/libertà del credente è mossa/ispirata a collaborare con Gesù per portare ogni uomo a perfezione definitiva .
Eb 9,14 il sangue di Cristo - il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio -  purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio Vivente

perciò :

1Tm 3,9 ( i credenti) conservino il mistero della fede in una coscienza pura.

1Tm 1,19 .. la fede e una buona coscienza. Alcuni, infatti, avendola rinnegata, hanno fatto naufragio nella fede;
At 24,16 Per questo anche io mi sforzo di conservare in ogni momento una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini.
La comunione di Vita nella Cena-Memoriale di Gesù diventa poi comunione di Forza per l'azione di Carità. L' accoglienza, per fede, di Gesù eucarestia e della Parola rendono il credente consapevole del disegno divino e capace di compierlo in comunione di Spirito con il Padre e con Gesù . 1Tm 1,5 Lo scopo del comando [ AMARE cioè offrire la propria vita al Progetto UOMO] è ...la carità, che nasce da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera.
Rm 14,23 chi è nel dubbio, .. non agisce secondo coscienza; tutto ciò, infatti, che non viene dalla [ nuova ] coscienza [ offrire la propria vita al Progetto di Dio)

In questo modo ...

1Cor 5,23 Il Dio della pace  vi santifichi interamente [ UOMO COMPIUTO], e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. 24 Degno di fede è colui che vi chiama: egli farà tutto questo! 

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NASCERE DALLO SPIRITO
Pag. 2

SOMMARIO

1 - GESU' LUCE DEL MONDO
2 - NASCERE DALLO SPIRITO
3 - GESU' CHIAMA I  DISCEPOLI
4 - LA CROCE - GESU' INDICA IL CAMMINO
5 - ENTRARE NEL REGNO DI DIO' MOMENTO PER MOMENTO
6 - ESCLUDERE DALLA CARITA' UN FRATELLO E' OMICIDIO
7 - LA FOLLA E I DISCEPOLI - PAROLA E PARABOLE
8- IL VERO DISCEPOLO SEGUE GESU'
9 - IL PURGATORIO
10 - LA DIMORA DEL DISCEPOLO
11- VERSO GERUSALEMME
12 - IL MISTERO DEL REGNO DI DIO
13 - QUAGGIU' LASSU'
14 - LA RESPONSABILITA COSMICA DEI DISCEPOLI

 

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