Piccolo Corso Biblico




Seguire Gesù , il pastore bello/buono.
Il Mistero della porta «Io sono la porta »
Gv 10,«In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. 8Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.
9Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.


Io sono la porta - il contesto indica che Gesù sta parlando della " porta del tempio/santuario" che introduceva nella " dimora di Dio" in terra, il santo dei santi. La religione aveva chiuso le pecore dentro l' istituzione di cui il tempio era simbolo e le teneva prigioniere con la paura

Gv 7,13Nessuno però parlava di lui in pubblico, per paura dei Giudei. 9,22Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga.

Nessuno tramite l'istituzione religiosa era mai entrato nella "dimora di Dio" di cui il santuario era simbolo e speranza .

Gesù risorto è entrato nella dimora del Padre cioè nella piena comunione con Lui come Uomo.

Gesù si annuncia come la porta che immette nella dimora del Padre e dice " in verità " cioè che non c'è altra possibilità.

se uno entra attraverso di me, sarà salvo ; dalla morte/fallimento del proprio essere perchè sarà Uomo compiuto, definitivo, nel seno del Padre.

Entrare attraverso Gesù
nella dimora del Padre significa significa accogliere la sua parola/Spirito che immette nella comunione di VIta con Lui.

Gv6, 37Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, 38perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 39E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno. 40Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno»

Gesù è la Vita divina che si apre come una porta per fare entrare in essa coloro che lo accolgono nella fede ( Gv 6,56ss).

Questa porta è stretta e bisogna farsi piccoli per entrarvi. E bisogna affrettarsi perchè ad un certo punto verrà chiusa.



Chi accoglie la Vita divina , ( Gesù, la porta) entra nella comunità delle beatitudini , punto di arrivo dell'esodo dalla istituzione giudaica guidato da Gesù, Nuova Terra Promessa .


entrerà e uscirà .- «Entrare ed uscire» sono due verbi antitetici che nel linguaggio semita indicano i due poli estremi della vita (cf. Nm 27,17; 2Cor 1,10; At 1,21), la quale si presenta come un «uscire» dal seno materno per «entrare» nel mondo e, alla fine, un «uscire» dal mondo per «entrare» nel seno del Padre. (*)



Chi accoglie Gesù esce dalla religione , riceve lo Spirito di Gesù, si compie come Uomo nella resurrezione che lo fa entrare definitivamente nella dimora del Padre.

e troverà pascolo - il pascolo era il simbolo del nutrimento e qui indica il pane di Vita eterna, Gesù stesso, che si dona continuamente alla sua comunità di Uomini.



Gesù non è una nuova istituzione religiosa mediatrice tra l'umano e il divino ma è la Vita stessa divina che si dona all'essere umano e compie l'uomo come Uomo definitivo che vive nella "dimora divina" come a casa sua , come un figlio nella dimora del padre.


Qui Gv gioca con legge<>pascolo : non più un Dio che giudica con la legge ( nomòs) ma libertà di vita nella Sua dimora ( entrare e uscire ) per il pascolo ( nomè) eterno che è Gesù stesso.



«Io sono il buon ( bello ) pastore
Gv 10,11 Io sono il buon ( il modello del ) pastore ( del popolo di Dio ) .
Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.


I profeti indicavano Dio come unico pastore del popolo (Ez 34,11) . I pastori nel giudaismo non si comportavano però come Dio che dà la vita/vitalità alle sue pecore bensì come avvoltoi che toglievano a queste le risorse , la vita ( Mi 2,2 Ez 34,2 ).

Gesù nella sua esistenza terrena ha dedicato agli uomini ( come il pastore la dedica alle sue pecore che ama ) la sua vita fino ad accettare la morte per donare loro la sua Vita. Il Pastore Gesù dona la sua stessa Vita alle pecore di Dio , una Vita che supera la morte e le risorge in una condizione perfetta , definitiva. Per questo Egli è il pastore bello, il migliore.

La Vita che Gesù offre e dona a chi la crede/chiede è la Vita che supera la morte, non semplicemente una vita eterna cioè che non finisce mai, ma la Vita dell'Eterno, la Vita di qualità divina.

Dare la propria vita si può farlo solo come amore :

Gv 15 13Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.



«Io sono la strada!»

-Gv 14,6 Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Gv 10,io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.

Gesù è la porta che si apre per far uscire l'uomo dalla gabbia dell'istituzione umana ( anche religiosa ) incapace costituivamente di condurlo nella casa del Padre come Uomo compiuto.

Alle sue pecore come un pastore modello dona la sua Vita , le conduce fuori dal recinto religioso e le fa entrare nel Regno di Dio, nella comunità della carità per le beatitudini.


" .. «la strada» da percorrere nella vita è compresa tra l'«entrare» nel mondo e l'«uscire» dalla scena terrena ( per entrare nella casa del Padre ) .Ciò significa che la strada giusta da percorrere ( per andare al Padre ) non è da fare, da tracciare, da costruirsi: esiste già e ci viene incontro, ci chiama e ci invita a percorrerla. " (*)

Chi ha paura della morte ne è dominato ma ora la morte non appartiene più alla Nuova Realtà, l'Uomo. E' stata esorcizzata ( = getta fuori ) da Gesù una volta per sempre con la sua resurrezione. La morte ha consentito a Gesù gli di andare al Padre portando la sua umanità e di aprire la casa per i suoi salvati.

La morte per il discepolo non è più una minaccia ma una porta che si apre e gli consente di uscire da quaggiù per essere preso da Gesù e portato lassù per entrare nella casa del Padre, definitivamente , al proprio posto.

" .. La casa di Gesù è la stessa casa del Padre celeste; quella casa costituisce il donde (póthen) egli viene e il dove (poù) egli va (8,14); è a quella casa che egli torna attraverso la sua morte-glorificazione, per preparare un posto (14,2-3) ai suoi discepoli, e poi tornare a prenderseli perché anch'essi siano là dove (ópoiì) egli è. " (*) .

Chi vive la Vita di Gesù nella comunità della carità e delle beatitudini  non vedrà la morte in eterno ( Gv8,51 ) e va incontro alla resurrezione cioè alla trasformazione in Uomo compiuto e definitivo.

1 Tess 5, 23 Il Dio della felicità piena vi santifichi interamente...24Degno di fede è colui che vi chiama: egli farà tutto questo!

Il mistero della trasformazione "  ..  «Il Verbo diventò carne», esistenza umana debole e mortale, e il suo essere «depositario permanente dello Spirito» (cf. 1,32) non lo strappa alla carne; egli «venne nel mondo» e rimase «nel mondo», pur dicendo sempre di sé: «lo non sono di questo mondo» (8,23; 17,14; 17,16).

Allora, come avviene il passaggio per l'uomo dall'«essere dal mondo» (8,23; 15,19; 17,14.16; 18,36), dall'«essere dalla terra» (3,31), dall'«essere di quaggiù» (8,23), addirittura dall'«essere dal diavolo» (8,44), all'«essere dall'alto» (3,3-7), all'«essere da Dio» (7,17; 8,47), all'«essere dalla verità» (18,37)?

Questo passaggio dall'uno all'altro mondo (che è l'esistenza escatologica già nel presente mondo) avviene tramite la fede .    "
 (*)

...che chiede la Vita dell'Eterno e la riceve nei sacramenti della chiesa.

Nicodemo
Nel dialodo di Gesù con Nicodemo l'evangelista Giovanni illumina il mistero della salvezza: la trasformazione dell' uomo in Uomo compiuto.

Gv 3,1 Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. 2Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». 3Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio».

Nicodemo è un buon giudeo il cui programma di vita è quello religioso: prepararsi al Regno di Dio in un aldilà diverso dal mondo presente cercando di meritarlo attraverso l'osservanza della Legge mosaica interpretata dalla religione e spacciata per legge divina. (Mt 15,1 In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: 2«Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!». 3Ed egli rispose loro: «E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione?)

Secondo la telogia farisaica il Regno di Dio si sarebbe stabilito quando tutti i giudei avrebbero minuziosamente osservato la Legge stabilita dalla religione. Si rivolge a Gesù chiamandolo " maestro" ( rabbino) e disponendosi a discutere della Legge perchè questo facevano i rabbini, interpretavano la Legge mosaica declinandola in precetti .

Nicodemo pensa all'osservanza della Legge religiosa Gesù invece gli annuncia un cambiamento radicale : nascere di nuovo.

Il Regno si costituisce sulla base di una azione creativa di Dio : nascere di nuovo. Nascere di nuovo implica una rottura con il passato e con la religione. Questo dovrebbe accettare Nicodemo.
(Mt 11, 25In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti [ come Nicodemo ] Gv 5,39 Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me (che sono la Vita dell'eterno).

I dotti della religione come Nicodemo non potevano nè vedereentrare nel Regno di Dio scrutando l'AT : il Regno era loro nascosto.
( Mt 11,25 hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.)

Dio ha nascosto il Regno ai sapienti e dotti dell'At e le ha rivelati ai piccoli, i discepoli di Gesù. (Mt 11, 26Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 27Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.)

Nessuno può conoscere Dio attraverso l'At : si conosce solo attraverso Gesù che lo rivela.

Nicodemo vedeva Gesù come un aiuto importante per il suo percorso religioso, un maestro del giudaismo ricco di sapienza , che poteva migliorare la sua performance di giudeo osservante e garantirgli la Vita eterna.

Gesù aveva detto invece che la conoscenza di Dio attraverso la Legge (la Torah, parola che indicava l'At) non è autentica conoscenza.

La conoscenza vera è quella che si ha sperimentando il Suo amore donato/rivelato da Gesù attraverso i segni ( miracoli e prodigi) salvifici.

Nicodemo riusciva a concepire Gesù solo come un aiuto esterno per osservare la Legge mosaica alla perfezione ma non come un principio dinamico che agisce dentro la persona stessa.

E' la religione : Dio è visto come un aiuto soprannaturale all'uomo ma distinto , esterno a lui, che cerca -con una vita fatta di osservanza a comandamenti e precetti religiosi- di " meritarsi " il premio di far parte del suo Regno .

Gesù:

Mt 11,28Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,

oppressi dagli insegnamenti dei dotti e dai loro precetti religiosi che caricanoi fedeli di un giogo pesante come si caricano i buoi con il risultato di una religione oppressiva che incute paura, una ossessione morale senza gioia

Mt 11,28 e Io vi darò ristoro.

L'insegnamento di Gesù è un riposo che ristora l'anima

Mt 11,29Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vitalità. 30Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Gesù invitava a rompere con i maestri ( rabbini) e dottori della Legge ( il magistero giudaico) per avvicinarsi a Dio nell'umiltà e mitezza , andando da Lui , Lui che è il Verbo, la Parola , esperienza ristoratrice per l'anima.



Gesù non carica le persone di insegnamenti e precetti ( comandamenti ) ma fa loro sperimentare -nella sua comunità di discepoli- Dio come Padre che ama tutti di un Amore incondizionato.

Diventare discepoli di Gesù significa caricarsi del giogo dolce e leggero dello Spirito di Dio, che è la Carità e la gioia della Vita dell'eterno. ( beati...) .


La religione il cui centro era l'osservanza di una Legge morale e religiosa ricondotta a Dio voleva compiere l'uomo come Uomo definitivo, giusto/perfetto ma scontava storicamente il fallimento.( Mi 7,2 L'uomo pio è scomparso dalla terra, non c'è più un giusto fra gli uomini . Rm 3,10 come sta scritto: Non c'è nessun giusto, nemmeno uno.)

Le speranze di compimento fondate sulla religione sono carne, frustrazione, fallimento.

L'uomo nato dalla carne, nato sotto la legge mosaica ( che in parte è legge morale naturale ) è chiamato da Gesù a nascere dallo Spirito.


Chi non è nato di nuovo dallo Spirito rimane nella religione ma non arriverà mai ad entrare nel Regno, nè avrà mai dalla religione neppure l 'idea di cosa sia il Regno e di come entrarvi.

Solo chi è già entrato nel Regno può vederlo o inversamente per chi è fuori è impossibile anche solo scorgerlo ( non può farsene nessuna idea concreta ).


La comunione di Spirito
L'uomo sente/vede la Legge Mosaica come qualcosa di estraneo al proprio essere e questa è -secondo il profeta- la ragione della continua rottura dell'alleanza da parte di Israele nella storia.

Il profeta vede la necessità di un intervento divino che renda interiore all'uomo la giusta percezione e adesione alla Legge divina.

In questo modo Dio e il popolo avrebbero lo stesso sentire ed agire ( cuore/sentire-vedere , spirito/agire ) e questa è la condizione necessaria perchè l'uomo- in alleanza con Dio - giunga a compimento definitivo del suo essere.

I profeti avevano annuciato una nuova alleanza in cui Dio avrebbe messo nella coscienza umana ( cuore ) la sua Legge trasformando la loro disposizione interiore ( spirito ) e orientandola verso il suo progetto di salvezza della creazione e della storia.

Ger 31,31Ecco, verranno giorni - oracolo del Signore -, nei quali con la casa d'Israele e con la casa di Giuda concluderò un'alleanza nuova. 32Non sarà come l'alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d'Egitto, alleanza che essi hanno infranto, benché io fossi loro Signore. Oracolo del Signore. 33Questa sarà l'alleanza che concluderò con la casa d'Israele dopo quei giorni - oracolo del Signore -: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.

Si sarebbe realizzata la comunione di spirito/ azione tra Dio e il suo popolo

Ez 36,26 Ez 11,19 Darò loro un cuore nuovo [ leb= atteggiamento di timore/rispetto per le realtà divine ] , uno spirito nuovo [ principio interiore di azione ] metterò dentro di loro. Toglierò dal loro petto il cuore di pietra , darò loro un cuore di carne, 27Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. Ez 18,31 Liberatevi da tutte le iniquità commesse e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo. Perché volete morire, o casa d'Israele?

I profeti però si riferivano ancora alla legge mosaica, parlavano dell'osservanza della Torah e questo riteneva anche Nicodemo.

Nascere -nell' AT- significa ricevere da Dio il soffio vitale ( ruah) , il respiro o spirito ( ruah) di vita e Gesù annuncia a Nicodemo l' infusione nell'uomo ( da parte di Dio ) di un nuovo ruah , un nuovo principio vitale o vitalizzante, lo Spirito stesso di Dio.

Ma non per diventare capaci di osservare la Legge mosaica bensì per una nuova nascita , necessaria per compiersi come creature , cosa impossibile alla Legge.

L'Uomo nato dallo Spirito
Nicodemo come ogni giudeo crede che la creazione divina sia stata compiuta in 6 giorni e per questo ha come centro della sua vita religiosa il Sabato, il 7° giorno.

Il Sabato , terminata l'opera creativa, Dio è entrato nel suo " riposo" per viverci con il suo popolo, l' "eletto".

Nel vangelo di Gv Gesù non festeggia nessun sabato, per lui il sabato non esiste perchè il Padre è ancora all'opera , per creare ( Gv 5,17 «Il Padre mio agisce anche ora e anch'io agisco»)

La creazione sarà compiuta solo quando sarà compiuto l'Uomo e questa è la " volontà del Padre" e la missione di Gesù.

Nicodemo non capisce e Gesù lo aiuta a fare un passo verso la sua proposta : nascere dall'alto ! Non c'è altra possibilità . Nicodemo riconosce che Gesù parla e agisce in nome di Dio ( sei venuto da Dio come maestro) e Gesù lo spinge ad essere conseguente :

Gv 3,7 Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall'alto.
Dovete : (Gv 15,5 perché senza di me non potete far nulla)

Senza Gesù che fa nascere l'Uomo dallo Spirito nessun uomo per quato religioso e meritevole può compiersi in modo perfetto e definitivo, cioè " entrare nel Regno di Dio )

La nuova nascita dell'essere umano operata dalla Spirito Divino lo porterà su di un piano di esistenza nuovo , l'uomo pneumatico ( cioè dotato di Spirito) , l'Uomo, il livello di Gesù.

Accogliendo in sè lo Spirito, l'uomo diventa Uomo e riceve la potenzialità di compiersi come Uomo definitivo.


Gv 3,4Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?».

Nicodemo retoricamente dichiara impossibile una nuova nascita che implichi il ritornare nell'utero materno e fare un nuovo cammino della vita .

Ciò è evidente ma Nicodemo non riesce ad andare oltre ; dimostra di non essere in grado nemmeno di scorgere la possibilità di nascere come un nuovo essere che vive in virtù di un nuovo Principio Vitale.

5Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico,
se uno non nasce da acqua e Spirito,
non può entrare nel regno di Dio.

6Quello che è nato dalla carne è carne,
[e non può entrare ne Regno]
e quello che è nato dallo Spirito è spirito.

[e può entrare nel Regno]

Gesù allora spiega : ci sono due principi vitali , la carne e lo Spirito. I due principi danno la vita che è in loro.

La carne trasmette la vita biologica ( bios) che si manifesta nella vitalità umana ( psichè),mentre lo Spirito trasmette una Vitae una Vitalità di ordine superiore, la Vitalità dello Spirito che è la stessa Vita e Vitalità dell'eterno ( zoe) , la Carità.

La carne è l' umanità dell'uomo , per natura incapace di giungere a perfezione . Lo Spirito è in grado di trasformare l'uomo-carne in Uomo-carne-Spirito e di guidarlo//condurlo ad essere compiuto (capace di una "umanità" perfetta , come Gesù ) e definitivo ( nella risurrezione da morte ) Gv 6,63 È lo Spirito che dà la Vita ( zoe, la vita di qualità divina che porta a perfezione l'umanità ; quanto a questo...) la carne non giova a nulla.

La nuova nascita dell'uomo nello Spirito è comunione di Spirito con Dio stesso.

Lo Spirito non è un aiuto esterno di Dio conferito all'uomo che si sforza di entrare nel Regno osservando sei comandamenti , non è una grazia estemporanea effusa sull'uomo per rinnovarlo spiritualmente ma lasciandolo sempre carne : si tratta della in-fusione dello Spirito divino nella carne come Nuovo Principio Vitale .



L'uomo carne-spirito diventa una Nuova Natura : carne-spirito-Spirito. E' l' "uomo pneumatico" secondo la tradizione orientale o "corpo-anima-Spirito" secondo la tradizione latina , l'Uomo.

1Cor 6,17 chi si unisce al Signore
forma con Lui
un solo Spirito.

Con la Nuova Nascita la natura umana è Nuova perchè mossa da un Nuovo Principio Vitale, di ordine divino, lo Spirito.

Lo Spirito ispira/muove alla azione l'uomo così come ha ispirato/mosso alla azione il Padre e Gesù : in questo modo si stabilisce una comunione di Spirito, cioè di intenti e azione tra il Padre, Gesù e l'Uomo(colui che ha ricevuto lo Spirito).

Gesù dichiara di realizzare la nuova alleanza - annunciata da Ger ed Ez e che avrebbe donato all'uomo la vera comunione di vita con Dio - nel suo Memoriale o Cena.

Lc 22,20 E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo:«Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi».

Gv 6,54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.

Gv 6:57 Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anchecolui che mangia di me vivrà per me.

Gv 14,23 «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi
verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

Gv 10:17 Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Gv 10:18 Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio».


La Voce dello Spirito
Questa comunione misteriosa , questo miracolo, sarebbe un evento magico , incomprensibile , se non fosse rivelato all'Uomo Nuovo il suo significato.

E' la coscienza a cogliere i significati ed a portarli ad unità nell'essere. Lo Spirito forma la coscienza cristiana .

La Nuova nascita per la Nuova Vita mossa dallo Spirito riceve il suo significato dalla Parola di Gesù , unico testimone- in se stesso- dell'unione del divino con l'umano.

Coloro che ricevono lo Spirito dalla Parola di Gesù
( Gv 6,63 È lo Spirito che dà la Vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono Spirito e sono Vita. Gv 3,34 Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Gv 17,8 perché le parole che hai dato a me ( o Padre) io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. )
hanno coscienza di ciò che quello Spirito vuole realizzare .

Il credente, colui che ha fede in Gesù, ha bisogno di ascoltare , comprendere , accogliere la sua Parola così da diventare consapevole di ciò che lo Spirito vuole realizzare  e collaborarvi liberamente .
1Gv1,1 Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della Vita - 2la vita infatti si manifestò, noi l'abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la Vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi -, 3quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. 4Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena.

Dimorando nella Parola, la coscienza/libertà del credente si sente mossa/ispirata a collaborare con Gesù per portare l'uomo a perfezione definitiva .

La comunione di Vita nel Memoriale di Gesù , per mezzo della Parola , diventa comunione di Forza per l'azione di Carità.


L' accoglienza, per fede, di Gesù eucarestia e della Parola rendono il credente consapevole del disegno divino e capace di compiersi come Uomo definitivo .

La finalità dell’annuncio cristiano è la comunione di Spirito della comunità con Gesù e il Padre, il risultato di tale comunione è la gioia, segno di una Vita che si compie  in pienezza nello Spirito, nella Carità.

La Vita Nuova nello Spirito si svolge "nella carne" , fino al suo compimento come Uomo definitivo , nella morte/resurrezione.

Si tratta di un processo che richiede la partecipazione attiva del credente e l'ascolto continuo e la comprensione della Parola di Rivelazione che è Spirito // Vita .

In questo modo -- 1Cor 5,23 Il Dio della pace vi santifichi interamente ( L'Uomo Compiuto) , e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. 24Degno di fede è colui che vi chiama: egli farà tutto questo!

"Ruah"in ebraico è lo stesso termine per " spirito" e per " vento": Gv3,8 Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».

Come il vento soffia sull'uomo senza che questi sappia da quale regione del pianeta si sia originato , da dove sia nato e dove vada a parare, dove va a finire, così lo Spirito soffia sul credente e lo vivifica di una Vita Nuova e questi non percepisce da dove viene e dove va a finire ( in che modo, secondo quale percorso compie l'Uomo ) .

E come del vento che non sai dove è nato e dove va a morire -ma senti che agisce- ne senti il rumore, così è dello Spirito , ne senti la voce .

La Voce dello Spirito è la Parola di Gesù che dall'uomo fa nascere l'Uomo .

Sacramento e Parola infondono lo Spirito: e vanno accolti come un seme di cui bisogna avere continuamente cura (cf. Mt 13 ) .

Il bambino deve essere guidato nel suo agire da regole, una Legge imposta dall'esterno che lo guidi a realizzare valori .

I farisei credevano che la Legge agisse come uno "spirito" che con la pratica dell'osservanza poteva stabilirsi nella persona e portarla a compiersi come essere pienamente umano, meritevole del Regno di Dio.

Fallimento acclarato dalla stessa scrittura ebraica.

L'Uomo che nasce dallo Spirito di Dio è libero da ogni legge o costrizione esterna e raggiunge la sua piena maturità umana agendo mosso interiormente dallo Spirito, parte della sua Nuova Natura.

Non ubbidisce a nessuno , agisce in libertà secondo il suo Spirito perchè è "fatto così".


Un sol Corpo e un solo Spirito.
Mt 12,49 Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Mc 3,35 Perché chi fa la volontà di Dio [ il suo progetto ] , costui per me è fratello, sorella e madre».

Lo Spirito che ha ispirato Gesù nella sua azione salvifica, il compimento dell'Uomo, ora ispira anche i suoi credenti divenuti comunità di discepoli.

Ed è sempre lo stesso Spirito che ispira il Padre.

Gv 12,44 : «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato. Gv 14,10 Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Gv 14,11 Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. Gv 10,38 , credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Gv 14,12 In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di questeGv 14,1 Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Gv 15,4 Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Gv 15,5 perché senza di me non potete far nulla.


La condivisione del progetto divino , l'Uomo compiuto , come Realtà (sacramentale, efficace) , e come la Parola ( consapevolezza/azione ) realizza la comunità della carità per le beatitudini , la chiesa di Gesù.

Nella chiesa di Gesù , Dio, Gesù, il credente , i suoi fratelli, tutti sono ispirati all'azione dallo stesso Spirito per compiere l'uomo come Uomo perfetto, definitivo.

Sono liberi di fare la Verità , il disegno creativo divino ed hanno in se stessi la Vita/Forza/ispirazione necessaria per farlo .
1Cor 6,17 chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. 1Cor 12,13 Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito. Ef 2,18 Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito. Ef 4,4 Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; Fil 1,27 Comportatevi dunque in modo degno del vangelo di Cristo perché, sia che io venga e vi veda, sia che io rimanga lontano, abbia notizie di voi: che state saldi in un solo spirito e che combattete unanimi per la fede del Vangelo

Nascere dall'alto
Le parole di Gesù a Nicodemo sono la voce dello Spirito che dà la Vita/ Vitalità Nuova e che chiede di essere accolto. L'espressione greca nascere dall'alto è la stessa di nascere di nuovo. Perchè Gesù usa l'espressione nascere dall'alto ?

Ma Nicodemo che ascolta non può comprendere : è totalmente immerso nella carne , nella religione.

Gv 3,9Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?».

Nicodemo sembra sapere cosa deve rinascere e chiede come.

10Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d'Israele e non conosci queste cose?

Ironìa di Gesù : Nicodemo è maestro delle Scritture / promesse divine me non arriva a capire queste cose. Non ha capito le Scritture/promesse di Dio

11In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi ( giudei ) non accogliete la nostra testimonianza.

Israele fondava la propria identità nella discendenza della carne, Abramo/Sara; chi è nato e dallo Spirito ( Gesù) trova la propria identità " in alto", in Dio. Gesù sa di cosa parla, la sua testimonianza è verace, credibile perchè Lui è nato da Dio. Gv 8,14 : «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado.

I giudei sanno di venire da Abramo ma non sanno dove vanno , Gesù, nato dallo Spirito invece sa che viene dal Padre e che va verso il Padre, come Uomo compiuto nel suo Regno.

I nuovi nati, i discepoli di Gesù , sanno e testimoniano ciò che hanno veduto ( l'Uomo compiuto, Gesù) , mentre i giudei che rimangono nella sfera della carne/religione non credono alla testimonianza di Gesù, non accolgono la sua testimonianza e rimangono privi della Vita che compie l'uomo. Mt 11,19 È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: «Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori». Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie». Gv 14,11 Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.

Accettare la testimonianza di Gesù è condizione necessaria per credere ed essere introdotti nel Regno con la nuova nascita.

12Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? 13Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo. 14E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, 15perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.

Se davvero Nicodemo vuole «entrare nel regno di Dio», egli «deve essere generato dall'alto, cioè dallo Spirito».

« Poiché due mondi si affrontano, tra i quali non c'è intesa possibile: mondo «dal basso» e mondo «dall'alto», mondo «dalla terra» e mondo «dal cielo» (3,12.31), mondo «di quaggiù» e mondo «di lassù» (8,23), mondo «dalla carne» e mondo «dallo Spirito» (3,6). Per passare da un mondo all'altro, da «questo mondo» al «mondo di Dio» occorre che accada nell'uomo qualcosa di umanamente imprevedibile e impossibile, qualcosa che corrisponda ad una rigenerazione che è come una creazione nuova. Un tale miracolo può compierlo soltanto lo Spirito, lo Spinto di Dio che è il prodigioso di Dio comunicato all'uomo, il solo capace di versare nell'uomo il principio della Vita e dargli un'altra origine.» (*)

Gesù spiega cosa significa "rinascere dall'alto" :

Gv3,14E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, 15perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.

Innalzato dove ? At 2,33 Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire.

Sulla croce e in Cielo. Morte/resurrezione. Questo è l"alto" da cui viene lo Spirito che fa nascere di nuovo .

L' in-fusione dello Spirito dell'Eterno nell'uomo credente inaugura il nuovo eone , la fase finale del suo compimento come essere umano, l'Uomo.

L'effusione sarà attiva lungo tutto l'eone , finchè la comunità degli Uomini compiuti e definitivi, il Regno di Dio, sarà "completo/compiuto" .

Il serpente innalzato da Mosè sul palo liberava dalla morte imminente e il figlio dell'uomo Gesù ( l'uomo ) innalzato sulla croce, risorgendo Uomo compiuto e definitivo e donando il suo Spirito libera l'uomo dalla morte biologica , sempre imminente , e lo dota di una qualità di vita di ordine divino . At 5,31 Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati.

".. La creazione, pervertita in «questo mondo», ridiventa «il mondo» secondo il progetto di Dio e del suo Lògos creatore (1,3) esattamente mediante la fede, che è per Giovanni una «demondanizzazione dell'uomo». Il credente è sottratto all'esistenza mondana, pur all'interno del mondo; per quanto ancora «nel mondo» (en to kósmo), non è più «dal mondo» (ek toù kósmou).

E già passato attraverso il giudizio e già entrato nella Vita [ eterna ] (3,18; 5,24s), lasciandosi la morte alle spalle (8,51; ll,25ss); egli ha già la Vita (3,36; 6,47; IGv 5,12).
Di lui vale: «Le tenebre stanno diradandosi e la vera luce già risplende». Come Gesù è stato uno straniero nel mondo, così lo sono i credenti che gli appartengono. (*)


La fede nel dono della Vita dell'eterno apre ogni credente all'esistenza escatologica, l' esistenza che ha come fine il compimento della creazione come Uomo definitivo . E' la trasformazione che subisce il credente e che avviene nella comunione di Spirito con Dio e con i fratelli . Ma:

".. In ciascun uomo due mondi si affrontano: la carne e lo Spinto, questo mondo (il mondo di quaggiù) e l'altro mondo ( di lassù) . E' una guerra:

1Pt 2,11 Carissimi, io vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dai cattivi desideri della carne, che fanno guerra all'anima.

L'uomo , «generato da carne» quando viene «generato da Spirito», non è più «da carne» ma continua ad essere carne, esistenza nel tempo e nello spazio. L'uomo nella fede smette di essere «dal mondo» smette di essere «di questo mondo» ma non cessa di essere «nel mondo». (*)


Eb 12,4 Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato

Entra definitivamente nel Regno di Dio - la creazione compiuta dove Dio è tutto in tutti -chi fondamentalmente , nello spirito , assomiglia a Gesù, cioè al Padre. Qualsiasi percorso abbia fatto. Qualsiasi religione ( o nessuna religione ) abbia praticato.

Chi assomiglia di più al Padre sarà suo figlio e sarà il più grande nel regno dei cieli.

Gesù ha questo primato e seguono la madre Maria e tutti i "santificati".

Ma qualè la via maestra , rivelata, perchè si giunga al compimento come esseri umani perfetti e definitivi ?

Dice Gesù : Io sono la Via, la verità , la Vita , che supera la morte e compie l'uomo come Uomo perfetto e definitivo.


Mt 5:48 Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.// Lc 6:36 Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.

Il mistero della dimora Gv 1,39 «Dove dimori?». Gesù risponde: «Venite e vedrete».

Gv 6, 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.
Gv 14,23 «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi
verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

2Cor 6,16
siamo infatti il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo.
1Cor 6,19 Non sapete che
il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi.
1Cor 3,16 Non sapete che
siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 1Cor 3,17 Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

Lc 16,9 Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta,
perché, quando questa verrà a mancare,
essi vi accolgano nelle dimore eterne.
cioè nella comunità dei credenti

«Nella casa del Padre mio ci sono posti per molti»
"  .. «Nella casa (oikia) del Padre mio ci sono molte residenze» , dice Gesù (14,2a). La casa di Gesù è la stessa casa del Padre celeste; quella casa costituisce il donde (póthen) egli viene e il dove (poù) egli va (8,14); è a quella casa che egli torna attraverso la sua morte-glorificazione, per preparare un posto (14,2-3) ai suoi discepoli, e poi tornare a prenderseli perché anch'essi siano là dove (ópoiì) egli è.

(Gv 14,2 Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: «Vado a prepararvi un posto»? Gv 14,23 Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.)

«II Verbo era rivolto verso Iddio (prós); tutto fu fatto per mezzo di lui (dia); senza di lui o lontano da lui (choris) niente fu fatto; ciò che fu fatto in lui (en), era Vita» (Gv 1,1-14). Già in principio, il Verbo era lo spazio del tutto e la causa di tutte le cose; egli lo continua ad essere, sempre, per il credente e nel credente » " (*)


GV 1.38 disse loro: «Che cosa cercate?». //Gv18,4
Gv 18,7 Domandò loro di nuovo: «
Chi cercate?».
Risposero: «Gesù, il Nazareno».


"  L' andare (venite) — vedereabitare (rimanere, dimorare ) configura molto bene l'orientamento, la direzione e il senso da dare alla vita e che Gesù stesso aveva sollecitato a quei primi due discepoli, con la domanda affatto banale: «Che cercate?» (Gv1,38a). "

"Dietro la domanda dei discepoli: «Rabbi, dove abiti tu?» (l,38b) si capisce che ciò che attrae i due è la persona di Gesù... È lui, il Maestro, che costituisce il luogo e la dimora, perché egli ne è il centro ed egli traccia attorno a sé - con una misteriosa forza gravitazionale - la curvatura di un nuovo, sconosciuto spazio dinamico.

Allora non sorprende che il verbo spaziale dimorare-rimanere (mé-nein), accostato nell'episodio iniziale con presso di lui (par'autò di 1,39b) conosca in bocca a Gesù uno sviluppo significativo, bene espresso da altre preposizioni che ne determinano il complemento: dopo il presso ( para ) , associato al dimorare, incontriamo in ( en ) di 6,56 («in me»), di 8,31 («nella mia parola»), soprattutto di 15,4.5.6 («in me») e 15,9-10 («nel mio amore»)."  (*)


Andare al(la dimora del) Padre in Gv è il senso del camminare in Gesù , il senso della vita del cristiano , la comunione definitiva con Lui.

Gv 14,2 Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: «Vado a prepararvi un posto»? Gv 14,23 Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

La dimora del Padre è il Suo tempio ed chi ha il Suo Spirito è Sua Dimora, Suo Tempio. Il Padre ha molte dimore ( non una sola , il tempio di Gerusalemme come credevano i giudei) cioè tutti coloro che vivono del Suo Spirito.

«Dimorate in me»
Gesù dimora nel Padre.

Gv 10:30 Io e il Padre siamo una cosa sola». Gv 5:19 «In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa

Gesù è la dimora del cristiano . Il cristiano è dimora dello Spirito. Gesù e il Padre dimorano nel cristiano, con lo Spirito.

Gv 6:56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.
Gv 15:4
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Gv 15:1 «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo.»
Gv 17:21 perché tutti siano una sola cosa.
Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola,

perché il mondo creda che tu mi hai mandato.


Il Padre , Gesù e lo Spirito dimorano nei credenti. Comunione.

Gv 17:11 Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi.
Gv 14,15 Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. 16 Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, 17 lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché
egli dimora presso di voi e sarà in voi. 18 Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi. 19 Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20 In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi.

In Gesù sparisce ogni ogni separazione tra l'uomo e Dio : «essere una cosa sola» nello Spirito.

«Dimorate nella mia parola! »
"  ..  Ma non basta «dimorare presso» Gesù, e neppure basta «essere con» lui (15,27); bisogna «dimorare nella sua Parola» (8,31) , cioè non solo ascoltarla ma assimilarla per vivere di essa e farne la regola ispiratrice della propria vita. "

"Carne (sarx) significa il modo di essere umano, il modo di essere «di questo mondo»; spirito (pneuma) significa il modo di essere divino, ; dell'altro mondo. In altri termini: la carne è l'intera esistenza storica dell'uomo, in quanto le sue ragioni, i suoi valori, le sue motivazioni appartengono alla sfera dell'umano; lo spirito, all'opposto, significa il rovesciamento delle ragioni, dei valori, delle motivazioni di «questo mondo», per un modo di comprendersi e di esistere che ha le sue radici al di là di questa sfera «mondana» di esistenza."

" Anzi la fede in Gesù, unita al sacramento dell'eucaristia , conduce a quella immanenza reciproca caratteristica di Giovanni, per cui «chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me ed io in lui» (6,56), oppure: «Io sono la vite, e voi i tralci; chi dimora in me ed io in lui, porta molto frutto» (15,5a.b; cf. 15,4). È questa «immanenza reciproca» che assicura la fecondità missionaria dei discepoli: «Poiché senza di me (chorìs emoù = anche, lontano da me) voi non potete fare nulla» (15,5c). " 

" .. Fuori da questo centro, da questa dimora che è la persona di Gesù, c'è vuoto di progetti e di realizzazioni nella missione della Chiesa. "

"Momenti costitutivi del concetto di «Spirito», infatti, sono il miracolo, ovvero ciò che è al di là delle sfere della possibilità umana, nonché la potenza attiva di questa alternativa divina che entra effettivamente nella vita storica dell'uomo e la rinnova".

 (*)


Gv 10:38 sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre».
Gv 14:10 Non credi che
io sono nel Padre e il Padre è in me?
Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma
il Padre che è con me compie le sue opere.
Gv 14, 12In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. 13E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

Gv 3,8 Il vento
( "ruah"in ebraico è lo stesso termine per " spirito" e per " vento" )
soffia dove vuole e ne senti la voce
( rumore del vento // voce dello Spirito) ,
ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».


Come il vento soffia sull'uomo senza che questi sappia da quale regione venga così lo Spirito soffia sul credente e lo vivifica di una Vita Nuova senza che questi possa rendersi conto da dove venga. E come del vento che agisce e ne senti il rumore così è lo Spirito e ne senti la voce . Le parole di Gesù a Nicodemo sono la voce dello Spirito.

Gv 6, 63È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono Vita.
Gv 20,31 «Questi (segni) sono stati scritti affinchè crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio
e affinchè
credendo abbiate Vita nel nome di lui».

Le parole di Gesù non sono solo vocaboli ma sono Spirito ( vengono dal suo Spirito e lo comunicano) // e sono Vita ( vengono dalla sua Vita e la comunicano)

"..Nel Vangelo di Giovanni, Gesù dichiara che cibo per Lui è compiere la volontà del Padre, è l’alimento che lo tiene in vita. Questa parola di Gesù se veramente la prendiamo sul serio, diventa alimento. Cosa fa l’alimento? Ci entra dentro, ci penetra,ci forma e ci trasforma.

La Parola di Dio, è Parola del Dio creatore e contiene la stessa energia creatrice. Se viene accolta, trasforma e dilata la nostra esistenza. "

La Parola crea. L'Uomo Definitivo.

Gv 15:4 Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Gv 15:5 Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Gv 15:6 Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Gv 15:7 Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato.

"È, questo, «un principio fondamentale per l'autocomprensione del cristiano, quali che siano i suoi sforzi e la sua attività». Il credente è sottratto all'esistenza mondana, pur all'interno del mondo; per quanto ancora «nel mondo» (en to kósmo), non è più «dal mondo» (ek toù kósmou). E già passato attraverso il giudizio e già entrato nella Vita (3,18; 5,24s), lasciandosi la morte alle spalle (8,51; ll,25ss); egli ha già la Vita (3,36; 6,47; IGv 5,12). Di lui vale: «Le tenebre stanno diradandosi e la vera luce già risplende». Come Gesù è stato uno straniero nel mondo, così lo sono i credenti che gli appartengono ".

"Ogni persona deve decidere da se stessa da dove vuoi partire, per comprendersi e realizzare se stesso: se dall'ambito della carne, cioè da questo mondo e dalle sue possibilità, oppure dalla sfera dello Spirito, cioè in Dio e da Dio.

Ognuno di noi può e deve scegliere tra queste due sfere -carne e Spirito - come tra due alternative; e può decidere solo allorquando accade l'incontro con Gesù, il Rivelatore e il Salvatore.

La scelta tra carne e Spirito, tra morte e vita, si opera nel momento in cui si sceglie pro o contro la sua Parola


Si tratta di rinascere dall'alto, di essere trasformato dallo Spirito in un essere nuovo, di cui il mondo non sa «donde viene né dove va» (3,8); si tratta di «passare dalla morte alla Vita» (5,24) e di «essere nel mondo pur senza essere del mondo» (17,6.14.16.18).

Si tratta per i discepoli — e per tutti i credenti — di andare alla luce , di camminare al suo seguito, di andare a lui per avere la Vita (3,21; 8,12; 6,35; 7,37; cf. 12,19; 5,49); si tratta di lasciarsi attrarre a lui dal Padre (6,44; cf. 12,32), di seguirlo (10,27; 12,26; 13,36s; 21,18-20), di abitare in lui come lui abita nei suoi discepoli, di abitare nel suo amore (15,4-7.9; cf. 14,23) come nel proprio ambiente vitale.

In una parola, il mistero cristiano è il venire di Dio verso l'uomo nel Cristo mediante l'incarnazione, e l'andare dell'uomo verso Dio nel Cristo mediante la fede. (Mollat) Sono proprio questi movimenti spirituali invisibili dell'amore e della fede, generatori del divino incontro , che il vocabolario spaziale di Giovanni vuole esprimere. "

(*)


Non è più il mondo lo specchio dell' esistenza ma il dimorare / essere dimora di Gesù , del Padre, dello Spirito:

Mt 6:1 Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Mt 6:4 perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Mt 6:18 perché la gente non veda che tu digiuni, ma
solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Mt 6:6 Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Mt 6:8 il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.

«Dimorate nel mio amore »
Gv 15,9: «Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi. Dimorate nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti,
dimorerete nel mio amore,
come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e
dimoro nel suo amore».

"   .. Un imperativo che ha una condizione essenziale che lo avvalora: l'osservanza dei suoi (15,10) o del suo comandamento (13,14; 15,12), che è l'amore scambievole posto in atto simbolicamente dal gesto di Gesù che lava i piedi dei discepoli.

Allora Gesù Cristo, come «dimora» del credente, è ben lontano da quel «posto in cui è bello rimanere e costruire tende», come la montagna della Trasfigurazione nello sfogo di Pietro (Le 9,33 e par.), il quale «non sapeva quel che diceva».
(*)


Gesù risorto è il modello esemplare dell'Uomo compiuto nella sua perfezione definitiva e dondosi come alimento per l'Uomo , il cristiano, è espressione dell'amore creativo del Padre verso ogni uomo che è ricapitolazione della creazione.

"Amare come Gesù ci ha amati " è rispondere come Gesù all amore del Padre cioè amare l'uomo perchè diventi Uomo.


Dio ha rivelato la pienezza del suo amore creativo, il suo progetto, in Gesù. Ecco l'Uomo ! Questo è il mio progetto. Un Figlio.

Se l'uomo rifiuta Gesù , massima espressione dell'amore del Padre, rifiuta la propria realtà , rifiuta il compimento di se stesso nella perfezione: non voglio diventare come Gesù ! Autodeterminadosi fuori dall'amore per sè e per gli altri l'uomo rifiuta se stesso e si autocostruisce come rifiuto, creazione pervertita .

Quando la coscienza di sè sarà piena allora per lui sarà " pianto e stridor di denti" , disperazione senza ritorno. Questa non è punizione divina ma è il rifiuto di se stessi.

(*) Valerio Mannucci-Giovanni il Vangelo narrante-Bologna 1993


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